PRINCIPI E MODELLI DELLA COSCIENZA PLANETARIA
Questa sezione comprende alcuni brani che aprono la percezione dello stato del pianeta alla coscienza planetaria, permettendo così al lettore una più vasta visione della nostra situazione globale in termini di evoluzione umana.
Questo campo è suddiviso nei seguenti capitoli:
INTRODUZIONE: le implicazioni della coscienza planetaria
LA SFIDA E IL MODO DI VEDERE IL SENTIERO CREATIVO DELL'EVOLUZIONE UMANA (di Ervin Laszlo)
LE IMPLICAZIONI DELLA COSCIENZA PLANETARIA
La nuova coscienza planetaria - intesa come consapevolezza di essere parti integranti di una complessa e delicata rete di relazioni che abbraccia ogni essere vivente della Terra - si sviluppa in modo spontaneo e prende consistenza negli ultimi decenni, estendendosi esponenzialmente in ogni ambito della cultura contemporanea, e diventando così una sorta di punto centrale di aggregazione della nuova cultura olistica emergente. La coscienza planetaria - secondo la maggior parte degli osservatori più attenti - è anche la chiave per risolvere la drammatica situazione di crisi ecosistemica, sociale e culturale, che è causata essenzialmente da una concezione frammentaria ossia da una deleteria mancanza di visione globale. Da cui il monito "pensa globalmente, agisci localmente".
Oggi "coscienza planetaria" è sinonimo di consapevolezza dellintero ecosistema vivente, di ecologia planetaria, di sostenibilità, di consapevolezza ambientale, di orientamento alla pace internazionale, di concezione scientifica sistemica, di responsabilità per la tutela dei diritti planetari umani, etnici, animali e religiosi, di medicina olistica e di salute globale delluomo e del pianeta, di evoluzione spirituale unitaria e transreligiosa, di world music e di fusione delle culture e delle arti, di globalizzazione dei mercati e di economia etica, di reti di comunicazione globale, di Internet come sistema nervoso cibernetico del pianeta, come "cervello globale di Gaia", di crescita umana, di educazione globale alla responsabilità e alla tolleranza, in una parola di villaggio globale che rappresenta la realizzazione della coscienza planetaria, il sogno dell'intera umanità: un mondo di pace, multietnico, libero e tollerante, di scambi e di conoscenze illimitate, di spiritualità universale.
Queste istanze, fortemente presenti e attive in ogni campo del sapere sono la matrice viva e creativa della cultura del terzo millennio. La spinta umana al raggiungimento di un nuovo stato globale della società in armonia con il pianeta è oggi una condizione irrinunciabile per milioni di persone sulla Terra. Giungere a tale visione è un salto di enorme importanza per lintera cultura, ma soprattutto per levoluzione sociale e spirituale umana. Per queste ragioni il "Manifesto nello Spirito della Coscienza Planetaria" proposto dal Club di Budapest e la "Carta della Terra" presentata da tutte le organizzazioni non governative presenti al Summit della Terra di Rio, firmati e sottoscritti da premi Nobel per la pace, scienziati, artisti, associazioni e persone di ogni nazione, rappresentano certamente uno dei contributi più significativi e nobili del nostro tempo.
La riunificazione di tutte le culture in un'unica cultura planetaria è un processo epocale che probabilmente continuerà per secoli, forse per millenni, ma già da oggi è possibile goderne la viva realtà partecipando direttamente alla sua realizzazione in ogni ambito del sapere e della vita quotidiana.
La Nascita e lEvoluzione della Coscienza Planetaria
Da qualsiasi punto lo si osservi, questo è un periodo straordinariamente intenso e denso di avvenimenti, che segnano la difficile transizione dalla cultura della frammentazione, che ha diviso nazioni, civiltà e razze, in ogni epoca del passato, alla cultura globale. Stiamo assistendo alla nascita della coscienza planetaria. E questa nascita, come tutti i parti, non sarà un processo facile e indolore. Questo momento può essere considerato, nel bene e nel male, come il culmine di un millenario processo di crescita umana. Un'antica cultura sta morendo e una nuova consapevolezza sta sorgendo. Stiamo testimoniando il caotico momento di transizione tra due epoche.
La coscienza planetaria è un concetto complesso che ha radici antiche come la razza umana, e che nelle tradizioni antiche è stato spesso legato a concetti spirituali come: Gea, Gaia, Madre Terra, Mahadeva, Grande Spirito, Anima Mundi.
Se tuttavia ci caliamo nella realtà del passato, possiamo facilmente rilevare che aldilà della profondità spirituale che legava gli esseri umani alla Terra - il senso del termine "Terra" non era certo quello "globale" ed estremamente complesso dei nostri giorni; probabilmente gli esseri umani del passato avevano una visione più limitata e "locale" della Terra e la identificavano con la "Natura" viva e intelligente in cui ci si trovava ad esistere, con il luogo geografico in cui abitavano, dai confini apparentemente illimitati che si estendevano verso lorizzonte generando una sensazione di mistero, non conoscibile dalla mente; o come il "Genius Loci" di quella particolare regione.
Il concetto attuale di Terra come pianeta sferico, come ecosistema, come complessità di interazione tra nazioni e culture, nasce dalle scoperte scientifiche, geografiche della storia recente, che fanno luce sulla reale forma e struttura del nostro pianeta.
Questo concetto, pur se adeguato come livello di complessità, è tuttavia privo di ogni componente profonda, sacrale, e quindi non è suscettibile di rappresentare il simbolo dellattuale evoluzione umana. Ma la storia cambia velocemente.
Si risveglia lo Spirito della Terra
Negli ultimi decenni la tendenza materialista e riduttiva che ha caratterizzato la cultura degli ultimi secoli, sta subendo una inversione di fase. Oggi possiamo dire supportati da ampie statistiche che la ricerca spirituale e la consapevolezza planetaria è in fase di forte risveglio. Da decenni innumerevoli movimenti culturali e spirituali, dallecologia profonda alla psicologia transpersonale hanno ripreso contatto con gli archetipi della Terra, con lAnima Mundi degli alchimisti, letnologia ha riscoperto le esperienze sciamaniche di contatto con lo Spirito della Terra che anima le religioni primitive.
Il primo concetto spirituale moderno che richiama e quasi si sovrappone a quello di coscienza planetaria viene proposto da Teilhard de Chardin con il termine noosfera, dal greco nous, spirito, ad indicare quel campo di consapevolezza spirituale che si estende oltre la biosfera e latmosfera terrestre e che rappresenta la somma e lunità di tutte le coscienze viventi.
Il concetto di coscienza planetaria nella sua attuale accezione nasce simbolicamente e concretamente quando che il primo essere umano lanciato nello spazio a bordo di una navicella vede la Terra nella sua globalità. Le eccezionali immagini della Terra vista dallo spazio vengono pubblicate su tutte le riviste del mondo diventando il più attuale simbolo dei tempi e aprono così la strada ad una nuova consapevolezza globale, in tutti i campi del sapere: dallecologia alla medicina, dalleducazione ai diritti umani, dalleconomia alla ricerca spirituale.
Ma la qualità che caratterizza la nuova coscienza planetaria è levoluzione del pensiero e lespansione della percezione umana. Non a caso limmagine del pianeta è sottilmente associata ad unesperienza spirituale, o meglio transpersonale, degli stessi astronauti, sia russi che americani. Così ne parla Edgar Mitchell, astronauta statunitense dellApollo 14:
"Quando vidi il pianeta Terra fluttuare nello spazio ebbi delle sensazioni favolose... la Terra era incredibilmente bella, una visione superba, uno splendido gioiello blu e bianco sospeso sul velluto nero del cielo, dono inestimabile gli era stato concesso dalla divinità... No, la vita non era dovuta al caso! Percepii queste sensazioni noeticamente ed ebbi la percezione della realtà nascosta."
Così ne parla Aleksandr Aleksandrov cosmonauta sovietico:
"Stavamo sorvolando lAmerica e improvvisamente vidi la neve, la prima neve che vedevo da quando eravamo in orbita. Leggera e polverosa, si confondeva con i contorni del terreno, con i corsi dacqua. Pensai: "Autunno, inverno, gente che si prepara allarrivo dellinverno". Pochi minuti dopo volavamo sopra lAtlantico, poi sullEuropa e infine sulla Russia. Non ero mai stato in America, ma pensai che larrivo dellautunno e dellinverno deve essere simile in tutti i Paesi e così anche il modo in cui la gente vi si prepara. Fu allora che mi colpì con particolare forza lidea che siamo tutti figli della Terra. Non ha importanza quale paese si stia osservando; siamo tutti figli della Terra e la dovremmo considerare e trattare come nostra Madre."
Il concetto di coscienza planetaria trova poi un fondamentale sostegno e una conferma scientifica nellIpotesi Gaia di Jim Lovelock, che considera il pianeta come una grande coscienza - Gaia appunto o Gea, Dea della Terra - un "cervello globale" costituito dallintelligenza di tutti gli organismi viventi del pianeta, capace di equilibrio, creatività e bellezza. Purtroppo, in questa grande intelligenza vivente, luomo attuale si comporta collettivamente come un distruttore inconscio e arrogante, invece di costituire la parte più evoluta e autocosciente dellintero sistema. Lovelock, come numerosi altri pensatori della nuova cultura emergente, ritiene che lessere umano necessiti di un salto verso una concezione più globale e unitaria di se stesso e del pianeta, e che il salto sia in procinto di accadere.
Scrittori come Isaac Asimov, nel suo libro Lorlo della fondazione, (nel capitolo atterraggio su Gaia)descrive un pianeta di nome "Gaia" in cui tutti gli esseri, minerali, vegetali, animali e umani hanno raggiunto il livello di coscienza planetaria, e così partecipano, pur sempre nella loro limitata individualità, al benessere e alla mente collettiva del pianeta.
Recentemente anche lo straordinario sviluppo di Internet, ha fortemente accelerato la conoscenza e lunificazione di migliaia di associazioni nazionali e internazionali che operano per il benessere planetario in differenti ambiti di attività. Numerosi sono gli studiosi che attribuiscono a Internet il ruolo di rete nervosa in rapida evoluzione, di "cervello planetario", di "Netropolis", di "Cyberia", di "CyberGaia".
Questo "mitico" momento di risveglio planetario era stato previsto da Buddha nel Sutra del Diamante, calcolato astrologicamente dagli antichi Rishi indiani e definito come Dwapara Yuga, anticipato dalla società teosofica, da molte scuole esoteriche e da diversi pensatori di tradizioni orientali e occidentali che lo hanno descritto come: ''avvento del nuovo piano di coscienza", "rinascita del popolo dellarcobaleno", "Età dellAcquario", "Nuova Era", "entrata della Terra nella quarta densità di coscienza". Così lo presagiva Albert Einstein:
"La religione del futuro sarà una religione cosmica. Dovrà trascendere un Dio personale ed evitare dogmi e teologie. Abbracciando insieme il naturale e lo spirituale, dovrà essere fondata su un senso religioso che nasce dallesperienza di tutte le cose, naturali e spirituali, come parti di ununità intelligente".
Logiche della Divisione e dellUnità
Tutte le teorie e le concezioni basate sulla coscienza planetaria considerano il pianeta come un cervello globale costituito da tutti gli organismi viventi del pianeta, capace di equilibrio, creatività e bellezza. In questa grande intelligenza vivente, purtroppo, luomo attuale si comporta collettivamente come un distruttore inconscio e arrogante, potenziando i propri desideri più egoistici invece di costituire la parte più evoluta e autocosciente dellintero sistema, e comprendere i limiti personali i relazione alle reali disponibilità di materie e risorse del pianeta.
Per questa ragione lattuale umanità è stata paragonata ad un cancro planetario o ad un virus, una sorta di malattia che distrugge lentamente il pianeta logorandolo e distruggendone la salute ecologica globale. Questo tipo di metafora non è tuttavia corretto, nel senso che da questa analogia non possono nascere reali risposte; molto più creativa è la metafora proposta dallipotesi Gaia, secondo cui lattuale umanità è concepita come la mente della Terra, come se ogni uomo fosse un neurone di un cervello planetario. La "mente di Gaia", come risultato di una coscienza collettiva di livello rettile, è quindi attualmente ancora molto primitiva e poco evoluta.
Bisogna ora fare un salto da una mente divisa ad una mente globale che utilizzi pienamente le sue bellezze e possibilità creative in sintonia con una comune coscienza planetaria. Ogni singolo essere umano può attuare questo salto dalla mente che divide alla coscienza che unisce e attuare così un processo di evoluzione per lintero pianeta.
L'umanità si manifesta concretamente sul pianeta così come ogni uomo manifesta il suo modo di pensare sul proprio corpo. La medicina psicosomatica sa che luomo attuale, e quello occidentale in particolare, ha un corpo irrigidito dalle tensioni e dallo stress, mortificato nei suoi sentimenti e nei suoi bisogni primari. La nostra mente è un tiranno per il corpo e questo si riflette sulla situazione ecosistemica come inconsapevolezza e distruzione.
La tesi della nuova cultura emergente è che lo stato del pianeta cambierà solo quando lessere umano troverà un nuovo stato di coscienza, in cui la mente condizionata alla divisione e alla distruzione verrà trascesa e sostituta dallesperienza globale e pacifica del proprio essere. Solo a quel punto lumanità ritroverà la sua vera natura e la sua vera finalità diventando la coscienza creativa e amorevole del pianeta. Occorre quindi comprendere le logiche della divisione e dellunità, e del salto dalla coscienza individuale a quella planetaria.
Lapogeo della cultura della frammentazione
Da molti anni, scienziati e mistici come Bohm, Krishnamurti, Prigogine, Capra e Pribram ritengono che una delle caratteristiche essenziali della nostra cultura, e di quella scientifica in particolare, sia la sua radicata tendenza alla frammentazione o alla divisione. Frammentazione significa che, per comprendere e spiegare un fenomeno, lo si analizza scomponendolo nei suoi elementi costitutivi o nei suoi parametri essenziali cercando di comprendere le leggi che lo governano e lo muovono. Questo processo di conoscenza, caratteristico dellemisfero razionale e orientato agli aspetti materiali dalla mente rettile, offre indubbi risultati, permette infatti di quantificare, analizzare e in gran parte predire molti dei fenomeni e degli eventi del mondo. Lenorme sviluppo della scienza e i suoi grandissimi risultati industriali ed economici testimoniano la forza di questo pensiero logico/analitico oggi orientato al possesso e alla conquista della materia. Per questa ragione il processo di crescita scientifico, tecnologico e industriale si è sviluppato incontrastato fino a quando cera una Terra da conquistare, fino a che vi è stato essere umano, animale o vegetale da dominare. Questa cultura della frammentazione e il suo inconscio modello dicotomico di base, sono uno dei problemi essenziali da superare in quanto costituiscono la struttura psichica di fondo delluomo attuale da cui originano i vari problemi socio-ambientali. Le più gravi mancanze di questa via di conoscenza analitica e frammentata sono la sua incapacità a comprendere lunità e un'intollerabile mancanza di cuore.
Lio separato dallesistenza di Bohm e Krishnamurti
Un essere umano è parte del Tutto... Egli fa esperienza di se stesso, dei suoi pensieri e sentimenti, come qualcosa di separato dal resto... una specie di delusione ottica della sua coscienza. Albert Einstein
Bohm e Krishnamurti, nel libro Dove il tempo finisce, cercando di indagare le cause profonde dellattuale crisi planetaria, esprimono una concezione rivoluzionaria delluomo e del suo divenire, del tutto simile a quella esposta nei due precedenti capitoli sullo sviluppo del potenziale umano e della quarta densità. La loro idea è che ogni essere umano possiede la capacità di vivere lesperienza oceanica di unità con lenergia e la coscienza universale, ma, essendo questa unesperienza di tale vastità e intensità da non poter essere razionalizzata dalla mente e ridotta in linguaggio comune dal cervello, luomo decide di chiudersi a questa possibilità creando un guscio individuale: lego. Lego, quindi, con il suo senso di "io separato dallesistenza", previene lesperienza di stati di coscienza più evoluti. Secondo Krishnamurti e Bohm, proprio questa struttura dellego porta ad una visione riduttiva e frammentaria del mondo e di se stessi, causando in scala macroscopica la frammentazione delle culture, delle religioni, delle politiche e della natura stessa. La divisione del pianeta esprime così la divisione interiore delluomo; la crisi ecosistemica rappresenta una proiezione in scala macroscopica dei nostri problemi individuali.
Tuttavia, per Bohm e Krishnamurti, come per tutta la nuova cultura planetaria emergente, esiste una via di uscita da questo stato di confinamento della coscienza. E' possibile un salto quantico dalla frammentazione alla realizzazione della nostra completezza.
Le logiche neuropsichiche dellunità planetaria
Sincronicità e sinergia: la grande onda della coscienza globale
Seguendo lipotesi olografica secondo cui il cervello umano e il pianeta sono in profonda relazione, consideriamo le implicazioni delle ricerche neurofisiologiche sugli stati ad alta coerenza e dello sviluppo del potenziale umano legate al processo di evoluzione planetaria. Si ipotizza che lo stato attuale di frammentazione globale-individuale, origini, a livello psiconeurofisiologico, da una frammentazione delle varie attività cerebrali, mentre la coscienza unitaria, la "quarta densità cibernetica", nasca da un cervello sinergico e armonico. Con gli esperimenti sul Buddhafield, le nostre ricerche hanno confermato che quando le persone in stato di autocoscienza si sentono "unite", tra loro si realizza un "campo psi" o "campo di coscienza collettivo", che si manifesta come sincronizzazione dei vari cervelli. Quando più persone entrano in stato di empatia reciproca, anche senza conoscersi a vicenda, un flusso di informazioni passa tra un cervello e laltro e le coscienze si interconnettono intimamente. È fondamentale ricordare che lo stato di coscienza unitario porta con sé unesperienza di pace, di realizzazione, di armonia con se stessi, con gli altri e con lambiente, e che quando molte persone meditano o operano insieme, legate da un senso di fratellanza, lesperienza individuale viene largamente intensificata.
Ma se la sincronizzazione tra alcune persone è portatrice di questi sentimenti e stati danimo, cosa potrebbe accadere se migliaia di persone meditassero e si sintonizzassero insieme come durante le cerimonie religiose o i grandi momenti della storia? E cosa potrebbe accadere se milioni o miliardi di esseri umani entrassero individualmente in uno stato di autocoscienza e si sincronizzassero? Sembra veramente il caso di chiedersi quale potrebbe essere il risultato di una meditazione di massa, di una consapevolezza collettiva che connettesse migliaia di esseri umani, legati dalla stessa coscienza di essere cittadini planetari; probabilmente i nostri strumenti registrerebbero una grande onda, unonda oceanica di coscienza, la concretizzazione elettroencefalografica della coscienza planetaria.
Quando più persone sono in stato di sincronizzazione tra loro, lenergia persa è minima e linformazione scambiata è massima. Minimo spreco-consumo, massima coscienza-sinergia. È la stessa logica del laser, in cui i singoli fotoni, che nella luce normale sono frammentati e quindi non-coerenti, si armonizzano e sincronizzano tra loro creando coerenza donda. È questa coerenza, questa sincronicità, che dà al laser le sue incredibili qualità, anche se i fotoni sono gli stessi di una lampadina. Riportata sul piano umano, questa analogia ci suggerisce che dalla sincronizzazione tra cervelli/coscienze può nascere unenergia coerente di enorme potere. Grandissima parte della nostra energia viene persa in litigi, incomprensioni, differenze di opinioni, differenze di linguaggio, così come a livello internazionale gran parte del denaro viene perso per finanziare eserciti ed armi sempre più sofisticate, per nutrire interminabili conflitti tra partiti o cause giudiziarie. La sincronizzazione porta ad una comunicazione ottimale a quindi risparmia energia, che può essere utilizzata per levoluzione e il benessere. Coerenza, sincronizzazione, unità, senso comune, cooperazione, fratellanza sono solo differenti aspetti di quellunico principio evolutivo chiamato sintropia. Ma torniamo allanalisi dellattuale società.
I cittadini del pianeta: la grande fusione delle culture e delle razze
Sulla Terra finora sono esistite migliaia di differenti culture, razze, religioni, quasi sempre in conflitto più o meno aperto tra loro. Alcune di esse hanno tentato di conquistare il mondo intero per imporre la propria supremazia sulle altre: la Grecia di Alessandro Magno, limpero romano, gli spagnoli, il colonialismo, il comunismo, il nazismo e il capitalismo sono esempi di questo processo espansivo, ma ogni tentativo egemonico si è rivelato fallimentare.
La diversità non può essere soppressa, né con la forza né con la persuasione. La diversità è la ricchezza spirituale della Terra, la sua libertà e la sua forza. La diversità deve poter coesistere allinterno di ununica cultura planetaria.
La nascita di una cultura globale non significa la morte, il livellamento o l'amalgamarsi delle vecchie culture, che si spera continueranno ad esistere, ma certamente la morte di un modo di pensare profondamente radicato nella nostra stessa mente, la fine della logica della divisione. La nascita di una nuova coscienza decreterà la fine del pensiero di unepoca. Entro un decennio sul nostro pianeta le persone legate alle forze più innovative saranno più chiaramente definite e visibili ed è lecito ritenere che si creerà una vera e propria società trasversale, più innovativa e libera dal passato, che negli Stati Uniti è stata chiamata dei creativi culturali (che rappresenta il 26% della popolazione). Questa sarà una nuova sottopopolazione dalle caratteristiche multietniche e dalle indefinibili matrici culturali, una moltitudine di singoli individui e gruppi che si sentiranno veramente "cittadini del pianeta" e che daranno origine ad una cultura planetaria. La nuova coscienza non può essere continua con la vecchia mente. Deve crearsi un salto quantico, una discontinuità, in ogni campo del sapere e delle attività umano è in atto un profondo processo di rinnovamento e interconnessione; il vecchio deve morire per lasciare che il nuovo si espanda.
I bambini che nascono in questo momento storico vedranno in gran parte gli stessi programmi televisivi, leggeranno gli stessi best-seller internazionali, guarderanno sui giornali e alla televisione le stesse immagini e le stesse informazioni sui fatti internazionali, saranno tutti spaventati dalle stesse guerre e preoccupati dalle identiche disastrose condizioni ecologiche globali. Essi nascono già con una base di cultura e di visione planetaria, cosa mai successa in nessuna epoca del passato. Nella loro mente il concetto di pianeta, di ecosistema, è presente sin dall'inizio, moltissimi di essi sono già "cittadini del pianeta".
Le logiche dellunità dei popoli
La cultura globale che si sta creando nasce dalla fratellanza e dalla fusione reale delle razze e dei popoli, rappresenta il frutto di due secoli di tecnologia che ha permesso allumanità di muoversi con estrema facilità da un punto allaltro del pianeta, per lavoro e per turismo, che ha permesso laumento dellistruzione, della democrazia, della tolleranza, la sempre maggiore verità delle notizie e delle informazioni e la rapidità con cui esse, tramite giornali, radio e televisione, vengono trasmesse e conosciute da tutti.
Lunità di cultura che si sta realizzando oggi è il frutto di millenni di isolati sforzi di cooperazione e coerenza, di una secolare maturazione di intenti umani che hanno portato a riconoscere i diritti alle donne e alle minoranze etniche, che hanno realizzato enti umanitari come la Croce Rossa, lONU, il WWF, Green Peace, Amnesty International e le altre migliaia di associazioni umanitarie sconosciute ai più. Questi sforzi ora si stanno unendo.
Il movimento per la nuova coscienza planetaria in alcune nazioni è già sufficientemente "materializzato" per creare mutamenti storici visibili. Secondo molti osservatori, questa nuova forza di pace che già esiste da una ventennio è allorigine dei vistosi cambiamenti culturali e internazionali degli ultimi anni.
Non sappiamo ancora come, ma, di fatto, in ogni ambito della cultura, le vecchie divisioni tra materia e coscienza, tra sacro e profano, tra corpo e mente stanno crollando come è crollato il muro tra le due Germanie, esempio emblematico di una rivoluzione sociale e culturale planetaria che si è evidenziata con eventi storici come la fine della guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica, il crollo dell'URSS e la democratizzazione dei paesi comunisti dell'Europa dell'Est, l'abbandono dellapartheid tra neri e bianchi in Sud Africa, l'apertura tra Israeliani e Palestinesi e tra Inglesi e Irlandesi. A Teheran, al termine della sua riuscita missione diplomatica, Khofi Annan, segretario delle Nazioni Unite, ringrazia pubblicamente tutti coloro che nel mondo hanno reso possibile la pace sostenendola con le loro preghiere.
Per progredire è necessario riconoscere la matrice interiore che sostiene questo intero processo verso una coscienza planetaria: la spinta della coscienza umana a realizzare gli ideali di libertà, di fratellanza, di amore universale, di non violenza, di comprensione delle potenzialità interiori che ogni individuo possiede, per millenni negate e represse dalle ragioni della guerra e del potere. È un profondo senso umano, etico e spirituale che permette a uomini e donne di differenti razze e culture di coesistere, amarsi ed evolvere. Questa è la base della coscienza planetaria.
Religione, come Yoga, nasce dalla stessa radice indo-ariana yug che significa unire o riunire; per questo la futura religione, come dice Einstein, sarà fondata su un senso religioso che nasce dallesperienza di tutte le cose, naturali e spirituali, sentite come parti di ununità intelligente. Questo senso religioso, i cui semi sono già nati e stanno germogliando sotto i nostri occhi, sarà innanzitutto basato sul riconoscimento di ogni essere umano come vita e coscienza sacra e inviolabile.
Lo stesso modello Cyber è stato creato allo scopo di riportare nella cultura e nella scienza attuale quella consapevolezza spirituale attualmente soffocata dal materialismo imperante. Purtroppo gran parte delle religioni costituite - invece di essere le forze promotrici della pace e della fratellanza spirituale mondiale - sono diventate sedi di potere teologico, dogmatico e intollerante, monopoli spirituali spesso del tutto privi di reale esperienza mistica. È un fatto incontestabile che la maggior parte dei conflitti internazionali, dallIrlanda al Medio Oriente, dallIndia alla Yugoslavia, dallAngola allinvasione cinese del Nepal, oltre che da uno spirito egemonico e dal desiderio di possesso, sono sostenuti da una radicata identificazione tra razza, cultura e religione che spinge allintolleranza e alla violenza.
Presso la sede centrale dell'ONU esiste da molti anni una stanza per la meditazione, e, sotto la sua egida, si stanno formando Forum Interreligiosi per la Pace nel Mondo. La nuova era sembra essere iniziata.
Luguaglianza tra i sessi, per lo meno nelle nazioni più avanzate, è una realtà di fatto, così come i diritti umani. L'età media dei leader delle nazioni più avanzate ha subito un drastico abbassamento, in alcuni casi, come gli USA, dai settanta di Reagan ai quaranta di Clinton. La scienza riscopre la coscienza e la meditazione.
La medicina ufficiale ha iniziato a studiare, accettare e comprendere la medicina olistica, la psicosomatica, lagopuntura e lomeopatia, mentre le punte più avanzate della psicologia, da Jung, ad Assagioli, a Maslow, sono ormai dichiaratamente penetrate nel mondo della spiritualità. LONU sta acquistando potere internazionale e, grazie ad organizzazioni come l'UNESCO, il World Watch Institute, il WWF o Green Peace, sul pianeta inizia seriamente a prendere corpo un reale interesse per la natura e le condizioni eco-sistemiche a rischio.
I grandi forum sullo Stato della Terra (State of the World Forum), sulla sovrappopolazione, sullinquinamento, sulle limitazione alla caccia alle balene, ecc. sono un primo, incompleto ma significativo esempio di questa nuova spinta alla coscienza planetaria.
La quasi totalità della Terra purtroppo è ancora dominata da una drammatica inconsapevolezza! Ma possiamo ritenere che anche in questo disastro globale si trovino i semi del cambiamento. Il massimo stato di espansione di un sistema, secondo la filosofia taoista, ne decreta l'inevitabile declino. Ad esempio, il punto di minima invernale può essere assunto come punto di inizio dell'aumento della temperatura che culminerà nell'estate; così l'apogeo dell'era della frammentazione e della concezione materialista della vita segna l'inizio di una possibile era di unità e rinascita spirituale, che trova la sua concezione nella coscienza planetaria e si concretizza con l'affermarsi della logica del villaggio globale.
Scenari per il futuro: la sfida del terzo millennio
Mai come oggi il futuro si apre verso una moltitudine di scenari, dai più catastrofici e drammatici, ai più creativi e spirituali. In realtà nulla è ancora scritto, il futuro è nelle nostre mani. Lo sviluppo della coscienza planetaria potrebbe essere enormemente ritardato nel tempo e seriamente ostacolato da una serie di fattori individuali, eco-sistemici e sociali. Se prevarrà lo stato attuale di pensiero e di vita ci attende un futuro drammatico di industrializzazione spinta, di inquinamento, di pestilenze genetiche, di abissali divari tra primo e terzo mondo, di ingiustizie sociali, un terzo millennio ecologicamente insostenibile e umanamente degradante. Se invece riusciremo individualmente e collettivamente a trasformarci e ad acquisire una nuova consapevolezza di noi stessi e dellesistenza apriremo le porte di un futuro più pacifico, ecologico, umano e creativo.
Occorre quindi creare una coscienza planetaria attraverso la crescita umana, leducazione globale, levoluzione interiore e operare individualmente e collettivamente per la loro realizzazione. Occorre anche comprendere pienamente lo stato del pianeta che, in questo momento storico, richiede una lettura di grande complessità; a questo scopo, molto umilmente, conoscendo la vastità del problema, proveremo ad osservare e descrivere lintero sistema con strumenti e logiche differenti, per avere infine una visione più ampia e completa.
Certamente questa trasformazione potrebbe realizzarsi così come potrebbe anche non accadere. Gli scenari del futuro sono aperti alla libera scelta individuale di ogni singolo abitante del pianeta.
Quella di oggi non è una crisi morale, non è una crisi economica, sociale, assolutamente no: è una crisi evolutiva. Satprem
Fino ad ora, la logica del rinnovamento è stata essenzialmente a carattere spontaneo e intuitivo. Non esiste ancora una consapevolezza unitaria di ciò che sta accadendo e certamente questo possibile futuro rappresenta una sfida alla consapevolezza umana.
È possibile considerare questa crisi planetaria come la crisi terminale del vecchio sistema che ancora in gran parte è presente, come condizionamento inconscio, in ognuno di noi. Tutti siamo nella crisi, tutti dobbiamo rallentare e trasformarci. Non è più possibile continuare sulle attuali anacronistiche linee di sviluppo orientate al possesso e al consumo. Lo sviluppo materiale ha raggiunto il suo massimo storico, ora è necessario un differente tipo di sviluppo: lo sviluppo delle potenzialità umane.
Wei Ji, lideogramma cinese che significa "crisi", è composto da due segni, il primo significa "attenzione, pericolo" e il secondo "opportunità di cambiamento" (vedi fig.**). Questa crisi globale ci spinge ad una trasformazione globale. E' necessario un salto evolutivo, non sociale ma individuale.
Si rende necessaria una drastica apertura verso nuove e inesplorate visioni del mondo che nascono da differenti esperienze del vivere e dellessere.
Sono molto pessimista sul futuro dellumanità... forse luomo ha terminato il suo cammino, allora è bene che lasci il posto ad un essere più evoluto. Indira Gandhi
Ogni analisi fino ad ora formulata sulla situazione attuale del nostro pianeta rivela che di fatto si stanno scontrando due grandi tendenze, due differenti visioni del mondo. Il nostro pianeta, inteso come sistema, si trova di fronte ad un "punto di biforcazione". Lo stato attuale è di estremo squilibrio e turbolenza sia dal punto di vista ecologico che sociale e quindi il pianeta, come ogni "struttura dissipativa" dovrà confrontarsi con una necessaria scelta tra futuri possibili: o subire questo flusso di energie e informazioni caotiche e disgregarsi o comunque aumentare lo stato di frammentazione e squilibrio, o agire in modo unitario, integrando le energie e informazioni attuali in un livello di equilibrio più elevato e stabile. Le ragioni di questo enorme aumento di energia e informazioni è dovuto all'incredibile sviluppo tecnologico - industriale del secolo scorso e alle sue ripercussioni di enorme aumento della produzione, del denaro circolante, dell'inquinamento, dell'informazione, della comunicazione, dell'educazione, della mobilità delle persone tra nazioni, dell'apertura e conseguente destabilizzazione degli antichi sistemi culturali, etnici o religiosi che per millenni sono vissuti isolati gli uni dagli altri. Il punto di biforcazione è una sfida all'intelligenza e alla consapevolezza planetaria. Una scelta e una sfida che, olograficamente, viviamo dentro di noi.
Ciò che ci aspetta non è una lotta politica ma una guerra interiore dellumanità, che si svolge dentro ogni individuo tra l'inconsapevolezza collettiva e la consapevolezza globale.
Dentro di noi si muovono due forze, la prima forza è dovuta all'imprinting della vecchia cultura patriarcale che ha dominato il pianeta per migliaia di anni, istintiva, basata sul potere delluomo sulluomo, sul possesso dei figli e della terra, sul nazionalismo e sullidentificazione con il proprio gruppo, razza e religione. Questa cultura è basata sulla divisione dellesistenza in sacro e profano, in bene e male, in materia e coscienza, essa ha diviso il pianeta in stati, religioni, classi e partiti, ha separato luomo in psiche e soma, e ha diviso tra loro scienza, arte e spiritualità, allontanando la conoscenza scientifica dalla conoscenza sacra. Cultura rigida, settoriale, prepotente e fanatica, che tende al condizionamento e al controllo totale delle persone come della società, che si basa sulle direttive di una certa ideologia, fede o principio divino e che lo impone agli altri. Che poi venga chiamato indottrinamento politico, proselitismo religioso o più semplicemente, il buon nome della famiglia, non cambia la struttura di fondo.
La seconda forza che sta emergendo lentamente dentro di noi è una nuova consapevolezza, alimentata da unesperienza unitaria di se stessi e da una presa di coscienza globale dell'esistenza e dei problemi del pianeta. Questa forza si manifesta nella nuova cultura olistica, ancora in germoglio ma con millenni di storia alle spalle, intuitiva, confusa, umana, verde, transculturale, rispettosa della natura e delle minoranze, colorata, trasgressiva, che si fonda sulla bellezza, sui diritti, sullunità tra corpo, mente e anima, sulla sacralità della vita in ogni suo aspetto. Cultura flessibile e femminile, che per millenni è stata repressa e soffocata anche nel sangue e che solo da alcuni decenni riesce a far sentire la sua voce e le sue ragioni.
Il fatto che queste due forze siano entrambe dentro di noi, spiega l'origine di molti conflitti. Nella maggior parte delle persone, prevale con decisione la prima forza imponendo un regime di dittatura o monarchia interiore che non lascia spazio ad altre voci o posizioni. In un numero sempre maggiore le due forze si alternano o si scontrano in un equilibrio instabile, come in una sorta di prima repubblica interiore, più o meno democratica, in continua crisi di governo. In una minoranza, ancora esigua, inizia a prevalere con chiarezza la seconda forza, è lo stato dell'unità, della pace, del senso del bene comune che potremmo anche chiamare meritocrazia interiore, un modello politicamente ancora sconosciuto. Da queste due profonde correnti di tendenza che si stanno variamente intrecciando e scontrando si sviluppano cambiamenti sociali, culturali e individuali di enorme portata ma dal futuro ancora imprevedibile.
Queste due tendenze possono essere raffigurate con maggior chiarezza con due curve. Possiamo chiamare la prima curva della "salute planetaria", che riassume in sé i principali valori di benessere - malessere eco-sistemico (equilibrio demografico - sovrappopolazione, protezione delle aree ecologiche - industrializzazione, purezza - inquinamento di acqua, terra e aria, rimboschimento - desertificazione, protezione - estinzione di specie viventi, bilanciamento - innalzamento della temperatura globale, ecc.), e la seconda curva di "coscienza planetaria", che riassume in sé i principali valori umani (pace, qualità della vita, rispetto dei diritti umani, libertà, salute e prevenzione globale, educazione aperta, sviluppo del potenziale umano, evoluzione spirituale, informazione reale).
Si assume che in un pianeta equilibrato, ossia dove gli esseri che costituiscono la mente planetaria sono in stato di unità ed equilibrio, queste due curve dovrebbero seguire un andamento quasi parallelo; ogni processo di aumento di coscienza dovrebbe infatti corrispondere ad un analogo processo di miglioramento della qualità ambientale ecosistemica globale e viceversa. Sul nostro pianeta purtroppo non è così. La vecchia cultura continua ad anteporre la propria necessità egoistica a qualsivoglia reale necessità ecosistemica, la curva della salute planetaria, per via di questa inconsapevolezza generale, sta scendendo paurosamente, portandoci sempre più vicino a situazioni di catastrofe globale, ossia di irreversibilità.
La curva della "coscienza planetaria" negli ultimi decenni ha mostrato un rapidissimo aumento, studi statistici evidenziano come il numero di persone che si orientano verso la cultura olistica si raddoppi ogni tre - quattro anni circa; questa rapida crescita potrebbe creare, in poco tempo, un processo di trasformazione sociale che ancora non siamo in grado di prevedere. Oggi tuttavia il numero totale delle persone "coscienti" è ancora troppo limitato e quindi debole nel suo impatto sociale, politico e ambientale. Diventa così necessario aspettare che il suo incremento arrivi a trasformare una parte significativa di popolazione.
Nei prossimi anni è necessario che lattuale curva di tendenza al degrado eco-sistemico mondiale si inverta e che la curva di crescita di una nuova coscienza emerga, cambiando radicalmente il nostro presente e il nostro futuro.
Il grande rischio di non arrivare al punto critico di trasformazione
Il grande rischio è quello di non arrivare al punto critico di trasformazione e di essere soggiogati da una logica del potere e del suo abuso sulluomo, sulla società e sulla natura. La percentuale reale delle persone che operano con auto-consapevolezza o con un vero orientamento spirituale, all'interno della nuova cultura olistica è ancora molto basso. Benché, ad esempio, il 24% della popolazione americana sia orientata ad una concezione di vita olistica, la percentuale di coloro che, all'interno di questo gruppo, praticano una autentica via di ricerca interiore e che hanno realmente esperienze dirette del proprio essere, scende su valori molto più bassi. Possiamo valutare, in modo molto approssimativo, che nelle nazioni maggiormente sviluppate la percentuale di persone che vive in un stato di autocoscienza o quarta densità si aggiri intorno a valori dell1-2%, che a livello planetario, considerando la grande moltitudine di esseri umani che ancora si battono per la sola sopravvivenza, si ridurrebbe ad una percentuale considerevolmente inferiore. Siamo quindi solo allinizio di un processo che, speriamo, continui con la stessa forte progressione mostrata in questi anni.
Cosa potrebbe accadere se, nel giro di alcuni anni, si riuscisse ad arrivare all1% planetario di esseri umani che vivono in quarta densità? E se nellarco di qualche decennio questa percentuale crescesse fino al 10% o addirittura al 50%? Sarebbe una rivoluzione globale: la Terra, governata da uomini e donne di saggezza, si trasformerebbe in Gaia, una vasta coscienza planetaria. È impossibile immaginare nei dettagli una prossima società sincronica che abbia elaborato una cultura globale articolata e rispettosa della libertà e di tutte le forme di vita, che riesca a gestire la nostra Terra come un giardino e non come una discarica. Mente razionale e mente intuitiva, alta tecnologia scientifica e senso della bellezza, creatività al servizio delluomo e della vita planetaria.
Siamo pochi ma siamo già tanti, se la crescita della nuova cultura continuerà con questo incremento, entro il primo decennio del terzo millennio potremmo raggiungere la soglia critica di minima complessità per far scattare il processo di trasformazione collettiva in quarta densità. Consideriamo come soglia minima l'1% di meditatori in ogni nazione del pianeta. Da millenni la cultura indo-tibetana ha evidenziato che quando una persona salta ad un livello superiore di coscienza, influenza in modo "locale" e "non locale" circa cento persone. L1% di persone che hanno trasformato la propria coscienza e si sono liberate dei propri condizionamenti passati, basati sulla divisione, potrebbe rappresentare il seme per catalizzare la rivoluzione interiore sullintero pianeta. Le ricerche fatte in diverse città americane dalla Maharishi International University e controllate dal MIT, il Massachussets Institute of Technology, hanno confermato questo antico assunto: l1% di meditatori in una città porta ad una significativa riduzione nel numero dei crimini e delitti. Il 5% porta a positive trasformazioni sociali in modo ancora più evidente. L1% di meditatori sul pianeta potrebbe davvero costituire il seme capace di far nascere un nuovo pianeta e una cultura globale basati sulla consapevolezza, sulla bellezza e sul rispetto dellanima umana e di ogni forma vivente.
Il sogno del Villaggio Globale
Raggiungere la soglia dell'1% in un paese democratico occidentale è già un punto di arrivo, ma purtroppo dobbiamo considerare che molti paesi in Europa, in Asia, in Africa, nelle Americhe e in Estremo Oriente vivono sottomessi da dittature o regimi non democratici o in stato di guerra. Per loro la soglia dell'1% significa realizzare per lo meno il sogno di uno stato di pace e di minima libertà. Quanto dureranno ancora le guerre e i regimi? Quando finirà di scorrere il sangue in Afganistan? Quando i Tibetani saranno ancora cittadini del tetto del mondo? Quando termineranno le politiche predatorie sui paesi del terzo mondo che portano milioni di esseri umani alla morte per denutrizione?
Questa enciclopedia vorrebbe essere un piccolo concreto aiuto a questa trasformazione verso un futuro collettivamente sostenibile. Il timore è di non riuscire a raggiungere questa soglia critica di minima complessità. Molte altre volte in passato il corso positivo dell'evoluzione umana si è interrotto e invertito. Oggi le forze contrarie a questa inversione di tendenza sono innumerevoli, sia fuori che dentro di noi. Il momento è particolarmente critico, il limite di irreversibilità è già stato più volte superato, distruggendo infinite porzioni di tessuto vivente planetario, lacerando le sue fittissime ma delicate reti di relazioni intelligenti, sia dal punto di vista degli ambienti che delle etnie. Quindi più che mai è necessaria una enorme consapevolezza e responsabilità nel promuovere comportamenti, eventi e attività orientate ad un futuro sostenibile e ad una coscienza planetaria.
Enciclopedia olistica come DNA planetario
Ogni cellula del nostro corpo possiede la stessa "banca di informazioni" condensata nel suo DNA. Per questa ragione miliardi di cellule individuali, invece di creare una caotica e informe massa biologica, riescono a cooperare creando un unico organismo vivente, dotato di incredibile bellezza, intelligenza, saggezza e coscienza.
Oggi sul pianeta miliardi di individui vivono separati da lingue, culture, ideologie e visioni differenti, e questo crea disordine, divisione e frammentazione nel tessuto sociale ed ecologico del pianeta: manca lunità di informazione, manca il "senso dellunità delle cose", manca la percezione del valore collettivo di ogni azione, la visione del progetto globale. Questa Enciclopedia nasce per diventare un primo frammento di DNA planetario, per offrire la visione unitaria dellessere umano e dellintera esistenza, orientata ad un futuro umano e sostenibile, alla pace e allevoluzione verso la coscienza planetaria.
La coscienza unitaria e il gioco della conoscenza.
La principale caratteristica che rende così forti e integre le antiche filosofie e religioni, di ogni parte del pianeta, è lunità. La coscienza unitaria dellesistenza nasceva da una analoga coscienza unitaria di sé stessi e di interconnessione profonda con la vita del Tutto.
La concezione olistica o unitaria, variamente rappresentata nelle antiche tradizioni, considerava quindi lessere umano come parte di un infinito universo, di uninfinita divinità, in cui materia e coscienza erano inseparabili elementi del grande gioco dellevoluzione vivente. In questo Cosmo dotato di una sua misteriosa logica, di una sua inafferrabile finalità creatrice lessere umano si trovava ad essere elemento attivo, come una cellula di un infinito organismo vivente, e come tale il suo scopo diventava più evidente: conoscere la grande vita di cui lui stesso era parte integrante e, con questa saggezza acquisita, diventare co-creatore positivo dellesistenza stessa. Tuttavia le antiche visioni erano basate su miti, simboli, su cosmologie analogiche, su concezioni intuitive che davano ben conto del senso globale ma non davano altrettanta certezza e precisione dei singoli dati.
Da più di un millennio in Occidente in particolare la percezione unitaria di se stessi è andata in gran parte perduta creando quindi le condizioni per una conoscenza analitica e frammentata, e per una concezione del mondo meccanica, senza senso né finalità. Questa concezione analitica ha portato alla nascita della scienza che ha permesso unestrema precisione nei dati, nella prevedibilità dei fenomeni, nella comprensione scientifica dei processi.
Negli ultimi decenni in ogni parte del globo sono nati movimenti, gruppi, filosofie che si basano su una visione unitaria del mondo e dellessere umano.
Questa enciclopedia nasce con lintento di riunire e dare una logica sintetica a tutta questa massa di informazioni e concezioni, per giungere ad una visione olistica che sappia utilizzare sia le saggezze analogiche antiche che la moderna comprensione scientifica, reintegrando il senso di reverenza e di globalità. Su queste premesse la conoscenza diventa nuovamente un gioco di esperienza globale, unavventurosa scoperta della trama che unisce le cose del mondo e una realizzazione di come noi stessi siamo profondamente connessi col tutto.
LA SFIDA E IL MODO DI VEDERE IL SENTIERO
CREATIVO
DELL'EVOLUZIONE UMANA
di Ervin Laszlo
Stiamo vivendo in mezzo alla trasformazione più profonda e senz'altro più rapida di tutta la storia dell'umanità. La trasformazione odierna è altrettanto profonda quanto quella che ci portò dal Medio Evo alla moderna era industriale: con la differenza che quest'ultima occupò alcuni secoli, mentre l'attuale si sta verificando nell'arco di soli decenni. All'alba del prossimo millennio, quasi tutti gli aspetti della vita umana e tutte le attività saranno pervase e modellate dall'informazione globale e si manifesteranno nei limiti delle interazioni globali, dei mercati globali e delle tecnologie globali.
Le condizioni create dalla globalizzazione e dalla "informatizzazione" della vita e della società saranno tanto diverse da quelle dell'era industriale classica, quanto queste ultime lo sono state da quelle del Medio Evo. Vivere ed agire in queste nuove condizioni richiede un diverso e corrispettivo modo di pensiero e di azione; ma a causa della rapidità con cui la prossima era ci sta venendo incontro, la nostra generazione non è stata ancora capace di elaborare la logica, i valori e le regole ad essa coerenti e necessari. La maggior parte delle persone crede di poter affrontare le condizioni del prossimo XXI secolo con lo stesso modo di pensare e le stesse regole del sistema industriale del XX secolo. Questo è come cercare di vivere in una megalopoli degli anni '90 con una mentalità da villaggio feudale del Medio Evo: il che non è soltanto inefficace, ma anche pericoloso per via della vulnerabilità delle nostre strutture sociali e tecnologiche. Il pericolo ci coinvolge tutti. A causa delle crescenti connessioni ed interdipendenze stabilite dai mercati globali, dalle tecnologie e dall'informazione, norme ed intuizioni arretrate che persistano anche soltanto in una parte della società rappresentano una minaccia per tutte le altre parti, comprese le più aggiornate. Il compito che dobbiamo affrontare è perciò quello di sviluppare modi di vita e di azione idonei all'era dell'informazione globalmente estesa verso la quale tutti ci stiamo proiettando.
Il compito del Club di Budapest è quello di aiutare ad affrontare la sfida presentataci dalla nostra epoca. I suoi membri, coordinatori ed amici credono nell'evoluzione dei tempi.
Negli anni '70 il Club di Roma proclamò la necessità di fissare i limiti dello sviluppo. Negli anni '80, il movimento ecologista cercò di rendere consapevoli dell'importanza della salvaguardia dell'ambiente. Oggi, alla fine degli anni '90, il Club di Budapest vuole richiamare l'attenzione sull'urgente necessità di elaborare e sviluppare nuovi modi di pensare e di sentire, i quali ci permettano di vivere e di crescere responsabilmente nel mondo post-moderno che aleggia sopra di noi alla svolta del millennio.
Alcune soglie critiche si profilano all'orizzonte. Esse sono dovute allo schiudersi di due orientamenti o tendenze di base, e cioè:
- il crescente carico che imponiamo al nostro ambiente vitale in termini di utilizzo di energia e di risorse materiali, terre agricole, foreste, aria, acqua e spazio abitabile;
- la moltiplicazione del numero di persone con le quali condividiamo questo pianeta.
Le due tendenze messe insieme (il numero della popolazione umana moltiplicato per l'ammontare delle risorse usate ed i rifiuti e l'inquinamento che in questo modo vengono prodotti) determinano il peso con cui l'umanità opprimerà il proprio ambiente planetario. Questo peso potrebbe raggiungere una soglia critica nella breve scadenza dei prossimi dieci o vent'anni e ciò rappresenta un fatto fino ad ora inedito.
Non sono mai state raggiunte "Soglie Globali" alla svolta del secolo scorso, né all'alba del primo millennio. Nell'arco di tutta la sua storia passata, l'umanità non ha mai registrato una situazione corrispondente all'attuale.
Mantenere un equilibrio tra le richieste dell'umanità e le risorse sostenibili dal nostro pianeta - sia che riguardino l'acqua, il suolo, l'aria, l'energia o le materie prime - dipende dal tipo di tecnologia usata e dal tipo di domanda espressa. La sostenibilità a lungo termine non è determinato dal numero di persone che fruiscono delle risorse, ma dalla quantità usata da ogni singolo individuo. E' assolutamente da escludere che sei miliardi di persone possano vivere con il medesimo tenore di vita che le persone hanno attualmente negli Stati Uniti, in Giappone e in Europa. Un bambino che nascesse in questo momento in una famiglia statunitense raggiungerebbe probabilmente più di ottant'anni, ed in questo arco di tempo consumerebbe 800.000 kw di energia elettrica, 2.500.000 litri d'acqua, 21.000 tonnellate di benzina, 220.000 kg di acciaio ed una quantità di legno corrispondente a 1.000 alberi, producendo nel contempo 60 tonnellate di rifiuti urbani. Con le tecnologie attuali, e ad un costo che risulti accettabile, il pianeta non può sostenere più di due miliardi di persone con questo livello di vita. Tutto ciò pone una serie di problemi fondamentali. Continuare ad aumentare il nostro tenore materiale di vita significa precludere ad altre persone la possibilità di aumentare il loro. Ora, migliorare i bisogni primari della vita è essenziale per i due miliardi di persone poverissime che vivono in prossimità o addirittura sotto il limite della sopravvivenza. Se non vogliamo condannare a morte per debilitazione fisica, sete e fame tutte queste masse, gran parte delle quali vivono nell'Africa sub-tropicale e nell'Asia meridionale, dobbiamo creare condizioni economiche ed ecologiche tali da consentire l'utilizzo da parte loro di spazio abitabile, risorse nutritive, foreste, acqua, aria, materie prime ed energia - e cercare di assicurare quel minimo di educazione che sia pre-condizione di vita in un mondo complesso.
Dovremmo scartare il modello di benessere che ci è stato dato in eredità ed elaborare un nuovo modello che possa essere adottato responsabilmente in Occidente ed adattato creativamente nel resto del mondo. Affrontare questa sfida è un COMPITO STORICO ed un DOVERE MORALE.
Qualora dovessero continuare, gli attuali processi potrebbero rappresentare una grave minaccia per qualsiasi forma di vita esistente sul nostro pianeta. I processi più minacciosi includono la sovrappopolazione, la povertà, la militarizzazione, il cambiamento climatico, la mancanza di cibo e di energia, l'inquinamento industriale ed urbano dell'acqua, dell'aria e del suolo, la distruzione dello strato di ozono, l'effetto serra, la riduzione delle biodiversità in agricoltura e nelle terre vergini, la perdita di ossigeno atmosferico a causa della deforestazione e anche dell'avvelenamento del plancton marino, la vulnerabilità nei confronti di catastrofi su larga scala dovute ad incidenti e a scorie nucleari, e di catastrofi su scala più limitata - ma sempre con possibilità di estensione - dovute a disastri causati da crescenti quantità di sostanze tossiche immesse nel suolo, nell'acqua, nell'aria e addizionate addirittura ai cibi e alle bevande. Questi processi sono la risultante di modi di pensare che si esprimono con una varietà di azioni e di comportamenti errati. Azioni più previdenti darebbero risultati migliori: a qualsiasi processo che risulti minaccioso per la vita può far riscontro un processo alternativo diretto a migliorarla.
Nonostante si sia a conoscenza di modelli d'azione alternativi, finora questi non sono ancora stati adottati. Nel 1995, la Commissione per il Governo Globale ha proposto una serie di misure per il miglioramento della sicurezza internazionale, la promozione della cooperazione, il perseguimento dell'interdipendenza economica ed il rafforzamento delle norme di legge necessarie a tale proposito.
La Commissione è giunta alla conclusione che la messa in atto di queste misure non è questione di capacità, ma solo di volontà. La volontà manca anche riguardo all'ambiente. Da una parte il nostro mondo è stato sollevato dallo spettro del confronto tra superpotenze, dall'altra è minacciato dal collasso ecologico; tuttavia i Governi mondiali spendono migliaia di dollari all'anno per gli armamenti, mentre solo una piccolissima parte di tale somma viene investita per l'educazione, per il benessere e per un ambiente vivibile. Il World Game Institute ha calcolato che con un quarto delle spese militari mondiali si potrebbe prevenire l'erosione del suolo, fermare l'esaurimento dell'ozono e stabilizzare l'inquinamento, prevenire il riscaldamento del globo e le piogge acide, fornire energia ed acqua pulita e sicura, creare abitazioni, debellare l'analfabetismo, la denutrizione e la fame, ed estinguere il debito delle nazioni in via di sviluppo. E' ampiamente risaputo che una riduzione anche minima delle spese militari potrebbe procurare più programmi di salute e di cultura, creare infrastrutture essenziali e ricondurre società emarginate nell'alveo dell'economia mondiale moderna. Si discute molto su questi "dividendi di pace", ma, a parte qualche eccezione, essi non vengono inclusi nei programmi prioritari dei governi e degli affari.
I valori e i credi che ostacolano il sentiero verso un futuro umano e sostenibile non sono nati ieri: le loro radici si trovano già all'inizio della storia. Prima della rivoluzione neolitica, le popolazioni dell'Oriente e dell'Occidente si sforzavano di vivere entro i confini ed i limiti del loro ambiente naturale; essi si consideravano parte integrante della natura. Piuttosto che lanciarsi in innovazioni, essi aspiravano a ripetere e a mantenere i modelli di vita dei loro antenati.
Ma nel Vicino Oriente, nel corso dei secoli, è stato eroso il conservatorismo delle società tradizionali. Gli uomini incominciarono a separare le divinità dalla natura, sostituendole con totem animali e spiriti ancestrali, le divinità della fertilità e della Terra con maestosi dèi maschili quali Aton, Jahvè e Allah. Essi cominciarono a guardare alla natura come alla creazione di un dio trascendente - una creazione fatta da lui principalmente per il bene del suo popolo. I nuovi eroi non erano sciamani che insegnavano come imitare la natura e come salvaguardare i suoi cicli, ma leaders carismatici che avrebbero cambiato l'ambiente per la gloria dei loro popoli.
La crescita dell'individualismo implicava la nozione che l'essere umano è separato e sicuramente superiore all'ordine naturale. La sfida raccolta dalle società moderne consisteva, per dirla con una frase di Francis Bacon, nello strappare i segreti della natura dal suo utero a miglior beneficio dell'umanità.
Con lo sviluppo di potenti tecnologie, questo aspetto ha raggiunto proporzioni gigantesche. Le società occidentali hanno manipolato e trasformato sempre di più il loro ambiente. Mentre i benefici sono risultati evidenti, non altrettanto lo sono stati i pericoli. L'agricoltura sostenuta dai prodotti chimici è riuscita a produrre di più per ettaro e a creare più ettari disponibili per le coltivazioni, ma ha incrementato anche la crescita di alghe e l'ostruzione di laghi e di corsi d'acqua. Alcune sostanze chimiche, come ad esempio il DDT, si sono dimostrate insetticidi estremamente efficaci, ma hanno anche avvelenato intere comunità di insetti e di uccelli. Il consumo materiale della popolazione cittadina ha creato enormi quantità di rifiuti che rappresentano minacce per le stesse popolazioni urbane.
Per più di tre secoli, l'apparente successo della civilizzazione tecnologica occidentale ha offuscato il fatto che l'ambiente fornitore di vita continuava a deteriorarsi.
Il mito di un sistema ecologico aperto ed infinito è persistito fino a quando la natura ha potuto offrire risorse e riserve da sfruttare. Ma alla fine del XX secolo è stata raggiunta la soglia che ha infranto questo mito.
Non soltanto accendiamo fuochi unicamente per riscaldare le nostre abitazioni e per cucinare, non soltanto gettiamo i nostri rifiuti domestici fuori casa, ma immettiamo anche decine di migliaia di composti chimici nella terra, nei fiumi e nel mare, scarichiamo milioni di tonnellate di liquami di fogne e di rifiuti solidi negli oceani, liberiamo nell'aria miliardi di tonnellate di anidride carbonica, incrementiamo il livello di radioattività dell'acqua, del terreno e anche dell'atmosfera.
L'illusione neolitica era un mito, e i miti, come dice Joseph Campbell, assolvono funzioni specifiche nella società: essi sono come mappe riassuntive delle conoscenze, delle aspirazioni e dei desideri delle persone, delle quali esse si servono per le loro scelte di vita.
Ma quando i miti diventano obsoleti o inutili, si indeboliscono e alla fine svaniscono. In America Centrale vi sono migliaia di templi Maya abbandonati, in Perù vanno in rovina innumerevoli monumenti Incas, nel Galles vi sono cumuli di pietre celtici, in Cambogia statue Khmer, in Iraq ziggurat sumerici e nell'Isola di Pasqua gigantesche teste di pietra: tutti testimoni silenziosi di miti una volta fiorenti ma ormai del tutto scomparsi.
L'era moderna è orgogliosa della propria razionalità, ma anch'essa ha i suoi limiti. Questi consistono in convinzioni largamente condivise, anche se non sempre in maniera consapevole. Ad esempio:
L'ordine attraverso la gerarchia. L'ordine deve essere ottenuto mediante l'imposizione di regole e di leggi. Ciò richiede un catena di comandi che viene riconosciuta ed alla quale tutti devono obbedire. Alcune persone situate ai vertici stabiliscono le regole, proclamano leggi e danno ordini in conformità a queste ultime.
L'ideologia della Westfalia. Lo stato-nazione formalmente costituito è la sola realtà politica, la sola entità dotata di vera sovranità, come specificarono le convenzioni legali entrate in vigore nella Pace di Westfalia. Gruppi e comunità all'interno dello stato-nazione sono parte intrinseca di esso, senza sovranità propria. Raggruppamenti ed alleanze che si pongono al di là o al di sopra dello stato-nazione, anche se formati da governi nazionali, corrispondono a misure pragmatiche temporanee, da ritenersi valide finché servono agli interessi dei ministeri che le hanno create.
La divisione tra gli individui. Quando tutto è detto e fatto, siamo come tanti individui separati, ciascuno dei quali è chiuso nella sua pelle e intento a perseguire il proprio interesse. Ognuno ha solo se stesso o se stessa di cui fidarsi. Il medesimo principio vale per il Paese: anch'esso è chiuso nei propri confini come entità separata ed ha solo se stesso - i suoi capi ed il suo popolo - di cui fidarsi.
La reversibilità dei problemi attuali. Qualsiasi problema deve ritenersi come puramente temporaneo: semplicemente un intermezzo perturbatorio, trascorso il quale torna tutto di nuovo come prima. Quello che dobbiamo fare è cercare di amministrare le ordinarie difficoltà, utilizzando per risolverle metodi già collaudati e sperimentati e, se necessario, disporsi a gestire la crisi. Il commercio anormale deriva dal commercio normale e prima o poi tornerà ad essere di nuovo normale. Questi miti sono obsoleti e rischiano perciò di diventare rapidamente pericolosi. Essi si basano su un certo numero di premesse errate ed attualmente assai fuorvianti.
La legge della giungla. La vita equivale ad una lotta per la sopravvivenza. "Sii aggressivo, altrimenti morirai".
Il mio Paese, giusto o sbagliato. Anche l'ambiente internazionale è una giungla. Dobbiamo perciò essere forti per difendere gli interessi della nostra nazione: più forti di qualsiasi avversario.
L'alta marea solleva tutte le barche. Se cresciamo e prosperiamo come nazione, tutti i cittadini ne trarranno beneficio, compresi i più poveri. La ricchezza è destinata a "gocciolare" dai ricchi ai poveri, a livello sia nazionale che internazionale.
La mano invisibile. Gli interessi individuali e sociali sono destinati ad armonizzarsi automaticamente. Se ho buona cura di me stesso, anche la mia comunità ne trarrà vantaggio.
L'economia a regolazione automatica. Se in un sistema di mercato riusciamo ad assicurarci una posizione di perfetta competizione, i vantaggi saranno largamente distribuiti da tale sistema senza alcuna necessità di mediazioni.
Il culto dell'efficienza. Dobbiamo trarre il massimo da ogni persona, da ogni macchina e da ogni organizzazione. Ciò che viene prodotto, sia che serva ad un fine utile oppure no, non ci riguarda.
L'imperativo tecnologico. Qualsiasi cosa che può essere fatta, deve essere fatta. Se può essere fatta o prodotta, può anche essere venduta, e se sarà venduta ne otterremo dei vantaggi sia per noi che per l'economia.
Razionalità economica. Il valore di qualsiasi cosa, compreso quello degli esseri umani, può essere calcolato in termini di moneta. Quello che ognuno vuole è diventare ricco, il resto è futile conversazione o semplice pretesa.
Il futuro non è affar nostro. Perché dovremmo preoccuparci del bene delle prossime generazioni? Dopo tutto, che cosa hanno fatto per noi le prossime generazioni?
E' come se l'uomo moderno lottasse per sopravvivere in mezzo ad una giungla. Egli è pronto a partire per difendere il suo Paese solo perché questo deve sopravvivere nella giungla mondiale; perseguendo fini di guadagno materiale, ritiene di poter beneficiare anche gli altri; ha fiducia in forze invisibili preposte ad assicurare la giustizia; venera l'efficienza; è pronto a fare, vendere e consumare praticamente ogni cosa; respinge tutto ciò che non è valutabile in termini di denaro o che non abbia una resa immediata; ama i bambini, ma è indifferente alle condizioni che lascerà in eredità alla loro generazione.
Ci siamo emancipati dalle condizioni nelle quali per milioni di anni hanno vissuto i nostri padri ed i nostri nonni. Ciò nonostante, continuiamo ad ostinarci nell'illusione neolitica di un ambiente infinito ed inesauribile, nel mito moderno della razionalità e dell'appropriatezza della caccia egoistica ed inesorabile all'interesse personale ed istituzionale.
Che ne siamo consapevoli o no, vasti processi sistemici tengono sotto controllo lo sviluppo della società e lo stesso avviene anche nell'ambito della natura. Le nuove scienze dei sistemi complessi e dell'evoluzione ci mostrano che, indipendentemente dalla loro natura, i sistemi complessi evolvono in base ad una logica di fondo propria.
Questa evoluzione, pur essendo imprevedibile, non è casuale, ma implica una direzione fondamentale: una probabilità che, seguendo qualsiasi trasformazione di base, farà sì che accadano certi tipi di situazioni e di condizioni.
Oggi viviamo in un'epoca di soglie critiche e quindi anche di trasformazioni basilari. Per conseguenza, la conoscenza della dinamica dei processi evolutivi diviene un elemento assai pertinente. Scegliere il sentiero evolutivo per un sistema più equo ed umanamente più utile rientra nelle nostre possibilità e capacità. Intraprendere un simile sentiero richiede il riconoscimento di efficaci "indicatori stradali" per il pensiero e per l'azione - la vera necessità dei giorni nostri.
Pensare globalmente ed agire responsabilmente, creare una nuova cultura per le imprese, elevare i punti di vista dei governi, rispettare un codice morale per l'ambiente, determinare inter-esistenze culturali, sviluppare la nostra consapevolezza nei confronti delle reali dimensioni del globo sono le nuove necessità, obblighi o imperativi.
Pensare globalmente, agire responsabilmente
Il beneficio del pensare globalmente non è quello di ottenere un catalogo di progetti pronti per fare le proprie scelte in qualsiasi circostanza, ma piuttosto di acquisire la prospettiva idonea a fare delle sagge scelte individuali. Pensare globalmente significa vedere la foresta e non semplicemente degli alberi.
Colui che non è capace di pensare globalmente vede unicamente alberi. Nel caso del Brasile, ad esempio, vede gli alberi della foresta e la necessità del Governo brasiliano di avere un cambio vantaggioso con l'estero; vede la necessità di dar lavoro agli operatori con le ruspe e agli allevatori, la necessità di un cargo per un trasportatore, e concessionari di hamburger bisognosi di carne.
Una persona che pensa in maniera globale, invece, vede il quadro intero. Vede che la scomparsa degli alberi nella foresta pluviale provoca la perdita dello strato superficiale del suolo, un fatto che conduce ad un cambiamento climatico a sua volta causa di desertificazione e di perdita di ossigeno. Si rende conto che tutto ciò produce un circolo vizioso che, a lungo andare, finirà per distruggere anche lui stesso ed ogni cosa a lui collegata. Il pensiero globale non si estende solo alla vasta portata del pianeta, ma illumina ogni aspetto dei nostri stili di vita. Esso indirizza ad un modo responsabile di mangiare, di vivere, di lavorare e di consumare energie, prodotti finiti e materie prime.
L'essenza dell'agire responsabile è racchiusa nella frase seguente: VIVI IN MANIERA TALE CHE ANCHE GLI ALTRI POSSANO VIVERE. Questo va oltre il noto principio di non interferenza "vivi e lascia vivere": il principio classico è antiquato. Lasciar vivere le persone in qualsiasi modo esse vogliano in un mondo interdipendente, affollato ed in continua crescita, non è una scelta auspicabile: i ricchi ed i potenti potrebbero consumare una parte sproporzionata delle risorse del pianeta e quindi impedire l'accesso a risorse vitali per gli altri.
Un'azione responsabile nel mondo di oggi richiama l'imperativo categorico di Kant: "agisci in maniera tale che ogni nostra azione possa essere ripetuta da tutte le persone senza scontrarsi con i limiti del benessere umano su questo pianeta".
La responsabilità dell'agire richiede cambiamenti nel modo con cui la maggior parte delle persone attualmente agisce. Le classi privilegiate della società vivono tuttora in un modo che gli strati meno privilegiati della società non potrebbero ripetere: il pianeta non ha né le risorse né la capacità di consentire a tutte le persone di guidare macchine private, vivere in case separate, seguire una dieta a base di carne, usare una miriade di aggeggi e di congegni per seguire uno stile di vita da ricchi. Ma anche ai meno privilegiati sono richiesti dei cambiamenti: a loro volta, essi devono smettere di emulare - o aspirare ad emulare - lo stile di vita dei ricchi.
Non basta che i Nordamericani, i Giapponesi e gli Europei riducano l'inquinamento provocato dalle industrie, dalle abitazioni, dai mezzi di trasporto e facciano grossi tagli sul consumo energetico, se i Cinesi ed il resto dei popoli in via di sviluppo continuano a bruciare carbone per ricavarne elettricità e legna per cucinare, ad imbastire politiche economiche da classica era industriale e ad acquisire l'esempio e le abitudini consumistiche dei Paesi occidentali. "Vivere in maniera tale che anche gli altri possano vivere" richiede responsabilità da parte di tutti: non soltanto da parte dei privilegiati e non soltanto da parte dei popoli.
Creare una nuova cultura imprenditoriale
Un modo aggiornato di pensare e di agire responsabilmente da parte degli individui è uno degli imperativi del nostro tempo; un altro riguarda il comportamento di interi gruppi ed istituzioni. Circa quest'ultimo le azioni e le strategie delle imprese commerciali rivestono una particolare importanza. Le imprese commerciali non obbediscono a regole imposte da fonti esterne, a meno che non siano avallate da sanzioni legali e economiche, ma sono piuttosto i loro stessi managers a stabilire i codici che poi guidano il comportamento imprenditoriale. Questi codici fanno parte della cultura di sviluppo delle imprese. La classica cultura imprenditoriale dell'età industriale è divenuta obsoleta. I suoi punti forti erano il profitto e la crescita basati sulla premessa che il commercio del commercio è semplicemente il commercio. Buoni prodotti e servizi si venderanno da soli, e, nel caso che ciò non avvenga, sarà la ricerca di mercato a far sì che si crei la domanda adatta. Se l'impresa uscirà con prodotti buoni e vendibili, il suo profitto e la sua crescita aumenteranno, e ciò esaudirà ogni pur ragionevole domanda circa il suo comportamento. Questo non è più vero. Oggi c'è bisogno di una visione ampia e di una forte responsabilizzazione in relazione allo sviluppo ed alle tendenze sociali ed ambientali. I managers devono far fronte a condizioni economiche sempre meno prevedibili, sviluppare una flessibilità sufficiente a consentire l'uso delle nuove tecnologie man mano che esse si presentano, permettere alle loro imprese di intraprendere nuovi ambiti di attività e di abbandonare i vecchi, per tenere dietro ad una crescente diversità di partners e di concorrenti.
Produttività, qualità, puntualità e orientamento nel servizio non sono i soli requisiti per la competitività nell'ambiente commerciale moderno. Un altro requisito riguarda una cultura imprenditoriale investita di etica e di responsabilità.
Le analisi di mercato fatte in America, Europa e Giappone indicano che i livelli di etica, di impegno morale e di grande adempimento nei confronti dell'ambiente sono elementi chiave di competitività nei mercati dominati dalla tendenza verso un alto valore percepito ad un prezzo inferiore. Le soddisfazioni del consumatore in termini di valore percepito non richiedono solo un processo di produzione con difetto zero, un marketing efficiente, un costo minimo ed un servizio a pieno raggio, ma anche una chiara e manifesta posizione della società in ciò che riguarda questioni importanti per i suoi.
Le semplici rivendicazioni di pubblica relazione e le soluzioni produttive di superficie non sono sufficienti. Il mondo dei consumatori sta diventando assai ben informato e consapevole della responsabilità delle imprese produttive e commerciali nei confronti della società e dell'ambiente.
Negli Stati Uniti, più del 40% dei consumatori indica che, quando la qualità e il prezzo sono comparabili, la loro scelta è influenzata dai punti che le compagnie ritengono per loro sinceramente importanti.
Un'impresa capace di assicurare una redditività sostenuta e una significativa versatilità nella varietà del mercato ha una visione di lunga e ampia portata, sviluppa operazioni capillari ed attua un determinato atteggiamento verso i problemi sociali ed ambientali attuali ed emergenti. Inoltre, vi incidono responsabilità etica, impegno morale ed efficienza di comportamento.
I managers che avranno successo in futuro saranno coloro che creeranno, insieme ai loro collaboratori, una cultura efficace ed etica, per condividerla con i clienti, i partners e persino i concorrenti. Nel nostro sistema mondiale socio-economicamente ed ecologicamente integrato ed interdipendente, soltanto imprenditori responsabili saranno capaci di dirigere o persino di sopravvivere.
Ampliare le prospettive dei governi
Oggi gli stati-Nazione, come pure le società di affari, non possono più essere amministrati in base a strategie fondate esclusivamente su una visione interna. Come la visione dei managers richiede di essere estesa dalle funzioni della loro società ad una relazione e ad un ruolo coerenti con l'ambiente globale, così le prospettive dei politici hanno bisogno di elevarsi dal livello dei propri Stati a quello di una comunità mondiale interconnessa ed interdipendente.
Ampliare le prospettive dei governi non è una proposta utopica: le costrizioni sono dovute al mito della sovranità dello stato-nazione e non alle limitazioni radicate nella natura delle persone o nelle strutture della società.
Per rappresentare efficacemente gli interessi delle persone, sia attuali che a lungo termine, i governi hanno bisogno di trasferire i poteri corrispondenti concernenti i processi decisionali e gli adempimenti ad organizzazioni regionali federalizzate e ad enti globali.
In un mondo complesso ed interdipendente l'efficacia e l'efficienza sono connesse all'ampia rete delle strutture di cooperazione. Questo principio vale sia nel mondo della politica che nel mondo degli affari.
Adottare un codice di etica ambientale
Per poter assicurare la sostenibilità dell'ambiente in un mondo dove prevale la competizione dell'"occhio per occhio, dente per dente" ed il miope interesse personale, è necessario proporre codici etici che siano da tutti accettabili per il comportamento nei riguardi dell'ambiente. I codici etici non sono leggi, bensì "insegne stradali" informali: essi stabiliscono le norme per un comportamento umanamente e socialmente desiderabile. Tradizionalmente, sono state le grandi religioni del mondo a stabilire i codici per la pubblica moralità. Ci sono gli esempi dei Dieci Comandamenti degli Ebrei e dei Cristiani, le condizioni per i fedeli dell'Islam, le regole dei corretti mezzi di sussistenza dei Buddhisti. Ma oggi il progresso della scienza ha diminuito il potere delle dottrine religiose basate su un codice morale di comportamento. Nonostante che la scienza abbia preso il posto della religione quale fonte di autorità, gli scienziati non hanno ancora stabilito un'etica adatta a fare da fondamento per autorevoli codici morali. Ora, all'alba del nuovo millennio, l'esigenza di attuare ciò sta diventando una necessità riconosciuta da molti. Non soltanto il Parlamento delle Religioni, riunitosi a Chicago nel 1993, rimarcò che "non ci sarà nessun ordine globale migliore senza un'etica globale", ma anche lUnione degli Scienziati Impegnati manifestò la stessa opinione. "C'è bisogno di una nuova etica" fu proclamato nella dichiarazione firmata nell'aprile dello stesso anno da 1670 scienziati di 71 nazioni - un'etica che "deve motivare un grande movimento, convincere leaders, governi e persone riluttanti ad effettuare su loro stessi i cambiamenti necessari."
Sta emergendo un consenso generale significativo in relazione ai codici etici riguardanti le responsabilità ambientali che dovrebbero mirare alla condizione-base: la sostenibilità. Affrontare questa condizione-base significa sottoporre alla cartina di tornasole della consapevolezza ecologica i progetti, le strategie ed i comportamenti avanzati da capi, da governi e da gran parte del pubblico. In ogni caso, un codice ambientale significativo dovrà non soltanto fissare i processi di sviluppo più consoni all'attuale livello, ma anche permettere e promuovere l'evoluzione di quest'ultimo, e ancor più: avere cura di non promuovere processi di sviluppo che siano suscettibili di andare oltre i limiti delle condizioni biosferiche essenziali alla vita ed al benessere umano.
E' urgente ed importante che il comportamento - tanto individuale quanto istituzionale - venga informato da un'apposita commissione su quali possano essere le condizioni favorevoli e durature. La mancanza di azioni consapevolmente orientate potrebbe causare un rapido e forse irreversibile deterioramento delle condizioni biosferiche. Le terre agricole potrebbero sgretolarsi, l'assetto climatico potrebbe diventare ostile, micro-organismi incompatibili con l'essere umano potrebbero proliferare e tutta una serie di catastrofi ecologiche potrebbe insorgere. Al contrario, un comportamento guidato da un codice che abbia per fine la stabilità dei processi naturali, in conformità con un livello favorevole all'essere umano, potrebbe creare un equilibrio sostenibile tra lo sviluppo sociale ed economico ed i sistemi di "sostegno vitale" naturali che sono essenziali per la vita ed il benessere dell'umanità.
Vivere tra le diversità culturali
Esistono molte culture viventi, le quali, nonostante siano esposte ad un modello di vita unico e perciò al rischio del livellamento, si differenziano tra loro per valori, punti di vista a visioni dell'uomo e del cosmo. Questa diversità è responsabile degli atteggiamenti e dei comportamenti delle persone di ogni cultura, e le relazioni dell'intero mondo multiculturale sono modellate dall'impatto di ciascuna cultura su tutte le altre.
Chiaramente, ogni cultura ha la necessità e il diritto di svilupparsi rispettando le proprie radici e tradizioni, crescendo verso i valori e le visioni che consentiranno alle proprie genti di vivere in armonia sia con le altre culture che con la natura. Questa è l'esigenza principale. La Pace nel mondo è minacciata più dallo scontro tra culture che da Stati-nazioni intransigenti. In mancanza di tale sviluppo, le società della sfera culturale occidentale potrebbero trovarsi in testa nel confronto con l'Islam, i Cristiani Ortodossi, i Giapponesi, i Cinesi, i Latino - americani ed altre culture che hanno valori e visioni diverse da quelle della Cristianità occidentale.
Ora, lo scenario tra "l'Occidente e il resto" non è la sola possibilità. Le differenti culture del mondo hanno un interesse comune per quanto concerne l'argomento ambiente e per una moltitudine di altri problemi. Le conseguenti relazioni tra le culture hanno perciò bisogno di essere permeate dalla logica della coerenza e della partecipazione, piuttosto che dalla logica della pura tolleranza.
La logica partecipante è inclusiva, piuttosto che esclusiva; sostituisce il gioco basato sul principio del "tutto o nulla" tipico degli avversari ("io vinco, tu perdi"), con quello a "totale positivo"(io vinco, tu vinci"), tipico dei partners. Finché i giocatori vedono il proprio interesse nella contrapposizione, la vincita di uno vuol dire la perdita dell'altro. Ma quando i giocatori percepiscono di essere partners che perseguono mete sopraordinate, allora giocano in modo che la vincita di uno sia anche la vincita dell'altro.
Esistono molti di questi giochi a "totale positivo": i principali sono la pace e la sicurezza, la pianificazione familiare, lo sviluppo economico ed un ambiente sano. Per poterli realizzare bisogna eliminare per prima cosa le armi nucleari, biologiche, chimiche e tutta una serie di armi letali convenzionali, per creare un sistema che mantenga la pace; avere meno bambini in popolazioni con rapida e crescente fertilità; condividere le capacità, le tecnologie ed i capitali con i partners più poveri e meno sviluppati; investire nell'educazione, nella comunicazione, nello sviluppo delle risorse umane come pure nella costruzione di infrastrutture economiche e sociali di base; rispettare gli equilibri e le soglie vitali all'integrità della natura.
Sviluppare la nostra coscienza
Se dobbiamo affrontare i problemi attuali e dei prossimi anni, la nostra coscienza e quella della prossima generazione dovranno elevarsi dalla dimensione centrata sull'ego-nazione ad una dimensione centrata in senso planetario e globale. A questo riguardo la strada da percorrere è ancora molto lunga. In molte società, la coscienza dominante è cinta da uno strato di egocentrismo, di errato nazionalismo, di sciovinismo culturale. Il risultato è la persistenza di una ristrettezza mentale, sociale e politica.
Sviluppare una coscienza mentale più appropriata non è poi così arcano come potrebbe sembrare: quando le persone cominciano ad avvertire che il nucleo del sistema in cui finora hanno creduto si converte in una minaccia per esse e per il futuro dei loro figli, allora cercano idee, valori e fedi alternative, e questo è appunto ciò che sta succedendo. L'incremento della violenza all'interno delle città, l'impulso verso l'anarchia e l'impotenza delle misure poliziesche e militari nell'affrontare tutto questo, la dissoluzione del contratto sociale tra il lavoratore e la comunità, l'estendersi della tossicodipendenza e dei culti pseudo-spiritualistici, l'aumento dei disoccupati e dei senza tetto, sono tutti segni di un declino che non mancherà di lasciare traccia su ciò in cui le persone credono e che considerano prioritario. Uomini e donne, giovani e persone di tutte le età che siano dotati di mente aperta si pongono un numero crescente di domande sui miti costituiti:
- "Coloro che sopravviveranno saranno necessariamente i più forti". Non potrebbe essere, invece, che i destinati a sopravvivere siano i più saggi?
- "E' ancora vero che l'efficienza risiede nella massima produttività da parte di persone e di macchine". Non potrebbe essere, invece, che l'efficienza consista nel produrre beni e servizi utili all'essere umano ed alla società?
- "I nostri problemi sono risolti in modo migliore da esperti che conoscono la propria specialità ma sanno poco o niente di altre cose". Non potrebbe essere, invece, che i veri "esperti" del nostro tempo siano le persone dotate di sano apprezzamento dell'essere umano nell'ambiente sociale e naturale?
- "La competizione è sempre stata la strada maestra per il successo". Non potrebbe essere, invece, che sia la cooperazione a produrre i risultati migliori?
"L'accumulo di ricchezza e di beni materiali acquisibili con il denaro è il vero segno del valore di una persona". Non potrebbe essere, invece, che i veri segni dell'eccellenza umana siano alcune qualità impossibili da comprare con i soli soldi, come la gentilezza, la saggezza e l'amore? E non potrebbe essere che i valori femminili di base come allevare, amare e creare siano i migliori antidoti contro l'indifferenza, l'egocentrismo e l'aggressione cronica prevalenti al giorno d'oggi?
I movimenti che cercano di rispondere a queste o a simili domande stanno emergendo in notevole quantità. In tutto il mondo si stanno attivando migliaia di organizzazioni, impegnate a convertire le intuizioni emergenti nel campo sociale, imprenditoriale e spirituale in progetti pratici rivolti alle comunità lontane dai centri di potere, ai media e anche al commercio ed alla politica.
La società è in fermento: una nuova coscienza sta emergendo in corrispondenza dei suoi margini creativi. Ma fino a che punto questi movimenti potranno influenzare, e a che velocità si espanderanno? Saranno abbastanza potenti da raggiungere il centro della ribalta ed avere impatto sul modo di vivere dei più e sulle decisioni prese dagli imprenditori e dai governi?
Nonostante che la situazione sia piena di speranze, la risposta non è chiara. Aiutare ad articolare e ad espandere la coscienza emergente nella politica, nel mondo degli affari e nella società è il fine più importante e degno delle migliori menti odierne.
Abbiamo bisogno di un'altra missione Apollo, non sul piano tecnologico ma sul piano culturale. Le sorgenti perenni e più profonde che hanno sempre nutrito la creatività di artisti, scrittori, uomini e donne, devono essere mobilitate. Nella grande arte e nella letteratura, nelle fondamenta più profonde della sfera spirituale, c'è amore e solidarietà per i nostri simili ed empatia con la natura. In quel campo esiste una ricchezza di interiorità che va ben al di là della retorica superficiale per rivolgersi alla sostanza del sentimento più profondo e dell'intuizione più chiara.
Persone creative in tutte le sfere della cultura contemporanea potrebbero insegnare ai nostri occhi a vedere, alle nostre orecchie a sentire, alla nostra mente a recepire le nuove realtà che i nostri tempi di cambiamento vanno svelando. Il loro messaggio potrebbe penetrare oltre i nostri cervelli per raggiungere i nostri cuori.
La posta in gioco è alta. Senza un'evoluzione della nostra coscienza individuale e collettiva, è improbabile che si possa scongiurare l'approfondirsi dei conflitti economici, sociali e culturali e dei collassi ecologici. Ma con lo sviluppo della nostra coscienza dell'egocentrismo verso una coscienza globale e planetaria noi saremmo in grado di avere un panorama reale, in base al quale combinare la crescita della nostra sofisticata tecnologia con una maturità morale ed emotiva più profonda e con una visione più adatta.
Non c'è dubbio che la scienza sia diventata nella mente dei più, se non la più importante, una tra le più importanti forze modellatrici del mondo. Il potere atomico, i viaggi spaziali ed intercontinentali, le medicine miracolose e le comunicazioni immediate sono tutti risultati della scienza che modellano fin dalle basi il mondo in cui viviamo. Ciò avviene attraverso la visione che noi abbiamo di noi stessi e dell'universo.
Che ce ne rendiamo conto o meno, questa visione influenza le nostre percezioni, colora i nostri sentimenti ed ha un impatto sul giudizio del valore individuale e del merito sociale. Prende parte alla direzione delle emozioni, dei valori, delle idee e delle ambizioni che formano la nostra coscienza.
In questo periodo di sfide d'epoca, non si può ignorare la visione del mondo offerta dai più recenti sviluppi scientifici. Essa ha bisogno di partecipare al quadro mondiale e deve essere sostenuta dal mondo degli affari e dai capi politici, da personalità dei media, da opinion makers, da donne e uomini operanti in ogni settore della vita.
Oggi tutto ciò non si verifica. L'odierna visione scientifica "ufficiale" è obsoleta e fuorviante. In essa la scienza fornisce un quadro disumano del mondo, un quadro arido ed astratto, ridotto a soli numeri e a formule prive di sentimento e di valore, di cuore o di anima. L'universo è un meccanismo senz'anima e la vita in esso è semplicemente un accidente casuale. Le caratteristiche peculiari alle specie viventi sono il risultato di una successione di eventi accidentali nella storia dell'evoluzione biologica della Terra. Le caratteristiche degli stessi individui umani sono dovute a combinazioni fortuite dei geni con i quali sono nati. La psiche, d'altra parte, è dominata da impulsi elementari aventi per scopo l'autogratificazione. Se le persone non avessero timore delle ripercussioni sociali e non fossero controllate da imposizioni familiari e sociali fissate nel loro inconscio, ucciderebbero e ruberebbero, commetterebbero incesti e si abbandonerebbero alla promiscuità sessuale. Per la verità, essi si impegnano solo per il loro interesse, rimanendo indifferenti per tutte quelle cose che vanno oltre il loro corpo e l'ego che abita in esso.
La vera visione della scienza è molto diversa. Le ben note concezioni di Newton, Darwin e Freud, che sono le sorgenti principali della visione tuttora dominante per ciò che concerne l'uomo e l'universo, sono state superate da nuove scoperte. Alla luce di intuizioni emergenti, l'universo non si presenta più come un aggregato di pezzi di materia inerte, priva di anima e di vita; la contrario, essa assomiglia molto di più ad un organismo vivente che ad una morta roccia. La vita non è un accidente casuale, e gli impulsi fondamentali della psiche umana sono ben lungi dall'esaurirsi in quelli di natura sessuale o autogratificante. Nelle nuove concezioni non esiste una divisione categorica tra il mondo fisico, il mondo della mente e della coscienza. Nuovi campi della ricerca collegano sfere disciplinari che fino ad oggi erano separate, i programmi di ricerca interdisciplinare scoprono l'evoluzione dei grandi cicli della natura. Materia, vita e mente sono elementi compatibili in un processo totale di grande complessità, obbediente in ogni caso ad un disegno coerente ed armonico.
Il nuovo mondo delle scienze: cambiare i punti di vista circa la natura della materia e della vita
La natura della materia - Quanto è stato pubblicato circa gli ultimi sviluppi della nuova fisica mostra che la materia non è l'elemento primario dell'universo, ma qualcosa di secondario emergente dal campo punto zero del "vuoto quantistico": il quasi-infinito oceano di energia virtuale che riempie lo spazio-tempo.
La natura della vita - Quanto è stato pubblicato circa gli ultimi sviluppi della nuova biologia mostra che la vita non è il risultato di una serie di accidenti casuali e che ciascun organismo non è un'entità separata: organismi e specie sono elementi interconnessi nell'evolvente tessuto della vita in seno alla biosfera.
Intuizioni emergenti sul potere della mente
Quanto è stato pubblicato circa le ultime scoperte negli importanti campi disciplinari dell'antropologia culturale, della storia delle culture, della psicologia transpersonale, della parapsicologia sperimentale e nel nuovo campo della ricerca sulla coscienza, suggerisce che "la nostra mente, lungi dall'esaurirsi nei processi neuronici che si verificano nella materia grigia racchiusa nel nostro cranio, è un ricevitore a banda ampia ed un potentissimo processore di informazioni." Le informazioni ricevute hanno origine non solo dal nostro corpo, ma anche in ampie regioni del mondo che ci circonda. Questo flusso trascende i normali limiti dello spazio e del tempo; il "qui" e l' "adesso" si fondono con altri luoghi e tempi distanti. Com'è stato già intuito attraverso le ere da mistici, profeti e persone particolarmente sensitive, la mente conscia rappresenta per noi uno strumento inaspettatamente potente: una vera finestra sul mondo.
Il sentiero creativo dell'evoluzione umana
I valori e le convinzioni che la nostra generazione ha ereditato dai padri e dai nonni sono superati: essi non sono più in grado di funzionare per noi e per i nostri figli.
Non possiamo più basare i nostri valori e le nostre direttive sugli stessi miti e convinzioni che hanno modellato il mondo occidentale, perché ciò non farebbe altro che allontanarci dalla soluzione dei nostri problemi. Per il nostro comportamento abbiamo bisogno di fondamenta che siano degne di fiducia. Espresso in termini chiari: i concetti e le teorie sviluppate dalle nuove scienze ci offrono queste fondamenta. Secondo i più aggiornati punti di vista scientifici, lo spazio ed il tempo uniti costituiscono lo sfondo dinamico dell'universo osservabile; la materia intesa come base fondamentale della realtà sta scomparendo, ritirandosi di fronte all'energia; campi continui stanno sostituendo particelle separate come elementi-base di un universo bagnato di energia. L'universo è un tutto senza cuciture, sviluppatosi nel corso di innumerevoli periodi cosmici e culminante in condizioni tali da permettere che la vita, e poi la mente, emergessero.
La vita è una profonda struttura di relazioni che evolve per conto proprio, connettendo ed integrando una miriade di elementi differenti. La biosfera è nata nell'utero dell'universo, la mente e la coscienza sono nati nell'utero della biosfera. il nostro corpo è parte della natura ed in risonanza con la struttura della vita su questo pianeta. La nostra mente è parte del nostro corpo, in contatto sia con altre menti che con il resto della natura.
Nulla esiste indipendentemente dalle altre cose, la coerenza regna ovunque sovrana. L'armonia cosmica è onnipervadente.
Questa è una visione potente, potente come qualsiasi mito del passato, però rispondente alla nostra epoca. E' anche più attendibile, frutto di attenta osservazione e di accurati esperimenti. Tuttavia la maggior parte delle persone rimane sotto l'influenza dei miti e delle illusioni ereditate dalle precedenti generazioni, conducendo perciò vita egocentrica e proteggendo i propri interessi come se questi fossero diversi o persino contrari agli interessi del mondo che li circonda. La conseguenza di ciò comporta una competizione secondo "occhio per occhio, dente per dente", lo sciovinismo, l'egocentrismo, l'intolleranza per le differenze culturali e razziali, l'insensibilità nei confronti della sofferenza e della privazione, dell'alienazione e della solitudine, nonché l'assoluto disinteresse per i processi e gli equilibri naturali.
Si può adottare una visione migliore e più attendibile, una coscienza nuova e più evoluta. Tale visione determinerebbe nuove valutazioni di considerazione e di rispetto per la natura; profonde sollecitudini umanitarie ed ecologiche; il riconoscimento che le differenze tra i popoli - dal lato sia sessuale che della razza, del colore, della lingua, delle convinzioni politiche e dei credi religiosi - equivalgono più ad un arricchimento che ad una minaccia; il rendersi conto che non si può fare nulla alla natura senza farlo simultaneamente anche a noi stessi; e la percezione che le altre persone - si tratti sia di vicini di casa, sia di persone che abitano in parti lontane del mondo, sia di generazioni che devono ancora nascere - non sono separate da noi ed il loro destino non è una questione che possa essere trattata con indifferenza.
Purtroppo, nelle società dell'Occidente ed in quelle occidentalizzate, le intuizioni che danno non solo credito, ma anche sostanza a tali visioni, sono tagliate fuori dalla razionalità che le qualifica come fantasie infantili, o, peggio ancora, nel caso che esse persistano, come prodotti di una mente sconvolta. La scuola e la famiglia contribuiscono a far dimenticare ai loro figli i sogni e le immagini che tendono ad altre persone, all'umanità ed alla natura. Nella vita degli adulti, la pressione della vita quotidiana e la competizione non lasciano spazio ad empatie, che appaiono come stupidi sogni ad occhi aperti. Durante gli ultimi tre secoli la civilizzazione occidentale si è spogliata dei sentimenti di unità con la natura e di compassione per l'umanità. Persistendo nei miti che il mondo del XX secolo ha creato, si determinerà il declino e quindi il collasso di questo mondo. Non possiamo sopravvivere così come siamo, dobbiamo cambiare.
Una comprensione più ampia della visione emergente della scienza significa anche che una nuova coscienza dovrebbe coinvolgere la mente dei popoli. Questa, comunque, non è la sola strada, e ci possono essere altri modi per realizzare questo fine. Tutto il campo della creatività culturale ne è implicato. L'Arte, la Letteratura, la Religione e gli ambiti delle Esperienze Spirituali sono tutte forze in grado di aiutare le persone ad affrontare questa sfida della nostra epoca.
L'Arte non è limitata ai musei, alle gallerie ed alle sale dei concerti, ma è onnipresente nella società. Modella le città e i disegni urbani attraverso l'architettura, penetra nei cuori attraverso la musica; intrattiene, sfida ed informa attraverso la letteratura, la radio, la televisione, il teatro ed il cinema. E' la creatività umana per eccellenza.
Nonostante i suoi diversi modi di espressione e i criteri divergenti, essa viene nutrita dalla stessa sorgente fondamentale della scienza: la penetrazione dell'esperienza umana nella natura. La grande arte conduce alla profonda comprensione della condizione umana, alla relazione che lega ognuno di noi all'altro ed all'ambiente vitale e ci socializza nel mondo in cui viviamo. Raggiungere il potenziale totale dell'arte potrebbe essere cruciale per il nostro futuro comune.
Con una rinnovata ricerca per un profondo significato nella società, anche l'esperienza nel campo spirituale guadagnerebbe nuova importanza. Oltre la razionalità, e persino oltre le esperienze estetiche, c'è spazio e senz'altro necessità di esperienza spirituale profonda. Le persone sentono la necessità di percepire la connessione con le altre persone e con la natura, e di sperimentare l'unione con qualcosa che è più ampio di loro stessi.
Come notò William James, l'esperienza religiosa nella sua forma più profonda e più pura trasmette tale intuizione. Rifocalizzate e spogliate da incrostazioni dogmatiche, le grandi religioni potrebbero adempiere al ruolo implicito nel loro nome: re-ligare, legare insieme. Gli esseri umani hanno bisogno di sentirsi legati l'uno all'altro e all'intera creazione da vincoli liberi e profondi. Non si adotta un punto di vista mondiale, un nuovo mito, con tutte le percezioni e tutti i valori ad esso connessi, nel medesimo modo in cui si cambia una camicia, ossia mettendola sullo stesso corpo stanco. Il tenore di base della propria esperienza cosciente viene coinvolto; e, diversamente dal nostro corpo, possiamo trasformare la nostra coscienza.
Agire in questo modo su larga scala significa porre la condizione di base per cominciare una nuova grande avventura della vita umana e della civilizzazione su questo pianeta.
Il Club di Budapest è stato fondato in seguito alla constatazione di una urgente necessità per lo sviluppo di una coscienza nuova e più adeguata. In quanto associazione informale di eminenti artisti, scrittori e persone spirituali ed individui creativi provenienti da tutte le sfere, il Club mette a fuoco la creatività umana incarnata nei suoi Membri come esempi significativi della nuova coscienza e cerca di stimolare le menti delle persone investite di potere decisionale e del pubblico in generale. A questo proposito, il Club sta intraprendendo una serie di iniziative e di attività nella sfera dell'informazione pubblica, nell'arte, nel campo spirituale, nei media, nell'etica e nel mondo degli affari e della politica. I suoi Membri, coordinatori, amici ed associati si dedicano alla proposta che la promozione e la facilitazione dell'evoluzione di una nuova coscienza sia vitale per il nostro benessere individuale e collettivo, e anche per il futuro della vita su questo pianeta.
di Enrico Cheli
Planetarizzazione della cultura
Il fenomeno di planetarizzazione e globalizzazione cui stiamo andando incontro da alcuni decenni rappresenta lo scenario di elezione per la cultura olistica della nuova era; grazie al grande sviluppo dei trasporti e delle telecomunicazioni è oggi infatti possibile conoscere ed entrare in contatto con una molteplicità di culture e di visioni della realtà diverse ed è altresì possibile farle dialogare pariteticamente, senza quegli atteggiamenti egemonici, etnocentrici e colonialisti che hanno caratterizzato le epoche passate. Può così nascere, e di fatto sta nascendo, in un numero sempre più ampio di persone, il senso del relativismo culturale, cioè la consapevolezza che sono possibili (e legittimi) molteplici punti di vista sulla realtà, molteplici modalità di approccio ad uno stesso problema, situazione, questione, e quindi che nessuna verità è assoluta e immutabile.
Ne conseguono due importanti corollari: 1) la possibilità di rendersi conto dei limiti della propria cultura di appartenenza e quindi liberarsi da credenze e valori superati; 2) la possibilità di prendere il meglio da ogni altra cultura, intendendo con "cultura" i vari saperi e consuetudini di un popolo, ivi incluse scienza, filosofia, spiritualità.
Grazie allo sviluppo dei trasporti e del turismo e grazie anche ai mass media, sempre più persone stanno abbandonando l'illusione - pur dominante fino a pochi decenni fa - che il mondo sia tutto uguale e che non vada molto oltre i confini del proprio villaggio, o viceversa, che tutto ciò che sta oltre a tali confini (le colonne d'Ercole) sia ostile e pericoloso. Il mondo esterno è anche uguale, per certi aspetti, a quello a noi familiare - e questo certo può contribuire in parte a ridurre quella paura dello straniero, dell'alieno, che è stata in passato tra le maggiori cause di guerre, persecuzioni, isolamenti, colonizzazioni. Ma il mondo esterno è anche profondamente diverso, ampio, variegato, e prenderne atto rappresenta il primo passo per ammorbidire le rigidità, abbandonare le difese, uscire da posizioni precostituite e quindi costruire consapevolmente un mondo nuovo, una realtà in cui flessibilità, fantasia, creatività costituiscono i "fondamenti" o meglio i semi.
Breve storia della planetarizzazione
Da un punto di vista storico si può dire che il processo di planetarizzazione inizia subito dopo il rinascimento, pressappoco a partire dal 1600, epoca in cui i viaggi attraverso l'Europa divennero più agevoli e frequenti (almeno per le élite), e fu quindi facilitato il contatto e il confronto con altre nazioni, genti, culture, modi di pensare, di valutare, di vivere. Realtà, inoltre, degne di considerazione, a differenza di quelle "primitive" (con doppie virgolette) incontrate da Colombo e dagli altri esploratori/colonizzatori del secolo precedente. Il turismo, si sa, è nato come fenomeno di élite e tale è rimasto fino a tempi molto recenti, anzi per certi versi lo è ancora. Tuttavia, anche la "massa" (per usare una brutta parola) può oggi finalmente conoscere altre realtà, culture, costumi, usanze, valori, se non personalmente, per lo meno attraverso i mass media, che possono essere davvero considerati agenzie di cosmopolitismo di ampissima (anche se spesso superficiale) portata. Non è propriamente la stessa cosa che esperirla di persona ma è pur sempre meglio che non conoscerla affatto.
Il contatto con culture diverse da quella in cui siamo nati e cresciuti - se non ci arrocchiamo arrogantemente su posizioni colonialiste e etnocentriche - ci può fornire punti di vista nuovi su noi stessi e sui modi di affrontare l'esistenza, e questo è uno stimolo evolutivo molto importante, che contribuisce a rendere più flessibile, creativo e libero il nostro rapporto con noi stessi, con gli altri e col mondo.
E' proprio grazie all'assunzione di nuovi punti di vista che certe scoperte divengono possibili, sia nella scienza che nella vita di ognuno di noi. Ed è proprio quando i nuovi punti di vista sono molto distanti dai vecchi (come nel caso di oriente e occidente) che si ha il massimo del cambiamento, vere e proprie "rivoluzioni". Come hanno ben evidenziato molti antropologi, all'inizio il contatto con visioni e concezioni differenti dalle nostre può attivare in noi paura, critica, derisione, incomprensione, ma se abbiamo la disponibilità di entrare dentro quel nuovo mondo, di sforzarci di andare al di là delle nostre resistenze e paure, allora quei nuovi punti di vista, quei nuovi concetti, mescolandosi con i nostri, ci aprono nuovi, preziosi orizzonti.
Il nostro pianeta, diviso fino a pochi decenni fa in una moltitudine di realtà socioculturali separate e incomunicanti, sospettose e timorose l'una dell'altra, sta ormai diventando un unico, grande villaggio planetario, il "villaggio globale" profetizzato dal grande studioso di mass media Marshal McLuhan. In questo nuovo scenario di comunicazione planetaria e di interculturalità dilagante i vecchi assetti di potere, basati sull'isolamento e l'ignoranza, sono ormai minati alla radice, e con loro gli ormai obsoleti modelli culturali che ancora pervadono le nostre società.
La diversità culturale esistente sul nostro pianeta non va più vista come fonte di guerre tra popoli ma anzi come una grande ricchezza dalla quale è possibile attingere a piene mani e trarre preziosi spunti sui molteplici modi in cui culture diverse affrontano le problematiche esistenziali principali. Partendo dal presupposto che nessuna cultura è perfetta e che c'è del buono e del meno buono in ognuna, è possibile prendere da ognuna il meglio e trarre così preziosi spunti sul piano delle regole sociali, dei costumi, dei valori, della spiritualità, del rapporto con la natura e con gli umani e via dicendo - temi sui quali molte popolazioni considerate primitive hanno molto da insegnare a noi occidentali, così come possono da noi imparare in campo scientifico e tecnologico.
Ne deriva un sincretismo su tutti i piani che da alcuni è visto come motivo di critica, ma che rappresenta invece uno dei punti qualificanti della cultura emergente della nuova era, sia per la visione olistica e interdisciplinare che ne consegue, sia per la grande libertà che implica: nessun movimento, filosofia o religione tradizionale ha mai permesso ai propri seguaci di attingere da altre fonti, senza essere per questo posti automaticamente fuori da tali realtà, salvo sanzioni più gravi, come nel caso delle eresie e dell'inquisizione messe in atto dalla chiesa cattolica. Liberi pensatori, ricercatori del vero, spiriti liberi non erano certo ben visti in passato, e non era affatto pensabile - e per molti non lo è tuttora - prendere qua e là idee e metodi senza legarsi all'una o all'altra ideologia, partito, dottrina, cultura. E' valsa finora la legge del "tutto o niente" per cui era necessario "legarsi a vita" ad un certo sistema di idee, così come ci si legava a vita nel matrimonio. E guarda caso, nel primo come nel secondo caso, non era quasi mai l'individuo a scegliere, ma altri più in alto di lui: la famiglia, lo stato, la chiesa. Oggi, almeno in occidente, si stanno affermando modelli più fluidi nei rapporti umani e lo stesso avviene nel campo delle scelte religiose, politiche e filosofiche; c'è ancora una parte conservatrice della società che non vede di buon occhio queste trasformazioni, ma il trend è inarrestabile e dilaga a macchia d'olio.
Tra gli ambiti culturali cui la nuova cultura emergente attinge maggiormente troviamo al primo posto l'oriente, non perché lo si ritenga migliore dell'occidente, ma piuttosto per colmare le lacune di quest'ultimo. Il punto è che ognuna di queste due metà del globo ha sviluppato punti di vista e approcci diversi sull'uomo e sulla realtà e può essere considerata complementare all'altra. L'oriente ha sviluppato a fondo temi quali l'interiorità, la spiritualità, l'evoluzione della coscienza umana, cioè quegli aspetti che noi occidentali abbiamo un po' trascurato e che ci mancano per divenire interi, totali. Analogamente, gli orientali hanno bisogno di riequilibrarsi nell'altra direzione, e difatti stanno "importando" dall'occidente scienza e tecnologia (la mente e la materialità) due aspetti che hanno messo da parte per dedicarsi all'interiorità e allo spirito.
Uno dei campi che l'occidente ha alquanto trascurato è lo studio della caratteristica più elevata e più tipicamente umana: la coscienza. La psicologia, che se ne sarebbe dovuta occupare, ha per vari motivi preferito dimenticare che psiche significa "anima" e si è rivolta più al comportamento esteriore che non agli stati interiori (salvo alcune frange minoritarie).
Le "psicologie orientali", invece, che noi spesso etichettiamo troppo superficialmente come "religioni" (per di più di serie B, secondo l'etnocentrismo occidentale) sono assai più dentro a questa materia, disponendo non solo di ricche e stimolanti teorie ma anche e soprattutto di metodi pratici, collaudati da millenni, per entrare a volontà in spazi di coscienza non ordinari.
Le teorie, si sa, riflettono inevitabilmente la cultura e le credenze sociali e religiose di un popolo, quindi è ovvio che le teorie orientali siano intrise di misticismo e che il linguaggio usi simboli e metafore che rinviano a divinità, a personaggi mitici etc.; ciò, tuttavia, non dovrebbe scoraggiare il vero ricercatore, poiché una cosa è il linguaggio e altra cosa è il contenuto o il metodo che tale linguaggio descrive. Del resto, un orientale potrebbe accusare le nostre teorie di essere intrise di materialismo e di meccanicismo, il che è senz'altro vero, ma non per questo si può dire che non vi sia niente di valido in esse. Il fatto è che noi occidentali non siamo meno immuni di loro al problema della contaminazione tra credenze di senso comune e teorie scientifiche. Tuttavia, se non ci si ferma alla forma esteriore, è possibile trovare del buono in entrambe le realtà - e nelle scienze orientali vi è moltissimo da imparare sui mondi interiori, così come noi occidentali abbiamo approfondito molto la conoscenza del mondo esteriore, materiale. Ma l'aspetto più interessante delle scienze orientali non è rappresentato dalle teorie bensì dai metodi, metodi pratici che chiunque può praticare e sperimentare, allo scopo di affinare ed espandere la conoscenza di sé: come si fanno esercizi ginnici per potenziare il corpo, o esercizi mnemonici per potenziare la mente, così è possibile espandere anche la consapevolezza, esercitandola opportunamente. Le molteplici tecniche di meditazione provenienti dallo yoga, dal tantra, dal taoismo e da molti altri filoni e metodi di sviluppo della consapevolezza rappresentano una parte cospicua di questo patrimonio "scientifico" empirico, cioè basato sulla sperimentazione: è una metodologia di ricerca, che, per quanto rivolta ai mondi interiori, presenta una sua "oggettività".
Non è un caso che fin dall'inizio del secolo l'oriente abbia attratto molti dei nostri più aperti pensatori, da Hesse a Jung, da Huxley a Watts, tanto per citarne alcuni. Attraverso di loro alcuni concetti sono poi filtrati in ambiti più vasti del pensiero occidentale, prima influenzando e fecondando certi settori scientifico-filosofici (dalla microfisica alla psicoterapia, al pensiero olistico) e più tardi, a partire dagli anni '70, germogliando in un interesse allargato che ha visto migliaia e migliaia di occidentali avvicinarsi alla visione ed ai metodi orientali, alla ricerca di risposte che non sono riusciti a trovare nel loro paese e nella loro cultura.
SALUTE GLOBALE E PSICOSOMATICA PLANETARIA
Le radici del malessere planetario e la sua medicina
Il Vedanta parla di sette piani in cui la coscienza si muove e opera. La coscienza delluomo ordinario si muove e lavora solo nei tre centri inferiori e si accontenta di soddisfare se stesso con i normali appetiti: mangiare, bere, dormire e procreare. Ma quando raggiunge il quarto centro dietro al cuore, luomo vede un divino splendore. Da questo stato tuttavia può ricadere nei primi tre livelli inferiori. Quando la coscienza raggiunge il quinto centro, posteriore alla gola, laspirante spirituale non può parlare di nullaltro che di Dio... ma anche da questo stato può ricadere, e quindi deve essere particolarmente attento. Ma non dovrà avere nessun timore di cadere quando la coscienza raggiunge il sesto centro, allo stesso livello della giunzione delle sopracciglia. Egli avrà la visione della Paramatman, la coscienza universale e resterà sempre in Samadhi. La sua coscienza non sarà tuttavia fusa nella Paramatman in quanto cè ancora un velo trasparente tra il sesto e il Sahasrar, il centro più elevato. Shri Ramakrishna
Psicostoriografia: il pianeta come cervello
Proviamo ora a comprendere le basi neuropsicologiche delle due culture e a leggere lattuale stato di crisi planetaria come una "malattia" psicosomatica che coinvolge lorganismo Terra.
La Terra, come il complesso simbolo del Tao e come il nostro cervello, è sferica e divisa in due emisferi. I due emisferi cerebrali hanno una loro polarità complementare Yin e Yang: quello femminile pensa in modo intuitivo e globale mentre lemisfero sinistro o maschile ragiona con una logica analitica e razionale.
Analogicamente, anche gli emisferi orientale e occidentale del nostro pianeta evidenziano tale polarità: lOriente ha sviluppato unesperienza di vita più spirituale, intimamente legata allarmonia con la natura e allinteriorizzazione, lOccidente ha sviluppato la razionalità, la scienza e la tecnica ed il benessere fisico. Come immaginava Asimov, nella Trilogia Galattica la psicostoriografia analizza gli eventi storici come espressioni di una mente globale, con i suoi lati inconsci e le sue altezze creative.
Nella storia del nostro pianeta, dopo millenni di culture primitive con prevalenza dellemisfero intuitivo-irrazionale, si è venuta a sviluppare in Occidente una cultura a netta dominanza razionale. È lecito considerare, come punto storico di passaggio tra queste due epoche, l'invasione ariana, che in Occidente può essere identificata con la civiltà greca e che raggiunge il suo momento cruciale con la morte di Socrate e la nascita della filosofia aristotelica.
Questo passaggio filosofico tra la concezione unitaria socratica e la concezione analitica aristotelica sancisce idealmente il tramonto della fase femminile e infantile della storia umana, in cui la natura, Terra-madre, era percepita con il cuore e la totalità dellesperienza, e linizio della fase giovanile della ragione e della differenziazione, in cui prende potere un Dio-padre-spirito che distacca lumanità dalla natura. Inizia unera di sviluppo dei potenziali più tecnici e scientifici dellumanità che diventa la razza dominante del pianeta.
Da allora la cultura di tipo patriarcale-razionale diventa egemone, segno di una prevalenza dellemisfero razionale sullintuitivo. Non a caso in neuropsicologia lemisfero maschile viene chiamato dominante.
Negli ultimi decenni sia la nuova cultura che i dati neurofisiologici concordano nel ritenere i valori e le funzioni conoscitive della parte femminile del cervello di fondamentale importanza per una nuova visione e coscienza planetaria. E' in fatti da tempo iniziata la fase di ribilanciamento tra le due polarità sia a livello culturale che ideologico. Fino a pochi anni fa, le donne non avevano pieno diritto di voto, anche in Europa, come ad esempio in alcuni cantoni svizzeri. I dati statistici che calcolano l'aumento della presenza delle donne nelle professioni un tempo riservate agli uomini, come la politica, gli affari, la polizia o l'esercito, e purtroppo anche il parallelo aumento del numero di casi di stress o di cancri al polmone da fumo di sigaretta, nella popolazione femminile, sono una chiara evidenza di un processo di riequilibrio in corso. Una cultura planetaria deve poter includere e armonizzare entrambe le dimensioni polari dellesperienza umana.
Le tre divisioni dellinconscio collettivo
Per comprendere e interpretare gli avvenimenti storici e l'attuale crisi planetaria in modo completo, oltre alla logica dei due emisferi, occorre applicare alla lettura psicostorica la logica dei tre cervelli proposta da Paul McLean. Richiamiamo brevemente le principali caratteristiche dei tre cervelli.
Il primo è il cervello rettile, il più antico e primitivo centro di coscienza, che sta alla base del nostro cervello e guida tutti i processi istintivi legati alla sopravvivenza individuale: il possesso, il potere sul territorio, il sesso, laggressività verso le altre specie viventi e verso i propri simili, la competizione, le ritualità sociali, la lotta e la fuga. Questi istinti oggi governano il nostro cervello e la nostra intera civiltà. È come se il nostro pianeta fosse composto di singoli individui che vivono essenzialmente per se stessi.
Il secondo è il cervello mammifero che regola laffetto impersonale, la dedizione, il riso, il gioco, il piacere, lo scambio di gentilezze, la cooperazione spontanea e il sentimento di amore e di unità. Sentimenti che spesso osserviamo negli animali e che molti uomini hanno apparentemente dimenticato o decisamente inibito, creando una società dove l'amore è un elemento secondario.
Il terzo è il cervello umano o superiore, utilizzato ora solo in parte ed in modo primitivo e frammentato, essenzialmente per aiutare il cervello rettile a trovare le migliori e più intelligenti strategie di dominio. Il cervello superiore è sede di enormi potenzialità oggi largamente inespresse, di stati di profonda consapevolezza e beatitudine, di presenza di vivere.
La società diventa così fortemente mentale, astratta, calcolatrice e priva di quell'elemento "elevato", che sconfina con la bellezza e la sacralità, che è la principale caratteristica umana.
Come sostiene la nuova cultura, lessere umano che contribuirà alla creazione della coscienza planetaria sarà caratterizzato da uno stato di coscienza più unitario, che si manifesta a livello neurofisiologico con unattività sincronica e armonica dei tre cervelli. "Tre in Uno" è un concetto, spesso attribuito al divino, che rappresenta perfettamente lattività di alta coerenza neurofisiologica e coordinata dei tre cervelli e dei due emisferi quando coesistono unificati dallesperienza unitaria del Sé.
Unanalisi psicostorica sulla società ora dominante a livello politico ed economico evidenzia, una netta prevalenza del cervello rettile e dellemisfero razionale. Questo stato di cose origina da un parziale e primitivo sviluppo del potenziale interiore che caratterizza gli uomini di questa epoca, essenzialmente orientati al piacere fisico e al potere sociale.
Riassumendo quanto esposto nei capitoli sullo sviluppo del cervello e della coscienza, la psicosomatica, e le ricerche sulla sincronizzazione cerebrale, lo stato attuale di coscienza planetario e quindi le malattie di questa era sono la proiezione sociale di quanto accade in ogni individuo che è caratterizzato da uno stato di coscienza "normale" in cui è quasi completamente assente il senso dellessere, ossia lesperienza dellunità della coscienza. Questa mancanza psicofisica determina:
A questo stato di coscienza collettivo ne consegue, a livello sociale:
La cura per il benessere globale può quindi essere identificata con un salto verso una coscienza più elevata, che consiste nella riapertura del "cuore" e del centro dellessere e quindi nellevoluzione dal terzo al quarto stato di coscienza.
Materialismo è dimenticarsi di sé
Il grande problema di questo momento storico mondiale è che luomo si è dimenticato dei suoi livelli più evoluti, vale a dire delle sue incredibili potenzialità interiori, e vive disperatamente fuori di sé, creando una società esteriorizzata e narcisistica. Dal punto di vista del modello Cyber di essere umano risulta evidente che luomo odierno vive e sperimenta solo i suoi livelli più bassi, i primi tre stati di coscienza, quelli relativi al mondo esteriore: il materiale, il sensoriale, lemozionale e lintellettuale. È come se, dellintero spettro della sua luce interiore, luomo utilizzasse solo i primi tre colori: rosso, arancione e giallo. I suoi quattro livelli interiori, relativi ai quattro stati di coscienza superiori, non sono neppure considerati, come se non esistessero.
Cerchiamo di comprendere la logica dellevoluzione storica della coscienza e di capire i motivi di questa interruzione e le sue attuali possibilità di superamento.
I popoli più primitivi sono caratterizzati da una totale identificazione con il primo corpo e i suoi desideri fisici: lintera attività cerebrale è polarizzata dal primo chakra. È la logica della sopravvivenza, dellaggressività utilizzata per vivere e per accoppiarsi, della difesa del territorio.
Nelle popolazioni più evolute, con la formazione delle prime civiltà, si osserva un progressivo distacco dai bisogni fisici primari e, al contempo, un aumento dei bisogni emozionali e dei desideri ad essi associati. Nascono le civiltà umane in cui si manifesta larte, la musica, la famiglia; in queste società gli esseri umani sono identificati con il loro secondo livello affettivo-emozionale. Nella società contemporanea esistono ancora questi livelli, il primo rappresentato dalle classi meno culturalizzate, emarginate o più orientate al lavoro fisico, il secondo da una vasta fascia culturale medio-bassa rappresentata da tutte quelle persone che vivono di telenovelas e di sport, che non controllano le passioni e restano identificati con le loro emozioni (ricordiamo le vecchie attenuanti legali per i delitti donore).
Il livello attuale è caratterizzato da uno sviluppo massificato del terzo livello, caratterizzato da un fortissimo sviluppo della mente e dellattività intellettuale. La scuola diventa dell'obbligo fino ai quattordici anni e di fatto fino ai diciannove. In questo stato si osserva un progressivo distacco dalle emozioni ma una forte identificazione con le informazioni apprese: idee, concezioni politiche, filosofiche o religiose. La società attuale si ferma qui, al terzo livello, in quanto successivi passi sul cammino evolutivo sono sconosciuti ai più e, spesso, proprio per questa ignoranza di fondo, vengono ritenuti pericolosi per lindividuo e per la società e così negati ed ostacolati. Tuttavia il salto successivo nel quarto livello rappresenta il punto di maggiore importanza per lattuale società. Come abbiamo già rilevato, questo salto oggi sta avvenendo spontaneamente, ma con progressiva accelerazione nella parte più evoluta, aperta e sensibile dellumanità: se lintero pianeta vuole sopravvivere, il fenomeno dovrà espandersi ai quattro angoli della Terra.
Solo con il salto di livello luomo che segue un cammino di ricerca interiore riesce a distaccarsi anche dalla propria mente, dal proprio ego e si libera.
La meditazione sviluppa la coscienza interiore, lunica risorsa per poter osservare con distacco i nostri pensieri, la nostra mente e i nostri condizionamenti, come da un punto più profondo. Per questo gli Yogasutra di Patanjali iniziano con laffermare che lo Yoga è larresto consapevole delle funzioni mentali automatiche, e la strada della ricerca spirituale viene spesso definita, dal Dalai Lama come da Gurdjieff, Osho e Krishnamurti, la via del distacco dalle proprie identificazioni. Facciamo unanalisi psicosomatica più dettagliata di questo salto tra il terzo e il quarto livello.
Il terzo livello nelluomo e nella società attuale
In termini psicoenergetici, il terzo livello, giallo, dove lumanità ristagna da millenni, nel corpo umano corrisponde alla fascia del plesso solare (stomaco, fegato, milza, pancreas, reni e surrenali). Da questo livello, che corrisponde al terzo chakra, le energie inferiori (di pancia) si trasmutano e si elevano al centro del cuore (sentimenti), alimentando il quarto livello evolutivo, verde, che corrisponde allo stato di amore impersonale e autocoscienza: linizio della vera evoluzione interiore.
La struttura e la logica degli organi fisici situati sul terzo livello umano danno perfetta rappresentazione della logica psicoenergetica presente nella società attuale; osserviamoli in dettaglio con una serie di considerazioni trasversali analogiche. Il terzo livello è il più differenziato dellintero corpo essendo diviso in molte parti. Anteriormente si divide in due organi asimmetrici: a destra il fegato e la cistifellea, associati ad unenergia yang, maschile, calda, biliosa, estroversa, aggressiva simbolizzata dal sole (Surya chakra). A sinistra la milza, organo yin, femminile, freddo, flemmatico, sensibile, introverso, timoroso simbolizzato dalla luna (Chandra chakra). Nel centro lo stomaco e il pancreas. Posteriormente i due reni e le due gliandole surrenali che producono numerosissimi ormoni sessuali e per il ricambio (i corticosteroidi, i glicocorticoidi che stimolano la produzione di glucosio del fegato, laldosterone, ecc.), gli ormoni dellaggressività e dellattacco: ladrenalina, o della fuga e dellinibizione: la noradrenalina. Il terzo livello gestisce la scomposizione degli elementi (digestione gastrica), la produzione di energie attraverso la loro elaborazione e ricostruzione (sintesi epatica), la filtrazione e depurazione delle scorie o delle parti del sangue ormai rovinate (reni e milza). È la fabbrica del corpo umano, la sua industria centrale di trasformazione delle materie prime in prodotti "biotecnologicamente avanzati".
La civiltà tecno-rettile: divisione, sesso, aggressività, paura e produzione
Queste caratteristiche sono tipiche della nostra società che è molto differenziata in strutture relativamente autonome e manca di unità, in cui gli opposti come il maschile e il femminile sono sempre stati separati e divisi, in cui la sessualità è una delle spinte predominanti, in cui il lavoro sociale è basato su una logica del più aggressivo e in cui si premia il più potente a discapito del più sensibile, che di solito possiede caratteristiche più femminili e introverse. Anche a livello fisico, questo livello non potrebbe esistere senza quello immediatamente superiore del cuore e senza il controllo dei centri superiori della coscienza (ipofisi).
Se lintera umanità o gran parte di essa iniziasse a comprendere e superare questo punto critico dellevoluzione, assisteremmo ad una miracolosa trasformazione della cultura frammentata dei nostri giorni in una vera cultura globale.
Quando sono separati dalle funzioni dei livelli superiori spirituali, come nellattuale società, primi tre livelli umani generano un orientamento psicofisico tipicamente materialista, dove lintera funzione del cervello viene orientata alla soddisfazione dei desideri primari del cervello rettile, il più antico e primitivo centro di coscienza del nostro cervello che guida tutti i processi istintivi legati alla sopravvivenza: il possesso, il potere sul territorio e sul sesso, laggressività verso le altre specie viventi e verso i propri simili, la competizione, le ritualità sociali, la lotta e la fuga, il sonno e la veglia. Che poi la difesa del territorio diventi l'egemonia di una classe, la supremazia di una rete televisiva sulle altre o il monopolio mondiale di un prodotto, e che il potere sul sesso si trasformi in abiti firmati e gioielli, nulla cambia per linconscio. Questi sono gli istinti che oggi governano il nostro cervello e la nostra intera civiltà.
Oltre la mente rettile: i talenti e il potenziale umano inespresso
Quali sono invece le potenzialità umane rimaste lungamente inespresse in questi ultimi millenni? Quali sono le qualità neuropsichiche che l'umanità potrebbe sviluppare a livello planetario? Innanzitutto vi sono le funzioni del cervello mammifero, laffetto, l'empatia, il riso, il gioco e lamore, la cooperazione e il sentimento di unità. E poi le ancora inesplorate potenzialità del cervello umano o superiore, formato dai due emisferi cerebrali che noi attualmente usiamo in modo alternato, improprio e non sincronizzato, bocciolo pronto a fiorire esprimendo stati di profonda beatitudine, di pienezza del vivere: il centro che ci connette con la coscienza del pianeta e col divino. Le potenzialità della psiche umana sono talenti sottili e meravigliosi, nel senso letterale del termine: generano meraviglia in chi li sperimenta, sono spazi di consapevolezza, di percezione estetica dove altri non vedono che ovvietà, stati di estasi vissute nelle apparenti normalità della vita quotidiana, momenti di precognizione, di visione allargata, di sensibilità più profonda.
Un salto nel cuore celeste delluomo e del pianeta
Sono giunto alla conclusione che qualche cosa deve cambiare dello spirito umano. Nel nostro mondo multipolare dobbiamo poter creare un nuovo rinascimento dalle radici comuni delle culture e delle religioni.(Vaclav Havel)
In ogni periodo di grandi transizioni si apre un ventaglio di possibilità, gli scenari del futuro diventano tutti possibili, da quelli catastrofici a quelli più creativi e spirituali. Oggi ogni singolo individuo - con la sua scelta consapevole o con la sua inconsapevolezza distruttiva - può largamente influire e cambiare il corso della storia attuale e futura. Solo quando la quercia è in germoglio il suo tronco può essere facilmente piegato in ogni possibile direzione. La sclerosi, la rigidità è direttamente proporzionale all'età di crescita.
Proviamo ora a immaginare uno scenario positivo dell'immediato futuro - diciamo dei prossimi vent'anni - in cui lumanità, impegnandosi con consapevolezza e responsabilità globale, potrebbe riuscire a sviluppare la quarta densità, il livello evolutivo dell'autocoscienza. Di nuovo prendiamo in considerazione il microcosmo umano, sul quarto livello fisico, come paragone simbolico delle caratteristiche di questo futuro stato sociale planetario. Sul quarto livello abbiamo il torace, che contiene i due polmoni, il cuore e il timo, e, allesterno, le braccia e le mani. Rispetto al terzo livello siamo di fronte ad una estrema centralità e semplicità. Il cuore è al centro e i due polmoni sono tra loro speculari. Mentre il terzo livello possiede differenti cicli e tempi, il quarto è caratterizzato da unattività ritmica continua. La pulsazione polmonare e cardiaca sono sinonimi di vita, per il tempo soggettivo queste due pulsazioni sono "eterne" in quanto iniziano e finiscono con lindividuo stesso. I polmoni e il cuore in particolare rivestono un ruolo centrale estremamente positivo nel corpo, in quanto portano nutrimento ed ossigeno ad ogni cellula e riprendono indietro scarti metabolici solidi, liquidi e gassosi (anidride carbonica).
Sintesi, centralità, ritmo, sincronicità, servizio
Il cuore è ritenuto simbolicamente il sole del sistema umano, circondato dal cielo dei polmoni, ed è anche - come quarto chakra - il centro dellessere, in equilibrio tra i tre centri bassi sottodiaframmatici e i tre centri superiori del capo. Il suo antico simbolo, successivamente ripreso dagli Ebrei come stella di Davide e sigillo di re Salomone, è formato da due triangoli intersecati, uno con la punta rivolta in alto e laltro con la punta rivolta verso il basso, a significare appunto lincontro tra le forze ascendenti terrestri e le forze discendenti celesti, tra materia e spirito. Il cuore viene ritenuto la sede della coscienza vivente o Jivatman e, a livello psicoenergetico, lorgano delle emozioni superiori, dellamore impersonale. Appena sopra il cuore risiede il timo, una delle ghiandole più importanti del corpo, che gestisce una parte fondamentale nel complesso sistema immunitario, esso dà ai linfociti il senso del "self" , in modo che essi possano riconoscere ogni alterazione o degenerazione delle cellule del corpo, o ogni elemento estraneo come batteri o virus (non-self) e quindi attaccarlo ed eliminarlo. Dal torace nascono le braccia e le mani, gli organi dellaffetto e della creatività, con cui comunichiamo espressioni e sentimenti, con cui abbracciamo i nostri bambini, con cui abbiamo scritto i testi e le opere più alte, con cui purtroppo, in stati di coscienza differenti, abbiamo anche lanciato bombe e sparato, uccidendo fratelli e creature. Le caratteristiche di questo livello sono quindi senso di identità, centralità, ritmo, sincronizzazione, equilibrio, armonia, continuità, simmetria, affetto, amore impersonale, servizio instancabile, operatività e creatività.
Quarta densità planetaria: la coscienza a 360 gradi
Quando consideriamo noi stessi nello spazio e nel tempo, le nostre coscienze sono ovviamente come individui separati di una particella-immagine, ma quando passiamo al di là dello spazio e del tempo forse esse possono diventare ingredienti di un singolo continuo flusso di vita. Come avviene con la luce e l'elettricità, così può avvenire con la vita; i fenomeni possono essere come individui che conducono esistenze separate nello spazio e nel tempo, mentre, nella realtà più profonda, oltre lo spazio e il tempo, noi tutti possiamo essere membra di un unico corpo. (Sir James Jeans)
La quarta densità corrisponde al reale stato di coscienza dellessere umano completo e integrato. E' latmosfera di armonia in cui vorrebbero vivere tutte le persone sensibili e di cuore. Pensiamo che la grande maggioranza dei cittadini del pianeta desideri e quindi si stia lentamente evolvendo verso questa dimensione spirituale, orientata ai valori profondi, al rispetto della vita e della libertà.
In India, il passaggio dal terzo al quarto livello è considerato il primo salto quantico nel Divino, che corrisponde alla prima iniziazione ossia al passaggio dalla coscienza automatica (subconscia) del normale stato di veglia ad una reale autoconsapevolezza o coscienza di sé. Quando si vive in questo stato di autoconsapevolezza, tutte le informazioni prima scartate dal cervello (fino al 90% del totale), perché considerate inutili o ridondanti, arrivano vive e presenti alla coscienza: tutte le sottili sensazioni corporee si risvegliano, i cinque sensi si acuiscono, la percezione di sé e del mondo diventa globale, proprio come una coscienza sferica a 360 gradi solidi. Questo è anche il modello del nuovo piano di coscienza della Terra, la coscienza di Gaia.
Questo stato dellessere, di cui abbiamo riportato alcune tra le esperienze più significative, è il frutto della ricerca interiore e del vero desiderio della conoscenza superiore, della bellezza e del Divino. Entrare in questo stato inizialmente può essere estremamente intenso e destrutturante, poi con la pratica e il tempo diventa uno stato continuo, uno stile di vita sobrio e presente.
Dato che ogni azione, parola ed energia che esprimiamo è sincronica con il nostro stato reale e che ogni quantità di energia emessa dal nostro essere riflette la nostra interezza, è evidente che, come abbiamo dimostrato con le nostre ricerche sullaumento di sincronicità tra meditanti, due persone in quarto stato comunicano un numero di informazioni estremamente più elevato con un ridotto numero di parole in quanto tra loro si è formato uno stato di relazione empatica, uno stato di sinergia, di profonda interconnessione e coerenza. Come nelle relazioni damore, anche in quarta densità una sola parola, o anche il silenzio, possono assumere un intenso significato là dove pagine scritte senza cuore e senza coscienza lasciano solo un vuoto di significato.
Ed è il vuoto di senso a caratterizzare questa civiltà attuale, a spingere ad uninsulsa moltiplicazione delle informazioni, che tuttavia sono in gran parte senza importanza. Tonnellate di libri, musiche, film, telenovela, commedie senza valore perché senzanima. Divisione, sesso, potere, produzione. I libri, i film e le grandi opere musicali da salvare rimangono una percentuale molto bassa sul totale.
Malattie planetarie da blocco evolutivo
Nella nostra società linibizione del cervello mammifero, connesso al quarto stato evolutivo e lutilizzo smodato dellemisfero dominante razionale del cervello superiore legato ai desideri del cervello rettile generano uno stato di forte determinazione e di carenza di amore e sentimento. Lelettroencefalogramma con il Brain Olotester fatto su persone che vivono una vita "normale" rivela spesso un "buco" a livello delle onde alfa, connesse con il cuore e il cervello mammifero. Una "anemia emozionale" che spesso è alla base della depressione e della sindrome da stress.
I sintomi di questo blocco a livello psicoenergetico sono rilevabili in ogni persona della nostra società, dai bambini ai vecchi, e si possono suddividere in eccessi del terzo, come: nervosismo, irrequietezza, stanchezza cronica, pigrizia, cefalea, scarso o smodato desiderio sessuale, gastriti, coliti, insonnia; e carenza del quarto, come: depressione e demotivazione, mancanza di finalità (non si ama nulla), basso sentimento affettivo anche per il proprio partner, mancanza di autentici sentimenti, vuoto interiore, crisi di identità, difficoltà per le donne a raggiungere l'orgasmo vaginale (fenomeno che coinvolge ben il 70 % della popolazione statunitense, un dato impressionante che è stato interpretato come parziale chiusura del cuore che quindi non crea la corretta sinergia con i centri sessuali e il conseguente stato di fiducia e di mancanza di abbandono al partner), .
In ogni parte del mondo, la grande maggioranza delle persone vive una vita tipicamente orientata alla terza densità e lamenta questo genere di sintomi. Tali problemi sono così comuni che vengono ormai considerati "normali" o inevitabili. Bisogna tuttavia ribellarsi a questa forma di omertà autolesionista. La trasformazione può avvenire per chiunque lo desideri, senza limitazioni di età, cultura o intelligenza.
Medicina e meditazione, abbiamo visto, nascono dalla stessa radice indoeuropea med, che significa riflettere, pensare profondamente. La medicina per l'attuale situazione di inconsapevolezza planetaria è sicuramente la consapevolezza profonda che ci porta la meditazione, un profondo riflettere sulla nostra coscienza e sull'intero pianeta, sui suoi bisogni e sulle sue bellezze. Per favorire una salute globale, il primo lavoro di ogni educatore o terapista orientato allo sviluppo del potenziale umano è di aiutare ogni persona a diventare cosciente di questo blocco evolutivo collettivo e ad intraprendere una sua evoluzione individuale.
Con la trasformazione della coscienza dal terzo al quarto stato, spesso i disturbi psicosomatici lamentati scompaiono già in pochi mesi dall'inizio del lavoro evolutivo. Lintero corpo inizia un profondo mutamento, la coscienza inizia una rivoluzione di 180° gradi, dal fuori al dentro. Sorgono nuovi valori e vengono abbandonati vecchi dogmi. Si inizia a percepire una differente profonda energia che sgorga dal profondo del cuore, dal centro dellessere. Da questa trasformazione verso la coscienza planetaria dipende la salute e il futuro del pianeta.