SESSUALITA’ ED EVOLUZIONE


Questa sezione comprende i seguenti articoli:

INTRODUZIONE: dalla religiosità del sesso alla sua demonizzazione - Apogeo declino e rinascita della religione della natura e dell'eros di Nitamo Montecucco

Sesso, psicosomatica e spiritualità di Nitamo Federico Montecucco

Wilhelm Reich e la sessualità - Dalle pulsioni parziali all'orgasmo totale di Luciano Marchino

Wilhelm Reich sulla sessuoeconomia a cura di Luciano Marchino

Reich, radix e lo sviluppo della sessualità di Charles R. Kelley

Reich, orgasmo e bioenergetica di Alexander Lowen

Esperienza del vuoto: essenza e sessualità di A Hameed Alì

La religione della natura e dell'eros di Alain Danielou

Il sesso è una porta al divino di Osho

Del ricoprirsi del Papalagi, dei suoi molti panni e stuoie di Tuiavii, saggio Capo Indigeno delle Isole Samoa

Connubi celesti di Carlo Moiraghi

Tantra: il rito segreto di Nik Douglas e Penny Slinger


 

INTRODUZIONE: Dalla religiosità del sesso alla sua demonizzazione - Apogeo, declino e rinascita della religione della natura e dell'eros
di Nitamo Montecucco

Che il sesso sia uno dei fenomeni più profondi e naturali della vita è ormai fatto di comune accezione, così come l'evidenza dei condizionamenti e delle concezioni morali che da millenni gravano e avvelenano questa esperienza umana.

Ma quali sono state le cause storiche iniziali? Nel suo bellissimo libro 'Shiva e Dioniso', Alain Daniélou ci apre uno scenario di grande fascino e ampiezza, in cui l'intero pianeta assiste all'espandersi e declinare di differenti culture che condizionano poi per millenni i destini degli uomini. Daniélou ci riporta alle origini della cultura paleolitica indoeuropea, prima delle invasioni ariane, quando l'unica religione era l'amore e il rispetto per la natura.

Questa forma arcaica di religiosità considerava il sesso l'elemento essenziale di tutto il processo di creazione e di evoluzione, la forza cosciente e generativa da cui erano nati i pianeti e i cieli, la Terra con le sue piante e i suoi animali, gli oceani e le vette. L'uomo in questa esistenza sensuale e divina si trova a metà strada tra il regno animale e il regno degli Dei, anch'essi comunque momenti della danza di Shiva, il Dio supremo, la coscienza del Tutto. Questa religione naturale adorava ogni cosa, dalle pietre alle stelle, come forme attraverso cui si esprime la divinità. I suoi simboli sono il fallo, il serpente, il toro, la dea della Terra e delle montagne.

Poi dalle pianure del centro Asia iniziano le espansioni dei popoli ariani, alcune calano in India, altri in Persia e Medio Oriente, invadono la Grecia e il Mediterraneo, altri ancora si spingono fino ai confini dell'Europa del nord, è una continua conquista che porta ad una sottomissione delle culture antiche.

Gli Ariani sono portatori di una forma di religione in cui Dio è l'immagine dell'uomo e lo supporta nella sua continua conquista della natura e del mondo. Muore, perlomeno esteriormente, l'antica sensazione di religiosità e di fusione col Tutto e nascono dei panteon in cui gli Dei giocano gli stessi drammi umani, infatti sono appunto inventati dalla mente umana.

La natura diventa, così come nella nostra tradizione cattolica, una creazione di Dio atta a servire l'uomo. Gli Ariani sono portatori di uno sviluppo mentale sconosciuto alle razze antiche che invece erano più orientate alle emozioni e al cuore. Le più tolleranti e aperte tra le società ariane primitive inglobarono la religione originaria, Shiva viene così incorporato in una trinità insieme a Brahma e Visnu, così come Osiride in Egitto (giunto dall'India a cavallo di un toro), o Dioniso e i simboli del serpente nella Grecia classica. Ma non furono così umane ed eque tutte le società.

Joseph Campbell, il famoso mitologo, recentemente scomparso, nel libro "Il potere del mito", evidenzia come il mito giudaico cristiano del peccato originale sia stato creato dopo l'avvento degli antichi Ebrei (ariani provenienti dal sud) a Canaan e l'assoggettamento dei Cananei che ancora adoravano il serpente e la Dea come divinità principali. Invece di includerne i simboli religiosi, gli Ebrei, portatori di un dio maschile, rifiutano la Dea madre e creano il mito del giardino dell'Eden creato da un "Dio Padre", in cui la donna, con la complicità del serpente, contravviene alle regole divine e porta sciagura a tutto il genere umano. La donna e il serpente (simbolo di fertilità e di saggezza in tutte le altre culture del mondo) diventano così i simboli della disgrazia e della maledizione che ricadrà su tute le generazioni future. E' la fine del matriarcato.

E' interessante notare come proprio questa mitologia nata da un popolo di nomadi poco tolleranti di 4000 anni fa, sia sopravvissuta tra le innumerevoli e ben più profonde simbologie del passato, e sia ancora accettata da gran parte del mondo 'civilizzato' come verità rivelata.

Così Shiva, il Dio del sesso, della gioia di vivere e dell'amore per gli animali, spesso rappresentato nudo o con le corna diventa la rappresentazione stessa del demonio, l'incarnazione del male.

Alla venerazione della Terra e della Materia, vista come Shakti, la sposa di Shiva, si passa alla logica del patriarcato, alla mercificazione della natura e del sesso, alla vergogna dei desideri naturali. La cultura mondiale degli ultimi decenni ha riaperto il problema sesso e lentamente lo sta riscoprendo in termini sempre più positivi: da Reich alla bioenergetica, che hanno messo in grande evidenza come ogni blocco della sessualità sia all'origine di gravi turbe psichiche e di malattie psicosomatiche, dalla riscoperta delle filosofie orientali che in parte hanno conservato consistenti tracce della religiosità originaria, alla rilettura dei miti e degli archetipi che aprono nuove prospettive ad una riappacificazione dell'uomo con la natura.

E' tempo per una nuova visione! Per una nuova religiosità planetaria e olistica, senza frontiere e senza peccato, che comprenda come - dal Big Bang al nostro presente - tutta la materia e la vita biologica si siano venute a creare attraverso una matrice sessuale e intelligente: un processo di fusione tra entità più primitive - atomi, cellule, animali e galassie - che generano unità più complesse e coscienti in un tutto vivente.


Sesso, psicosomatica e spiritualità
di Nitamo Federico Montecucco

Nelle antiche tradizioni mediche come nella moderna medicina psicosomatica, la funzione sessuale è un parametro essenziale della salute psicofisica globale; ossia la salute è caratterizzata dal piacere. Secondo il Tantra quando la sessualità è libera a naturale il piacere accompagna ogni funzione fisiologica e intellettiva, nulla nell’essere vivente è doloroso. Il dolore o la mancanza di piacere sono sintomi di malessere e malattia. Partendo da questa assunzione dobbiamo considerare la nostra intera società profondamente malata. I dati statistici relativi alla sessualità nei paesi occidentali sono infatti drammatici, a testimoniare una situazione collettiva di disagio e malessere umano. L’educazione sessuale scolastica si limita ad una sterile anatomia maschile e femminile, non si parla di piacere, di orgasmo, di relazioni e problemi reali. Il sesso reale viene conosciuto al bar, dagli amici, dalle riviste o dai filmini porno. Le religioni vietano tutto ciò che piace: dalla masturbazione infantile ai rapporti prematrimoniali. La scissione tra sesso, amore e spirito è totale. Non esiste un’educazione reale che insegni come fare sesso in modo totale, con libertà, amore e coscienza.

Antiche tradizioni spirituali

Molte tradizioni antiche, occidentali come orientali, consideravano il sesso come l’energia sacra per eccellenza. La considerazione che unificava queste tradizioni era che ogni cosa nell’universo nasce dall’energia sessuale, dalla congiunzione e fusione degli opposti polari. In India, Tibet e Cina questa visione unitaria raggiunge il suo apogeo: le divinità vengono raffigurate insieme e spesso nella posizione dell’atto amoroso, come potete vedere nelle immagini. E’ da rilevare che la posizione sessuale non è quasi mai sdraiata ma seduta, così da rendere verticale l’asse psicofisico interiore: questo permette di vivere l’atto amoroso come meditazione, trasformandolo da istinto animale in pratica spirituale ed evolutiva. Nell’India antica Shiva, il Dio maschile, viene raffigurato simbolicamente con un lingam, un fallo eretto di pietra, marmo, ghiaccio (come ad Amarnath) o metallo, mentre Shakti, sua consorte, con una yoni, di forma ovale o circolare. E’ comune ritrovare nei vari templi questi due simboli uniti e compenetrati (vedi immagine) che vengono venerati come immagine stessa del divino. Shiva e Shakti sono gli archetipi della coscienza e dell’energia.

Nel Tantra l’unione sessuale è il fondamento della struttura metafisica stessa: l’intero universo nasce dall’unione sessuale della coscienza immateriale con l’energia creativa. In ogni atomo fisico (ben conosciuto agli Indiani), in ogni essere vivente vegetale o animale, come in ogni astro del cosmo, la forma materiale dell’energia nasconde e implica una coscienza interiore. Non esiste materia-energia priva del suo aspetto di coscienza immanente. Il rapporto sessuale che sta all’origine dell’intera esistenza spiega come ogni nuova vita, ogni forma venga attraverso un atto sessuale. Anche la pulsazione e il ritmo dell’atto amoroso si ritrovano in ogni aspetto della vita sotto forma di ciclo, vibrazione o pulsazione, dai pianeti, alle stagioni, al battito del cuore, al respiro. Tutta l’esistenza viene percepita come un continuo atto creativo che nasce dall’incessante relazione d’amore della coscienza e dell’energia.

Questa visione unitiva viene trasmessa dall’India al Tibet e alla Cina dove assume il simbolo del Tao in cui le due forze polari Yin e Yang si equilibrano. La visione taoista è assolutamente parallela a quella tantrica, sia per la consapevolezza che l’essenza o coscienza è presente in ogni manifestazione dell’esistenza, sia per la comprensione che tutto nasce dall’equilibrio del femminile col maschile. E’ interessante ricordare che Niels Bohr, il grande fisico della scuola di Copenaghen, utilizzò il simbolo del Tao come elemento di comprensione del mistero quantico dell’esistenza.

La rivoluzione sessuale di Reich

Sesso, nel nostro mondo occidentale, è stata una parola sporca e proibita per secoli. Il termine "libido" fu introdotto nella cultura medica da Moll nel 1898, solo un secolo fa. Freud in seguito utilizzò questo termine per descrivere il fattore energetico, la forza motrice, alla base dell’intera vita psichica e sessuale. Fu una rivoluzione che segnò l’intera cultura del novecento.

Con Wilhelm Reich si entra nella fase più scientifica e sperimentale della sessuologia moderna. Nel 1922, in un ambiente culturale ancora molto puritano e repressivo quale era l’Europa alla fine della prima guerra mondiale, Reich propone il termine di "potenza orgasmica" e nel 1935 espone le basi fisiologiche del "riflesso dell’orgasmo". Con un approccio scientifico e senza pudori organizza nella Germania nazista centri di educazione sessuale e, nel 1939, presso l’Università di Oslo scopre le relazioni tra eccitazione sessuale e aumento del potenziale elettrico cutaneo. L’ipotesi di Reich, poi confermata da tutta la moderna medicina psicosomatica e dalla psicoterapia ad orientamento somatico, è che l’essere umano nasce essenzialmente libero e orientato alla naturale ricerca del piacere, che i condizionamenti sociali economici e religiosi inibiscono questa sua energia vitale creando dei blocchi psicologici e fisici, che si manifestano con irrigidimento della muscolatura, rallentamento o arresto della respirazione e della pulsazione fisiologica con riduzione o stasi dell’irrorazione sanguigna.

Per queste sue teorie Reich diventa uno dei personaggi chiave di tutta la moderna medicina psicosomatica e della nuova psicoterapia. La stessa rivoluzione studentesca che, negli anni sessanta esplode in quasi tutti i paesi occidentali, ha come base comune il concetto di liberazione sessuale di Wilhelm Reich. La piena e libera accettazione della sessualità rappresenta la molla essenziale per il salto umano, culturale e sociale, il motore dell’esplosione di creatività che negli anni settanta e ottanta si manifesterà nei fenomeni culturali più interessanti e innovativi, come i figli dei fiori, i grandi festival musicali, l’impegno ecologico, i diritti umani, il nuovo pacifismo, le medicine "alternative", la riscoperta della spiritualità.

Il carattere totale

Reich aveva evidenziato che solo un essere umano sessualmente libero possiede una personalità integra e unitaria; secondo lui le patologie della personalità sono direttamente derivate da una inibita o errata educazione sessuale. La concezione reichiana costituisce una delle basi più stimolanti della nuova cultura olistica che considera l’attuale drammatica situazione umana ed ecosistemica un diretto riflesso del modo errato di vivere e di agire tipico della vecchia cultura maschilista, sessuorepressiva, orientata al consumo selvaggio delle risorse primarie naturali. Su questa serie di considerazioni nasce negli USA e in Europa negli anni settanta lo Human Potential Growth Movement, che opera per lo sviluppo dell’uomo nuovo, liberato dalle inibizioni e dai condizionamenti, creativo, integro e consapevole delle sue potenzialità umane, sociali, ecologiche e planetarie. Da questo movimento si sviluppa la bioenergetica di Lowen, le pratiche di emotional release, la Gestalt, le tecniche catartiche e regressive. E’ la fase della riscoperta del proprio essere oltre i condizionamenti socioculturali.

Dalla psicoterapia al Tantra

Negli ultimi vent’anni questo movimento subisce un ulteriore salto di qualità. Da questa fucina di nuove esperienze si sviluppa un ulteriore ricerca dei valori profondi, un forte bisogno di spiritualità. Oggi le statistiche mostrano che il 24% della popolazione americana ha sperimentato, a diversi livelli, medicine e terapie olistiche ed esperienze spirituali. La medicina e la psicoterapia lentamente si orientano in direzione delle antiche vie di ricerca interiore, dal buddhismo allo sciamanesimo, dal taoismo allo yoga, dallo zen al sufismo. Nascono negli anni settanta i grandi centri dove psicoterapia e spiritualità iniziano a fondersi, da Poona in India ad Esalen in California. La via psicoterapeutica più interessante viene proprio dall’utilizzo delle tecniche sessuali esoteriche del Tantra. Il Tantra concepisce l’essere umano come composto da differenti livelli; nella persona più primitiva il sesso è solo un bisogno di unione fisico-istintivo o "di pancia", agisce principalmente quello che oggi conosciamo come cervello rettile, orientato alla sopravvivenza e alla riproduzione. Evolvendosi l’essere umano arriva a vivere la sessualità anche con amore e affetto, entra in gioco il cuore e l’attività del cervello emozionale o sistema limbico. Nell’uomo più moderno si sviluppa anche la possibilità di un unione mentale, intellettuale o "di testa" mediato dall’attività del cervello superiore o neocorteccia. Il Tantra ritiene che la vera unione tra uomo e donna non si possa limitare a questi tre aspetti ma che debba necessariamente essere vissuta anche sul piano spirituale, in cui i tre livelli debbono fondersi. L’energia sessuale del piacere fisico si trasforma in estasi e comunione mistica. L’uomo trova nella sua compagna l’essenza della divinità femminile e come tale la venera unendosi a lei con profondo amore e devozione. Il Tantra non ricerca l’orgasmo immediato o di picco, ma uno stato di profonda estasi unitiva in cui potersi abbandonare per lungo tempo. Gli amanti riscoprono le loro anime, e realizzano la Unio Mistica.

Neurofisiologia dell’estasi

Pur allontanandosi dai canoni più tradizionali della cultura occidentale, la ricerca spirituale trova forti conferme soprattutto nel campo della ricerca scientifica neurofisiologica. Presso l’Istituto Demidoff di Ricerche Olistiche, della Libera Università del Villaggio Globale, stiamo da tempo conducendo esperimenti di grande rilievo scientifico. Con elettroencefalografi computerizzati, sofisticate apparecchiature studiate e sviluppate da noi in collaborazione con la Maya Medicals e il Centro di Ricerca per la Medicina Naturale dell’Università di Milano, collegata con l’OMS. I nostri esperimenti di neurofisiologia testimoniano che, nel sesso come in amore (vedi immagini di dei cervelli sincronici) e in meditazione, l’attività dei tre cervelli si sincronizzano, le onde elettroencefalografiche dei due emisferi cerebrali, normalmente caotiche o a bassa comunicazione, entrano in uno stato di elevatissima coerenza e iniziano a produrre onde armoniche, come uno strumento musicale. Questa attività armonica cerebrale si ripercuote sull’intero essere umano, creando così i presupposti del benessere globale.

Si chiude un cerchio tra l’Oriente e l’Occidente, tra le culture antiche e moderne del nostro pianeta, e si apre una nuova prospettiva per la comprensione del benessere globale dell’essere umano, per la sua educazione ad un differente modo di relazionarsi e di amare, e per la sua evoluzione interiore.


Wilhelm Reich e la sessualità - Dalle pulsioni parziali all'orgasmo totale
di Luciano Marchino

Lo sviluppo del concetto di libido

Il termine "libido" fu introdotto da Moll nel 1898 per descrivere le manifestazioni dinamiche della sessualità. In seguito Freud usò lo stesso termine per descrivere quel "qualcosa" di quantitativo che costituiva il fattore energetico del funzionamento psichico.

La libido fu vista come un'energia quantitativa che costituiva la forza motrice della vita psichica e sessuale.

Freud, che fu tra l'altro un eminente fisiologo, riconobbe sin dall'inizio l'imperativo di radicare la comprensione dei fenomeni psicologici nel contesto dello sviluppo biologico. Egli aveva visto infatti che la chiave della malattia emozionale consiste in una dinamica psichica ancorata e sostenuta da un processo energetico biologico, descrisse quindi la libido come un derivato degli istinti biologici radicato in una sorgente organica.

Per un insieme di motivi, che esulano le finalità di questo scritto, Freud rinunciò peraltro ad un approfondimento personale della relazione tra psiche e corpo, invitando i suoi allievi a portare avanti la ricerca psicoanalitica in attesa che la biologia, la fisiologia e la chimica organica fornissero le risposte necessarie.

Questa scelta fu gravida di conseguenze, e portò l'approccio psicoanalitico ad una grave impasse che Freud stesso tentò di esorcizzare formulando nel 1920 il concetto di istinto di morte, "un istinto più forte dell'Eros e che contro questo si rivolgeva vittoriosamente".."Dobbiamo a Wilhelm Reich la prima classica e circostanziata confutazione dell'istituto di morte, apparsa sulla Internazionale Zeilschrift Fur Psychoanalyse nel 1932, nella quale l'autore dimostrò che:

a) le manifestazioni che venivano erroneamente attribuite a una ipotetica pulsione di morte erano in realtà dovuta ad una forma specifica di angoscia dell'organismo.

b) Il masochismo non è un istinto biologico, ma è il risultato di una alterazione dei meccanismi sessuali naturali.

c) non esiste nulla che possa essere definito una tendenza biologica al dispiacere, non vi è alcuna pulsione di morte.

L'articolo di Reich non fu ben accolto in campo psicoanalitico e, benché le sue formulazioni e i suoi risultati clinici non potessero essere confutati, fu fatto un tentativo di screditare la sua teoria "accusandolo di aver agito per motivi politici ed emozionali".

Questo tentativo fu però fallimentare perché proprio questo articolo ed un precedente saggio intitolato "La prevenzione sociale delle nevrosi" letto nel salotto di Freud nel 1928, diedero l'avvio ad un ampio travaglio critico che portò da un lato Freud a ribadire le proprie posizioni pessimistiche e dall'altro alla formazione di un movimento, detto più tardi postfreudiano, caratterizzato appunto dal rifiuto dell'istinto di morte e del cosiddetto neutralismo sociale della psicoanalisi.

Nonostante l'ostilità di molto colleghi e di Freud stesso Reich non rinunciò all'obiettivo di radicare i principi originari di Freud (libido e eziologia sessuale della nevrosi) attraverso una ricerca clinica e strumentale orientata a dimostrare l'inesistenza dell'istinto di morte e del principio, secondo il quale tutti gli organismi tenderebbero a ritornare allo stato inerte della materia attraverso continui processi autodistruttivi.

Le sue ricerche giunsero ad un punto di svolta con una serie di esperimenti condotti presso l'Università di Oslo. Tali ricerche non solo precedettero di un trentennio quella di Master e Johnson e di Kinsey

Keplan, ma si mantennero inoltre a livello di una visione assai più aperta e non riduzionistica.

Gli esperimenti di Oslo

Gli esperimenti di Oslo costituirono il punto di partenza della sessuologia olistica, non più frammentata negli opposti versanti psichico (emotivo/ideativo) e fisico (biologico). Reich stabilì in sede sperimentale che l'eccitazione sessuale è funzionalmente identica alla carica mentale e che l'eccitazione sessuale è funzionalmente identica alla carica bioelettrica delle zone erogene, cioè che l'eccitazione sessuale psichica cresce col crescere della carica bioelettrica dell'organismo e specialmente delle zone erogene. Negli individui ansiosi o angosciati viceversa, all'attivazione sessuale psichica (emotivo/ideativa) corrisponde una diminuzione della carica bioelettrica di superficie.

Il concetto freudiano di libido intesa come "energia psichica con una base organica" perdeva così il suo carattere di astratta metafora per rientrare nel campo dei fenomeni bioelettrici misurabili.

Allo stesso modo la funzione sessuale rientrò quindi nella categoria generale dei processi bioelettrici naturali, diventando per la prima volta intelligibile pur nella sua ineffabilità.

Reich scopri che le superfici della pelle e della mucosa mantengono un potenziale a riposo (P.R.) che varia nello stesso individuo entro certi limiti e corrisponde a uno stato non eccitatorio dell'organismo.

Il P.R. riflette una carica bioelettrica continua e regolare presente sulla superficie dell'organismo, La fonte della carica bioelettrica sarebbe il ganglio autonomo che agisce in concerto col sistema nervoso del corpo. Le zone erogene sono alimentate in modo più intenso e sono in grado di oscillazioni di potenziale più ampio rispetto alle altre zone del corpo.

Nella sua forma più semplice lo stato eccitatorio piacevole si manifesta come una sensazione di prurito o di solletico.

E' significativo rilevare a questo punto che fenomeni simili sono descritti dai pazienti sin dalle prime fasi dell'analisi bioenergetica mentre nelle fasi finali sono comuni esperienze di "scioglimento", "palpiti", "sensazioni dolci", "flussi o correnti" che pervadono tutto il corpo non solo la superficie. Tali sensazioni segnalano da un lato un'esperienza preorgastica in atto e dall'alto mostrano lo stato di readiness (prontezza) del paziente ad un pieno abbandono orgastico.

Al contrario la congestione meccanica passiva degli organi sessuali non provoca alcun aumento di carica rispetto al potenziale a riposo (P.R.).

In altre parole la tumescenza meccanica degli organi sessuali non produce alcuna sensazione piacevole se è disgiunta da una relazione umana pienamente vissuta sul piano emozionale, spirituale e mentale (accettazione da parte dell'Io).

In assenza di queste condizioni non c'è aumento del potenziale bioelettrico di superficie e spesso si manifesta, al contrario una diminuzione di tale potenziale associata a sensazioni di fastidio.

Gli esperimenti di Oslo stabilirono quindi, per la prima volta, un ponte tra la sensazione soggettiva del piacere ed il dato scientificamente dimostrabile della carica bioelettrica rilevata sulla superficie del corpo e oggettivata dai tracciati oscillografici. Ogni soggetto di buona salute poteva infatti predire l'andamento del tracciato oscillografico basandosi solo sulle proprie sensazioni.

Reich aveva aperto la via alla quantizzazione della libido ma soprattutto aveva dimostrato il rapporto reciproco tra mente e corpo dimostrando che la quantità del potenziale presente sulla superficie del corpo e l'intensità delle sensazioni piacevoli o negative sono funzionalmente identiche.

L'entusiasmo, motivato dal successo delle sue ricerche, indusse Reich ad ulteriori approfondimenti nel campo della fisica e della biologia che dovevano culminare della scoperta dell'orgone, l'elemento base dell'energia vitale, e dei modi per accumularlo e gestirlo.

La descrizione richiama dell'energia vitale, sempre sostenuta da verifiche strumentali, è impressionante se paragonate alle descrizioni del Prana e del Ki che ci pervengono dalle culture orientali.

Una descrizione positiva

Gli studi attuali sul funzionamento olistico dell'individuo ci autorizzano ad affermare che se l'organismo è un unità anche il concetto di salute deve essere espresso in termini olistici. Ciò implica il riconoscimento dell'identità tra la salute fisica e la salute mentale, tra la salute emozionale e quella sessuale. Alexander Lowen ha descritto praticamente questo concetto attraverso una rappresentazione circolare che esemplifica come ogni aspetto della salute sia correlato agli altri e come ciascuno sia base e specchio degli altri.

Una qualsiasi interferenza nella continuità del cerchio finisce per influenzare tutti gli aspetti della salute.

Ma per comprendere il concetto è necessario definire la salute in termini positivi e trascendere il punto di vista secondo cui la salute si identifica con l'assenza di un preciso disturbo. Possiamo definire in buona salute una persona che sappia vivere con gioia e sperimentare il piacere nelle sue relazioni sessuali, emozionali, sociali ed in tutti gli aspetti della sua vita quotidiana. Una siffatta persona sarà in grado d i esprimersi pienamente e quindi con soddisfazione in ogni situazione, accettando e manifestando in modo adeguato l'intera gamma degli stati d'animo vissuti. La sua mente sarà chiara e determinata, libera da conflitti emozionali irrisolti o repressi. Il suo corpo si esprimerà con vibrante energia e con efficacia. Le sue mete saranno realistiche e positive.

Un corpo sessualmente sano è caratterizzato inoltre da una pelvi sciolta che oscilla impercettibilmente indietro ad ogni inspirazione :ed in avanti ad ogni espirazione. La libera oscillazione del bacino non ha niente a che fare con la possibilità di movimento volontario. La differenza appare evidente nell'ambito delle relazione sessuale, quando la libera, piacevole ed involontaria oscillazione sessuale è sostituita da un'articolata performance basata su spinte, rotazioni, ritrazioni e sulle tecniche più svariate e meccaniche tutte accomunate dall'insoddisfazione finale. La sessualità sana non è mai separata dai sentimenti d'amore e di tenerezza che accompagnano l'incontro e la fusione di due corpi bioenergetici pienamente individuati, vivi e pulsanti che si attraggono verso la dissoluzione dei confini personali nell'oceano delle sensazioni primordiali.

L'orgasmo è infatti un processo bioenergetico di fusione e di perdita dei confini dell'Io in un divenire pulsatorio di tutto l'organismo, in cui ogni volontarietà si dissolve per lasciare il campo ad un'interazione regolata dagli istinti e dalle componenti archetipiche primordiali. L'orgasmo non si può né volere né programmare, può solo accadere all'interno di una relazione sessuale tra due organismi pienamente sani, che si desiderano, si amano e si attraggono al di là di ogni paura e di ogni strategia.

Propongo quindi a complemento della formula dell'orgasmo proposta da Reich tensione/carica/scarica/distensione), che descrive soprattutto il versante somatico dell'evento orgastico, la formula individuazione - fusione - individuazione, che ne descrive puntualmente il versante psichico. Sono certo che una porzione di lettori ne comprenderà senza esitazioni la sovrapponibilità e sono consapevole peraltro che nelle aree occidentali la piena esperienza del processo di individuazione è, per ora, una lontana possibilità, come peraltro l'esperienza dell'orgasmo cosmico.

Conclusioni

Con questa descrizione, il cui substrato poetico esperienziale, rifugge per ora ogni riduzione all'arido dato scientifico o statistico, non pretendo di aver chiarito in modo definitivo il fenomeno della fusione sessuale. Mi aspetto solo di essere compreso da chi avendo intrapreso il proprio processo di apertura all'inconscio profondo si sia trovato a passare per questa via; la via dello stupore profondo, della gioia, del piacere e talvolta del terrore. Un sentiero spirituale radicato nella realtà del corpo.

Mi auguro peraltro di non aver in

dotto nessuno, tra coloro che non appartengono all'insieme appena descritto, ad adeguarsi ad un conformismo ulteriore che si dimostrerebbe deludente come ogni altro tentativo di eludere la propria realtà.


Wilhelm Reich sulla sessuoeconomia
a cura di Luciano Marchino

Wilhelm Reich fu il primo ricercatore occidentale a sperimentare in modo profondo e senza pudori la funzione sessuale in genere e quella dell'orgasmo in particolare. Reich scoprì che tutti gli organismi viventi, dalle cellule all'uomo, possiedono delle pulsioni di espansione e di contrazione analoghe all'orgasmo e che questa pulsazione si identifica con la vita e la salute stesse. Reich scoprì che il piacere sessuale non è una mera sensazione psichica ma corrisponde ad una ben definita onda elettromagnetica, che poi identificò col nome di energia orgonica o vitale, che pervade il corpo e che può essere accettata e dare piacere ed espansione o bloccata e generare dolore e contrazione. Nell'essere umano le inibizioni di questa energia orgasmica portano ad una serie ben definita di blocchi nel carattere e nel corpo. Nasce la medicina olistica moderna! La sua geniale ricerca portò alla scoperta delle prime tecniche terapeutiche per riportare la persona inibita ad una esperienza naturale e piena della propria sessualità e dell'orgasmo. Reich lavorò con la respirazione fluida e profonda, con la mobilitazione dei blocchi somatici ed energetici, con gli accumulatori di energia ma soprattutto con la sua visione rivoluzionaria e sperimentale e con la profonda fiducia in un essere umano più naturale e sessualmente libero. Dalla sua ricerca emergono le principali scuole moderne di psicologia e psicoterapia e l'impostazione per una nuova e più naturale forma di medicina. Riportiamo ora alcuni frammenti di Reich tratti dalla nota introduttiva al suo libro "La funzione dell'orgasmo".

Il problema della "sessualità" riguarda necessariamente tutti i campi della ricerca scientifica. Nel suo fenomeno centrale, l'orgasmo sessuale, convergono questioni che rientrano tanto nel campo della psicologia quanto in quello della fisiologia, della biologia e della sociologia. Nelle scienze naturali forse non esiste alcun altro campo di ricerca che si presti altrettanto bene a dimostrare l'unitarietà della materia vivente e che ci impedisca di cadere nei compartimenti stagni della specializzazione. La sessuoeconomia è divenuta una disciplina autonoma, con metodi di ricerca e risultati propri. Essa è una teoria scientifica della sessualità fondata sperimentalmente. Non saprei addurre prova più bella della giustezza della teoria sessuoeconomica della circostanza che la "potenza orgastica", scoperta nel 1922, si sviluppò e trovò il suo fondamento scientifico nella scoperta del riflesso dell'orgasmo 1935 e della radiazione orgonica, 1939.

Sono riuscito a imporre solo a fatica l'espressione "sessuoeconomica". Questo termine vuole indicare un nuovo campo scientifico: lo studio dell'energia biopsichica. Il termine "sessualità" suscita scandalo a causa della odierna Lebensanschaunng; il tentativo di negare ancora una volta la sua importanza per la vita umana è fin troppo ovvio. Sarà probabilmente necessario il lavoro di molte generazioni prima che la sessualità venga presa sul serio dalla scienza ufficiale e dai profani; probabilmente si giungerà a questo soltanto quando questioni di vita o di morte costringeranno inesorabilmente a comprendere e a dominare il processo sessuale a cui sarà data finalmente protezione sociale. Un problema di vita o di morte di questo genere è il cancro.

La teoria della sessuoeconomia può essere definita con poche frasi. La salute psichica dipende dalla potenza orgastica, cioè dalla capacità di abbandono e dalla Erlebnisfdhigkeit al culmine dell'eccitazione sessuale nell'atto sessuale naturale. Essa si basa sull'atteggiamento caratteriale non nevrotico della capacità di amare. Le malattie mentali sono una conseguenza di un disturbo nella naturale capacità di amare. Nel caso di impotenza orgastica, di cui soffre la maggioranza degli esseri umani, si verificano ingorghi di energia biologica che divengono fonte di azioni irrazionali. La guarigione dei disturbi psichici esige in primo luogo che venga ristabilita la naturale capacità di amare. Essa dipende sia da condizioni sociali sia da condizioni psichiche.

Le malattie mentali sono il risultato del disordine sessuale esistente nella nostra società. Tale disordine ha da millenni la funzione di assoggettare psichicamente gli uomini alle varie condizioni di esistenza, in altre parole di interiorizzare la meccanizzazione del mondo esterno. Esso serve all'ancoramento mentale della civiltà meccanizzata e autorizzata, ottenuto impedendo agli uomini di divenire indipendenti.

Le energie vitali si regolano da sole in modo naturale, senza un dovere e senza una morale coattivi. La struttura caratteriale dell'uomo d'oggi, che riproduce una cultura patriarcale autoritaria vecchia di seimila anni, è contrassegnata da un'armatura caratteriale contro la natura che egli porta in sé e contro la miseria sociale che esiste al di fuori di sé. Essa è il fondamento della solitudine, dell'assoluta necessità di aiuto, del morboso desiderio di autorità, del timore della responsabilità, delle tendenze mistiche, della miseria sessuale, della ribellione nevrotica/impotente come della sopportazione morbosa e innaturale. Gli esseri umani hanno assunto un atteggiamento ostile verso ciò che è vivo in loro, estraniandosene. Questa estraniazione non è di origine biologica, ma ha invece una origine socioeconomica. Essa non si riscontra negli stadi della storia dell'umanità che hanno preceduto lo sviluppo del patriarcato.

La catastrofe internazionale che stiamo vivendo è l'estrema conseguenza di questa estraniazione dalla vita. La causa principale del fatto che la maggior parte degli uomini sono modellati secondo uno stampo imposto dall'alto non è l'amore naturale dei genitori per i figli, bensì la famiglia autoritaria Il suo principale strumento è la repressione della sessualità nel bambino e nel l'adolescente. Natura e cultura, istinto e morale, sessualità e lavoro sono divenuti in compatibili in seguito alla scissione avvenuta nella struttura del carattere umano. L'unità e la non contraddittorietà di cultura e natura, lavoro e amore, morale e sessualità a cui si aspira da tanto tempo rimarrà un sogno finché gli uomini non riconosceranno l'esigenza biologica della soddisfazione sessuale naturale (orgastica).

La sessuoeconomia non ha nulla a che fare con alcuna delle organizzazioni o ideologie politiche esistenti. I concetti politici che dividono i diversi strati e classi della società, non sono applicabili alla sessuoeconomia. Il disconoscimento sociale della vita amorosa naturale e il fatto che venga negata all'infanzia e alla gioventù sono dati di fatto tipicamente umani che vanno oltre i confini di qualsiasi stato o gruppo.

La sessuoeconomia è stata attaccata da esponenti di tutte le tendente politiche. Le mie pubblicazioni sono state messe al bando tanto dai comunisti quanto dai fascisti, sono state attaccate e denunciate sia dalle autorità sia dall'autorità di polizia sia dai socialisti sia dai borghesi liberali. D'altra parte esse hanno ottenuto riconoscimenti e hanno suscitato rispetto in tutti gli strati e gli ambienti della popolazione. In particolare, la chiarificazione della funzione dell'orgasmo ha incontrato l'approvazione di ambienti scientifici e politico culturali di ogni genere.

La vera, antichissima aspirazione di democratizzare la vita sociale si basa sull'autodeterminazione, sulla socialità e morale naturali, sul lavoro compiuto con gioia e sulla fede amorosa terrena.

La "libertà di religione" è una dittatura, quando non è accompagnata dalla libertà della scienza e qua non esiste una libera competizione nell'interpretazione del processo vitale. Bisogna chiarire una volta per tutte se "Dio" è una figura barbuta e sovrannaturale che sta in cielo o se rappresenta la legge cosmica della natura che ci domina. Solo se Dio e la legge naturale si identificano è possibile l'intesa tra scienza e religione. Dalla dittatura dei rappresentanti di Dio in terra alla dittatura dei salvatori di popoli inviati da Dio il passo è breve.

Si deve protestare vigorosamente contro il fatto che venga definito immorale chi regola il suo comportamento sociale su leggi interiori, invece che su forme coattive esteriori. Si è marito e moglie non perché si è ricevuto il sacramento, ma perché ci si sente marito e moglie. La legge interiore e non quella esteriore è il metro della vera libertà.


Reich, radix e lo sviluppo della sessualità
di Charles R. Kelley di Charles R. Kelley

a cura dl Luciano Marchino

Relazione presentata al 20° convegno annuale della Società per lo studio scientifico della sessualità, Las Vegas, Nevada, 28-30 0tt. 1977

Wilhelm Reich è stato il maggior profeta della rivoluzione sessuale ed il pioniere della ricerca sulla sessualità. Come psicoanalista ed allievo di Freud, Reich ha studiato e scritto su quello che doveva essere l'argomento centrale del lavoro della sua vita, la funzione dell'orgasmo. Pubblicò il suo primo libro al riguardo negli anni '20 (Reich, 1927). Negli anni '30 si batté non solo per l'educazione sessuale, ma anche in favore della prospettiva che ogni essere umano aveva diritto all'espressione della sessualità. Per tutta la vita difese il diritto di ognuno, compresi gli adolescenti, alla sessualità genitale. Non solo scrisse a questo proposito, ma fondò anche un'organizzazione che rendeva disponibile l'informazione sul campo sessuale e la contraccezione, ed offriva consulenza di tipo sessuale.

Come ricercatore. sulla sessualità, Reich espresse il suo interesse per l'elettrofisiologia del sesso in un suo articolo, L'orgasmo come una scarica elettrofisiologica (Reich, 1934). Cominciò nel 1937 a pubblicare i dati elettrofisiologici allora disponibili, che comprendevano la risposta elettrica di capezzoli, ano, pene e vagina a stimolazioni piacevoli e spiacevoli di ogni genere, compresa l'eccitazione sessuale. I suoi rilevamenti concernevano il potenziale elettrico della pelle e delle mucose rispetto a quello del plasma, preso quest'ultimo come livello di riferimento. Le registrazioni con l'oscillografo desunte da questo lavoro sono incluse nell'appendice al suo libro, La funzione dell'orgasmo (Reich, 1942). I dati da lui raccolti portano alle seguenti conclusioni:

1. La pelle e le mucose mantengono un potenziale residuo che corrisponde ad una carica elettrica continua e regolare della pelle, la quale varia piuttosto gradualmente nel tempo, generalmente all'interno di una gamma da 0 a 20 mv.

2. Le zone erogene del corpo sono soggette a fluttuazioni spesso ampie come quelle delle altre aree, generalmente all'interno di una gamma da 0 a 50mv.

3. Vi è una stretta correlazione tra l'esperienza di sensazioni piacevoli e spiacevoli e la corrispondente carica elettrica, nel senso che le sensazioni piacevoli sono accompagnate da un innalzamento del potenziale elettrico, mentre quelle spiacevoli da una diminuzione. Nelle zone erogene tali potenziali possono raggiungere livelli di 200 mv o più in concomitanza di una forte e piacevole stimolazione sessuale, e possono arrivare a valori negativi altissimi in occasione di sofferenza e dolore.

L'inferenza che emerge dai dati raccolti da Reich è che cambia l'esperienza del piacere o del dolore, non il livello assoluto della carica elettrica, ma la sua prima fase derivata, cioè, l'intensità dell'esperienza sembra corrispondere a! ritmo di variazione del livello di carica.

Reich verificò con cura che nelle sue ricerche le variazioni nel potenziale non erano il risultato di un semplice intervento sul fisiologico, ma corrispondevano a processi psicologici. Egli osservò che in sé l'erezione dei capezzoli e del pene non producevano la risposta se non erano sperimentati con piacere. Sebbene le sue misurazioni non fossero proprio il risultato della vasocongestione che dà luogo all'erezione, tuttavia corrispondevano ad una base più fondamentale variabile, la sensazione piacevole che spesso ma non sempre accompagna l'erezione.

La ricerca di Reich venne eseguita all'Istituto di Psicologia dell'università di Oslo con l'aiuto dello staff dell'Istituto di Fisiologia di Oslo. La ricerca venne interrotta perché un giornale di Oslo, venuto a conoscenza degli studi in corso, pubblicò degli articoli sensazionali con spiegazione dettagliata: infiammarono a tal punto l'opinione pubblica che il progetto dovette essere sospeso. Il risultato fu addirittura l'espulsione di Reich dalla Norvegia. Egli non riuscì mai a misurare il potenziale elettrico degli organi sessuali durante il coito. Divulgò un grafico della risposta del pene durante la masturbazione. I suoi risultati devono essere considerati degli studi - pilota, non una ricerca psicologica conclusa. Considerata l'epoca (1935 - 37), essi sono notevoli.

Dopo che fu costretto ad abbandonare la Norvegia, Reich non riprese mai la sua ricerca sulla sessualità. Per quanto io sappia, i suoi esperimenti non vennero mai più ripetuti, neppure venne riesaminata la sua teoria della relazione fra risposta elettrica e piacere ed ansietà. Al Radix Institute, noi ci addestriamo a realizzare un modesto progetto a questo riguardo, la cui portata ed estensione dipenderà dalla nostra abilità nel reperire i fondi necessari alla sua realizzazione.

il nostro lavoro al Radix Institute, sia la ricerca come il progetto educativo, derivano direttamente dal lavoro di Reich, che è stato il mio maestro più importante. Siamo meglio conosciuti, non per la ricerca, ma per il metodo di lavoro, che noi chiamiamo "educazione ai sentimenti", che ha pure importanti implicazioni nella comprensione della sessualità. L'educazione ai sentimenti prende spunto dalle due maggiori scoperte di Reich: egli dapprima scoprì la "corazza muscolare", l'organizzazione a livello del corpo della tensione cronica, tesa a bloccare l'emozione. La seconda grande scoperta riguardava l'esistenza nel corpo della forza vitale in forma tangibile. Si tratta del flusso della forza vitale, che viene avvertito come sensazione mentre la sua ostruzione da parte della corazza muscolare è responsabile del blocco delle emozioni.

Reich chiamò la forza vitale tangibile "energia organica", pensando si trattasse di una forma di energia fisica. Io penso che la forza vitale esista, sia naturale e comprensibile, ma che non si tratti di una forma di energia fisica. Sono arrivato alla conclusione che sia un substrato dal quale emanano energia e sensazioni. Lo chiamo "radix". Le concezioni e le tecniche del progetto educativo di Radix derivano dalla nostra capacità di comprendere la natura e le proprietà del radix.

Le proprietà del radix trovano espressione nella capacità del corpo alla pulsazione, alla carica e alla scarica, nel flusso del radix, il quale è simultaneamente sperimentato come sensazione ed espresso in movimento spontaneo, ed infine nell'inibizione di tale sensazione e movimento, la quale forma la corazza muscolare. E' la forza tangibile che pulsa nel corpo; gli dà la carica per fornirgli la capacità di sentire, e si libera attraverso la "scarica emozionale". Le tecniche radix rendono il maestro radix capace di aumentare la pulsazione dello studente, accrescerne il livello di carica, sciogliere i blocchi al flusso del radix, e scaricarlo più compiutamente e liberamente. Inoltre, il progetto educativo Radix scioglie la corazza muscolare ed accresce la capacità di sentire. Il corpo diventa più vitale, espansivo, con una modalità espressiva più integrata; cresce nello studente la consapevolezza di sé e la capacità a relazionarsi con gli altri. Grazie a questi cambiamenti, si modifica l'esperienza sessuale, spesso profondamente.

Le tecniche da noi usate per provocare questi cambiamenti sono destinate allo scioglimento sistematico della corazza muscolare ed alla liberazione col flusso del radix da essa bloccato. In una tipica seduta radix, lo studente lavora sdraiato su una stuoia, col maestro inginocchiato a fianco. All'allievo viene insegnato come lasciar libera la respirazione in modo da renderla profonda e come lasciarsi andare ad accogliere qualunque sensazione sopravvenga durante il lavoro. Il maestro lavora sistematicamente dalla testa verso il basso, aiutando lo studente a divenire consapevole e a liberare le tensioni proprie a :1) cuoio capelluto ed occhi, 2) bocca e mascelle, 3) collo e gola, 4) petto, schiena, spalle e braccia, 5) diaframma, 6) addome e la parte mediana della schiena, 7) e infine la pelvi. Procedendo il lavoro dalla testa in giù talvolta si richiedono parecchi mesi di lavoro prima che la corazza pelvica sia direttamente aggredita.

La corazza muscolare assume modalità differenti per ognuno dei maggiori blocchi delle sensazioni. Così gruppi muscolari diversi sono coinvolti nel bloccare il dolore, la paura e la collera. Il maestro esperto riconosce quali sentimenti vengono bloccati dalla modalità di tensione del corpo.

La concezione reichiana del carattere genitale senza corazza e con potenza orgastica, era basata su un'importante verità, che non viene ancora apprezzata dagli operatori nel campo della salute mentale, compresi i terapeuti della sessualità. E' vero che non appena la corazza muscolare viene sciolta si verificano profondi cambiamenti. Nel lavoro Radix balzano agli occhi regolarmente. Nella mia personale esperienza ho notato che gli studenti nel processo educativo Radix manifestano di volta in volta i seguenti cambiamenti:

il corpo diviene più integrato ed espressivo; la voce spesso si abbassa di tono ed acquista in risonanza; i movimenti del corpo diventano più coordinati; l'attività frenetica o la passività cronica si trasformano nel senso di un livello di più normale attività; la faccia ed il corpo diventano più animati dal punto di vista emozionale; nel momento in cui l'allievo racconta un'emozione per sentirla a livelli più profondi, per viverla in forma più disponibile ed appropriata alla situazione nella quale si presenta; gli studenti diventano capaci di piangere, non avendolo più fatto dopo l'infanzia; quelli che riescono a piangere divengono più capaci ad abbandonarsi e tramite il pianto si scaricano più completamente e vi ricorrono normalmente per brevi periodi in occasioni più appropriate; aumentano la consapevolezza e l'accettazione di sé come pure la capacità di rapportarsi agli altri; infine l'esperienza della sessualità cambia secondo modalità caratteristiche, che voglio descrivere.

Tutti questi cambiamenti si instaurano non nel contesto del rimedio messo in atto nei confronti di una disfunzione, o nella cura di una malattia, o nel percorso di una terapia, ma come il risultato di un processo educativo sgorgato dall'opera di Reich e teso a promuovere la crescita personale e la valorizzazione della vita di una persona. Talvolta l'educazione Radix fornisce rimedi e disfunzioni, ma questo non è il suo scopo principale. Tutti i cambiamenti di cui sopra avvengono nella direzione della crescita personale. A differenza della cura di una disfunzione, essi non hanno fine; uno non è mai "arrivato". Il vero obiettivo dell'educazione Radix sta in questo: sentire più profondamente piacere e dolore, espandere la consapevolezza, entrare in maggior armonia con i propri processi biologici in quanto strumenti per espandere la propria vitalità. Per i membri della Società per lo studio scientifico della sessualità non dovrebbe giungere come una sorpresa il fatto che tutto ciò comporta il riconoscimento, l'affermazione e l'aumento della nostra sessualità.


Reich, orgasmo e bioenergetica
di Alexander Lowen di Alexander Lowen

a cura di Luciano Marchino

La funzione dell'orgasmo

La bioenergetica, come molti di voi sanno, rappresenta una estensione e uno sviluppo dei concetti terapeutici di Wilhelm Reich.

Questi, in breve, sono:

1) Identità e antitesi funzionale di tutti i processi psichici e somatici.

2) Grande rilevanza dell'analisi del carattere sia a livello psicologico che fisico. Ciò implica la necessità di porre l'accento sul comportamento attuale e sugli atteggiamenti, e una uguale attenzione verso le tensioni muscolari che sottostanno e determinano il comportamento e gli atteggiamenti stessi.

3) Un punto di vista energetico secondo il quale tutti i problemi sono visti come disturbi delle funzioni basilari dell'espansione e della contrazione, oppure come blocchi del libero flusso dell'eccitazione nel corpo.

4) Ruolo

chiave della sessualità rispetto alla personalità; nello specifico: natura e funzione dell'orgasmo nella regolazione della salute emozionale.

Una delle modificazioni che la bioenergetica ha apportato all'approccio reichiano nel trattamento dei problemi emozionali è stato quello di non considerare più la potenza orgastica come l'obiettivo diretto della terapia. Per esempio, nella nostra analisi delle reazioni di un paziente, il termine angoscia dell'eccitazione orgastica è usato raramente. A questo punto, penso che sarebbe positivo confrontare il punto di vista bioenergetico rispetto alla sessualità e all'orgasmo con quello di Reich e spiegare le differenze tra le due posizioni.

Sarà questo l'argomento del presente scritto. Partiamo dal punto di vista di Reich sulla risposta orgastica nel sesso. Reich ha descritto l'orgasmo come una scarica totale, involontaria e convulsiva di tutta l'energia o eccitazione eccedente nell'organismo. Tale scarica è estremamente piacevole e soddisfacente: piacevole perché la scarica dell'eccitazione produce piacere e soddisfacente dal momento che la reazione è di tipo totale. Le parole chiave sono totale, involontaria e scarica. Totale significa che tutte le parti del corpo partecipano ai movimenti involontari che si verificano all'acme (climax) dell'atto sessuale. La scarica avviene attraverso l'apparato genitale. Se tutta l'energia eccedente del corpo è investita nella scarica, allora si ha, in senso reichiano, un orgasmo completo. Nel caso che la scarica é solo parziale, l'energia non scaricata viene vissuta come angoscia, a meno che questa non venga "legata" da atteggiamenti nevrotici o da tensioni muscolari croniche. Allo stesso modo, le tensioni croniche e gli atteggiamenti nevrotici impediscono l'abbandono e la scarica totale precludendo l'orgasmo completo. Un individuo che abbia la capacità di vivere questa risposta orgastica, cioè che sia orgasticamente potente, dovrebbe essere libero da qualsiasi tendenza nevrotica.

Reich affermò di aver trovato un tale tipo di persona nel proletariato tedesco, nel 1920. Per differenziarla dal carattere nevrotico, egli definì la personalità di queste persone: "carattere genitale". Tale definizione era sinonimo di salute emozionale.

Quando una persona raggiungeva un orgasmo completo, si liberava dai suoi complessi nevrotici. Nell'orgasmo l'individuo scaricava l'energia che era stata usata per mantenere la struttura nevrotica e in questo modo la struttura stessa crollava. E fin tanto che avesse mantenuto la sua potenza orgastica, egli sarebbe rimasto libero da qualsiasi tendenza nevrotica. Questa era l'esperienza di Reich rispetto ai suoi pazienti. Per questo, l'obiettivo della terapia, per Reich, divenne quello di sviluppare nel paziente la potenza orgastica, la capacità di un abbandono e di una scarica completa durante l'atto sessuale.

Secondo la teoria reichiana, nella nevrosi il fattore economico consiste nella stasi dell'energia sessuale, cioè nell'eccitazione sessuale non scaricata che deve essere distinta dall'eccitazione genitale. Reich vide la nevrosi come una difesa dalla paura di "darsi completamente" (givingin) all'immensa eccitazione che conduce all'orgasmo completo. Chiamò questa paura "angoscia dell'orgasmo" (orgasm anxiety).

Qualsiasi tensione o manovra nevrotica era interpretata come una difesa contro l'angoscia dell'orgasmo. Naturalmente Reich riconobbe che esisteva anche un fattore psichico in ogni problema nevrotico, che rappresentava una precedente esperienza traumatica.

Egli era anche ben consapevole dell'esistenza del fattore dinamico rappresentato dal fatto che ogni persona si adegua alla situazione della propria vita. Diede maggior attenzione agli elementi psichici e dinamici del problema della personalità, ma il suo scopo era quello di eliminare la stasi dell'eccitazione sessuale che egli riteneva fosse il nucleo profondo (core) di ogni problema.

Quando ero in terapia con Reich, la parte più consistente del lavoro era diretta al "darsi completamente" al corpo (giving - in to the body): ad una piena, profonda ed armonica respirazione, al libero flusso del sentimento e dell'eccitazione; ai movimenti spontanei e involontari del corpo. Si permetteva alla respirazione di svilupparsi in maniera libera e piena, specie nella espirazione che rappresenta la fase del cedimento o del "lasciarsi andare" (letting go). Reich lavorava anche sulle tensioni muscolari per facilitare il lasciarsi andare o il darsi completamente. Nel corso della mia terapia, riemersero molti vecchi ricordi e provai alcune emozioni molto profonde legate al mio passato e al mio presente. Dopo tre anni di terapia, intercalati da un anno di interruzione, ero in grado di darmi completamente e di permettere al riflesso dell'orgasmo di manifestarsi con facilità e in modo consistente.

Il riflesso orgastico altro non è che una reazione involontaria all'onda di eccitazione che attraversa il corpo quando si fa una espirazione profonda e rilassata. Quando si è distesi sul lettino, la testa cade all'indietro, la gola si protende in avanti e quando l'onda di eccitazione raggiunge la pelvi, anch'essa si muove in avanti. Nell'inspirazione si verifica il movimento contrario. Viene definito riflesso orgastico per il fatto che lo stesso movimento si manifesta nell'orgasmo sessuale. Aggiungerei che il movimento è identico sia per gli uomini che per le donne, tanto nel caso di un'azione riflessa quanto nella risposta sessuale. L'essenza del movimento sta nel fatto che esso è involontario, ritmico e armonioso. Quando si manifesta durante le sedute di terapia, ha un effetto piacevole, rilassante e ci si sente ben integrati. Tuttavia, non si tratta di un orgasmo, infatti il movimento è a bassa modulazione (low - keyed), e non si verifica alcuna scarica genitale (un orgasmo vero e proprio è ad alta modulazione); una scarica molto intensa che si produce grazie alla grande intensità dell'eccitazione sessuale e genitale. Durante l'orgasmo è possibile che si verifichi un momentaneo appannamento della coscienza, cosa che non accade quando il movimento è solo riflesso. Durante l'orgasmo, i movimenti pelvici sono più veloci e forti, ma comunque in sincronia con la respirazione, che è più profonda e rapida.

Dato che il riflesso orgastico rappresenta una reazione naturale alla respirazione profonda e rilassata, è possibile che esso si manifesti tutte le volte che si attui una tale respirazione, una volta però che ci si è dato il permesso di lasciarsi andare completamente al corpo. Per funzionare in modo normale nella vita quotidiana, è necessario un certo grado di controllo dell'io; grado di controllo che varia a seconde delle differenti persone, ma che comunque non è mai assente. Siamo quasi sempre orientati dalla nostra testa, e non abbandoniamo questo orientamento se non in rare occasioni, che ci permettono di distogliere la nostra coscienza dal mondo. Questo ultimo punto ha bisogno di qualche chiarimento. Distogliere la coscienza dal mondo non significa solo chiudere gli occhi nei suoi confronti. Il mondo intorno a noi continua ad esistere attraverso le nostre immagini e finché queste saranno presenti in modo conscio nella mente, non sarà possibile darsi completamente al corpo e alle sue sensazioni.

Quanto finora detto chiarisce in modo molto semplice la posizione di Reich rispetto al sesso e alla terapia. Prima di passare ad esaminare i cambiamenti che la bioenergetica ha introdotto, mi si permetta di considerare in modo critico il pensiero di Reich, stando nella vantaggiosa posizione di chi fa considerazioni a posteriori.

Grounding e sessualità

Uno dei maggiori progressi che la bioenergetica ha fatto rispetto alla terapia reichiana, è costituito dall'introduzione del concetto di "grounding". Questo concetto si è dimostrato così prezioso nel favorire la comprensione dei problemi presentati dal paziente e nello sviluppo della nostra capacità terapeutica, che il punto centrale in bioenergetica si è spostato dal riflesso dell'orgasmo e dalla potenza orgastica a favore di quanto adeguatamente una persona è radicata al suolo con le sue gambe e con i suoi piedi.

Grounding, così come il termine viene usato in bioenergetica, significa avere i piedi saldamente piantati per terra, oppure essere pienamente in contatto col suolo. Esso non descrive un processo meccanico, ma energetico. Per essere radicati, è necessario sentire i propri piedi pienamente in contatto col suolo. ciò è possibile solo a patto che ci sia una carica energetica nei piedi e uno scambio di energia tra i piedi e il suolo.

Per quel che ne so io, Reich non ha mai usato il termine "grounding" né è un concetto del quale egli si sia servito nel suo lavoro. La terapia reichiana ha luogo col paziente disteso sul lettino, e non prevede alcun tentativo di indagare, insieme col paziente, su funzioni vitali come la capacità di stare in piedi, di mantenere la propria posizione, di muoversi in avanti e di cadere.

Anche altre terapie che lavorano col paziente in posizione prona risentono delle stesse lacune. L'attuale bioenergetica è nata quando lavoravo su questi aspetti del mio modo personale di funzionare, sette anni dopo che la mia terapia con Reich era terminata "con pieno successo". Sentivo che la mia terapia con Reich aveva lasciato irrisolti troppi problemi, nonostante avessi raggiunto lo stadio in cui il riflesso orgastico si manifestava in maniera soddisfacente. Chiesi a John Pierrakos di lavorare con me, e cominciammo questo tipo di terapia su di me nella posizione in piedi piuttosto che in quella distesa. Ebbi la sensazione di riuscire ad avere un contatto più pieno con la mia pelvi e le mie gambe.

Le due posizioni, quella distesa e quella in piedi, riflettono due differenti modi di stare nel mondo. Con la posizione distesa, si sceglie implicitamente una modalità infantile; appoggiarsi sulle spalle denota impotenza. Questa posizione favorisce la regressione e favorisce il richiamo di memorie ed esperienze remote. La posizione eretta o lo stare in piedi rappresentano una postura adulta, e favoriscono i processi che conducono alla maturità e alla capacità di assumersi le responsabilità. Esse guardano al futuro e alla crescita. Stanley Keleman, nel suo libro "You Are Somebody" fa alcune interessanti osservazioni sull'importanza della posizione eretta dell'uomo. Non può non esserci un qualche significato nel fatto che, pur essendo possibile accoppiarsi stando in posizione eretta, la maggior parte della gente preferisce svolgere l'attività sessuale nella posizione prona o distesa.

La bioenergetica utilizza ambedue le posizioni in relazione al loro valore terapeutico. Usa la posizione distesa per favorire il processo di regressione; ricorre alla posizione eretta per aiutare il paziente ad affrontare il modo e per fargli imparare a confrontarsi con le situazioni o con le persone. Inoltre, quando vi è una normale discussione, il terapeuta e il paziente sono ambedue seduti per favorire lo scambio di idee. Ma è nell'uso della posizione eretta e negli speciali esercizi che servono a migliorare la capacità di stare in piedi e a favorire la sensazione di stare sulle proprie gambe che la bioenergetica è unica tra le varie terapie. Non vorrei, tuttavia, dare l'impressione che la comprensione della e il lavoro sulla posizione eretta siano gli unici contributi importanti della bioenergetica alla terapia. Ciò non di meno, la posizione eretta rappresenta una funzione chiave dell'organismo umano e come tale essa gioca un ruolo molto importante nella sessualità. Ho affermato in precedenza che senza la capacità di affrontare le pressioni negative esistenti nella nostra cultura è impossibile mantenere o sostenere una sana funzionalità sessuale. Ma, più specificatamente, è la capacità di sopportare l'eccitazione o la tensione di una carica elevata che determina la possibilità che il riflesso orgastico si traduca in potenza orgastica nell'atto sessuale. Nella più vasta area della personalità le domande importanti a cui rispondere riguardano il come una persona affronta il mondo e sta sui suoi piedi.

Stare in posizione eretta, muoversi, alzarsi cadere sono funzioni proprie della parte inferiore del corpo, che include anche la sessualità. Sono funzioni appaiate. La capacità di stare in piedi è in relazione alla capacità di muoversi, la capacità di alzarsi alla capacità di cadere. L'insicurezza nella posizione eretta implica una paura di cadere e genera quella che è conosciuta come angoscia di cadere. L'angoscia di cadere è presente in qualsiasi persona che non sia pienamente radicata al suolo. Dove esiste l'angoscia di cadere la persona non cede e le è difficile lasciarsi andare e darsi al corpo.

L'angoscia di cadere sottintende quella che Reich chiamò angoscia dell'orgasmo oppure, in altre parole, io direi che l'angoscia dell'orgasmo rappresenta una forma dell'angoscia di cadere. Nella metà inferiore del corpo si trova anche la controparte dell'angoscia di respirare, un'angoscia che è in relazione con la sensazione di "soffocare l'essenziale". Uno dei vantaggi dell'approccio bioenergetico sta nel fatto che è possibile lavorare sull'angoscia di cadere sia a livello analitico che attraverso esercizi specifici.

Per apprezzare in pieno il valore del radicamento è necessario confrontarlo col suo opposto, l'essere sospeso. Una persona è sospesa quando i suoi piedi non sono pienamente appoggiati al suolo e ciò implica un essere fuori da un pieno contatto con la realtà. Si è sospesi a causa di una illusione. Perciò, per far tornare una persona con i piedi per terra, è necessario smascherare la sua illusione. Ciò richiede un accurato lavoro analitico del carattere. Inoltre si devono significativamente ridurre le tensioni e i blocchi di tutti i segmenti del corpo, in modo da facilitare il verificarsi di un flusso di energia pieno e sufficientemente libero e una eccitazione che pervada tutto il corpo fin nelle gambe e nei piedi. Si devono risolvere i disturbi legati alla respirazione, così che il paziente o la paziente possa sentire i suoi movimenti respiratori giù fino agli avampiedi. In effetti, poi, grounding significa mettere una persona pienamente in contatto

(a) con la realtà del suolo sopra il quale si trova;

(b) con la realtà del suo corpo che è la condizione del suo sentirsi una persona: qualcuno (somebody);

(c) con la realtà della sua sessualità;

(d) con la realtà della situazione della sua vita.

Porre l'accento sulla realtà e sul grounding dà la garanzia che qualsiasi progresso una persona faccia nella terapia coinvolgerà poi anche la situazione della sua vita di tutti i giorni. Garantisce che qualsiasi vantaggio un paziente tragga dalla comprensione della sua sessualità, esso si trasferirà nella sua vita sessuale.

Il nostro approccio alla sessualità non si sviluppa solo dalla testa in giù, come faceva Reich, ma anche dal suolo in su. Reich, come ho già detto, riuscì a comprendere le sensazioni sessuali delle persone, ma il suo approccio fallì, a mio parere, nell'aiutare la gente a sviluppare l'aggressività (necessaria) per esprimere quelle sensazioni nelle situazioni sessuali. La ragione di questo fallimento sta nel fatto che l'aggressività è una funzione delle gambe.

La parola aggressività, nella nostra accezione, significa "andare verso". Non è possibile muoversi in maniera efficace se non si è ben in contatto col suolo. Parimenti i nostri pazienti riferiscono che questo approccio ha come risultato un migliorato funzionamento sessuale. Poche procedure offrono la ricca ricompensa del cambiamento in positivo della personalità, come la offre il lavoro sulle gambe nel grounding.

Lo spostamento dell'attenzione dal riflesso dell'orgasmo e dalla potenza orgastica al grounding era necessario per poter analizzare a fondo i problemi della personalità umana. Questo spostamento della focalizzazione, tuttavia, come ho già detto, non deve essere inteso come totale. Non si può separare il gronuding dalla sessualità. II mio obiettivo nel presente scritto è quello di ridefinire il ruolo dell'orgasmo rispetto alla personalità, alla luce di venti anni di esperienza bioenergetica.

In questi venti anni i miei colleghi ed io abbiamo esaminato l'intensità delle difficoltà emozionali delle persone. Abbiamo visto il terrore nei loro occhi, osservato l'espressione di morte sui loro visi, riconosciuto la condizione di intontimento che l'orrore produce nella mente. Ho già descritto, in mie precedenti conferenze, questi problemi. Abbiamo infine studiato i diversi tipi di carattere che conducono ad una gerarchia di strutture le quali mi hanno permesso di stilare una lista dei diritti primari che ciascuno ha. Detti semplicemente questi sono:

1) Il diritto di esistere - La sua assenza porta alla condizione schizoide.

2) Il diritto di avere bisogno - La sua assenza si può associare alla personalità orale.

3) Il diritto di essere indipendente (autonomo), che manca nel carattere psicopatico.

4) Il diritto alla piena espressione e affermazione di sé - La sua assenza conduce al masochismo.

5) Il diritto di seguire liberamente i propri desideri erotici - Inesistente nella struttura rigida.

Ho descritto in modo dettagliato questi diritti perché fosse evidente che nel lavoro con una persona per la quale non è chiaro il diritto di esistere, il problema dell'orgasmo è estremamente irrilevante. In genere vale la stessa cosa anche per il carattere orale, per la personalità psicopatica e per il masochista. Solo di fronte ad una struttura caratteriale rigida il problema dell'orgasmo è immediato. Questo è quello che intendevo per gravità dei problemi che ci hanno costretti a spostare l'attenzione dalla potenza orgastica. Di sicuro, fino a quando questi problemi non sono pienamente risolti in maniera positiva, ha poco senso discutere sulla potenza orgastica.

La sessualità, tuttavia, è presente a livello latente sullo sfondo di questi problemi del carattere, indipendentemente dal grado di disturbo. Essa costituisce il fattore

chiave nella eziologia della struttura schizoide, come ho messo in evidenza nel libro "Betrayal of the Body" (trad. it.: Il tradimento del corpo, A. Lowen, Ed. Mediterranee, Roma 1982, n.d.t.). E' l'attrazione sessuale che crea la personalità psicopatica ed è la paura dell'aggressività sessuale che determina la struttura rigida. Similmente, c'è un forte elemento sessuale alla base sia dell'oralità che del masochismo. La sofisticata psicologia moderna disserta con disinvoltura sulla teoria della personalità come se essa non avesse alcun collegamento con la sessualità. Io credo che ciò sia un grave errore. Si è generati grazie a due atti sessuali, il primo è l'accoppiamento di un uomo e di una donna e il secondo, la fusioni dei gameti maschili con quelli femminili. Se da una parte è vero che non si può intendere la sessualità di una persona se non come una espressione della sua personalità, è altrettanto vero che non si può pienamente comprendere la personalità di un individuo se non come una forma specifica della sua energia sessuale.

Mi rifiuto di cambiare la mia immagine dell'uomo perfino di fronte alla realtà che vedo intorno a me. Mi piacerebbe vedere le persone stare in piedi ferme e sicure con l'orgoglio nel portamento e la dignità nell'atteggiamento, così come io credo che avrebbero desiderato. Mi piacerebbe vederle dirette e sicure nell'esprimersi, dotate di principi nel comportamento con un senso di umiltà e sensibilità per le "cose semplici" ("decent ithing"). Soprattutto, mi piacerebbe vedere la gente liberata dalle proprie ossessioni rispetto al denaro, al potere e alle cose materiali. Senza sapere quello che dice, la maggior parte della gente mette il denaro prima della salute, il potere prima del piacere e le cose materiali prima dei sentimenti. Ciò non mi sorprende; dato che si tratta di un modello culturale. Duemila anni fa Gesù scacciò gli usurai fuori dal tempio. Oggi essi hanno i loro templi personali ai quali noi tutti paghiamo il tributo.

La situazione non cambierebbe con una ribellione. Essere contro non è lo stesso che battersi per qualcosa. Né si può combattere il potere con il potere. C'è un vecchio adagio che dice che se si combatte il diavolo con le armi del diavolo, si diventa diavolo.

Quale causa sostieni? Se risponderai a questa domanda, io sarò in grado di dirti quanto ti neghi alla potenza orgastica. Sostieni la causa dei valori del corpo: respirazione, sentimenti, movimenti? Sostieni la causa dei valori animali: libertà, indipendenza, piena espressione di sé? Il solo dirlo, però, non è sufficiente. Si deve manifestare nel tuo modo di affrontare la realtà (in your standing). Come stai in piedi e quanto bene sei in contatto col suolo: questi sono i criteri che io applico. Non con le parole, ma col corpo si narra la propria storia. La sessualità è del corpo e la vita del corpo è sessuale.

Tutti i nostri pazienti sono esseri sessuali. Non ho mai incontrato una persona asessuata. Si è eterosessuali, omosessuali o bisessuali, ma non esistono asessuati. E' possibile che ad un qualche livello della propria personalità si sia ancora dei bambini, ma ad un altro si è orientati a livello genitale. Perfino lo schizofrenico non è una persona senza sessualità. Può darsi che la sua sessualità sia dissociata, dato che le sue reazioni emozionali sono diverse, ma essa non è né assente né irrilevante. Sto parlando di sessualità, non di potenza orgastica.

Le domande di interesse terapeutico sono: quando e come ci si occupa della sessualità del paziente?

Le risposte a queste domande dipenderanno da ciascun terapeuta. Per quanto mi riguarda, io preferisco introdurre presto il tema sessuale e mantenerlo sul vicino sfondo (keep it in the near background), mentre lavoro col problema della personalità. Tuttavia, ogni qualvolta lo ritenga appropriato, porto la questione sessuale in prima fila e ciò perché non riesco a rinunciare alla convinzione che essa sia la chiave della personalità. Ultimamente questa convinzione è diventata molto forte. Essa

comprende il convincimento che il problema edipico costituisca l'elemento centrale o focale di qualsiasi disturbo caratteriale. Verso la fine della terapia

ritorno al problema della potenza orgastica. In bioenergetica ci si serve di alcuni esercizi destinati specificamente a facilitare l'apertura verso le sensazioni sessuali.

Molti di voi conoscono l'uso del cavalletto (bioenergetico) per rendere più profonda la respirazione. Stare passivamente distesi sul cavalletto realizzerà questo obiettivo. E' possibile cambiare la posizione in un esercizio attivo facendo rimbalzare la propria pelvi ritmica

mente su e giù. Se si riesce a coordinare questi movimenti con la respirazione, vi sarà eccitazione in tutto il corpo e si svilupperanno tremori involontari che andranno a culminare in una vibrazione della pelvi. Quando ciò accade, ci si sente molto caricati e vivi nella parte inferiore del corpo. Una decisa pressione dei piedi contro il pavimento manterrà stabile questa carica per qualche tempo. Non c'è bisogno di descrivere l'effetto positivo che ha su una persona un accrescimento della propria energia e il fatto che si sente la parte inferiore del corpo. Se non si facilita per prima cosa un buon radicamento nel paziente, diventa difficile che si apra alla sua sessualità. E' però ugualmente vero anche il contrario.

rio. Se non si affronta direttamente l'angoscia sessuale di un paziente, è difficile che si instauri in lui un radicamento pienamente soddisfacente. In tutti i pazienti, sia maschi che femmine, questa angoscia prende la forma di paura di castrazione o comunque di danno alla parte genitale. Non si tratta d'altro che di un aspetto più specifico dell'angoscia di cadere.

Allo stato attuale, la bioenergetica non minimizza affatto l'importanza della sessualità o più specificatamente della potenza orgastica. Essa però non afferma che per il fatto che la sessualità di una persona riesca ad aprirsi, ella sarà più "merisch", parola ebraica che significa essere pienamente uomo o donna. E neanche si trova d'accordo sul fatto che sia possibile diventare pienamente persona, senza lavorare sui problemi sessuali, sia a libello psicologico che fisico. La bioenergetica non si focalizza mai su un singolo aspetto della personalità. Essa è sempre attenta a tutti gli aspetti, attribuendo ad ognuno uguale importanza. Sia l'io che il corpo meritano uguale attenzione. Il lavoro sul corpo non deve mettere in second'ordine la necessità di un'analisi accurata. Piacere e realtà, anche se antitetiche, non sono funzioni contraddittorie. Le persone hanno bisogno di tutte e due le gambe per stare in piedi. Parimenti, sessualità e radicamento sono indipendenti. Se si vuole volare verso il piacere dell'orgasmo è necessario staccarsi dal suolo. Ma alla fine si ritorna a terra.

Cultura e sessualità

Reich ha espresso l'opinione secondo la quale l'atto sessuale comprende la sovrapposizione di due sistemi di energia che ripropongono il processo dell'evoluzione umana, processo che si manifesta anche nell'evoluzione cosmica rispetto alla formazione delle galassie. Per la maggior parte degli individui il sesso è l'esperienza che più li avvicina al sentirsi parte dell'ordine cosmico. Nell'orgasmo pieno, le barriere del sé si dissolvono e ci si sente come partecipanti ad un evento cosmico. Sfortunatamente per l'uomo moderno tali esperienze sono rare, forse una o più volte nella vita. Comunque, che questa esperienza venga vissuta o meno, esiste in ognuno la consapevolezza subconscia che la strada verso il cosmico passa attraverso il sesso. La sessualità sta alla base della spiritualità e parimenti il senso di radicamento (grounding) è il fondamento della sessualità. Non esiste altra via. Il fiore si innalza dalla pianta.

Reich aveva sperato che il superamento della repressione sessuale avrebbe liberato la personalità. Tale speranza non si è realizzata. Fin dai tempi di Freud abbiamo preso coscienza dell'importante ruolo del sesso nella formazione della personalità. L'altra parte pero, quella relazionale, in genere è stata ignorata.

La domanda che necessita di un'ulteriore discussione è: "quale tipo di persona è in grado di pervenire alla potenza orgastica?" Reich affermò di avere scoperto un alto grado di potenza orgastica tra i lavoratori tedeschi da lui esaminati nel 1920, ma non descrisse mai le qualità delle persone e il tipo di cultura capaci di facilitare un così alto grado di salute emozionale. In questo difficile studio abbiamo un punto di riferimento.

Il sesso rappresenta, forse, la funzione maggiormente animale della personalità umana. Quello che intendo per maggiormente animale è che l'atto sessuale ha subito solo in minima parte la modificazione culturale. I nostri modi di mangiare, dormire, espellere sono stati influenzati in misura maggiore dagli standards culturali.

Sicuramente, l'atto sessuale rappresenta la funzione che più intimamente si identifica con la nostra natura animale. Esso rappresenta la funzione che maggiormente esprime la nostra natura animale.

L'animale selvatico, vivendo in uno stato naturale, vive pienamente la vita del corpo ed è orgasticamente potente. Siamo persone disturbate, specie rispetto al nostro funzionamento sessuale, nella misura in cui perdiamo il contatto con la vita del corpo e, quindi, con la nostra natura animale. Cultura e natura sono antitetiche e possono facilmente diventare antagoniste. La nostra cultura in modo particolare è dannosa per la natura e per la vita del corpo. La grande distruzione dell'ambiente naturale conferma questa predisposizione. Nelle attuali condizioni di vita è impossibile, per la maggior parte della gente, essere orgasticamente potente. E' possibile che alcuni riescano a vivere dei momenti in cui raggiungono l'estasi dell'unione cosmica, ma avviene solo eccezionalmente.

Non bisogna tuttavia abbandonare questo ideale. In caso contrario non ci resterebbe altro da fare che accettare lo stato nevrotico come nostro inevitabile destino. E' nostro dovere capire la natura umana e influenzare i modelli culturali così che essi favoriscano tale natura.


Esperienza del vuoto: essenza e sessualità
di A Hameed Alì di A Hameed Alì

a cura di Luciano Marchino

Questo lavoro si fonda da una parte sul concetto freudiano dello sviluppo psicosessuale del bambino, dall'altra sulla ricerca di Wilhelm Reich sull'importanza della sessualità nello scaricare stress accumulato nonché sulla sua scoperta dell'energia orgonica che accompagna la sessualità. A partire da questa base... e facendo inoltre ricorso alla conoscenza della storia delle relazioni oggettuali sugli stadi di evoluzione dell'ego, alla nostra esperienza clinica fondata su osservazioni

tipo di carattere fisico, energetico e psicologico, come pure sottili osservazioni sull'essenza e sulle energie del livello dei chakra...mostriamo l'interazione degli stati psicosessuali, lo sviluppo dell'ego e lo sviluppo dell'istinto sessuale (libido oppure orgone sessuale) e come la sessualità diventi la forza primaria per l'autoregolazione nell'adulto. In questo modo facciamo luce sulla relazione fra aggressività e libido, mettiamo in evidenza come la libido si sviluppi a partire da un'energia aggressiva originaria con il fine dell'autoregolazione, e delineiamo una nuova più basilare comprensione dell'ansia di castrazione.

Attraverso ampi studi dei casi clinici dimostriamo che la causa sottostante dell'ansia di castrazione è la perdita dell'essenza del bambino che è sentita dall'inconscio come un buco nella regione genitale. Le implicazioni di questa nuova conoscenza sono esplorate nella casistica.

La causa sottostante del complesso di castrazione è l'esistenza nell'inconscio di un buco vuoto nella regione pelvica. Nell'affrontare il problema della castrazione un individuo può diventare cosciente di questo vuoto genitale. Esso viene percepito nell'area genitale come un buco nero e vuoto, senza alcuna parte anatomica. L'individuo sente e talvolta vede una "mancanza", una assenza fra le cosce. L'esperienza può essere molto definita e chiara. I confini del buco possono essere percepiti come molto ben delimitati. E' quasi un'esperienza fisica anche se l'individuo è sempre cosciente del fatto che non è così. La sua nitidezza e chiarezza non mancano mai di stupire l'individuo: sono percepite come qualcosa di inconsueto e di inatteso.

Entro i confini del buco c'è una sensazione di nulla, di vuoto, di nonesistenza. Se la persona acuisce la propria percezione sensoriale il nulla si approfondisce e si espande. Il buco di espande inghiottendo una parte maggiore della pelvi e alla fine il resto del corpo. Facciamo un esempio, la storia di un caso.

Sandra è una donna sposata, bella, sui trent'anni. E' da qualche anno che lavora con me. La troviamo mentre lotta e cerca di affrontare i suoi sensi di inferiorità, di inutilità, di dipendenza, di bisogno e di vuoto. Mi racconta della sua sofferenza degli scorsi giorni provocata da queste sensazioni che diventano sempre più coscienti. Attraverso il lavoro di questi due anni ha imparato a sperimentare il suo stato in profondità. Il senso di vuoto le provoca il pianto. Le chiedo dove, nel suo corpo, senta questo vuoto. Allora comincia ad essere percorsa da tremiti, come se rabbrividisse, in diverse parti del corpo, in particolare lungo la spina dorsale. Dopo un po' si sente come se non avesse più una spina dorsale; avverte il vuoto nella parte bassa della schiena. Si sente vuota nella pancia e nella regione pelvica. Le chiedo di centrare maggiormente la sua attenzione in quella regione. Sente il vuoto nel bassoventre. Questa sensazione diventa più specifica; di fatto, fisicamente, sente nella pelvi un buco che parte dai genitali. L'intera area dei genitali è percepita come un vuoto, come un buco vuoto. Stando alla sua percezione, in quel posto non c'è nulla. Ciò la spaventa e intensifica i tremori del suo corpo. Tuttavia ora si rende conto di come il senso di sé così incompleto, come se le mancasse qualcosa, come se fosse inferiore agli altri, se fosse vuota, sia basato fondamentalmente sull'immagine di corpo fisico caratterizzata da un buco vuoto nella regione dei genitali. A questo stadio Sandra non è cosciente di avere lì qualcosa, una vagina. E' cosciente solo di una mancanza, di un buco vuoto e buio. Questa ovviamente è stata un'immagine del corpo inconsapevole che ora sta tornato a livello conscio.

Non è che Sandra non sia più in contatto con il suo corpo: al contrario ne è acutamente cosciente, molto di più di quanto sia normale per lei. E' proprio grazie a questa acuta consapevolezza in quell'area del corpo durante l'esperienza che essa è in grado di sentire la sensazione di mancanza, del buco vuoto. Questa impressione di un buco, in effetti, è sempre stata presente come una parte dell'immagine inconscia del corpo.

Dopo un po' di tempo e una certa catarsi, lo stato emozionale decresce e resta solo l'esperienza di un buco vuoto nella regione pelvica. Il buco comincia ad espandersi fino a comprendere tutto il basso ventre. Sandra sente e vede un grande buco, vuoto e buio. La incoraggio ad arrendersi all'esperienza, a lasciare che si sviluppi spontaneamente. Questo vuoto (ormai trasformato in senso di vuoto sia fisico che mentale) si espande verso l'alto fino a comprendere tutto il corpo. Sandra diventa cosciente di una certa tensione fisica alla gola e al diaframma. Dirigendo l'attenzione a questa tensione, essa prova paura per questa esperienza e comincia a piangere. Ciò dissolve la tensione ed ora essa sente tutta sé stessa come un vuoto e un nulla.

In circostanze normali la persona si protegge dal buco in molti modi. Il più ovvio consiste in contrazioni fisiche ed in tensioni. Normalmente c'è una tensione attorno alla pelvi, centrata nel sacro e nel perineo. Questo anello di tensione è accompagnato da un altro analogo attorno alla testa, specialmente attorno alla regione oculare. Ciò è facile da capire se consideriamo che questo buco è una delle estremità di una colonna di vuoto che percorre il corpo. Così ci sono due blocchi di tensione alle due estremità del tubo, o alle due estremità della spina dorsale. Nel corpo ci sono altri modelli di tensione correlati a questo buco, ma i due segmenti citati sono i principali ed i più ricorrenti. Questi modelli di tensione e i meccanismi psicodinamici di difesa che li accompagnano sono generalmente inconsci. Non salgono in superficie per diventare coscienti, a meno che l'individuo non si avvicini a questo buco ed al materiale psicologico che vi è associato. La tensione nella testa si manifesta in casi estremi sotto forma di mal di testa di ogni genere. La tensione nella pelvi ovviamente può portare alle più svariate difficoltà sessuali.

L'importanza del buco genitale diviene chiaramente palese quando ci rendiamo conto che si tratta di un fenomeno universale. Troviamo che esso è una parte dell'immagine inconscia che tutti gli individui hanno di sé, uomini e donne senza eccezioni. Ciò non significa necessariamente patologia o nevrosi. E' parte della normale immagine di sé, seppure inconscia, che ha ogni individuo.

Le sole eccezioni possibili sono quegli individui che non resistono all'esperienza del vuoto. Se l'individuo può sperimentare completamente e consciamente il vuoto, in questo caso non ci sarà un buco genitale nell'immagine del corpo.

Questa asserzione potrà sembrare a molti assurda, ma diventa comprensibile se noi capiamo la relazione fra essenza e buco genitale.

Usiamo la parola "essenza" per riferirci al concetto di Essere. Ad essere al di là è la nostra vera natura... ed è la base di... tutte le emozioni, sensazioni, pensieri, energie, e così via. E' quanto di reale c'è in noi, ciò che non è mai stato toccato o contaminato dai condizionamenti.

L'essenza è il centro di ogni vera religione e spiritualità. Talvolta viene definita come Dio, spirito, anima, vero sé. Usiamo la parola essenza per riferirci ad una simile esistenza dato che i Sufi utilizzano questa parola, e noi ricorreremo spesso a molte delle loro formulazioni.

Il concetto di orgone di Reich si avvicina al concetto di essenza. Il concetto di Reich però non è così specifico come l'altro. L'orgone così come l'ha concepito Reich, è un'energia primordiale. La sua formulazione sembra includere il concetto dell'essenza, visto che Reich considerò l'orgone nostra energia e fonte vitale.

Tuttavia, per i Sufi e per noi, l'essenza è qualcosa di più dell'energia. Essa comprende o quantomeno ha un aspetto energetico, ma è qualcosa di più fondamentale. E'. il nostro essere che esiste nel senso di "Io sono". E' la fonte dell'energia è di ogni altra cosa. E' il nostro essere infiniti, la nostra eternità. E' la nostra natura che sta al di là del tempo e della mente. E' la parte di noi che trascende la morte.

Nell'uso che faremo del concetto di essenza, focalizzeremo la nostra attenzione su alcuni suoi aspetti o manifestazioni. Ciò implica la comprensione... la percezione... del fatto che l'essenza si manifesta in vari e differenti aspetti. Si manifesta come amore, forza, volontà, pietà, verità, pace, contentezza, eccetera. Tutti questi aspetti sono essenza, il medesimo essere, ma diverso è il modo nel quale vengono sperimentati. La relazione che hanno fra di loro è funzionale e non gerarchica. Sono come i diversi organi che costituiscono il corpo.

L'essenza è il nostro vero essere, è ciò che siamo al nostro livello più profondo. Tuttavia, per molti, questo non è evidente: essi credono di essere il loro ego. E' questo il motivo per cui gli psicologi dell'ego hanno coniato il concetto di "identità dell'ego", che costituisce la percezione che di sé ha una persona media. In effetti, la psicologia dell'ego è prima di tutto uno studio su come questo senso di sé stessi si sviluppa. Si ritiene che questa identità si sviluppi lentamente nei primi 3 anni di vita, nel processo di individuazione separazione. Essa è vista come l'organizzazione dei ricordi. o delle impressioni dell'esperienza di qualcuno.


La religione della natura e dell'eros
di Alain Danielou di Alain Danielou

Da "Siva e Dionisi", Ubaldini Ed.

L'universo è un'opera meravigliosa d'armonia, di bellezza, d'equilibrio. Sono possibili altri universi, fondati su altre formule. Quello in cui si trova l'uomo è il risultato di una scelta nel pensiero di quel principio immenso, inconoscibile, indefinibile, da cui sono nati gli dei, la materia e la vita.

Non può esserci nulla che non sia implicito nella propria causa. Se il pensiero esiste negli esseri, il pensiero è necessariamente parte del principio cosmico che li ha originati. Esiste dunque un pensiero universale, una coscienza universale, e la creazione non è soltanto un caso, ma la scelta di una volontà trascendente che l'ha voluta così com'è. Tutti gli elementi che costituiscono il mondo sono interdipendenti, sono parte di un tutto. Non c'è uno iato, una discontinuità nell'opera del Creatore. Il mondo minerale, il mondo vegetale, il mondo animale e umano, e il mondo sottile degli spiriti e degli dei esistono l'uno mediante l'altro, l'uno per l'altro. Non può esserci un vero approccio al divino, una ricerca del divino, una scienza, una religione, una mistica che non tenga conto di questa unità fondamentale del creato.

Vediamo comparire dal profondo dei tempi questa ricerca, questa sete di conoscere, di capire la natura del mondo, la ragion d'essere della vita, questo desiderio di accostarsi al principio creatore, di prendervi rifugio. E' una ricerca che, per essere valida, non può ammettere né barriere, né, a priori, non può ignorare alcun aspetto degli esseri o delle cose. Penetra nelle civiltà, nelle religioni, nei modi di pensare più diversi e li rimette inevitabilmente in questione.

Il sentimento dell'unità profonda del pensiero creatore e di tutti gli aspetti del creato resta sempre presente, sia pure allo stato latente, alla coscienza degli uomini, e basta che un messaggio degli dei venga a risvegliare questa coscienza per ricorda

re ad alcuni di essi che l'unica via alla felicità, alla realizzazione di sé stessi è quella della cooperazione senza riserve all'opera del Creatore, nell'amore e nell'amicizia che devono unire le piante, gli animali, gli uomini e gli esseri sottili. Qui non si tratta di sentimentalismo, di amare il proprio giardino e il proprio cane, di dipingere le nuvole in rosa, ma occorre che l'uomo ritrovi umilmente il proprio posto in questo mondo selvaggio, magnifico e crudele che è opera degli dei. Se invece ignoriamo o rifiutiamo di vedere l'ordine universale in tutto ciò che costituisce il nostro ordine, fisico e mentale e i legami che ci uniscono, a ogni livello, al mondo naturale e cosmico, attiriamo su di noi la follia distruttrice che è manifestazione della collera degli dei.

Le due fonti della religione

Il fenomeno religioso, dopo la nascita delle civiltà urbane, si è manifestato e concretato, presso i popoli sedentari, in due forme opposte e contraddittorie. L'una è legata al mondo della natura, l'altra all'organizzazione della vita collettiva nelle città.

La religione primordiale rappresenta l'insieme degli sforzi dell'uomo per capire la creazione, per armonizzarsi con essa penetrarne i segreti, cooperare all'opera del Creatore, accostarglisi, identificarsi con lui. Quest'approccio non separa la sfera corporea da quella intellettuale e spirituale cui è indissolubilmente legata. Il corpo è lo strumento di tutte le realizzazioni umane e come tale va trattato, come insegna lo Yoga. La creazione nella sua totalità, la sua bellezza, il suo rigoglio, la sua crudeltà, la sua armonia, è l'espressione del pensiero divino, è in qualche modo la materializzazione, il corpo di Dio.

Solo coloro che comprendono il loro posto tra gli alberi, i fiori, gli animali, possono realmente accostarsi al mondo degli spiriti e degli dei, immaginare il piano del Creatore, presentire la gioia del divino. Per l'uomo consapevole che la creazione non soltanto è opera divina, ma è la forma stessa del divino, ogni essere, ogni vita, ogni atto assume un carattere sacro, diventa un rito, un mezzo di comunicazione col mondo celeste.

"Conformarsi a ciò che si è, è dharma" ("Svalaksana dharanad dharmah"). Dharma è un vocabolo che significa "legge naturale". Conformarvisi è l'unica virtù. Non c'è altra religione che la realizzazionedi ciò che si è per nascita, natura, atteggiamenti. Ciascuno deve recitare come meglio può la parte che gli è stata assegnata nel gran teatro della creazione.

L'altra forma di religione è quella della città, della società degli uomini. Essa pretende d'imporre sanzioni divine a convenzioni sociali. Innalza delle leggi umane ad atti sacri. Serve di scusa alle ambizioni degli uomini che pretendono di dominare il mondo naturale, di servirsene, di attribuirsi una posizione unica a detrimento delle altre specie, vegetali, animali, persino sovrannaturali. C'è voluta la strana e malefica perversione dei valori nelle civiltà e nelle religioni moderne che caratterizzano il Kali Yuga, l'Età dei Conflitti in cui ci troviamo, perché l'uomo rinunciasse al proprio ruolo nell'ordine cosmico che comprende ogni forma di essere o di vita, per interessarsi solo a se stesso e divenire il distruttore dell'armonia del creato, lo strumento cieco, vanitoso e brutale del proprio declino. Sotto l'influsso delle concezioni religiose rudimentali dei conquistatori nomadi le religioni della città assunsero un carattere antropocentrico che in origine non era palese. I popoli nomadi non hanno un vero contatto col mondo della natura. Non vivono in comunità con dei, alberi, animali, a meno che non si tratti di quelli che hanno asservito o addomesticato.

Si portano appresso i loro dei e le loro leggende e più degli altri sono predisposti alla semplificazione monoteistica, a considerare la natura come un insieme di pascoli anonimi, che essi sfruttano e distruggono, e gli dei come guide al servizio dell'uomo. In origine tutte le religioni antidionisiache sono religioni di nomadi, siano essi Ari, Ebrei o Arabi, tendono a conservare questo carattere, anche quando i nomadi sono divenuti sedentari. Ogni religione che consideri i propri fedeli come eletti i quali pretendono d'aver ricevuto da un dio il diritto e il dovere di propagandare le loro credenze, i loro costumi, e di distruggere o asservire gli "infedeli", non può essere che un'impostura. Le crociate, le missioni, le guerre sante sono maschere dell'egemonia e del colonialismo.

La religione della città doveva trovare giustificazione nell'illusione monoteistica. "Il numero uno, dicono i Tantra, è il simbolo dell'illusione".


Il sesso è una porta al divino
di Osho

da La mia via, la via delle nuvole bianche Ed. Mediterranee. Ed. Mediterranee.

Il sesso è l'energia

E non dico energia sessuale perché non c'è altra energia.

Il sesso è l'unica energia che avete.Questa energia può venir trasformata può diventare un'energia più elevata. E più in alto si muove meno rimane sessualità.

E alla fine vi è un culmine dove questa energia diventa compassione e amore.

Il supremo fiorire è il Divino ma la base, la radice, è nel sesso.

Per cui il sesso è il più basso livello dell'energia e Dio il livello più alto ma è il fluire della stessa energia.

La prima cosa da capire è che io non divido le energie. Una volta che hai diviso hai creato il conflitto, una volta che dividi l'energia tu stesso ne vieni diviso e allora sarai o contro il sesso o a suo favore.

Io non sono né a favore né contro perché io non divido.

Dico che sesso è energia, sesso è il nome dell'energia, questa energia sconosciuta...che diventa divina una volta che è liberata dalla schiavitù del biologico, una volta che va aldilà del corpo.

Per duemila anni il cristianesimo ha cercato di distruggere l'energia sessuale. Essere religiosi consisteva nel privarsi assolutamente del sesso. Questo ha finito solo col creare pazzia.

E più lotti, più reprimi, più il sesso acquista importanza e più entra in profondità nel tuo inconscio, contaminando così tutto il tuo essere.

Per questo se leggete la vita dei santi cristiani vedrete che erano tutti ossessionati dal sesso.

Non riuscivano a pregare, non potevano meditare.

Qualsiasi cosa facessero arrivava il demonio del sesso veniva sempre il diavolo a tentarli.

Ma non c'è nessun diavolo, se ti reprimi tu stesso sarai il demonio!

Dopo duemila anni di continua repressione cristiana l'Occidente ne ha avuto abbastanza era troppo e la ruota ha fatto un giro.

E ora, invece di repressione, si indulge  l'indulgere nel sesso è diventata la nuova ossessione. La mente si è spostata all'estremo opposto. Entrambe sono attitudini malate.

Il sesso va trasformato - non è da reprimere o da lasciar scatenare.

L'unico modo possibile per trasformarlo è essere sessuali con profonda consapevolezza è fare del sesso una meditazione.

Vivi la tua sessualità, ma con attenzione con consapevolezza, con presenza totale dell'essere.

Non permettere che diventi una forza inconsapevole. Esperimenta con comprensione, saggezza, in amore.

Ma trasforma l'esperienza del sesso in una esperienza di meditazione medita nell'atto sessuale!

Questo è ciò che l'Oriente ha fatto nella tradizione Tantrica.

Ed una volta che sei attento in questa esperienza, la sua qualità inizia a cambiare. la stessa energia che fluiva nella sessualità inizia a fluire verso la consapevolezza.

Puoi essere così attento al culmine dell'orgasmo sessuale, più attento che in qualsiasi altra esperienza perché nessuna altra esperienza è così profonda, nessun'altra esperienza ti assorbe cosi totalmente.

Nessun'altra esperienza è cosi totale.

Nell'orgasmo sessuale sei completamente assorbito, corpo e mente. Tutto l'essere vibra.

E il pensiero si arresta completamente. E anche se per un solo momento quando l'orgasmo è al suo culmine il pensiero si ferma completamente sei così totale che non riesci a pensare.

Nell'orgasmo sessuale semplicemente tu sei l'essere è presente ma non vi è pensiero.

Se in quel momento diventi consapevole, attento il sesso diventa una porta verso il divino.

E se sai rimanere cosciente in quel momento saprai rimanere cosciente anche in altre esperienze. La consapevolezza diventa parte di te. Allora anche mangiando camminando, facendo ogni lavoro sarai portatore di quella qualità della consapevolezza.

Tramite il sesso la consapevolezza ti ha toccato nel profondo, è penetrata dentro di te.

E quando diventi meditavo giungi a realizzare un fatto nuovo: non è il sesso che ti dà beatitudine non è il sesso che ti dà l'estasi.

E' piuttosto quello stato della mente privo di pensieri ed il coinvolgimento totale nell'atto che ti fanno beato.

Anche al di fuori del sesso. E' questo il significato della meditazione.

Repressione e trasformazione

L'uomo è l'unico essere che può reprimere le sue energie - o che le può trasformare. Nessun altro può farlo.

Repressione e trasformazione esistono come due aspetti dello stesso fenomeno.

Gli alberi esistono, gli animali esistono, gli uccelli esistono ma non possono fare nulla con la propria esistenza, ne sono parte.

Non possono uscirne, guardarla da una posizione distaccata.

Non possono intervenire. Sono così immersi nella loro energia che non riescono a separarsene per un solo istante.

L'uomo se ne può separare. Può fare qualcosa per la sua crescita.

Può osservarsi a distanza, può guardare le sue energie come se fossero separate da lui. E le può reprimere o le può trasformare.

Nascosti dietro i vostri vestiti siete ancora animali; il nudo rivela l'animale: voi siete scimmie nude.

Il sesso è attività animale. Qualunque cosa tu faccia per nasconderlo, qualunque cosa gli crei intorno, il sesso rimane animale. E quando entri nel sesso diventi un animale.

Proprio per questo tanta gente non riesce a gioire del sesso. Non riescono a diventare totalmente animali, l'ego non glielo permette.

Ego e sesso, questo è il conflitto.

Ego contro sesso. E quando si entra profondamente nel sesso l'ego si dissolve completamente. E più si avvicina il momento in cui l'ego sparisce più la paura s'impadronisce di te.

Per questo la gente fa l'amore entra nel sesso, ma non profondamente, non con pienezza. Perché quando si fa davvero l'amore bisogna disfarsi di tutta la civiltà, la tua mente va messa da parte, la tua religione, la tua filosofia, tutto.

Improvvisamente senti che un animale selvaggio è nato dentro di te. Comincerai a ruggire come un animale selvaggio, a urlare e a gemere.

Se lo permetti, il linguaggio si dissolverà. Ci saranno suoni, di uccelli suoni di animali. Improvvisamente ti sei liberato di milioni di anni di civiltà, sei di nuovo animale in un mondo selvaggio.

Ti prende una grande paura E a causa di questa paura l'amore è diventato praticamente impossibile. E la paura è reale perché quando perdi l'ego è come se impazzissi Diventi selvaggio e può succedere di tutto. Hai paura perché senti che perdi il controllo, e una vota che hai perso il controllo puoi fare di tutto.

Bene, io ti insegno una consapevolezza nuova: non il controllo della mente manipolatrice ma la consapevolezza del sé testimone. Entra nel sesso ma rimani un testimone. Diventa pure un animale selvaggio ma non diventare incosciente.

Essere selvaggi è bellissimo. In realtà solo un selvaggio può essere bello. Una donna che non sia selvaggia non può essere bella perché più selvaggi si è più si è vivi. Allora sei una tigre nella giungla, un cervo che corre nella foresta... e vi è una tale bellezza!

L'intero processo di diventare testimone è il processo di trasformazione del sesso. Nell'energia dentro di te si è creato un nuovo circuito l'elettricità del corpo si muove in modo diverso ora si muove in circolo L'elettricità del tuo corpo si è unita a quella del partner, dell'amata e ora vi è un cerchio interiore. Se sei cosciente puoi sentirlo, sentirai che sei diventato un veicolo dell'energia vitale.

Se rimani cosciente, vedrai prima di tutto mutamenti dell'energia del corpo secondo lo svanire dei pensieri della mente, e per terzo il dissolversi dell'ego dal cuore. Queste tre cose devono venire osservate con attenzione, e quando anche la terza sarà accaduta l'energia sessuale si è fatta meditazione.

Se trasformi l'energia diventerai divino. L'animale selvaggio con il totale splendore del suo essere è presente, libero da rifiuti e negazioni. Una volta trasformata l'energia la natura e Dio si incontrano in te. Un incontro tra la terra e il cielo.


Del ricoprirsi del Papalagi, dei suoi molti panni e stuoie
di Tuiavii, saggio Capo Indigeno delle Isole Samoa
a cura di Matteo Guarnaccia
da 'Papalagi', Stampa Alternativa
di Tuiavii, saggio Capo Indigeno delle Isole Samoa
a cura di Matteo Guarnaccia
da 'Papalagi', Stampa Alternativa

Tuiavii, un saggio capo indigeno delle Isole Samoa, compì un viaggio in Europa agli inizi del secolo, venendo a contatto con gli usi e i costumi del "Papalagi", I'uomo bianco. Ne trasse delle impressioni folgoranti che gli servirono per mettere in guardia il suo popolo dal fascino pericoloso dell'Occidente.

Erich Scheurmann, un artista tedesco amico di Herman Hesse fuggito nei mari del Sud per evitare la I guerra mondiale, raccolse questo tesoro di saggezza e lo pubblicò in un libro. "Papalagi" è un trattato etnologico sulla tribù dei bianchi, esilarante ed atroce.

Il Papalagi è continuamente preoccupato di coprire ben bene la sua carne. "Il corpo e le sue membra sono carne, solo quello che sta sopra il collo è vero uomo"; così dunque mi disse un bianco che godeva di grande prestigio ed era considerato molto saggio. Voleva dire che degna di considerazione è solo la parte dove hanno dimora lo spirito e tutti i buoni e i cattivi pensieri. La testa. Quella, e in caso estremo anche le mani, il bianco le lascia volentieri scoperte. sebbene anche la testa e le mani altro non siano che carne e ossa. Chi lascia vedere la propria carne, non può più vantare alcun diritto di essere chiamato civile.

Quando un giovane sposa una fanciulla, non sa mai se è stato imbrogliato, perché non ha mai visto il suo corpo. Una fanciulla, per quanto bella possa essere, fosse anche la più bella taopou (una vergine del villaggio, la regina delle fanciulle) di Samoa, copre il suo corpo, perché nessuno lo possa vedere e trarre gioia da tale vista.

La carne è peccato. Così dice il Papalagi. Poiché il suo spirito è grande grazie al suo pensiero. I1 braccio che si leva per il lancio verso la luce del sole, è una freccia del peccato. I1 petto su cui ondeggia l'onda del respiro è la dimora del peccato... Le membra con le quali la vergine ci offre la sua siva (danza sacra) sono peccaminose. E anche le membra che si toccano per fare la creatura a gioia della. grande terra, sono peccato. Tutto è peccato ciò che è carne. In ogni tendine c'è un veleno, un subdolo veleno che passa da creatura a creatura. Chi anche solo guarda la carne, sugge il veleno, ne è ferito, è altrettanto riprovevole e perverso quanto colui che la mette in mostra. Così dunque dicono le sacre leggi morali dell'uomo bianco.

Anche per questo il corpo del Papalagi è ricoperto dalla testa ai piedi di panni, stuoie e pelli, in maniera così fitta e spessa che non un occhio umano vi può giungere, non un raggio di sole, così che il suo corpo diventa smorto, bianco e appassito come i fiori che crescono nel profondo della foresta vergine.

Lasciate che vi descriva, più ragionevoli fratelli delle molte isole, quale peso un solo Papalagi porta sul suo corpo. Prima di tutto, sotto ogni altra cosa, egli avvolge il suo corpo sotto una pelle bianca, ottenuta con le fibre di una pianta, chiamata pelle di sopra. La si solleva e la si lascia ricadere dall'alto verso il basso, sopra la testa, sul petto e sulle braccia, fino all'altezza dei fianchi. Sopra le gambe e le cosce fino all'ombelico, tirata dal basso verso l'alto viene la cosiddetta pelle di sotto. Entrambe sono poi ricoperte da una terza pelle, più spessa, intessuta con peli di animale, un quadrupede lanoso, che viene allevato appositamente per questo scopo. Questi sono i veri e propri panni e consistono per lo più di tre parti, una che copre il busto, l'altra l'addome e la terza le cosce e le gambe. Le tre parti sono tenute insieme da conchiglie e funi fabbricate con succhi dissecati dall'albero della gomma, così che da ultimo sembrano fatte di un pezzo solo. Questi panni sono nella maggior parte dei casi di un colore grigio come la laguna nelle stagioni delle piogge. Non devono mai essere colorati. Tutt'al più quello di mezzo, e anche qui soltanto per gli uomini che amano far parlare di sé e corrono molto dietro alle donne.

I piedi infine vengono avvolti in una pelle morbida e in una molto rigida. Quella morbida è per lo più elastica e si adatta facilmente al piede al contrario di quella rigida. Anche questa è fatta con la pelle di un robustissimo animale, la quale viene lasciata a bagno nell'acqua, poi raschiata con un coltello, battuta e stesa al suolo fino a che si è completamente indurita. Con questa il Papalagi si costruisce poi una sorta di canoa dal bordo molto alto, grande giusto quanto basta per farvi entrare il piede. Queste barche da piedi vengono poi legate e allacciate con cordoni e ganci intorno alla caviglia, così che il piede resta chiuso in un rigido guscio, come il corpo di una lumaca di mare. Queste pelli da piedi il Papalagi se le porta addosso dal levar del sole fino al tramonto, con esse fa i suoi malaga,danza e le porta anche quando fa caldo come dopo la pioggia tropicale.

Poiché tutto ciò è assai innaturale come il bianco del resto ben comprende, e rende i piedi come morti, tanto che cominciano a puzzare...

Anche la donna porta come l'uomo molte stuoie e panni intorno al corpo e intorno alle gambe. La sua pelle è perciò tutta segnata da cicatrici e ferite a causa dei lacci. I seni sono vizzi e spenti e non danno più latte, per l'oppressione di una stuoia che lei si lega intorno al petto, dal collo fin al basso ventre, e anche sulla schiena, una stuoia indurita e irrigidita con ossa di pesce, filo di ferro e vari legacci. Perciò la maggior parte delle madri non possono più allattare i propri figli e devono dare loro il latte in un rotolo di vetro, chiuso sotto e munito al di sopra di un capezzolo finto. E non è neppure il proprio latte, quello che danno loro, ma il latte dei brutti animali rossastri e cornuti ai quali viene tolto con la forza, premendolo fuori da quattro tappi che hanno sotto la pancia.

Per il resto i panni delle donne e delle fanciulle sono molto più sottili e leggeri di quelli degli uomini, e possono anche essere variopinti e luccicare tanto da essere visti da lontano. Inoltre lasciano anche spesso intravedere collo e braccia e più carne di quegli degli uomini. Tuttavia è considerata buona cosa che una fanciulla si copra molto e allora la gente dice di lei con compiacimento "E' casta", e ciò sta a significare che rispetta le leggi dei buoni costumi.

Perciò non ho mai capito perché in occasione dei grandi fono (feste) e dei banchetti le donne le donne e le fanciulle possono lasciar scoperta molta più carne sul collo e sulle spalle, senza che ciò sia vergogna. Ma forse questo rappresenta appunto il pepe della festa, che in tali occasioni venga permesso ciò che non è consentito tutti i giorni...

Essendo i corpi delle donne e delle fanciulle così accuratamente ricoperti, gli uomini e i giovanetti provano un intenso desiderio di vedere la loro carne, com'è al naturale. Notte e giorno ci pensano e parlano molto molto delle forme delle donne e delle fanciulle, e sempre in modo che ciò che è bello e naturale appaia un grande peccato, come qualcosa che può essere visto solo nell'ombra più fonda. Se lasciassero vedere la carne più apertamente, potrebbero dedicare i loro pensieri ad altre cose, e i loro occhi non si storcerebbero e le loro bocche non pronuncerebbero parole vogliose ogni volta che incontrano una fanciulla.

Ma la carne è peccato, è di Aiut (il male). C'è pensiero più stolto, cari fratelli? Se si dovesse credere alla parola del bianco, si dovrebbe con lui desiderare piuttosto che la nostra carne fosse rigida come lava e priva di quel dolce calore che viene da dentro.

Ma noi vogliamo ancora rallegrarci della nostra carne che può parlare con il sole, di poter muovere le gambe come il cavallo selvatico perché nessun panno le lega e nessuna pelle appesantisce i piedi, di non essere costretti a fare attenzione perché il nostro copricapo non ci cada dalla testa. Godiamoci la gioia che ci dà la vergine che è bella nel corpo e mostra le sue membra al sole e alla luce della luna. Stolto, cieco e senza il senso della vera gioia è il bianco che deve tanto ricoprirsi per essere senza vergogna.


Connubi celesti
di Carlo Moiraghi di Carlo Moiraghi

Vi son tre cose per me misteriose,
anzi quattro che non posso intendere:
la traccia dell'aquila del cielo,
la traccia della serpe sulla roccia,
la traccia della nave in mezzo al mare,
la traccia dell'uomo nella donna.

Vecchio Testamento Proverbi. 30.18

Risulta che Atena ed Efesto ebbero un incontro amoroso. Circolano voci confuse a riguardo. Dicono che lui tentò di averla, quella volta che la dea si recò nella fucina profonda a domandare l'armatura preziosa che per la guerra troiana ella aveva ordinato a lui, fabbro divino. Aveva detto la dea, che per amore l'aveva richiesta e l'avrebbe contraccambiata, ed Efesto, forse mosso da Poseidone che intendeva schernirlo, male interpretò. Ma la dea preservò la sua totale purezza. Altri dice che Efesto la meritò in matrimonio, mai consumato, per averla aiutata a venire alla luce.

Una voce segreta li volle sposi felici e racconta che ebbero un figlio che chiamarono Apollo.

Tanta dovizia e diversità di racconti, e nulla di certo, cela o meglio chiarisce il segreto celeste.

Può la verginità conoscere l'unione divina e preservarsi intatta? Ed è l'unione divina concreta o sottile? Essa è certo totale. Ma come è totale? E poi, non è la purezza un modo dell'essere? E un modo come può venire intaccato da un atto, un incontro d'amore? Non è forse il modo dell'atto, non l'atto stesso, che può segnare il modo dell'essere puro? E non è l'amore stesso purezza? E più se divino?

Il mito racconta che mentre la dea si ritraeva, Efesto eccitato godette sulla veste di lei. E la macchia d'avorio sul peplo muliebre testimoniò la violenza tentata.

Ma nulla si sa delle voci di quell'unione. Atena fuggì silenziosa. Preservandosi vergine. E il seme di lui, che la dea attenta si levò dalla veste, cadde a terra, e ingravidò Gea, la dea terra, appunto.

Nacque così Erittonio, l'uomo dal corpo di serpente. Il bimbo, non riconosciuto da Gea, fu cresciuto da. Atena, saggia e paziente, e divenne poi pio re di Atene. Oggi vive vestito di stelle. E' l'auriga della costellazione celeste.

Efesto: io fabbro divino, io umile alchimista d'Olimpo, forgiatore di sacre gioviane saette, desidero mostrarti, mia pura sorella, le perle di sudore che ornano il mio collo tarchiato. Desidero donarti la mia saporita rugiada che avvampa quando la fucina profonda nella grotta risplende del Liquore Incandescente, il Prezioso Succo della Terra, dove Calore e Colore ottengono in premio d'unione e fusione l'Orgasmo del Metallo. Desidero donarti l'assenza, l'ebbrezza, l'umida purezza. Io desidero, se mai lo potessi, iniziarti.

Atena: Mio tenero zoppo fratello, già mi iniziasti. Tu fracassasti con l'ascia il cranio gravido di mio padre Zeus. So bene, mosso da filiale sollecitudine e dal pensiero di me, spero, ti impegnasti nel colpo. La calotta cranica si spaccò come uovo divino ed io nacqui.

Nella tua volontà e decisione, forti come l'accetta, più forti del cranio numinoso, io nacqui. Atena l'intatta. Per questo coraggio e saggezza e consiglio appropriato sono il mio cielo. Da te mi vengono. Che cerchi ora? Tu già hai, non c'è unione può valere quello spacco deciso. Valuta. Tu solamente interpreti la profondità del segreto. Proprio come io la pacatezza della luce. Tu forse sei Sole, io Luna. Valuta che dai forma nel tuo corpo di zoppo all'evidenza del tuo sacrificio, e la schiavitù dell'atto misterioso, non confondere per tue le potenze che ti reggono. Perché desideri? Tu sei. Valuta. A che vale ripetere ciò che avvenne, e più, ciò che mai non avvenne? Parlami.

Efesto: Ho a lungo vegliato, sorella. Quanto l'ulivo, che tu sei, geme e freme estatico nel rotondo del pieno di luna, che tu sei, io veglio con te. Quando il suo fremito pallido e chiaro rimbomba attraverso la roccia e rimbalza come il cuore nella mia grotta, io veglio con te.

Quando nella battaglia il dardo nel tuo nome è scoccato, e il guerriero ferito per ore muggisce fuori l'anima e il suo cuore fugge impaurito scrutando impossibili fughe alla prossima morte e una tregua all'istante doloroso, e solo in te la trova, e pronuncia più volte il tuo nome e ancora indossa le armature che io ho forgiato, e il tuo nome è una nuvola di luce che offusca in lui la tristezza e il terrore, io veglio, Atena, con te.

E quando quello morente ancora vive e latra ultime preghiere e ricordi che si confondono con la brezza della sera e le ombre delle rondini in cielo, allora, quando sul terreno il suo sangue rappreso diviene in tutto corteccia di ulivo e muschio antico seccato al sole, tanto da trarre in inganno le cantilene delle cicale, io percorrendo a ritroso la traccia di pietre dipinte di vita di uomo che muore, vi raggiungo e fianco a lui con te veglio. E vivo.

Io bene conosco il senso lieve del peplo che ti cinge, il senso profondo del respiro che ti riempie, quanto te io so. Nei tuoi pensieri mi specchio. Fianco a te io non desidero, Atena, io veglio. Insieme a te. In seme. Vivo. Prima dissi desidero, perché così esprimo l'umano che, come sai, è in ognuno di noi.

Atena: Guarda, caro goffo amante, guarda sole e luna, le sacre sorelle celesti. Noi stessi. Non si rincorrono, non si cercano, non si attendono, non si pretendono. Serene semplicemente percorrono il proprio cammino. Serene di esistere, serene dell'altro che esiste.

Non vogliono, il sole e la luna, incontrarsi. Non vogliono non incontrarsi. Vivono, il sole e la luna precise eleganti parabole. Fidando in sé; fidando nell'altra. Fidando.

E naturale, prevista o imprevista sacra avviene l'elettrica notte nei giorno, Blu accecata di stelle pulsanti di sole, nera di luna, sacra avviene l'eclisse. L'unione. Di sole e di luna naturale congiunzione d'amore. Non essere impetuoso, Efesto, che in onestà io posso chiamare amore.

Valuta, amore non è desiderio, non è bisogno, non è sentimento. Amore è appagamento e sorriso. Desideri e bisogni esso può dare, e sentimenti tonanti, gai, tenui, eccessivi, gravi. E' potente amore. Può dare gioia, collera, tristezza, paura, malinconia. Ma lui, amore, è un modo dell'essere. E' consapevolezza e sorriso. E' una tonalità del respiro, della voce, del passo. Tonalità che ora è tua, ed è mia. Ora noi siamo amore. Ma attento. E' transitivo amore. Se avverti l'intransitivo in te prendere forma, fermati e valuta. Amore è uno stato, un modo di vita che non è necessario concretizzare in un corpo, in un nome, in un volto. E' leggerezza, amore. Sii leggero, Efesto.

Non essere per fisico attimo, non essere vano. O siilo. Ma valuta, Efesto. Noi siamo felici armonie. A noi convengono altri connubi. Anche questi, so bene. Valuta quale sia migliore momento di vita.

Nulla vieta. E non c'è modo che io non ti abbia. E tu me. Anzi c'è. Noi già siamo congiunti. Valuta tu. Non pretendere. Né temere per me. Né per te.

Come tu sai, io sono Atena, saggezza e coraggio. E tu sei Efesto.

E ora io desidero te. Parlami, dio.

Forse allora, in altro luogo le voci accadendo, in altro le azioni, e insieme avvenendo gli eventi, il dio zoppo concupì e la vergine dea proclamò il proprio splendore.

E in quell'atto e in quel modo tutti coloro che non si curano di sapere il come il dove il quando e il se, con l'esperienza del piacere conoscono la completezza dello stupore gioioso. Forse solo gli occhi si unirono.

Il mito si cura di non riferirlo. Svia anzi gli avvenimenti con fallaci racconti. Dato che chi aveva in sorte di saper certamente sapeva e sa.

Né l'accaduto avrebbe potuto svolgersi diversamente da come accadde, ne fa fede totale la stessa quotidiana esistenza.

Altro non vale riferire. Quale che fu la storia fu certo connubio celeste.

E più se incompiuto. Infinito. Fu purezza in purezza.

Atena ed Efesto si rivelarono. Ma che è rivelarsi se non velarsi di nuovo, rifare di velo protezione e confine? Così fu. Svelati dunque si erano, se si rivelarono.

Nei fatti, mentre l'incontro avveniva zefiri preziosi avevano a lei il peplo disciolto. Compiacenti avevano svelato lei, non oso dire se consapevole. E lui pure. Accadde? Che importa?

L'alabastro incandescente di lei conobbe il vulcano di ghiaccio di lui? Si ebbero senza baciarsi? Morirono e rinacquero insieme? In seme? Riformarono la forma? Come la seppia alla roccia, come l'ulivo nel vento? Come il quarzo preciso traspare sul silicio compatto?

Come la lava che incombe all'alba bacia e brucia l'erba, la rugiada, i fiori dormienti nel prato? Riconobbero l'altro se stesso in se stesso, e se stesso nell'altro? Ero te. Eri me? Ricordarono? Rifondarono il rito?

Che importa? Agli dei non compete. Gli dei sono e sanno e dell'amore vivono il gioco. Sacro. . .

Pure, quando nuovamente i venti le rivelarono il corpo, attenti a che il velo non formasse pieghe, ma solo facesse nuvola chiara alla vista, spiegarono cioè precisi il drappo morbido e rivelarono la dea, allora sonoramente la spuma gassosa del dio, la lingua di latte celeste scandì lieta impronta e scottò la veste di vento di lei. e lei nei fu fiera. Urlarono insieme. E tacquero. Trasparenti. Complici decisero poi su questo incontro il silenzio.

E la verginità e la purezza numinosa per esso si accrebbe.

Da allora il peplo divino rivela all'occhio chiaro l'impronta del sesso celeste nell'amore formato. La bianca macchia di sacra terra è immagine sfumata e chiara dell'unione infinita. Insieme compiuta e incompiuta.

Da allora la forma sacra è velata svelata e rivelata ogni istante ed ovunque. E il connubio celeste insieme evidente e celato accade ed accadde qui ora nell'eterno presente.

Ciò che chiamano vita.


Tantra: il rito segreto
di Nik Douglas e Penny Slinger
da "Les Secrets de l'Extase"
di Nik Douglas e Penny Slinger
da "Les Secrets de l'Extase"

Molti racconti, che presentano il rito d'amore tantrico, sono estremamente complessi e probabilmente confondono un occidentale non abituato al rituale orientale. Per questa ragione qui ne daremo una versione che, sebbene sia diretta e completa è molto semplificata.

E' importante che il Rito Segreto non sia affrettato o venga interrotto. Prendetevi molto tempo e fate in modo di non venir disturbati. Cercate di assicurarvi che l'ambiente sia "proprio giusto", abbellendolo con fiori, frutta, incenso e musica delicata. E' meglio che la coppia effettui questi preparativi prima.

Idealmente ci dovrebbe essere soltanto un candela o qualcosa che arde. La coppia dovrebbe porsi in modo che sui loro corpi cada solamente una luce attenuata. Una lampada a olio vegetale, fatta mettendo dell'olio vegetale in un piccolo contenitore e inserendo uno stoppino costruito arrotolando un po' di tessuto di cotone, è particolarmente adatta perché brucia regolarmente con una luce chiara, leggermente purpurea.

Il rituale segreto o Mailhana Sadhana, come è conosciuto nel Tantra

incomincia con un bagno o con una doccia che i due partners fanno preferibilmente con acqua fredda. Essa ha l'effetto di vitalizzare e tonificare la psiche. Poi i due partners dovrebbero oliarsi leggermente e massaggiarsi l'un l'altro. Questo dovrebbe essere seguito da un breve periodo di esercizi di stiramento per rilassare i muscoli e liberare la circolazione delle energie vitali. La danza ha lo stesso scopo e può essere un modo molto efficace per armonizzare l'amore e far circolare l'energia tra la coppia.

Nello stadio successivo la coppia si siede, preferibilmente con le gambe incrociate nella posizione del loto e con la donna alla destra dell'uomo. Dovrebbe eseguire una semplice meditazione liberando le menti da ogni pensiero mondano o abituale e regolando il respiro con una delicata respirazione Solare Lunare o a narici alterne. Quando entrambi si sentono completamente rilassati e in armonia allora sono pronti per procedere con il Rito Segreto in sé. Un semplice aiuto per armonizzare il respiro e l'umore è il cantare insieme che può accompagnarsi con una registrazione. La cosa più importante è che dovrebbe essere di tipo devozionale o trascendentale.

La prima parte del Rito Segreto consiste nell'onorare il principio femminile, la Shakti, sia all'esterno che all'interno. L'uomo la onora estremamente facendo sedere la sua partner su un guanciale o su un cuscino di fronte a lui avvolgendole il corpo delicatamente con uno scialle di cotone, lana o seta, rosso o violetto. Immaginandola come la più bella dea di tutto l'universo dovrebbe richiamare alla mente le sue qualità migliori e massaggiarle gentilmente i piedi con olio profumato. Questo massaggio dovrebbe essere concentrato nella regione intorno e tra gli alluci. Mormorando tra sé lievemente un mantra l'uomo dovrebbe investire questo momento di potenza e di speranza. Interiormente la coppia dovrebbe compiere le onoranze ricordando lo scopo del rituale che è di unirsi totalmente con la propria origine. Evocando ciascuno dentro di sé potere della Kundalini, dovrebbe cercare di visualizzare un'onda di energia simile a un serpente d'oro infuocato che si srotola alla base della spina dorsale. I poteri del fantasia e dell'immaginazione dovrebbero essere spinti ad eccitare Kundalini. Concepita come un essere femminile primordiale estatico, la Kundalini dovrebbe fornita di energia emotiva. Nel rituale da questo punto in poi i partner devono dimenticare la loro identità personale, umana e riconoscere se stessi unicamente come Shiva Shakti, la Coppia Suprema. L'uomo incominciando dal suo 1ato destro dovrebbe muovere graduatamente le mani sul corpo della donna toccandola delicatamente con la punta delle dita, secondo quest'ordine: alluce destro, piede destro, ginocchio destro, coscia destra, Yoni, natica destra, ombelico, parte centrale del petto, seno destro, fianco destro, lato destro della gola e guancia destra, labbro inferiore, occhio destro e sommità del capo. Poi dovrebbe scendere all'occhio sinistro, al labbro superiore, guancia sinistra, lato sinistro della gola, fianco sinistro, seno sinistro, parte centrale del petto, ombelico, natica sinistra, Yoni, coscia sinistra, ginocchio sinistro, piede sinistro e alluce sinistro. Questa sequenza si collega direttamente al ciclo lunare della passione della donna. L'uomo mentre fa vibrare delicatamente le mani toccando queste zone erogene, dovrebbe visualizzare dell'energia che scorre fuori dalla punta delle dita eccitando la passione nella partner.

La donna dovrebbe visualizzare se stessa come una Dea Vivente, un ricettacolo d'amore, e il Prezioso Crogiuolo del suo amante. Lui concentrandosi sulla circolazione dell'energia erotica dovrebbe stimolare la sessualità di lei respirando profondamente e facendola rotolare delicatamente indietro e in avanti. La donna, sentendo l'interiore vibrazione della Kundalini, dovrebbe investire tutto il suo essere di un senso d'attesa.

L'uomo dovrebbe contemplare la fiamma di una candela o di una lampada e poi volgere di nuovo lo sguardo al corpo della partner. Dovrebbe applicare delicatamente dell'olio profumato (preferibilmente muschiato, patchouli o legno di sandalo) sulla zona pubica, l'ombelico, la regione del cuore, la fronte e la cima del capo mentre mentalmente evoca il seguente antico detto: "La donna è il fuoco, l'energia Sessuale è il combustibile, la sua Yoni è la fiamma; il suo pelo pubico, il fumo; la penetrazione, l'offerta, le sensazioni piacevoli, le scintille. In questo fuoco gli dei offrono in sacrificio il loro seme. Da queste offerte ogni essere è nato".

L'uomo dovrebbe mettere altro olio sui suoi capelli, dietro le orecchie e sul palmo delle mani controllando tutto il tempo la sua mente usando il mantra e la meditazione. Per questo rituale è particolarmente adatto il mantra "HOM - AH - HUM" come è stato esposto in "rumori d'amore". Dovrebbe rendere onore alla sua partner mettendole dei fiori nei capelli o una ghirlanda attorno al collo. Può applicarle del trucco sul corpo o fare qualunque cosa sia eccitante e stimolante per la partner nel suo ruolo di Dea Vivente. Durante questo periodo è importantissimo che l'uomo resti saldo e controllato e che la consapevolezza sia concentrata sull'intenzione del rituale.

Ora la donna si muove leggermente alla sinistra del partner e dovrebbe incominciare ad eccitarlo con i movimenti delle mani e delle labbra sul suo corpo. Facendo così dovrebbe pensare al suo amante come allo stesso Signore Shiva, lo yogi Supremo; dovrebbe rendere onore al suo Lingam come al Lingam di Shiva, ungendolo d'olio. Dal momento in cui la partner femminile sta alla sinistra dell'uomo, assume il ruolo dell'iniziatrice sessuale.

Dovrebbe compiere un'autoadorazione accendendo dei bastoncini d'incenso e muovendoli con un moto rotatorio in direzione oraria attorno a sé e al suo partner.