SCUOLE E MOVIMENTI
Questa sezione comprende i seguenti capitoli:
L’ Operatore Olistico è una figura chiave della nostra epoca, è un
catalizzatore della trasformazione umana, un facilitatore
della consapevolezza globale di sé e del pianeta. L’ operatore
olistico è una figura professionale interdisciplinare di grande importanza, è
un “animatore”, un educatore al
benessere globale e alla crescita personale,
che utilizza informazioni, consigli di vita, etiche e tecniche di ricerca
interiore. L’Operatore Olistico aiuta la persona a ritrovare l’armonia
psicofisica attraverso l’uso di tecniche naturali, energetiche, psicosomatiche
e spirituali, che stimolano un naturale processo di trasformazione e crescita
della consapevolezza di Sé. L’Operatore
Olistico non è un terapista, non fa DIAGNOSI e non cura malattie fisiche o
psichiche, non
prescrive MEDICINE o RIMEDI, e
quindi non si pone in conflitto con la medicina ufficiale e con la legge per
l’abuso di professione medica.
L’Operatore Olistico facilita la Salute e l’Evoluzione Globale. L’Operatore
Olistico opera con le persone sane o con la parte sana delle persone
“malate”, per ritrovare l’armonia psicofisica attraverso l’uso di
tecniche naturali, energetiche, psicosomatiche, artistiche, culturali e
spirituali, stimolando un naturale processo di trasformazione e crescita della
consapevolezza di Sé.
L’operatore olistico
opera prevalentemente nei centri e nelle associazioni di promozione sociale per
accrescere la qualità della vita individuale e sociale.
Per un’ecologia del corpo, della mente e dell’ambiente
Nel
“Manifesto nello Spirito della Coscienza Planetaria” uno dei più importanti
documenti della nuova cultura, firmato nel 1998 da artisti, scienziati e Premi
Nobel per la Pace, è scritto: "Abbiamo
raggiunto un punto di cruciale importanza nella nostra storia. Siamo all'inizio
di un nuovo periodo di evoluzione sociale, spirituale e culturale. Stiamo
evolvendo verso un sistema interconnesso, basato sull'informazione, che
abbraccia l'intero pianeta. La sfida che ora dobbiamo affrontare è quella di
scegliere il nostro futuro. La nostra generazione è chiamata a decidere il
destino della vita su questo pianeta, a creare una società globale pacifica e
cooperante, continuando così la grande avventura dello spirito e della
consapevolezza sulla Terra.
Il nostro pianeta sta trasformandosi in modo velocissimo, e così anche il nostro modo di vivere si è modificato in modo drammatico nel giro degli ultimi decenni senza permetterci di adeguarci. La scienza e la tecnica si sono sviluppate molto più rapidamente della nostra coscienza, il risultato è un evidente malessere globale che noi chiamiamo: guerre, stress, inquinamento, confusione nelle relazioni, paura di vivere, mercati impazziti, prezzi in costante aumento, ansia, caos, disuguaglianze sociali e razziali, futuro incerto.
La maggior parte delle persone vive passivamente questo stato di crisi globale e disgregazione aspettando che qualcuno (Lo stato? L’ONU? Il comune?) risolva questi problemi.
Una parte consistente della società,
circa il 20-25% della popolazione adulta secondo le ricerche sociologiche della
American Demographics, si è invece spontaneamente attivata per creare un
cambiamento, per migliorare la vita in ogni suo aspetto, per far emergere una
nuova cultura migliore di quella attuale. Questa creativa e ottimista massa in
rapido sviluppo (negli anni settanta
era intorno all’1%), crea cambiamenti culturali che influenzano e
influenzeranno sempre più profondamente non solo le loro stesse vite, ma anche
la società nella sua globalità. Il sociologo americano Paul Ray e la psicologa
Sherry Anderson, gli autori della ricerca, li hanno chiamati creativi
culturali in quanto stanno dando forma ad un nuovo tipo di cultura per il 21°
secolo, che nasce da un profondo cambiamento valori, delle priorità e dello
stile di vita, del modo di fare soldi e di spenderli. Sono coloro che effettuano
un cambiamento di paradigma comportamentale e mentale rispetto ai vecchi schemi
di riferimento, in qualunque ambito svolgano la propria opera. I creativi
culturali sono distribuiti trasversalmente nella società, il
60% sono donne!
Le ricerche hanno rivelato che la nuova
cultura emergente è caratterizzata da serie
prospettive ecologiche e globali, visione olistica della vita, enfasi sulle
relazioni, orientamento alla spiritualità e allo sviluppo psicologico, alla
medicina naturale e olistica, all’apertura transculturale e alla coscienza
planetaria, insoddisfazione verso le grandi istituzioni della vita moderna e
rifiuto del materialismo come base della vita e dello stato sociale.
Nascono così – spontaneamente – operatori creativi e attivi nelle principali aree della nuova cultura: gli ambientalisti, gli animalisti e i verdi che si occupano di ecologia, di rispetto dell’ambiente e dei diritti degli animali, i medici olistici, i massaggiatori, i chiropratici e i naturopati, che propongono e praticano le medicine naturali e “alternative”, i macrobiotici, i vegetariani e i bioarchitetti, i pacifisti, gli attori e gli artisti impegnati, i garanti delle minoranze e dei diritti umani (Amnesty, Survival, ecc.), gli economisti e i finanzieri etici, le associazioni transculturali, i terapisti transpersonali che propongono gruppi di crescita e di evoluzione, i gruppi di consumo etico, i maestri di yoga, tai ci e meditazione che trasmettono nuove e antiche vie al divino e nuove tecniche di consapevolezza. Tutti questi operatori fanno parte di un unico grande movimento culturale planetario, anche se non ne sono ancora pienamente coscienti in quanto vivono realtà separate. La consapevolezza di essere parte di questa unità può creare una grande forza coesiva e un movimento di opinione capace di fare mutare il nostro pianeta verso un futuro sostenibile.
La nuova cultura emergente – pur nella
sua estrema varietà di visioni - si muove infatti sulla base di un paradigma
olistico, unitario, globale dell’essere umano e del pianeta. L’essere umano
viene quindi visto come un’unità psicofisica che si manifesta nel corpo
fisico, nelle emozioni, nella psiche e nell’animo profondo, così il pianeta
non è percepito solo come un insieme di stati e di specie animali e vegetali,
ma come “Gaia” un’unità vivente, una rete globale di interrelazioni che
creano l’equilibrio della natura e delle società umane.
Uno dei punti chiave di questa nuova cultura è che lo stato di crisi globale del pianeta rappresenta il riflesso macrocosmico dello stato di divisione in cui vive ogni singolo essere umano (separazione dell’essere umano da se stesso, dagli altri e dalla natura) e che l’unica via per il suo superamento è lo sviluppo di una nuova coscienza e del potenziale umano individuale, che porti a ritrovare l’unità e l’armonia interiore ed esteriore.
Il
drammatico stato del pianeta - espressione dell'inconsapevolezza umana, che da
millenni viene tramandata come modo di vivere, di pensare e di agire - e quindi
la risposta alle innumerevoli questioni aperte, dalle guerre alla
sovrappopolazione, dall'inquinamento alle malattie degenerative, non può essere
calata dall'alto come in passato, ma deve necessariamente nascere dal possibile
risveglio della coscienza umana, dall'attuale stato di ristrettezza egoica ad
una dimensione planetaria, che abbracci l'ecosistema e l'umanità in modo
unitario.
Il
malessere globale di ogni individuo, che riflette la profonda crisi ecosistemica
e umana del pianeta, è una sfida alla trasformazione
globale di sé stessi e della propria vita.
Partendo
da questi presupposti, la risoluzione della crisi globale implica una
trasformazione globale dell'esperienza di sé stessi, la realizzazione di una
profonda unità interiore, che, modificando e sviluppando le potenzialità del
nostro cervello e della nostra coscienza, si manifesti in una nuova logica
creativa del vivere e in una visione unitaria dell'uomo e del pianeta.
"Oggi,
ad un bivio cruciale nella storia dell'umanità - scrive
Ervin Laszlo, filosofo della scienza e presidente del Club di Budapest -
abbiamo bisogno di nuovi concetti, nuovi valori, ed una nuova visione per
guidare i nostri passi verso un futuro umano e sostenibile. La consapevolezza
deve innalzarsi e trasformarsi da locale ed ego-centrica a globale e di
dimensione planetaria. La nuova coscienza richiede una visione olistica di noi
stessi, delle nostre società, della natura e del cosmo. Il grande
compito, la sfida del nostro tempo, è cambiare se stessi”
Noi tuttavia non possediamo né strumenti, né modelli, né informazioni adeguate che ci permettano di comprendere le logiche e le modalità di questa trasformazione interiore e planetaria, per questo è necessaria una nuova figura professionale, un agente attivo che operi sul benessere globale delle persone, che utilizzi semplici ma efficaci strumenti di consapevolezza e di trasformazione, integrando differenti conoscenze e tecniche pratiche di salute psicofisica, di rilassamento e meditazione, di ecologia quotidiana, di comunicazione interpersonale, di sviluppo del potenziale umano e di ricerca etico spirituale. Il benessere globale nasce dall’unità dell’essere: dall’armonia e dall’integrità tra corpo, mente, spirito, società e ambiente.
L’operatore olistico è una figura
professionale interdisciplinare, un operatore socio-culturale del benessere
globale, che agisce individualmente o collettivamaente offrendo strumenti di
consapevolezza e di crescita umana. L’operatore olistico aiuta la persona a
ritrovare l’armonia psicofisica attraverso l’uso di tecniche naturali,
energetiche, psicosomatiche e interiori, che stimolano un naturale processo di
armonia e consapevolezza di sé. L’ operatore olistico è un
“animatore”, un orientatore (counselor), un facilitatore del benessere
globale e della crescita personale. L’operatore olistico opera sulle persone sane
o sulla parte sana delle persone malate, facilitando la salute e l’evoluzione
globale. L’operatore olistico non è un terapista, non fa diagnosi e non
cura malattie fisiche o psichiche.
Ciò che rende fondamentale
l’operatore olistico è la sua consapevolezza della situazione culturale
globale e l’importanza del lavoro sulla coscienza umana per orientare
l’attuale stato del pianeta verso una direzione positiva e sostenibile.
Per informazioni: Villaggio Globale di Bagni di Lucca, tel. 0583-86404; email: info@globalvillege-it.com; sito web: www.globalvillage-it.com .