MACROSHIFT: LA VIA DELLA TRASFORMAZIONE GLOBALE
Questa sezione comprende i seguenti capitoli:
Con il termine macroshift
si intende il cambiamento globale, di pensiero e di vita, che una parte dellumanità
sta affrontando e che lintera umanità dovrebbe scegliere sempre più
consapevolmente nellimmediato futuro.
La crisi
globale, ecologica,sociale e umana, impone una scelta tra infiniti futuri possibili. Lo
Stato del Pianeta è drammatico, tutti i parametri di rischio ambientale, umano e politico
- dal surriscaldamento alla sovrappopolazione alla militarizzazione sono in
costante peggioramento.
Non fare nulla
significa accettare lo stato attuale e il futuro che comporta.
Dobbiamo
scegliere il nostro destino, quello che veramente vogliamo: se continuare lattuale
sviluppo verso un futuro sempre più industrializzato, inquinato, militarizzato e senza
rispetto per le minoranze e i paesi poveri, o scegliere un radicale cambio di rotta nella
storia umana, un macroshift, una radicale trasformazione del modo di vivere,
pensare, comunicare, cooperare ed evolvere insieme verso una civiltà planetaria.
Questo
cambiamento e già in atto in ogni stato del mondo con i creativi culturali e
la nuova cultura emergente, anche se ancora in modo sommerso, minoritario e quindi poco
influente nelle decisioni politiche, economiche, sociali, belliche, ecologiche.
Il termine macroshift
è stato proposto dal Prof. Ervin Laszlo, filosofo della scienza dei sistemi e promotore
della coscienza planetaria, presidente del Club di Budapest e già docente in rinomate
università statunitensi ed europee, che ha da pochi mesi pubblicato negli Stati Uniti il
libro Macroshift,cavalcare
la trasformazione che per lattualità del tema, anche in relazione
alle ansie internazionali per lincerto futuro collettivo - è già stato tradotto in
nove lingue.
Il concetto di
macroshift è di fondamentale importanza per comprendere in modo articolato e reale le
differenti dimensioni di questo fenomeno planetario e dei suoi possibili sviluppi
economici, sociali, spirituali. Gran parte della nuova intelligenza planetaria si sta
muovendo in questa direzione, per stimolare una crescita umana, unevoluzione della
coscienza globale.
Ognuno di noi
deve diventare consapevole del proprio potere di decisione, e decidere!
IL NUOVO RAPPORTO DEL CLUB OF BUDAPEST
- OLTRE LA CRISI -
MANUALE PER LA SOPRAVVIVENZA UMANA
E LA CRESCITA PERSONALE
di Ervin Laszlo
dal libro "MACROSHIFT":Navigare la Trasformazione verso un Mondo Sostenibile
INDICE
PREFAZIONE
INTRODUZIONE : radici della Crisi Globale
1. CRESCERE O TRAMONTARE : UNA SCELTA DI FUTURO
Due Scenari
Due Modi di Pensare e di Vivere
2. CRESCERE : MODI DI PENSARE E MODI DI AGIRE
Credi
Responsabilità
Etica e Valori
Cose che Possiamo Fare Ora
nel campo personale
nel campo economico
nel campo pubblico
4. COMINCIAMO
Sentieri per una crescita personale
Una parola conclusiva
POSTSCRIPTUM
Una Stella da seguire
ALLEGATO
Passato e Presente del "Macroshift" :
Comprendere le Dinamiche Evolutive della Trasformazione Globale
Guida per ulteriori letture
PREFAZIONE
Einstein ha detto che non possiamo risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha creato il problema stesso. Egli ha anche detto che la bomba atomica ha cambiato tutto meno che il modo di pensare. Queste intuizioni hanno oggi più significato che mai. Per affrontare nuovi problemi usiamo ancora metodi obsoleti. C'era la bomba atomica a metà del 20° secolo , ci sono le armi nucleari, chimiche e biologiche di oggi, e un mondo dominato dalla globalizzazione e minacciato da violenza e da terrorismo. Il mondo è cambiato, ma non il nostro modo di pensare - almeno non abbastanza. Sprofondiamo sempre di più verso crisi e conflitti, e non è una sorpresa.
Nel dicembre del 2001, cento scienziati contemporanei, Premi Nobel hanno partecipato al "Peace Prize Centennial Symposium" e hanno fatto una dichiarazione. "Il pericolo più profondo per la pace nel mondo nei prossimi anni", hanno detto, "non deriverà da atti irrazionali di stati o di individui ma dalle domande legittime degli spodestati del mondo ... se allora permettessimo alla potenza devastante delle armi di espandersi attraverso questo paesaggio umano infiammabile, noi provocheremmo una conflagrazione che potrebbe travolgere (inghiottire) sia ricchi che poveri". Gli scienziati hanno concluso; "Per sopravvivere nel mondo che noi abbiamo trasformato, dobbiamo imparare a pensare in un modo nuovo. "
Le osservazioni di Einstein e le dichiarazioni dei Nobel riassumono il messaggio di questo libro. La crisi attuale è seria, ma un futuro migliore può ancora essere creato. Con nuovi modi di pensare possiamo creare un mondo che valga la pena di vivere e di lasciare ai nostri figli. Questa è una sfida epocale, che può essere realizzata. Oggi abbiamo più potere che mai per fare dei cambiamenti. Come consumatori e come produttori, come cittadini e come attivisti, e persino come persone i cui valori e modi di vita influiscano sugli altri, ognuno di noi può cominciare a pensare e ad agire in modi nuovi. Con il giusto modo di pensare possiamo iniziare un movimento che può crescere e fare un impatto cruciale sul mondo. Alla fine dipende da noi di lanciare il mondo verso un sentiero che sia pacifico e sostenibile.
Il libro nelle mani del lettore è il manuale del Club of Budapest per creare un futuro positivo attraverso un nuovo modo di pensare ed un'azione informata. Guida il lettore, passo dopo passo, attraverso una un'analisi delle cause della crisi attuale e procede con le alternative che ci si prospettano. Continua delineando i modi con cui realizzare delle alternative positive e termina con dei consigli pratici su come possiamo crescere nella nostra vita e diventare una parte consapevole della soluzione piuttosto che rimanere una parte inconscia del problema. *
(*) I lettori che desiderano ulteriori dettagli possono consultare Ervin Laszlo, Macroshift: Navigating the Transformation to a Sustainable World, Berret-Kochler, San Francisco, 2001.
Il Club of Budapest, fondato nel 1993 da Ervin Laszlo, è un'associazione informale, costituita da opinion leaders attivi globalmente e localmente nei campi dell'arte, della scienza, della spiritualità e della cultura, dedicati allo sviluppo di valori, etica e consapevolezza per un futuro migliore. Ha le sedi generali a Budapest e a Washington con Capitoli nazionali negli USA, in Canada, Messico, Brasile, Francia, Germania, Italia, Austria, Ungheria, India, Giappone, Cina e Samoa.
MEMBRI ONORARI INTERNAZIONALI
H.E. Dsingis AITMATOV
writer
H.E. Oscar ARIAS
Statesman, Nobel Peace Laureate
Dr. A.T. ARIYARATNE
Buddhist spiritual leader
Maurice BÉJART
dancer/choreographer
Prof. Thomas BERRY
theologian/scientist
Sir Arthur C. CLARKE
writer
H.H. The XIVth DALAI LAMA
statesman/spiritual leader
Dr. Riane EISLER
feminist historian/activist
Milos FORMAN
film director
Peter GABRIEL
musician
Dr. Jane GOODALL
scientist
Rivka GOLANI
musician
H.E. Mikhail GORBACHEV
political leader
H.E. Arpád GÖNCZ
writer/statesman
Prof. Otto Herbert HAJEK
sculptor
H.E. Václav HAVEL
writer/statesman
Pir Vilayat INAYAT-KHAN
Sufi spiritual leader
Miklós JANCSÓ
film director
Ken-Ichiro KOBAYASHI
orchestra director
Gidon KREMER
musician
Prof. Hans KÜNG
Theologian/Christian spiritual leader
Prof. Shu-hsien LIU
philosopher
Eva MARTON
opera singer
Zubin MEHTA
orchestra director
Lord Yehudi MENUHIN +
musician
Dr. Edgar MITCHELL
scientist/astronaut
Prof. Edgar MORIN
philosopher/sociologist
Dr. Robert MULLER
educator/activist
Ute-Henriette OHOVEN
Unesco ambassador
Prof. Gillo PONTECORVO
film director
Jean-Pierre RAMPAL +
musician
Mary ROBINSON
political and human rights leader
Mstislav ROSTROPOVICH
orchestra director
Sir Josef ROTBLAT
scientist/Nobel Peace Laureate
Dr. Peter RUSSELL
philosopher/futurist
H.E. Karan SINGH
Hindu spiritual leader
Sir George SOLTI +
orchestra director
Sir Sigmund STERNBERG
interfaith spiritual leader
His Grace Desmond TUTU
spiritual leader, archbishop
Liv ULLMANN
film actor/director
Sir Peter USTINOV
actor/writer/director
H.E. Vigdis FINNBOGADOTTIR
political leader
H.E. Richard von WEIZSÄCKER
statesman
Prof. Elie WIESEL
writer/Nobel Peace Laureate
Betty WILLIAMS
activist/Nobel Peace Laureate
Prof. Mohammed YUNUS
economist/financial leader
INTRODUZIONE
LE RADICI DELLA CRISI GLOBALE
Il mondo attuale è in crisi. Questo non è il risultato di azioni arbitrarie compiute da alcuni individui, da leader oppure da terroristi. Si tratta di condizione sintomatica più profonda che non è nata ieri. Il fatto vero, ma non sufficientemente riconosciuto, è che le radici della crisi globale sono molto profonde. Sono la conseguenza di come il nostro sistema sociale è strutturato e di come opera.
Abbiamo affidato le nostre fortune, persino la nostra salute e il nostro benessere, ai meccanismi del libero mercato. Il sistema economico e sociale basato sul mercato, ha portato ricchezza e lusso senza precedenti a pochi e crescente emarginazione e miseria a molti e sta sfuggendo al controllo. Il sistema del mercato è globale, e sta globalizzando produzione, commercio, finanza e comunicazione, ma produce anche una battuta d'arresto sociale ed ecologica. La disoccupazione nazionale e regionale e divari dei redditi stanno crescendo, come anche il degrado ambientale sta aumentando. I benefici della crescita economica, a lungo considerata il maggiore indicatore di progresso, si stanno sempre più concentrando. Migliaia di milioni sono spinti nella povertà estrema, vivendo in bidonville e ghetti urbani all'ombra di una ricchezza ostentata.
Le attuali condizioni di vita sono socialmente e politicamente esplosive. Alimentano rancori e rivolte e provocano massicce migrazioni dalle campagne verso le città e dalle regioni più povere verso quelle più ricche. I fanatici muovono guerre sante e ricorrono al terrorismo, gli antiglobalisti cercano di bloccare il commercio e gli affari internazionali, e il crimine organizzato spazia dalle truffe informatiche, al traffico di donne e di bambini, di organi, di droga come pure di ogni tipo di armi.
Le nostre informazioni tecnologiche potrebbero creare una migliore comprensione e più solidarietà nel mondo e permettere alle persone di collegarsi tra loro indipendentemente dalla loro cultura ed etnia o nazione di origine. Ma se i gruppi di potere, che hanno creato i network, hanno il dominio su questi, saranno utili solo a ristretti interessi concentrati in una piccola minoranza di persone, emarginando il resto.
Si dice spesso che l'11 Settembre la comunità globale è entrata nella fase della crisi. Questo è vero, anche se la crisi in cui è entrato il mondo non è stata causata da un atto terroristico, pur essendo stato terribile: ma è stato solo fatto precipitare da esso. Le cause profonde sono state e rimangono lo stress, la miseria ed il rancore che milioni di persone hanno accumulati duranti gli anni precedenti. Queste condizioni, aggravate da violenza senza precedenti tra Israeliani e Palestinesi - hanno creato una situazione insostenibile che doveva esplodere, in un modo o in un altro, e se non l'11 Settembre, nelle settimane o nei mesi successive.
Non ci potrà essere sicurezza e pace duratura nel mondo se non rettifichiamo i difetti strutturali del sistema globale. Se noi vogliamo sradicare il terrorismo dalla faccia della Terra, come anche la violenza e i crimini in tutte le loro forme, non dobbiamo semplicemente sradicare i terroristi; dobbiamo sradicare le cause che hanno spinto le persone a diventare terroristi. Finché le persone saranno frustrate, nutriranno odio e desiderio di vendetta, non potranno relazionarsi in uno spirito di pace e di cooperazione. Che la causa sia l'ego ferito di una persona o la dignità ferita di un popolo, o sia il desiderio di vendetta personale o una guerra santa in difesa di una fede, il potenziale per la violenza rimane. Ottenere la pace nel proprio cuore è una precondizione per ottenere la pace nel mondo. La conquista di questa pace vitale interiore è una condizione assolutamente necessaria per creare una relazione più equa e sostenibile tra e con i popoli del mondo.
Creare condizioni più eque non richiede un dirigismo che sostituisca il sistema di mercato. Ma il campo di gioco del mercato deve diventare più livellato. Questo livellamento non può venire dall'alto, né non vuol dire regalare ricchezza ai poveri. Richiede invece un migliore sistema di valori per guidare la domanda e orientare l'offerta. Ora l'interesse personale illuminato di ognuno è il bene di tutti. Con il nuovo modo di pensare il mercato potrebbe essere funzionale per tutti. Non controlli esterni, ma autoregolazioni interne è il requisito base. E questo può venire solo da persone che costituiscono la massa critica dei consumatori e dei produttori sulle piazze del mercato locale e globale.
La realtà emergente del mondo attuale é la crisi di cui parlano leader politici e media: attacchi e contrattacchi, conflitti e guerre etniche e territoriali, collasso economico e politico unito ad una fluttuazione imprevedibile dei mercati finanziari e delle fortune di multinazionali. La realtà più profonda che è alla base e che produce queste manifestazione emergenti è la condizione dell'umanità nella biosfera e la condizione della biosfera stessa. Vale la pena esplorare queste condizioni, dato che oggi generano conflitti e crisi, domani potrebbero anche generare un mondo più stabile e pacifico.
A parte le dispute territoriali con origini indipendenti, la realtà che sta alla base, radice fondamentale della crisi globale, è la insostenibilità del mondo in cui viviamo. La insostenibilità è il risultato di forze del mercato globale, attivate da una potente produzione e da tecnologie di mercato orientate al profitto a breve termine. Dominando la parte migliore del 20° secolo, l'operazione- miope del mercato ha creato due tipi di condizioni insostenibili. Una riguarda la vasta ed iniqua distribuzione della ricchezza, del privilegio e del potere nel mondo. L'altra il progressivo degrado e la progressiva distruzione della natura.
Nel regno della società l'insostenibilità è dovuta alla competizione del mercato che si svolge su enormi campi da gioco non livellati - condizioni che favoriscono i ricchi a spese dei poveri. Di conseguenza, la comunità mondiale
sta crescendo insieme sotto alcuni aspetti, non condividendone altri. Commercio e tecnologia, informazione, comunicazione e mercati finanziari sono globali, ma in questo mondo globale il 20 per cento più ricco guadagna 90 volte il reddito del più povero 20 per cento, consuma 11 volte più energia, mangia 11 volte più carne, ha 49 volte più numeri di telefoni, e possiede 145 volte il numero di automobili.
L'operazione del mercato libero si sta imbattendo in seri vincoli. Gli oppositori della globalizzazione stanno diventando più forti e meglio organizzati; coalizioni anti-crescita, anti-commercio e anti-Occidente stanno creando e ottenendo potere finanziario e politico. In molte economie di sviluppo la crescita si arresta periodicamente ed in altre è soggetta di collasso. Paesi e popolazioni escluse dalla globalizzazione non riescono ad averne i benefici - vedono solo gli effetti negativi: urbanizzazione, inquinamento ed il crescente e visibile contrasto tra povertà e ricchezza. Questa situazione non è sostenibile. Tra le sue conseguenze troviamo la violenza in tutte le sue forme - l'anarchia sociale, la rivolta politica, gli stati di guerra dichiarati e non dichiarati e il terrorismo anarchico.
Il livello di stress continua a crescere nella maggior parte del mondo. Nei paesi industrializzati la sicurezza del lavoro e la sicurezza della sopravvivenza aziendale sono cose del passato. A livello di sicurezza personale grande ricchezza significa grande rischio: crea un pericolo per la stessa vita. Nei paesi poveri la povertà è esasperata dalla fame, dalla disoccupazione e dalle degradanti condizioni di vita. Sia i paesi ricchi che quelli poveri tendono a far lavorare troppo le loro terre produttive, contaminano i loro fiumi e laghi e abbassando i loro livelli d'acqua. Il divario tra i segmenti moderni e tradizionali della società lacera le strutture e le istituzioni da cui dipende molto la stabilità sociale.
L'operazione ingiusta dei mercati crea un ciclo vizioso. Si crea più povertà, e più povertà incoraggia un alto tasso di natalità - i figli aiutano il sostentamento delle famiglie raccogliendo le risorse necessarie per la sopravvivenza. La crescita della popolazione incrementa la povertà e più gente povera distrugge più ambiente.
Questo ci porta al secondo aspetto dell'attuale insostenibilità: la insostenibilità delle nostre interazioni con la natura. Qui le cause principali sono il rapido incremento nel nostro uso di risorse naturali sia rinnovabili che non rinnovabili, e le nostre inconsapevoli azioni che riducono la capacità della natura di rigenerare la scorta delle risorse rinnovabili.
La insostenibilità ecologica è un fattore nuovo nell'equazione che definisce l'equilibrio tra la vita umana e la biosfera. In quasi tutta la storia passata è stato possibile mantenere un equilibrio funzionale: il nostro sfruttamento dell'ambiente era relativamente modesto. Con tecnologie primitive e una popolazione minore l'approvvigionamento delle risorse naturali sembrava senza fine ed il danno causato all'ambiente insignificante. Persino quando le tecnologie perfezionate esaurirono o distrussero un ambiente locale, esistevano sempre altri ambienti da conquistare e da sfruttare.
A metà del diciannovesimo secolo la popolazione umana raggiunse il miliardo e il consumo delle sue risorse aumentò drammaticamente. La popolazione e l'uso delle risorse è aumentato durante tutto il 20° secolo. Negli ultimi cinquanta anni l'umanità ha consumato più risorse che in tutti i precedenti millenni messi insieme. Oggi siamo circa 6.1 miliardi di esseri umani, anche se i nostri numeri sono senza precedenti, i nostri corpi costituiscono comunque solo lo 0.014 per cento della biomassa del pianeta, e lo 0.44 per cento della biomassa degli animali. La nostra richiesta è fuori proporzioni in rapporto ai nostri numeri.
Il nostro sfruttamento delle risorse naturali è accompagnato dal nostro progressivo degrado della natura. Questo, purtroppo, non è stato riconosciuto in generale fino agli anni 1980. L'evidente successo della civilizzazione tecnologia ha oscurato il fatto che il nostro ambiente vitale stava diventando sempre più degradato. Un'agricoltura chimicamente sostenuta e meccanizzata aveva permesso di aumentare il raccolto per ettaro e di rendere coltivabili più ettari , ma aveva anche aumentato la crescita di alghe che soffocano laghi e vie d'acqua. Prodotti chimici come il DDT sono sicuramente insetticidi efficaci, ma avvelenano intere popolazioni di animali, di uccelli e di insetti. Le 300 a 500 tonnellate di pericolosi prodotti chimici che vengono prodotti ogni anno avvelenano sia la natura sia gli esseri umani: insieme ad una ampia varietà di tossine, noi abbiamo da 500 a 1.000 volte più piombo nei nostri corpi che non i nostri avi nelle società pre-industriale.
A causa della sfrenata crescita nella domanda e nell'utilizzo di tecnologie dannose per l'ambiente, abbiamo raggiunto ora il limite estremo della capacità del pianeta per sostenere le forme di vita più alte. Vivere ai margini è estremamente pericoloso, perché il collasso dell'ecosistema non arriva un pò alla volta: può accadere con estrema rapidità. Uno studio pubblicato l'11 Ottobre 2001 sulla rivista scientifica Nature ha presentato la drammatica prova che un'estesa fase di graduale incremento può improvvisamente trasformarsi in una fase di caos.
Per la maggior parte degli ecologisti e per quasi tutti i politici la "dinamica del caos" è nuova. La società ha sempre operato sull'ipotesi che causa ed effetto rimangono proporzionali - un etto di inquinamento equivale sempre ad un etto di danno. Si da il caso però che questa ipotesi non è corretta. Gli ecosistemi possono essere inquinati per molti anni senza cambiamento alcuno, poi, tutto d'un tratto, cadere in una condizione totalmente diversa. Cambiamenti graduali accumulano vulnerabilità, finché un singolo shock al sistema, come un'inondazione o una siccità, catalizza un collasso auto-sostenibile. Uno shock che precedentemente non avrebbe avuto un grande effetto sul sistema, ma che ora, in questa situazione, ha il potenziale di spostarlo in un'altra dimensione, meno favorevole alla vita umana, all'abitabilità e all'attività economica.
Come nelle società, anche in natura ci sono segni minimi di un cambiamento più grave fino a quando non accade veramente. Ma quando accade, è difficile se non impossibile invertire la rotta.
Le insostenibilità sociali ed ecologiche del mondo attuale si trovano in una fase critica. Questa fase non può essere prolungata indefinitamente; è necessario affrontare un punto-decisionale. Abbiamo la scelta di raggiungere un'era di stabilità e di pace, oppure di rischiare conflitti e caos. E' troppo presto per dire in quale direzione andrà il mondo. Ma non è troppo presto per dire che la direzione che prenderà dipende che che cosa noi facciamo qui ed ora.
Questo manuale non è un testo per dispositivi e regolamenti; piuttosto vuole essere una proposta per un nuovo pensiero e una nuova etica - per responsabilità da assumere volontariamente . Queste sono i fattori "soft" che, più dei pesanti interventi pubblici, possono mettere il mondo sulla strada giusta: sulla strada della crescita verso la pace e la sostenibilità, invece verso il tramonto in miseria e caos.
UNO
CRESCERE O TRAMONTARE:
UNA SCELTA DI FUTURO
Il modo in cui la crisi nel mondo si evolverà non è prevedibile, ma lo sono invece le sue possibilità. Non esiste un solo futuro possibile dietro l'attuale crisi globale, bensì due: uno negativo e uno positivo. Proviamo a delineare gli elementi chiave di questi due futuri possibili. Ecco qui i due scenari, non come profezie, ma come illustrazioni della scelta storica che ora si trova davanti noi.
DUE SCENARI
Tramontare: Lo Scenario del Collasso
Le condizioni iniziali
pressione per l'incremento demografico (ogni anno si aggiungono 77 milioni di esseri umani alla popolazione, 97% di questi nei paesi poveri);
povertà diffusa (circa due miliardi vivono con meno di due dollari al giorno, più di un miliardo ai limiti più bassi della sopravvivenza);
aumento del divario tra ricchi e poveri (il più ricco 20% controlla l'86% del consumo mondiale, mentre il più povero 80% consuma il 14%);
intolleranza religiosa (Irlanda, Turchia, Iran, Kashmir, Israele, Palestina,....);
fondamentalismo e fanatismo ( Bosnia, Irlanda, Iraq, Afganistan, Al Qaida,....);
incombente scarsità di cibo e di acqua (nell'Africa sub-sahariana, in Cina, Asia del Sud, Centro-America,...);
cambiamenti climatici accelerati (limiti estremi di freddo e di caldo, tempeste violente, cambiamento dei modelli delle precipitazioni).
peggioramento dell'inquinamento industriale, urbano ed agricolo (cambiamento della composizione chimica dell'atmosfera, demineralizzazione ed impoverimento del terreno agricolo, abbassamento ed avvelenamento delle falde freatiche);
deforestazione e accelerata riduzione della biodiversità ( scomparsa delle foreste tropicali, incalcolabili perdite di specie , monocolture su terreni coltivati);
aumento dei livelli del mare (perdita di pianure e di valli fluviali nell'Asia del Sud ed inondazioni di isole nel Pacifico ).
Le conseguenze
conflitti internazionali ed interculturali che diffondono guerre locali e regionali;
aumento dell'insicurezza e della violenza dovute a terrorismo sia individuale che organizzato;
crescita del movimento antiglobalizzazione come minaccia per la politica occidentale e la egemonia economica.
Simultaneamente:
crescente incidenza nella mancanza di raccolti a causa dei cambiamenti meteorologici;
fame e altre condizioni malsane danno origine a HIV/AIDS e altre epidemie;
guerre per l'accesso a risorse idriche potabili e a risorse primarie di cibo in Asia, Africa e America Latina;
milioni di rifugiati a causa del clima provenienti da città costiere e da aree basse inondate;
massicce onde di immigrati poverissimi si muovono verso l'America del Nord e verso l'Europa.
Questo comporta:
crollo di accordi globali nel commercio ed interruzione dei flussi commerciali;
rottura delle relazioni tra USA e Russia;
collasso dell'alleanza Nord Atlantica che unisce l'Europa al Nord America.
Ne deriva:
diffusione mondiale del terrorismo, della corruzione, dell'anarchia e del crimine organizzato;
nascita di regimi militari forti in molte parti del mondo, specialmente nelle regioni più colpite del Sud;
uso di armi nucleari, chimiche e biologiche in conflitti locali e regionali.
Che infine portano a:
escalation globale: crimine, terrorismo, conflitto e guerra.
Crescere: Lo Scenario della Trasformazione
Condizioni iniziali
Le stesse che nello scenario del collasso.
Le conseguenze
Queste si differenziano ampiamente:
Pressione demografica, povertà, fanatismo e varie minacce e disastri ambientali provocano un cambiamento nel modo di pensare delle persone. Come in Inghilterra durante la seconda guerra mondiale, sotto la minaccia dell'invasione tedesca e in America dopo l'11 Settembre, le persone si uniscono per affrontare in comune le minacce che si presentano.
Un nuovo modo di pensare stabilisce un livello più alto di sostegno per le politiche governative e per le strategie sindacali ispirate da una maggiore responsabilità sociale ed ecologica.
Un nuovo modo di pensare incoraggia anche governi e sindacati ad aprire un dialogo e a cercare una cooperazione di reciproco beneficio con popolazioni e culture straniere.
Come risultato:
Fondi e capitali, invece di essere indirizzati verso scopi militari, vengono sempre più spesso incanalati verso i bisogni reali dei paesi poveri e verso i segmenti poveri dei paesi ricchi.
Vengono prese delle misure in difesa dell'ambiente, creato un sistema effettivo di distribuzione di cibo e di risorse, sviluppati e utilizzati sistemi di energia rinnovabile, trasporto e tecnologie agricole sostenibili.
I primi successi eleveranno il livello della motivazione e della volontà di continuare:
Gran parte della fame e della povertà del mondo sarà eliminata anche in pochi anni; più persone avranno accesso a cibo, lavoro ed educazione. Persone di tutto il mondo faranno parte di internet o di altri sistemi di comunicazione, divenendo partner attivi di dialogo. I loro contatti rinforzeranno la solidarietà e faranno emergere ulteriori aree di mutuo interesse.
Alla valutazione emergente dell'autosufficienza, nel contesto di un mondo interattivo, si unirà la crescente preoccupazione per l'integrità della natura vivente e delle risorse del pianeta. Nella seconda decade del 21° secolo la comunità mondiale sarà pronta a realizzare una serie di misure innovative unite alle riforme di base. Quando prenderanno forma i nuovi progetti, sfiducia nazionale, internazionale ed interculturale, conflitti etnici, oppressione razziale, iniquità economica e disuguaglianza sessuale lasceranno il posto a fiducia reciproca, rispetto e disponibilità a formare associazioni e a cooperare.
I suddetti scenari illustrano i due risultati diametralmente opposti che la
crisi odierna può produrre: collasso oppure trasformazione. Ma che cosa fa la differenza tra questi? Non erano le condizioni iniziali: il mondo da cui partivano i due scenari era lo stesso. La differenza invece è nel modo in cui le persone hanno risposto a queste condizioni. La loro risposta è dipesa dalle diverse visioni che le persone hanno avuto di loro stessi e del mondo, delle responsabilità verso loro stessi e verso il mondo. Ancora una volta, le parole di Einstein suonano vere: non possiamo risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha creato il problema stesso. Il fattore decisivo non è il problema, ma il modo con cui lo pensiamo.
In una crisi globale il nuovo modo di pensare può essere veramente una differenza cruciale: in condizioni vicini al caos si possono verificare gli "effetti farfalla". Così come il leggendario colpo d'ali di una farfalla può creare una corrente d'aria che si amplifica sempre di più, fino a cambiare il tempo atmosferico dall'altra parte del globo, in una crisi globale delle azioni apparentemente insignificanti possono amplificarsi fino a cambiare il comportamento dell'intero sistema. La sensibilità del mondo odierno, troppo piccola, ed iniziative apparentemente insignificanti, indicano che lo sviluppo del nostro futuro sarà influenzato in modo decisivo da che cosa facciamo oggi come cittadini, come consumatori e come produttori.
I filosofi ci hanno detto, "il dovere implica la possibilità": non si può pretendere di fare qualche cosa che non si è in grado di fare. Ora la dinamica del caos nella crisi globale ci dice che noi possiamo influenzare il futuro. Allora, in modo chiaro, dobbiamo fare del nostro meglio per influenzarlo.
DUE MODI DI PENSARE E DI VIVERE
Possiamo pensare in modi radicalmente nuovi circa i problemi che affrontiamo? La storia ci dimostra che le persone possono pensare in modi molto differenti. C'erano, in Oriente e in Occidente, sia nel periodo classico, che nel Medio Evo ed anche nelle società moderne, concezioni molto diverse sulla società, sul mondo, sull'onore e sulla dignità. Ma ancora più straordinario è il fatto che anche persone moderne delle società contemporanee possano pensare in modi diversi. Questo è stato dimostrato da sondaggi di opinioni che hanno indagato su cosa i nostri contemporanei pensano di loro stessi, del mondo e di come vorrebbero vivere ed agire nel mondo.
Una recente indagine della popolazione Americana ha dimostrato modi di pensare e di vivere molto differenti. 2 Questo è molto importante per il nostro comune futuro, poiché è molto più probabile che alcuni modi di pensare preparino il terreno per uno scenario positivo piuttosto che altri. Questi sono stati i risultati principali:
La principale corrente culturale americana è la cultura dei "moderni". I moderni sono forti sostenitori della società dei consumi, condividono la razionalità che ha formato gli USA e che ne ha fatto la più grande economia mondiale. La loro cultura è quella delle banche e delle borse, degli uffici nei grattacieli e delle multinazionali; i loro valori vengono insegnati nelle scuole e negli college per le classi dirigenti. Nel 1999 questa era la cultura del 48% della popolazione Americana: 93 milioni dei circa 193 milioni di adulti, più uomini che donne. Il reddito familiare era tra $40.000 e $50.000 all'anno, collocando così i moderni tra la fascia di reddito medio superiore.
Mentre negli USA dominano ancora i moderni, c'è ora un'altra cultura che sta crescendo rapidamente. Questa è la cultura dei "creativi". 3 Nel 1999 i "cultural creatives" - i creativi culturali erano appena il 23,4% della popolazione Americana, con almeno il doppio delle donne rispetto agli uomini, la maggioranza proveniente da classi medie o benestanti.
Persone in queste culture contrastanti pensano in molti modi diversi, e il loro modo di pensare produce vari e diversi stili di vita.
I "moderni"
I moderni condividono molte delle virtù e dei valori tradizionali degli Americani: credono in Dio, nell'essere onesti, nell'importanza della famiglia e dell'educazione, ed in una paga giornaliera giusta per un lavoro giornaliero giusto. Essi hanno però anche dei valori e credi specifici che sono meno favorevoli per un futuro positivo. Queste principali aspirazioni dei moderni comprendono:
- Fare ed avere molto denaro:
- Scalare la scala del successo con passi programmati verso la propria meta;
- "Avere un buon aspetto" oppure essere alla moda;
- Essere all'avanguardia nelle ultime tendenze ed innovazioni;
- Essere intrattenuti dai media;
La maggior parte dei moderni sono convinti che:
- il corpo è come una macchina;
- anche le organizzazioni sono come delle macchine;
- sia delle potenti multinazionali sia un forte governo debbano avere il controllo e siano i migliori giudici
- più grande è meglio;
- si può misurare ciò che è stato fatto;
- analizzare le cose è il modo migliore per risolvere un problema;
- efficienza e velocità sono le priorità principali - tempo è denaro;
- la vita può essere divisa in compartimenti stagni: lavoro, famiglia,
socializzazione, sesso, educazione, politica e religione;
- occuparsi di spiritualità e di dimensioni interiori della vita è "flaky" e
irrilevante per il vero affare della vita.
I "creativi culturali"
I creativi culturali (cc) abbracciano valori e credi diversi e adottano i corrispondenti diversi stili di vita .
- I creativi culturali comprano più libri e riviste dei moderni e ascoltano più radio, preferendo notizie e musica classica e guardano meno televisione;
- sono grandi consumatori di arte e di cultura, molto spesso si esibiscono come dilettanti o come professionisti;
- i creativi culturali vogliono conoscere la storia "dell'intero processo" delle cose che prendono in mano, dalle confezioni di cereali, alle descrizioni del prodotto e agli articoli di una rivista. Detestano la pubblicità o la descrizione superficiale di un prodotto, vogliono conoscere l'origine delle cose, come sono state fatte, chi le ha fatte, e che cosa succederà a queste cose una volta scartate;
- I creativi culturali desiderano anche beni e servizi reali, "autentici". Hanno guidato la ribellione dei consumatori contro prodotti considerati contraffatti, contro imitazioni, usa e getta, cliché o semplicemente di moda;
- i creativi culturali non comprano su istinto ma ricercano quello che intendono consumare, leggono le etichette e si accertano di ricevere quello che hanno richiesto. Non comprano semplicemente gli ultimi aggeggi o innovazioni che sono sul mercato ; molti di questi si trovano su internet. Tendono ad essere innovatori e opinion leader per prodotti con più contenuto che forma, comprese riviste, cibo ricercato, vini e bevande selezionate;
- i creativi culturali sono consumatori "dell'industria dell'esperienza" che offre esperienze intense, illuminanti o rivitalizzanti piuttosto che un prodotto materiale (gruppi di lavoro di fine settimana, raduni spirituali, esperienza di crescita personale, vacanze basate sull'esperienza, ecc.) Per quanto riguarda i prodotti materiali, i creativi preferiscono beni ecologicamente validi ed efficienti piuttosto che prodotti solo alla moda (per esempio, macchine di seconda mano, in buono stato ecologico e con un ottimo servizio clienti);
- I creativi culturali, con lo stesso livello di reddito dei moderni, comprano meno case nuove, perché considerano le abitazioni disponibili inadatte al loro stile di vita. Evitano esposizioni di status come colonne ed entrate imponenti, preferiscono spazi che guardano verso l'interno nascosti da siepi e boschetti. Spesso comprano case da restaurare per sistemarle a loro piacere. Vogliono che la loro casa sia un "nido", con molti angolini e nicchie interessanti. I creativi culturali amano lavorare in casa e spesso trasformano una camera da letto o una stanza tranquilla in ufficio casalingo;
- il filo comune dei creativi è loro olismo. Questo si manifesta nella preferenza dei cibi integrali, nella cura olistica della salute, nell'esperienza interiore olistica, nell'informazione olistica, nell'equilibrio olistico tra lavoro, gioco, consumo e crescita interiore. Vedono loro stessi come sintetizzatori e curatori della salute, non solo a livello personale ma anche a livello comunitario e nazionale, e persino a livello globale. Aspirano a creare cambiamenti nei valori personali e nei comportamenti pubblici in modo da spostare la cultura dominante oltre il frammentato e meccanicistico mondo dei moderni.
Negli Stati Uniti la popolazione dei creativi sta crescendo. Nel 1965 erano cinque milioni di adulti, oggi sono cinquanta milioni. Una cultura simile sta crescendo anche in altre parti del mondo. Una ricerca del mensile Euro-Barometer dell'Unione Europea ha intervistato delle persone in quindici Stati Membri dell'Unione facendo delle domande sul loro stile di vita culturale, sulle loro preferenze e ha scoperto che culture simili a quella dei creativi sono presenti anche in Europa nella stessa proporzione dell'America. Già nel 1997 era tra le dieci tendenze principali, come marchio dei creativi culturali, la volontaria semplicità negli stili di vita. Secondo il Trends Research Institute di New York, questo tipo di vita ha guadagnato terreno non solo in America, ma anche in Canada, Europa ed Australia.
Questi sono sviluppi pieni di speranze. I creativi inquinano l'ambiente meno dei moderni e sono più aperti alla comprensione e alla cooperazione con altri. I loro stili di vita sono più semplici, non per mancanza di soldi, ma a causa di una intrinseca scelta di semplicità e di autenticità. Di conseguenza "l'orma ecologica" dei creativi é verosimilmente più piccola dell'orma dei moderni. Significa che su questo pianeta possono convivere più persone creative senza diminuire le risorse e senza creare problemi ecologici. Se culture simili a quelle dei creativi dovessero svilupparsi in molte parti del mondo, una distribuzione ed un uso migliore delle risorse mondiali potrebbe ridurre il potenziale di conflitti e diminuire sia odio che rancori. Paesi ricchi e paesi poveri, Musulmani e Ebrei, Cristiani e Indù, Buddisti, Confuciani e animisti tradizionali potrebbero condividere il pianeta senza essere coinvolti in atti di terrorismo, guerre e senza commettere una miriade di altre forme di violenza.
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NOTE
1 Il lettore può seguire l'evolversi dello scenario della trasformazione fino all'anno 2019 nel postscriptum.
2 Vedi Paul H. Ray e Sherry Ruth Anderson, The Cultural Creatives (Harmony Books, New York, 2000)
3 La terza cultura identificata in questa ricerca era quella dei "tradizionalisti". Membri di questa cultura avevano un reddito familiare piuttosto basso di circa $ 20.000 a $30.000 all'anno, dovuto tra le altre cose , al ridotto reddito dei molti pensionati tra di loro. Questa cultura è meno rilevante delle altre due per quanto riguarda la scelta del futuro. Gli ideali delle persone anziane , che in gran parte guardano al passato, non vengono presi in considerazione dalle generazioni più giovani e così anche la popolazione dei tradizionalisti si sta riducendo.
DUE
CRESCERE :
MODI DI PENSARE E
MODI DI AGIRE
Il fattore cruciale nel decidere il nostro futuro, come abbiamo visto, è il nostro modo di pensare. I problemi che incontriamo oggi coinvolgono tutte le persone del globo, ma non tutte le persone osservano questi problemi allo stesso modo - quindi non tutti rispondono alla stessa maniera. Uniformità nel pensare e nel comportamento non sono certo desiderabili: le diversità di opinioni sono sempre un arricchimento. Ma esistono delle problematiche su cui la diversità ha bisogno di essere moderata dal consenso. Queste riguardano problemi che coinvolgono tutti e richiedono delle azioni condivise per superare i problemi stessi.
Abbiamo anche visto che nuovi modi di pensare si stanno diffondendo nel mondo. Questo è un segnale di speranza. Ma possiamo essere sicuri che un nuovo modo di pensare si diffonda abbastanza velocemente da evitare lo scenario del collasso? Tutti e due gli scenari, sia il collasso che la trasformazione, sono auto-motivanti. I passi iniziali sono quelli più critici; dopo diventa sempre più difficile cambiare direzione. Naturalmente sarebbe tragico se dovessimo
intraprendere il sentiero dello scenario negativo.
Visto nella prospettiva dell'immediato futuro il risultato per uno scenario positivo non è incoraggiante. Nonostante l'affacciarsi di nuovi modi di pensare, di nuovi valori ed aspirazioni, ai posti decisionali non ci sono molte persone che li condividono. E anche se fossero tendenzialmente favorevoli verso questo nuovo modo di pensare, non oserebbero agire secondo le loro tendenze per paura di perdere il favore del loro elettorato. Lo stesso vale per i leader nel mondo degli affari: hanno paura della disapprovazione di partner e clienti, perché le conseguenza sarebbero una perdita di competitività. Come risultato, il cambiamento è lento ed avviene un pò alla volta - ma purtroppo in generale prevale l'inerzia.
Se vogliamo crescere verso un mondo pacifico e cooperativo piuttosto che tramontare in conflitti e caos, non dobbiamo permettere che le cose vadano per conto loro - è necessario impegnarsi in un attivismo consapevole. Le nuove, urgenti forme di attivismo necessarie sono di complemento alle forme classiche. In modo classico, gli attivisti promuovono piani e progetti specifici - nella società, nell'economia, per quanto riguarda la cultura o l'ambiente. La nuova forma complementare non mira semplicemente a fare alcune cose necessarie, ma ad elevare il livello di volontà e di impegno in modo che le cose necessarie vengano effettivamente fatte. Questo vuol dire un modo di pensare nuovo. Di questo c'è un disperato bisogno, perché senza un livello più alto di volontà e di impegno, la prospettiva per uno scenario positivo è chiaramente debole. La storia degli ultimi anni è piena di tentativi con buone intenzioni, di piani e progetti per realizzare cose buone, purtroppo ridotti in tigri di carta, senza nessun seguito.
CREDI
Il primo passo che possiamo intraprendere per elevare il livello di volontà e di impegno nel nostro mondo è quello di riesaminare le convinzioni e i credi che noi abbiamo e che hanno coloro che sono intorno a noi. Per esempio, è sempre vero che:
c 'è una sola nazione ed una sola bandiera alla quale io devo obbedienza; le altre non mi riguardano;
il valore di ogni cosa, compresi gli esseri umani, può essere calcolato in denaro. Quello di cui ogni economia ha bisogno è la crescita. Quello che ogni persona vuole è la ricchezza;
più è nuovo meglio è: è desiderabile e veramente necessario comprare ed usare sempre gli ultimi prodotti e tecnologie. Nuovi prodotti e nuove tecnologie rendono la vita più facile e più piacevole, fanno crescere l'economia e ognuno diventa più ricco;
ognuno è per se stesso: siamo tutti individui unici e separati, racchiusi nella nostra pelle, perseguendo i nostri propri interessi. Abbiamo solo noi stessi su cui contare; chiunque altro o è amico o nemico, legato a noi, nel migliore dei casi, da fattori di mutuo interesse;
il posto delle donne è a casa; nei posti di lavoro vanno benissimo per assistere gli uomini e per mantenere l'ordine;
il futuro non mi riguarda. Perché dovrei preoccuparmi per il bene della prossima generazione? Ogni generazione, come ogni persona, deve badare a se stessa;
e
la crisi globale è reversibile : i problemi che stiamo sperimentando sono degli intervalli temporanei di perturbazione, dopo di che tutto torna alla normalità. Tutto quello che dobbiamo fare è di gestirli usando metodi sperimentati e testati - "business as unusual has evolved out of business as usual, and sooner or later will reverse back into it."
Un attimo di riflessione ci dirà che tali credi, anche se largamente sostenuti, sono obsoleti. Credere di dovere obbedienza ad una sola nazione e ad una sola bandiera è una forma ristretta di patriottismo. Questo modo di pensare non prende in considerazione che noi possiamo, allo stesso tempo, appartenere a molte sfere e comunità: ad un villaggio o una città, un commercio o un'industria, una cultura o un gruppo etnico, o anche ad una nazione. Alcune di queste comunità o gruppi si trovano all'interno del nostro paese, altre si estendono oltre. In alcune parti del mondo le persone appartengono anche ad una regione multi-nazionale: gli Europei, per esempio, si identificano con l'Unione Europea ma anche con il loro paese, una identificazione rafforzata oggi da una moneta comune e dalla libera circolazione in tutta l'Unione.
Sia che viviamo in una federazione multi-nazionale oppure no, noi tutti apparteniamo alla emergente comunità globale. Ignorare i nostri legami multipli in questo mondo interconnesso, in favore di una singola obbedienza vuol dire ridurre la ricchezza delle nostre sfere di partecipazione e di soffocare la nostra emergente identità di specie estesa.
Ridurre ogni cosa ed ogni persona ad un valore economico poteva sembrare adatto quando la crescita rapida dell'economia ha spinto ogni altra considerazione nello sfondo. Ma è obsoleto in un periodo, dove le persone scoprono che avere ricchezza non è tutto e adottano volontariamente stili di vita più semplici e forme di consumo più modeste.
Gli adoratori di novità rimangono sul credo sbagliato che qualsiasi cosa più nuova, più sofisticata, che consuma più energia e materia ed è più cara, sia necessariamente migliore. Questo porta ad una pletora di servizi e sprechi non necessari, alcuni dei quali rendono la vita più complicata, più stressata o sono insalubri.
Vedere noi stessi come separati dal mondo sociale e naturale nel quale viviamo, trasforma il nostro impulso naturale cercando vantaggi in una lotta miope tra concorrenti sempre più disuguali. Nel mondo attuale, anche se più ingiusto ma sempre più interdipendente, impegnarsi in questo tipo di lotta non solo è sleale ma è contrario ai nostri interessi migliori.
Relegare le donne a compiti secondari nei posti di lavoro vuol dire ignorare e non riuscire ad utilizzare la loro enorme, ed attualmente molto necessaria, capacità di vedere molte cose insieme e nel contesto, e di sostenere la causa di fattori "soft" - come valori, etica, avere cura e sostenibilità - che sono diventati componenti essenziali di successo persino negli affari "hard".
Vivere senza aver una cosciente attenzione per il futuro aveva senso in un periodo di stabilità e di crescita, quando sembrava che ogni generazione potesse assicurarsi un buon sistema di vita, ma è irresponsabile in un momento dove i nostri stili di vita e le nostre scelte di consumo, di professione e di comportamento civico, creano un maggiore, forse irreversibile impatto sulle condizioni di vita che attendono i nostri figli e nipoti.
Per ultimo, ma non meno importante, il credo che nel mondo niente cambi fondamentalmente, limita la nostra creatività e ci rende incapaci di imparare dalla vita in un mondo che è in trasformazione, sia che lo riconosciamo oppure no.
Ci sono alcuni credi che sono persino più pericolosi di quelli. Fanno parte di questa categoria quattro "credi in crisi" o credi che riguardano le nostre relazioni con gli altri e due credi che riguardano le nostre relazioni con la natura.
Quattro Credi Sociali in Crisi
"La vita è una Lotta per la Sopravvivenza"
Questo credo vecchissimo è stato rivalutato nel 19° secolo dalla teoria di Darwin sull'evoluzione attraverso la selezione naturale. L'applicazione sociale del concetto Darwiniano (conosciuto come "Darwinismo Sociale") sostiene che a sopravvivere nella società, lo stesso come in natura, sia il più adatto. Ciò significa che se vogliamo sopravvivere dobbiamo essere forti per la lotta esistenziale - più forti dei nostri concorrenti. L'essere idonei nella società non dipende dai geni, ma da una caratteristica personale e culturale, che si esprime in furbizia, audacia, ambizione e abilità nel guadagnare soldi e nel farli rendere.
Durante la II Guerra Mondiale il Darwinismo Sociale giustificò la conquista di territori stranieri da parte dei Nazisti in nome della creazione di un Lebensraum (spazio vitale) per la Germania e giustificò il genocidio di Ebrei, Slavi e Zingari in nome della conservazione della purezza ed idoneità razziale. Oggi, le conseguenze del Darwinismo sociale vanno oltre l'aggressione armata, verso la lotta più sottile, ma in qualche modo altrettanto spietata, dei concorrenti sulla piazza del mercato. In questa lotta l'idoneità premia i "vincitori": dirigenti societari, finanzieri internazionali e speculatori diventano ricchi e potenti. Il divario tra ricco e povero crea miseria e produce rancore. In un mondo interdipendente la variante economica del Darwinismo Sociale è tanto pericolosa quanto la sua variante militare.
"Il Mercato distribuisce Benefici"
Nel mondo industrializzato un credo connesso ha elevato il mercato al livello di un dio tribale. Ad esso abbiamo sacrificato agricoltori e terreni agricoli, foreste, paludi e praterie, ecosistemi e spartiacque. Abbiamo accettato l'inquinamento e il riscaldamento globale come costo normale della competizione sul mercato. Eravamo confortati dal credo che il mercato distribuisca i benefici, quindi se io lavoro bene, ne trarranno benefici anche i miei concorrenti.
Purtroppo non abbiamo preso in considerazione un lemma che avevano già notato gli stessi economisti: il mercato distribuisce i benefici solo in condizioni di competizione quasi-perfetta, cioè, dove il campo è livellato, e dove tutti i giocatori hanno più o meno la stessa quantità di gettoni. Nel mondo reale, il campo è raramente livellato e i gettoni non sono distribuiti in parti uguali. Di conseguenza il mercato favorisce i ricchi a spese dei poveri. Questo è molto evidente nella distribuzione globale della ricchezza, dove il più ricco 20 per cento guadagna 90 volte di più del più povero 20 percento e la ricchezza di poche centinaia di miliardari equivale al reddito dei tre miliardi di loro simili meno fortunati.
"Più ricco sei meglio sei"
Questo credo, tipicamente moderno, giustifica e rinforza la lotta per il profitto e la ricchezza. Suggerisce anche che c'è un'equivalenza tra la misura del proprio portafoglio e il valore personale del proprietario del portafoglio, come anche dalla misura della propria macchina e della propria casa.
L'equivalenza del valore umano con il valore finanziario è stato consapevolmente alimentato dal mondo degli affari. Negli anni passati le aziende hanno proclamato un consumo cospicuo come ideale e hanno fatto pubblicità per un consumo illimitato come opzione desiderabile . A metà secolo Victor Lebov, un analista americano del consumo al dettaglio, ha dichiarato, "La nostra economia enormemente produttiva chiede: che i nostri stili di vita diventino consumo, che le nostre compere e l'uso dei beni si convertano in rituali, e che il consumo diventi la nostra soddisfazione spirituale e la soddisfazione del nostro ego. L'economia ha bisogno che le cose siano consumate, bruciate, esaurite e sostituite, ed infine scartate ad un ritmo sempre più veloce."
Oggi sappiamo che le forme classiche di consumismo portano ad un sovraconsumo e allo sfruttamento eccessivo delle risorse, e non sono né sane né sostenibili. La ricchezza ostentata è più un segno di insicurezza e di debolezza che di carattere e di forza. Il credo del "più ricco sei meglio sei" è maturo per il cumulo della spazzatura.
"La Strada per la Pace si ottiene attraverso la Guerra"
Questo è un credo molto vecchio che è diventato pericolosamente obsoleto. Gli antichi Romani avevano un detto: se volete la pace, preparate la guerra. Questo andava d'accordo con le loro condizioni e la loro esperienza: I Romani avevano nelle loro mani un impero mondiale, con razze e culture ribelli dentro i loro territori e tribù barbare alla periferia. Mantenere questo impero richiedeva un costante e vigile esercizio del potere militare. Oggi la natura del potere è molto diversa, ma il credo sulla guerra è ancora ampiamente lo stesso. Come Roma nel periodo classico, oggi l'America è il potere globale, ma al contrario della potenza di Roma, il suo potere non è politico ma economico. Per mantenerlo non sono necessarie forze armate ma una corretta organizzazione delle considerevoli risorse umane, finanziarie e naturali del paese.
Nel 17° secolo il filosofo politico Thomas Hobbes ha dichiarato che il conflitto è una parte della condizione umana e la guerra uno stato naturale nella vita delle nazioni. In quel periodo nessuno poteva conoscere il potenziale distruttivo della guerra, e nessuno poteva prevedere quali enormi catastrofi possono provocare, senza difficoltà, piccoli stati e gruppi fanatici. Ai giorni nostri una guerra può ancora portare alla vittoria una parte sull'altra, ma è molto improbabile che porti alla pace. Qualsiasi stato o gruppo può comprare armi di alta tecnologia ed usarle nella guerriglia e nel terrorismo. Di conseguenza una vittoria non è senza rischi nemmeno per gli stessi vincitori. Attacchi provocano contrattacchi e la situazione può andare fuori controllo. Il principio dell'occhio per occhio e dente per dente finisce probabilmente per rendere tutte due le parti cieche e senza denti.
La guerra è anche uno spreco di risorse finanziarie che potrebbero essere adoperate per un impiego più utile. Un missile cruise Tomahawk costa tra $600,000 e un milione; il prezzo di un elicottero Pave Low (il tipo usato in Afganistan) è di $40 milioni. Il costo della guerra in Afganistan è stato stimato da $500 milioni ad un miliardo di dollari al mese. E le spese militari mondiali sono di circa $ 2 miliardi al giorno - una somma sbalorditiva che potrebbe essere sufficiente a cancellare povertà e fame in tutto il mondo.
Due Credi Ecologici in Crisi
"La Natura E' Inesauribile"
L'idea che la natura sia una sorgente infinita di risorse ed un infinito bacino per rifiuti risale a migliaia di anni fa. Difficilmente poteva succedere ai popoli dell'antica Babilonia, Mesopotamia, Egitto, India o Cina, che l'ambiente intorno a loro potesse mai smettere di fornire le necessità basilari per la vita, come piante commestibili, animali domestici, acqua potabile e aria respirabile, oppure essere ridotto ad una pattumiera per discariche di rifiuti. La natura sembrava troppo vasta per essere contaminata, inquinata o sporcata dalle azioni che gli esseri umani compivano nei loro insediamenti e sui terreni che li circondavano.
Il credo classico nella inesauribilità della natura era comprensibile e relativamente innocuo. Nella maggior parte del mondo le persone non avevano superato i limiti della capacità della natura di rigenerare le risorse necessarie; hanno vissuto in un equilibrio continuo con il loro ambiente. Questo equilibrio è cambiato circa dieci mila anni fa nella "Terra di Levante" o Mesopotamia. Qui, nella culla della civiltà Occidentale, le persone non si erano accontentate di vivere secondo i ritmi ed i cicli della natura ma pensarono di sfruttare utilmente le potenzialità del loro ambiente per i loro fini. In alcuni posti, come nell'antica Mesopotamia, le loro pratiche avevano delle gravi conseguenze: nei terreni disboscati improvvise inondazioni spazzavano via canali e dighe d'irrigazione lasciando aridi i campi. Nel corso di millenni di coltivazione, la "Terra di Levante" dei tempi biblici si è trasformata nel Medio Oriente di oggi: una regione arida dominata da deserto di sabbia.
In tempi passati i popoli avevano la possibilità di spostarsi, di colonizzare nuove terre e di sfruttare nuove risorse. Oggi non c'è più posto dove andare. In una civiltà industriale estesa globalmente che maneggia potenti tecnologie, credere nella inesauribilità della natura è estremamente controproducente. Lascia la briglia sciolta all'uso eccessivo e allo sconsiderato indebolimento delle risorse naturali e al sovraccarico dei cicli auto-rigenerativi. Se incontrollato potrebbe rendere la natura incapace di fornire sufficienti risorse necessarie per soddisfare sia la fame biologica che quella tecnologica di una vasta popolazione umana.
Noi ci troviamo sulla strada verso questa condizione catastrofica. Una delle misure più importanti del nostro impatto sulla natura, l'orma ecologica o "ecological footprint" ci racconta la storia in termini quantitativi. L'orma ecologica è l'area di terra richiesta per sostenere una comunità umana. Se l'orma ecologica di un insediamento è più larga dell'area di quell'insediamento significa che quell'insediamento non è indipendentemente sostenibile. Una città è intrinsecamente insostenibile perché poche delle risorse naturali usate dagli abitanti provengono dall'interno dei suoi confini; la maggior parte (come cibo, acqua ed eliminazione dei rifiuti) dipendono dall'entroterra e dal bacino idrogeografico. Però intere regioni e paesi potrebbero essere auto sostenibili: la loro orma ecologica non avrebbe necessità di estendersi oltre i loro territori. Questo però non avviene.
In una ricerca commissionata dall' Earth Council di Costa Rica vennero esaminate le orme ecologiche di cinquantadue paesi, l'habitat dell'80 per cento della popolazione mondiale. Le orme ecologiche di quarantadue di questi paesi erano superiori al loro territorio. Il problema può essere osservato misurando l'orma degli individui. Una sostenibilità continua chiede agli individui di non superare 1,7 ettari (un ettaro è 10,000 metri quadrati, oppure 2.471 acri). Comunque, la media dell'orma individuale dei cinquantadue paesi esaminati risultò di 2,8 ettari. L'orma pro capite nel Bangladesh è di soli 0,5 ettari, ma questa misura è molto superiore nel mondo industrializzato. Negli Stati Uniti, per esempio, la media di un'orma ecologica è di 12.5 ettari (31 acri). Questo si somma alla insostenibilità globale. La comunità mondiale supera di circa un terzo la capacità ecologica del pianeta.
La situazione sarebbe ancora peggiore se i paesi poveri adottassero il modello di sviluppo Occidentale. Nel caso che le tutte 189 nazioni del mondo, costituite formalmente, dovessero raggiungere l'orma dei quarantadue paesi "ricchi", l'eccedenza globale raggiungerebbe il 100 per cento. Per un equilibrio sostenibile con questa sua base ecologica, l'umanità avrebbe bisogno, per sopravvivere, di un altro pianeta della grandezza della Terra.
"Il Mondo E' un Meccanismo Gigante"
Il secondo credo ecologico critico è un eredità di Galileo e Newton: la visione meccanicistica del mondo. L'idea che il mondo e tutte le cose nel mondo lavorino come macchine venne suggerito da Galileo, e sostenuto dalla validità universale della legge di gravitazione universale di Newton. Questo concetto era molto adatto nel tardo Medio Evo, in un mondo dove le tecnologie dominanti erano i mulini ad acqua e a vento, pompe, orologi meccanici, aratri e carri trainati da animali. Lo stesso concetto è molto meno adatto ai primi del 21° secolo, con un mondo pieno di reattori nucleari, computer collegati in rete, piante e microbi progettati geneticamente.
Con l'avvento della teoria della relatività, della fisica quantistica, la biologia e l'ecologia organicista è stato superato il concetto meccanicistico nella scienza. Comunque, continua a persistere nella interazione della società con la natura e questo può produrre dei risultati inaspettati. In contrasto con la prevedibilità di un semplice meccanismo, la risposta della natura all'impatto umano è complessa e dinamica, e non sempre prevedibile. Per esempio, come un gene trapiantato si manifesta in una pianta è prevedibile per quanto riguarda quella pianta, ma non è prevedibile quando si tratta dell'interazione di quella pianta con l'ambiente. Lo stesso gene che produce un effetto desiderato nella pianta transgenica può produrre effetti imprevisti ed indesiderati in altre specie. La natura che ci circonda è un sistema vivente che non può essere manipolato come una macchina.
Durante il 20° secolo, il credo che il mondo in cui viviamo sia un meccanismo gigante che possiamo manovrare a nostro piacere ha portato a progetti industriali, agricoli e commerciali che hanno degradato l'acqua, l'aria ed il suolo del pianeta e danneggiato la sua ecologia. Lo stesso credo ora sostiene lo sfruttamento di biotecnologie non sufficientemente provate, con lo scopo di fare un veloce profitto, minacciando un'ulteriore riduzione della biodiversità e
l'indebolimento della capacità di recupero dell'intero ecosistema.
RESPONSABILITA'
Credi obsoleti ci danno un concetto errato dell'uomo e della natura. Ci suggeriscono che le nostre responsabilità terminano con la soddisfazione dei nostri bisogni e con le domande della nostra economia - e che con l'ambiente possiamo fare praticamente quello che vogliamo. Tali credi ci rendono ciechi di fronte alle nostre responsabilità verso una comunità umana più ampia e verso la biosfera, il nostro sistema essenziale di sostegno vitale.
Il nostro disinteresse verso la comunità globale si evidenza nello scarso rispetto riservato ai diritti universali proclamati dalla comunità internazionale nel 20° secolo. Questi includono la Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici e la Convenzione Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, pietre miliari significative nello sforzo comune dell'umanità per la lealtà e la stabilità nel mondo. Fino adesso, comunque, questi proclami non sono riusciti a raggiungere i loro obbiettivi dichiarati . I diritti sono universali, ma non così il rispetto a loro accordato.
Evidentemente, alcuni di questi diritti adottati dalla comunità internazionale sono difficili e costosi da attuare. I diritti civili e politici - il diritto al voto, il diritto di non essere torturato e il diritto alla libera espressione di parola non fanno parte di questa categoria. Questi sono essenzialmente libertà negative: "libertà da" discriminazione, oppressione e costrizione arbitraria. Essi richiedono di abolire pratiche dittatoriali e repressive; richiedono principalmente azioni di omissione. Queste sono tra gli scopi degli stati democratici; infatti, definiscono le libertà essenziali che caratterizzano una democrazia. Al contrario, la seconda serie di diritti - economici, sociali e culturali, invece includono il diritto alla salute, il diritto al cibo e il diritto al lavoro - e richiedono libertà positive: "libertà a" ad una vita sana, dignitosa e di benessere. Esse richiedono azioni di commissione che sono molto più costose e difficili da attuare. I Governi democratici stessi non hanno i mezzi e il potere per assicurare libertà positive ai loro popoli: questo richiede l'accordo e la cooperazione dei membri della società civile, specialmente del settore privato del commercio, della finanza e dell'industria.
Persino un'analisi rapida delle condizioni del mondo dimostra che alcune delle libertà negative sono relativamente ben rispettate: le persone possono votare nella maggior parte del mondo, si possono esprimere senza essere censurati e la tortura è confinata ai pochi regimi repressivi rimasti in Medio Oriente ed in Africa. Dall'altra parte, le libertà positive sono ampiamente ignorate . Con l'eccezione di alcuni, relativamente piccoli e prosperosi paesi - tra cui i paesi Nordici d'Europa - l'azione congiunta per l'attuazione di questi diritti è tuttora lontana. Il 20° secolo potrà entrare nella storia come il Secolo dei Diritti (ahimè, anche come il secolo di guerre e distruzione), ma il 21° secolo deve diventare il Secolo delle Responsabilità se vuole diventare un secolo di pace - oppure nessun tipo di secolo.
Rispettare il diritto a cibo, casa, istruzione e un lavoro remunerato per ogni essere umano è una precondizione per la nostra crescita verso un futuro positivo. La responsabilità di rispettare questo diritto riguarda tutti noi e ci riguarda nelle multiple posizioni: come individui, come cittadini, come membri di una comunità economica e di affari, ed ultimo ma non meno importante, come membri dell'intera Famiglia Umana.
Le responsabilità multiple che cadono sulle spalle di tutti i membri della Famiglia Umana sono state spiegate chiaramente nel Manifesto dello Spirito della Coscienza Planetaria del Club of Budapest. Vale la pena ricordare i passaggi rilevanti. 5
Come individui, abbiamo la responsabilità di perseguire i nostri interessi in armonia con gli interessi ed il benessere dei nostri simili, e non a loro spese; la responsabilità di condannare ed di respingere ogni forma di omicidio e di brutalità, responsabili di non mettere al mondo più figli di quanti desideriamo davvero e possiamo mantenere, e di rispettare il diritto alla vita, allo sviluppo e a vedere riconosciuti pari status e dignità di tutti i bambini, donne e uomini che vivono sulla Terra.
Come cittadini del nostro paese, abbiamo la responsabilità di pretendere che i nostri leader politici trasformino le spade in vomeri per l'aratro e si rapportino alle altre nazioni in modo pacifico e con spirito di cooperazione; che riconoscano le legittime aspirazioni di tutte le comunità della famiglia umana; e che non abusino dei loro poteri sovrani per manipolare le persone e lambiente a fini miopi ed egoistici.
Come azionisti e protagonisti attivi delleconomia, abbiamo la responsabilità di accertare che gli obbiettivi dell'azienda non siano incentrati unicamente sul profitto e sulla crescita, ma che includano altresì la preoccupazione che i prodotti e i servizi corrispondano alla necessità ed esigenze umane, senza danneggiare persone e compromettere la natura; che non servano a fini distruttivi e a piani privi di scrupoli, e che rispettino i diritti di tutti gli imprenditori e le imprese che svolgono una concorrenza leale nel mercato globale.
Come membri della comunità umana ci spetta la responsabilità di adottare una cultura della non-violenza, della solidarietà e dell'uguaglianza economica, politica e sociale, promuovendo la reciproca comprensione e il rispetto fra popoli e nazioni, che siano come noi o diversi; ed esigere che i popoli di tutto il mondo abbiano la possibilità di rispondere alle sfide che si trovano ad affrontare con le risorse materiali, oltre che spirituali, necessarie per questo compito senza precedenti.
ETICA E VALORI
In definitiva, la mancanza di rispetto dei diritti e del benessere nel mondo attuale non deriva solo dalla obsolescenza di credi dominanti, ma anche, e soprattutto, da valori miopi e ristretti e da un'etica non corretta. In periodi critici i valori e l'etica sono di un'importanza decisiva. I credi orientano i nostri modi di pensare, ma l'etica e i valori decidono le nostre azioni.
A meno di non essere profondamente religiosi, inclini alla spiritualità o versati alla filosofia, siamo molto più lontani dall'essere consapevoli della nostra etica e dei valori che non dei nostri credi . In molti casi etica e valori sono colorati emotivamente, e non sono liberi da tendenze e da pregiudizi. Anche per questo motivo bisogna esaminarli. L'etica che noi adottiamo è quella giusta per un mondo in crisi? Ci sono delle cose, che noi riteniamo buone, per cui vale veramente la pena di lottare?
Quello che noi riteniamo giusto e buono non può essere imposto dall' "alto", da nessuno, sia esso genitore, sacerdote, insegnante, capo o leader politico. La nostra etica e i nostri valori li dobbiamo decidere noi stessi. Abbiamo sufficiente libertà per farlo. In una società democratica si possono avere un'ampia varietà di opinioni e un'infinità di grandi mete possono essere perseguite. Ma c'è un limite alla nostra libertà come individui per definire la nostra etica e i nostri valori: quello che riteniamo giusto e buono deve essere compatibile con quello che è giusto e buono per la comunità in cui viviamo. Per esempio, siamo liberi di vivere una vita dissoluta e di professare l'ateismo in una comunità che è molto disciplinata e che frequenta le chiese. Ma non siamo liberi di interferire con l'ordine di quella comunità e con le pratiche religiose dei suoi membri.
La maggior parte di noi è cresciuta con l'insegnamento che essere onesti è bene e dire bugie è male; che la lealtà verso gli altri è giusta e imbrogliare e sfruttare i nostri simili è sbagliato. Questi giudizi rimangono validi indipendentemente da dove viviamo e in quali circostanze. Ma ci sono delle ulteriori ramificazioni. Non viviamo più soltanto in comunità piccole e molto autonome; nel bene e nel male, siamo parte di una famiglia estesa che abbraccia l'intero pianeta.
Di conseguenza la nostra etica deve rispettare ciò che è giusto e buono per la nostra comunità, la nostra cultura e il nostro paese - e anche per la comunità di tutte le culture e di tutti i paesi: la comunità globale.
Ampliare la nostra etica significa anche ampliare i nostri valori. Se siamo egoisti, valutiamo solo la nostra esistenza: gli obbiettivi che stabiliamo per noi stessi sono gli indiscutibili beni che cerchiamo di ottenere, indifferenti a che cosa è bene per la nostra comunità , la nostra cultura o gruppo etnico. Se dall'altra parte siamo buoni membri della nostra comunità e della nostra cultura, i nostri valori personali si baseranno sulle considerazioni di ciò che è bene per queste sfere più ampie della nostra esistenza. Lo stesso va applicato al nostro paese: come buoni cittadini dobbiamo valutare ciò che è bene per il nostro paese, oltre a ciò che è bene per noi, per la nostra comunità e la nostra cultura.
La comunità globale è un'ulteriore dimensione delle nostre sfere di partecipazione. Come membri dell'intera famiglia umana, i nostri valori devono essere in sintonia anche con il bene dell'umanità.
A parte delle rilevanti eccezioni, fino ad oggi manca questa "dimensione globale" nei valori e nell'etica delle persone. Questo è evidente nel modo in cui la maggior parte delle persone vive - come abbiamo visto, stili di vita individuali sono globalmente insostenibili. Se moltiplicate per il numero delle persone sul pianeta, l'orma ecologica degli individui è più larga dell'ecologia dell' intero pianeta.
Se non aggiungiamo una dimensione globale alla nostra etica, dovremmo affrontare tempi difficili. Una dichiarazione del 1993, firmata da 1670 scienziati di settanta paesi, compresi 102 Premi Nobel è stata chiara su questo punto: "Un grande cambiamento è richiesto nell'essere "custodi" della Terra e della vita su di essa se si vuole evitare una grande sofferenza umana e che la nostra casa globale su questo pianeta non venga irrimediabilmente mutilata." Un'etica globale, hanno detto gli scienziati, deve motivare un grande movimento, leader riluttanti, governi e persone riluttanti devono autoconvincersi ad effettuare i cambiamenti necessari.
Un'etica globale o planetaria non è un'etica partigiana, al servizio di un gruppo, di un popolo o di una cultura invece di altre. Ha un unico supremo fine: la continuazione della vita umana e della civiltà sulla Terra. Dato che questo è nell'interesse vitale di ognuno, l'etica planetaria deve essere universale come la vita umana e la civiltà. Questo può sembrare utopico, ma non lo é: ci sono dei principi etici universali che possiamo attingere dal cuore di tutte le grandi culture e religioni mondiali. Una delle loro espressioni più sublimi è la "regola d'oro": tratta gli altri come tu ti aspetti di essere trattato. Nel Cristianesimo questa regola venne annunciata da Gesù: "In ogni cosa, fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te". Nel Giudaismo la stessa regola viene espressa nel Talmud: "Quello che è odioso per te, non farlo al tuo vicino". Nell'Islam la regola d'oro è presente nel principio di Maometto, "Neanche uno di voi crede veramente finché desideri per gli altri ciò che desideri per te stesso," e nell'Induismo è dichiarato chiaramente: "Questa è la somma del dovere: non fare agli altri ciò che causerebbe dolore se fosse fatto a te." Il Budda consiglia: " Non trattare gli altri in modi che tu ritieni offensivi per te stesso," e Confucio decretò, " Non fare agli altri ciò che non vuoi che sia fatto a te." 7
Nella tradizione "tu" stava per vicino, amico, membro della comunità locale - quella era l'effettivo raggio d'interazione, la sfera in cui le persone influiscono sulle vite di ognuno. Oggi il raggio dell'interazione è globale: qualsiasi cosa facciamo influisce su tutti gli altri. Questo vuol dire che la nostra etica si deve espandere adeguatamente. E' di vitale importanza che qualsiasi cosa faccia un membro della comunità globale non danneggi il resto di quella comunità.
Siamo lontani dal raggiungimento di questa meta. Quello che in effetti alcune persone fanno è dannoso per il resto della comunità globale, anche se non lo fanno di proposito. I ricchi, per esempio, esauriscono un'eccessiva parte delle risorse del pianeta e producono troppi rifiuti e troppo inquinamento, e i poveri sfruttano troppo e distruggono le terre e le foreste che circondano le loro abitazioni. Se queste pratiche dovessero continuare, l'umanità si troverebbe ben presto senza le risorse essenziali e in un ambiente impoverito e malsano.
La lezione dovrebbe essere chiara: se non vogliamo che altri riducano le nostre possibilità di avere una giusta parte delle risorse del pianeta e di vivere in un ambiente sano, noi non dobbiamo ridurre alle altre persone l'accesso alle risorse di base e ad un ambiente di vita sostenibile. Nel mondo attuale, "fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te" diventa "vivi in maniera che anche tutte le persone del pianeta possano vivere".
La regola d'oro presuppone che gli altri nel mondo consentano di fare a te ciò che tu fai a loro - un presupposto ottimistico. Non c'è alcuna garanzia del fatto che se io vivo eticamente anche gli altri vivranno eticamente. Ma un'etica genuina non è una questione di calcolare quante volte ci siamo comportati in modo etico, ma, solo, come ci insegna la Bhagavadgita, di fare ciò che riteniamo giusto e buono. Se tutte le persone calcolassero di compiere un'azione etica in rapporto a quelle degli altri, nessuno farebbe il primo passo ed i comportamenti etici crollerebbero a zero.
Etica planetaria vuol dire avere la determinazione di vivere in modo che tutte le persone nel mondo possano vivere. Ciò non significa vivere in povertà o persino con estrema frugalità. Non tutte le persone hanno bisogno di vivere allo stesso mio modo; il fine è equità, non uniformità.
Cercare equità non è nuovo nella storia della filosofia morale, ma è nuova la consapevolezza che questa aspirazione vuol dire vivere in modo che tutta la famiglia umana possa vivere. Il "principio di utilità" (ritiene che si dovrebbe agire in modo da produrre la maggiore quantità di felicità nel mondo) era molto discusso e generalmente accettato, ma non era stata riconosciuta la stretta connessione tra il proprio modo di vita e la somma della felicità nel mondo - e in tempi precedenti non era nemmeno il caso. Con il crollo del comunismo e la diffusione mondiale del sistema di mercato le società industriali hanno respinto l'etica socialista di Marx e di Lenin e hanno ignorato l'etica utilitaristica ereditata da Bentham, Locke, Mills e Hume. Hanno invece optato per l'etica del libero mercato. Dato che perseguendo i propri interessi si beneficiano anche gli altri, sei libero di perseguire i tuoi interessi - finché non infrangi la legge. "Vivi e lascia vivere" è diventato il principio operativo.
Sfortunatamente, l'etica liberale di mercato non funziona nel mondo del 21° secolo. Lasciare che ognuno viva come desidera è pericoloso, anche se si rispetta la legge. Non esiste legge nazionale o internazionale che sia, che possa garantire che un individuo, un gruppo o un'azienda nel perseguire i propri interessi non danneggi gli altri. La tanto discussa asserzione, "quello che è bene per la General Motors è bene per il paese" è un caso superato. Assume la giusta funzione dell'invisibile mano delle forze del mercato, ma quella mano, come abbiamo visto, risulta amputata sotto condizioni ingiuste . Invece c'è un piede invisibile che spinge in avanti i forti e i ricchi, e da calci inattesi ai deboli e ai poveri.
Per fortuna, dall'altra parte, l'adozione di un'etica planetaria non richiede ulteriori sacrifici. Posso aspirare all'equità nel mondo senza dovermi privare dei piaceri e delle gioie di una vita ragionevole e responsabile. Posso fare degli sforzi per raggiungere eccellenza, crescita e gioia personale, persino agiatezza e lusso senza spreco. Devo solamente limitare i piaceri e le conquiste della mia vita, in relazione alla qualità della gioia e del livello di soddisfazione che essi mi procurano, piuttosto che in costo in denaro e di quantità di materia e di energia che essi richiedono.
Non è il punto fondamentale se l'etica e i valori planetari siano migliori di altri in senso assoluto, se paragonati a concetti di giusto e di bene di una data religione, filosofia, o sistema di credo. Il punto è che l'etica e i valori planetari possano sostenere la continuazione della vita umana e la civiltà meglio di altri. Riducano il potenziale per conflitti e aumentino le nostre possibilità di crescere verso una civiltà pacifica e sostenibile. In una crisi globale queste sono la migliore etica ed i migliori valori che possiamo avere.
Aggiornare i nostri credi , accettare la nostra parte di responsabilità e adottare un'etica e dei valori planetari sono cose mentali: nuovi modi di pensare che dobbiamo adottare. Poi seguono le cose pratiche: le cose nuove che dobbiamo fare. Esiste un ampio raggio di queste cose - quasi tutto ciò che facciamo ne fa parte. Ma nessuno ci può dire né stabilire completamente le cose che dobbiamo fare, nemmeno una delle cose. Dobbiamo scoprirle per conto nostro e attuarle con la nostra volontà. Se pensiamo in modo giusto, se abbiamo un senso di responsabilità ben sviluppato, dei credi aggiornati, un'etica e dei valori planetari, scopriremo che cosa fare e avremo anche la motivazione per agire di conseguenza.
COSE CHE POSSIAMO FARE ORA
Anche mentre sviluppiamo il nostro modo di pensare, la nostra etica e i nostri valori, dobbiamo agire. Ci sono delle cose che non possono sopportare ulteriore ritardo; se continuiamo come prima, rischiamo di intraprendere un sentiero negativo per il futuro e potrebbe diventare difficile più tardi invertire la rotta.
Possiamo unire le cose particolarmente urgenti ed importanti che possiamo e che dovremmo fare ora nelle tre sfere di azione: nella sfera privata degli individui, nella sfera economica degli affari e nella sfera pubblica dei media, dell'educazione e del governo.
Cose che possiamo fare nella nostra sfera personale
Quello che facciamo nella sfera personale delle nostre vite non è più solo affare nostro. Il diritto delle persone alla privacy è sacrosanto, ma non può essere adottato senza collocarlo nel contesto. Nessuno è un'isola, gli altri vengono influenzati da come vive una persona e da che cosa lui e lei fanno. In un mondo interdipendente, ogni persona è un fattore che conta nel futuro di tutti. Questo significa che ci sono degli aspetti della nostra vita privata che sono anche affari pubblici.
Il nostro comune futuro dipenderà in gran parte dallo stile di vita e dalle scelte di consumo che faremo come individui. Su queste scelte dobbiamo essere tempestivamente informati.
Per esempio:
scegliendo un lavoro o una professione, piuttosto che sforzarsi di accumulare denaro nel più breve tempo possibile possiamo impegnarci in un'attività che sia utile e benefica per la comunità, per il paese e per tutta la famiglia umana;
scegliendo i prodotti per uso personale, invece di articoli stravaganti che richiedono una grande quantità di energia e di materiale grezzo, possiamo scegliere mezzi funzionali che compiono lo stesso lavoro con un minimo di spreco e di impiego di risorse;
decidendo il nostro tipo alimentazione giornaliera, piuttosto che scegliere cibi costosi da gourmet, possiamo cercare di nutrire noi stessi e la nostra famiglia in modo coerente con la disponibilità di cibo per tutte le persone della comunità globale;
selezionando la nostra casa ed il suo arredamento, invece di fare vedere ai nostri vicini quanto possiamo permetterci, usiamo come guida nella selezione considerazioni di comodità, di socievolezza e di calore umano;
- e
scegliendo il nostro personale modo di apparire, invece di un abbigliamento vistoso da suscitare invidia, possiamo sforzarci di esprimere la nostra personalità, i valori, e l'eredità etnica o culturale della famiglia e della comunità a cui apparteniamo.
Fare queste cose non è né particolarmente difficile, né comporta eccessivi sacrifici. Però porta molti benefici. Diventiamo amici e vicini migliori , la nostra vita diventa più semplice e più sana, ci sentiremo meno frustrati e liberi da sensi di colpa personali. Abbiamo anche la soddisfazione di sapere che indipendentemente da ciò che fanno gli altri, e da qualsiasi cosa succeda nel mondo, noi stiamo facendo il nostro meglio per essere parte della soluzione, piuttosto che rimanere parte del problema.
Cose che possiamo fare nel campo economico
Le cose che possiamo fare nel campo economico sono tanto importanti quanto quelle del nostro campo personale. Queste cose riguardano prima di tutto il nostro ruolo di produttori e di consumatori dell'enorme numero di beni e di servizi del mercato mondiale.
Le imprese che disegnano e producono la pletora odierna di beni e di servizi
esercitano un potere senza precedenti e hanno una ricchezza senza precedenti. Le cinquecento società industriali mondiali primarie danno lavoro solo allo 0.05% della popolazione mondiale, ma controllano il 70% del commercio mondiale, l'80% degli investimenti esterni diretti e il 25% del prodotto economico mondiale. Le vendite delle aziende più grandi, come la General Motors, Ford, Mitsui, Mitsubishi, Royal Dutch Shell, Exxon e Wal-Mart, superano il PIL di dozzine di paesi, compresi Polonia e Norvegia, Grecia, Thailandia e Israele. Come elementi decisivi nel mondo, le responsabilità delle aziende economiche sono tanto grandi quanto lo sono le responsabilità degli stati.
Le responsabilità delle aziende non vanno più d'accordo con la filosofia classica che l'interesse degli azionisti è la sola preoccupazione dell'organizzazione aziendale. Un concetto migliore oggi sta emergendo tra business leader illuminati: responsabilità verso gli "stakeholder" - significa responsabilità verso tutti coloro la cui vita è coinvolta nelle attività dell'azienda.
Responsabilità verso gli "stakeholder" significa responsabilità verso i dipendenti della società, i partner, i clienti e i consumatori, ma anche verso la comunità che la ospita e verso l'ambiente. Come direttori e collaboratori, come partner e azionisti di società, le cose urgenti ed importanti che possiamo già fare in questa sfera comprendono:
incoraggiare e permettere ai dipendenti di contribuire alla formulazione della visione e dei valori della società, e permettere loro di applicare quella visione nella loro attività quotidiana;
comunicare la visione della società ai propri partner, clienti e consumatori;
incoraggiare e permettere ai loro dipendenti di dedicare parte del loro tempo in attività socialmente responsabili, come servizio volontario per la comunità e per la protezione dell'ambiente;
interessarsi attivamente alla vita dei dipendenti, conoscere le loro preoccupazioni, comprendere i loro bisogni e contribuire al loro sviluppo personale;
interessarsi anche direttamente alle persone, alle problematiche e alle prospettive delle comunità che l'azienda ospita;
dare preferenza, come partner ed associati, a società etiche, rifiutando di intraprendere affari con società che si comportano in modo sleale verso i loro dipendenti, i loro clienti e verso le comunità locali o che degradano l'ambiente.
cercare di ridurre l'inquinamento e il danno ambientale minimizzando lo spreco nei processi produttivi e attraverso la catena di rifornimento e di distribuzione della società;
- e
presentare accuratamente ed onestamente al pubblico i benefici a lungo termine e i costi dei prodotti della società e dei servizi al pubblico, includendo la loro sicurezza, conseguenze sociali, tossicità ambientale, possibilità di riuso e riciclabilità. 8
Fare queste cose non è altruismo o carità: ma è una sana pratica aziendale come dimostrano recenti eventi nel mondo delle imprese. Il modo di comportarsi delle aziende nella società sta diventando critico nei confronti della loro abilità nel commercializzare i loro prodotti e servizi, nell'assumere talenti e nel raccogliere capitali. Non è completamente una coincidenza che due delle bancarotte più pubblicizzate nei tempi recenti - Enron e K-Mart - hanno coinvolto delle società con grande mancanza di responsabilità sociale. Enron era nota per la sua mancanza di trasparenza, per la sua avidità e il suo orientamento di profitto a breve termine, e K-Mart era agli ultimi posti nella classifica della Total Social Impact Foundation nelle 500 società Standard & Poor. Dall'altra parte, le prime cinque società nella lista della "Best 100 corporate Citizens" - Procter & Gamble, Hewlett-Packard, Fannie Mae, Motorola e IBM - hanno prodotto rendimenti alti per i loro azionisti per anni.
Cose che possiamo fare nel campo pubblico
Anche se l'economia è più forte che mai, conflitto e violenza minacciano la nostra sicurezza personale e collettiva. In queste condizioni il ruolo della sfera pubblica acquista nuova importanza - ci sono dei problemi di sicurezza pubblica e di benessere sociale a cui solo una leadership illuminata può rispondere. Ora in una società democratica i leader non possono essere troppo lontani dalla gente: hanno bisogno del sostegno del loro elettorato. Alla fine, quello di cui ha bisogno la società è un governo onesto al servizio di un pubblico illuminato. Per questo l'informazione fornita al pubblico diventa un problema chiave. Come membri del pubblico, abbiamo il diritto di determinare il tipo di informazioni che i media ci forniscono e noi dovremmo utilizzare bene questa nostro diritto.
Il libero mercato tradizionale trasmette l'informazione al pubblico seguendo le regole del mercato: il pubblico riceve quello che si vuole vendere - ma dal punto di vista dei media, "ciò che fa vendere". Perché il pubblico in generale non è né ben informato né ben istruito per esercitare la sua influenza, i media danno la preferenza ad articoli sensazionalistici che hanno "valore di novità". Una proposta giornaliera di simili articoli non è utile nell'aiutare le persone ad effettuare delle scelte informate su problemi che influiranno il loro futuro. Ci sono modi migliori, più responsabili con cui possiamo pretendere che i media operino. Tra questi possiamo chiedere di includere, tra le altre cose:
le preferenze degli attuali stili di vita nelle varie culture e subculture della nostra società;
i valori e l'etica emergenti delle nuove culture;
la linea politica e l'opinione della comunità, dello stato e del paese verso modelli alternativi di consumo e di modi di vita;
progetti e disegni per una vita più sana e naturale nelle metropoli, nelle città di provincia e nelle campagne;
tecnologie sicure ed efficaci per aiutare le persone a far fronte ai loro problemi;
modi semplici e soddisfacenti di trarre piacere dalla natura senza distruggere equilibri ecologici e compromettere aree di zone selvagge;
metodi alternativi di guarigione e nella cura della salute ;
modi per promuovere e favorire la crescita interiore attraverso lavori di gruppo e seminari, incontri personali, insolite esperienze artistiche e culturali e altri modi ancora.
Gli aspetti delle notizie sopra citate sono messi in scarsa evidenza se non totalmente ignorati. Anche se esistono molti rapporti e notiziari alternativi di "buone notizie" da parte di organizzazioni private non governative, esiste solo un giornale interamente dedicato a queste problematiche - Positive News, pubblicato in Inghilterra, - ed esce solo quattro volte l'anno. Perché non avere una pagina o almeno una colonna nei maggiori quotidiani dedicata alle notizie positive, significative per il futuro, oppure un supplemento intero di fine settimana? Perché non creare programmi giornalieri o settimanali alla radio o in televisione su questi argomenti, e un'alta visibilità sui siti web di internet? Questo renderebbe un importante servizio ai lettori, agli spettatori e agli ascoltatori: potrebbero essere informati su comunità da formare, su come inserirsi in movimenti etici, su idee per uno stile di vita responsabile da adottare, su tecnologie -amiche dell'ambiente da utilizzare e su prodotti non inquinanti, a basso consumo energetico e materiale e da usare.
Aiutare il pubblico a spostarsi verso modi di pensare e di agire positivi è nell'interesse personale, illuminato dell'industria dell'informazione e della comunicazione stessa. Il futuro dei media è strettamente legato al futuro del suo pubblico. In un mondo collegato da una rete di lavoro globalizzata il pubblico dei media abbraccia tutta l'umanità.
Altre cose urgenti nel campo pubblico riguardano anche l'istruzione. E' essenziale permettere a bambini e persone giovani di scegliere per se stessi un futuro positivo. Questo non richiede di insegnare quali valori, credi ed etica dovrebbero adottare, ma solo di rendere attuali nel contesto pertinente locale, nazionale e mondiale i valori, i credi e l'etica ai quali sono abituati a casa e nella comunità. Noi possiamo chiedere ai nostri amministratori scolastici di rivedere e riesaminare i maggiori libri di testo e di aggiornare i piani di studio. Possiamo richiedere programmi di apprendimento per insegnanti per " educare gli educatori".
E' compito del governo eletto seguire le tendenze e i movimenti che stanno emergendo nella società. Se sostenuti da un pubblico più informato e meglio educato, i capi di governo posso esercitare una forma di guida più illuminata. Possono agire su credi opportuni, affrontare le responsabilità che implicano i diritti e le libertà dei loro popoli, e introdurre una dimensione planetaria in dibattiti sull'etica e sui valori.
Molte di queste cose, per poter essere realizzate, hanno bisogno di aspettare lo sviluppo di un nuovo modo di pensare tra le persone. Ci sono comunque delle cose, che dei governi lungimiranti possono già fare. Sul fronte nazionale, i governi possono monitorare i cambiamenti negli stili di vita, nei valori e nelle aspirazioni delle persone. Possono creare una task force per studiare modi con cui scuole e collegi possono avere una migliore informazione sugli sviluppi pertinenti all'ambiente nazionale e globale, compresi i cambiamenti dei valori nella comunità locale. Sul fronte internazionale i governi possono cominciare i rivedere la politica estera del proprio paese, esplorare modi politicamente realizzabili dove il dialogo indirizzato alla comprensione e al mutuo accordo può essere collocato alla pari con gli obiettivi di guadagno economico e di controllo politico.
I governi possono anche agire sugli accordi e sui trattati che hanno concluso - tra le altre cose, l'accordo per combattere la fame e la povertà in casa e nel mondo, e per salvaguardare l'ambiente locale e globale. Nei vari summit hanno accettato di ridurre la povertà nel mondo entro la metà del 2015, e nel settembre del 2000 più di 150 Capi di Stato hanno riaffermato il loro impegno nella Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite. Finora la spesa per gli aiuti esteri è diminuita durante gli ultimi dieci anni - dai $ 69 miliardi del 1992 ai $ 53 miliardi di oggi, nonostante le dichiarazioni firmate e dell'oltre 30 percento di crescita nella produzione economica mondiale. Nella sfera ambientale oltre 500 accordi e trattati sono stati firmati, ma i maggiori paesi industriali non hanno ratificato alcuni dei più importanti tra questi, e molti di quelli ratificati non contengono né obbiettivi specifici, né programmi di misurazioni per il monitoraggio e per la loro applicazione.
Fare cose che il governo può già fare nella sfera internazionale presuppone che abbia la capacità di vedere che il suo paese è parte di una comunità globale e che il suo destino è strettamente legato ad essa. Nell'arena nazionale questo presuppone che il governo desideri rappresentare l'interesse migliore del suo popolo, oggi e a lungo termine, e non si lasci influenzare o comprare da lobbies o gruppi di potere politici che difendono interessi a breve termine e cause partigiane.
Un governo informato, illuminato e onesto può diventare un leader nel vero senso della parola: può guidare le persone verso la crescita, piuttosto che verso la discesa. Mai prima d'ora, una leadership, in tutta la storia dell'umanità, ha affrontato un compito più grande e più nobile.
NOTE
4 Citato da Ala Durning in How Much is Enough? (Norton, 1992)
5 Il Manifesto è stato redatto dal presente autore in consultazione con il Dalai Lama ed è stato adottato dal Club of Budapest e dai suoi famosi Membri Internazionali il 26 ottobre 1996.
6 Dichiarazione del Union of Concerned Scientists, 1993
7 Le citazioni per la Regola d'Oro sono tratte da:
per il Cristianesimo, Matteo 7:12;
Ebraismo, Hillel, Talmud, Shabbath 31a;
Islam, The Prophet Muhammad, Hadith;
Induismo, Mahabharata 5:1517;
Buddismo, The Budda, Udana-Varga 5.18;
Zoroastrismo, Shauast-na-Shayast 13.29; e
Confucianesimo, Confucius, Analects 15.23
8 Un elenco più completo sulle responsabilità economiche si può trovare sul sito dell'Innov-Ethics Group, una società di consulenza specializzata in etica economica e associata al Club of Budapest: <www.innov-ethics.com>.
TRE
COMINCIAMO
Dice un proverbio Cinese: persino un viaggio di mille miglia inizia con un primo passo. Il viaggio che ci aspetta non viene misurato in miglia bensì in anni, e noi non siamo i soli a partire: sei miliardi e più persone della Famiglia Umana si aggiungeranno. Si tratta di un viaggio cruciale, che porta la nostra specie oltre la crisi, o in alto verso un mondo nuovo, più pacifico e in una più sostenibile fase della sua evoluzione, o in basso verso conflitti, violenze e con il rischio dell'estinzione.
Dovremmo prepararci a partire. Ma quale è il primo, come dobbiamo farlo?
Harry Truman ha detto che la responsabilità si è fermata alla scrivania del Presidente. Oggi la responsabilità è più democratica: si ferma su ognuno di noi. Il nostro modo di pensare e di agire fa la grande differenza nella scelta tra andare in alto o in basso - tra lo scenario negativo del collasso e lo scenario positivo della trasformazione. Come abbiamo visto, durante una crisi globale sono possibili tutti e due.
Scegliere lo scenario positivo richiede di riesaminare i nostri credi , di riconoscere le nostre responsabilità e di rivedere la nostra etica. Richiede di conoscere che stiamo vivendo nella fase critica di una trasformazione, dove ognuno di noi ha la possibilità di influenzare il risultato. Crescere significa comprendere che abbiamo delle ineluttabili responsabilità come individui privati, come collaboratori nel mondo economico, come membri di una comunità e di una cultura, come cittadini di un paese, e come membri della comunità globale di tutte le comunità, culture e paesi. Crescere vuol dire abbracciare un'etica planetaria, e che il nostro modo di vita garantisca di vivere a tutte le persone in questo mondo.
Questi sono i fattori "soft" nel decidere il nostro futuro e sono diventati più importanti dei fattori "hard". In ultima analisi né la ricchezza, né il potere, o il controllo delle persone e della tecnologia faranno la differenza cruciale Solo il nostro modo di pensare e di agire decideranno il nostro futuro.
La famosa antropologa Margaret Mead disse, "non mettere mai in dubbio il potere di un piccolo gruppo di persone per cambiare il mondo." E aggiunse, "nessun altra cosa lo ha mai fatto". Questa intuizione si può applicare a tutti i tempi e a tutte le società, e si può applicare con la doppia forza ad una società in una critica fase di crisi.
Come possiamo cambiare il mondo? In passato, le persone pensavano di poter cambiare il mondo prevaricando altre persone e facendo gli ingegneri della natura, usando potere, denaro e tecnologia. Oggi, per cambiare il mondo è necessario coltivare una risorsa più modesta e più preziosa: la nostra coscienza. Il Nel 1991, Vaclav Havel, Presidente e scrittore della Repubblica Ceca, in un discorso davanti al Congresso Americano ha avvertito: "Senza una rivoluzione globale nel campo della coscienza umana nulla cambierà in meglio....e la catastrofe, verso la quale questo mondo si sta indirizzando - il crollo ecologico, sociale, demografico, persino quello di tutta la civiltà - , saranno inevitabili." Fortunatemente, anche l'opposto di questa intuizione è vera: con una rivoluzione globale nella sfera della coscienza umana la catastrofe verso cui questo mondo è indirizzato è evitabile - è possibile aprire un sentiero positivo verso il futuro.
L'evoluzione della nostra coscienza ci fa pensare ed agire differentemente e produrre un impatto differente sulla società e sull'ambiente. Qui sta il nostro potere per cambiare il mondo.
SENTIERI PER UNA CRESCITA PERSONALE
di Enrico Cheli e Nitamo Montecucco*
* Enrico Cheli è psicologo e sociologo, e professore allUniv. di Siena; Nitamo Montecucco è medico ed esperto in psicosomatica presso lUniv. di Milano. Insieme hanno diretto lopera multimediale Enciclopedia Olistica.
Evolvere la nostra coscienza sì ma come si fa a diventare più consapevoli di ogni nostra azione, pensiero e comportamento?
Le tecniche di sviluppo del potenziale umano e di risveglio della coscienza globale rappresentano un potente strumento di evoluzione umana.
E necessario che ogni persona sappia che esistono metodi e tecniche largamente sperimentate che possono aiutare chiunque a superare i propri limiti, a sciogliere le proprie paure, a riscoprire in sé la vitalità e la spiritualità naturali, a seguire coraggiosamente i propri sentimenti e la propria strada.
Il grande passaggio da una vecchia era ad una nuova cultura planetaria sostenibile non è una questione di politiche sociali ma di aumento della consapevolezza individuale, di profondo cambiamento di vita e di pensiero.
Gli obbiettivi generali
Al di là delle differenze anche marcate allapparenza, tra differenti metodi, tecniche e vie di crescita presenti nel mondo, i loro obbiettivi sono sostanzialmente simili:
Il fatto che vi siano molteplici vie e non un'unica via, sottolinea il carattere pluralistico e di grande apertura della emergente cultura olistica, che non ha la presunzione di essere l'unica depositaria della verità, ma è anzi caratterizzata dalla consapevolezza che possono esserci percorsi diversi per raggiungere uno stesso obbiettivo.
Micro-macro analogie
Gandhi diceva: diventa tu il cambiamento che vorresti vedere nel mondo.
Una cultura globale necessita di esseri umani che sviluppino innanzitutto una consapevolezza globale di loro stessi. Così come abbiamo una visione più armonica e unitaria di come potrebbe essere il nostro pianeta, analogamente possiamo avere una visione di un nuovo essere umano, semplicemente più armonico e integro, più naturale e consapevole.
Ogni essere umano è come un piccolo mondo: con il corpo intossicato da sostanze chimiche e la mente inquinata da pensieri ed emozioni negative; un mondo che ha perso la naturalezza e la semplicità, diviso, senza pace, molto spesso in conflitto. Come nel nostro pianeta i paesi industrializzati predominano sul terzo mondo tenendolo in una condizione di sottosviluppo, così nellessere umano la testa predomina sul corpo e sui sentimenti soffocandoli e perdendo il contatto con la propria bellezza e la propria sacralità. Pertanto percorrere le vie di una crescita umana più equilibrata ed evoluta significa aprire le porte ad un futuro planetario pacifico e sostenibile.
La crescita armonica dellessere umano
In una visione olistica l'essere umano va considerato come una unità inscindibile costituita da molteplici dimensioni tra loro interdipendenti riassumibili in: corpo, emozioni, mente e spirito. Ogni dimensione va considerata ugualmente importante e solo da un armonico sviluppo di tutte può derivare una migliore qualità della vita, un'esistenza più sana, gratificante e creativa. Se invece riconosciamo solo alcune delle nostre dimensioni e trascuriamo o, peggio, neghiamo le altre, creiamo squilibrio e quindi malessere, sofferenza, malattia, in noi stessi e in coloro che ci stanno vicino. Questa, purtroppo, è stata ed è la regola nella cultura sinora dominante, ed è il principale motivo che rende l'uomo un essere diviso da mille dualismi, dubbi, contraddizioni, conflitti interiori: conflitti tra i suoi istinti e la sua cultura, tra le sue emozioni e il suo intelletto, tra le aspirazioni dello spirito e le paure della materia e via dicendo.
La caratteristica dellessere umano in armonia è il piacere di vivere che nasce da un cuore aperto, dalla stima di sé, dal senso della vita, dalla capacità di amare e essere amati. Un essere umano globalmente sano esprime innanzitutto una sensazione di centratura, di benessere, di integrità, di equilibrio che possiamo rilevare della postura, dal sorriso, dallespressione del viso, dalla limpidezza degli occhi, dalla mente aperta, dal respiro armonico, dalla fluidità dei movimenti, dalla piacevolezza della voce.
La maggior parte delle persone non sorride, ha il corpo rigido e contratto, gli occhi poco presenti, lespressione corrucciata o assente, i movimenti rigidi e automatici, il respiro alterato, la voce disarmonica, la menta affollata.
Come si è detto, obbiettivo della crescita personale è realizzare una coscienza globale che si ottiene sviluppando una migliore consapevolezza del corpo, delle emozioni, della mente e della nostra relazione con lintero ecosistema planetario. Questo significa una più profonda comprensione dei bisogni, dei valori e delle potenzialità, del nostro cuore, della creatività, della visione di noi stessi e del mondo.
Consapevolezza corporea.
Rientrare in contatto con la propria dimensione fisica e diventarne consapevoli in modo armonico è una condizione essenziale per una nuova coscienza. Il corpo è la base, la radice della nostra vita. La nostra società è molto mentale per cui passiamo troppo tempo nella testa e pochissimo tempo a vivere e godere nel nostro corpo. Nessuno ci ha educati a sentire il nostro corpo in modo globale; normalmente lo sentiamo in modo frammentato, quando sta male o quando una parte è dolorante.
Un semplice esperimento può esserci utile per comprendere meglio quanto stiamo dicendo: chiudiamo gli occhi e proviamo, per un paio di minuti, a sentire tutto il nostro corpo nella sua interezza, dalla testa ai piedi, sentiamolo vivo, rilassato, che respira globalmente. Facendo questo test ci accorgeremo che se siamo in buona salute - in questo breve tempo ci siamo rilassati e abbiamo percepito un senso di benessere non solo fisico ma anche mentale, un senso di globalità; se invece il nostro corpo è affaticato o teso, molto probabilmente avremo avuto troppi pensieri che non lasciano spazio alle sensazioni del corpo, oppure, avremo sentito bene una parte ma non il tutto (es. magari bene la testa o il torace e molto poco la pancia), o ancora, non abbiamo provato nessun piacere né tantomeno un senso di globalità.
E importante sviluppare la sensitività del corpo, la percezione globale del respiro, i suoi ritmi più lenti, rilassati e naturali, sentire e rivitalizzzare le energie vitali che danno il senso del vigore fisico, della presenza, della stabilità, del grounding. Sviluppare la capacità di comunicazione non verbale e di contatto col corpo, base dellaffettività e del calore umano scambiato nelle relazioni intime.
Le rigidità del corpo, i suoi dolori e i suoi blocchi possono essere in gran parte sciolti o migliorati.
Esistono molte semplici tecniche per accrescere larmonia e la consapevolezza del corpo: il body work e tutti i massaggi, in particolare quelli ad orientamento energetico, posturale e psicosomatico, lo Yoga, le tecniche energetiche come il Tai Ci e il Qi Gong, le tecniche di respirazione, le danze Sufi, sciamaniche o rituali, le pratiche di rilassamento profondo, guidato o in acqua. Anche tutte le attività ludiche o sportive, dal nuoto alle scalate, se vissute con consapevolezza possono diventare esperienze di crescita personale e di coscienza globale.
Consapevolezza emozionale.
Una parte fondamentale della crescita umana consiste nella consapevolezza delle nostre emozioni, dei nostri sentimenti e della capacità che abbiamo di esprimerle, comunicarle e condividerle. Aprire il cuore. Parlare di etica globale innanzitutto significa dare prevalenza ai sentimenti di fratellanza e giustizia rispetto alle attuali logiche del pensiero egoistico orientato al possesso.
E importante riconoscere il ruolo fondamentale che le emozioni negative (odio, rabbia, paura, diffidenza, ecc.) giocano nel condizionare la vita umana e come esse siano alla radice di ogni guerra e conflitto. Il lavoro di presa di coscienza, scioglimento e liberazione delle emozioni negative è pertanto un punto fondamentale nella crescita umana. E possibile in gran parte liberarsi dalle emozioni negative (la nostra "ombra") attraverso un percorso di consapevolezza, trasformazione e rielaborazione.
Riteniamo che un essere umano amato e considerato dalla sua famiglia, crescerà con un "cuore" aperto e con una propensione alla pace, alla collaborazione e alla tolleranza. Allinterno della nostra cultura invece sono state spesso utilizzate delle logiche educative e sociali basate sulla punizione e la competizione che generano paura, senso di inferiorità e penalizzano il senso di amore per se stessi e per gli altri.
La maggior parte delle persone si trova così ad avere paure, più o meno nascoste, che generano ansia, angoscia, chiusure, ad avere unaggressività relazionale troppo spinta o troppo inibita, che genera giudizi, insicurezze, stress, rabbia repressa, e a non saper gestire con naturalezza la sfera affettiva-sessuale.
Esistono differenti modi per interrompere questi condizionamenti negativi e ritornare ad un comportamento integro, spontaneo e naturale: essere consapevoli dei propri sentimenti profondi e seguirli con coraggio e intelligenza, superando paure, debolezze, inibizioni.
Le emozioni negative come la paura, la rabbia, il pianto sono come veleni psicofisici che bloccano i sentimenti più elevati e che quindi devono essere liberati o trasformati per alleggerire il cuore e stimolare sentimenti positivi. Esistono moltissime tecniche individuali e di gruppo che aiutano a sciogliere le emozioni, in particolare i gruppi di condivisione, di esperienze intense, di regressione allinfanzia, poi ci sono le tecniche di emotional release come la bioenergetica, la gestalt therapy, le respirazioni profonde, la primal therapy e molte altre.
Esistono anche numerose tecniche per aprirsi alle emozioni positive: in particolare ogni situazione che stimoli il senso della fratellanza, dellamicizia, della pace, della bellezza. Sviluppare la sensitività emozionale, la capacità di sentire le proprie emozioni più sottili e nascoste e di esprimerle in modo adeguato e sincero, di sentire le emozioni delle persone intorno a noi (empatia) e di condividerle senza vergogne o chiusure.
Consapevolezza artistica
Esiste però un sentiero ancora più praticabile per lo sviluppo della coscienza. Per esempio, sperimentando le varie forme di cultura disponibili nella nostra società: arte popolare e arte maggiore, musica popolare e classica, anche letteratura, poesia, teatro, e varie forme di belle arti. L'esperienza dell'arte è un'esperienza non-ordinaria: al suo livello più alto è ciò che lo psicologo Abraham Maslow ha chiamato : "esperienza di picco", uno stato straordinario di coscienza.
L'esperienza di picco, nelle varie forme e a vari livelli, attraverso l'arte è disponibile per tutti. L'arte non si limita a musei, gallerie e sale per concerti, ma è presente in ogni parte del mondo. Forma le nostre città attraverso l'architettura e il disegno urbano, fa vibrare i nostri sentimenti attraverso la musica, diverte, stimola e informa attraverso film, radio e televisione, e catalizza la comprensione attraverso letteratura e teatro.
Indipendentemente dalla varietà "alta" o "pop", arte, musica, letteratura ci fanno socializzare con la nostra comunità e ci fanno capire a fondo le relazioni che ci legano l'un l'altro e con la natura. Le nostre intuizioni più profonde dell'unità della vita e dell'universo prendono percettibilmente forma. Sono una fonte inesauribile di ispirazione per la vita, l'amore e l'armonia con tutto il creato; una fonte efficace e disponibile per una crescita interiore.
Consapevolezza mentale
Una reale cultura planetaria richiede persone dotate di una grande apertura mentale, capacità di comprendere e interagire con mentalità, strutture sociali, politiche e religiose profondamente differenti dalle nostre.
Sviluppare i valori profondi, come il senso della verità, della libertà, delluguaglianza, della fratellanza. Molte di questi valori sono in realtà frutto di una percezione globale di se stessi.
I comportamenti distruttivi o violenti verso la natura e gli altri esseri umani spesso dipendono da una mancanza di amore e di riconoscimento profondo nella famiglia dorigine, essi sono allorigine di una visione egoistica e materialistica della realtà.
Alimentare la mente con cibi intelligenti come: il meglio dellarte, musica, libri, film, incontri, conferenze.
Imparare a sviluppare una visione globale della situazione planetaria, dai telegiornali alla musica, e collegarla con gli eventi locali.
Istruirsi su alcuni campi oggi poco insegnati nelle scuole, come: ecologia, salute globale, medicine naturali, diritti umani, commercio solidale, situazioni delle popolazioni a rischio, economia etica, ecc.
Consapevolezza dellessere
Lo sviluppo della coscienza globale di sé è il punto chiave dellintero processo di crescita umana.
Sviluppare la coscienza globale significa percepire lunità del nostro essere, quello che alcune scuole di psicologia hanno chiamato il sé, la dimensione spirituale o transpersonale. La coscienza globale di noi stessi porta ad una visione globale del pianeta. Questo è il principale antidoto ad una vita divisa e ad una cultura della frammentazione. Coloro che meditano o pregano sviluppano una coscienza diversa. Essi sanno che la differenza tra gli esseri umani, sia di sesso, razza, colore, lingua, convinzioni politiche o credi religiosi, non significa separazione tra loro. Riconoscono che lo psicologo pragmatico William James aveva ragione: siamo come delle isole sul mare, separati in superficie ma collegati nella profondità. Ci sono livelli di realtà dove possiamo fare più che comunicare tra di noi - possiamo diventare parte di ognuno di noi.
Se chiudiamo gli occhi e sentiamo il nostro corpo come energia viva e cosciente, possiamo facilmente ricordare quando eravamo bambini, adolescenti o immaginare quando saremo vecchi e sentire che la nostra identità è sempre identica, che non è cambiata con il cambiare del corpo, delle emozioni o delle concezioni mentali.
La coscienza di sé, intesa come percezione globale del proprio essere - nel corpo e nell"anima" (in the "body-soul") porta ad uno stato di massima coerenza cerebrale (sincronizzazione elettroencefalografica) che si riflette in uno stato di profonda armonia psicofisica, di pace interiore, di senso di integrità e senso di esistere. Lesperienza del silenzio interiore ben riesce a bilanciare il frastuono della vita moderna.
Moltissime tecniche di ricerca interiore, di meditazione, di lavoro su di sé, di preghiera, possono essere di grande aiuto. Moltissime vie spirituali sono oggi disponibili attraverso libri e centri, per poter sperimentare in uno spirito i reale ricerca ciò che i buono e utile esiste in ogni forma di religiosità.
Sviluppare la dignità di essere quello che si è, lautostima oltre ogni valore esteriore come la bravura nel lavoro, la ricchezza e la posizione.
Consapevolezza scientifica
Ancora un altro sentiero praticabile per lo sviluppo della coscienza è attraverso la scienza. Questo può sembrare una sorpresa: gli scienziati usano un linguaggio esoterico e matematiche complesse; le loro relazioni non sono accessibili né comprensibili oltre ai loro ambiti specializzati. Per questo motivo, la maggior parte delle persone pensa che la scienza sia una repertorio astratto e astruso di fatti e i misure, basato su aspetti freddi ed impersonali di esperienza.
In verità, la scienza è molto più di questo. Gli scienziati non solo osservano e misurano: cercano anche di scoprire come sono strutturati l'universo, la vita e la mente e come funzionano. Ottenere una comprensione di come stanno le cose, e il modo in cui funzionano, è importante per ognuno di noi, non solo per gli scienziati. Abbiamo bisogno di raggiungere una visione fondamentalmente corretta di noi stessi, della vita e del nostro posto nella natura e nel cosmo. Oggi, questa comprensione è a portata di tutti, poiché anche gli scienziati si stanno sempre più rivolgendo ad un grande pubblico. Alcune loro relazioni sono diventate dei best-sellers, disponibili in ogni libreria, anche come video e su internet.
Il concetto del mondo che sta emergendo nella scienza d'avanguardia è molto diverso dal concetto insegnato a scuola. Le idee che dominano la mente della maggior parte delle persone quando pensano alla scienza - idee che derivano principalmente da Newton, Darwin e Freud - sono state superate da nuove scoperte. L'universo non è un aggregato senza vita e senz'anima di pezzi di materiale inerte: è molto più vicino ad un organismo vivente. Non è la materia inerte la realtà fondamentale dell'universo: la sua realtà è costituita da una varietà di energie familiari e strane. Spazio e tempo non sono uno sfondo passivo di un cieco concorso di particelle e di atomi: essi sono lo sfondo unificato dell'evoluzione di galassie. Campi continui interconnettono tutte le cose nell'universo e ne fanno un tutt'uno senza cuciture
L'evoluzione del cosmo durante miliardi di anni ha creato galassie e stelle, pianeti che sostengono la vita, e più tardi la mente e la coscienza. La vita non è un incidente casuale in questo universo: è parte del grande viaggio nel cosmo verso ordine e coerenza, costruendo sistema su sistema in una grande architettura di coinvolgente armonia e disegno supremo. Vita e mente sono elementi coerenti all'interno di questo processo complesso, e la nostra coscienza, se non costretta arbitrariamente, può riflettere le sue armoniche e le sue dinamiche.
Noi siamo i figli della Terra e dell'universo. Quando apriamo la nostra coscienza percepiamo di appartenere alla Terra e al cosmo, risuoniamo con i movimenti dei pianeti, con il ritmo della vita e con le coscienze dei nostri compagni umani. La pelle non è il nostro limite e la nostra esperienza non è confinata nei nostri sensi fisici. Siamo parte uno dell'altro. A livelli più profondi e più sottili siamo connessi come particelle e atomi per cui anche i nostri corpi sono connessi, simultaneamente ed istantaneamente, con l'universo intero.
Consapevolezza Planetaria
Sviluppare la coscienza planetaria significa imparare a sentire e comprendere la profonda interrelazione che ci lega allintera Terra, percepire di essere parte di una rete sistemica di relazioni che lega ogni essere vivente su differenti livelli (fisici, biologici, sociali e spirituali). La coscienza planetaria è sentirsi parte integrante di un tutto; questo implica un prendere e un dare. Dalla Terra e dalla società riceviamo vita, cibo, calore, amore, intelligenza, comprensione e da ciò nasce la responsabilità di ciò che posiamo fare per mantenere in equilibrio ed eventualmente far evolvere lintero ecosistema.
Esistono numerose situazioni in cui percepire e sviluppare una coscienza planetaria: ogni manifestazione in cui emergano valori umani universali, come la pace, letica, lamore per la Terra,
Come iniziare un percorso di crescita personale
Luoghi, formule e strumenti per lavorare su se stessi
Libri e conferenze
Libri e conferenze rappresentano, per la maggior parte delle persone, il primo passo per avvicinarsi alle tematiche della crescita. Vi sono vari generi di libri in proposito, da quelli che danno un primo orientamento panoramico fino a quelli che illustrano specifiche tematiche, anche con esercizi e tecniche pratiche: come fare meditazione; come usare correttamente il respiro; come affrontare i rapporti di coppia etc. (Per orientarsi, alla fine del libro troverete una utile bibliografia, suddivisa per argomenti).
Per quanto utilissimi, i libri hanno però dei limiti intrinseci, nel senso che non è possibile procedere oltre un certo punto avvalendosi solo di tali mezzi: per passare dalla teoria alla pratica occorre spesso ricorrere all'insegnamento diretto, partecipare a corsi e/o seminari esperienziali guidati da istruttori esperti (talvolta gli stessi autori dei libri letti), che propongono situazioni, atmosfere e tecniche non trasmissibili attraverso lo scritto. Tuttavia, vi sono persone che, seppure interessate, hanno timori e riserve sul partecipare a seminari, ed allora andare ad una conferenza può risultare un modo accettabile per avvicinarsi a certe idee e "insegnanti" senza però ancora mettersi in gioco.
E' nei seminari, in effetti, più che in qualsiasi libro o conferenza, che si può respirare e assimilare il vero spirito della conoscenza e trasformazione interiore.
Workshops e seminari esperienziali
Come avviene nel turismo, i seminari di crescita personale sono percorsi guidati che non si avvalgono di aerei o treni ma di metodi e tecniche di consapevolezza. Oltre a quella di "viaggi interiori organizzati" l'immagine o metafora che possiamo usare per descrivere questi seminari è quella di "palestre esistenziali", luoghi in cui lavorare su se stessi sotto la guida di qualcuno che non solo ha le conoscenze tecniche, ma soprattutto ha già fatto personalmente quel tratto di strada, quel certo tipo di esperienza ed esplorazione interiore. Palestre perché non si tratta di assistere a lezioni teoriche ma di fare esercizi pratici individuali, di coppia o di gruppo che coinvolgono, a seconda dei casi, il corpo, le emozioni, la mente, lo spirito e anche tutti e quattro i livelli assieme. L'insegnamento basato solo sulla teoria richiede di credere a ciò che ci viene insegnato, mentre quello centrato sulla pratica ci fa sperimentare di persona, toccare con mano; possiamo ingannarci prendendo per buona una teoria inefficace o, peggio, nociva, ma non ci si può ingannare con la pratica: o funziona oppure no, e lo si vede sul campo, lo si sente su noi stessi.
Le tematiche affrontate sono molteplici: tecniche di meditazione; percorsi di autoconoscenza e consapevolezza di sé; come riconoscere e trasformare le proprie emozioni; come migliorare la dinamica dei rapporti di coppia; metodi di guarigione e autoguarigione (fisica, emozionale, mentale, spirituale); strumenti per sviluppare il potere personale e la creatività; metodi per migliorare la qualità della propria vita o del proprio lavoro; come riconoscere e sviluppare i propri talenti; come sviluppare le percezioni interiori ed esteriori; come aprire il cuore ed espandere la propria capacità di amare.
Così come diverse sono le tematiche, esistono molti metodi possibili per raggiungere traguardi simili: abbiamo le psicoterapie occidentali (gestalt, bioenergetica, psicosintesi, transpersonale etc.); le vie mistico-esoteriche orientali, di origine yogica, tantrica, sufi, buddhista, taoista, zen etc.; i sentieri del misticismo cristiano; i percorsi sciamanici di tradizione asiatica, americana, australiana, fino agli antichi riti druidici di matrice celtica. Il tutto ovviamente riveduto e aggiornato sulla base dello spirito. Ad ogni modo, la gran parte dei conduttori di seminari non si focalizza su un solo metodo, ma collega e fonde due o più metodi diversi, secondo lo spirito eclettico della nuova cultura: troviamo ad esempio abbinate psicoterapia e meditazione; sciamanesimo e pratiche sufi; tantrismo e pratiche taoiste e via dicendo.
Oltre ai temi e alle tecniche, un altro basilare ingrediente dei seminari di crescita personale è la dimensione di gruppo: la presenza di altre persone facilita infatti l'innescarsi di processi interiori che individualmente sarebbero assai più difficili da prodursi. Poiché si tratta di individui che hanno lo stesso obiettivo, che sono disponibili a mettersi "a nudo" e a sperimentarsi, difficilmente si rivelano critici od ostili, ma semmai caldamente collaborativi; è così possibile comunicare apertamente, condividere cose molto intime, che non si racconterebbero normalmente a nessuno. Sarebbe molto più difficile, talvolta impossibile, vivere direttamente nella vita reale, con le persone che solitamente frequentiamo, esperienze come quelle che si producono nei seminari, mentre è più agevole con persone tra cui non esistono precedenti legami e che condividono i nostri stessi obbiettivi. Insomma, così come, per affrontare una gara sportiva ci si prepara un bel po' in palestra prima di scendere nell'arena di fronte al pubblico e agli "avversari", così nell'evoluzione individuale si impara piano piano a spogliarsi delle maschere e a esprimere il vero sé nello spazio "protetto" dei seminari prima di riuscire a farlo nel turbinoso scorrere della vita.
Gli effetti dei seminari sono spesso molto intensi, capaci di innescare profondi processi di cambiamento e crescita nelle persone. Tuttavia ogni metodo è in fin dei conti solo uno strumento: è la determinazione di chi lo usa che lo anima e lo mette in grado di produrre un risultato concreto.
Associazioni e centri
A chi rivolgersi per frequentare corsi e seminari di meditazione, autoconoscenza e sviluppo del potenziale umano? In genere tali iniziative sono organizzate da appositi centri e associazioni culturali che offrono seminari intensivi (cioè che si svolgono per 2, 3, o più giorni di seguito) oppure corsi con cadenza settimanale (es. con incontri di 2 ore un giorno alla settimana). Poiché non è sempre facile trovare tali centri, potete cercare sulla pubblicità delle riviste di settore o tra i volantini e locandine che spesso tappezzano i negozi di alimentazione biologica, le librerie specializzate, le erboristerie. Un buon metodo è anche quello di fare una ricerca su internet.
Gruppi autogestiti
Se non ci sono centri o associazioni dove abitate, cercate di aderire a un gruppo autogestito o di organizzarne voi uno, incontrandovi settimanalmente oppure nei week end. Se nel gruppo ci sono persone che hanno già frequentato qualche corso e seminario di crescita personale possono condividere con gli altri quanto hanno appreso e guidare a turno o assieme il lavoro; altrimenti si può seguire metodi tratti da appositi libri. Un ulteriore possibilità è quella di utilizzare i giochi di consapevolezza, veri e propri "kit fai da te" per lavorare sulla conoscenza interiore, che rappresentano un ottimo ausilio sia per costituire gruppi autogestiti sia per passare una serata creativa con gli amici. Ne menzioniamo due: IL GIOCO DELLA TRASFORMAZIONE, ispirato ai metodi della comunità new age di Findhorn (www.findhorn) e INSIGHT VIAGGIO NELLA CONSAPEVOLEZZA, basato su esercizi pratici di consapevolezza e meditazione (www.webitaly.com/araldi)
UNA PAROLA CONCLUSIVA
Quando tutto è detto e fatto, il nostro destino comune dipende comunque dal nostro modo di pensare e di agire. Per cominciare a pensare ed agire in modo nuovo, quello che conta soprattutto non è ciò che leggiamo e ciò che ci viene detto, ma quello che sperimentiamo. Ciò che sperimentiamo dipende a sua volta da come è sviluppata la nostra coscienza. C'é molto di più da sperimentare in questo mondo che lottare per la sopravvivenza e la ricchezza, per la reputazione e la posizione sociale. C'è tutto l'universo da sperimentare, tutta la natura e l'intera la famiglia umana. Ecco perché questo sintetico manuale di sopravvivenza non termina consigliando quali stile di vita adottare, quali mete professionali perseguire, quali prodotti comprare, su quali aziende investire e quale partito politico sostenere. Termina, invece, indicando al lettore come fare per sviluppare la sua ( di lui o di lei) coscienza.
Se vuoi far parte del grande flusso che traghetterà l'umanità fuori dalla crisi verso un futuro positivo, coltiva la tua crescita interiore. Questo è il primo passo per crescere, e quando lo avrai intrapreso, ne seguiranno altri. Non hai bisogno di venire informato su come pensare e su cosa fare, lo scoprirai da solo. Sarai un individuo più maturo e una persona migliore con cui dividere il destino dell'umanità.
Note:
9 Un'esposizione più dettagliata sulla visione del mondo della scienza d'avanguardia viene data da questo autore nei libri: The creative Cosmos (Floris Books, 1993), The Interconnected Universe (World Scientific, 1995), The Whispering Pond (Element Boons, 1996), Coherence in Cosmos and Consciousness (di prossima pubblicazione), e il più recente Holos: The New World of the Sciences (di prossima pubblicazione).
PER SAPERNE DI PIU'
Indicazioni bibliografiche suddivise per argomenti;
siti web
Sulla cultura olistica emergente e i nuovi valori
CAPRA F. Verso una nuova saggezza. Milano, Feltrinelli, 1988.
FERGUSON M. La cospirazione dell'acquario, Marco Tropea Editore, Milano 1999.
MURPHY M., Il futuro del corpo, Ed. Gruppo Futura, Milano, 1997.
REDFIELD J. La visione di Celestino, Milano, Corbaccio, 1998.
Capra F., La rete della vita, Milano, Rizzoli, 1997
Cheli E. Letà Del Risveglio Interiore. Autoconoscenza, Spiritualità E Sviluppo Del Potenziale Umano Nella Cultura Della Nuova Era. Franco Angeli Editore, Milano, Italy, 2001
Laszlo E., Terzo milennio: la sfida e la visione, Corbaccio, Milano, 1998.
Laszlo, E., L' uomo e l'universo. Alla ricerca di una nuova visione, Di Renzo, 1998.
MONTECUCCO N. F. Cyber: la visione olistica, ed. Mediterranee, Roma, Italy, 2000.
MORIN E. Il Metodo. Ordine, disordine, organizzazione. Milano, Feltrinelli 1983.
Sui metodi per la crescita personale, la meditazione, la conoscenza di sé
ADRIENNE C. Lo scopo della tua vita. Ed. Corbaccio, Milano 1999.
CHELI E. Il potere dell'essere (in corso di pubblicazione).
PALMER H., Riemergere. Tecniche per esplorare la coscienza. Ed. Gruppo Futura, Milano 1996.
OSHO RAJNEESH, Meditazione: la prima e ultima libertà, Ed. mediterranee, Roma .
Redfield J., Adrienne C. Guida alla profezia di Celestino, ed. Corbaccio, Milano 1995.
Sulle relazioni umane: di coppia, tra genitori e figli, sul lavoro
KRISHNANANDA, A tu per tu con la paura, Urra ed 1998.
Long, B. Fare L'amore, ed. Gruppo Futura, Milano 2000.
PIERRAKOS E., Unione creativa Il sentiero della coppia. ed. Crisalide, Spigno Saturnia (LT).
PRATHER H. e G., Genitori nell'anima, Gruppo futura ed., Milano 1998.
SCHELLENBAUM P., La ferita dei non amati, Red ed., Milano.
STONE H. e S., Tu & io. Incontro scontro e crescita nelle relazioni interpersonali, ed. Compagnia degli araldi, Firenze 1999.
POSTCRIPTUM
UNA STELLA
DA SEGUIRE
La crisi nel mondo non è una condizione permanente - presto, in un modo o in un altro, sarà risolta. Risolverla in modo positivo è nel nostro interesse comune ed è possibile come ha dimostrato questo breve manuale. Prima di chiudere, vorremmo aggiungere un'ulteriore dimensione: proviamo ad immaginare la natura del mondo che troveremo se dovessimo scegliere il sentiero della crescita. Che aspetto avrebbe un mondo più maturo? Come sarebbe organizzato, quali sarebbero i tipici stili di vita ed i valori dei suoi abitanti?
Queste domande sono importanti, anche se possono sembrare premature. Una crescita positiva richiede sempre creatività per esplorare sentieri alternativi e opportunità emergenti. Questa esposizione ha bisogno di un'immagine che dia una direzione - un concetto su come sarà il risultato quando il processo di crescita sarà compiuto. Dirigendoci verso un futuro incerto, abbiamo bisogno di una stella da seguire. Avere una stella non significa raggiungerla, ma è sufficiente ad orientare i nostri passi su di lei.
In questo momento, al centro di una crisi globale, è già utile immaginare i contorni di un mondo post-crisi pacifico e sostenibile. Continuiamo quindi, lo "scenario della trasformazione" descritto nel capitolo 2 sotto forma di un messaggio che ci arriva dall'anno 2019.
Messaggio da un Mondo Post-Crisi
Luogo: ovunque nel mondo
Data: 2019 AD
L'autore: un tipico membro giovane della famiglia umana
Il mondo in cui abito, alla fine del secondo decennio del 21° secolo è un mondo familiare, sotto molti aspetti il mondo che conoscevo da bambino agli inizi di questo secolo. Ci sono circa 200 paesi, alcuni sono industrializzati, altri sono prevalentemente agricoli; alcuni fanno molto uso di tecnologie d'avanguardia, mentre altri preferiscono essere guidati dalle loro tradizioni. Ci sono alcune dozzine di città giganti che però non crescono oltre le loro attuali dimensioni. La maggior parte delle persone vive in città e villaggi di media misura, e in comunità rurali o suburbane.
Questo è anche un mondo diverso. Sono sparite le paure che hanno dominato i precedenti decenni - paura di terrorismo, conflitti armati, crolli economici, fame, collasso ecologico e invasioni di immigranti poverissimi. Stabilità è il marchio del nostro mondo; non una stabilità rigida imposta da un'autorità potente, ma stabilità di un network , costruito in modo sostenibile, di stati, nazioni, federazioni di nazioni e comunità locali che cooperano ma che sono autonome.
Il nostro sistema organizzativo
Il sistema del 20° secolo di nazioni-stati sovrani trasformati in un sistema transnazionale ha organizzato una serie di forum amministrativi e decisionali, dove ogni forum ha la propria sfera di responsabilità. Non è una gerarchia, dato che i forum a differenti livelli hanno le proprie autonomie e non sono subordinate a livelli superiori. Nelle aree del commercio, finanza, informazione, comunicazione, pace e sicurezza, come anche nella protezione ambientale le decisioni sono globali. A livelli locali e regionali però esiste una importante autonomia. Il mondo post-crisi è una "Eterarchia": una struttura multilivello di fattori decisionali distribuiti. Il suo scopo è quello di concertare la coordinazione globale con le autonomie locali, regionali e nazionali.
Legami multipli di comunicazione e di cooperazione si intersecano nell'eterarchia globale. Gli individui formano e sviluppano insieme le loro comunità locali. Queste comunità partecipano ad un network più ampio di cooperazione che comprende e va oltre il livello delle nazioni: gli stati nazione stessi sono a loro volta parte di associazioni sociali ed economiche, regionali o continentali.
Il corpo globale che unisce le associazioni comunità multinazionali del mondo è l'Organizzazione dei Popoli Uniti, il corpo che ha sostituito le Nazioni Unite. I membri dell' O.P.U. sono la Unione Europea, L'Unione Nord Americana, L'Unione Latino Americana, l'Unione Nord-Africana Medio-Orientale, L'Unione Africana Sub-Sahariana, l'Unione Centro Asiatica, l'Unione Sud-Sudest Asiatica, l'Unione Australiana-Asia-Pacifico - federazioni economiche e sociali, continentali e subcontinentali che rappresentano gli interessi condivisi dalle loro nazioni membro.
L'Organizzazione dei Popoli Uniti non consiste solo di nazioni federate; ammette come membri anche federazioni di aziende economiche. Attraverso agenzie specializzate, ereditate dalla Nazioni Unite, e ricostituite alla luce dell'ampio mandato dell'Organizzazione, la O.P.U. funziona da interfaccia tra le federazioni di aziende che partecipano e i rappresentanti delle comunità dove operano le aziende stesse. Aiuta i manager a stabilire buone relazioni con le comunità, a creare, di mutuo accordo, codici di condotta e a raggiungere accordi di mutuo beneficio nel commercio, nel lavoro, nella finanza e nella protezione ambientale.
I nostri conseguenti forum mondiali interconnessi, amministrativi e decisionali, osservano il ben conosciuto, ma precedentemente di rado attuato, "principio di autonomia decisionale". Questo richiede che le decisioni vengano prese a livello più basso nel quale operano. Il livello globale dell'O.P.U. è il livello decisionale più alto, ma è anche il livello più basso dove pace e sicurezza possono essere salvaguardati e i flussi globali di beni, denaro, tecnologia e informazione regolati. Questo è anche il livello per la salvaguardia della biosfera del pianeta.
Il livello regionale o continentale serve per coordinare i sistemi economici, sociali e politici delle nazioni come anche i principi e gli ideali che li governano. Le federazioni economiche e sociali mondiali creano un forum di rappresentanti delle nazioni membro per riunirsi, discutere e coordinare gli interessi e le aspirazioni delle loro istituzioni, e cercare accordi e progetti cooperativi.
I compiti e le responsabilità degli stati nazione non sono cambiati molto: i governi nazionali rimangono i principali arbitri degli ideali, sistemi e processi economici e sociali del loro paese. Gli stati-nazione continuano ad avere sotto il loro controllo una tesoreria nazionale, un sistema giuridico nazionale, una forza di polizia e un sistema sanitario. Ma queste istituzioni non operano con la premessa di una assoluta sovranità: sono operativamente integrate con le amministrazioni delle città e delle zone rurali a livello nazionale, con le strutture e le politiche degli stati vicini per quanto concerne la dimensione internazionale e globale.
Il livello locale e decisionale di coordinamento é al servizio delle nostre città, cittadine e villaggi. A questo livello è di regola la democrazia diretta: i rappresentanti del popolo vengono eletti direttamente dal popolo, e loro rispondono direttamente al popolo. L'incontro nella sede comunale è il meccanismo consueto, affrontato con un faccia a faccia quando e dove è possibile, e elettronicamente dove le distanze o i costi prevedono la partecipazione personale dalla maggioranza dei rappresentanti del popolo.
I nostri modi di vita
Nelle comunità e nazioni del mondo la povertà assoluta è stata eliminata. Anche se i sistemi economici nazionali rimangono diversi, c'è un accordo universale sul supremo valore del benessere umano e sulla rimunerazione del lavoro.
Le economie nazionali cercano di trovare il loro equilibrio tra le forze del mercato e le attenzioni per il benessere sociale. Sono in accordo sul fatto che le necessità di base debbano essere disponibili per tutti, indipendentemente che una data persona sia fisicamente o mentalmente capace di fare un lavoro socialmente riconosciuto. Per coloro che sono in grado di lavorare, la utilità sociale del loro lavoro è il criterio di rimunerazione. Da quando il lavoro precedentemente non rimunerato, come mantenere una casa, è stato riconosciuto come socialmente utile, non dipende più nessuno dalle necessità primarie come cibo, casa ed istruzione, sulla competizione di mercato.
Siccome le economie nazionali permettono alle persone di entrare nel mercato sia come lavoratori dipendenti sia come imprenditori, ci sono delle significative differenze nella ricchezza degli individui. Ma le persone, sia ricche che povere, tutte vivono in modo più semplice - più semplice dei ricchi agli inizi del 21° secolo. Adottano stili di vita più semplici non perché costretti da regole, legislazioni o tasse. Tali misure hanno prodotto incentivi negli anni precedenti e nella maggior parte dei casi continuano a funzionare come salvaguardia. Gli stili di vita sono una scelta alla luce dell'etica e dei valori condivisi universalmente.
Vivere bene nella propria sfera privata non significa vivere ostentatamente; al contrario, la ricchezza ostentata viene considerata come segno di un carattere debole. Vivere bene significa vivere in modo confortevole, in alcuni casi persino lussuosamente, dove lusso non significa accumulo di beni materiali ma bellissimi dintorni e la ricchezza di esperienze. L'aspirazione dominante è la crescita personale piuttosto che la crescita economica: la crescita del proprio intelletto e della vita emotiva, non raggiunta nell'isolamento in una dimora privata, sia essa una baracca o un palazzo, ma nell'abbraccio della propria famiglia, comunità, cultura e paese - con rispetto per la comunità globale di tutte le culture, popoli e paesi.
La vita comunitaria vive con gioia un rinascimento, poiché le persone si uniscono per migliorare la qualità del loro ambiente di vita e di lavoro. C'è anche un rinascimento della spiritualità: sempre più donne e uomini stanno riscoprendo una dimensione di vita e di esperienza più alta e più profonda.
Il "settore privato" degli affari commerciali non è più separato dalla vita pubblica della comunità. I manager vedono loro stessi come costruttori della società, come molti di loro già fecero nel 19° ed agli inizi del 20° secolo. Cercano di vincere la tensione tradizionale tra efficienza, profitto e dinamismo da una parte e solidarietà, sostenibilità ed equità dall'altra. Per raggiungere questo fine si consultano sia con i loro clienti e consumatori, sia con i loro dipendenti e con i loro partner per la selezione dei prodotti e dei servizi che portano sul mercato. (Per raggiungere questo fine, selezionano prodotti e servizi da portare sul mercato in stretta consultazione con i loro clienti e consumatori, con i loro dipendenti e partner). Le loro decisioni non sono prese soltanto in considerazione dell'efficienza e del profitto, ma anche in considerazione dell'impatto sull'ambiente, della soddisfazione dei dipendenti e del benessere degli stakeholder nelle comunità dove le aziende operano.
Sostenibilità nella sfera ambientale è un'aspirazione universale. Con valori e stili di vita cambiati sono cambiati anche i modelli di consumo, che consistono in più bassi consumi di energia e di materiali e in un utilizzo più modesto e più efficiente di materiali grezzi. Anche se il sistema sociale ed economico rimane diverso, la misura dell'orma ecologica delle persone sta diminuendo ovunque. La media globale si sta avvicinando ad una sostenibilità a lungo termine.
Le persone vivono più a lungo e sono più sane, ma non causano ulteriore incremento demografico. Si rendono conto che è irresponsabile accrescere le famiglie oltre il livello di sostituzione: due bambini è la misura della famiglia indicata nella maggior parte del mondo, eccetto in aree con un alto tasso di natalità precedente, dove molti giovani entrano nell'età fertile: qui un bambino è la scelta preferita. Come risultato, la popolazione globale raggiunge stabilità ad un desiderabile livello di immissione (input) e di emissione (output) o equilibrio demografico - un basso livello di mortalità bilanciato da un basso livello di fertilità. Questo produce dei benefici ovvi: con una famiglia di misura modesta i genitori sono in grado di avere più cura dei loro bambini. Hanno più possibilità di assicurare loro una crescita sana, di avere sufficiente istruzione e informazione per ottenere lavori rimunerati ed utili.
Un commento personale
I cambiamenti negli stili di vita e nelle aspirazioni, che ho appena raccontato, non sono né stranezze temporanee delle nostre culture in evoluzione né seguono i dettami di un'autorità superiore. Sono il risultato di una nuova mentalità che è emersa nella mia generazione - una consapevolezza in qualche modo molto diversa dalla consapevolezza che ha dominato la mia infanzia nei primi anni del secolo.
Ci sono molte cose che ci distinguono, noi popoli della Terra, all'alba della terza decade del 21° secolo - credi religiosi, eredità culturale, sviluppo economico e tecnologico, clima e ambiente - ma ci sono anche delle cose che ci uniscono. Le cose che ci uniscono sono le nuove caratteristiche della nostra coscienza. Indipendentemente dalla nostra diversità, tutti noi dobbiamo aggiornare i nostri credi, assumere un senso di responsabilità più profondo, un'etica e un sistema di valori planetari.
Vorrei sottolineare in particolare che:
- Noi tutti sappiamo, e con ogni respiro percepiamo, che tutti gli otto miliardi di noi abitanti su questo pianeta hanno lo stesso diritto all'utilizzo delle sue risorse e ad un ambiente di vita sostenibile.
- Noi siamo convinti che è immorale da parte di ognuno di noi vivere in modo da sottrarre agli altri la possibilità di vita ad un livello accettabile di benessere e di dignità.
- Noi crediamo che i diritti dei nostri nonni e bisnonni, adottati da tutte le persone nel 20° secolo - il diritto alla libertà di espressione, alla libertà di eleggere i nostri leader, alla libertà dalla tortura e da altre costrizioni arbitrarie sulla libertà personale, (come anche il diritto al cibo, al riparo, all'istruzione e al lavoro) - debbano essere applicati ad ognuno nella comunità globale, e che meritino di essere rispettati oltre le considerazioni di interesse personale, culturale e nazionale.
- Noi ci rendiamo conto che la natura non è un meccanismo che può essere manovrato e sfruttato, ma un sistema vivente che ci nutre; un sistema che ci è stato dato in custodia e di cui dobbiamo avere cura e che dobbiamo preservare bene.
- Noi abbiamo imparato che il modo per risolvere i nostri problemi e conflitti non è quello di attaccarci e forse ucciderci, ma quello di vivere nella comprensione reciproca e nella cooperazione utile ai nostri migliori interessi comuni.
- E, la cosa fondamentale, abbiamo imparato che o cresciamo tutti insieme per vivere in un mondo sostenibile e pacifico oppure tramonteremo insieme nella miseria e nella violenza.
Noi abbiamo sviluppato la nostra coscienza, la nostra etica, i nostri valori. In mezzo alla crisi globale del primo decennio di questo secolo, la via che abbiamo scelto è stata quella della crescita.
ALLEGATO
PASSATO E PRESENTE DEL MACROCAMBIAMENTO
Comprendere le Dinamiche Evolutive
della Trasformazione Globale
La crisi globale che caratterizza il mondo attuale non è emersa inaspettatamente. Fa parte di un processo che è assai diffuso non solo nel mondo umano, ma anche nella natura. E' un processo evolutivo che ha luogo nella società - é un "macroshift" o macrocambiamento.
I macrocambiamenti sono l'equivalente sociale delle mutazioni genetiche in natura. Mentre le mutazioni in natura portano alla creazione di nuove specie o alla loro estinzione, il macrocambiamento nella società porta ad una trasformazione e quindi ad una nuova civiltà oppure al collasso e quindi al caos.
Queste versioni della società dei processi evolutivi comprendono tutto - sono dei cambiamenti che sono "macro". Coinvolgono ogni segmento e ogni aspetto della società: le sue persone, la sua cultura e anche il suo ambiente. Comprendono molto di più della trasformazione di sistemi economici e politici locali, regionali e nazionali. Nell'attuale macrocambiamento la globalizzzazione economica e la interdipendenza politica ne fa parte - ma è solo una parte. Stiamo vivendo nella fase critica di una tendenza evolutiva di base, una direzione che ci spinge verso la progressiva integrazione di persone, economie, società e culture diverse in sistemi comprendenti sempre più persone e territori sempre più ampi. Nel passato questa tendenza era locale, poi regionale e nazionale. Oggi è globale. I macrocambiamenti della storia hanno raggiunto i limiti del pianeta.
Le Fasi di un Macroshift o Macrocambiamento
Se vogliamo avere la prospettiva giusta per agire saggiamente nella condizione di crisi dovremmo concederci un momento di tempo ed esaminare la natura e la dinamica dei macrocambiamenti. Questa dinamica manifesta delle fasi riconoscibili e ricorrenti.
Come in natura, la prima fase della trasformazione evolutiva nella società è provocata dalla destabilizzazione del precedente sistema dominante. Nel mondo umano questo accade non a causa di fattori esterni, (come la comparsa di altre specie o il cambiamento climatico) ma attraverso cambiamenti interni auto-creati - cambiamenti del modo con cui le persone interagiscono tra di loro e con il loro ambiente. Per la maggior parte questi cambiamenti sono dovuti alle innovazioni tecnologiche dominanti: nelle tecnologie delle interazioni umane, del controllo e delle manipolazioni della natura.
Le innovazioni tecnologiche sono una mista benedizione per l'ordine sociale stabilito. Da una parte aiutano le persone a compiere ciò che vogliono fare con maggiore facilità e con meno impiego di tempo, energia e denaro. Esse amplificano il potere dei muscoli per muovere e trasformare la materia, estendono il potere dell'occhio per vedere e dell'orecchio per sentire, allargano il potere del cervello per registrare ed elaborare informazioni. Dall'altra parte hanno anche dei sorprendenti effetti collaterali. Esse incidono sull'ambiente ed influenzano il modo di vita delle persone. Alla fine destabilizzano il consolidato ordine sociale.
Arriva il momento in cui l'accumulo di tecnologie innovative supera l'abilità delle strutture e delle istituzioni sociali a governare e a dirigere. La produzione delle risorse aumenta, sia per un più efficace sfruttamento delle già sfruttate risorse, che per la creazione di nuove risorse - per esempio, carbone in aggiunta a legna, e olio in aggiunta a carbone. La disponibilità di una maggiore quantità e una più ampia varietà di risorse permette a più persone di produrre e di consumare. Come risultato c'è la crescita della popolazione. Ma una popolazione più numerosa consuma di più e più tipi di risorse. Le strutture, che servivano per una vita basata su risorse più semplici e più limitate, non sono più in grado di soddisfare le richieste. Quindi sono necessarie tecniche speciali e strutture organizzative adeguate. Questo sviluppo aumenta sia la complessità della società, che l'instabilità creata dalla crescita della sua popolazione e delle sue risorse di base.
Più persone che sfruttano più risorse attraverso tecnologie più sofisticate vengono messe in contatto con persone ed economie precedentemente separate creando legami di mutua dipendenza tra loro. Il raggio della interazione si allarga: c'è uno scambio crescente tra diverse e distanti società e culture. Questo crea delle pressioni sulle istituzioni e sulle strutture governative della società - vengono richiesti nuovi stili di vita, nuovi modi di governare e di amministrare le comunità e di trattare affari. Alcune persone ed alcune società si presentano con nuovi sistemi e ne raccolgono benefici; altri non riescono ad aggiornarsi. La famiglia umana si divide tra segmenti moderni e tradizionali, tra ricchi e poveri, tra potenti e senza potere.
Una società complessa che usa tecnologie più sofisticate ha un altro effetto collaterale imprevisto: appesantisce in modo critico il suo ambiente. La natura soffre in vari modi imprevisti: le foreste non si rigenerano, il suolo si impoverisce, il clima cambia, il livello freatico delle acque diminuisce, i livelli degli oceani si alzano e l'atmosfera si inquina.
Infine, il macrocambiamento si avvia verso un "punto di biforcazione" - una soglia critica dove il sentiero evolutivo della società si biforca. Le biforcazioni nella società come in natura, sono provocate da condizioni che non sono più sostenibili. Lo status quo diventa insostenibile, ed il sistema - sia esso una società o una specie - deve trovare nuovi modelli di vita e di riproduzione. La insostenibilità nella società è il risultato dell'espansione economica e sociale in combinazione con la degenerazione ambientale. Questa produce delle ineguaglianze e degli squilibri che disorientano le persone e sovraccaricano le capacità amministrative e di controllo delle istituzioni dominanti. Frustrazione genera rancore e alimenta odio e violenza. La società entra in un periodo di crisi sociale e politica.
Poi la macrotrasformazione entra nella fase finale. La biforcazione della traiettoria evolutiva ci porta o verso la trasformazione o verso il collasso. La società o si ristabilizza oppure va verso l'anarchia ed il collasso.
Esistono quattro fasi tipiche in un macrocambiamento: una fase iniziale di un graduale ma continuo cambiamento, segue poi una fase più rapida, poi arriva la fase della crisi e della biforcazione - ed infine la fase conclusiva che può essere di un'evoluzione verso un sistema nuovo e più stabile, o di instabilità e di devoluzione irreversibile.
Il processo delle quattro fasi è la realtà del mondo in cui viviamo. Come vedremo due delle fasi sono dietro di noi e l'ultima fase si trova davanti a noi. Noi stiamo vivendo nella terza fase: la fase critica della biforcazione della civiltà.
La Fase Iniziale : dal 1860 al 1960 circa
Le radici dell'odierno macrocambiamento risalgono a quasi centocinquanta anni fa. Sono radici tecnologiche, oltre al modo in cui le persone sfruttavano delle risorse ambientali. Fino alla seconda metà del 19° secolo il cambiamento a questo riguardo era relativamente modesto e avveniva un pò alla volta. Gli ottomila anni che separavano il neolitico dall'era industriale hanno visto relativamente poche dele maggiori innovazioni tecnologiche . Gli attrezzi agricoli di base vennero perfezionati, ma non cambiarono sostanzialmente: la falce, la zappa, lo scalpello, la sega, il martello ed il coltello continuarono da essere usati sotto forme sostanzialmente uguali. Cambiamenti più radicali avvennero solo per quanto riguarda le tecnologie di irrigazione e l'introduzione di nuove varietà di piante.
Comunque, la seconda metà del 19° secolo, sulla scia della precedente scoperta della potenza del vapore, portò sulla scena della Rivoluzione Industriale un'intera serie di nuove tecnologie. Le prime svolte si manifestarono nel campo tessile: innovazioni nella tessitura del cotone stimolarono le relative invenzioni fino alla costruzione di macchine capaci di produzioni di massa. Lo sviluppo industriale si diffuse presto dal mondo tessile a quello del ferro, e le più economiche fusioni di ferro presero il posto del costoso ferro battuto. Il motore a combustione basato sulla trazione, una innovazione chiave nel trasporto moderno, appare negli anni 1880 simultaneamente alla lampadina elettrica di Edison, seguiti dal telefono senza fili di Marconi e dalla macchina volante dei Fratelli Whright.
Una pletora di innovazioni tecnologiche ha sostituito la produzione industriale sorretta dal carbone, dal vapore e dall'intenso lavoro agricolo con l'elettricità, il motore a combustine interna, la chimica organica e la produzione su larga scala.
La Fase della costruzione : dal 1960 al cambio del Millennio
Ai primi del 1960, circa 100 anni dopo le innovazioni che hanno aperto la prima rivoluzione industriale, avvenne un nuovo tipo di innovazione tecnologica. La "seconda rivoluzione industriale" sostituì la fiducia nella potenza dell'energia pesante e delle materie grezze con una risorsa meno palpabile: l'informazione.
Le nuove tecnologie "soft" hanno portato alla creazione di un network globale di informazione e di comunicazione, hanno reso più efficaci le classiche tecnologie "hard". Sofisticati programmi di computer hanno permesso di abbassare il costo di fabbricazione e di consumo e hanno aumentato le industrie minerarie, la produzione e l'uso ed infine lo scarto di un enorme numero e di una grande varietà di beni industriali e di consumo.
All'alba del terzo millennio la diffusione ai quattro angoli del mondo delle nuove tecnologie ha prodotto profonde trasformazioni nella società. Settori economici e finanziari sono stati globalizzati lasciando strutture sociali locali diverse e disparate. Per una minoranza questo processo ha portato nuova ricchezza e un ampio benessere nello standard materiale di vita, mentre per la massa che aumenta ha portato più povertà ed emarginazione senza speranza. Una rapida globalizzazione ha messo in discussione valori e priorità stabilite, infranto le strutture sociali tradizionali, creato rancori negli strati tradizionali delle società e aumentato il degrado sia nei centri urbani che nell'ambiente rurale.
La Fase Critica della Biforcazione: oltre il 2002
Con l'inizio del terzo millennio il macrocambiamento è entrato in una nuova fase: il mondo è diventato criticamente insostenibile. I modelli meteorologici si sono dimostrati non più attendibili, la capacità rigenerativa della natura si è ulteriormente indebolita e la richiesta umana ha cominciato a superare la scorta disponibile di alcune risorse essenziali come cibo e acqua. Sono insorti conflitti tra popoli e culture differenti, l'arena economica è diventata vulnerabile, si è creata insicurezza nel lavoro e volatilità nella sfera finanziaria.
Nell'autunno del 2001 la globalizzazione progressiva, aggravata dal conflitto in Medio Oriente, unita ai crescenti problemi ecologici e di risorse ed al gap allargato tra economie e culture ha raggiunto un punto critico. Il risultato finale della crisi non è ancora deciso, ma una cosa è certa: se i processi mondiali iniziati negli anni 1860 e accelerati dagli anni 1960 continueranno senza cambiamenti né il sistema economico e sociale globale né quello ecologico globale potranno sopravvivere nella loro forma attuale.
Siamo in mezzo ad una biforcazione: noi possiamo o andare verso l'alto o verso il basso, ma non possiamo rimanere come siamo. Nel primo decennio del 21° secolo il sentiero evolutivo oltre la crisi globale, o porta verso conflitti, collassi, migrazioni e guerre che si intensificheranno fino ad una conflagrazione mondiale, oppure va verso un sistema globale economico, sociale e culturale che è più equilibrato, meno incline a conflitti e quindi più pacifico e sostenibile.
La scelta tra questi due sentieri dipende da noi. Questa scelta non è né accidentale né reversibile, ma un elemento integrale dei processi di crescita e di sviluppo in tutti i sistemi complessi, sia in natura che nella società. Nel mondo umano, così come in natura, questa scelta può essere influenzata dalla volontà e dalla determinazione umana. Questo è il suo aspetto straordinario e così anche la grande sfida davanti a noi. Comprendere le dinamiche evolutive di una macrotrasformazione offre un contesto più ampio che ci può aiutare a fare una scelta saggia e responsabile.
GUIDA AD ULTERIORI LETTURE
Dello stesso autore
Su condizioni umane e futuro:
A Strategy for the Future (1974)
Goals for Mankind (1977)
The Inner Limits of Mankind (1978)
Systems Science and World Order (1983)
The Age of Bifurcation (1991)
The Multicultural Planet (1993)
The Choice (1994)
Vision 2020 (1994)
Third Millennium: The Challenge and the Vision (1997)
The Consciousness Revolution (1999)
Macroshift: Navigating the Transformation to a Sustainable World (2001)
Su scienza e visione scientifica del mondo:
The Creative Cosmos (1993))
The Interconnected Universe (1995)
Evolution: the Grand Synthesis (1996) (rev. ed.)
The Systems View of the World (1996) (rev. ed.)
The Whispering Pond (1996)
Coherence in Cosmos and Consciousness (2002)
Holos: The New World of the Sciences (in preparation)
Di Nitamo Federico Montecucco
Cyber la Visione Olistica, Ed. Mediterranee, Roma, 2000.