LE ARTI
Questa sezione comprende i seguenti capitoli:
SPIRITUALITA' NELL'ARTE :
2001: Odissea nello spazio - 2001: A space Odyssey (1968)
di S. Kubrick con K. Dullea, G. Lockwood, D. Richter
Nel prologo, rimasto famoso nella storia del cinema, un uomo-scimmia scopre che un osso può essere usato come arma di difesa e lo stesso osso lanciato in aria, diventa, con una intuizione registica geniale, una lucente astronave che quattro milioni di anni dopo parte verso Giove per cercare di spiegare cosa si nasconde dietro un immenso monolito nero, scoperto vicino alla base lunare di Clavius. Il centro del film è il legame che unisce lUomo al Tempo e allo Spazio e i suoi rapporti con la tecnologia e lutilizzo della scienza. Unesperienza visiva che, come dice lo stesso regista "aggira la comprensione, per penetrare, con il suo contenuto emotivo, direttamente nellinconscio". Una pietra miliare nel cinema della fantascienza e del Mistero nonché di una perfezione tecnica assoluta.
Accadde in Paradiso - Made in Heaven (1987)
di A. Rudolph, con T. Hutton, K.McGillis, M. Stapleton
Dopo essere morto un giovanotto si innamora nellAldilà di una anima che attende di incarnarsi. A costo di non perderla il ragazzo decide di incarnarsi pure lui, rischiando però di non ritrovarla mai più.
Always - Per sempre (1989)
di Steven Spielberg, con Richard Dreyfuss, Holly Hunter, John Goodman, Audrey Hepburn,
Brad Johnson.
Un pilota di aerei antincendio rimasto vittima di un incidente sul lavoro per salvare un amico in pericolo, torna sulla terra come fantasma/angelo custode per istruire un collega pilota destinato a succedergli nel lavoro e nel cuore della ragazza amata. Spielberg si ispira ad una vecchia pellicola da lui molto amata, Joe il pilota (1943) di V. Fleming, per raccontarci una favola dolce/amara sullamore, lamicizia e la possibilità di una"presenza" al nostro fianco dei cari che crediamo ci abbiano abbandonato e che, a nostra insaputa, continuano ad assisterci. Magica la presenza di Audrey Hepburn, dopo unassenza dallo schermo durata nove anni, nelle vesti di angelo custode.
Balla coi lupi - Dances with Wolves (1990)
di K. Kostner, con K. Kostner, M. McDonnell, G. Greene
Eroe suo malgrado, un ufficiale nordista abbandona la civiltà per conoscere "la frontiera prima che scompaia". Scoprirà che gli indiani non sono selvaggi e che i bianchi portano violenza e prevaricazione. Coraggioso esordio di Kostner come regista che firma un film interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura, ma anche per il rifiuto delle convenzioni spettacolari hollywoodiane a favore di un realismo innovativo. Molto bella la caccia in corsa ai bisonti e lamicizia che nasce tra luomo e il lupo selvaggio.
Casper (1995)
di B. Silberling Con C. Ricci, B. Pullman, C. Moriarty
Il tenero fantasma Casper vive in compagnia di tre zii burloni e insolenti in un tetro castello a picco sul mare abitato da una ragazzina e dai suoi genitori. Presto Casper diventa lamico della ragazzina che impara, in sua compagnia, cosa significano la Morte, lAldilà, la resurrezione. Impeccabili effetti speciali della Industrial Light & Magic.
Cocoon - Lenergia delluniverso (1985)
di R. Howard Con Don Ameche, W. Brimley, H. Cronyn
In Florida gli ospiti di una casa di riposo scoprono che bagnandosi nelle acque di una piscina che contiene i resti di visitatori di un altro pianeta, riacquistano la forza e la loro giovinezza. Alla fine partiranno anche i vecchi, ringiovaniti, verso lo spazio, su invito degli alieni gentili. Una storia fantastica a sfondo umanistico con un cast di eccellenti veterani e ottimi effetti speciali.
Contact (1997)
di R. Zemeckis Con J. Foster, M. McConaughey, T. Skerrit
Siamo soli nellUniverso? Carl Sagan, astronomo di fama internazionale, autore di libri di divulgazione scientifica e co-produttore del film (tratto da un suo romanzo) sostiene di no. Ne è convinta anche lastronoma Ellie Arroway, protagonista del film. Dopo un prologo bellissimo e poetico sulla sua infanzia, arriva il messaggio sonoro di una presenza dalla stella Vega e viene organizzato il lancio dellastronave verso il misterioso referente. Opera teologica sul problema della fede oggi, è un film tutto di sensazioni acustiche, oltre che visive, e il personaggio di Ellie è interpretato dalla brava Foster con una passione e una vibrazione davvero intense.
Dead Man (1995)
di J. Jarmusch, con J. Depp, G. Farmer, G. Byrne, R. Mitchum
Alla fine dell800 William Blake, giovane contabile, viaggia in treno da Cleveland in Arizona per cercare un impiego. Ucciso un uomo per legittima difesa viene ferito e fugge braccato dai cacciatori di taglie. Durante la fuga viene aiutato da un pellerossa di nome Nessuno che gli cura le ferite con i rituali della sua tribù. Quello di Blake, sotto la protezione di Nessuno, è un viaggio iniziatico verso la Morte. Si tratta di un western anomalo: lento, un bellissimo bianco e nero, con paesaggi insoliti, momenti di morte violenta e di elegiaca bellezza fino al passaggio finale dalla vita alla morte quando Blake si lascia andare incontro alla fine su una canoa, in un lago, verso il Paradiso dei pellerossa.
Decalogo - Dekalog (1989)
di K. Kieslowski
Vero caso cinematografico degli anni Ottanta, il Decalogo è un film in dieci episodi, di unora luno, in ognuno dei quali viene illustrato un Comandamento della Chiesa cattolica, raccontato come un caso giudiziario, in cui si scontrano due diversi comportamenti che non si risolvono mai con un vincitore ed un vinto. In questa straordinaria opera non è dichiarata la parola o lintervento di Dio ma non è mai assente la Grazia/Provvidenza che qui si manifesta però come casualità. Nasce da questa opera la sensazione di un mondo abbandonato dal Sacro, anche se in tutti gli episodi è presente una figura angelica che fa da trait dunion ai vari momenti raccontati e dove i casi personali portano ad aumentare piuttosto che a fugare i dubbi dello spettatore. Di grande potenza intellettuale e spirituale.
E.T. Lextra-terrestre - E.T. the Extra-Terrestrial (1982)
di S. Spielberg, con H. Thomas, D. Wallace, P. Coyote
Un bambino di dieci anni trova una creatura di un altro mondo abbandonata sulla Terra dai suoi simili, la nasconde in casa sua e ne diventa compagno di giochi, sottraendola alla curiosità di un gruppo di scienziati che la vuole studiare come un fenomeno, aiutandola infine a ritornare nel proprio mondo. Uno dei film che ha incassato di più in tutta la storia del cinema, perfettamente in equilibrio fra una storia di amore (chi viene dallo spazio non porta guerra, ma bontà) e commozione (allontanato dal suo piccolo amico E.T. rischia di morire e la scena della sua "resurrezione" è tra le più commoventi e coinvolgenti): Tutto il film è attraversato da un entusiasta ottimismo che riesce a toccare i tasti più profondi della psiche umana, con il racconto di una innocenza intatta e luminosa. Molto del merito del successo del film è nella simpatia travolgente che suscita lo straordinario pupazzo di Carlo Rambaldi e dal consueto sofisticatissimo uso di effetti visivi e sonori, tipici della ditta Spielberg.
Europa 51 (1952)
di Roberto Rossellini, con Ingrid Bergman, Alexander Knox, Ettore Giannini, Giulietta
Masina.
Irene, moglie di un industriale americano a Roma, dopo il suicidio del figlio che si sentiva trascurato dai genitori, entra in crisi profonda e abbandona il suo mondo arido e formale e le amicizie fasulle e di maniera, per dedicarsi ad amare e ad aiutare le persone che cercano amore e attenzione. Straordinaria opera "mistica", girata con stile austero e rigoroso, è uno dei più intensi ritratti rosselliniani di donna. Ritenuta pazza (dalla Chiesa e dalla classe borghese a cui appartiene) e rinchiusa in manicomio e considerata santa (dalla povera gente) Irene ha turbato le coscienze ideologicizzate dellepoca e continua a coinvolgerci con la forza dei suoi sentimenti puri e rivoluzionari.
Fearless (1993)
di P. Weir, con J. Bridges, R. Pierez, I. Rossellini, T. Hulce.
Larchitetto Max Klein sopravvive ad un pauroso incidente aereo in cui ha perso la vita il suo migliore amico. Da questo momento la sua vita cambia: è lacquisizione del senso di immortalità dopo aver corso il rischio di morire, è la fine della paura della morte, è la consapevolezza di un senso di solidarietà messianico che fa sentire il protagonista in comunione con chi è solo e disperato. Affascinante la descrizione del passaggio tra la vita e la morte con quella luce sfolgorante e la visione di qualcosa di meraviglioso che sta al di là della vita e molto partecipata linterpretazione di Jeff Bridges.
Francesco, giullare di dio (1950)
di Roberto Rossellini, con Frà Nazaro Gerardi, Aldo Fabrizi, Arabella Lemaitre, Padre
Roberto Sorrentino.
Tratto da I Fioretti e da La vita di frate Ginepro, undici episodi della vita di Francesco dAssisi impegnato a predicare amore per ogni piccola cosa o creatura della terra con una "santità" intesa come anticonformismo, sincerità e passione. Rossellini continua ad andare contro corrente manifestando uno straordinario senso poetico nel raccontare una possibile rivoluzione, più laica che religiosa, intrisa di amore per ogni manifestazione della natura.
Gandhi (1982)
di R. Attenborough, con B. Kingsley, R. Hattangandy, C. Bergen, J. Gieguld, T. Howard
Biografia del Mahatma,da giovane avvocato che subisce per la sua razza le prime persecuzioni in Africa, attraverso la sua lotta pacifica ma ferma per lindipendenza del suo Paese e per la difesa dei diritti umani e religiosi, fino alla sua uccisione, per mano di un estremista indù, dopo essersi battuto contro la lotta fratricida tra indù e mussulmani. Kolossal pacifista con il pregio di una accuratissima ricostruzione storica di tutti i momenti della vita del grande uomo (i suoi discorsi più celebri, il suo stile di vita ascetico e concreto, la sua energia e determinazione durante i pesantissimi periodi di digiuno di protesta, le sue marce per il Paese armato solo di un bastone a cui appoggiarsi, e di un panno sui fianchi per proteggersi dalle intemperie). Impressionante ladesione fisica di Ben Kingsley al vero Mahatma. Vincitore di ben otto Oscar.
Gesu di Montreal - Jesus of Montreal (1989)
di D. Arcand. Con L. Bluteau, C. Wilkening, J.M. Tremblay
Daniel Coulombe interpreta il Cristo in una rappresentazione sacra ambientata al giorno doggi che raccoglie consensi tra il pubblico, ma forte opposizione da parte delle autorità ecclesiastiche. Linterprete si identifica a tal punto con il Messia che ne imita i gesti e ne segue il percorso fino alla tragica conclusione. Basato sul Vangelo di Marco il film rimanda di continuo ad immagini allegoriche, in contrappunto con la realtà quotidiana odierna, e vicende evangeliche. A tratti un eccessivo intellettualismo prende il sopravvento sullintensità emozionale, ma la pellicola è comunque di notevole interesse.
Ghost (1990)
di J. Zucker. Con Demi Moore, P. Swayze, W. Goldberg.
Un giovane bancario viene assassinato da un sicario, mandato ad ucciderlo dal suo migliore amico. Ma le forze celesti permettono al morto di ritornare come fantasma sulla terra per vendicarsi del traditore e per proteggere la moglie, che è aiutata da una medium di colore a mantenersi in contatto con lui. Un thriller fantastico, sentimentale e comico ottimamente servito da attori efficaci e da una buona sceneggiatura.
Giovanna dArco - Jeanne la Pucelle (1994)
di J. Rivette, con S. Bonnaire, A. Marcon, J-.L. Richard C
oncepito in due In due parti (la durata è di 256 minuti) il film narra le vicende della sedicenne contadina lorenese che dopo essersi fatta affidare un esercito dal Delfino di Francia, riconquista la fortezza di Tourelles, viene incolpata di stregoneria a causa del suo rapporto con il Divino e bruciata sul rogo a Rouen. Nessuno aveva mai raccontato al cinema il lato femminile di Giovanna, la sua innocenza e freschezza, il suo sgomento di fronte al mistero delle " voci mistiche", la sua angoscia, tutta umana, al momento di morire. Ritratto di unanima pura e coraggiosa che sa pregare e sa mettersi in contatto con Dio senza aloni di misticismo. Una eccezionale Sandrine Bonnaire.
Il profumo della papaya verde - Lodeur de la papaye verte (1993)
di Tran Anh Hung, con Tran Nu Yen-Khe, Lu Man San
Appena dodicenne Mui viene mandata nel 1951 a Saigon a lavorare in una famiglia benestante e apprende le sue prime nozioni di vita. Una delicata favola al femminile dove i tempi di narrazione, dilatati e lenti, mettono in risalto la bellezza dei gesti e degli oggetti e la delicatezza di una cultura che, al contrario della frenesia e della superficialità occidentali, dà somma importanza agli atti del quotidiano: la sistemazione degli arredi, la cura per le piante, la preparazione del cibo, le cerimonie di vestizione, i movimenti, tutto esprime armonia e fusione con lambiente.
Il segreto dellisola di Roan - The secret of the Roan
Inish (1994)
di J. Sayles. Con J. Courtney, M. Sally
Sayles, regista indipendente USA, filma lelegiaca purezza di un paradiso terrestre, lIrlanda, dove si raccontano fantastiche storie di pescatori e si narra la vita semplice e intensa di uomini che vivono in capanne di torba in riva al mare aspettando, dopo un inverno durissimo, che si compia il miracolo di una pesca abbondante. Molto suggestivo il racconto leggendario della foca che, per amore di un uomo, si tramuta ogni stagione in una bellissima ragazza a cui è concesso di vivere un breve momento di felicità sulla terra.
Il settimo sigillo - Det sjunde inseglet (1956)
di I. Bergman Con M. von Sydow, G. Bjornstrand, B. Andersson
Di ritorno dalle Crociate, in un mondo sconvolto dalla peste e dalla violenza degli uomini, un cavaliere che ha perso la fede incontra la Morte che lo sfida ad una partita a scacchi. Una famiglia di saltimbanchi, ingenua e allegramente attaccata alla vita, gli ridà fiducia nellavvenire e lo aiuta a sconfiggere la Morte. Il più famoso e celebrato film di Bergman è una ballata dove si mescolano sacro e profano con uno straordinario fascino dal punto di vista figurativo.
Il vangelo secondo Matteo (1964)
di P.P. Pasolini Con E. Irazoqui, M. Caruso, S. Pasolini, E. Morante
In questa fedele versione del racconto evangelico Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo, e la bellezza della parola di Gesù senza nessuno degli orpelli delliconografia tradizionale, riuscendo a catturare, da laico, il mistero del sacro. Bello ed emozionante come nessun film tratto dai Vangeli, con i suoi paesaggi scabri, girato tra i Sassi di Matera, e i luoghi aspri del Sud dItalia, si rifà alle composizioni della pittura quattrocentesca e ridà alla figura del Cristo tutta la sua dimensione spirituale ed umana.
Incontri ravvicinati del III tipo - Close encounters of the
third kind (1977)
di Steven Spielberg. Con Richard Dreyfuss, François Truffaut, Teri Garr, Melinda
Dillon, Cary Guffey, Bob Balaban
Strani fenomeni, percepiti solo da alcuni eletti, particolarmente sensibili e innocenti, preannunciano larrivo di un evento straordinario: un contatto degli umani con creature extra-terrestri. Il punto di incontro è una montagna nello stato del Wyoming: Devils Tower. Assolutamente originale nella storia del cinema di fantascienza, qui gli extra-terrestri sono presentati come creature dolcissime e assolutamente pacifiche che vogliono comunicare con gli uomini attraverso linguaggi non verbali, ma musicali. Forte è la carica mitica, con particolare accento sulla possibilità di una cooperazione tra diversi, fondata sulla pace e sullamicizia. Il film di un sognatore per sognatori, splendidamente fotografato da Vilmos Zsigmond, con altrettanto straordinari effetti speciali di Douglas Trumbull e i pupazzi semoventi di Carlo Rambaldi.
Koyaanisqatsi(1982)
di G. Reggio
Il titolo significa in linguaggio pellerossa Hopi, "vita squilibrata": E un documentario lirico-ecologico senza commenti vocali,ma con una eccellente colonna musicale di jazz-rock-sinfonico-mistico-corale di Philip Glass. Nella prima parte sono esaltate le bellezze della Natura, nella seconda le immagini della Civiltà e della Cultura con momenti visivi e musicali veramente affascinanti.
Kundun (1997)
di M. Scorsese Con Tenzin Thuthob Tsarong
Il protagonista è il Dalai Lama, un uomo in esilio da quasi 40 anni cacciato dal Tibet, la sua terra, dalla prepotenza degli invasori "liberatori" cinesi. Un film politico e poetico, ma soprattutto poetico perché insiste sulla vicenda umana del Dalai, bambino e ragazzo, mostrandoci il mondo e gli orrori della Storia attraverso gli occhi del suo personaggio. Una lunga e stupefatta soggettiva sulle estenuanti cerimonie, i rigidi ritmi quotidiani, le interminabili preghiere. Tutto è trasfigurato dagli occhi innocenti del bambino che sta al centro del Mondo, ma che ha, di fondo, la consapevolezza di essere niente più di un riflesso di luce su uno stagno.
Larpa birmana - Biruma no tategoto (1956)
di K. Ichikawa Con R. Mikuni, J. Hamamura
In Birmania nel 1945, alla fine della guerra, il soldato giapponese Mizushima rifiuta il rimpatrio, diventa prete buddista e percorre il paese per dare sepoltura ai compagni caduti. E un poema che affonda le sue radici nella coscienza religiosa delluomo e in un sentimento panteistico, che raggiunge momenti di maestosa e dolorosa bellezza. Da antologia la celebre scena in cui il soldato, dopo aver partecipato a tanti eccidi, si preoccupa di non schiacciare con il piede una formica.
Lultima tentazione di Cristo - The last temptation of
Christ (1988)
di Martin Scorsese. Con Willem Dafoe, Harvey Keitel, Barbara Hershey, Harry Dean
Stanton, David Bowie.
Tratto da un romanzo dello scrittore greco Nikos Kazantzakis è la storia di un uomo che tenta di opporsi alla scoperta della propria divinità e che desidererebbe vivere il destino di un comune individuo, con la propria donna e i propri figli e che accetta con fatica la propria sorte divina Questa è la parte che ha creato scandalo negli ambienti cattolici e che invece costituisce il lato più profondo e intensamente umano del film. Il Dio di Scorsese è il Dio delle debolezze, che alla fine ha uno spessore ideologico e morale molto alto. Immagini visionarie di potente impatto e splendida colonna musicale, dalle sonorità africane, di Peter Gabriel.
La ballata di Nayarama - Nayarama bushi-ko (1956)
di S. Imamura. Con K. Ogata, S.Sakamoto, T. Hidarei.
Nel Nord del Giappone cè il monte sacro delle querce, il Nayarama appunto, sul quale, secondo una antica usanza religiosa venivano trasportati i vecchi di settantanni ad attendere la morte. Tutto il film, girato in esterni di montagna, gode del culto della natura, con annotazioni ricchissime sugli animali che popolano il monte sacro.
La montagna sacra - The Holy Mountain (1973)
di A. Jodorowski. Con A. Jodorowski, H. Salinas, R. Sanders
I Signori del Sistema, onnipotenti, ma non immortali, guidati da un alchimista cercano la vita eterna in un viaggio a prove, scalando alla fine una montagna dove si trovano solo dei fantocci. Unorgia visiva rutilante che trova nellaccumulo e nelleccesso una sua paradossale coerenza. Fece scalpore alla sua uscita.
Labiryinth (1986)
di J. Henson. Con D. Bowie, J. Connelly, T. Froud.
Una ragazzina si augura che le portino via il fastidiosissimo fratellino che deve accudire. Per sfuggire a questa incombenza si rifugia nel mondo fantastico che si è creata popolato di labirinti, castelli incantati, cattivi principi, trabocchetti e prove da superare per riavere il fratellino che, nel frattempo è stato davvero rapito dai folletti. Tutti i luoghi comuni delle fiabe rivisti e re-interpretati con allegra fantasia da Terry Jones (uno dei Monthy Python) e dallalta tecnologia di George Lucas. Ottimo il principe cattivo di David Bowie.
Mahabharata (1989)
di P. Brook Con B. Myers, V. Mezzogiorno, R. Langdon Lloyd, J. Kisson
Dal più vasto poema epico della letteratura indiana (18 libri per 106.000 distici) P. Brook, J. C. Carriére e M. Heléne Estienne trassero un indimenticabile spettacolo teatrale della durata di 9 ore presentato nel 1985 al Festival di Avignone. Ledizione cinematografica di tre ore (quella televisiva era di 6 ore) mantiene la malia del testo teatrale, arricchita dalle invenzioni visive del regista e dalle suggestioni dei primi piani di volti straordinari. Con un ritmo da saga sfilano avventure eccezionali, violenti conflitti, atti di magia, furibonde battaglie, intermezzi umoristici. Il tema di fondo è quello di tagliare i legami che uniscono gli eroi umani al mondo degli dei, e mettere gli uomini di fronte alle loro responsabilità di individui. Di forte suggestione dinamica e figurativa, la regia di Brook coniuga raffinatezza e semplicità, aiutata da attori a dir poco perfetti.
Microcosmos - Le peuple de lherbe (1996)
di C. Nuridsany, M. Perennou
Documentario poetico e analitico sulla vita delle creature che abitano un prato e uno stagno che pulsano di vita dei loro abitanti: formiche, lumache, coccinelle,api, bruchi, ragni, scarabei, cavallette, farfalle. Gli insetti non sono filmati solo nei momenti di conflitto e di accoppiamento, ma anche nei comportamenti più normali. Momenti tutti poetici dove una fenditura del terreno diventa una voragine e un acquazzone provoca alluvioni. Girato per tre stagioni nella zona dellAyveron (Francia) è una riflessione profondissima sulle piccole creature della natura sulla loro importanza nellequilibrio ecologico, che ci riguarda da vicino.
Milarepa (1974)
di Liliana Cavani. Con Lajos Balàzsovitis, Paolo Bonacelli, Marisa Fabbri,
Marcella Michelangeli, George Wang.
Ispirato liberamente dal libro Milarepa, grande yogi del Tibet, scritto dal suo discepolo Rechus (XII sec.) narra la storia del viaggio mentale di uno studente dei nostri tempi che si identifica in un giovane contadino nepalese vissuto nellXI secolo. Sotto la guida di un guru Milarepa passa dallacquisizione della saggezza, alla magia nera (potere distruttore), alla magia bianca (conoscenza pura). Girato sulle montagne abruzzesi è un viaggio nella spiritualità orientale che si spinge nel regno dellimmaginario.
Nazarin (1958)
di L. Bunuel, con F. Rabal, M. Lopez, R. Macedo
Premio speciale della giuria a Cannes è la storia dellabate Nazarin che nel Messico di fine Ottocento, dominato dalla dittatura di Porfirio Diaz, si sforza di seguire alla lettera linsegnamento del Cristo, percorrendo in questo modo una Via Crucis molto personale: Tratto dal romanzo di Benito Perez Galdos è la storia di una ossessione di santità che va incontro a durissime sconfitte. Bunuel offre una rigorosa analisi della morale e dei valori dominanti in una società di miseria in cui il protagonista inizierà a trovare la sua salvezza solo quando abbandonerà le certezze per il dubbio: Splendida la fotografia di Gabriel Figueroa perfettamente in sintonia con le scelte figurative del regista che rimandano alla pittura di Goya.
Ordet (1955)
di C.T. Dreyer. Con P. Lendorff Rye, H. Malberg
Jutland nel 1930: La religione ha segnato profondamente i tre figli del vecchio Morten Bergen. Uno di questi, studente in teologia e debole di mente, si crede il Messia e vaga per le campagne creando scandalo con le sue accuse, riuscendo con la sua fede a far rivivere la cognata morta. Il verbo evangelico è il protagonista del penultimo film di Dreyer dove i temi della follia e della comunicazione con il divino sono affrontati con uno stile austero ed essenziale ma pieno di straordinaria tensione. La scena della resurrezione è una delle più emozionanti della storia del cinema per la capacità di Dreyer di afferrare il mistero e lorrore della morte.
Perche Bodhi Dharma e partito per loriente? -
Dharmaga tongjoguro kan kkadalgun? (1989)
di Yong-Kyun Bae. Con Pan-Yong Yi, Won-Sop Sin
Un anziano monaco buddista aiuta a "liberare la luna che cè in loro" in un discepolo roso dai dubbi e in un bambino angosciato per aver causato la morte di un uccellino. Lopera prima di un professore darte che ha fatto tutto da sé, musica esclusa. Ritmi contemplativi, belle immagini in cui luomo si fonde con una natura di notevole fascino.
Phenomenon (1996)
di J. Turteltaub. Con J. Travolta, K. Allen, R. Duvall
Una storia gentile di sentimenti e semplicità con un sempre ottimo e simpaticissimo Travolta nei panni di un sempliciotto a cui, per un miracolo inspiegabile (una specie di emanazione divina), tocca in sorte un cervello che viaggia a 100 allora, facendolo diventare una specie di genio. Ma la genialità ha un prezzo, e il prezzo è la vita che il protagonista usura, consumandosi in questo "dono" soprannaturale, ma lasciando dietro di sé laffetto della gente e una terra che le sue doti renderanno feconda. Ottima prova di attori e messaggio positivo sulle possibilità della mente umana, se collegata con la voglia di dare amore.
Phorpa -The cup (1998)
di Khyentse Norbu. Con Orgyen Tobgyal, Neten Chokling
Conosciuto con il suo titolo religioso di H.E. Dzongsar Jamyang Khyentse Rinpoche il regista è uno dei più importanti Lama della tradizione buddista tibetana. Affascinato dal suono e dallimmagine dalletà di 13 anni, ha collaborato con Bernardo Bertolucci per Il Piccolo Buddha. La storia, ispirata ad un fatto realmente accaduto, si svolge attorno a due ragazzi tibetani che devono raggiungere un monastero arroccato sui contrafforti dellHimalaya, per essere educati secondo i principi tradizionali del buddismo tibetano. Diventati monaci i due ragazzi si trovano catapultati in una serie di eventi imprevisti, poco conformi allambiente austero del monastero. E il giorno della Coppa del Mondo e la febbre del calcio si impadronisce degli spiriti con grande disappunto del superiore del monastero.Il regista ha raccontato, con partecipazione ed affetto, la vita in un ambiente a lui familiare prendendo le parti degli adolescenti, della loro curiosità vitale e della loro grazia. La pellicola è stata presentata al Festival di Cannes del 1999 nella Sezione Quinzaine des Réalisateurs.
Piccolo Buddha - Little Buddha (1993)
di B. Bertolucci, con K. Reeves, Bridget Fonda, Ying Rocheng
Due monaci buddisti arrivano a Seattle convinti che un ragazzino bianco sia la reincarnazione di un loro lama. Le vicende del bambino si intrecciano con il racconto della vita del principe Siddharta che fugge dalla sua prigione dorata, scopre il dolore del mondo e prova compassione per tutti gli esseri viventi vincendo l'egoismo e diventando il Buddha. Bertolucci racconta, con la leggerezza di una fiaba, un itinerario di avvicinamento alla morte, lessenza delle cose e la loro transitorietà come mostra lultima sequenza con la distruzione del bellissimo mandala di sabbia.
Picnick ad Hanging Rock - Picknick at Hanging Rock (1975)
di P. Weir, con R. Roberts, D. Guard, H. Morse
Nel febbraio di inizio Secolo, durante un picnic ai piedi di un gruppo roccioso, tre allieve di un collegio aristocratico scompaiono nel nulla insieme alla loro istitutrice.Un mystery fantastico basato su un reale fatto di cronaca. Raffinatissimo sul piano formale, imposta a livello tematico la dominante di quasi tutta lopera di questo regista, ovvero il conflitto irrisolvibile tra cultura (razionale, perbenistica, opprimente) e natura (irrazionale, vitalistica, liberatoria). Autentico cinema del disagio, tanto più inquietante quanto più non prevede vie di uscita. o spiegazioni razionali.
Powaqqatsi
È il seguito (sempre diretto da Reggio), ma meno incisivo e più monocorde del suo predecessore KOYAANISQATSI. Le immagini raccontano il lavoro delluomo, contrapponendo le inutili fatiche del Terzo Mondo ai fasti del Mondo occidentale.
Solaris - Soljaris (1972)
di A. Tarkowskij Con N. Bondarciuk, D. Banionis
Uno scienziato scopre delle radiazioni che hanno il potere di materializzare le angosce e i desideri degli uomini. Tratto da un romanzo di Stanislaw Lem il film fu pubblicizzato alluscita come risposta russa a 2001: Odissea nello spazio, pur trattandosi di una pellicola completamente diversa. Per il regista la fantascienza non è solo un pretesto per riflessioni filosofiche ma rappresenta lignoto nelluomo. Lo stile lirico di Tarkowskij, diluito nella durata, ma concentrato nei significati, trova qui un equilibrio e un incanto unici. Una favola gentile alla maniera della vecchia Hollywood a cui Rudolph presta una grazia e una gentilezza che evitano ogni rischio di mielosità.
l cielo sopra Berlino
Fino alla fine del mondo
Nirvana
American Beauty
Shamsara
Curarsi con l'arte
di Italo Bertolasi
La pubblicità ci bombarda con modelli di femminilità virtuale al confronto di cui molte donne si sentono inadeguate, e iniziano una pericolosa corsa al miglioramento del proprio corpo, convinte che il disagio che sentono sia solo legato ad unipotetica imperfezione fisica.
Ma se non si raggiunge unarmonia interiore, la meta sarà sempre lontana. Grasse o magre, belle o brutte sarà difficile non sentirsi goffe e inadeguate di fronte ai corpi scolpiti delle top model. O di fronte alla schiera di lolite con fisico "extra small" che ci bersagliano dagli spot televisivi coi loro glutei levigati e senza cellulite. Ma per star bene non bastano diete e sacrifici in palestra alla ricerca di una "silhouette" magra e bella. Impariamo a vivere in modo creativo e fantasioso.
Ci spiega Marcia Hutchinson nel suo libro Trasformare l' immagine del corpo: "Siamo così preoccupate di ciò che in noi non va, si tratti di peso, di rughe, di peli in eccesso che trascuriamo le nostre potenzialità come esseri umani. Se utilizzassimo parte dell'energia che sprechiamo nell'odiare il corpo e nelle diete e regimi punitivi a cui lo sottoponiamo invece nello sviluppo del proprio Io e della propria creatività, pensate quanto si potrebbe veramente cambiare".
Per vincere ansia e depressione e la nostra insicurezza potremmo allora piacevolmente "curarci" con l'arte. Disegno, musica, danza e esercizi di visualizzazione creativa che stimolano la fantasia e ci aiutano a scoprire il piacere di fare arte. La società premia chi sa vivere con leggerezza e creatività, chi si ama e autostima. Con l'arte-terapia si sciolgono i blocchi emozionali e creativi. Spariscono così i malesseri provocati dallo stress, l'ansia e la depressione, i disturbi digestivi, l'emicrania. E si può aiutare chi soffre di pressione alta, dolori cronici o dipendenze da alcool e droghe.
In Italia si spendono più di duemila miliardi all'anno nel supermarket delle psicoterapie (dati Ipses) e molti psicologi oggi lavorano assieme agli arte terapisti. In uno studio dell' "Art Teraphy Italiana", una associazione che promuove la pratica dell'arte e della danza terapia, si rileva che con le cure con l'arte si aiutano per lo più i portatori di handicap (39%) e poi i soggetti psichiatrici (31%) seguiti dai minori, dai tossicodipendenti e dagli anziani. Gli interventi sono per lo più concentrati in Emilia (41%), in Lazio (32%) e in Lombardia (20%)- le regioni ricche. Oggi si privilegia di più la finalità terapeutico-riabilitativa ma nel futuro ci si dovrà sempre di più occupare di prevenzione e di benessere.
Il medico Michele Cléments ha scoperto che i neonati apprezzano la musica di Vivaldi e nei laboratori musicali in America si curano le ulcere con le sinfonie di Mozart. Si è anche inventata un'arte terapia per coppie litigiose: con "Joint Picture" - scarabocchi disegnati assieme e senza pensare - si possono scoprire le difficoltà di una coppia, i meccanismi di dipendenza, di collaborazione o di sabotaggio. Una danzatrice-medico, la svizzera Trudi Shoop ci dice: "Quando si striscia, si saltella e ci si rivolta si incomincia a capire che il nostro corpo ci appartiene e così ci si avvicina alla danza. Tutti hanno in sé talenti artistici: ogni essere umano è anche un artista. Io sono guarita grazie alla danza!"
Ci spiega lo psicologo Pierangelo Garcia: "L'intervento terapeutico deve attingere alle riserve creative che ogni persona ha dentro di sé. Il bravo terapeuta cerca di "innaffiare" il seme della creatività nascosto in chi gli chiede aiuto. Si deve lavorare sulla mente e sugli stati di coscienza con ogni metodica conosciuta: l'ipnosi, il dialogo creativo, il disegno, le tecniche corporee e altri esercizi per utilizzare al meglio l'energia mentale. Ognuno potrà così ritrovare stimoli, idee e nuove energie per uscire dalle trappole emozionali in cui si è caduti."
Non riusciamo a realizzare i nostri desideri, ad avere un rapporto sentimentale felice, un buon lavoro, ad essere soddisfatti di noi stessi. Abbiamo una visione negativa della vita. Tutto ciò può dipendere da una mancanza di autostima e creatività. Lo psicologo Pierangelo Garcia ci ha preparato un test per "misurare" la nostra capacità creativa.
Mettere a fianco delle domande V = Vero / F = Falso
Punteggio
1)V=1/F=0 2)V=1/F=0 3)V=0/F=1 4)V=0/F=1 5)V=0/F=1 6)V=0/F=1 7)V=0/F=1 8/V=0/F=1 9)V=1/F=0 10)V=0/F=1
da 8 a 10 punti - molto creativo: persona dinamica, Vibrante, pieno di vita, sicuro. Si inventa la vita. E' un "artista" che si dedica ad attività creative. Ha successo nell'amore. Si sente bello e armonioso.
da 5 a 7 punti - sopra la media: è una persona brillante, sportiva che fa carriera. Si esprime in modo chiaro. Ha amici. Ama gli hobby, i viaggi (può addolcirsi con la danzaterapia, la comicoterapia).
da 2 a 4 punti - nella media: tipo razionale, conformista. Tutto casa, lavoro e famiglia. "Chiuso" e freddino non vuol mostrare la sua "anima". (può aprirsi di più con il biodramma, il videodramma e aprirsi agli altri con la biodanza).
da 0 a 1 punti - sotto la media: è una persona insicura, depressa e conformista. Soffre di gastriti, insonnia. E' irascibile e "avaro" a livello di cuore.
(si può curare con la danza terapia, la biodanza, l'arte nella natura, il qi gong, il biodramma).
Il bisogno creativo e la menopausa
Una delle caratteristiche della transizione della menopausa è un bisogno compulsivo di essere attive e creative, dal quale traspare in genere la necessità di costruire legami spirituali e di esprimere la propria vera personalità interiore. La nuova occupazione dovrebbe fornire uno strumento di ricongiungimento spirituale, e favorire la costruzione di nuove relazioni. A condizione che si tengano presenti i cinque punti seguenti, la menopausa dovrebbe diventare un'occasione per sviluppare concretamente la propria consapevolezza e saggezza:
Iniziare un'attività che rinfreschi e rinvigorisca, apportando calma e gioia - escluse le occupazioni estenuanti. Concentrarsi sulla gioia che ci può dare un passatempo, un viaggio, una nuova amicizia. Rifiutare attività competitive e stressanti. Godersi serenamente il "viale del tramonto" della vita. Dedicarsi alla meditazione, all'arte, alla filosofia. Alla spiritualità. Sviluppare attività che soddisfino l'Io più intimo. Ricordarsi che è il momento di porre sé stesse al primo posto. (da "Medicina Naturale per le donne" di Julian e Susan Scott - Edizioni Tecniche Nuove)Il centro interdisciplinare di Automotivazione di Milano propone dei corsi per lo sviluppo delle capacità intuitive e creative e per migliorare le proprie prestazioni professionali. Si insegnano tecniche di rilassamento, di consapevolezza corporea, di concentrazione e visualizzazione creativa. Per sviluppare l'autostima e la chiarezza intellettuale che ci permette di riconoscere le nostre aspirazioni più profonde. Tra i corsi proposti ci sono quelli di:
Comunicazione interpersonale: i partecipanti vengono addestrati a comunicare in modo efficace, a creare situazioni rispondenti a bisogni personali e a obbiettivi professionali, a gestire l'autorità e a risolvere conflitti, incomprensione e competitività.
"Team Building": attraverso il continuo coinvolgimento e la partecipazione attiva nelle esercitazioni i soggetti sperimentano le potenzialità di un efficace lavoro di gruppo.
"Assertivity Training": Nella vita sociale e privata è importante essere capaci di padroneggiare le situazioni più complesse. I partecipanti svilupperanno la capacità d'ascolto e di comunicare, aumentando autorevolezza e prestigio e migliorando i rapporti con gli altri.
"Public Speaking": Si insegna a parlare e presentarsi in pubblico in modo efficace e creativo e a combattere l'ansia e la timidezza. Nel corso ci si aiuta con videoregistrazioni.
Sviluppo avanzato dell'Io: l'espressione creativa individuale e di gruppo viene esaltata per acquisire armonia e consapevolezza. Si usano tecniche corporee dolci e tecniche orientali di autodifesa. Uomini e donne separati esploreranno i propri potenziali e i misteri dell'interiorità.
Tecniche di apprendimento, di lettura veloce e di memorizzazione:è proposto un modo pratico, di pronto utilizzo e di facile assimilazione per migliorare la capacità di concentrazione e potenziare l'apprendimento veloce.
Psicodramma creativo: esplorazione dell' Io con tecniche di drammatizzazione, di azione e di gioco che sviluppano la spontaneità, la creatività e un caloroso incontro con gli altri.
Musica e creatività: i partecipanti al corso impareranno ad usare, in modo piacevole e liberatorio, il linguaggio della musica e del canto per esprimere i loro disagi e trasformarli. La musica è una "medicina" e le note ci trasportano in uno stato psicofisico di relax e benessere.
Il potere della Luna - Alchimia al femminile.
"Per diventare belle e vive le donne devono riscoprire il "potere della luna", e la strega e maga che ogni donna ha in sé " ci dice Maria Teresa Lucheroni, un medico che insegna tecniche di autoguarigione e di sviluppo dei potenziali umani con l'occhio attento al "pianeta donna". Ci spiega: "Il potere della donna è la capacità di aprirsi al nuovo, di essere ricettiva e di mantenersi in contatto con la propria interiorità - con l'anima. La donna utilizza con più naturalezza l'emisfero destro e "lunare" del cervello che presiede alle funzioni intuitive, non verbali e immaginative. Nell'antichità la sapienza delle donne si ritrovava nella magia, nell' astrologia e nei riti di fertilità e di consacrazione della Terra che officiava ". Maria Teresa propone dei percorsi di " evoluzione al femminile" dove da sole o in gruppo - sfruttando la forza della solidarietà femminile - si disegna attingendo ai miti e alle favole. Si fanno dei mosaici con colori, candele, fiori, incensi, minerali, cristalli e profumi inventandosi rituali per attivare forze creative profonde. Maria Teresa Lucheroni ci dice: "La donna che riscopre la sua sapienza originaria potrà allora guidare l'uomo a ritrovare in sé il principio femminile - la sua anima - per aggiungere un po' di oscurità e mistero alla sua luce solare che qualche volta è troppo intensa".
Cyber - Disegnare i colori del corpo.
Al Villaggio Globale lassociazione "Cyber" Ricerche Olistiche diretta dal dottor Nitamo Montecucco, ha creato una sintesi tra scienza, psicosomatica, arte e spiritualità per guidare l'essere umano alla ricerca della salute e della consapevolezza. Per questo si insegna a vedere il corpo luminoso e energetico - l'aura - che ognuno di noi ha e a scorgere i colori dell' energia vitale sensibilizzandosi con meditazioni e altre tecniche psicosomatiche. Si fanno esercizi di "Vipassana" - ascolto del silenzio e del respiro - di "respirazione dei chakra" - respirazione e movimenti armonici per dare energia ai 7 punti vitali del corpo - e di "sorriso interiore" - ci si rilassa con un sorriso che nasce dietro agli occhi e che scende fino all'ombelico. Meditando ci si accorgerà pian piano del diverso calore irradiato dalle parti del corpo. La salute di un organo si esprime con colori brillanti e solari. Nelle zone che si percepiscono nere c'é un blocco di energia, in quelle marroni una carenza, ma in quelle calde e luminose l'energia fluisce senza ostacoli. Poi si dipinge una mappa colorata del corpo umano e nelle aree scure si interviene con massaggi e altre terapie.
Lo sciamano è un medico, un indovino e un artista. Ogni tribù del mondo ha i suoi sciamani che curano con la più antica medicina del mondo: il suono del tamburo e la danza estatica. Frank Natale è un "apprendista sciamano" che ha studiato dagli Yogi indiani Muktananda e Krishnamurti prima di fondare la "Phoenix House" -un famoso centro americano di salute mentale. Oggi insegna la "Trance Dance" e la "Caccia all'Anima". La "Trance Dance"è un bagno sonoro e orgiastico: ad occhi chiusi si balla al ritmo dei tamburi fino allo sfinimento. Per avvicinarsi ai giovani Frank Natale non disdegna di fare ogni tanto il "disk Jokey" nelle discoteche alla moda. Sceglie ritmi sfrenati di tamburo per "curare" e far ballare i giovanissimi. Nella "Caccia dell'Anima" invece ci si rilassa per visualizzare il proprio animale di potere. Poi si danza questo animale " totem ": ci si muove come un uccello o si striscia come una tigre, liberi e pieni di vitalità.
Winterhawk è uno sciamano Apache che oggi vive nella nebbia di Milano. Qui insegna l'antico rito per l'autoguarigione che chiama " la Via del Guerriero". Si suona il tamburo. Si danza e si canta in cerchio e ci si "cura" legandosi a nonno fuoco, padre sole e madre terra isolandosi nella natura.Il centro "Ohenyan" di Milano organizza workshop residenziali tra le colline di Assisi.Nelle notti di luna piena d'estate Winterhawk officia il rito purificatorio della "Sweat Lodge" - la tenda del sudore. E' una sauna di vapore bollente che si sprigiona da pietre roventi innaffiate con acque lustrali.Nella trenda si entra nudi, ci si scotta col vapore bollente e si canta.Poi si accendono dei falò e si danza in cerchio ringraziando " Wakan Tanka " - il calore sacro e misterioso della Terra. Ci dice Winterhawk: " Cerca nella vita il nutrimento di questo fuoco sacro. Ascolta la voce interiore del Mistero e della Madre Terra e percorri con onestà e generosità il sentiero del cuore e la " Via del Guerriero ". E non dimenticare di portare sempre con te i carboni accesi di questo fuoco sacro. Portali quando ritornerai al tuo villaggio perché tutti possano riunirsi intorno al fuoco di una nuova vita ".
Ognuno di noiè un essere unico e meraviglioso. Ma per scoprirsi così dobbiamo vincere la tristezza e il senso di insicurezza che ci blocca e ci intristisce. L' "automotivazione" è quella molla interiore che accende volontà e determinazione, l'autostima e la nostra creatività.
Anna Zanardi è una psicologa che applica terapie artistiche e espressive nel centro di "Automotivazione" che dirige a Milano. Ci spiega: " Fin dalla nascita l'essere umano esprime dei bisogni e va alla ricerca del loro appagamento per ottenere la più completa soddisfazione. Le delusioni della vita possono causarci gravi stati di frustrazione, blocchi e disagi che in parte riusciamo a superare da soli. Ma a volte abbiamo bisogno di aiuto. Per mantenerci sani e per favorire un processo di crescita interiore e di consapevolezza il nostro Centro propone un lavoro per "costruire" lo sviluppo della personalità e l'equilibrio dei tre elementi su cuiè basata la nostra salute: la struttura fisica, il sistema biochimico e il sistema emotivo. I nostri operatori "automotivatori" affiancano ciascuno con dolcezza per allenarlo a prendere coscienza di sé, a conoscere i comportamenti inefficaci, a provare nuove strade, costruendo assieme un percoso pratico che porta al successo personale e professionale ".
Pierangelo Garcia, uno psicologo del centro, ci dice: "Alle fonti del processo creativo è un corso che il "team" del centro di Automotivazione ha ideato per stimolare il processo della creatività. Si utilizzerà un gruppo di test e di esercitazioni pratiche per individuare le "spinte affettive" che presiedono all'espressione creativa.
Ci aiuteremo anche con speciali apparecchiature per favorire l'isolamento sensoriale, la fantasia e la creatività di gruppo. La creatività si accende nella mente come il motore di un'automobile che ci fa viaggiare lontano. Artisti e persone creative lo fanno in modo naturale senza rendersi conto di quali siano le "scintille" o il "carburante". Ma in certi periodi della vita ognuno può sentirsi stanco e depresso e per nulla creativo. Ci si "inceppa", si "fonde" e allora può essere utile farci aiutare".
Il Centro di Automotivazione offre inoltre un servizio di orientamento psicoattitudinale - per lo studio e il lavoro - e un "Check up" dello stress individuale con le apparecchiature del "biofeedback ". Un gruppo di psicologiè a disposizione per un servizio di psicoterapia individuale, di gruppo. Per le donne in attesa o per il periodo post parto si organizzano corsi di ginnastica, psicoprofilassi infantile e corsi per " neo genitori". Inoltre il centro organizza un "Corso Professionale di Automotivazione " di durata annuale.
Quando è soffocata la creatività
Ci spiega lo psicologo Pierangelo Garcia: "La nostra mente può essere paragonata ad un grande mare su cui spicca il faro della coscienza che può illuminare o offuscare la mente. Se ci si trova in uno stato confuso o depresso tutta l'attività della mente sarà condizionata dall'angoscia con il rischio di "incagliarsi nelle secche" o di "infrangersi contro le rocce". Ma, seguendo l'esempio del faro, esso può ruotare e illuminare così un altro tratto del " mare - mente". Allora focalizzandosi in un'altra direzione la mente si distacca dai problemi quotidiani per applicarsi a soluzioni creative. Se si leggono le biografie dei grandi geni si scoprirà che i problemi fisici, economici o famigliari, non bloccavano la loro fantasia e creatività. Questi personaggi avevano imparato da soli che la mente è un vasto mare che contiene tutto: bufere di vento, mareggiate, ma anche isole calme, pesci coloratissimi e tesori nascosti.
Oggi esistono molte tecniche per allenare il mare-mente a sfruttare tutte le sue enormi potenzialità, invece di lasciare ristagnare senza vita le sue acque. Come ogni abilità mentale la creatività va allenata, esercitata, nutrita: da buone letture, buoni spettacoli, viaggi stimolanti.
Per armonizzarsi e risvegliare in sé stessi una forza di trasformazione, per vivere meglio con gli altri e migliorare il proprio carattere ci si può "curare" con l'euritmia. Un'arte del movimento e della "parola e musica visibili" - creata nel primo novecento dal filosofo austriaco Rudolf Steiner. Ci spiega Maria Enrica Torcianti, insegnante euritmista alla scuola steineriana di Milano: "Nella danza ci si muove per esprimere le pulsioni interiori, la propria anima. Nell'euritmia si seguono invece leggi spirituali ben precise che governano l'uomo e la natura. All'inizio ci si riunisce in cerchio. Si sta dritti per percepire lo stato di verticalità e l'attività della veglia. Poi si va al centro e si ritorna a riformare il cerchio con movimenti fluidi di espansione e contrazione che ricalcano il ritmo della respirazione e che ci unisce agli altri come a un unico organismo pulsante. Si sperimenta il camminare in cui l'uomo per un attimo si stacca dalle leggi di gravità: il piedeè in aria sostenuto da una forza cosmica e poi di nuovo torna a terra. Su e giù, un movimento ritmico che è come se la terra respirasse. Si fanno anche esercizi con delle bacchette di rame che riscalda e armonizza e si lavora sulle vocali e le consonanti. Per esempio quando pensiamo alla "a" viviamo una sorpresa e una meraviglia. La "e" richiama invece un ritirarsi e un richiudersi in noi stessi. Nelle consonanti invece ci sono i movimenti del mondo: nella "l" riviviamo il continuo oscillare dell'acqua, nella "r" siamo trasportati nel turbinare dell'aria, nella "b" sentiamo il condensarsi di un abbraccio. Questi suoni vengono espressi con le braccia e con tutto il corpo. Da un'unione di vocali e consonanti nasce la parola e dalle parole può nascere una poesia. Nell'euritmia si danzano poesie di poeti moderni e classici (da Dante a Montale). La musica è un'arte divina e in euritmia si impara ad accordare il corpo come fosse uno strumento musicale. Le note hanno "angoli" precisi resi col movimento delle braccia. Gli intervalli tra due note rispecchiano invece il movimento dell'anima. Si può scoprire che il nostro corpo fisico è fatto di musica. Le ossa del braccio corrispondono agli intervalli musicali. L'euritmia si insegna ai bimbi con fiabe e filastrocche e agli adulti con esercizi di consapevolezza per avvicinarli ai grandi temi cosmici. In Germania e in Olanda l'euritmia è usata per riarmonizzare i rapporti sociali tra i lavoratori e per combattere lo stress.
Ascolto musicale terapeutico - Il farmaco sonoro.
C'è chi si è risvegliato da un coma profonda al suono di una ninna nanna - un bimbo nigeriano dopo un incidente d'auto - e chi da un collasso psichico dopo aver ascoltato il flauto del musicista svizzero Andress Wollenweider. Filippo Massara dirige la "Ludi Sounds" - un'editrice di musiche per la meditazione e il rilassamento. E' convinto che la musica può guarirci e ci spiega: " Udiamo suoni non solo con le orecchie e il sistema neuro cerebrale ma anche con migliaia di ricettori sparsi un po' dovunque sul corpo. La musica mette in moto l'immaginazione, favorisce uno stato di regressione e un flusso di affettività. Stimola la produzione di endorfine che alleviano il dolore. Nei nostri gruppi d'ascolto terapeutico si fanno esercizi di vocalizzazione e di autorilassamento, si controlla e si rallenta la respirazione e il battito cardiaco. Ci si concentra per percepire il silenzio, la nostra musica interiore, il "suono del desiderio vitale" e le melodie della natura.
Massara ci consiglia un semplice esercizio per il relax che si chiama "ascolto del desiderio vitale". Scelta la posizione più comoda - sdraiati su un tappeto o seduti a terra con la schiena appoggiata al muro e a occhi chiusi - incominciamo a respirare lentamente mentre ascoltiamo i suoni (diffusi in stereo) di una foresta all'alba. Il canto degli uccelli si fonde al mormorio di un torrente. La voce guida ci conduce nell'esplorazione di un ambiente immaginario:distesi in una radura tiepida con la schiena appoggiata al tronco di un albero si cercherà di visualizzare il colore rosso. Il rosso si spande nella foresta e dentro di noi. Poi nasce d'improvviso un suono che attira la nostra attenzione e che proviene dall'albero al quale siamo appoggiati. L'albero ci invita ad entrare dentro di lui. All'interno si sentirà il suono della linfa che sale e scende nel tronco: il suono del suo "desiderio vitale". Adesso siamo bagnati dalla sua linfa e pian piano spostiamo l'attenzione fino a percepire il suono della nostra linfa vitale e della nostra energia: consapevoli che ogni respiro e ogni pulsazione è anche un suono. A fine esercizio si uscirà dall'albero per distendersi accanto al ruscello ascoltando con più intensità il fluire della nostra energia vitale e del nostro desiderio d'esistere. Poi ci si risveglierà con due minuti conclusivi di musica stimolante."
Il musicoterapeuta francese Jacques Jost propone invece una cura psicomusicale dove l'ascolto della musica è accompagnato da leggeri massaggi al capo e alle spalle. Opere selezionate da Jaques Jost per la musicoterapia ricettiva.
Tchaikovski - Il lago dei cigni - azione introspettiva
Beethoven - Concerto n°5 - azione introspettiva
Dvorak - sinfonia del nuovo mondo - tonificante
Tchaikovski - Concerto n°1 - tonificante
Haendel - Largo dall'opera Serse - rilassante
Bartok - Musique pour Instrument à corde-esaltante
Verdi - Nabucco coro degli schiavi - calmante
Mozart - Ave Verum - calmante
Terapia musicale della New Age
M.Hart - Planet Drum - per stimolare la vitalità
D.Hykes - The Harmonic Choir - Canti rilassanti
A.Grande - Radice - Anti ansia
R. Serra - Ishtar - per stimolare l'affettività
Sw. Deva Nirodh - Atmosphere 1°-2°- per il relax
S. Halpern-Spectrum Suite- per stimolare la vitalità
C.Regazzoni - Magic Wolfy - per stimolare le capacità intellettive
Eugenio Finardi ha scritto bellissime canzoni. "Amore diverso" l'ha dedicata alla figlia appena nata. In "Come in uno specchio" esplora il mondo delle emozioni. "Mezza Luna" l'ha scritta invece per guarirsi in un momento d'angoscia esistenziale. Una vera e propria canzone terapeutica. Ci dice: "Il ruolo dei creativi è anche quello di educare e far crescere gli altri o oggi lavoro anche per produrre giovani talenti musicali. Come Giorgio Vanni. Nel suo CD che uscirà a gennaio io gli ho scritto 6 testi su 10."
Del cantare e del suo lavoro Eugenio Finardi ripete le parole del suo analista "E' una patologia produttiva. Per esibirsi in pubblico ci vuole una gran dose di narcisismo e di egocentrismo, frutto di grande timidezza e fragilità. Io mi sento un po' così. Si canta anche per farsi accettare e il nostro riconoscimento viene con il successo e con gli applausi. Ma alla fine non ci fai più caso e pensi solo a fare della buona musica. La scoperta della mia creatività l'ho acquisita fin da bambino. Mia mamma era una cantante lirica e mio padre un tecnico del suono. Sono nato in un contesto d'arte e da subito sembrò normale che mi mettessi a cantare. Io credo che la creatività nasca da un utilizzo speciale dell'intelligenza. Quando sui pensieri e sulle analisi prevalgono invece i sentimenti. Le canzoni sono fatte di parole, di suoni, di segnali, di emulsioni che ti sgorgano fuori più o meno lucidamente. Il mio analista si è accorto che nelle canzoni che ho scritto 12 anni fa c'erano già tutte quelle risposte che oggi solo riesco a capire così in profondità. A scrivere allora quelle canzoni era il mio inconscio. In tutti i processi creativi si entra nella parte più vera e misteriosa di noi stessi. Se si lavora con onestà e così in profondità ci si può mettere in contatto con la vocina interiore, con la nostra anima".
Ginevra de Siena, diplomata allaccademia giapponese del "Body Weather Laboratory", insegna a danzare nella natura - in alta montagna o vicino al mare, per risvegliare la vitalità, le emozioni profonde e così migliorare la consapevolezza del corpo. Ci spiega: "Il corpo umano possiede all'interno di sé un'intelligenza innata che ci conserva anche in buona salute. La danza nella natura è una medicina, un modo per godere le carezze del vento, i profumi dell'aria e il calore terapeutico del sole". Prima di tutto si fanno esercizi che riducono la tensione fisica e mentale. Vicino a un torrente e ascoltando il canto del ruscello "ci si lascia danzare" come fa l'acqua che scorre verso valle, senza sforzi, con movimenti fluidi e naturali. In montagna ci si può lasciar guidare dal vento e dondolare e fremere come fanno le foglie appese ai rami. Ginevra porta i suoi allievi nei boschi per fare la doccia ghiacciata sotto le cascate come fanno gli "yamabushi" - gli asceti delle Alpi giapponesi. O al mare per danzare nell'acqua lasciandosi sospingere dalle onde. In montagna si può fare il "bagno di foresta" - si entra nel bosco nudi e sensibili. Si abbraccia un pino per assorbirne l'energia - una vera e propria "pranoterapia verde".
Rigidi e sempre in tensione non ci rendiamo conto di quante parti del nostro corpo siano "morte" e contratte. Danzando si riacquista la consapevolezza del corpo e la salute: si risveglia la mente e i sensi. Ci si energetizza: ci si sente più fluidi, più vitali.
Ondeggiare il bacino, inarcare la schiena, molleggiarsi e saltellare. Sfruttare la forza d'inerzia per slanciarsi in aria e ruotare come trottole. E ancora dondolarsi imitando il movimento dell'acqua che scorre. Isadora Duncan, pioniera della danza moderna e della danza terapia,danzava nuda per godere il piacere del corpo che si muove in libertà. Ogni tecnica le sembrava inutile. Predicava che la danzaè un'arte per lo sviluppo dei potenziali umani e per l'autoguarigione.Per molte celebrità la danza è stata una vera e propria medicina: il ballerino russo Nijinski riuscì a contenere la sua follia, il coreografo Maurice Bejart a curare una deformazione della colonna vertebrale. Ci dice Rosa Maria Govoni, che insegna all' "Art Therapy Italiana": "La danza terapia trasforma profondamente. Si lavora sulle proprie capacità espressive e poetiche trovando toni, colori e significati a nuovi modi di esprimersi. Osservando i propri sentimenti, le paure, i blocchi e i silenzi."
Elena Cerruto è autrice del saggio "A ritmo di cuore - la danza terapeutica". Ci spiega: "La danza aiuta a conoscersi e a modificarsi in modo fluido, senza sforzi e senza costrizioni esterne. La danza è un ponte tra corpo e mente, tra uomo e uomo e tra arte e terapia. E' anche un ponte tra Oriente e Occidente. La danza terapia integra le pratiche della meditazione, dello yoga e delle arti marziali. E' per tutti: anche per chi non ha mai ballato o è portatore di handicap. La danza ci mette in contatto con le nostre emozioni profonde. In modo fisico e piacevole perché è legata alla nostra sensualità e alla nostra sensibilità".
Nella palestra milanese "Sarabanda" la Cerruto promuove dei workshop di danza terapia con la consulenza del medico psicomatista Giovanni Ansaldi per "esprimersi creativamente con il proprio corpo, per star bene e per vivere meglio con sé stessi".
Laboratorio di creatività - Biodanza.
Gli stages di biodanza ci immergono a fondo nella scoperta della nostra identità e di aspetti ignoti di se stessi. Permettono un rinnovamento e forme nuove di connessione affettiva. Rolando Toro (ha insegnato Psicologia dell'Arte all'università del Cile) che ha inventato da più di trent'anni il sistema "biodanza" ci spiega: "L'organismo umano esprime la sua creatività fin dalle cellule del sistema immunitario che genera sofisticati e sempre nuovi anticorpi contro gli aggressori. Nei nostri "laboratori di creatività" si insegna a sciogliere i blocchi espressivi per riuscire ad esprimersi con il disegno, la danza e il canto. La creatività è l'espressione della nostra libertà interiore e della nostra salute. Gli esercizi di biodanza sono facili e ognuno può prendervi parte con soddisfazione. Viene stimolata l'emozione dell'incontro con il compagno/a del gruppo attraverso esercizi di comunicazione a due. Poi si passa a un lavoro più approfondito che richiede attenzione per i valori estetici e poetici: si modella l'argilla ad occhi chiusi per esprimere le nostre emozioni più nascoste. Si disegna copiando da un modello ma senza guardare il foglio su cui si scarabocchia. Si respira, si canta e si danza in modo istintivo e armonico. Si scrive una poesia e poi la si "danza". Nel laboratorio delle maschere ci si guarda allo specchio per scorgere i tratti significativi del viso, come lo sguardo, le rughe. Poi, con con cartone, foglie e con pezzi di tela colorata si confeziona la maschera che ci assomiglia, la si indossa e di fronte al gruppo si recita sé stessi ".
Rolando Toro ci dà alcuni consigli per stimolare la creatività: "Trasformiamo un angolino di casa nostra in un atelier per dipingere, modellare e per raccoglierci in silenzio. Ogni giorno dovremmo dedicare almeno 10 minuti ad una attività artistica per migliorare la memoria e rinforzare i nostri progetti di cambiamento. Si potrà dipingere, cantare, inventarsi una poesia. Chiudere la porta, e isolati e al buio muoversi in libertà e danzare. La nostra sensibilità, la nostra fantasia potrà ampliarsi in modo straordinario. Potremmo anche iniziare a leggere
poeti famosi per imparare la difficile arte della scrittura. E poi trovarsi con amici per condividere le nostre piccole scoperte e per mostrare le nostre creazioni. L'atto creatore fa parte della passione di vivere. E la creazione è l'espressione della nostra libertà e gioia interiore."
Terapie con il teatro - il Biodramma.
Ribellarsi a un capoufficio tiranno, strapazzare il vicino di casa che ci perseguita. Dar libero sfogo al pianto, alla gioia e alla voglia di verità e libertà. L'occasione ci è offerta dallo psicodramma e dal biodramma. Allo psichiatra rumeno Jacob Levy Moreno è attribuita l'invenzione dello psicodramma: una psicoterapia di gruppo dove al paziente attoreè richiesto di "recitare" con onestà e con verità gli eventi più traumatici della sua vita. Negli anni '70 Lorenzo Ostuni inventa invece il "Biodramma". Questa volta ci si rivolge a un pubblico vasto e generico che ha voglia di conoscersi a fondo. Si è invitati a fare un viaggio simbolico nel "biodromo" - lo spazio scenico-attraverso tre porte iniziatiche. Bios - la porta della Vita -è agghindata come un utero e ci vuol far rivivere l'esperienza della nascita. Poi c'è Eros - la porta dell'amore - dove siè coinvolti in giochi affettivi e erotici con un attrice testimone. Alla fine si dovrà attraversare Thanatos - la porta della morte- e riflettere sulla caducità, sul proprio crescere e morire. Si è accompagnati da un attore che indossa i panni di un moderno Virgilio e alla fine la nostra "recita" e il nostro viaggio sfida verrà interpretato dallo psicologo che assiste al biodramma.
Tutti sanno che si vive nella civiltà delle immagini che mitizza i corpi belli e sempre in forma delle top model e per sfondare in società ci è richiesta sempre di più la "bella presenza". Cindy Crawford confessa a Vogue: "la mia mano sinistra è più bella della destra, il profilo sinistro rende di più in fotografia, quello destro di più in TV". Berlusconiè un perfezionista. Non concede un'intervista senza farsi prima aggiustare il look da Mity Simonetto. E Maurizio Costanzo insegna ai manager a combattere la timidezza e a recitare in TV. Sempre di più si usa foto e video per migliorare la propria immagine e valorizzarsi in società.
Negli anni '70 alcuni psicologi americani hanno inventato il videodramma per curare la dismorfofobia - la paura di essere brutti e deformi - e altre insicurezze sul proprio corpo.Ci si mette davanti a una telecamera e poi ci si osserva:è un bagno narcisistico e terapeutico. Nel setting di videodramma, la videocamera si usa come uno specchio - video feedback - per osservarsi mentre ci si muove. Alla seduta partecipa un tecnico video, uno psicologo e uno o più "soggetti - attori ". Nella sala dove si lavora è diffusa una musica rilassante. Dopo alcuni esercizi di movimento che stimolano il relax e la consapevolezza - alla seduta qualche volta partecipa anche un mimo o una danzatrice - ci si mette davanti alla telecamera e si parla a ruota libera. Ci si immagina più belli e spigliati e ci si fa riprendere mentre si "recita" questa parte. Si può anche scrivere su un foglio di carta una serie di sogni segreti e di progetti per il futuro e poi leggerli come fanno gli speaker televisivi. O truccarsi da clown, per imparare a ridere di sé stessi.Ci potremmo ancora specchiare in un televisore mentre la videocamera ci gira intorno e ci riprende da ogni angolo mostrando da angoli inusuali i particolari delle nostre mani, del viso e dello sguardo. Scopriremo così i nostri atteggiamenti, le nostre strategie e i tanti piccoli segreti della nostra personalità.
Guarire con il teatro: lesperienza di Franca Rame
Franca Rameè in giro per l'Italia con il suo ultimo lavoro: "Lo Zen e l'arte di scopare" scritto dal figlio Jacopo. Con il solito coraggio Franca parla di sesso e d'un modo d'amare nuovo che ci può far ritrovare l'onestà e la morale che abbiamo perduto. E nel suo nuovo progetto "Teatro al femminile" sponsorizza il lavoro di 15 nuove autrici che ha scelto tra le mille partecipanti ad un concorso che ha inventato.Ci dice: "Per me il teatro è stata una terapia.Quando anni fa sono stata violentata dai fascisti mi sono chiusa in me stessa. Non riuscivo più a parlare con nessuno neanche con Dario e non me la sentivo di andare da un analista. Poi ho deciso di scrivere tutto quello che era successo. Intanto intorno a me succedevano sempre di più violenze sessuali e alla fine mi sono decisa a mettere in scena questa mia storia. Ho debuttato senza provare e senza dire a nessuno che quella che recitavo era successo anche a me. Iacopo mi diceva che era come se mi fossi messa in terapia davanti a mille persone. Poi per il poco rispetto della stampa per i fatti privati della gente la mia storia è saltata fuori e allora dopo 400 repliche non l'ho più voluta recitare. Ho anche sofferto di una depressione terribile. La depressione è una malattia orrenda. Non mangiavo più e mi sostenevo con gli integratori dati alle anoressiche. Ma in uno spettacolo dovevo mangiare in scena un piatto di spaghetti. Ho scoperto allora di riuscire a mangiare solo sul palcoscenico. Recita dopo recita mangiavo qualche forchettata di spaghetti in più e alla fine sono guarita".
Per star bene bisogna allora vivere con coraggio e con creatività. Franca ci invita a leggere di più, ad aprire un dialogo cogli amici e coi genitori "per cercare di educarli se necessario". E ci invita a spegnere la televisione, dove tutto sembra facile e tutti hanno successo. Consiglia alle ragazze di disinibirsi. "Lo dice una che è stata inibita per tutta la vita. La mia mamma era una santa donna, cattolica fervente. Il sesso era il peccato mortale. Poi sono stata in collegio dalle suore che ci facevano fare il bagno con la camicia. La donna oggi deve imparare a conoscersi a fondo. A volersi più bene, a ripettarsi, a essere sé stessa bella o brutta che sia, senza copiare da nessuno. Deve sapere quello che veramente vuol fare nella vita e ad imporlo a chi la vuol controllare".
E' un ottimo antistress che ripristina una corretta respirazione e circolazione sanguigna. "Niente esercizi ginnici faticosi e ripetitivi" ci dice Thérèse Bertherat, la fisioterapista francese che ha inventato l' "antiginnastica". Un'arte dello scioglimento e della distensione muscolare fatta di movimenti dolci e armoniosi che mandano un' eco benefica a tutto il corpo. Con intuizione Thérèse osserva la "tigre" che si nasconde nel corpo, che si rifugia nella "tana" della schiena e che si allunga sotto la pelle muovendo ossa e arti armoniosamente. La "tigre"è il nostro sistema muscolare " possente e bellissimo" che si contrae dalla nuca alla punta dei piedi. Ci dice ancora Thérèse Bertherat:" La tigre (il sistema muscolare) ha pieni poteri sul nostro organismo: se è contrariata può farti spuntare una gobba sulla schiena. Può mozzarti il respiro, irrigidirti il viso, deformarti il corpo. E' capace delle cose peggiori e delle migliori. Può modellarti il corpo: renderlo bello e perfetto. La forma, la bellezza e l'energia, la salute passano attraverso la legge della tigre. Tutti noi abbiamo il potere di creare qualcosa di fragile e di meraviglioso: il nostro equilibrio!".
Ogni corpo teso, storto o disarmonico può liberarsi dai blocchi e riavvicinarsi alla forma perfetta. Per la Bertherat questa è la più stupefacente capacità dell'essere umano. Ci spiega che per scorgere eventuali disarmonie ci si può mettere davanti allo specchio con i piedi uniti e le braccia pendenti. E osservare se la clavicola destra è alla stessa altezza della sinistra, se le punte dei capezzoli sono allo stesso livello, se fianchi e ginocchia si equivalgono. Un altro test è modellare ad occhi chiusi po' di plastilina per farne una figura umana che sarà una specie di nostro "doppio" che riflette la condizione della mente e del nostro corpo. Si possono così correggere le nostre disarmonie con gli esercizi dell' antiginnastica. Rilassi gli occhi girandoli in tondo per tre minuti, poi sbatti le ciglia per altri tre minuti. Muovi la bocca: ti sdrai supina e apri e chiudi la bocca lentamente girando le mandibole e la lingua. Poi si passa alla "tigre" del collo: siedi e appiattisci la colonna vertebrale contro una parete. Ruota la testa verso destra e sinistra e afferra e massaggia con le mani le muscolature delle spalle e della schiena (il trapezio).Come puoi "lavorare" la zona tra le gambe? Ti sdrai supina. Contrai e rilassi le natiche: poi metti una palla da tennis sotto il sedere e ci dondoli sopra aprendo le gambe.
E' un toccasana contro ogni male - dai comuni mal di schiena, alle epatiti ma c'è chi giura che può aiutare anche chi ha un tumore. Gli esercizi di Qi Gong regolano la respirazione, attivano la circolazione del "Qi" - l'energia vitale - e inducono uno stato di armonia e di relax. Per calmare la mente e indurre uno stato di quiete ci si dovrà concentrare sulla respirazione imparando a contare i respiri. Poi si può immaginare di stare eretti come un pino ben piantato che non è scrollato dai venti. Nell'esercizio del "palo eretto" si sta con i piedi divaricati quanto la larghezza delle spalle. Poi si piegano le ginocchia e ci si "siede" nel vuoto: testa e torso diritti.
Lo sguardo è in avanti con le palpebre abbassate. Poi si alzano le braccia all'altezza delle spalle - mani e spalle rilassate- e si sta in questa posizione per 10 - 20 minuti. L'esercizio rinforza la costituzione e previene le malattie. Per i disturbi del sistema nervoso invece si giace supini. Le ginocchia piegate e i piedi appoggiati a terra. Poi ci si rilassa immaginando di galleggiare in una vasca d' acqua calda.
Wen Zhong You è un ex portiere della nazionale di calcio cinese che insegna Qi Gong. In Italia tiene dei worshops al centro Soma di Milano. Ha studiato con famosi maestri buddisti e taoisti. Ci spiega: " Gli esercizi buddisti ti insegnano a concentrare la mente su alcune parti del corpo e a lasciar fluire i pensieri. Ci si immagina sopra un gigantesco fiore di loto e si dondola il corpo per rilassarsi e assorbire così il Qi cosmico. Si entra così in uno stato di distacco e di concentrazione assoluta. Nel taoismo si insegna a "sedersi nella dimenticanza": corpo rilassato, mente vuota e l'energia vitale che scorre per sbloccare le tensioni. Quando si è più esperti si imparerà a dirigere il Qi nei punti deboli per rinvigorirsi. Se ci si rilassa regolarmente si gode uno stato di benessere cheè chiamato "Unità nella Natura". Caterina Martucciè un medico agopuntore che pratica il Qi Gong. Ci spiega un facile esercizio di "Qi Gong": "Si pratica in piedi - all' inizio per pochi minuti ma poi anche per mezz'ora. Le braccia sono davanti all'addome con le palme rivolte verso l'interno. Si immagina di avere in mano una palla molto leggera. Si respira con l'addome e si immagina di essere in un bosco tra fiori e alberi. Sentiremo diffondersi in tutto il corpo una senso di calore, di calma e di gioia.
Il parere di Marcello Bernardi.
Pediatra di fama mondiale e autore di libri di successo, come Educazione e libertà, Gli imperfetti genitori e Sessualità, Marcello Bernardi è un convinto sostenitore della creatività e delle libertà del bambino e dell'adulto. Imbrigliate spesso da genitori e educatori. Ci dice: "Solo pochi mantengono dentro quello che Freud chiamava "l'anima dell'eterno fanciullo", una personalità creativa, una forte individualità e indipendenza. Da questi bimbi nascono i geni - grandi filosofi e artisti - e gli uomini nel verso senso della parola. Mentre tutti gli altri diventano seguaci, per nulla creativi. Nella vita di ogni giorno si è sempre disattenti, si agisce ma non si pensa a cio' che si fa, si discute impiegando argomenti banali. Non ci si sforza di avere un'idea propria. Originalità e creatività sono cancellate dai potenti strumenti della comunicazione di massa che invece che aprirci a nuove visioni ci "accecano".
L'adulto si deve perciò rieducare alla creatività schermandosi prima di tutto dalla spazzatura televisiva - spettacoli di evasione e concorsini. Aggiunge Bernardi: "Per prima cosa si dovrà vedere meno TV, imparando a leggere i giornali in senso critico, accettando l'opinione degli altri - pur famosi che siano - solo se la si condivide. E poi ci si deve liberare dalla schiavitù del denaro, che domina sempre più ogni aspetto della nostra cultura - dalla salute al tempo libero. Svuotando di senso ogni cosa che si fa. Il famoso filosofo Eric Fromm nel suo libro Avere o Essere ci ha suggerito di lottare nella vita per essere qualcuno più che per avere qualcosa. Le scuole di creatività funzionano solo se chi ci guida non ci impone le cose da fare e le vie da seguire. Quindi per curarsi con l'arte si può fare di tutto: scrivere poesie, dipingere, fare judo, esplorare le montagne. Ma la cosa più importante è che ci si muova di propria iniziativa, spinti dalla propria curiosità e dal piacere. E con un po' di senso critico e di senso estetico. La creatività è un fatto così intimo e personale che o esce dalle persona stessa o non c'é. Non la si può prendere come fosse una medicina o una psicoterapia."
Arte Terapia: disturbi e rimedi
La tabella può aiutarci a scegliere il rimedio d'arte terapia più adatto. Ma attenzione: alcuni disturbi (anemia, cefalea, stipsi) possono avere serie cause organiche e di fronte a un malessere ricorrente conviene sempre consultare un medico. Ogni disturbo elencato in tabella ha una componente psicosomatica che può ottenere benefici dalle tecniche elencate nel dossier.
Diminuzione del desiderio sessuale - danza terapia, qi gong, biodanza, neosciamanesimo, automotivazione e euritmia.
Stanchezza - musicoterapia, arte / natura, comico terapia, qi gong.
Mal di schiena - musicoterapia, biodanza, arte / natura, antiginnastica e qi gong.
Artrite - danza terapia, musicoterapia, biodanza, antiginnastica e qi gong.
Variabilità di umore e disturbi nervosi - arte terapia, euritmia, biodramma, videodramma, comicoterapia, qi gong e neosciamanesimo.
Cefalea - danza terapia, musicoterapia, biodanza, arte/natura, comicoterapia, antiginnastica e qi gong.
Insonnia - danza terapia, arte terapia, musicoterapia, biodramma, videodramma, qi gong e arte / natura, euritmia.
Irregolarità mestruali - danza terapia,biodanza, arte/natura, qi gong.
Menopausa - danza terapia, euritmia, arte/natura, antiginnastica, comicoterapia,qigong e neosciamanesimo, videodramma.
Disturbi digestivi - arte terapia, videodramma, musicoterapia, biodanza, arte / natura,qi gong, euritmia.
Stipsi - danza terapia, qi gong, biodanza, arte / natura, comicoterapia.
Squilibri pressori - musicoterapia, biodramma, videodramma, biodanza, qi gong, arte/natura, comicoterapia.
Eczemi - danza terapia, arte terapia, biodramma, videodramma, biodanza, arte / natura e qi gong.
Asma - arte terapia, musicoterapia, psicodramma, biodanza, arte/natura, qi gong.
Comico terapia - guarire col ridere - Da Patch Adams a
Jacopo Fo
di Italo Bertolasi
Film comici, candid camera demenziali e barzellette per mostrarci gli aspetti assurdi e ridicoli della vita. E ancora risi e risate a crepapelle al posto di pillole analgesiche e di costose psicoterapie per curarci e riacquistare ottimismo e buonumore. Sono le semplici ricette della "Humor Terapy", la terapia dell'umorismo, proposta da psicologi allegroni, dottori clown ed artisti di cabaret convinti che il buon riso ha poteri curativi straodinari. "Chi è musone, triste e depresso" ci dice il premio Nobel per la medicina Susamo Tonegawa "non riuscirà a tener lontano le malattie".
L'uomo è l'unico animale ridente: non c'è nessuna emozione, a parte l'amore, che sia così potente e universale. Eppure ancor oggi "per la scienza il riso è misterioso come un buco nero" ci dice il medico inglese Jhon Hadfield. Le ultime scoperte della PNEI - lo studio delle relazioni tra psiche, sistema neuroendocrino e immunitario - hanno accertato che tristezza e pessimismo inibiscono la nostra vitalità favorendo stati di stress e depressione. Allora compaiono palpitazioni, disturbi del sonno e dell'appetito assieme ad ansia e tensioni. Mentre riso e buonumore giovano all'intero organismo, al nostro io profondo, alle nostre relazioni sociali e aiutano i processi di guarigione. Per questo a New York, fin dal 1986, un'equipe di 35 clown del Big Apple Circus affianca i dottori nei reparti di oncologia e negli ospedali pediatrici. E Patch Adams, medico e clown professionista, ha fondato in West Virginia la comunità sanitaria Gesundheit Institute per curarci con la medicina del pensiero positivo e del buon ridere. Patch è convinto che non si può separare la salute del mondo da quella dell'individuo e che allegria e autosostegno morale sono le cure più efficaci. Da sempre infatti si sa che "ridere fa buon sangue"!
Con la comicoterapia si possono fare miracoli. Ne è convinto Jacopo Fo, figlio del Nobel Dario Fo, che ha ideato corsi di "Yoga demenziale e Zen occidentale" che si tengono alla Libera Università di Alcatraz, una valle dell'Eden alternativo, tra Gubbio e Perugia ed Assisi. Ci dice: "Lo Zen è qui, ora, ogni volta che ti viene da ridere! La vita è tutta una roba da ridire: le endorfine prodotte da una bella risata rassicurano, tranquillizzano e liberano l'energia vitale più profonda. Lo Zen occidentale ha scelto come maestro spirituale il piacere e il buon ridere. Via i sensi di colpa che ci bloccano e via le paure che ci avvelenano la vita. Perchè tutta la saggezza d'Oriente e d'Occidente può essere riassunta in una gigantesca risata!".
A settembre la cittadina ligure di Bordighera è diventata ancora una volta la "Città dell'Allegria e dell'Umorismo" che ha accolto il congresso internazionale sull'umorismo dedicato quest'anno al tema: "Guarire dal Ridere". Dibattiti, spettacoli, mostre, corsi di fumetto umoristico e seminari sono stati proposti come una "terapia intensiva e un periodo di cure alle terme del buonumore e alle beauty farm dello spirito". Si sono ritrovati medici e studiosi che hanno indagato le virtù terapeutiche dell'umorismo e che hanno spiegato a un pubblico attentissimo come, quanto e perchè fa bene ridere. Oltre a Patch Adams e Jacopo Fo c'erano Branko Bokun, studioso di psicologia sociale e autore di "Ridere per vivere" Mondadori, Mario Farnè, docente di psicologia medica e autore di "Guarir dal Ridere" Bollati Boringhieri, l'associazione romana "Ridere per Vivere" e la fondazione svizzera "Theodora". La neonata "medicina umoristica" è così finalmente di moda! Dopo aver invaso i siti Internet, le librerie, gli ospedali e i fitness center d'America è sbarcata anche in Italia. In America l'American Association for Therapeutic Humor - l' Aath - gia da anni fa indossare ai suoi medici nasi da clown e mette in circolo riviste di settore, come il "Giornale della gaiezza infermieristica", che ci informano sui progressi della comicoterapia.
I medici del sorriso ci dicono che ridere a creapelle fa lo stesso effetto rilassante di un buon esercizio fisico: dieci belle risate al giorno sono come dieci minuti di aerobica o di vogatore. Quando si ride si fa una microginnastica salutare dei muscoli facciali, delle spalle, del diaframma e dell'addome. Ci dà una carica di vitalità che stimola il nostro sistema immunitario riducendo i livelli di adrenalina nel sangue e liberando dal cervello le beta - edorfine che hanno un potente effetto analgesico e rilassante.
Ecco allora scientificamente confermato il buon detto popolare che "una risata al giorno toglie il medico di torno". Ridere migliora la memoria e ci allegerisce dalla noia e dalle delusioni che ogni tanto ci riserva la vita. E' un meccanismo di difesa contro ogni forma di ansia. Le battute oscene esorcizzano le paure e i tabù sessuali. L'umor nero ci aiuta a convivere con morte, malattie e catastrofi sentimentali. La satira è una salutare e pacifica ribellione contro chi ostacola le nostre libertà. L'umorismo scatologico ci libera dai tabù che riguardano gli escrementi e le funzioni fisiologiche. E l'ironia verso sé stessi è un'autodifesa contro gli insuccessi professionali e i cali d'autostima. Il riso del clown è sempre stato anche un atto di rivolta contro i soprusi dei potenti e contro la censura morale di chi pretende di educarci. Il riso non va preso sottogamba: è una cosa seria! A ripetercelo è lo psicologo Mario Farnè: "ridere è veramente importante in qualsiasi momento della vita. Non bisogna mai perdere l'occasione di farsi una bella risata per affrontare gli eventi quotidiani con un bel sorriso sulle labbra."
L'Associazione "Ridere per Vivere !"
"Le emozioni positive e il buon ridere possono alleviare e risolvere disturbi delle più svariate tipologie. Emozioni positive, speranza, fede, gioia, creatività, umorismo, comicità contribuiscono al mantenimento della salute meglio di tanti farmaci". Sono le idee dell'associazione socio - sanitario - culturale "Ridere per Vivere" animata dalla psicoterapeuta Sonia Fioravanti e dall'attore e comicoterapeuta Leonardo Spina. I loro laboratori "Comicità è salute" sono stati sperimentati con successo ormai da otto anni con persone di ogni età. Sono una palestra dove ci si "allena ad osservare la realtà con ottimismo e un po' di umorismo". I corsi sono stati proposti anche nelle scuole dove si è lavorato alla prevenzione del disagio giovanile e a "corsi di aggiornamento" per gli insegnanti. Negli ospedali invece si sono formati i "volontari del sorriso" e i primi "medici della risata" italiani. Oggi è anche in progetto l'apertura di un vero e proprio "Reparto di Terapia del Ridere" in un ospedale romano, dotato di videoteca umoristica e collegato via Internet con gli altri "Ospedali del sorriso" già esistenti nel mondo. I laboratori di "Comicità è salute" sono trimestrali ma si può partecipare anche a minicorsi durante i weekend. Il laboratorio comprende la parte pratica di "espressività corporea": si "gioca" per legarsi di più al gruppo. Si usano tecniche teatrali e psicologiche per esprimersi con più istintività e sincerità al di là di qualsiasi mediazione razionale o inibizione sociale. Si fa "scrittura creativa" per permettere al nostro cervello di lavorare con istintiva spontaneità. Si usano parodie, scioglilingua e componimenti fantastici, umoristici e satirici. Con tecniche auto-ipnotiche e esercizi di visualizzazione creativa si favorisce il "risveglio" e l'incontro con la parte vitale, geniale e più autentica di noi stessi, il "bimbo interiore" che ognuno si porta dentro.
Nella parte teorica del seminario invece si affronta il mistero del perché si ride con le risposte che oggi ci dà la neonata "psicologia dell'umorismo" che spazia da Freud alle più recenti scoperte della scienza medica e dell'antropologia bio-sociale. Si studia la "storia della comicità" attraverso la mitologia, la storia del teatro e delle religioni e si visionano film comici. Così si può comprendere l'importanza della comicità nell'evoluzione umana.
Yoga demenziale e Zen occidentale
Lo ha inventato Jacopo Fo, maestro di comicoterapia. Dal suo regno - tre milioni di metri quadrati di bosco tra Gubbio e Perugia con torre medioevale, case di pietra, bungalow, piscine riscaldate, maneggio di cavalli e ristorante famoso in tutta l'Umbria - ci dice: "Il mondo è ammalato di cinismo, superficialità, aridità e paura. Lo Zen occidentale ci invita allo scambio di emozioni e a diventare più liberi senza guru o santoni. Lo Zen occidentale ci annuncia finalmente una rivoluzione spirituale allegra. Ballare, raccontare, disegnare, creare qualche cosa di nuovo, lo puoi fare solo se ti abbandoni: ti lasci andare, ti rilassi, respiri, ascolti. La vita allora scorrerà più facilmente e ti si apriranno i sensori del piacere. Perché il senso di colpa non ci dà tregua e perchè la vita deve essere sofferenza? Non si potrebbe ridere un po' di più? Ridere è bellissimo. Quando si ride si spegne la mente senza mai smettere di essere intelligenti!".
Jacopo ci propone una raccolta di firme al Ministero della Sanità per mettere in commercio dei "placebo comici" - il Ridolax e lo Sganasciol fatti col purissimo olio d'oliva di Alcatraz - di finanziare un ticket per gli spettacoli comici, di istituire cinque esami obbligatori di comicoterapia nelle facoltà di medicina e di istituire la vendita di libri comici in farmacia.
Lo Yoga demenziale e lo Zen occidentale ci fanno riscoprire le capacità straodinarie di comunicazione. Aumentando l'energia disponibile per l'attività mentale e muscolare si possono ridurre le tensioni croniche. Allora si gioca e si medita in modo allegro e intelligente per favorire la consapevolezza corporea. Nel "muro di gomma" ci si mette in piedi e ci si fa spingere da qualcuno opponendo rigidamente il massimo della nostra resistenza. Poi si ripete il gioco rilassandosi completamente e pensando d'essere come un salice mosso dal vento. Allora il nostro corpo flessibile non si piegherà sotto la spinta dell'avversario. Nel "duello indiano" ci si afferra per una mano e ancora una volta vincerà non il più forte ma invece chi tra i due sarà più rilassato e riuscirà così a far perdere l'equilibrio dell'altro. Per "lavare" invece i pensieri molesti si può fare una piacevole seduta di "acquadondolo" galleggiando nell'acqua tiepida di una bella piscina. Per rilassarsi del tutto si può provare il piacevolissimo massaggio collettivo della "bambola a cinque" che "guarisce ogni malattia, compresa la sindrome da giochi a premio televisivi".
Patch Adams, vivere la vita con gioia!
Patch Adams, dottore in medicina e clown, è anche uno sciamano della risata. Per più di vent'anni ha curato gratis migliaia di pazienti perché "curare è uno scambio d'amore e non una transizione d'affari". Ha fondato il Gesundheit Institute una comunità medico-olistica che dal 1971 accoglie tra i suoi dottori, comici e clown. La storia della sua vita sarà raccontata nel film: "Patch Adams" interpretato da Robin Williams. Patch veste sempre da clown ed è convinto che si possa curare con un cocktail di umorismo, amore, fede, creatività, meraviglia, passione, sincerità, natura ed arte. "La vita è davvero surreale! " ci dice Patch: " per 26 anni ho cercato senza successo di trovare fondi per costruire un ospedale del benessere gioioso. Per anni ci hanno ripetuto che la nostra era una "sciocchezza" che avrebbe impedito alla gente di prendere sul serio la medicina e le cure del nostro ospedale." Oggi, grazie ai soldi del film, il sogno di Patch è diventato realtà. Il complesso è nell'ultima fase di costruzione: include un ospedale con 40 posti letto, un teatro, sale per attività artigianali e ginniche, piscine, orti e un frutteto. A Bordighera Patch Adams ha condotto il suo seminario " Vivere la vita con gioia" dove ci ha insegnato l'arte del buoumore: pratiche di autosostegno morale, danze ridicole e scatenate, giochi e improvvisazioni per scatenare risate a crepapelle. Nel suo seminario "Vivere la vita con gioia" Patch ci invita a ricercare le possibilità di "vivere una vita veramente gioiosa ogni giorno e per tutti i giorni". Tra gli esercizi proposti c'è quello di "fare il mobile". Si sceglie una postura con l'idea di assomigliare ad una sedia o ad un armadio e per una decina di minuti non si farà niente. Così si riflette sul tempo vitale sprecato a fare il soprammobile. In un'altro ci si mette in coppia salutandosi con grande effusione, occhi negli occhi. Chi è attivo ci aggredisce con violenza o cercando di farci sghignazzare. Chi invece è testimone dovrà fare il buddha della calma. Poi c'è il gioco gioioso di "vedersi il corpo elettrico" danzando come pazzi scatenati. Il ballo crea fluidità, energia, intimità e un senso di espansione e comunione con gli altri. Patch ci invita anche a disegnare su un foglio bianco per poi lasciarci trascinare dalla fantasia a inventarci mille altri giochi con la nostra matita e col semplice pezzo di carta. Nel seminario Patch ci fa riflettere sul dono magnifico della vita: alcuni insetti vivono solo 12 ore e non un'ora di più. Per celebrare la lunghissima esperienza di piacere della nostra esistenza ci invita a sdraiarci a terra per una mezz'ora, uno sull'altro, sussurrando o cantando assieme la nostra gioia d'esistere.
Il lavoro di Patch Adams in Italia è proposto da Ginevra De Siena, che ha seguito Patch nei suoi tour negli ospedali russi e nelle sue performance all'ospedale "Gaslini" di Genova. Ginevra è un clown che danza. Nel suo corso "Danzare ridendo" ci aiuta a ritrovare la fluidità e la nostra libertà nel movimento e nelle emozioni, ci invita a "specchiarci" per osservarci meglio e a giocare per riderci addosso e far così esplodere il "clown danzante" che è in noi. Una parte libera, creativa, sensuale che può diventare il nostro maestro interiore.
Ginevra De Siena ha studiato in Giappone, India e a Bali e nel suo corso propone giochi e danze imparate nel mondo per ritrovare gioia e sensitività. Per stimolare le nostre capacità senso-motorie, comunicative e cognitive. Per sviluppare il grande potenziale di crescita che noi tutti abbiamo nascosto.
Ridere può essere un "fitness dell'allegria". Una specie di "jogging da fermo" che ha un effetto rigenerante e rilassante. Quando si ride si riduce l'ansia e si ossigenano i polmoni con una più tonica e naturale respirazione. Ci si distende, si rilassano i vasi sanguigni, si regolarizza il battito cardiaco e si tonifica la circolazione con un effetto rivitalizzante di tutti gli organi. Chi è teso e ha sempre piedi e mani fredde potrebbe provare a riscaldarli con qualche bella risata. Il calore di un buon sorriso riscalda e ossigena le cellule favorendo perfino i processi di rigenerazione dei tessuti. Armonizza l'equilibrio ormonale e stimola il cervello che aumenta la produzione di beta - endorfine, gli analgesici naturali. Chi è socievole e allegrone può evitare ulcere e disturbi circolatori e l'effetto nocivo dello stress e della depressione. E più forte, ottimista e più grintoso. E può avere più successo nella vita.