CONTRIBUTI


Questa sezione comprende i seguenti capitoli:

  1. VIDEO 

  2. MUSICHE

  3. CONTRIBUTI

  4. ESPERIENZE

  5. TESTIMONIANZE


 

 

CONTRIBUTI ED ESPERIENZE


Questa sezione comprende articoli di autori e studiosi di ogni parte del pianeta

 

La Green Cross e la consapevolezza globale
di Mikhail Gorbacev

The Hague, 16 Aprile 1994

"Abbiamo bisogno di un nuovo sistema di valori, un sistema che comprenda in una unità organica l'umanità, la natura e l'etica della responsabilità globale." Mikhail Gorbachev, Presidente della Green Cross International

Signore e signori, teleascoltatori, vi parlo oggi come presidente della Green Cross International. Nel 1992 quando a Rio de Janeiro fu tenuta la Conferenza dei Capi di Stato sullo Sviluppo e l'Ambiente, un forum globale a cui parteciparono più di cento paesi fu tenuto in contemporanea nella stessa città. Leader parlamentari, scienziati, leader religiosi e figure di cultura hanno condiviso le preoccupazioni dei cittadini del globo. Hanno deciso di fondare un organizzazione ambientale non-governativa globale, la Green Cross International, e mi chiesero di diventarne il presidente fondatore. Oggi vi sto appellando per avere il vostro supporto e la vostra collaborazione...

 

Green Cross International

La Green Cross International è un organizazione di rete globale non-allineata che lavora nei campi dell'ambientalismo e dello sviluppo sostenibile. Crea collaborazioni per promuovere il cambiamento degli attuali valori. Il principio di base del GCI è il dialogo multisettoriale per incrementare progetti sostenibili. Perciò agisce da forum aperto, unendo le persone che hanno potere decisionale con tutti i movimenti in erba ("grassroot") di ogni settore della società (organizzazioni non-governative, industria e commercio, governo, accademia, scienze ed arti, religioni e altri gruppi) in un unica piattaforma . Questa formula complementa molte iniziative esistenti, ne facilita l'incremento, e incoraggia nuovi approcci verso lo sviluppo sostenibile.

La GCI fu fondata al Summit di Rio nel 1992 e fu lanciata ufficialmente a Kyoto, in Giappone il 20 Aprile, 1993 sotto la leadership di Mikhail S. Gorbachev. Il primo Vice-Presidente è Daniel Goeudewert, ex-presidente della Volkswagen.

 

I Principi Guida della Green Cross:

- Adempiere alle decisioni di Rio: Ottenere un equilibrio sostenibile fra ambiente e sviluppo.

- Sostituire la cooperazione al confronto: promuovere il dialogo fra esercenti economici ed ecologisti e tutti gli altri settori.

- Agire da catalizzatore per temi ambientali: Unire coloro che percepiscono un problema con coloro che sanno come risolverlo.

- Lavorare tramite organizzazioni e azioni locali: Sviluppare ogni programma della Green Cross in una maniera credibile e vicina alla gente.

 

 

Discorso di Mikhail Gorbacev tenuto a Washington il 7 Novembre 1993

...da quando ho assunto i miei compiti come Presidente Fondatore della Green Cross International, questo ruolo è diventato così importante per me tanto da influire sulla mia decisione di tornare o no attivamente alla politica... sono sempre più convinto che attualmente i problemi ambientali, i problemi che riguardano l'ottimizzazione dei rapporti fra esseri umani e natura, sono la priorità primaria di tutti gli uomini politici. Ad oggi questo non viene riconosciuto da abbastanza persone, ma sono sicuro che un domani verrà compreso e accettato perchè queste sfide possono essere ignorate solamente a nostro rischio.

A volte mi viene chiesto che cosa ha cambiato le mie convinzioni ....la cosa più importante per me è stato il disastro di Cernobyl. Questo evento fu per me come un messaggio, un segno, e mi ricorderò questo segno per sempre. Ho capito che dobbiamo fare tutto il possibile per sviluppare una nuova relazione con l'ambiente naturale, per cercare di capire cosa possiamo fare per la Natura. La Natura può vivere senza di noi. Noi non possiamo vivere senza la Natura. Questo evento per me è stato il punto di svolta.

Da persona che ha lavorato molto in politica, e che conosce la vita, capisco che non sarà facile sviluppare la Green Cross in un organizzazione credibile, renderla una realtà funzionale, che unisce vari gruppi ecologici - regionali, nazionali ed altri - per provvedere un "tetto" internazionale per questi movimenti. Penso che i politici debbano capire che hanno bisogno di tale voce; hanno bisogno di un organizzazione indipendente.

Il compito che abbiamo davanti è estremamente complesso. Non riusciremo se non unendo il meglio che ogni paese ha, i migliori intellettuali, i migliori uomini e le migliori donne di coscienza, morali ed onore. Una fase storica sta finendo perchè questa civiltà non è riuscita a risolvere i problemi dell'umanità, e abbiamo una crisi ambientale fra le mani, quindi il nostro primo compito è sviluppare una nuova consapevolezza ambientale su basi globali. Dobbiamo educare la gente e, ancora più importante, bisogna cambiare per cambiare sistema educativo... L'educazione dovrebbe essere lo strumento per sviluppare la coscienza nelle nuove generazioni così da permettergli di vivere in armonia con la natura. Questo forse è il compito più importante. Dobbiamo unire i nostri sforzi per creare un indirizzo di rete globale per comunicare le nostri analisi, potremmo comunicare i nostri pensieri alla gente in tutto il mondo.

 

 

Il diritto alla ricerca dell'auto-trascendenza
di Vaclav Havel
Presidente della Repubblica Ceca

 

Il senso dei diritti umani spirituali e della coscienza planetaria tocca anche i capi di stato. Il brano seguente è tratto da un discorso di Vaclav Havel, presidente della Repubblica Ceca, tenuto il 4 Luglio 1994, nella Sala dell’Indipendenza a Philadelphia. Riporto una sintesi di questo lungo discorso dal titolo: "La ricerca dell'auto-trascendenza nel nostro mondo postmoderno", in quanto è uno dei più significativi esempi della nuova coscienza emergente, un vero segno dei tempi, con cui ci sentiamo intimamente solidale; forse è il più elevato discorso mai tenuto da un capo di stato moderno.

 "Ci sono buone ragioni che ci suggeriscono che l’era moderna è finita. Molte cose indicano che stiamo attraversando un periodo di transizione in cui sembra che qualcosa stia finendo e che qualcos’altro stia nascendo dolorosamente. È come se qualcosa si stesse screpolando, stesse decadendo ed esaurendosi, mentre qualcos’altro di ancora indistinto si stia innalzando dalle macerie.

Le caratteristiche che distinguono un periodo di transizione sono il mescolarsi e l’amalgamarsi di culture e la pluralità ed il parallellismo di mondi intellettuali e spirituali. Questi sono periodi in cui ogni sistema consistente di valori crolla, in cui culture lontane tra loro nel tempo e nello spazio vengono scoperte o riscoperte... È la prima civiltà che copre l’intero globo e lega insieme tutte le società sottomettendole ad un comune destino globale...

Potremmo conoscere infinitamente di più sul nostro universo dei nostri antenati, eppure sembra sempre più che loro conoscevano qualcosa di più essenziale di noi, qualcosa che a noi sfugge. La stessa cosa si può dire sia della natura che di noi stessi. Più meticolosamente riusciamo a descrivere tutti i nostri organi e le loro funzioni, le loro strutture interne e le reazioni biochimiche che in essi avvengono, più sembriamo fallire nell’afferrare lo spirito, lo scopo ed il significato del sistema che creano insieme e che ci dà l’esperienza unitaria e individuale nel nostro Sé...

La civiltà planetaria a cui tutti apparteniamo ci confronta con delle sfide globali...

L’ordine mondiale artificiale dei decenni passati è crollato e non è ancora emerso un ordine nuovo e più giusto. Quindi lo scopo centrale della politica degli ultimi anni di questo secolo è la creazione di un nuovo modello di coesistenza tra le varie culture, genti, razze e sfere religiose all’interno di una singola civiltà interconnessa... Ma gli sforzi in tal senso sono destinati a fallire se non nascono da qualcosa di più profondo, da autentici valori comuni...

Paradossalmente, l’ispirazione per il rinnovamento di questa integrità perduta può nuovamente essere ritrovato nella scienza. In una scienza nuova - postmoderna - che produce nuove idee che in un certo senso le permettono di trascendere i propri limiti... Cos’è che rende il "principio antropico" e "l’ipotesi Gaia" così ispiranti? Una semplice cosa: entrambi ci ricordano di quello che abbiamo sospettato a lungo, di quello che abbiamo da tempo proiettato nei nostri miti dimenticati e cioè che è sempre stato dormiente in noi come archetipo. E cioè, la consapevolezza di essere ancorati alla Terra e all’universo - e la consapevolezza che non siamo qui da soli e neppure semplicemente per noi stessi, ma che siamo parte integrante di entità misteriose più alte contro cui non è raccomandabile bestemmiare.

 

La consapevolezza dimenticata

Questa consapevolezza dimenticata è codificata in tutte le religioni. Le culture lo anticipano in varie maniere. È una delle cose che formano le basi della comprensione dell’uomo di se stesso, del suo posto nel mondo ed infine del mondo come tale. Questa consapevolezza ci fornisce la capacità per l’auto-trascendenza.

I politici nei forum internazionali potranno ripetere migliaia di volte che la base del nuovo ordine mondiale deve essere il rispetto universale per i diritti umani, ma questo non significherà niente finché questo imperativo non nasce dal rispetto del miracolo dell’Essere, il miracolo dell’universo, il miracolo della natura, il miracolo della nostra stessa esistenza.

Solo colui che si sottomette all’autorità dell’ordine universale e della creazione, che valuta il diritto di esserne parte e partecipe, può genuinamente valutare se stesso ed i suoi vicini e così onorare anche i loro diritti."

Vaclav Havel è stato insignito nel 1997 del "Planetary Consciousness Award", il massimo tributo del Club di Budapest che ogni anno viene offerto per meriti di livello internazionale orientati alla coscienza planetaria..

 

 

 

UNA NUOVA COSCIENZA PER IL PIANETA

Di Ervin Laszlo

 Atti del convegno "verso la nascita di una coscienza planetaria" dell’Associazione Amaranto

 

Einstein ha detto che non possiamo risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha creato il problema stesso. Egli ha anche detto che la bomba atomica ha cambiato tutto meno che il modo di pensare.  Queste intuizioni hanno oggi più significato che mai.  Per affrontare nuovi problemi usiamo ancora metodi obsoleti.  C'era la bomba atomica a metà del 20° secolo , ci sono le armi nucleari, chimiche e biologiche di oggi,  e un mondo dominato dalla globalizzazione e minacciato da violenza e da terrorismo.  Il mondo è cambiato, ma non il nostro modo di pensare - almeno non abbastanza. Sprofondiamo sempre di più  verso crisi e conflitti,  e non è una sorpresa.

Nel dicembre del 2001, cento scienziati contemporanei, Premi Nobel  hanno partecipato al "Peace Prize Centennial Symposium" e hanno fatto una dichiarazione. "Il pericolo più profondo per la pace nel mondo nei prossimi anni", hanno detto, "non deriverà da atti irrazionali di stati o di individui ma dalle domande legittime degli spodestati del mondo ... se allora permettessimo alla potenza devastante delle armi di espandersi attraverso questo paesaggio umano infiammabile, noi provocheremmo una conflagrazione che potrebbe travolgere (inghiottire) sia ricchi che poveri".  Gli scienziati hanno concluso; "Per sopravvivere nel mondo che noi abbiamo trasformato,  dobbiamo imparare a pensare in un modo nuovo. "

Le osservazioni di Einstein e le dichiarazioni dei Nobel riassumono il messaggio essenziale del nostro tempo. La crisi attuale è seria, ma un futuro migliore può ancora essere creato.  Con nuovi modi di pensare possiamo creare un mondo  che valga la pena di vivere e di lasciare ai nostri figli.  Questa è una sfida  epocale, che può essere realizzata.   Oggi abbiamo più potere che mai per fare dei cambiamenti.  Come consumatori e come produttori, come cittadini e come attivisti, e persino come persone i cui valori e modi di vita influiscano sugli altri, ognuno di noi può cominciare a pensare e ad agire in modi nuovi. Con il giusto modo di pensare possiamo iniziare un movimento che può crescere e fare un impatto cruciale sul mondo.   Alla fine dipende da noi di lanciare il mondo verso un sentiero che sia pacifico e sostenibile.

 

In una crisi globale il nuovo modo di pensare può essere una differenza cruciale: in condizioni vicini al caos si possono verificare  gli "effetti farfalla". Così come il leggendario colpo d'ali di una farfalla può creare una corrente d'aria che si amplifica sempre di più, fino a cambiare il tempo atmosferico dall'altra parte del globo, in una crisi globale delle azioni apparentemente insignificanti possono amplificarsi fino a cambiare il comportamento dell'intero sistema.  Lo sviluppo del nostro futuro  sarà influenzato in modo decisivo da che cosa facciamo oggi come cittadini, come consumatori e come produttori. 

 

Possiamo pensare in modi radicalmente nuovi circa i problemi che affrontiamo?  Una recente indagine della popolazione Americana ha dimostrato modi di pensare e di vivere molto differenti.  Secondo un sondaggio di Paul Ray, la principale corrente culturale americana è la cultura dei "moderni".  I moderni sono forti sostenitori della società dei consumi, condividono la razionalità che ha formato gli USA e che ne ha fatto la più grande economia mondiale.  La loro cultura è quella delle banche e delle borse, degli uffici nei grattacieli e delle multinazionali; i loro valori  vengono insegnati nelle scuole e negli college per le classi dirigenti.  Nel 1999  questa era la cultura del 48% della popolazione Americana: 93 milioni dei circa 193 milioni di adulti, più uomini che donne. Il reddito familiare era tra $40.000 e $50.000 all'anno, collocando così i moderni tra la fascia di reddito  medio superiore.

 

Mentre negli USA dominano ancora i moderni, c'è ora un'altra cultura che sta crescendo rapidamente.  Questa è la cultura dei "creativi".  Nel 1999 i creativi culturali erano il 23,4% della popolazione Americana, con almeno il doppio delle donne rispetto agli uomini,  la maggioranza proveniente da classi medie o benestanti. 

 

Persone in queste culture contrastanti pensano in molti modi diversi, e il loro modo di pensare produce vari e diversi stili di vita.

 

I moderni  condividono molte delle virtù e dei valori tradizionali degli Americani: credono in Dio, nell'essere onesti, nell'importanza della famiglia e dell'educazione, ed in una paga giornaliera giusta per un lavoro giornaliero giusto.  I creativi culturali abbracciano valori e credi diversi e adottano i corrispondenti diversi stili di vita.

 

-  I creativi culturali comprano più libri e riviste dei moderni e ascoltano più radio, preferendo notizie e musica classica e guardano meno televisione;

 

-  sono grandi consumatori di arte e di cultura, molto spesso si esibiscono come dilettanti o come professionisti;

 

- i creativi culturali vogliono conoscere la storia "dell'intero processo" delle cose che prendono in mano, dalle confezioni di cereali, alle descrizioni del prodotto e agli articoli di una rivista. Detestano la pubblicità o la descrizione superficiale di un prodotto, vogliono conoscere l'origine delle cose, come sono state fatte, chi le ha fatte, e che cosa succederà a queste cose una volta scartate;

 

- i creativi culturali desiderano anche beni e servizi reali, "autentici".  Hanno guidato la ribellione dei consumatori contro prodotti considerati contraffatti, contro imitazioni, usa e getta, cliché o semplicemente di moda;

 

- i creativi culturali non comprano su istinto ma ricercano quello che intendono consumare, leggono le etichette e si accertano di ricevere quello che hanno richiesto.  Non comprano semplicemente gli ultimi aggeggi o innovazioni che sono sul mercato ; molti di questi si trovano su internet.  Tendono ad essere innovatori e opinion leader  per prodotti con più contenuto che forma, comprese riviste, cibo ricercato, vini e bevande selezionate;

 

- i creativi culturali sono consumatori "dell'industria dell'esperienza" che offre esperienze intense, illuminanti o rivitalizzanti  piuttosto che un prodotto materiale (gruppi di lavoro di fine settimana, raduni spirituali, esperienza di crescita personale, vacanze basate sull'esperienza, ecc.)   Per quanto riguarda i prodotti materiali, i creativi preferiscono beni ecologicamente validi ed efficienti piuttosto che prodotti solo alla moda  (per esempio, macchine di seconda mano, in buono stato ecologico e con un ottimo servizio clienti);

 

- il filo comune dei creativi è loro olismo.  Questo si manifesta nella preferenza dei cibi integrali, nella  cura olistica della salute, nell'esperienza interiore olistica, nell'informazione olistica, nell'equilibrio olistico tra lavoro, gioco, consumo e crescita interiore. Vedono loro stessi come sintetizzatori e curatori della salute, non solo a livello personale ma  anche a livello comunitario e nazionale, e persino a livello globale.  Aspirano a creare cambiamenti nei valori personali e nei comportamenti pubblici in modo da spostare la  cultura dominante oltre il frammentato e meccanicistico mondo dei moderni.

 

Negli Stati Uniti la popolazione dei creativi sta crescendo.  Una cultura simile sta crescendo anche in altre parti del mondo. Una ricerca del mensile Euro-Barometer dell'Unione Europea ha intervistato delle persone in quindici Stati Membri  dell'Unione facendo delle domande sul loro stile di vita culturale, sulle loro preferenze e ha scoperto che culture simili a quella dei creativi sono presenti  anche in Europa nella stessa proporzione dell'America.

 

Questi sono sviluppi pieni di speranze. I creativi inquinano l'ambiente meno  dei moderni e sono più aperti alla comprensione e alla cooperazione con altri.  I loro stili di vita sono più semplici, non per mancanza di soldi, ma a causa di una intrinseca scelta di semplicità e di autenticità. Di conseguenza "l'orma ecologica" dei creativi é più piccola dell'orma dei moderni.  Significa che su questo pianeta possono convivere più persone creative senza diminuire le risorse e senza creare problemi ecologici.  Se culture simili a quelle dei creativi dovessero svilupparsi in molte parti del mondo, una distribuzione ed un uso migliore delle risorse mondiali potrebbe ridurre il potenziale di conflitti e  diminuire sia odio che rancori. Paesi ricchi e paesi poveri, Musulmani e Ebrei, Cristiani e Indù, Buddisti, Confuciani e animisti tradizionali potrebbero condividere il pianeta senza essere coinvolti in atti di terrorismo, guerre e senza commettere una miriade di altre forme di violenza.

 

Il primo passo verso una nuova cultura, una nuova maniera di pensare che possiamo intraprendere è quello di riesaminare le convinzioni e i credi intorno a noi. Per esempio, è sempre vero che:

 

—c 'è una sola nazione ed una sola bandiera alla quale io devo obbedienza;  le altre non mi riguardano;

 

—il valore di ogni cosa, compresi gli esseri umani, può essere calcolato in denaro. Quello di cui ogni economia ha bisogno è la crescita. Quello che ogni persona vuole è la ricchezza;

 

—più è nuovo meglio è:  è desiderabile e veramente necessario comprare ed usare sempre gli ultimi prodotti e tecnologie.  Nuovi prodotti e nuove tecnologie rendono la vita più facile e più piacevole, fanno crescere l'economia e ognuno diventa più ricco;

 

—ognuno è per se stesso: siamo tutti individui unici e separati, racchiusi nella nostra pelle, perseguendo i nostri propri interessi.  Abbiamo solo noi stessi su cui contare; chiunque altro o è amico o  nemico, legato a noi, nel migliore dei casi, da fattori  di mutuo interesse;

 

—il posto delle donne è a casa; nei posti di lavoro vanno benissimo per assistere gli uomini e per mantenere l'ordine;

 

—e il futuro non mi riguarda. Perché dovrei preoccuparmi per il bene della prossima generazione? Ogni generazione, come ogni persona, deve badare a se stessa;

 

Un attimo di riflessione ci dirà che tali credi, anche se largamente sostenuti, sono obsoleti.  Ci sono alcuni credi che sono persino più pericolosi di quelli.  Ad esempio:

 

"La vita è una Lotta per la Sopravvivenza"

 

Questo credo vecchissimo è stato rivalutato nel 19° secolo dalla teoria di Darwin sull'evoluzione attraverso la selezione naturale.  L'applicazione sociale del concetto Darwiniano (conosciuto come "Darwinismo Sociale") sostiene che a sopravvivere nella società, lo stesso come in natura, sia il più adatto. Ciò significa che se vogliamo sopravvivere dobbiamo essere forti per la lotta esistenziale — più forti dei nostri concorrenti.  L'essere idonei nella società non dipende dai geni, ma da una caratteristica personale e culturale, che si esprime in furbizia, audacia, ambizione e abilità nel guadagnare soldi e nel farli rendere.

 

Durante la II Guerra Mondiale il Darwinismo Sociale giustificò la conquista di territori stranieri da parte dei Nazisti in nome della creazione di un Lebensraum (spazio vitale) per la Germania e giustificò il genocidio di Ebrei, Slavi e Zingari in nome della conservazione della purezza ed idoneità razziale.  Oggi, le conseguenze del Darwinismo sociale vanno oltre l'aggressione armata, verso la lotta più sottile, ma in qualche modo altrettanto spietata, dei concorrenti sulla piazza del mercato.  In questa lotta il  divario tra ricco e povero crea miseria e produce rancore.  Oggi il più ricco 20 percento guadagna 90 volte di più del più povero 20 percento e la ricchezza di poche centinaia di miliardari equivale al reddito dei tre miliardi di loro simili meno fortunati.  In un mondo interdipendente la variante economica del Darwinismo Sociale è tanto pericolosa quanto la sua variante militare.

 

"Più ricco sei meglio sei"

 

Questo credo, tipicamente moderno, giustifica e rinforza la lotta per il profitto e la ricchezza. Suggerisce anche che c'è un'equivalenza tra la misura del proprio portafoglio e il valore personale del proprietario del portafoglio,  come anche dalla misura della propria macchina e della propria casa.

 

L'equivalenza del valore umano con il valore finanziario è stato consapevolmente alimentato dal mondo degli affari. Negli anni passati le aziende hanno proclamato un consumo cospicuo come ideale e hanno fatto pubblicità per  un consumo illimitato come opzione desiderabile . A metà secolo Victor Lebov, un analista  americano del consumo, ha dichiarato, "La nostra economia enormemente produttiva chiede:  che i nostri stili di vita diventino consumo, che le nostre compere e l'uso dei beni si convertano in rituali, e che  il consumo diventi la nostra soddisfazione spirituale e la soddisfazione del nostro ego.  L'economia ha bisogno che le cose siano consumate, bruciate, esaurite e sostituite, ed infine scartate ad un ritmo sempre più veloce."

 

Oggi sappiamo che le forme classiche di consumismo portano ad un sovraconsumo e allo sfruttamento eccessivo delle risorse, e non sono né sane né sostenibili. La ricchezza ostentata è più un segno di insicurezza e di debolezza che di carattere e di forza. Il credo del "più ricco sei meglio sei" è maturo per il cumulo della spazzatura.

 

"La Strada per la Pace si ottiene attraverso la Guerra": questo è un credo molto vecchio che è diventato pericolosamente obsoleto. Gli antichi Romani avevano un detto: se volete la pace, preparate la guerra.  Questo andava d'accordo con le loro condizioni e la loro esperienza: I Romani avevano nelle loro mani un impero mondiale, con razze e culture ribelli dentro i loro territori e tribù barbare alla periferia. Mantenere questo impero richiedeva un costante e vigile esercizio del potere militare.  Oggi la natura del potere è molto diversa, ma il credo sulla guerra è ancora ampiamente lo stesso. Come Roma nel periodo classico, oggi l'America è il potere globale, ma al contrario della potenza di Roma, il suo potere non è politico ma economico. Per mantenerlo non sono necessarie forze armate ma una corretta organizzazione delle considerevoli risorse umane, finanziarie e naturali del paese.

 

Ai giorni nostri una guerra può ancora portare alla vittoria una parte sull'altra, ma è molto improbabile che porti alla pace. Qualsiasi stato o gruppo può comprare armi di alta tecnologia ed usarle nella guerriglia e nel terrorismo.  Di conseguenza una vittoria non è senza rischi nemmeno per gli  stessi vincitori.  Attacchi provocano contrattacchi e la situazione può andare fuori controllo.  Il principio dell'occhio per occhio e dente per dente finisce probabilmente per rendere tutte due le parti cieche e senza denti.

 

La guerra è anche uno spreco di risorse finanziarie che potrebbero essere adoperate per un impiego  più utile. Un missile Cruise Tomahawk costa tra $600,000 e un milione; il prezzo di un elicottero Pave Low  (il tipo usato in Afganistan) è di $40 milioni.  Il costo della guerra in Afganistan è stato stimato da $500 milioni ad un miliardo di dollari al mese.  E le spese militari mondiali sono di circa  $ 2 miliardi al giorno - una somma sbalorditiva che potrebbe essere sufficiente a cancellare povertà e fame in tutto il mondo.

 

La mancanza del benessere nel mondo attuale non deriva solo dalla obsolescenza di credi dominanti, ma anche da un'etica non corretta.  In periodi critici l'etica è di un'importanza decisiva.  I credi  orientano i nostri modi di pensare, ma l'etica decide le nostre azioni.  Ci sono delle cose, che noi riteniamo buone, per cui vale veramente la pena di lottare? 

 

Quello che noi riteniamo giusto e buono non può essere imposto dall' "alto", da nessuno, sia esso genitore, sacerdote, insegnante, capo o leader politico.  La nostra etica li dobbiamo decidere noi stessi.  Abbiamo sufficiente libertà per farlo. In una società democratica si possono avere un'ampia varietà di opinioni e un'infinità di grandi mete possono essere perseguite. Ma c'è un limite alla nostra libertà come individui per definire la nostra etica: quello che riteniamo giusto e buono deve essere compatibile con quello che è giusto e buono per la comunità in cui viviamo. Per esempio, siamo liberi di vivere una vita dissoluta e di professare l'ateismo in una comunità che è molto  disciplinata e che frequenta le chiese.  Ma non siamo liberi di interferire con l'ordine di quella comunità e con le pratiche religiose dei suoi membri.

 

La maggior parte di noi è cresciuta con l'insegnamento che essere onesti è bene e dire bugie è male; che la lealtà verso gli altri è giusta e imbrogliare e sfruttare i nostri simili è sbagliato.  Questi giudizi rimangono validi indipendentemente da dove viviamo e in quali circostanze.  Ma ci sono delle ulteriori ramificazioni.  Non viviamo più soltanto in comunità  piccole e molto autonome; nel bene e nel male, siamo parte di una famiglia estesa che abbraccia l'intero pianeta.

 

Di conseguenza la nostra etica deve rispettare ciò che è giusto e buono per la nostra comunità, la nostra cultura e il nostro paese — e anche per la comunità di tutte le culture e di tutti i paesi: la comunità globale.

 

La comunità globale è un'ulteriore dimensione delle nostre sfere di partecipazione.  A parte delle rilevanti eccezioni, fino ad oggi manca questa "dimensione planetaria" nell'etica delle persone.  Questo è evidente nel modo in cui la maggior parte delle persone vive — stili di vita individuali sono globalmente insostenibili.  Se moltiplicate per il numero delle persone sul pianeta, l'orma ecologica degli individui è più larga dell'ecologia dell' intero pianeta.

 

Un'etica planetaria non è un'etica partigiana, al servizio di un gruppo, di un popolo o di una cultura invece di altre.  Ha un unico supremo fine: la continuazione della vita umana e della civiltà sulla Terra.  Dato che questo è nell'interesse vitale di ognuno, l'etica planetaria deve essere universale come la vita umana e la civiltà.  Questo può sembrare utopico, ma non lo é: ci sono dei principi etici universali che possiamo attingere dal cuore di tutte le grandi culture e religioni mondiali.  Una delle loro espressioni più sublimi è la "regola d'oro": tratta gli altri come tu ti aspetti di essere trattato.  Nel Cristianesimo questa regola venne annunciata da Gesù: "In ogni cosa, fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te". Nel Giudaismo la stessa regola viene espressa nel Talmud: "Quello che è odioso per te, non farlo al tuo vicino".  Nell'Islam la regola d'oro è presente nel principio di Maometto, "Neanche uno di voi crede veramente finché desideri per gli altri  ciò che desideri per te stesso," e nell'Induismo è dichiarato chiaramente: "Questa è la somma del dovere: non fare agli altri ciò che causerebbe dolore se fosse fatto a te." Il Budda consiglia: " Non trattare gli altri in modi che tu ritieni offensivi per te stesso,"  e Confucio decretò, " Non fare agli altri ciò che non vuoi che sia fatto a te." 7

 

Nella tradizione "tu" stava per vicino, amico, membro della comunità locale — quella era l'effettivo raggio d'interazione, la sfera in cui le persone influiscono sulle vite di ognuno.  Oggi il raggio dell'interazione è globale: qualsiasi cosa facciamo influisce su tutti gli altri.  Questo vuol dire che la nostra etica si deve espandere adeguatamente.   E' di vitale importanza che qualsiasi cosa faccia un membro della comunità globale non danneggi  il resto di quella comunità.

 

Se non vogliamo che altri riducano le nostre possibilità di avere una giusta parte delle risorse del pianeta e di vivere in un ambiente sano, noi non dobbiamo ridurre alle altre persone l'accesso alle risorse di base e ad un ambiente di vita sostenibile.  Nel mondo attuale, "fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te" diventa "vivi in maniera che anche tutte le persone del pianeta possano vivere".

 

La determinazione di vivere in modo che tutte le persone nel mondo possano vivere non significa vivere in povertà o persino con estrema frugalità.  Non tutte le persone hanno bisogno di vivere allo stesso mio modo; il fine è equità, non uniformità.  L'adozione di un'etica planetaria non richiede ulteriori sacrifici. Posso aspirare all'equità nel mondo senza dovermi privare dei piaceri e delle gioie di una vita ragionevole e responsabile. Posso fare degli sforzi per raggiungere eccellenza, crescita e gioia personale.  Devo solamente limitare i piaceri e le conquiste della mia vita, in relazione alla qualità della gioia e del livello di soddisfazione che essi mi procurano, piuttosto che in costo in denaro e di quantità di materia e di energia che essi richiedono.

 

Non è il punto fondamentale se l'etica planetaria è migliore di altri in senso assoluto.  Il punto è che l'etica planetaria sostiene la continuazione della vita umana e la civiltà meglio di altri: riduce il potenziale per conflitti e aumenta le nostre possibilità di crescere verso una civiltà pacifica e sostenibile. In una crisi globale questa è la migliore etica che possiamo avere.

Quando pensiamo in modo giusto,.abbiamo dei credi aggiornati e un'etica planetaria, abbiamo la coscienza necessaria per vivere in un mondo planetaria — abbiamo una “coscienza planetaria.” 

 

Se vogliamo crescere verso un mondo pacifico e cooperativo piuttosto che tramontare in conflitti e caos, è necessario impegnarsi in un attivismo consapevole. Le nuove, urgenti forme di attivismo necessarie sono di complemento alle forme classiche.  In modo classico, gli attivisti promuovono piani e progetti specifici — nella società, nell'economia, per quanto riguarda la cultura o l'ambiente.  La nuova forma complementare non mira semplicemente a fare alcune cose necessarie, ma ad elevare il livello di volontà e di impegno in modo che le cose necessarie vengano effettivamente fatte.   Questo vuol dire un modo di pensare nuovo — una nuova etica, una coscienza planetaria.  

Cultura globale e necessità  storica di una coscienza planetaria
di Alessandro Meluzzi

Le parole che riassumono contemporaneamente i problemi e le risorse che il pianeta e la comunità umana si avvia ad affrontare in questo scorcio di fine millennio e inizio di terzo millennio, sono "globalizzazione" e "nuove tecnologie". Globalizzazione perché il pianeta si avvia a diventare un unico grande network di circolazione di informazioni, di risorse, di uomini e di merci; il denaro circola liberamente e segue la legge del suo moltiplicarsi, del profitto. Il meccanismo della globalizzazione ha prodotto due grandi effetti a livello macrosociologico; una ridistribuzione, per quanto miserabile, delle risorse del pianeta, e un problema di natura occupazionale e sociale. I giovani non trovano lavoro non solo perché ci si trova davanti ad una crisi contingente, ma perché ci troviamo di fronte ad una crisi strutturale, di cui la globalizzazione è il primo grande corno. Il secondo grande corno è quello delle nuove tecnologie. Oggi c'è l'automazione, che in fondo è una proiezione dell'intelligenza e della coscienza umana, per liberare l'uomo dalla schiavitù del lavoro fisico. L'automazione, i robot, i computer distruggono il lavoro e questo crea un problema, però creano una situazione in cui si libera una gran quantità di energie, di intelligenze, di risorse, e in cui dobbiamo inventarci il rapporto tra identità, reddito, lavoro e tecnologie. Il lavoro non è soltanto un erogatore di reddito, ma anche un erogatore di senso. Per vivere non basta avere una quantità di denaro da tradurre in consumi, bisogna anche poter rispondere all'eterna domanda "chi sono, da dove vengo, dove vado, qual è il senso della mia vita". Se è vero che l'homo faber si avvia al tramonto, è vero anche che un'alternativa ancora non si delinea, perché l'homo ludens, centrato sulla sua capacità ludica, giocosa, creativa, non appare ancora sufficiente a prendere il posto del contadino, del pompiere o del medico. Le sfide epocali che ci troviamo di fronte non sono piccole, ma non tendo a considerarle tragiche; sono drammatiche, hanno in sé il significato evolutivo di tutti i parti. Il lavoro sarà sempre meno importante e la vita andrà inventata secondo codici sempre nuovi, e secondo meccanismi nei quali i due piani non possono che intrecciarsi: il piano della coscienza individuale, di cui questo è uno dei momenti, come lo sono la psicoterapia individuale, le pratiche di meditazione, il rebirthing, i percorsi religiosi, mistici, eccetera, e il piano della leadership della società.

Credo che ogni luogo abbia il suo genius loci, la sua energia tellurica e celeste che lo connette all'Universo, e ho avuto modo di sentire con quel tanto di intuizione animalesca che c'è in ognuno di noi il genius di questo luogo, che io avvertirei come un grande luogo di purificazione, un luogo in cui la nostra coscienza che ha bisogno di evolvere all'altezza della sfida dei problemi che le questioni epocali ci sollevano, può trovare qualche buon drenante dell'energia. Coloro che hanno più responsabilità nel funzionamento della vita del pianeta, hanno bisogno di pulire e drenare le loro energie.

 

I tre mondi: una cooperazione globale per un mondo migliore

di Dario Schena Sterza

Banca Progetti Cooperazione Globale. Iniziativa dei Messaggeri della Pace dedicata alle Nazioni Unite.

Intervento del Prof. Dario Schena Sterza coordinatore dell'International Committee for the Integral Science, in Campidoglio, il 30 maggio 1988 in occasione della presentazione ufficiale del Comitato Italiano per la Global Cooperation for the Better World.

Le leggi della fisica sono inderogabili e ineludibili. La seconda legge della termodinamica recita il tema dell'entropia e ci dice che questo pianeta è un sistema chiuso in cui tutta la materia inorganica si consuma lasciando nello spazio troposferico e nell'aria che respiriamo un costante crescente inquinamento, che a lungo andare diverrà mortale per la vita.

A contrastare la legge entropica c'è solo la vita che con il suo processo "neg-entropico", "metabolico" sfrutta la materia inorganica, il clima, il sole per generare la sintesi clorofilliana della natura vegetale, che fornisce l'aria necessaria per la vita animale ed umana.

Nella "naturalità" le leggi entropiche hanno un ritmo lento, ma l'Uomo nella sua limitata visione della realtà e nel suo insaziabile spirito di usurpazione ha imprudentemente accelerato il corso delle leggi naturali con uno smodato meccanicismo inquinante, l'eccesso di consumismo, l’assurdo spreco di risorse energetiche, l'errato sfruttamento delle colture agricole, il disboscamento insensato, la prolificazione di sostanze chimiche contrarie alle leggi biologiche, l'eccesso incontrollato di radiazioni, l'eccesso di motorizzazione, gli agglomeramenti urbani delle metropoli e così via.

Così agendo l'uomo sta violando tutte le "leggi antropiche" che sono in fondamento della vita...

Le leggi della sopravvivenza del pianeta obbligano le comunità degli scienziati a cercare nuove e più precise e intransigenti posizioni ideologiche mirate a circoscrivere i progetti globali della ricerca scientifica alla programmazione di tecniche efficienti, capaci di armonizzarsi alle leggi naturali che l'artificiosità meccanicistica ha preteso di violare. La difesa ecologica dell'ambiente è prioritaria, ma essa avrà ben scarso significato se gli uomini non recupereranno i valori essenziali che furono già della "filosofia perenne". Oggi più che mai per aiutare l'umanità è necessario il recupero delle dimensioni metafisiche che la scienza materialistica ha voluto ignorare o dicotomizzare ritenendo le scienze dello spirito estranee alle "verità" presuntivamente concrete, quantificabili, misurabili, replicabili.

I temi della nuova cultura emergente nel mondo si basano sulla concezione della Scienza Integrata, basata sulla "transdisciplinarietà" della realtà dei tre mondi interconnessi e interagenti. Oltre dieci anni fa Karl Popper, filosofo della scienza, e il Nobel John Eccles, neurofisiologo, proposero la concezione dell’"interazionismo trialista". Noi ci siamo proposti una elaborazione sulla struttura di quel pensiero, capace di ulteriore integrazione. Così stiamo sottoponendo alla Comunità scientifica la discussione sul Trialismo Integralista, basato sul Mondo 1 (fisico, cibernetico, informatico), il Mondo 2 (psichico nella sua estensione dal psico-cibernetico al psico-noetico), il Mondo 3 (noetico, fondato sui valori, gli universali, gli archetipi antropici, in cui Arte, Scienza, Filosofia e Religione, trovino la loro armoniosa espressione).

Il Mondo 1, fisico, dinamico e vitale è il Mondo cibernetico, informatico coi suoi quattro livelli a più ampi gradi di libertà, dal passivo al reattivo, al logico intelligente, al noetico individuale e sociale. E’ il mondo della struttura, è il mondo della vita, è il mondo neg-entropico, sintropico. Ma questo mondo che si è manifestato nella sua complessità, è spesso avvolto nella catastrofe.

E’ un mondo che dovrebbe essere controllato dalla coscienza dell'uomo in armonia con le leggi naturali e, invece, purtroppo, si esprime nella creatività esteriorizzata meccanicistica, molto spesso, troppo spesso disordinata se non distruttiva in senso fisico, morale e sociale.

Il Mondo 2 è quello della Mente. L'uomo dispone di una mente che generalmente conosce male ed utilizza mediocremente e molto spesso distruttivamente. Il materialismo ha indotto a trascurare la scienza psichica nella sua integralità e potenzialità, relegandola solo alle problematiche meccanicistiche della Psichiatria o della speculazione della psicoanalisi nelle sue varie e contrastanti espressioni. Ma, in verità, la scienza psichica è una disciplina fondamentale tutta da scoprire, scienza pilota, necessaria a tutti fin dalla più tenera età, perchè solo conoscendo veramente cosa è la mente si può accedere alla scienza della coscienza, ossia alla "noetica". Se la storia del mondo è così tragica, dobbiamo dire che ciò dipende precipuamente dall'ignoranza della nostra psiche. La scienza psichica è la scienza di domani ed essa dovrà essere presa in ben altra considerazione da parte del "potere". Si spendono cifre incredibili per la ricerca della fisica delle particelle, molto meno in quella biologica e quasi nulla per la ricerca psichica. Ma se si vuole salvare il mondo, il "potere" dovrà decidere di sostenere i ricercatori della psiche in modo concreto finanziando le nuove ricerche, perchè siamo convinti che è proprio in questa ricerca che l'uomo potrà trovare gli strumenti educativi per una "metanoia" o trasformazione coscienziale, capace di fornire quelle attitudini intuitive ed olistiche necessarie per la più profonda comprensione delle leggi naturali e delle sue armonie, imprescindibile premessa per la salvezza ecologica del pianeta.

Il Mondo 3 è il Mondo noetico. Ogni sforzo per studiare la nostra mento dovrà essere accompagnato da una costante ricerca noetica, basata sulla scoperta dei valori etici, estetici, morali, religiosi di una nuova civilizzazione laico-religiosa ecumenica, basata sul consenso dell'etica ecologica ed autorealizzativa coscienziale. Ci sono archetipi inalienabili che rappresentano la struttura metafísica dell'Uomo e della Creazione. Essi vanno riconosciuti e polarizzati nella nostra interiorità, perché gli esseri umani non sono cose, non sono insetti, ma entità spirituali in evoluzione per la ricerca della loro reale identità.

La coscienza è un processo integrato in cui i 3 Mondi si manifestano con il loro interazionismo. E’ un processo monistico che solo la nostra necessità dialettica lineare obbliga ad esprimere semanticamente nella apparente separazione dei tre Mondi.

L'International Committee for the Integral Science si è proposto questo progetto del Trialismo Integralista per una ricerca interdisciplinare e transdisciplinare nella sfera fisica, psichica e noetica e va coinvolgendo scienziati e pensatori che cercano di fare qualcosa per mutare la storia rituale di un mondo fatto di troppe sofferenze ed ingiustizie. Di giorno in giorno aumenta il numero di coloro che ritengono che la storia non può essere condizionata a riciclare le esperienze passate. Si impone una nuova educazione, che rechi modifiche sostanziali al modello di insegnamento fondato sulla concezione eccessivamente materialistica, riduzionista, specializzata, ultratecnologica. L'umano deve ritrovare la sua totalità e la Scienza Noetica sta elaborando i suoi modelli, così come viene proposto dall'Institute of Noetic Sciences, fondato dall'astronauta Edgar D. Mitchell, sesto uomo giunto sulla Luna, con il quale l'International Committee for the Integral Science collabora già da molti anni.

Il materialismo radicale promettente è ormai scientificamente obsoleto, ma la società umana è ancora sotto l'influsso del vecchio paradigma meccanicistico. Però dovrà ben presto elaborare i nuovi paradigmi per una società post-industriale, se vorrà risparmiare all'Umanità la catastrofe irreparabile. Questo mutamento di mentalità obbliga a una nuova visione del rapporto tra scienze fisiche e scienze dello spirito. Einstein, un anno prima di morire, nel '54, scriveva sul problema della scienza e della religione, ed affermava: "La scienza senza religione è zoppa, ma la religione senza scienza è cieca!" Sospettiamo che i termini della sentenza debbano essere invertiti. La ricerca scientifica è molto spesso cieca per la sua incapacità di valutare le conseguenze a valle e tuttavia la religione e le religioni sono certamente zoppe fin tanto che non supereranno i limiti delle separazioni ideologiche e teologiche. Ma la scienza può veramente riprendere la vista, se affronterà i criteri di una nuova metodologia scaturita da una rielaborazione dei processi transdisciplinari. Einstein auspicava il realizzarsi di una religione cosmica, in cui la fede diventi "conoscenza integrale", ossia si basi sulla logica e sulla intuizione illuminante. Noi pensiamo che ciò sarà veramente possibile in un prossimo futuro, così come pensava anche il Platone dell'India, Aurobindo, con la sua concezione integralista del "supermind" o supermentale, ricercato con le tecniche del suo Purna Yoga. Siamo in tempi di trasformazione rapida, quello che la filosofia indiana chiama "quarto stato" o Turija. Crediamo che forze positive che vibrano nel mondo stiano operando sempre più intensamente...

Gli scienziati e i pensatori che collaborano con l'International Committee for the Integral Science, hanno lungamente studiato le problematiche del pensiero umano. In questi ultimi anni di lavoro collegiale abbiamo studiato con attenzione il pensiero di illustri ricercatori dei meccanismi e dei poteri energetici della mente; Jung, Maslow, Tart, Eccles, Walker, Harmann, Mitchel, Sperry, Pribram, Bohm, Jahn, Dunne, Wigner, Vinardi e molti altri. In modo particolare il Comitato ha collaborato alla diffusione della conoscenza del prezioso lavoro compiuto all'Università di Princeton, alla School of Engineering and Applied Science, dal prof. Robert Jahn e dr. Brenda Dunne sul "ruolo della coscienza nel mondo fisico", con oltre 50 milioni di prove sperimentali statistiche sull'influenza del pensiero umano nei fenomeni fisici, in psicocinesi e visione a distanza e precognitiva e la conseguente elaborazione del modello fisico matematico di meccanica quantistica. Questa straordinaria esperienza, che dura ormai da circa dieci anni, ha dimostrato senza equivoci, in termini statistici, che il pensiero, quando è reiterato e controllato da un idea forma ben definita, agisce "psicocineticamente" e "quantisticamente". Le intenzioni volitive, guidate dalla immaginazione, hanno un potere cumulativo, capace di produrre effetti macroscopici, modificando gli eventi e, quindi, la storia degli individui e delle comunità. Non solo. E’ stato dimostrato che le immagini mentali hanno la possibilità di trasferirsi con processi, probabilmente quantici, con "risonanze morfiche", a qualsiasi distanza. Questo è un aspetto inusitato della nuova ricerca parapsicologica, realizzata da fisici e psicologi di fama, nella più prestigiosa Università del mondo e che solo la malafede e l’ignoranza pervicace potrà mettere in dubbio.

Ciò conferma l'illuminata filosofia orientale che riconosce la reale potenzialità creativa del pensiero. Ad integrare queste nuove scoperte, non ancora ben conosciute nell'ambito della scienza di frontiera occidentale, ecco l'antica disciplina Yogica, che viene sottoposta allo studio di laboratorio presso l'Università statale di San Francisco, da parte di uno scienziato, dotato anche di chiaroveggenza, il fisico prof. Livio Vinardi. Lo studio dei chakra o vortici bio-plasmatici, verificato anche con macchine elettroniche ed elettromagnetiche, rivela le misteriose risonanze biologiche e permette così di ricorrere a tecniche, che già furono della tradizione pitagorica, per potenziare i poteri fisici e mentali dell'uomo.

La nostra esperienza e la nostra documentazione scientifica è stata confortata anche dalle geniali concezioni del grande matematico italiano Luigi Fantappiè (1900-1956). La sua Teoria Unitaria del Mondo Fisico e Biologico, basata sui potenziali anticipati e ritardati, ha aperto straordinarie vie alla conoscenza dei processi entropici e sintropici. L'analogia del processo fisico con quello psichico ha assunto un particolare significato, soprattutto con la elaborazione del pensiero di Fantappiè da parte del suo continuatore, il fisico matematico Giuseppe Arcidiacono, Membro attivo di questo Comitato.

Proprio per le conoscenze scientifiche di avanguardia, acquisite in questi ultimi anni e in corso di più profonda eleborazione, noi riteniamo che la potenzialità del pensiero collettivo, quando è guidata, può realizzare incredibili trasformazioni. Per i materialisti pragmatisti tutto ciò è impossibile ed è perciò che la loro visione ridotta della realtà, non fa che favorire l'implacabile meccanicismo determinista aperto alla casualità.

Ma noi, ricercatori dei misteri della coscienza, riteniamo che è solo la coscienza che può sviluppare l'ordine e l'armonia, se essa è posta in grado di agire collettivamente in un quadro di armoniosa interpretazione delle leggi della natura.

 

 

Il cervello globale di Peter Russel: il prossimo passo dell'evoluzione della terra.

Una singolare nuova ipotesi sulla nascita di un cervello planetario asserisce che l'umanità si troverebbe sulla soglia di un "livello di evoluzione completamente nuovo, che differisce dalla consapevolezza così come la consapevolezza differisce dalla vita, e così come la vita si distingue dalla materia".

Lo scrittore inglese di scienze, Peter Russel, ha affermato che esiste una possibilità per il pianeta di acquistare il proprio equivalente di coscienza - un cervello globale. La maggioranza delle specie umane viventi, secondo Russel, avrebbe il potenziale per sperimentare un cambiamento evolutivo dall'attuale stato di coscienza, centrata sull'ego, ad un unico campo di coscienza distribuita.

Tra le speculazioni di Russel vi è anche il ruolo che gioca la crescita della popolazione umana come catalizzatore dell'evoluzione. Egli ha osservato che la popolazione umana oggi è associata, in relazione alla quantità numerica, a due precedenti gradini evolutivi: uno tra la materia inanimata e la vita, e l'altro tra la materia vivente e una consapevolezza auto-riflettente o auto-consapevolezza.

Sono stati necessari circa 10 miliardi di atomi per formare una cellula vivente complessa, e ancora dieci miliardi di cellule per formare un cervello pensante complesso. Ma questi scalini evolutivi incominciarono ad evidenziarsi già dopo che le concentrazioni superavano il miliardo. Oggi, i quasi cinque miliardi di persone sulla terra, che si possono collegare rapidamente tra loro tramite onde elettroniche, potrebbero rappresentare un comportamento simile alle cellule nervose di un nascente cervello globale.

Russel sostiene inoltre che altri fattori stanno accelerando il cambiamento verso una consapevolezza planetaria, come ad esempio il degrado ambientale, le decisive scoperte tecnologiche, la crescita esponenziale delle capacità di elaborazione dati e la rapida diffusione delle tecniche atte ad espandere la conoscenza. Tutti questi fattori fungono da catalizzatori i cui effetti combinati stanno trasformando il processo evolutivo moltiplicandone la velocità. L'analisi che Russel opera sulle tendenze sociali, tecnologiche e psicologiche appare evidente nel suo libro "The Global Brain: Speculations on the Evolutionary Leap to Planetary Consciousness".

Qui viene messo in evidenza che così come la consapevolezza individuale è più che una interazione biochimica di singole cellule cerebrali, la consapevolezza planetaria sarà una cosa distinta dalla somma di singoli cervelli che interagiscono tra loro.

"Il cervello globale potrebbe avere caratteristiche completamente nuove, che sono inimmaginabili per la nostra attuale conoscenza. Così come nessuno dei quattro ordini evolutivi precedenti poteva essere previsto da quello anteriore. Le dinamiche delle particelle sub-atomiche non predicono il comportamento dei singoli atomi più di quanto la fisica spieghi i fenomeni chimici e la chimica non riesca a prevedere i principi che governano gli organismi viventi; né può la biologia spiegare la consapevolezza. Ogni livello è un ordine di esistenza che emerge in modo nuovo. Il quinto ordine evolutivo, la "noogenesi planetaria" (dal greco nous "coscienza, mente") sarà descrivibile solo dopo la sua nascita". Russel vede la possibile evidenza di un cambiamento noogenetico nel raddoppiarsi della velocità dei processi di informazione e della consapevolezza. L'industria per l’elaborazione delle informazioni attualmente raddoppia ogni sei anni il numero delle persone che impiega, mentre la capacità del processo di elaborazione-dati raddoppia quasi annualmente. Supponendo che l'attuale tasso di aumento della capacità sia mantenuto, la rete globale di telecomunicazioni potrebbe arrivare allo stesso livello di complessità del cervello intorno al duemila. Anche più sensazionale è la valutazione di Russel che l’emergere della coscienza-crescita e illuminazioni spirituali segue un ritmo di raddoppio di tre anni. La sua stima è basata su di un esame fatto ad un determinato numero di persone coinvolte, di organizzazioni e di pubblicazioni. La curva di crescita del processo di informazione ha superato quella della crescita industriale nel 1975. Russel prevede che la curva dell'innalzamento della consapevolezza supererà alternativamente quella dell'informazione. Dal punto di vista di Russel il raggiungimento popolare della "più alta" consapevolezza è un pre-requisito della noogenesi. Il conflitto umano e le divisioni cesseranno soltanto quando milioni di individui svilupperanno una più profonda coscienza interiore. "Il cervello globale si svilupperà da una fusione armonica tra evoluzione interiore ed esteriore", ha affermato Russel; "questa fusione richiede un cambiamento generale dell'identità personale, e l'esperienza di sottolineare l'unità interpersonale che trascende "l'ego incapsulato nella pelle". Numerose nuove scoperte tecnologiche stanno precipitando il cambiamento verso la consapevolezza planetaria. Ognuna di esse è paragonabile a precedenti scoperte evolutive:

 

Ingegneria genetica: "L'unica evoluzione che espanse nello stesso modo la diversità biologica fu lo sviluppo della riproduzione sessuale tramite cellule semplici, due miliardi di anni fa. Mentre questa capacità impiegò due miliardi di anni per evolversi, la scienza umana ha raggiunto un passo simile in pochi secoli".

 

Manipolazione dell'atomo: "Nuovi elementi furono ultimamente sintetizzati in questa area della nostra galassia dall'esplosione di una supernova prima della nascita della terra. L'umanità così sta iniziando un processo che non si è verificato in questa zona da più di quattro miliardi di anni".

 

La cella solare: "La conversione diretta dell'energia solare rappresenta uno sviluppo evolutivo significativo quanto il processo di fotosintesi che iniziò tre miliardi e mezzo di anni fa".

 

Mobilità: "La nostra crescente capacità di colonizzare lo spazio è uno sviluppo significativo, paragonabile alla colonizzazione della terra da parte dei primi anfibi quattrocento milioni di anni fa".

 

Comunicazioni: Russel ha paragonato la rete di telecomunicazioni che riveste il globo alla comparsa sulla terra degli organismi multicellulari un miliardo di anni fa.

"Poiché le comunicazioni oggi collegano interamente lo sviluppo dell'umanità, si potrà arrivare alla fine ad un punto in cui i miliardi di scambi di informazioni che avvengono tramite queste reti, saranno in grado di creare dei modelli di coerenza in questo cervello globale, simili a quelli trovati nel cervello umano". "Il continuo miglioramento di ognuna delle tecnologie sopra menzionate", dice Russel, "accelera il progresso di tutte le altre. I loro effetti combinati portano ad un nuovo livello di complessità i tre maggiori fattori che governano il cambiamento evolutivo: diversificazione, organizzazione e interconnessione. Gli effetti catalizzatori incrociati di queste tecnologie ci suggeriscono che siamo nel mezzo di una fase che non ha precedenti nel cammino dell'evoluzione".

 

La visione della Terra dell'astronauta Mitchell
di Dario Schena Sterza.

Ore 22. 30 del 31 gennaio 1971. Il decollo dell'astronave Apollo 14, avviene con cinquanta minuti di ritardo per le condizioni meteorologiche. A bordo Alan Shepard, comandante, Edgar Dean Mitchell pilota del modulo lunare Antares, Stuart Rose pilota dell'astronave madre Kitty Hawk. Destinazione: Luna, cratere di Fra Mauro. La missione si complica al momento dello stacco del terzo stadio. Ma improvvisamente le difficoltà sono superate. Ora l'astronave è arrivata in prossimità della Luna a circa 15 chilometri. E' il momento più drammatico. Mitchell e Shepard sono soli sul modulo ed iniziano l'allunaggio, ma improvvisamente l'antenna radar altimetrica per la discesa morbida si guasta. Il computer di bordo avverte: "guasto grave.... missione annullata". E' assurdo! I due astronauti rifiutano il responso della macchina elettronica e decidono comunque la discesa. Potrebbero sbagliare l’impatto e rimanere così per sempre lassù fermati nel tempo. Ma ancora improvvisamente il radar altimetrico riprende a funzionare. Ore 10. 18 del 5 febbraio 1971 il modulo è sulla luna a soli venti metri dal punto previsto! La prima parte della missione è compiuta. Ora inizia l'esplorazione. Il cratere di Fra Mauro ha un diametro di ottanta chilometri. La sua altezza è di 1859 metri. A due chilometri di distanza c'è un'altura di circa centoventi metri. Bisogna giungere lassù. Ma l'impaccio delle tute e degli equipaggiamento li fa ansimare e traspirare. Il cuore degli astronauti è accelerato a 155 battiti al minuto. Il dottor Berry, medico capo della NASA, avverte: "Fermatevi... siete al limite... tornate indietro. E' un ordine!" Si fermano. Raccolgono le pietre lunari, circa cinquanta chili. Installano le apparecchiature scientifiche che funzioneranno ancora per un anno: un collettore di vento lunare, un magnetometro che prova l'esistenza del campo magnetico lunare, un riflettore laser, un sismometro ed un trasmettitore radio per il trasferimento dati, alimentato da una centrale atomica al plutonio da 63 watt. Mitchell deposita sul terreno lunare anche un pacchetto che contiene il primo versetto della Genesi in 16 lingue ed una Bibbia completa su microfilm. Rientrano nel modulo. Accendono i razzi di decollo e l'aggancio con l'astronave madre avviene con precisione. E' il 6 febbraio alle ore 17. 48... ora Mitchell è più disteso. Può pensare a realizzare qualcosa che ha tenuto nascosto ai dirigenti della NASA. Ha stabilito con alcuni suoi amici fidati che egli avrebbe tentato un esperimento di trasmissione telepatica dalla Luna. L'esperimento è difficile, anche perchè gli orari stabiliti per il contatto ESP sono completamente saltati. Ma egli lo tenta lo stesso... non si sa mai! Poi il corso dei suoi pensieri si dilata. Mitchell non è solo un eroe dello spazio, ma è anche un ingegnere ed uno scienziato, e spesso, negli anni che precedettero la sua straordinaria avventura, egli ha verificato l'esistenza di fenomeni anomali come ricorrenze telepatiche, anomalie psicocinetiche, precognizioni... Il suo interesse per la ricerca psichica si è andato sviluppando man mano che la sua anima si è espansa verso nuove e più ampie dimensioni spirituali. Come è avvenuto per quasi tutti i dodici astronauti lunari, Amstrong, Aldrin, Conrad, Bean, Shepard, Scott, Irwin, Young, Duke, Cerman, Schmit, qualcosa di fondamentale si è inciso nelle loro anime. L'avventura lunare è certamente la più straordinaria mai compiuta dall'uomo e non può essere considerata solo dal punto di vista tecnologico. E' in gioco il coraggio, l'intelligenza, la volontà, la spiritualità dell'uomo. Gli astronauti non sono macchine, ma uomini e, per quanto le tecnologie siano sofisticate, non possono sostituire le intuizioni e le decisioni umane.

Mitchell dice: "Ero uno scienziato pragmatico, ma quando ho visto il pianeta Terra fluttuare nello spazio ebbi delle sensazioni favolose... la Terra era incredibilmente bella, una visione superba, uno splendido gioiello blu e bianco sospeso sul velluto nero del cielo... e, paragonandola a quel desolato panorama lunare, pieno di vita, mi domandavo come l'uomo non comprendesse quale dono inestimabile gli era stato concesso dalla divinità ... No, la vita non era dovuta al caso! Percepii queste sensazioni noeticamente ed ebbi la sensazione della realtà nascosta. L'universo era finalizzato ad una meta. Ma poi mi colse un'angoscia profonda. Là, in quello che è il nostro vero paradiso, là, dove la mia astronave mi avrebbe riportato, gli esseri umani commettevano crimini, assassini, combattevano guerre, lottavano per un potere, inquinando l’ambiente con polluzioni nocive, devastando risorse naturali, si muovevano con intolleranza, bigottismo, pregiudizi. Là milioni di uomini soffrivano povertà, malattie, miseria, paura, terrorismo. Mi resi conto della tragedia umana, del terrore dominante per un olocausto nucleare, della crisi violenta a cui il genere umano alla soglia del Terzo Millenio era implacabilmente destinato... Allora mi domandai se io e tanti altri uomini sensibili e preoccupati del destino del pianeta potessimo fare qualcosa al di fuori delle istituzioni che, nella loro meccanicistica strumentazione, sono impotenti ad una trasformazione dell'uomo. Mentre mi avvicinavo alla terra, nella mia coscienza si andava maturando una nuova realtà, un nuovo stato di coscienza. La mia vita non sarebbe stata più la stessa. Nonostante la mia limitatezza e la mia impotenza avrei tentato comunque di far sentire la mia voce, avrei cercato la collaborazione di tutte quelle menti nobili che sperano che sperano che l’Umanità diventi migliore e riconosca la più profonda realtà che l'ha creata".

Il 9 febbraio 1971, alle ore 22. 05, la capsula lunare scende nel Pacifico. L’avventura è finita, ma Mitchell è un uomo diverso. Poco tempo dopo abbandonerà la NASA e fonderà la "Mitchell & Associates" che pubblicherà Psychic Exploration in due volumi, tradotta in italiano nel 1975 dalla MEB ed edita con il titolo Esplorazioni Psichiche in USA. In questi due volumi sono raccolti gli studi di una trentina di eccezionali ricercatori nella sfera della ricerca psichica, alcuni, noti parapsicologi, altri invece specialisti in campi della ricerca scientifica in fisica, elettronica, biologia, psicologia, ecc. Nel marzo del 1972 fonda l'Institute of Noetic Sciences, la cui Presidenza sarà affidata negli anni seguenti al Prof. Willis Harmann. In oltre 15 anni di attività l'Institute of Noetic Sciences realizza un cospicuo numero di ricerche, riesce ad avere oltre 15. 000 soci e a pubblicare con continuità la rivista "Noetic Review" nella quale dibatte con preferenza i temi della ricerca in neuroscienza, dinamiche mentali, psicosomatica, problematiche ideologiche e filosofiche inerenti la pace nel mondo, lo sviluppo degli stati di coscienza, la fenomenologia paranormale, ecc. Inoltre tiene Convegni Nazionali ed Internazionali mirati fondamentalmente agli sviluppi della coscienza, all'etica ecologica ed autorealizzativa.

 

L'impulso noetico dato da Mitchell ha avuto un eccellente impatto in varie parti del mondo. Anche l'International Committee for the Integral Science, istituito in Italia a cura dello scrivente, fisico cibernetico e ricercatore psichico, nasce dalla collaborazione ideologica stabilita con l'Institute of Noetic Science ed adempie ad uno dei programmi cari a Mitchell, quello di favorire l'incontro tra studiosi e centri di diversa estrazione in una ricerca di ordine transdisciplinare in cui le ricerche cibernetiche, psichiche e noetiche, trovino gli spazi per la strutturazione di una scienza integrale che aiuti l'Umanità a trovare i giusti sentieri della conoscenza per la salvezza dei pianeta e delle generazioni future.

 

La Terra viva e cosciente di P. D. Ouspensky
dal "Tertium Organum" Ed. Astrolabio

"Se al mondo esiste la razionalità, allora essa deve pervadere ogni cosa, sia pure manifestandosi in modo vario. Gli oggetti inanimati e i fenomeni meccanicistici sono per noi privi di vita e irrazionali. Ma non può essere così, succede soltanto a causa della nostra mentalità limitata, del nostro limitato potere di associazione con altre menti, della nostra limitata esperienza nell'analogia che la razionalità e la vita psichica in genere appaiono soltanto in certe categorie di creature viventi... In altre parole noi riconosciamo come animati soltanto quegli esseri che hanno una vita psichica accessibile alla nostra osservazione, vale a dire quegli esseri la cui psiche è analoga alla nostra. Pertanto ogni cosa che vive, che pensa e che percepisce in una maniera non analoga a noi deve apparire morta e meccanicistica.

... Ma a volte noi avvertiamo vagamente una vita intensa che si manifesta nei fenomeni della natura e intuiamo una forte emotività le cui manifestazioni costituiscono i fenomeni della Natura (per noi) inanimata. Ciò che desidero far capire è che dietro i fenomeni delle manifestazioni visibili si percepiscono i noumeni del sentimento.

Nelle scariche elettriche, nel tuono e nel lampo, nella furia e nell'urlo del vento, si vedono a sprazzi i brividi sensuali e nervosi di un gigantesco organismo...

Se, in linea di massima, vita e sentimento esistono, essi debbono esistere in tutto. La vita e la razionalità creano il mondo. Una montagna, un albero, un fiume, il pesce che nuota nel fiume, la rugiada e la pioggia, un pianeta, il fuoco, debbono possedere ciascuno per conto suo una propria psiche...

fra la psiche di una montagna e la psiche di un uomo, deve esserci la stessa differenza che c'è tra una montagna e un uomo."

 

 

L'Universo cosciente di Fechner
da William James, "Un universo pluralistico", Ed. Marietti

Una più vasta struttura di pensiero richiede un più vasto ordine di corpi. Il mondo sul quale viviamo deve avere, secondo Fechner, la propria coscienza collettiva....

La supposizione di una coscienza collettiva del mondo incontra un forte pregiudizio istintivo ... Tutte le forme di coscienza che noi conosciamo direttamente sembrano legate al cervello...

Ma il nostro cervello, che serve soprattutto a mettere in relazione le nostre reazioni muscolari con gli oggetti esterni da cui dipendiamo, assolve ad una funzione che la Terra esegue in modo del tutto diverso.

Essa non ha muscoli o membra proprie e gli unici oggetti esterni a lei sono le altre stelle. A queste la sua intera massa reagisce con le più sensibili alterazioni nel suo generale andamento e con le più squisite vibranti risposte nella sua sostanza.

Il suo oceano riflette le luci del cielo come un potente specchio, la sua atmosfera le rifrange come una mostruosa lente, le nubi e i campi di neve le combinano col bianco, i boschi e i fiori le suddividono nei colori. Polarizzazione, interferenza, assorbimento risvegliano delle capacità di sentire che i nostri sensi sono troppo rozzi per cogliere.

Per queste relazioni cosmiche che le sono proprie, dunque, essa non ha bisogno di cervello più di quanto abbia bisogno di occhi ed orecchie. Il nostro cervello, in verità, unifica e pone in relazione innumerevoli funzioni... Deve ogni più alto mezzo di unificazione tra le cose essere letteralmente una fibra del cervello e andare sotto questo nome? Non potrebbe la mente della Terra conoscere in un altro modo i contenuti delle nostre menti contemporaneamente?"

In una pagina straordinaria Fechner riferisce uno dei suoi momenti di visione diretta di tale verità.

"Un mattino di primavera uscii per fare una passeggiata. I campi erano verdi, gli uccelli cantavano, la rugiada brillava, il fumo si levava, qua e là apparivano uomini; una luce quasi trasfigurava le cose. Era solo una piccola parte della Terra; era solo un momento della sua esistenza; eppure a mano a mano che la mia vista la abbracciava sempre più mi apparve, non solo come una splendida idea, ma come fatto vero e chiaro, che essa è un angelo ... e mi chiesi come mai le opinioni degli uomini possono essersi allontanate tanto dalla vita da ritenere la Terra soltanto una massa bagnata … Ma un’esperienza come questa passa per fantasticheria. La Terra è un corpo a forma di globo, e tutto ciò che essa può essere in più si può trovare nei gabinetti di mineralogia."

Fechner paragona i nostri esseri individuali sulla Terra a tanti organi di senso dell'anima di essa. Noi aggiungiamo qualche cosa alla sua vita percettiva finché dura la nostra vita. Essa assorbe le nostre percezioni, proprio come esse si presentano, nella sua più vasta sfera di coscienza, e le combina con gli altri dati ... Ma le memorie e le relazioni concettuali che si sono diramate intorno alle percezioni di quella persona, rimangono nella più larga vita del mondo.

La tesi di Fechner venne presentata in forma compiuta e matura nell’ultimo volume del suo "Zend-Avesta".

 

Le sfide mondiali indicano la necessità di una visione trascendentale

"A meno che non si possa accelerare lo spostamento da una visione egocentrica ad una visione trascendentale, non sembra che il mondo se la possa cavare" ha detto lo psicoterapeuta Frances Vaughan ad una assemblea della International Transpersonal Association (I.T.A.) a Tarr ytown (N.Y.). La conferenza "La visione transpersonale: Nuove Immagini della Natura Umana" ha posto l'accento sull'importanza della trascendenza personale per risolvere la crisi planetaria.

Lo psichiatra Roger Walsh ha approfondito lo studio su parecchie minacce mondiali che si incrementano reciprocamente: la sovrappopolazione e la fame, la riduzione al minimo delle risorse, la perdita dei terreni fertili a causa dell'avanzamento dei deserti, la catastrofe climatica derivante dal riscaldamento atmosferico prodotto dagli scarichi delle auto e delle industrie, gli armamenti nucleari, la diplomazia.

"Siamo la sola specie capace di autodistruggersi senza l'aiuto delle altre specie" ha detto Walsh.

I partecipanti a questa conferenza erano tutti concordi nell'affermare che si può trovare un rimedio solo se ci si pone in una prospettiva che vada al di là delle semplici preoccupazioni egoiche.

Sono inoltre state discusse le varie dimensioni di trascendenza dell'ego:

 

 

- Il superamento della paura della morte.

"La paura della morte non motiva l'uomo a vivere" ha detto lo psichiatra Stanislav Grof. "Solo la liberazione dalla paura della morte può farlo". Grof e altri suoi colleghi hanno sviluppato alcune tecniche che portano ad esperienze transpersonali di "rinascita" rendendo così i pazienti capaci di affrontare la paura della morte e di liberarsene.

 

- L'abbandono della mentalità noi/loro.

"Il viaggio transpersonale incomincia da solo, ma porta alla consapevolezza della nostra connessione interiore, e ci pone in relazione col mondo ad un livello più profondo", ha affermato Vaughan. "I confini tendono a dissolversi non appena scopriamo chi siamo realmente - una estensione dell'unità di tutta la vita. La richiesta di una pace interiore generalmente si traduce anche in una richiesta di pace esterna".

 

- Mettere in risalto ciò che accomuna gli uomini.

L'antropologo Angeles Arrien ha riportato i risultati di un progetto di ricerca per l'identificazione dei simboli prevalenti e le pratiche riconosciute da tutte le culture. Il riconoscere l'esistenza di questi punti comuni aiuta la gente a lasciare indietro le divisioni causate dall'eccessivo peso dato alle differenze.

- Il risveglio dall'ipnosi culturale.

"Abbiamo bisogno di vedere la situazione del mondo con occhi freschi" ha continuato Vaughan. La consapevolezza trascendente promuove l'apertura ad imparare mediante la rivelazione dell'aderenza di ognuno alle risposte collettive che non sono state esaminate alla luce dell'esperienza individuale.

Noi realizziamo che la nostra mente è la fonte di tutte le nostre esperienze, potere e capacità. E' nella mente che noi creiamo o inibiamo le nostre possibilità.

 

- Il riconoscimento delle responsabilità individuali.

"Nessuno è esente dalle implicazioni dei turbamenti umani. Non possiamo scegliere di non cambiare, possiamo soltanto scegliere la direzione del nostro cambiamento", ha concluso Vaughan. Walsh ha osservato che l'attuale confusione che investe il globo ci offre un’opportunità senza precedenti per assumerci le nostre responsabilità. "Il nostro disordine mentale può aver creato una situazione tale da rendere l'auto-correzione inevitabile. Possiamo scegliere di morire come bambini che bisticciano tra loro o di vivere come adulti responsabili"

 

 

Le oscillazioni sociali possono provocare lo spostamento verso un maggiore ordine

La teoria delle strutture dissipative ha delle entusiasmanti implicazioni sia per la sociologia che per la biologia e la chimica. Lo studioso Ilya Prigogine ha evidenziato che per un certo verso questa teoria offre un esempio di violazione delle cosiddette "leggi delle grandi quantità". In una struttura dissipativa le oscillazioni possono alterare un intero sistema. Esse conducono il sistema proprio come, all'interno di una società, una minoranza creativa può indurre la società stessa a trasformarsi secondo un nuovo ordine. Prigogine sostiene che le oscillazioni creano una nuova media. L'analogia con la storia è quindi ovvia: le oscillazioni, in questo caso il comportamento di un piccolo gruppo di persone, può cambiare completamente il comportamento dell'intero gruppo. Le oscillazioni critiche in una società, "una dialettica tra massa e minoranza", può creare un nuovo stadio medio in un sistema sociale. Secondo Prigogine le società hanno un potere di integrazione limitato. Se la perturbazione supera il potere di interazione, il sistema sociale viene distrutto, oppure dà inizio ad una nuova organizzazione. Le culture sono "forse le più coerenti e le più strane strutture dissipative". Alcune innovazioni hanno successo, ma altre vengono soppresse dal circostante medium, la società dominante.

Un numero critico di sostenitori del cambiamento possono creare una "direzione preferenziale" così come avviene in un cristallo o in un magnete dove l'ordine interno organizza il tutto. Prigogine afferma inoltre che le società, avendo raggiunto una certa grandezza e densità, possano ora giungere ad una diversificazione e pluralità, caratteristiche queste, tipiche dei sistemi complessi.

La teoria delle strutture dissipative è stata messa in relazione ai problemi dei sistemi sociali, incluso il flusso del traffico sulle autostrade e le perturbazioni dei sistemi socioeconomici locali, causati dalle grandi vie di comunicazione interstatali. Un articolo uscito sul "Chemical and Engineering News" descrive l'interesse che la teoria ha suscitato tra sociologi, cibernetici e teorici dei sistemi generali.

 

 

Siamo noi i guardiani del nostro pianeta?

I1 pensiero di due studiosi come Peter Russel e Stephen Jay Gould costituisce un incoraggiamento per coloro che anticipano la trasformazione della società. La vera coscienza planetaria, comunque implica una trasformazione più completa che coinvolga tutte le forme di vita. Può esserci utile perciò considerare noi stessi come parte integrante di questo insieme, di questo "Genere della vita".

Secondo uno studio riportato alcuni anni fa dalla rivista "Global 2000", i progetti delle attività umane possono essere il risultato dell'estinzione di centinaia di migliaia di specie umane. Per questo se non consideriamo la prospettiva planetaria metteremo in pericolo l'intera esistenza.

Da una tale prospettiva la nostra intelligenza sembra fare di noi una specie scelta. Ma Russel ci ammonisce: "Per la prima volta nella storia dell’evoluzione dell'umanità la responsabilità per il suo continuo rivelarsi è stata posta al di sopra dello stesso materiale evolutivo". L'intelligenza superiore, più che elevarci al di sopra delle altre specie, ci lega ai loro destini.

 

Noi mettiamo a repentaglio tutta la vita, inclusa la nostra, continuando a considerarci come coloro che stanno in cima alla scala evolutiva. Noi siamo diventati i custodi dell'esistenza, i guardiani della selezione naturale.

 

La mente della nostra Madre: pensando il mondo come unità
di Bob Samples

La Madre di cui Samples parla è la Madre Terra. La mente che egli descrive è quella che percepisce le armonie naturali che lavorano insieme, piuttosto che contro i ritmi della Terra. Samples si riferisce ad una evoluzione cosciente, ad un ‘continuo risveglio spirituale della consapevolezza planetaria’. Il libro rispecchia la personale esperienza dell'autore, di unione, allontanamento e riunione con la Terra. Da bambino, scrive, "amavo la terra anche se non sapevo che ci fosse"; affascinato dalla dinamica della Madre Terra, il tempo, le sue creature, i suoi corsi d'acqua, le sue rocce.

Samples iniziò poi gli studi che lo allontanarono da questa esperienza unitaria. Per anni accumulare conoscenza divenne più importante che meravigliarsi dei misteri. Samples ebbe un brusco risveglio. "Il mio primo lavoro in geologia e geofisica mi guarì velocemente dalla mia conoscenza piena di arroganza. Facevamo, con le trivelle, grandi buchi nel suolo. Gli esplosivi furono spinti in profondità nelle cavità, e fatti esplodere un centinaio di piedi sotto di noi. I geofoni ascoltarono il trauma. Essi passarono le onde d'urto ad un camion, dove i dati venivano catturati da occhi disincantati. Il proposito era quello di sfruttare, di guadagnare… di giudicare il prezzo della Terra". Riaffiorarono così le memorie dell'infanzia. "Realizzai che avevo studiato geologia, geofisica ed astronomia, perchè ero innamorato della Terra. Rimasi scioccato come uno studente di medicina alla sua prima autopsia quando guardai l'accuratezza di quelle ferite causate dalle trivelle. Io amavo la terra ed ero diventato un violentatore".

La sua prima carriera durò 10 settimane. Nei successivi 25 anni Samples si dedicò allo studio dell'unità della Terra. Samples attribuisce gli odierni mali della civilizzazione e l'inquinamento terrestre ad una singola prevalente tendenza: "Noi abbiamo più interesse per i pezzi, piuttosto che per il tutto". Questa inclinazione a pensare il mondo a pezzetti è il risultato di uno "sciovinismo corticale": la nostra pretesa di esserci evoluti dai più primitivi stadi della consapevolezza mediata subcorticalmente.

Infatti, Samples ribatte, non ci siamo mai fermati nell'evoluzione di una tale consapevolezza: "Non siamo saliti da un tipo di consapevolezza ad un altro, ma abbiamo coesistito sempre con i diversi stadi della stessa consapevolezza". Tutti i precedenti stadi di consapevolezza rimangono attivi, per quanto inconsapevoli si possa essere alle armonie che abbiamo sinora ignorato".

L'esigenza di un tale risveglio è così sentita, che vi è un sistematico ed intenzionale sforzo, anche se ancora latente, per ritornare ai sistemi che conducono alle armonie che abbiamo sinora ignorato. Per sostenere questo suo punto di vista, Samples ha raccolto una notevole quantità di letteratura popolare, critica e scientifica degli ultimi venti anni. Egli vede fondamentalmente due sole possibilità di scelta: o l'equilibrio della morte (e quindi morire), oppure l'equilibrio di un’armonica evoluzione.

"Se scegliamo l'evoluzione armonica" osserva "arricchiremo la cultura che speriamo di raggiungere. L'arricchimento verrà dalla riapertura di sistemi che erano chiusi dentro noi stessi".

Questa riapertura trascende i meccanismi culturali. Continua Samples: "La consapevolezza appartiene ad ognuno di noi. Non c'è bisogno di aspettare trasformazioni culturali per fondere il nostro essere nella consapevolezza planetaria. Non c'è bisogno di legislazioni per creare un programma di sostentamento del nostro essere. Non c'è bisogno di un leader per unirci al flusso evolutivo della consapevolezza. Nell'evoluzione non ci sono leader; è un processo di unione".

L'unificazione che caratterizza la consapevolezza planetaria viene così descritta da Walt Whitman, in una sua poesia:

 

C'era un bimbo / che ogni giorno camminava / E il primo oggetto che guarda va / E percepiva con meraviglia o compassione / O amore o terrore / Quell'oggetto egli diventava.

Allo stesso modo noi dobbiamo diventare ciò che ha la freschezza della natura, conclude Samples. Il ripristino della consapevolezza planetaria richiede che ciascuno di noi si sia realizzato. L'essere umano che noi siamo, è l'essere umano che noi vediamo; e umani vuoti non possono invitarci al ritorno alla nostra madre.

 

Una lista americana delle "Intentional Communities" statunitensi (e internazionali)

Acorn, Mineral, Virginia, USA

Amana Colonies, a historic communal site, Amana, Iowa, USA

Ananda

Aquarian Concepts Community, Divine New Order Government, Sedona, Arizona, USA

Arcosanti, near Cordes Junction, Arizona, USA

Auroville, South India

Breitenbush Community, Detroit, Oregon, USA

Bruderhof Communities

Bryn Gweled Homesteads ~ Southampton, Pennsylvania, USA

Cerro Gordo, Oregon, USA

Chicago Mutual Housing Network -- Affordable Housing Cooperatives in Chicago, USA

Circle Op Springs ~ Moab, Utah, USA

Cohousing Magazine's North American Contact List.

CoHousing in Maine, USA

Commonweal Cohousing, Massachusetts, USA

Council of New York Cooperatives

Damanhur, The Temple of Mankind, Italy

Dancing Rabbit, USA

Deer Rock, Faber, Virginia, USA

EarthSeed ~ Vermont, USA

East Wind Community, Tecumseh, Missouri, USA [1/22/96]

EcoVillage at Ithaca, New York, USA [1/29/96]

Ekone Ranch and the Sacred Earth Foundation, near Goldendale, Washington, USA [1/25/96]

Erisian Fields Cohousing, Lane County, Oregon, USA

The Farm, Summertown, Tennessee, USA

Federation of Egalitarian Communities ~ USA

Sandhill, East Wind, Twin Oaks, Acorn, Tekiah, Veiled Cliffs

Fiddler's Green ~ Evanston, IL, USA [1/5/96]

Findhorn Foundation, Scotland

Frankleigh House Community, South West England

Gabalah, NSW, Australia [1/21/96]

Gail's Hip Farm, Central Oklahoma, USA

Ganas, New York, USA

Gesundheit! Institute, West Virginia, USA

Green Pastures Estate, Epping, New Hampshire, USA [2/4/96]

Hawk Circle Co-op, Tipton, Iowa, USA

Hei Wa House, Ann Arbor, Michigan, USA

Homestead Cooperatives, Independent Living for Rural Seniors

Inter-Cooperative Council - AA student cooperative housing, Ann Arbor, Michigan, USA

L.A. Eco-Village, Los Angeles, California, USA

The Land, Ashville, NC, USA [1/24/96]

Madison Community Cooperative, Madison, Wisconsin, USA

Magic, Palo Alto, California, USA

Marsh Commons Cohousing, Arcata, California, USA

N Street Cohousing, Davis, California, USA

NASCO List of Member Co-ops ~ North America

New Creation Christian Community, United Kingdom

NEXUS project, forming cyberspace/intentional community matrix

Osho Commune International

Phoenix Community Circle ~ Phoenix, Arizona, USA [1/19/96]

Rainbow Family Gatherings, a nomadic intentional community

Quaker House, Chicago, IL, USA [2/4/96]

Riverside

RoseWind Cohousing Group - Port Townsend, Washington, USA

Songaia Cooperative: a non-profit, cohousing community - Bothell, Washington, USA [1/18/96]

Synchronicity Foundation, ~ Charlottesville, Virginia, USA

Taizé, an ecumenical, monastic community, France

University Students' Cooperative Association, Berkeley, California, USA

Westwood Cohousing, Asheville, North Carolina, USA

Zangdog Palri Copper Colored Sacred Mountain ~ Southeastern Arizona, USA