PRINCIPI E MODELLI DELLA SALUTE GLOBALE


La salute globale è uno dei campi più innovativi e dinamici della nuova cultura planetaria. Sotto il gigantesco campo della salute globale si aprono migliaia di differenti realtà basate sul desiderio di aiutare ed eventualmente guarire gli altri, realtà antiche e moderne che spesso si fondono, si riscoprono e si riconfermano nella nuove scienze mediche e psicosomatiche. In questo primo capitolo parleremo delle basi comuni, dei principi universali delle arti e delle scienze della guarigione: un ponte tra oriente ed occidente, tra passato e futuro.


Questo campo è suddiviso nei seguenti capitoli:

  1. LA MEDICINA OLISTICA

  2. I SETTE PRINCIPI DELLA MEDICINA OLISTICA

  3. I SETTE LIVELLI TERAPEUTICI DELLA SALUTE GLOBALE

  4. IL CONCETTO PSICOSOMATICO DI ENERGIA-COSCIENZA

  5. LE MAPPE PSICOSOMATICHE

  6. LA MAPPA TAOISTA

  7. LA MAPPA TANTRICA-YOGICA

  8. LA MAPPA REICHIANA

  9. LA MAPPA CRANIOSACRALE

  10. LA MAPPA NEUROPSICHICA

  11. IL MODELLO PSICOSOMATICO DELL'ESSERE UMANO E LA MAPPA OLISTICA UNITARIA

  12. ANATOMIA ENERGETICO- PSICOSOMATICA

  13. SQUILIBRI ENERGETICI E BLOCCHI PSICOSOMATICI

  14. I BLOCCHI PSICOSOMATICI COLLETTIVI


LA MEDICINA OLISTICA

 

In ogni parte del corpo c'è una certa misura di pensiero cosciente. - Ippocrate

Introduzione generale - La salute globale  come cultura planetaria emergente

Ogni medicina, scienza o arte che consideri l’essere umano come una totalità di corpo, mente e anima, può considerarsi olistica. La medicina olistica rinasce negli ultimi decenni come componente essenziale della nuova cultura planetaria emergente. Parallelamente all’ecologia, che si interessa della salute globale dell’ecosistema Terra, la medicina olistica si interessa della salute globale dell'essere umano. Una delle principali caratteristiche della nuova cultura è il prendersi cura di se stessi: alimentarsi in modo più naturale e meno inquinato, purificare le proprie emozioni e i pensieri negativi, comprendere le ragioni profonde delle proprie azioni e, infine, evolversi umanamente e spiritualmente.

Salute globale ed evoluzione sono due aspetti della stessa realtà; questo concetto è presente in ogni tradizione medico-spirituale. La stessa energia-informazione che genera malattia e dolore quando viene negata la via naturale e spontanea della sua crescita, si illumina di immenso se può espandersi nella vita e nella coscienza.

Scopo attuale della medicina olistica è di studiare e comprendere l’unità multidimensionale umana, sintetizzando scienza, psicologia e spiritualità in un’organica arte medica capace di alleviare le pene umane e permettere un più alto ed evoluto livello di salute. Dolore è sintomo di malessere, tanto che esso venga da cause esterne o dal profondo dell’anima.

Storia della medicina olistica

La medicina olistica è sempre esistita. L’essere umano si ammala e può essere curato nel corpo, nei sentimenti, nella mente e nell'anima. Ogni tradizione antica aveva la sua medicina olistica: i Kahuna delle Hawaii, gli sciamani siberiani, gli Inca delle Ande, gli Aborigeni australiani, le culture indiane, tibetane e cinesi, le antiche culture egizia, greca, romana e celtica. Le antiche medicine di ogni tradizione, pur con significative diversità concettuali e terapeutiche, sono accomunate dai modelli olistici di essere umano che utilizzavano, del tutto simili al modello Cyber. Esse rispettavano l’anima come centro della complessa unità psicofisica umana e come perno essenziale dell’intero sistema di guarigione. Il modello tantrico dell’essere umano - quasi certamente il più complesso e articolato della storia umana - considera sette livelli di realtà, da quella più fisica a quella più spirituale, per ognuno dei quali è stata sviluppata una specifica forma di cura e guarigione.

Le sette divisioni delle attuali tecniche di salute globale

L'attuale visione olistica della salute globale, nel suo sforzo di integrare l'insieme delle differenti tradizioni terapeutiche passate e presenti, è ancora agli stadi iniziali e quindi lontana dalla sua maturità. Sotto il vasto termine di medicina olistica si trovano oggi migliaia di tecniche, di differenti concezioni e linguaggi, di soluzioni terapeutiche e di visioni del mondo, che necessitano di una visione unitaria e coerente. L’unico punto in comune, come abbiamo già detto, è il considerare l’essere umano in modo sacro, come un'unità di coscienza in cui esistono differenti piani o corpi, con un suo equilibrio psicoenergetico che, se alterato, genera malattia e dolore. Oggi possiamo differenziare, all’interno della vasta concezione medica olistica, numerose forme di terapia che, pur osservando il principio olistico - per cui ogni parte rappresenta ed è connessa con il tutto - si specializzano su un determinato livello.

Così abbiamo sistemi di primo livello, le terapie somatiche, che operano curando prevalentemente il corpo fisico come l’erboristeria, la dietetica, le varie tecniche di body work (lavoro sul corpo) come i massaggi, la chiropratica, l'osteopatia, la danza. Poi abbiamo la vasta area delle terapie che operano sul secondo livello, le terapie energetiche, che curano attraverso l'energia, come l’agopuntura, l’omeopatia, la biocibernetica o bioelettronica, la bioregolazione, (Mora terapia, Riodoraku, Bicom, Vega), la chinesiologia, il tai c'i, il qi gong, lo shiatzu, il rebalancing, la pranoterapia, la cromopuntura, il micromassaggio cinese e tibetano, le varie forme di riflessologia: plantare, auricolare, palmare. Sul terzo livello, le terapie emozionali, dove troviamo gli esercizi di bioenergetica, il rebirthing, l’emotional release, lo psicodramma, le tecniche catartiche, le tecniche sulla voce e il canto. Sul quarto livello, le terapie psicologiche, dove abbiamo i sistemi di lavoro mentali e psicosomatici: la psicologia transpersonale, le tecniche di analisi bioenergetica, la gestalt, la programmazione neurolinguistica e le tecniche più psichiche come l’ipnosi, le regressioni, le visualizzazioni, le tecniche di immaginazione attiva, l’analisi del sogno. Sul quinto livello, le terapie spirituali, quello della salute dell'anima, abbiamo le tecniche di meditazione che portano al silenzio, alla pace e al vuoto interiore, unici elementi che caratterizzano questa dimensione. Alcune di queste tecniche, come la sette suoni, la chakra breathing, la dinamica e la kundalini, operano in modo veramente globale, attivando corpo, energie, emozioni e psiche fino a giungere al centro dell’essere. Sul sesto e settimo livello, le terapie sacre, dove si cura entrando in contatto con il divino, operano solo i maestri illuminati e i grandi lama.

In questi anni e nei prossimi decenni assisteremo ad una progressiva unificazione dei differenti linguaggi e concetti delle varie scuole passate e presenti che confluiranno, insieme alla medicina ufficiale, in un’unica arte medica olistica di respiro planetario.

Chirone: è l’esperienza che fa il terapista

Ogni divisione tra livelli e medicine tuttavia è puramente formale. Ogni tecnica di fatto opera sull’intero essere nei suoi vari livelli. Tutto dipende dalla professionalità, dell’esperienza e dall’intenzione del terapista. Olismo è un’esperienza interiore di unità e globalità e solo un individuo che abbia tale esperienza può praticare una medicina olistica.

È importante capire, ad esempio, che un agopuntore privo di una corretta esperienza e concezione olistica opera solo riequilibrando la circolazione dei meridiani del "secondo corpo" (energetico), mentre se possiede una reale esperienza spirituale, magari maturata in anni di pratiche di meditazione taoista come il tai c’i o il qi gong, la sua pratica di agopuntura può riflettersi sulle dimensioni più profonde e spirituali del paziente.

Se la sua esperienza è motivata da sentimenti umanitari, anche un semplice medico condotto può aiutare e curare la parte emozionale e psicologica dei suoi pazienti, anche usando medicine chimiche. L’energia del guaritore, sia esso medico o no, è fondamentale. In medicina olistica da millenni il guaritore, l’"uomo di medicina" era identificato con il saggio o con l’"uomo di conoscenza" dotato di una visione superiore.

Una vera medicina olistica nasce dall’esperienza interiore, a prescindere dal tipo di pratica adottato. Il medico-guaritore dovrebbe avere fatto diretta esperienza della propria "ombra", ossia delle proprie negatività, aver curato le proprie ferite affettive, sanato il conflitto interiore e provato esperienze spirituali: solo questo lo autorizza e gli apre ogni possibilità di intervento curativo olistico. Il mito del saggio centauro Chirone, l’immortale che venne ferito e, secondo la leggenda greca, scoprì le differenti medicine per alleviare la sua stessa pena senza tuttavia riuscire mai a curarsi completamente, è un valido aiuto a non pretendere la perfezione dal medico ma solo la sua totale dedizione e coscienza.

 

Psicosomatica olistica

Io non posso più fare una rigorosa distinzione tra cervello e corpo... i dati delle ricerche... indicano che è necessario intraprendere uno studio dei modi in cui la coscienza può essere proiettata nelle differenti parti del corpo. Candace Pert

Nel vasto ambito della medicina olistica la psicosomatica rappresenta oggi il cuore del sistema medico, un po' come è la medicina generale all'interno della medicina ufficiale. La psicosomatica può quasi identificarsi con la stessa medicina olistica in quanto implica una conoscenza dell'intera gamma dei metodi curativi sui vari livelli, e per questo essa rappresenta uno strumento di grande importanza umana e sociale. In un mondo che da millenni ha diviso il corpo dalla mente, ognuno si trova a vivere questa frammentazione dentro di sé; la psicosomatica aiuta, con tecniche e logiche ampiamente sperimentate, a ritrovare la propria unità.

La psicosomatica fino ad oggi è stata spesso una forma di psicologia semplificata applicata alla malattia fisica, una forma di riconoscimento simbolico delle associazioni psicologiche da cui originava il disturbo. In questa prima forma di psicosomatica - comunque importante - il modello di fondo risente ancora fortemente della divisione mente-corpo. La medicina ufficiale considera solo il corpo, mentre la psicosomatica considera anche la mente che opera "dietro" la malattia. Ma tra mente e corpo cosa c’è? E oltre la mente?

La psicosomatica olistica, come vedremo tra poco nel dettaglio, utilizza ipotesi e modelli assai più articolati che integrano e connettono il corpo fisico e la mente attraverso livelli energetico-informatici intermedi che possono essere studiati e riconosciuti diventando consapevoli del proprio centro di coscienza e delle proprie energie interiori. Il medico che pratica la psicosomatica olistica deve quindi possedere salde conoscenze di psiconeuroendocrinoimmunologia, di lavoro sul corpo, sulle energie sottili e sulle emozioni, di respirazione, di regressione, di psicologia e di meditazione.

Il modello Cyber e Cyber7 in medicina olistica

I modelli Cyber e Cyber7 trovano una loro piena applicazione nella struttura teorica della medicina olistica e dello sviluppo del potenziale umano che sarà il tema dei prossimi capitoli.

Il modello Cyber applicato all'essere umano, alla medicina olistica e alla ricerca permette di: 

1) porre al centro dell’essere umano l’unità di coscienza; 2) evidenziare il ruolo della coscienza e della consapevolezza nel processo della guarigione; 3) unificare i concetti di corpo e psiche interpretandoli come energia-informazione; 4) teorizzare lo stato di salute e malattia come integrità o interruzione del flusso ritmico e autoricorsivo di energia-informazione; 5) considerare in una visione integrata le "sette" dimensioni psichiche e fisiche dell'uomo; 6) chiarire le relazioni tra gli stati di coscienza e i livelli di evoluzione psicosomatica del vivente, offrendo alla medicina e alla psicologia uno strumento flessibile e unitario di interpretazione in grado di interpretare i differenti stati di coscienza secondo una scala evolutiva, dalla patologia agli stati di illuminazione.

La consapevolezza come chiave della guarigione

Iniziamo con il ruolo della coscienza in medicina. La medicina ufficiale crede che la malattia sia un puro evento casuale, meccanicamente provocato da cause batteriche, ambientali, metaboliche o genetiche, che alterano il "meccanismo biochimico" umano; non viene dato nessuno spazio alla comprensione del "significato" o "senso" della malattia. Nella visione olistica invece è l'essere umano come "anima" ad ammalarsi, ovvero a perdere momentaneamente o cronicamente lo stato di armonia e unità con se stesso e con l'esistenza. Nella medicina olistica quasi ogni malattia (tranne quelle provocate da cause fisiche, da traumi o da cause genetiche) viene interpretata innanzitutto come una perdita di unità di coscienza, che si manifesta come frammentazione delle energie.informazioni sui vari livelli o "corpi" e, su un piano più profondo, come una palese inconsapevolezza delle leggi dell'esistenza che ovviamente regolano anche il nostro sistema corpo.mente.coscienza.

Proviamo ad analizzare più dettagliatamente il fatto che la malattia è inconsapevolezza dell'unità delle informazioni del proprio sistema vivente. Questo significa che le informazioni della malattia stessa non vengono conosciute dalla coscienza, restano inconsce e quindi separate, isolate all'interno del campo di informazione di quel sistema vivente. Ad esempio, un'ulcera gastrica può esprimere l'inconsapevolezza dei nostri conflitti sociali, dei giudizi e delle emozioni negative (rabbia, impotenza, competizione, paragoni, paure) che proiettiamo sugli altri o su noi stessi. La radice di queste emozioni è inconscia, ossia non direttamente dipendente dalla nostra coscienza, quindi diventiamo succubi delle emozioni e non possiamo modificarle utilizzando solo la volontà; i giudizi e le emozioni formano così un insieme parzialmente separato, che vive all'interno della nostra psiche. Nel tempo, questo pool di informazioni porta ad una complessa alterazione psico-energetica, che provoca un eccesso emozionale-simpatico-ormonale: i risultati possono essere, ad esempio, una smodata attitudine alimentare (caffè, stimolanti, eccessi vari), un alterato ritmo dei tempi di lavoro e riposo (fretta, surmenage, insonnia), una tensione muscolare spastica al piloro e un'ipersecrezione gastrica. Lo stomaco è quindi solo l'anello ultimo e più debole di una lunga catena di cause ed effetti; curare direttamente lo stomaco è utile ma largamente insufficiente.

Proviamo ora ad analizzare la relazione che esiste tra l'unità di coscienza e lo stato psicosomatico, e quali modifiche porta la maggiore o minore integrazione interiore sull'attività elettroencefalografica.

L'oceano energetico del corpo quantistico

Nella logica di una visione unitaria, che aiuti la transizione dall’attuale frammentazione tra psiche e soma ad una cultura medica globale, è fondamentale comprendere e applicare in modo pertinente il principio di implicazione tra energia, informazione e coscienza. Il corpo umano, che per la medicina ufficiale è un meccanismo biochimico senza anima, diventa, con il modello olistico, unità di energie informate che si manifestano in una rete mirabile di emozioni e messaggi intelligenti. Iniziamo quindi dall'analisi elettrodinamica del nostro corpo.

Il nostro è un corpo quantistico. Noi siamo un insieme di quanti di energia, siamo l'espressione macroscopica di "fantastiliardi" di particelle subatomiche, fotoni ed elettroni che formano tutti gli atomi del nostro corpo, che danno vita a tutti i sistemi fisiologici, che fanno battere il nostro cuore, che scorrono lungo i nostri nervi trasportando informazioni, che nel nostro cervello danno vita alle onde cerebrali. L'insieme di tutti i campi elettromagnetici quantistici e atomici creano un vero e proprio "corpo elettromagnetico", un oceano coerente e vivo di energie elettromagnetiche. Ricordiamo che gli atomi e le molecole che compongono una cellula hanno un campo elettromagnetico comune, nato dalla fusione dei campi dei singoli atomi; un’unica nube elettromagnetica collettiva creata dal moto comune degli elettroni intorno ai differenti nuclei. Ogni informazione che corre lungo i nervi, che passa da una cellula ad un’altra, produce alterazioni nel campo elettromagnetico globale.

Studiando il campo elettromagnetico del corpo umano siamo riusciti a capire alcuni dei segreti del nostro cuore e a correlare ogni disturbo somatico ad un preciso quadro elettrocardiografico. Il cervello è di complessità strutturale infinite volte superiore al cuore e quindi, per ora, le correlazioni tra quadri elettroencefalografici e malattie o stati psichici sono ancora nella loro fase iniziale. Il cervello umano contiene misteri ben più profondi, che dalla materia grigia aprono direttamente alla dimensione della coscienza.

L'energia elettromagnetica cerebrale

Nel cervello vi sono circa cento miliardi di neuroni, e ogni neurone è connesso con altri neuroni attraverso alcune migliaia di dendriti (prolungamenti del suo corpo) che creano migliaia di contatti sinaptici. Ogni volta che un neurone entra in attività per trasmettere o ricevere un segnale psichico, provoca il rilascio di mediatori chimici tra le sinapsi. La velocità di trasmissione dei dati è compresa tra i 60 e i 130 metri al secondo (pari a 360 Km. all'ora) e produce una debole scarica elettrica a bassissimo voltaggio elettrico (microvolt) e bassissima frequenza (Hertz). L'energia elettromagnetica di un singolo neurone è troppo debole per essere rilevata da uno strumento sulla cute esterna della testa; ma l’attività cerebrale coinvolge continuamente miliardi di neuroni che producono un'onda elettromagnetica sinergica, che, essendo molto più forte delle singole onde, riesce ad attraversare la teca cranica e può essere rilevata sulla cute esterna dai sensibili elettrodi dell’elettroencefalografo. Quando la persona vive stati di integrità psicofisica l'attività cerebrale si sincronizza e produce onde encefalografiche proporzionalmente coerenti.

Le quattro onde cerebrali: delta, theta, alfa e beta

I primi studi relativi all’attività elettromagnetica del cervello risalgono a Richard Caton (1875) e al russo Danilewsky (1876), ma solo nel 1925 Hans Berger registrò il primo tracciato elettroencefalografico o elettroencefalogramma (EEG), captando e amplificando i segnali elettrici da differenti punti dalla cute cranica. Nel 1929 apparve il suo primo lavoro di elettroencefalografia clinica, che contribuì grandemente alla diagnosi dell’epilessia e delle lesioni cerebrali.

Il tracciato delle variazioni elettromagnetiche viene normalmente registrato da un poligrafo su una striscia di carta. Possono essere riconosciuti quattro tipi di onde EEG: le delta, le theta, le alfa e le beta, come si può osservare nella fig. *. Le caratteristiche di queste quattro bande sono particolarmente interessanti.

Delta: (da 0.5 a 4 Hz.) Sono le onde più lente; vengono rilevate negli stati più profondi del sonno non REM e sono state associate anche a stati profondi di meditazione. E' la banda dell’inconscio profondo. La tensione dei muscoli produce onde su questa stessa gamma di frequenza per cui, nei quadri normali, un eccesso di delta e theta spesso significa solamente un artefatto da tensione muscolare, comunque indicativo di stress.

Theta: (da 4 a 7 Hz.) Sono le onde del sonno con sogni (sonno REM) in cui il corpo e gli occhi si muovono. REM deriva dell’inglese Rapid Eyes Movements, rapidi movimenti oculari. È la banda dell’inconscio onirico, delle immaginazioni e delle emozioni profonde. I soggetti in sonno theta vedono immagini ma non le ricordano da svegli se non per caso o dopo adeguato training. È una banda molto interessante e studiata negli ultimi anni in quanto associata agli "stati ipnagogici", quando siamo a cavallo tra sonno e veglia e le immagini iniziano a scaturire liberamente dalla nostra mente inconscia o subconscia. Nella banda theta appaiono anche i picchi d’onda tipici dell’epilessia. Alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che questa forma patologica sia dovuta ad emozioni e creatività represse che non trovano una via fluida di espressione cosciente.

Alfa: (da 8 a 13 Hz.) È la banda che si manifesta chiudendo gli occhi o quando siamo in situazione di benessere psicofisico. È la banda del preconscio o della coscienza a riposo. La banda alfa inizialmente è stata fortemente associata alla meditazione, ma negli ultimi anni differenti lavori scientifici hanno in gran parte ridimensionato questa associazione. Nelle nostre ricerche abbiamo associato le onde alfa a stati di benessere e di piacere di vivere, e quindi, a livello psicosomatico, con il cuore e le emozioni affettive.

Beta: (da 14 a 35 Hz.) È la banda che caratterizza l’attività di pensiero superiore o corticale, l’attenzione focalizzata, la risoluzione di problemi. È la banda della coscienza di veglia. È normalmente più espansa nelle persone intellettuali, mentali e che, nei rapporti e nel lavoro, usano soprattutto la sfera razionale.

Riflessi psicosomatici degli stati ad elevata coerenza

Il principio della sincronicità e della coerenza non si limita ai fenomeni di "normalità elettroencefalografica" come sono appunto le onde EEG; esso può manifestarsi in modo ben più intenso e globale sull'intera attività cerebrale e anche sull'attività dei cervelli di persone vicine. Nell'introduzione ho parlato di scoperte sperimentali sull'esistenza di stati neuropsichici ad alta coerenza, che saranno descritte nei particolari alla fine di questo capitolo: considerando il cervello, il centro che gestisce il corpo, le emozioni, la mente e la coscienza, tali scoperte inducono a ipotizzare l'esistenza di analoghi stati psicosomatici ad alta coerenza.

Diventa quindi necessario un modello psicosomatico sistemico che sia in grado di spiegare stati di alta o bassa comunicazione interna ed esterna.

Ontogenesi psicosomatica

Per comprendere la logica psicosomatica e formulare un modello sistemico, dobbiamo recuperare brevemente alcuni concetti del processo filogenetico evolutivo e connetterli con l’ontogenesi. L’ontogenesi, ossia il processo di sviluppo ed evoluzione embriologica dell’essere umano nei primi mesi di gestazione, riproduce analogicamente lo sviluppo dell’intera evoluzione psicosomatica terrestre. L’essere umano, come abbiamo anticipato nell’introduzione, nasce come unicellulare: una singola cellula uovo fecondata dai codici di informazione genetica del padre e della madre, un campo unitario di informazioni con un enorme potenziale. Il processo di evoluzione terrestre dall’unicellulare al multicellulare, avvenuto in 3 miliardi e mezzo di anni, è ora completamente memorizzato nel DNA dell'essere umano, e ciò permette di concentrarlo in poche ore: dal momento della fecondazione l’ovulo si duplica formando una morula, poi una gastrula, fino a formare i tre foglietti embrionali, uno dentro l’altro come i tre cervelli.

I tre foglietti embrionari

Parallelamente alla divisione cellulare, il programma unitario contenuto nell’ovulo fecondato si differenzia in tre sotto-programmi interdipendenti che produrranno linee di sviluppo cellulare autonome: l’endoderma all’interno, il mesoderma in mezzo e l’ectoderma all’esterno (fig.1).                                   

 

fig.1

 

L’endoderma, il foglietto interno, svilupperà il sistema digerente e respiratorio e le grandi ghiandole digestive, come fegato e pancreas, ossia i programmi e le reti metaboliche per la produzione dell’energia vitale per l’intero organismo.

Il mesoderma svilupperà i collegamenti tra il foglietto interno ed esterno attraverso il sistema cardiocircolatorio (la trasmissione di sostanze chimiche e di messaggi ormonali e immunitari in tutto il corpo), il sistema osseo (la struttura di sostegno) e il sistema muscolare (per il movimento).

L’ectoderma, il foglietto esterno, svilupperà il sistema cutaneo, gli organi sensoriali e il sistema nervoso, ossia i programmi e le reti per l’elaborazione e la comunicazione delle informazioni dell’intero organismo.

L'evoluzione psicosomatica del foglietto esterno

È il foglietto esterno che nel corso dell’evoluzione aumenta maggiormente in complessità creando il sistema nervoso. Il 18° giorno, quando l’embrione umano è lungo circa un millimetro e mezzo, l’ectoderma - la pelle, che si apre sul mondo e "sente" tutte le informazioni esterne - si ispessisce sulla regione del dorso e forma un'invaginazione, la "doccia neurale", da cui si svilupperà l’intero sistema nervoso. La pelle si ripiega su se stessa, come diceva Teilhard de Chardin parlando della mente quando prende coscienza di sé, e forma il "tubo neurale", l’asse cranio-caudale da cui si sviluppa il sistema nervoso. Si viene a creare il "senso interiore". Il tubo neurale si differenzia poi nel midollo spinale e nei centri cerebrali. Il midollo spinale, circondato dalla colonna vertebrale, si differenzierà in cinque parti: coccigea, sacrale, lombare, toracica e cervicale, mentre la parte endocranica in tre vescicole da cui nasceranno i tre cervelli e i due emisferi. Come abbiamo già detto, questo sistema si evolve in complessità più di ogni altro e, nell’essere umano, porta al fenomeno dell’autocoscienza e all’esperienza spirituale dell’unità di coscienza con il Tutto.

Il modello psicosomatico integrato e la tavola delle equivalenze

Integriamo ora i dati relativi ai tre cervelli, alle bande EEG e ai tre foglietti in un modello psicosomatico coerente. Partendo dal concetto di unità olografica del cervello, ipotizziamo che i tre cervelli - rettile, mammifero e umano - siano fortemente connessi con le tre parti del corpo umano - testa, torace e addome - che interpretiamo come le aree somatiche dove si manifestano in modo più evidente le attività specifiche dei tre foglietti embrionali. Il risultato appare così strutturato.

Il cervello rettile, sede delle funzioni vitali primarie, è particolarmente connesso con il sistema metabolico e rappresentato psicosomaticamente dall’addome, in cui troviamo la maggioranza degli organi derivati dal foglietto interno (entoderma). Il cervello rettile può quindi essere descritto come il centro di integrazione di una rete di informazioni istintivo-metabolico-alimentari, caratterizzato normalmente da un livello di coscienza primitivo e pulsionale, associato agli istinti biologici primari. La sua attività è normalmente legata ad uno stato di coscienza tra l'inconscio e il subconscio, ed è caratterizzata dalle onde lente delta.rosse e theta.gialle.

Il cervello mammifero (sistema limbico) è associato ai sistemi circolatorio, endocrino, immunitario e muscolare, derivati dal secondo foglietto embrionale (mesoderma), e psicosomaticamente è rappresentato dal torace, sede del cuore e del timo. Il cervello mammifero può essere quindi considerato il centro di integrazione della rete circolatoria-muscolare, connessa con l’aspetto emozionale, affettivo del cervello mammifero. La sua attività normalmente è legata ad uno stato di coscienza che dall'inconscio si muove verso il subconscio e a volte diventa cosciente, ed è collegata alle onde alfa.verdi.

Il cervello umano (neocorteccia) rappresenta il centro di elaborazione del sistema sensoriale.informatico direttamente derivato dal foglietto esterno (ectoderma) ed è rappresentato dalla testa come parte destinata alla gestione delle informazioni. La neocorteccia rappresenta il centro di integrazione della rete sensoriale.informatica che è, per lo più, preconscia e conscia, ed è caratterizzata dalle onde beta.azzurro e indaco-violetto.

Questo modello psicosomatico permette di interpretare l'intero sistema umano come un sistema unitario di comunicazioni, differenziato in tre principali reti energetico.informatiche interconnesse, che operano con differenti specifiche funzioni nel mantenimento dell'armonia globale. Quando operiamo direttamente sul corpo, questo modello tripartito lascia spazio a modelli più differenziati a sette o più parti. Questa "ipotesi psicosomatica" può essere sintetizzata nella "tavola delle equivalenze psicosomatiche" (fig. **). A questo punto possiamo riprendere il discorso sui modelli di salute globale. 

Salute globale come consapevolezza dello stato fluido

Tutto scorre. Eraclito

La salute è una comunicazione psicosomatica libera e unitaria, che genera un naturale piacere di esistere e può essere rappresentata dal modello Cyber in termini di ottimizzazione dell'unità e della coerenza del sistema, mentre lo stato energetico può essere schematicamente rappresentato dal modello Cyber7 in termini di equilibrata e ritmica circolazione del flusso di energia-informazione tra tutte le sue parti o livelli, che ritorna ciclicamente su se stessa (vedi fig.*). Molte medicine tradizionali e moderne, in accordo con questo modello, considerano la salute come uno stato fluido di circolazione delle energie.informazioni in cui l’essere umano, e il vivente in genere, può comunicare con libertà e armonia all'interno del suo sistema e manifestare se stesso con pienezza in tutte le sue dimensioni. Questo modello circolare autoreferente è un tipico esempio della struttura di tutti i più importanti cicli metabolici biologici come il ciclo di Krebs, o dei più complessi circuiti cerebrali e nervosi. Se immaginiamo questo flusso energetico-informatico che sale e scende lungo i tre principali centri neuropsichici umani e nella colonna in modo armonico e fluido, ossia senza ostacoli, blocchi o interferenze, abbiamo la prima schematica rappresentazione del modello di essere vivente in stato di salute secondo la medicina olistica. Portiamo alcuni esempi classici.

Come primo esempio citiamo la medicina tradizionale cinese che considera la salute come un armonico fluire dell'energia C'i lungo i ventiquattro canali di agopuntura, partendo dal primo punto del meridiano di polmone, specularmente a destra e a sinistra, e ritornando ciclicamente allo stesso punto dopo ventiquattro ore. Lo stato di malattia è un accumulo o un'interruzione dell'energia sui meridiani, che deve essere rimessa in circolazione con l'utilizzo degli aghi, della digitopressione, dell'alimentazione, delle erbe, degli esercizi di Tai C'i e Ki Gong o delle meditazioni. La medicina cinese è basata sul modello unitario taoista che considera la coscienza al centro del sistema vivente e che innanzitutto si differenzia in due poli, Yin-Yang, femminile-maschile, per poi differenziarsi in tre strutture psicosomatiche (testa, torace e addome), simbolicamente associate al Cielo, all’Uomo e alla Terra, e che vengono "nutrite" da ventiquattro canali che circolano al suo interno.

Secondo esempio, nelle moderne medicine biocibernetiche o bioenergetiche, che utilizzano tecnologie come la Mora, il Riodoraku, il Vega o il Bicom, si inizia con un test elettromagnetico del corpo umano, su alcuni punti tradizionali di agopuntura e su altri scoperti recentemente in Germania e in Giappone, si crea una mappa dei canali o delle funzioni in eccesso e in difetto di energia.informazione e si provvede a stimolare i punti specifici per ritrovare la circolazione più equilibrata e ribilanciare le energie in un'ottica sistemica.

Terzo esempio, tutta la moderna terapia psicosomatica deriva dalle concezioni psico-energetiche di Wilhelm Reich. Secondo Reich, lo stato di salute era principalmente connesso con il corretto fluire delle energie primarie sessuali, che dalle aree genitali, nella parte più bassa del bacino, dovevano poter essere espresse e quindi muoversi liberamente verso l'alto. Da questa concezione Reich aveva scoperto che l'essere umano era di fatto suddiviso in sette diaframmi, in parte sovrapponibili a quelli della concezione tantrica dei chakra, che erano appunto le zone dove l'energia, le sensazioni, il respiro e la muscolatura tendevano a bloccarsi più comunemente. La concezione reichiana, sviluppata negli anni Quaranta-Cinquanta, ha stimolato una vasta serie di tecniche terapeutiche psicosomatiche, dalla vegetoterapia analitico-caratteriale, alla bioenergetica, alle più recenti tecniche di respirazione, massaggio profondo ed emotional release.

L'approccio reichiano insiste sulla presa di coscienza della propria integrità psicologica, emozionale, istintiva e somatica e nel riconoscere e liberarsi delle reali cause che hanno portato alla genesi della malattia e, successivamente, a liberarsi delle inibizioni sociali e culturali energeticamente negative.

La coscienza globale di sé: la  consapevolezza dell'unità perduta

Diventare coscienti della propria totalità, nel bene e nel male, significa accettare una nuova consapevolezza sul senso di una malattia, sui significati profondi che essa rappresenta per noi. Questa consapevolezza costituisce un momento di fondamentale importanza per la guarigione e l'evoluzione globale che coincide con la riapertura di un circuito interrotto in cui le informazioni positive o negative, coscienti o inconsce, ritornano al centro della coscienza e vengono ri-conosciute, generando un feed-back neurocibernetico non più frammentato ma integro, armonico, che abbraccia la totalità dell'essere, nella sua parte di luce e di "ombra". Ritengo che il processo neurofisiologico dell'esperienza di Sé sia concentrato nella zona centrale del cervello (probabilmente mediato dalle aree prefrontali, dal talamo-ipotalamo e dall'ipofisi) dove maggiormente riverbera il senso di identità e si manifesta con la sincronizzazione delle diverse aree del cervello tra loro. Guarire significa quindi diventare più coscienti e armonici, significa cambiare ed evolvere. Per questo la medicina olistica si pone come strumento centrale, non solo di cura, ma anche di evoluzione e di sviluppo del proprio potenziale inutilizzato, come ha sostenuto recentemente anche il Dalai Lama.

Il caduceo può essere reinterpretato alla luce di queste considerazioni in modo neuropsicologico. L'asse e le due ali diventano allora simboli dell’asse spinale verticale e dei due emisferi del cervello (vedi fig.*); la spirale dei serpenti diventa simbolo dell’energia evolutiva che si muove salendo e scendendo lungo l'asse, e si esprime nelle differenti dimensioni umane: da quella fisica in basso, a quelle affettive, emozionali, mentali, su, fino alle sfere psichiche più evolute. Questa interpretazione riprende l’antico significato originario di questo simbolo indoariano da sempre riferito sia all’evoluzione psicofisica che alla salute.

La tavola dei blocchi psicosomatici

Sulla base del modello psicosomatico generale si può ritenere in linea di massima che ogni blocco o alterazione rilevata nelle energie.informazioni del corpo si riflette in un’analoga alterazione nelle energie.informazioni del cervello. Per specificare possiamo ritenere che ogniqualvolta troviamo un blocco somatico nella funzione di un apparato o di una funzione possiamo presupporre di ritrovare un'analoga alterazione nel funzionamento psicologico della nostra mente ed eventualmente riuscire a rilevarla nell’EEG. È opportuno sottolineare che analogia non significa uguaglianza. Queste due tavole sono state studiate per creare delle relazioni tra differenti aree di ricerca e differenti schemi. Le onde alfa non sono il cuore e non sono il prodotto del sistema limbico: ma tra di essi esiste - a volte - un'evidente correlazione che può aiutare il medico olistico o lo psicosomatista a comprendere meglio la natura del dolore. Siamo nel reame della psiche, la natura immateriale della coscienza sfugge ad una quantificazione diretta e deterministica; qui opera il principio di sincronicità e tutto diventa relativo. Il senso o significato è la nostra unica guida in questo dedalo psicosomatico.

Tuttavia, consci di questa incertezza e della possibilità di incappare in enormi errori di interpretazione, continuiamo a verificare il nostro modello di base attraverso una serie di ricerche sperimentali sulla natura della coscienza e sul suo sviluppo.

Le malattie come errori di informazione

Proviamo ad applicare questi modelli ad esempi reali. Ogni forma patologica può essere interpretata come un problema di comunicazione. Una ferita è un’interruzione di comunicazione tra cellule di una stessa rete con perdita di energie e materia, l’informazione dell’avvenuta interruzione viene inviata ai centri superiori, all’unità centrale di coscienza che provvederà a mettere in atto comportamenti utili per riconnettere le parti. La mancanza di un elemento chimico essenziale interrompe il circuito energetico.informatico di un ciclo metabolico e la coscienza dell'organismo cercherà di procurarsi quell'elemento attraverso l'alimentazione o di mettere in attività altri cicli metabolici secondari per compensare l'interruzione. Se l’unità nella sua globalità riesce a trovare soluzioni, sopravvive, se non vi sono soluzioni l’unità "muore", la rete si scioglie. I codici errati di un DNA mutato, come l’introduzione di sostanze chimiche che alterano le comunicazioni, bloccandole o accelerandole, sono esempi già utilizzati di come le malattie possono essere ricodificate in termini cibernetici, anche se il più importante campo di applicazioni della visione olistica è sicuramente quello psichico.

Analisi del blocco psicosomatico

Seguendo l'ipotesi di partenza, il tipico blocco psicosomatico si manifesta principalmente come difficoltà nella trasmissione delle energie.informazioni sui tre livelli principali: funzionale, emotivo e psichico. Il blocco appare somaticamente come uno specifico eccesso di tensione o di rilassamento della muscolatura e della respirazione della zona (informazioni del sistema rettile.endodermico), un parallelo blocco della sanguificazione e delle emozioni (informazioni del sistema mammifero.mesodermico) e da un blocco psichico che dipende da fattori di apprendimento-condizionamento familiare, sociale, storico, etico e religioso (informazioni del sistema neocorticale.ectodermico). Un tipico blocco femminile come una dismenorrea si manifesta normalmente ad una attenta analisi con una generale tensione della muscolatura lombare e inguinale (difficoltà di muovere fluidamente il bacino), con una difficoltosa o quasi inesistente pulsazione e respirazione addominale bassa, con un tipico senso di difesa o di insensibilità sul quadrante inferiore dell'addome e con una serie di sensazioni ed emozioni negative connesse alle specifiche attività funzionali. L'analisi psicologica profonda rivelerà probabilmente episodi o convinzioni negative relative a passate esperienze sessuali o affettive. Ogni blocco, su qualsivoglia livello si presenti, tenderà a manifestarsi nella zona specifica e sull’intero essere come mancanza di piacere, tensione, dolore psicofisico o alterazione della normale bellezza e integrità della parte.

La malattia può nascere quindi da ogni livello: se il corpo fisico, ad esempio, non assume iodio con il sale, come a volte è accaduto in passato, si crea un blocco del ciclo metabolico che si ripercuote nel tempo sulla tiroide e sull’intero sistema sensoriale, emotivo ed intellettuale dell’essere umano, portando nello specifico caso a forme di ritardo psicofisico. Malattie che nascono dal livello energetico (energia vitale o elettromagnetica) - comuni nella società industriale - compaiono quando l’uomo si isola dai ritmi della natura, si ciba di alimenti troppo conservati, non respira aria fresca, non beve acqua sorgiva, indebolendo così la sua vitalità. Quando, ad esempio, non rispettiamo il ciclo circadiano di luce e buio, perché stiamo svegli di notte fino a tarda ora e dormiamo poi la mattina o quando non prendiamo sufficientemente il sole, alteriamo i delicati cicli interni che dipendono dall’epifisi e regolano molti altri ritmi ormonali, creando squilibri che possono riflettersi in stati di depressione generale.

Blocchi emotivi

La grande maggioranza dei blocchi psicosomatici nasce da una stimolazione o da una inibizione a livello emozionale. Consideriamo un generico blocco emozionale (schematizzato dal blocco dalla terza spira del modello Cyber7), come ad esempio uno shock dovuto ad incidente automobilistico. Normalmente la persona vive un eccesso di paura e, nella grande maggioranza dei casi, non riesce a esprimerlo e a scioglierlo del tutto con la voce e il pianto. In tale persona potremo osservare un'alterata fluidità dell'energia-informazione: la memoria inconscia la spingerà a non rivivere quell’emozione associata alla macchina, e a rifiutarsi così di guidare o ricreare situazioni simili. Potremo a volte osservare che questo blocco ha influenzato la mente creando fantasie, timori immaginari o fobie o che si è allargato ai corpi inferiori creando, ad esempio, una rigidità dei muscoli della schiena o una difficoltà alla respirazione diaframmatica. Se questi blocchi somatici secondari non vengono riconosciuti e sciolti, col tempo possono creare ulteriori disfunzioni, ad esempio nausea da blocco diaframmatico o rigidità nucale. In presenza di questi ultimi sintomi, un medico dovrebbe essere in grado di ricostruire l’intero percorso attraverso un’attenta analisi, di agire sulla parte tesa con massaggi profondi o altre tecniche corporee, e infine di sciogliere il nodo psicoemotivo che vi è alla base.

Blocchi psichici e genesi dei condizionamenti

Nella nostra società i blocchi emozionali sono quasi sempre collegati a condizionamenti culturali negativi. Abbiamo vissuto millenni di cultura basata sull’aggressività, il potere, il patriarcato e la divisione, e tutto questo è profondamente inscritto nella nostra struttura psicofisica. La strategia dell'educazione e della legge è basata sulla paura del giudizio e della punizione e sul senso di colpa: spesso questo si riflette anche sul modo di fare medicina e di imporre terapie.

Quando un piccolo rettile nasce non ha praticamente bisogno di alcun apprendimento: il suo comportamento è semplice e stereotipato (basso indice di libertà del sistema), tanto da permettere al suo DNA di contenere tutte le informazioni necessarie. Quando nasce un piccolo di lupo o di altre specie animali evolute, ha bisogno di una certa cura materna e un periodo di mesi di apprendimento, per imparare dai genitori i comportamenti più utili e le strategie più articolate per sopravvivere. Maggiore è l’ordine di un sistema vivente, maggiore è il numero delle informazioni necessarie per definirlo.

Quando l’essere umano viene alla luce, si trova in una situazione molto peculiare, in quanto la sua mente (l'attività della neocorteccia che lo distingue dagli altri animali) è praticamente una tabula rasa. Il suo cervello istintivo.metabolico funziona perfettamente, ma necessita di un periodo di anni di cure e di apprendimento. In questo periodo il piccolo si alimenta avidamente di ogni tipo di informazione comportamentale, emozionale e intellettuale che prende in particolare dai genitori. Biologicamente questo apprendimento familiare dovrebbe assicurargli la migliore sopravvivenza futura e non vi è traccia di dubbio, nel sistema di credenza del piccolo, che i suoi genitori siano fidati. Avendo inventato culture, leggi e fedi rigide e, per lo più, non sperimentali, l'uomo si è esposto al rischio di accettare dei codici di comportamento e di pensiero errati o anacronistici: così è stato fino ad ora.

I figli imparano i vecchi codici della divisione e la malattia di non essere se stessi

Lo stato di disgregazione, di divisione e di inquinamento dell’intero pianeta prova l'inadeguatezza dei codici etici, sociali, politici e religiosi. Da millenni, le diverse culture hanno accettato e insegnato ai loro figli dei codici basati su principi non scientifici e contro ogni logica di unità globale. Le religioni che credono ad un Dio unico sono numerose e per lo più ancora una contro l’altra. Le divisioni razziali, politiche, culturali manifestano sul piano sociale le divisioni interiori dell’uomo che separa la mente dal corpo, che considera la sessualità un tabù, che privilegia la componente psicologica razionale-materiale a quella intuitiva-artistica, che preclude la libertà di espressione delle emozioni.

Al bambino vengono insegnati codici medioevali. E quando i condizionamenti diventano operanti, il giovane uomo, se sufficientemente sensibile e intelligente, sente di essere stato tradito, di avere dei comportamenti contro se stesso o contro la vita, realizza di non saper manifestare nella vita quello che sente profondamente di essere, di non potere esprimere la propria esuberanza, la propria sessualità, capisce che il suo corpo è come staccato da lui, che l’angoscia, la depressione o la tristezza albergano nel suo cuore e non sa spiegarsi il perché. Eppure ha ricevuto e accettato tutto questo dai suoi genitori, le due persone più care che ha. Questa è la matrice del crollo dei valori che contraddistingue la nostra presente cultura a livello internazionale: l’uomo non capisce più che cosa realmente vuole, né chi è, né quale sia la verità delle cose.

Spesso i dogmi, le credenze, le false assunzioni sono proprio ciò in cui ci si identifica: "sono un credente", "sono mussulmano", "sono fascista" o "sono comunista" sono affermazioni che sentiamo con la stessa frequenza con cui ci hanno detto da bambini quello che saremmo dovuti essere e diventare. Da qui nascono tutte le patologie, le separazioni, le aberrazioni psicologiche, le necessità di possedere, di conquistare o di rinchiudersi in se stessi e rassegnarsi. Di qui nascono la rabbia della rivolta, la schizofrenia, l’impotenza, la necessità di evadere nella droga o quella di accettare l’imposizione di un modo di vita vecchio e stereotipato come quello dei genitori.

Decondizionarsi, meditare e restare liberi

Se informazione è vita, un condizionamento errato può compromettere la possibilità di evoluzione verso un sistema in cui l’uomo sia libero di essere quello che è veramente, e di crearsi intorno un mondo pulito in cui ogni forma di vita abbia il suo diritto di esistere. Le varie culture politiche, religiose e scientifiche sono state come dei programmi per computer, dei software psichici. Tutti i codici culturali sono da considerarsi come delle sperimentazioni che l’umanità ha fatto nei millenni per arrivare fino al momento presente in cui si giunge ad una consapevolezza globale, preludio per una cultura planetaria.

Per accelerare i tempi di unificazione, è necessario prendere un certo distacco dai condizionamenti ricevuti, imparare ad osservarli con una metodologia più scientifica, e testimoniare gli errori della storia anche su noi stessi. Siamo imbevuti della nostra cultura, in quanto ci siamo identificati con i suoi contenuti e valori. L’identificazione è il processo psichico inverso a quello del distacco. La certezza di aver subíto dei condizionamenti impropri deve trasformarsi in consapevolezza della necessità di decondizionarci in modo intelligente per raggiungere il livello di libertà, di naturalezza e di rispetto interiore ed esteriore che caratterizza l’uomo nuovo. Un salto in alto a livello evolutivo.

Dopo questa presa di coscienza, entrano in gioco i differenti sistemi di terapia psicosomatica che aiutano a liberarsi dalle paure, a sciogliere i condizionamenti, a ritrovare se stessi. Vi sono oggi numerosissimi differenti approcci energetici, emozionali, psicologici e spirituali di differenti scuole e tendenze, che possono sostenere l'essere umano in questa necessaria opera di "disinquinamento culturale". Anche in questo caso la meditazione è di grande aiuto, in quanto ci permette di vedere con distacco la nostra mente e i nostri condizionamenti, di fermare il giudizio sociale presente dentro di noi e di ritrovare lo spazio di integrità dove diventiamo realmente consapevoli e responsabili di noi stessi.

Una medicina per l'uomo e per la Terra

L’approccio olistico garantisce la visione globale della salute umana e della "malattia", in cui convergono cause ambientali, alimentari, comportamentali, relazionali, energetiche, emozionali, psicologiche, simboliche e spirituali. Il medico olistico deve poter comprendere questa multidimensionalità dell’essere e gli ostacoli al benessere globale sui vari livelli di esperienza. Solo una visione organica che unisca differenti campi di conoscenza umana e un modello unitario che centralizzi le varie informazioni multidisciplinari possono infatti permettere di comprendere in modo completo l’essere umano, le cause dei suoi malesseri umani e le loro cure.

La medicina olistica offre così alla medicina ufficiale l’opportunità di superare il suo attuale modello materialista-meccanicista che porta a considerare l’essere umano sul suo livello più basso dimenticandosi delle inseparabili relazioni che connettono ogni singola cellula del corpo alla psiche e alle emozioni. La medicina deve ritrovare il concetto stesso di anima, di identità, di non più in termini fideistici legati ad una particolare tradizione religiosa, ma in modo laico e scientifico, e aiutare il processo di trasformazione da un uomo malato che vive in un mondo malato ad un uomo nuovo che vive con coscienza e piacere la vasta bellezza e armonia della propria Terra.


I SETTE PRINCIPI DELLA MEDICINA OLISTICA

LA SALUTE GLOBALE COME CRESCITA UMANA E PLANETARIA

Di Nitamo Federico Montecucco

con brani tratti dal libro "Psicosomatica Olistica” di Nitamo Montecucco, 

Ed. Mediterranee (di prossima pubblicazione)

 

La medicina olistica è l'arte e la scienza di curare l’essere umano come unità di corpo, mente e spirito. La medicina olistica nasce negli ultimi decenni come componente essenziale della nuova cultura planetaria emergente e come grande forza creativa nella formulazione del nuovo paradigma olistico. Parallelamente all’ecologia, che si interessa della salute globale dell’ecosistema Terra, la medicina olistica si interessa della salute globale degli esseri umani. Una delle caratteristiche della nuova cultura è proprio quella di prendersi cura di sé stessi, di alimentarsi in modo più naturale e meno inquinato, di purificare le proprie emozioni e i propri pensieri negativi, di comprendere le ragioni profonde delle nostre azioni e, infine, di evolversi umanamente e spiritualmente.

La medicina olistica è una neonata e quindi ancora lontana dalla sua maturità. Sotto il vasto termine di medicina olistica si trovano oggi migliaia di tecniche, antiche moderne, con differenti concezioni, linguaggi, soluzioni terapeutiche e visioni del mondo. L’unico punto in comune è il considerare l’essere umano in modo sacro, come un’unità di coscienza in cui esistono differenti piani o corpi, con un suo equilibrio psico/energetico che, se perde equilibrio, genera malattia e dolore.

 

 

La medicina olistica come salute dell'uomo e del pianeta

Per capire bene che cos'è la medicina olistica in questo momento storico e quali sono le sue funzioni dobbiamo veramente comprendere lo stato del nostro pianeta: la Terra. In questo momento tutto il pianeta versa in una situazione gravissima, qualsiasi testo di alto livello scientifico voi leggiate, tipo lo Stato del Pianeta (State of the World) del Word Watch Institute o i rapporti dell'Agenzia per l'Ambiente delle Nazioni Unite, vi accorgerete che tutti i parametri più gravi – inquinamento, sovrappopolazione, distruzione delle foreste, buco dell'ozono, scarsità d'acqua - sono tutti in costante aumento. Tutte le politiche che negli ultimi vent'anni hanno cercato di ridurre l'impatto ambientale e industriale sono fallite, nessuno di questi parametri è diminuito. Nonostante nella società globale si sia sicuramente sviluppata una maggiore consapevolezza ecologica in realtà niente è riuscito ancora ad invertire la tendenza distruttiva che la nostra società industriale, tecnologicamente avanzata e orientata ai consumi, ha sull'intero pianeta. All'interno di questo discorso di " Malessere Globale " cerchiamo di comprendere il ruolo e l'azione della medicina olistica come portatrice di una necessità di Salute Globale dell’essere umano e del pianeta.

 

UNO - Noi siamo la terra

La medicina olistica, in questa prospettiva globale, offre innanzitutto un sistema e una visione per curare l'essere umano nell’unità delle sue parti: ossia nel corpo, nella mente, nello spirito, ma offre anche un atteggiamento che cerca di inserire queste discipline, queste tecniche terapeutiche, all'interno di un processo di guarigione che sia utile per l'intero pianeta, per riportare equilibrio all'intero pianeta. In questa logica, la prima considerazione che noi cerchiamo di far comprendere alle persone è che noi esseri umani siamo dei piccoli microsistemi della Terra, siamo come delle cellule di un grande corpo, degli ologrammi microcosmici del pianeta, e che ogni essere umano incarna in sé le stesse problematiche dell'intero pianeta. Noi siamo parti nella Terra e quindi il suo inquinamento è il nostro inquinamento. Noi accumuliamo nel corpo tutte le sostanze tossiche presenti nei cibi, nell'agricoltura nei fertilizzanti negli anticrittogamici; noi beviamo l'acqua che contiene tutti i residui dell'elaborazione industriale; concentriamo dentro di noi tutti i veleni che sono presenti nell'atmosfera. Capire l'ecologia quindi significa innanzitutto imparare a trovare un modo di vivere che sia congruo con la salute del corpo e dell'ambiente, quindi diventare consapevoli della necessità di eliminare i veleni, di ritrovare un modo di vivere naturale in modo che  il nostro essere come il nostro pianeta ritorni pulito, non si inquinato.

 

DUE - Consapevolezza del dolore: la situazione globale.

La seconda considerazione per la salute globale dell'uomo e del pianeta è nel prendere coscienza del dolore, della disarmonia, del malessere globale dentro e fuori di noi. La consapevolezza del malessere è la prima condizione per ottenere una trasformazione positiva verso la salute globale. Questo malessere a livello planetario si manifesta nel divario tra paesi ricchi e paesi poveri; infatti - nonostante la ricchezza sia evidentemente aumentata ovunque - il divario tra persone ricche e persone povere è aumentato in maniera grave, i ricchi sono ancora più ricchi e i poveri sono molto più poveri, si parla di migliaia i di bambini al giorno che soffrono o muoiono di fame. È aumentata anche una certa fascia media, che siamo noi, che sono le persone che vivono in tutti i paesi occidentali, che stanno mediamente molto meglio di prima, tuttavia il divario tra i pochi ricchissimi e i tantissimi è inaccettabile, è una malattia planetaria, un gravissimo disequilibrio. Noi buttiamo via il cibo, siamo viziati, troppo raffinati nei gusti e nelle richieste, mentre moltitudini soffrono la fame: questo deve essere cambiato. Parallelamente, nel nostro corpo, come sul pianeta, la nostra testa, cioè la parte razionale, comanda su tutto il resto del corpo, e gran parte del corpo soffre.

Ogni volta che tratto una persona le faccia sentire quanto dolore c'è nel suo corpo, dolore che la testa elimina completamente, la nostra mente, il nostro io mentale, non si cura del dolore del corpo, così come la minoranza ricca della terra i paesi del primo mondo, non si cura del dolore del terzo mondo. Quindi prendere coscienza del dolore del nostro corpo, del dolore emozionale, del dolore fisico, del dolore psicologico è essenziale perché questo apre una porta di consapevolezza globale, che ci dà una direzione nella vita di tutti i giorni per essere aperti a tutto il dolore che il nostro modo di vivere ha creato nei paesi del terzo mondo, che noi continuiamo a sfruttare in maniera pesantissima per il nostro benessere. Il nostro modo di vivere non permette a tutto il pianeta di vivere come noi viviamo. Per vivere come viviamo noi dobbiamo consumare e utilizzare risorse, lavoro del terzo mondo sottopagato; se tutti i 6 miliardi di persone presenti sul pianeta vivessero come noi viviamo in Italia, il pianeta terra sarebbe invivibile e nel giro di pochissimi anni diventerebbe sicuramente catastrofico. Il buco dell'ozono, tutti parametri aumenterebbero vertiginosamente; per questa ragione i paesi del terzo mondo o i paesi in via di industrializzazione come la Cina si sono rifiutati di accettare alcuni protocolli più ecologici di sviluppo industriale perché dicono: " voi per vent'anni avete prodotto CFC (cloro fluoro carburi) ad esempio per i frigoriferi, che costa poco, e adesso che avete inquinato il pianeta volete che noi paghiamo di più per i nostri frigoriferi per salvare il pianeta! No! noi adesso facciamo come avete fatto voi, per vent'anni li usiamo inquiniamo e poi vediamo cosa succede." Questa è la logica attuale.

 

TRE – Testa e cuore dell’essere umano e del pianeta

La terza considerazione fondamentale della moderna medicina olistica è che la nostra società dei consumi ci ha abituato ad usare la testa al posto del cuore. Ed il cuore è il nostro vero centro.

Parallelamente aprile viviamo che oggi sul pianeta il divario tra uomini e donne è ancora enorme. Solo da pochi anni in Italia e nei paesi più evoluti abbiamo una certa parità di diritti, e se comunque osserviamo il numero di maschi e femmine che governano, che gestiscono industrie, che dirigono a la vita quotidiana, la percentuale è ancora fortemente a favore degli uomini. Sicuramente c'è stato un forte incremento ma non siamo ancora arrivati alla parità, e comunque ci stiamo arrivando in alcuni paesi europei e americani, mentre tutto il resto del mondo è ancora pesantemente inserito in una logica maschilista, gli uomini comandano le donne obbediscono. Solo vent'anni fa le donne in alcuni cantoni della Svizzera non avevano diritto di voto.

Esattamente alla stessa maniera nel nostro cervello noi abbiamo due emisferi: le ricerche di psiconeurofisiologia ci hanno mostrato che l'emisfero maschile logico-razionale è dominante su quello femminile intuitivo-affettivo. L'emisfero maschile viene chiamato "dominante” perché è realmente dominante, domina su quello femminile: la ragione domina sull'intuizione, la logica del possesso domina sulla logica della bontà e della condivisione. Non solo, i processi logici del cervello umano razionale maschile sono coscienti mentre quelli dell'emisfero intuitivo femminile sono inconsci. Molti scienziati e neurofisiologi, me compreso, sostengono l'ipotesi che questo stato di cose sia dovuto proprio al fatto che la nostra cultura per millenni ha represso la coscienza femminile e i processi di pensiero legati all'affetto e ai sentimenti amorevoli. Da queste considerazioni risulterebbe che l’emisfero destro del cervello lavora in modo inconsapevole in quanto è semplicemente inibito, ridotto al silenzio, e quindi che una società più equilibrata porterebbe ad un riequilibrio e ad un maggiore sviluppo e presa di coscienza dei processi femminili che avvengono a livello emozionale ed intuitivo.

 

Viviamo senza cuore

La mancanza di una vera logica femminile può essere tradotto in linguaggio più semplice come mancanza di cuore. La nostra vita così come la nostra civiltà attuale è senza cuore. Abbiamo bisogno di un cuore, di una consapevolezza amorevole, compassionevole, umana che diriga la nostra vita interiore, le nostre scelte quotidiane, così come le politiche e i destini futuri del nostro pianeta.

Vedremo nei prossimi capitoli del libro come questo squilibrio tra forze razionali-mentali ed energie emozionali-intuitive sia la principale causa dei disturbi psicosomatici nella nostra società.

Quando la persona inizia a rendersi conto della propria situazione di squilibrio, o meglio di malessere globale, inizia un percorso di consapevolezza globale, di trasformazione del proprio modo di pensare e del proprio stile di vivere, orientandosi verso un uso dell'intelligenza del cuore sempre più profondo, sempre più attento ai propri veri bisogni fisici psicologici e interiori e sempre più attento all'etica dei diritti e della giustizia umana ed ecologica su questa terra.

Quindi la salute del singolo essere umano diventa la salute del pianeta, se la singola persona comincia a prendere coscienza di doversi alimentare senza veleni, comincerà a chiedere un cibo senza veleni e quindi favorirà lo sviluppo di un industria alimentare e agricola senza pesticidi, se l'attenzione al parquet che utilizziamo per il nostro pavimento è di tipo ecologico, sarà chiesto che quel legno non provengano semplicemente da un albero della devastata foresta amazzonica, ma da una foresta tagliata secondo i principi di biodisponibilità e di bioedilizia in modo che non si distruggano le foreste del pianeta.

 

QUATTRO - Ritrovare il proprio centro

Cos'è quindi la medicina olistica che cerca di curare l'essere umano come unità di corpo di mente e di spirito? E come può una medicina guarire il pianeta?

La quarta considerazione che riteniamo essenziale per comprendere la medicina olistica è che la salute globale è innanzitutto un processo di ritrovare se stessi. La salute globale è essenzialmente ritrovare una coscienza unitaria e globale di se stessi. Solo da questa coscienza globale, dal nostro vero centro, possiamo iniziare la trasformazione dallo stato di malessere allo stato di benessere.

Questa, in realtà è, ed è sempre stata, la più importante caratteristica della medicina olistica. Il termine sanscrito per salute significa “ritrovare le proprie radici”, “ritrovare il proprio centro”. Questa peculiarità è diventata essenziale ai nostri giorni, proprio perché viviamo in questa civiltà dello spettacolo, in una società fortemente industrializzata e meccanizzata, abbiamo in grandissima parte perso il contatto con il corpo: le macchine camminano per noi, salgono le scale per noi, frullano i cibi al posto dei nostri denti, rispondono al telefono, noi abbiamo perso in larga parte il contatto con il corpo ed abbiamo portato tutta l'attenzione alla mente.

 

Uscire dalla testa, rientrare in sè

Negli ultimi anni la scolarizzazione è aumentata enormemente ed il numero o di informazioni che si cerca di far entrare nella povera testa dei bambini è sempre maggiore, quindi noi abbiamo sempre più una testa piena ed un corpo privo di sensibilità e vitalità.

Il '99% delle persone che vivono oggi nella società industriale sono individui che non sentono il proprio corpo in modo adeguato. Essi lo sentono nel senso che lo comandano, ma il rapporto che c'è fra testa e corpo è lo stesso che c'è fra industrie del primo mondo e materie prime del terzo mondo; è un rapporto di comando è un rapporto di macchina non è un rapporto umano fraterno amorevole. Quindi avveleni il corpo con cibo-spazzatura, lo fai fumare anche se tossisce, non ascolti i suoi bisogni quando deve andare in bagno, " non ora, devo lavorare! ", quando il corpo è stanco e vuole dormire, tu dici "voglio vedere la fine del film ", quando è stanco la mattina: "alzati che devo andare a lavorare ": il corpo è lo schiavo della mente. La prima cosa che occorre fare come medicina olistica è capire che in Occidente l'essere umano ha questo gravissimo scompenso tra testa e corpo e prima di tutto riportare l'essere umano al suo corpo, riportare l'uomo a sentire se stesso, riportare la sensibilità a tutte le funzioni, la sensibilità significa coscienza, far diventare la persona cosciente dei suoi bisogni, delle sue attività, dei suoi ritmi, della sua bellezza, della sua delicatezza, della sua sensitività questo è l'inizio del processo di coscienza globale.

 

CINQUE - Medicina sacra: La coscienza globale di sè

Salute globale significa quindi acquisire una coscienza globale di sé. La coscienza globale è la tecnica fondamentaòe per la guarigione umana e planetaria in questo momento storico. L'aggettivo globale indica che è necessario percepire la propria unità in tutte le dimensioni dell'essere: da quelle più fisiche a quelle più sottili.

La medicina attuale interviene di solito quando c'è un dolore, una malattia, un disturbo, uno scompenso, ci sono scompensi dovuti a cause materiali tipo un incidenti ed in questo caso è la medicina ufficiale che entra in gioco. La logica è: “ti sei fatto male? Allora ti curo”, ma sempre di più noi abbiamo disturbi che nascono da un'inconsapevolezza dell'arte del vivere, non sappiamo più vivere in armonia non sappiamo più vivere con consapevolezza, con gioia, con amore e questo crea una serie di problemi. Quindi il medico, il terapista l’operatore olistico, non intervengono solo per curare una malattia e riportare la salute, ma anche per dare una consapevolezza globale del processo, quindi per fare crescere la persona. Un mal di schiena è spesso dovuto ad un atteggiamento sbagliato del tuo corpo, oppure è dovuto ad una inconsapevolezza dei tuoi bisogni fisiologici ( ritmi lavoro-riposo), sessuali ( blocco del piacere di vivere ) o fisici (come correre, giocare, divertirti) e quindi è una mancanza di consapevolezza globale delle tue leggi interne, ad una mancanza di amore verso te stesso.

 

SEI - La malattia come inconsapevolezza delle leggi dell'esistenza

La sesta considerazione di base della medicina olistica è che ogni malattia è l'effetto dell'ignoranza o inconsapevolezza delle leggi del Tutto. Guarire quindi significa innanzitutto rientrare in una profonda armonia con il tutto, evolvere interiormente, trasformare la propria inconsapevolezza in coscienza luminosa ed amorevole di sé. La via della guarigione diventa la via della realizzazione, della saggezza. Per questo le grandi medicine del passato sono sempre state fatte risalire a grandi personaggi spirituali, ai Budda della medicina, ai maestri di saggezza, ha gli uomini e alle donne di conoscenza. Ad essi spettava il compito di guarire l'animo delle persone, oltre che il corpo e la mente.

Nelle tradizioni taoista, greca, ayurvedica, tibetana, la legge del tutto veniva chiamato: Dharma, Logos, Tao. Queste leggi di natura regolano le nostre cellule, il metabolismo del nostro corpo, così come il ritmi più sacri della vita e della morte.

 

Medicina olistica come strumento di crescita umana

È paradossale come la medicina, anche quella naturale o non convenzionale, se è usata senza questa consapevolezza, possa ostacolare il processo di crescita e di trasformazione dell'individuo. Curare solo con un farmaco, chimico o naturale, può semplicemente aiutare la persona a restare quello che, a non capire che cosa ha sbagliato. Oggi nel mondo molti medici omeopati o naturopati curano non secondo la stessa regola allopatica di causa-effetto, forse le loro medicine saranno meno dannose, ma la consapevolezza profonda della persona resta più o meno quella che era. Non vi è cambiamento nella consapevolezza di sé.

Come medico olistico, o come operatore della salute globale, ti curo con ogni mezzo: con medicine naturali, massaggi, con la chiropratica o con rimedi omeopatici, ma essenzialmente attraverso un processo di risveglio della coscienza interiore (attraverso le pratiche di meditazione) e della consapevolezza delle cause che hanno portato al malessere.

 

SETTE - Salute globale come via di trasformazione e di evoluzione

La settima considerazione è che lavorando per il benessere globale possiamo realmente cambiare noi stessi e il mondo.

Lavorando in questo senso e con questi strumenti, la medicina olistica diventa una pratica per lo sviluppo del potenziale umano, aiutando La medicina olistica come salute dell'uomo e del pianeta a fare un salto di consapevolezza e di cambiamento, trasformando il tuo modo di vivere. La medicina olistica, la psicosomatica, diventano strumenti fondamentali di crescita umana, di rivoluzione sociale culturale, perché se tante persone cominciano a cambiare orientamento del loro vivere tutta la società pian piano comincia a cambiare. Tutti noi siamo individui. Diventiamo degni di ciò che siamo se ci prendiamo l'onere di sentirci integri, di sentirci noi stessi; di avere il coraggio di essere totalmente quello che siamo nella semplicità nell'amore di seguire la via che ha a un cuore invece di seguire prima quella della testa che ci dice prima di tutto devi guadagnare i tuoi soldi, poi vediamo se etico. In questo modo la società pian piano comincia a cambiare, alcuni risultati erano già stati previsti circa vent'anni fa era stato previsto che con l'incremento in Europa e in America ci sarebbero state rivoluzioni positive, salti di consapevolezza anche livello sociale, politico come il crollo del muro di Berlino, la pace tra Inghilterra ed Irlanda, la democratizzazione delle ex repubbliche sovietiche, alcuni principi di pace come fra Russia e America, evidenziano un processo di presa di coscienza, che ha alzato la consapevolezza e quindi il livello di coscienza globale a livello planetario, questi sono stati i primi risultati. Siamo in fase di riflusso, poiché il mondo va a cicli, quindi abbiamo questo tipo di momento storico, ma comunque il processo continua ad andare avanti.

Certamente la gravissima situazione ecologica porterà a un peggioramento dello Stato del pianeta e dell'umanità, a un sempre maggior incremento di malattie allergiche, nervose e degenerative, a sempre maggiori tensioni tra popoli, classi sociali, relazioni umane, e tutto ciò stimolerà sempre di più il bisogno di una reale salute globale e di un cambiamento profondo della vita umana.

 


 

I SETTE LIVELLI TERAPEUTICI DELLA SALUTE GLOBALE

 

I sette livelli terapeutici delle medicine olistiche

Ogni medicina che consideri e cerchi di curare l’essere umano come una totalità di corpo, mente e anima, può considerarsi olistica. La medicina olistica nasce negli ultimi decenni come componente essenziale della nuova cultura planetaria emergente e come grande forza propulsiva nella formulazione del nuovo paradigma olistico. Parallelamente all’ecologia, che si interessa della salute globale dell’ecosistema Terra, la medicina olistica si interessa della salute globale degli esseri umani. Una delle caratteristiche della nuova cultura è proprio quella di prendersi cura di se stessi, di alimentarsi in modo più naturale e meno inquinato, di purificare le proprie emozioni e i propri pensieri negativi, di comprendere le ragioni profonde delle nostre azioni e, infine, di evolversi umanamente e spiritualmente.

La medicina olistica è una neonata e quindi ancora lontana dalla sua maturità. Sotto il vasto termine di medicina olistica si trovano oggi migliaia di tecniche, di differenti concezioni e linguaggi, di soluzioni terapeutiche e di visioni del mondo. L’unico punto in comune, come abbiamo già detto, è il considerare l’essere umano in modo sacro, come una unità di coscienza in cui esistono differenti piani o corpi, con un suo equilibrio psico/energetico che, se si ferma si squilibra, genera malattia e dolore. Oggi possiamo differenziare, all’interno della vasta concezione medica olistica, numerose forme di terapia che, pur osservando il principio olistico - per cui ogni parte rappresenta ed è connessa con il tutto - si specializzano su un determinato livello di intervento e guarigione. Sottolineiamo che questa differenziazione in sette livelli è semplicemente una divisione di comodo, creata per dare più chiarezza al lettore e più organicità ai vari capitoli. Ogni terapia olistica opera per definizione sulla totalità e quindi queste suddivisioni in livelli non devono essere recepite come frammentazioni. Il terapista olistico che opera su uno specifico livello (ad esempio il fisico) proprio per la sua attitudine a considerare l’essere umano una globalità, interviene anche su tutti gli altri livelli umani ( ad esempio lo spirituale). Così abbiamo:

Le terapie di primo livello – fisico – le medicine naturali

Operano prevalentemente sul corpo fisico. A questo livello appartengono sistemi terapeutici come: l’alimentazione e la dietetica, l’erboristeria, le varie tecniche di body work (lavoro sul corpo) come i massaggi, la chiropratica, l'osteopatia, il rebalancing, la danza.

Le terapie di secondo livello – vitale - le medicine energetiche,

Operano con lo specifico obbiettivo di riequilibrare le energie sottili, diciamo non fisiche. A questo livello appartengono sistemi terapeutici come: l’agopuntura, il micromassaggio cinese e tibetano, lo shiatsu, la pranoterapia, le varie forme di riflessologia: plantare, auricolare, palmare, l’omeopatia (diluizioni) e tutte le terapie bioelettroniche come: l’agopuntura secondo Voll, la terapia con apparecchi come Mora, Vega, Ryodoraku, Kirlian, la cromopuntura.

Le terapie di terzo livello – emozionale – tecniche catartiche di liberazione

Operano sul piano emozionale con l’intento di sciogliere e sbloccare le emozioni represse o traumatiche o di sviluppare emozioni positive e profonde. A questo livello appartengono sistemi terapeutici come: gli esercizi di bioenergetica, il rebirthing, l’emotional release, lo psicodramma, le tecniche catartiche, le tecniche sulla voce e il canto.

Le terapie di quarto livello – mentale – psicosomatica e psicoterapia

Operano sulla mente, sulle credenze, sulle illusioni, sui suoi blocchi e vizi. A questo livello appartengono sistemi terapeutici come: la psicologia e la psicosomatica, le tecniche di analisi psicologica che tengono conto anche della spiritualità umana come la psicologia junghiana, la psicosintesi, la psicologia transpersonale, la bioenergetica, la gestalt, la PNL, e le tecniche più psichiche come l’ipnosi, le regressioni, le visualizzazioni, il "voice dialogue", le tecniche di immaginazione attiva, l’analisi del sogno.

Le terapie di quinto livello – spirituale - le tecniche di meditazione

Operano sull’apertura spirituale, sul riconoscimento – esperienza della propria anima, del Sé del proprio essere sottile. A questo livello appartengono sistemi terapeutici come: come la vipassana buddhista, lo za zen, il tai c'i, il qi gong, i canti mantrici, le preghiere e i ritiri che portano al silenzio, alla pace e al vuoto interiore, unici elementi che caratterizzano questa dimensione. Alcune di queste tecniche: le danze sufi, alcune tecniche sciamaniche, la chakra breathing, la dinamica e la kundalini, operano con un lavoro veramente globale, attivando corpo, energie, emozioni e psiche fino a giungere al centro dell’essere.

Le terapie di sesto livello – sacro – evoluzione della coscienza

Operano sulla dimensione spirituale, come crescita e realizzazione dell’anima, del Sé, come esperienza profonda e continua degli stati di coscienza spirituali, che diventano modo e stile di vita quotidiani. Sono "terapie" sacre operate dai maestri spirituali, dai grandi lama e dagli illuminati.

Le terapie di settimo livello – trascendenza – l’arte del distacco e della liberazione

Operano attraverso il distacco, la trascendenza di sé, senza soffermarsi sulla crescita e l’evoluzione personale. Agiscono come processo di estrema liberazione, e sono assimilabili all’illuminazione.

Questa divisione vuole anche essere l’inizio di un lavoro interdisciplinare tra le varie arti terapeutiche affinché si comprendano e si sviluppino metodi di lavoro sui differenti piani dell’essere, orientati al raggiungimento della salute globale. Nei prossimi anni assisteremo ad una progressiva unificazione dei differenti linguaggi e concetti delle varie scuole passate e presenti che confluiranno, insieme alla medicina ufficiale, in un’unica arte medica olistica.


 

 

IL CONCETTO PSICOSOMATICO DI ENERGIA - COSCIENZA

 

 

L’energia elettromagnetica nella concezione olistica

Proviamo ora ad applicare le conoscenze scientifiche appena acquisita per comprendere in modo olistico l’energia. Nella concezione olistica il moderno concetto di energia elettromagnetica coincide quasi perfettamente con l’antico concetto di energia vitale e sacra: C’i, Prana, R’lung, ecc. La sostanziale differenza tra la concezione olistica antica e moderna e quella della fisica attuale, è che l’energia viene considerata una cosa viva, “informata e intelligente”, ossia capace di auto organizzazione e omeostasi, che si manifesta in modo “meccanico” nei sistemi fisici (a bassa libertà) e in modo molto più complesso, sensibile e organizzato negli organismi viventi superiori e in particolare nel cervello. L’analisi elettromagnetica delle funzioni cerebrali (elettroencefalogramma) ci porta a verificare la reale applicazione psicofisica delle varie informazioni fino ad ora presentate, dalla coerenza all’ipotesi olografica, e a comprendere la mappa funzionale energetico-psicosomatica dell’essere umano.                                                                                                                           

 

L'energia del corpo quantistico

Nella logica di una visione unitaria che aiuti la transizione dall’attuale frammentazione tra psiche e soma ad una medicina globale, è fondamentale comprendere e applicare in modo pertinente il principio di implica­zione tra energia, informazione e coscienza. Il corpo umano, che per la medicina ufficiale è un meccanismo biochimico senza anima, diventa, con il modello olistico, unità di energie informate che si manifestano in una rete mirabile di emozioni e messaggi intelligenti. Iniziamo quindi dall'analisi elettromagnetica del nostro corpo.

Il nostro è un corpo quantistico. Noi siamo un insieme di quanti di energia, siamo l'espressione macroscopica di "fantastiliardi" di particelle subatomiche, fotoni ed elettroni che formano tutti gli atomi del nostro corpo, che danno vita a tutti i sistemi fisiologici, che fanno battere il nostro cuore, che scorrono lungo i nostri nervi trasportando informazioni, che nel nostro cervello danno vita alle onde cerebrali. L'insieme di tutti i campi elettromagnetici quantistici e atomici creano un vero e proprio "corpo elettromagnetico", un oceano coerente e vivo di energie elettromagnetiche. Ricordiamo che gli atomi e le molecole che compongono una cellula hanno un campo elettromagneti­co comune, nato dalla fusione dei campi dei singoli atomi; un’unica nube elet­tromagnetica collettiva creata dal moto comune degli elettroni intorno ai differenti nuclei. Ogni informazione che corre lungo i nervi, che passa da una cellula ad un’altra, produce alterazioni nel campo elettroma­gnetico globale.

Studiando il campo elettromagnetico del corpo umano siamo riusciti a capire alcuni dei segreti del nostro cuore e a correlare ogni disturbo somatico ad un preciso quadro elettrocardiografico. Il cervello è di complessità strutturale infinite volte superiore al cuore e quindi, per ora, le correlazioni tra quadri elettroence­falografici e malattie o stati psichici sono ancora nella loro fase iniziale. Il cervello umano contiene misteri ben più profondi, che dalla materia grigia aprono direttamente alla dimensione della coscienza.

 

L'energia elettromagnetica cerebrale

Nel cervello vi sono circa cento miliardi di neuroni, e ogni neurone è connesso con altri neuroni attraverso alcune migliaia di dendriti (prolungamenti del suo corpo) che creano migliaia di contatti sinaptici. Ogni volta che un neurone entra in attività per trasmettere o ricevere un segnale psichico, provoca il rilascio di mediatori chimici tra le sinapsi. La velocità di trasmissione dei dati è compresa tra i 60 e i 130 metri al secondo (pari a 360 Km. all'ora) e produce una debole scarica elettrica a bassissimo voltaggio elettrico (microvolt) e bassissima frequenza (Hertz). L'energia elettromagnetica di un singolo neurone è troppo debole per essere rilevata da uno strumento sulla cute esterna della testa; ma l’attività cerebrale coinvolge continuamente miliardi di neuroni che producono un'onda elet­tromagnetica sinergica, che, essendo molto più forte delle singole onde, riesce ad attraversare la teca cranica e può essere rilevata sulla cute esterna dai sensibili elettrodi dell’elettroencefalografo. Quando la persona vive stati di integrità psicofisica l'attività cerebrale si sincronizza e produce onde encefalografiche proporzionalmente coerenti.

 

Le quattro onde cerebrali

I primi studi relativi all’attività elettromagnetica del cervello risalgono a Richard Caton (1875) e al russo Danilewsky (1876), ma solo nel 1925 Hans Berger registrò il primo tracciato elettroencefalografico o elettroencefalogramma (EEG), captando e amplificando i segnali elettrici da differenti punti dalla cute cranica. Nel 1929 apparve il suo primo lavoro di elettroencefalografia clinica, che contribuì grandemente alla diagnosi dell’epilessia e delle lesioni cerebrali.

Il tracciato delle variazioni elettromagnetiche viene normalmente registrato da un poli­grafo su una striscia di carta. Possono essere riconosciuti quattro tipi di onde EEG: le delta, le theta, le alfa e le beta. Le caratteristiche di queste quattro bande sono particolarmente inte­ressanti.

Delta: (da 0.5 a 4 Hz.) Sono le onde più lente; vengono rilevate negli stati più profondi del sonno non REM e sono state associate anche a stati profondi di meditazione. E' la banda dell’inconscio profondo. La tensione dei muscoli produce onde su questa stessa gamma di frequenza per cui, nei quadri normali, un eccesso di delta e theta spesso significa solamente un artefatto da tensione muscolare, comunque indicativo di stress.

Theta: (da 4 a 7 Hz.) Sono le onde del sonno con sogni (sonno REM) in cui il corpo e gli occhi si muovono. REM deriva dell’inglese Rapid Eyes Movements, rapidi movimenti oculari. È la banda dell’inconscio onirico, delle immaginazioni e delle emozioni profonde. I soggetti in sonno theta vedono immagini ma non le ricordano da svegli se non per caso o dopo adeguato trai­ning. È una banda molto interessante e studiata negli ultimi anni in quanto associata agli "stati ipnagogici", quando siamo a cavallo tra sonno e veglia e le immagini iniziano a scaturire liberamente dalla nostra mente inconscia o subconscia. Nella banda theta appaiono anche i picchi d’onda tipici dell’epilessia. Alcuni studiosi hanno avanzato l'ipotesi che questa forma patologica sia dovuta ad emozioni e creatività represse che non trovano una via fluida di espressione cosciente.

Alfa: (da 8 a 13 Hz.) È la banda che si manifesta chiudendo gli occhi o quando siamo in situazione di benessere psicofisico. È la banda del precon­scio o della coscienza a riposo. La banda alfa inizialmente è stata fortemente associata alla meditazione, ma negli ultimi anni differenti lavori scientifici hanno in gran parte ridimensionato questa associazione. Nelle nostre ricerche abbiamo associato le onde alfa a stati di benessere e di piacere di vivere, e quindi, a livello psicosomatico, con il cuore e le emozioni affettive.

Beta: (da 14 a 35 Hz.) È la banda che caratterizza l’attività di pensiero superiore o corticale, l’attenzione focalizzata, la risoluzione di problemi. È la banda della coscienza di veglia. È normalmente più espansa nelle persone intellettuali, mentali e che, nei rapporti e nel lavoro, usano soprattutto la sfera razionale.

 

Le bande superiori dell’energia

Oltre alle bande elettromagnetiche cerebrali (EEG) che vanno da 0 a 35 Hertz, e che alcuni scienziati hanno esteso fino a 100 Hz., si trovano le bande elettromiografiche (EMG) ed elettrocardiografiche (ECG) che si estendono fino ai 250 Hz. Oltre queste frequenze studiate dalla medicina ufficiale abbiamo delle frequenze superiori che la Prof.ssa Valery Hunt, ricercatrice in neurofisiologia presso l’UCLA (l’Univ. of California, Los Angeles) ha associato alle energie dei centri energetici (chakra) e dell’aura.

 

Coerenza elettromagnetica e sincronizzazione cerebrale: la scienza della coscienza

Dopo aver preso conoscenza dei punti essenziali di come si sia creata la complessa struttura del sistema nervoso umano, entriamo in merito alla coscienza di sé, concetto fondamentale per una conoscenza globale dell’essere umano e del suo cervello.

Il Sé, in medicina, viene di fatto intuitivamente considerato il centro dell’essere umano, ma questa percezione viene poi rimossa nei testi e nella logica medica ufficiale. Come nelle altre scienze, anche nella medicina e nella neurofisiologia osserviamo sia la mancanza di un soggetto o “unità di coscienza”, sia la mancanza di ricerche specificamente orientate alla comprensione di questo fenomeno fondamentale della vita.

Utilizzando il modello Cyber, abbiamo cercato di studiare la coscienza come espressione della coerenza elettroencefalografia ossia della sincronizzazione unitaria delle differenti parti del cervello (vedi paragrafi successivi: ricerche sugli stati ad alta sincronizzazione”) tra coerenza –sincronizzazione cerebrale e stato di unità di coscienza. Alcune altre ricerche portano in questa direzione: Rodolfo Llinas, neurofisiologo della New York University, ha evidenziato come il talamo sia il centro che sincronizza tutte le parti del cervello. Questa è la base elettroencefalografica - neuropsichica della coscienza di sé, come percezione unitaria delle infinite esperienze sensoriali del corpo.

 

Queste nostre ricerche cercano di riproporre una visione medica più globale e umana. Proviamo ad analizzare la relazione che esiste tra l'unità di coscienza, le energie e lo stato psicosomatico, e quali modifiche porta la maggiore o minore integrazione interiore sulla coerenza energetica ed  elettroencefalografica.

 

La coerenza elettromegnetica

La coerenza elettromegnetica è la chiave per comprendere la coscienza e la sua attivazione globale nell’unità vivente come unità corpo/mente/spirito. Noi, qui al Villaggio Globale, siamo stati il primo laboratorio al mondo a dimostrarla scientificamente. Sono venuti la troup della BBC e il neurofisiologo di fama internazionale Peter Fenwick. Siamo il primo laboratorio al mondo a dimostrare scientificamente che, senza contato fisico, cioè senza contatto elettromagnetico, il cervello di una persona può entrare in sincronia con quello di altre persone e quando entrano in coerenza viaggiano tutti sulla stessa onda, come se fossero elettrodi sulla stessa testa.

Queste ricerche sono state registrate pubblicamente in più situazioni, ed anche con persone che non avevano mai meditato, durante esperimenti collettivi si raggiungevano punte di 70-90% di sincronizzazione collettiva.

Le onde elettromagnetiche sono molto deboli, quindi non hanno sufficiente energia per passare le pareti, ma le ricerche da noi condotte dimostrano che la sincronizzazione può avvenire anche a distanza maggiore, in alcuni casi la trasmissione supera ostacoli fisici come pareti o distanza di alcuni metro. Il cervello ha delle capacità di comunicare/trasmettere/ricevere molto maggiori rispetto a quello che abbiamo sempre pensato. È una trasmissione extra corporea di informazioni.

È una realtà che conosciamo tutti: molti personaggi della storia hanno utilizzato il loro potere sincronizzando i cervelli delle persone. Hitler, Saddam Hussein e molti altri lo hanno fatto, anche Gesù, San Francesco o Buddha, sincronizzavano i loro discepoli positivamente e creavano buddhafield, monasteri, sangha, cioè campi di energia sincronica. Lo fanno anche direttori d’orchestra come Abbado o Muti, quando iniziano a dirigere creano il patos. Quello che fa la differenza è la sincronizzazione, perché l’energia del direttore fa da medium, deve creare una altissima coerenza: tra pubblico, musica e musicisti. I musicisti a loro volta sono sincronizzati con il direttore e con tutto il pubblico, infatti quando si ascoltano alcuni concerti, se si lascia andare la testa, è possibile entrare in uno spazio unico, essere in un’unica energia e quello che si sente lo sentono tutti, è tutto sincronizzato. E’ quello che succede in piccolo anche quando passa la banda è si sente quel tipo particolare di energia, in forma più limitata, ma il tipo di emozione arriva a tutti.

La stessa cosa accade anche per il panico, in una situazione di panico in cui basta una persona che lo attiva, tutti sentono il panico, è come un virus, è trasmissibile, la vibrazione della paura passa, e tutti vanno in panico.

 

 

Riflessi psicosomatici degli stati ad elevata coerenza

Il principio della sincronicità e della coerenza non si limita ai fenomeni di "normalità elettroencefalografica" come sono appunto le onde EEG; esso può manifestarsi in modo ben più intenso e globale sull'intera attività cerebrale e anche sull'attività dei cervelli di persone vicine. Da molte altre fonti, ed in particolare da tutti quel medici che utilizzano strumenti di bioregolazione (Ryodoraku), elettroterapia e medicina biocibernetica (mora, Bicom, Vega, ecc.) appare sempre più evidente che il livello di coerenza, o armonia elettromagnetica, non solo nel cervello ma in ogni parte del corpo, può essere correlata con la salute globale della persona.

Nell'introduzione ho parlato di scoperte sperimentali sull'esistenza di stati neuropsichici ad alta coerenza, che saranno descritte nei particolari alla fine di questo capitolo: considerando il cervello, il centro che gestisce il corpo, le emozioni, la mente e la coscienza, tali scoperte inducono a ipotizzare l'esistenza di analoghi stati psicosomatici ad alta coerenza. Diventa quindi necessario un modello psicosomatico sistemico che sia in grado di spiegare stati di alta o bassa comunicazione interna ed esterna.


 

 

LE MAPPE PSICOSOMATICHE

 

Esistono numerosissime mappe olistiche, che danno un quadro fisico, energetico e psicosomatico dell'essere umano, in questo capitolo prenderemo in considerazione le due principali mappe antiche, la mappa taoista e la mappa tantrica-yogica, che sono tra le mappe psicoenergetiche più complesse e accurate e che possono essere facilmente integrate con le due mappe moderne: la mappa neuropsichica e la mappa reichiana, permettendoci di fare una sintesi globale e delineare una mappa psicosomatica unitaria dell’essere umano, frutto dello sforzo di integrazione e di sperimentazione della nostra scuola negli ultimi trent’anni.

 


 

 

LA MAPPA TAOISTA

 

Il Taoismo e i suoi modelli

Il modello Taoista parte dall’unità naturale della vita e dall'unità vede emerge la dualità: lo Yin e lo Yang, il femminile e il maschile, il negativo e il positivo.

Quindi dall’unità emerge la differenza, all'inizio il big bang non ha polarità e dal big bang emergono particelle che subiscono uno spin, una rotazione da una parte e dall'altra, che diventano ioni positivi o negativi, da lì nasce l'infinita serie di interrelazione, quando un positivo e un negativo si riuniscono ricreano l'unità. L'acqua è un’unità, bilanciata c'è un doppio negativo e due singoli positivi: due idrogeni e un ossigeno, l’ossigeno è un doppio negativo, l’idrogeno è un singolo positivo. Insieme formano un’unità. I modelli cinesi e indiani sono tra i più intelligenti e sofisticati che siano mai stati sviluppati. Sono quelli che è possibile utilizzare maggiormente in energetica e psicosomatica.

 

Il Tao e l’unità psicoenergetica

È importante capire i codici essenziali del pensiero cinese, il Taoismo parte dal Tao, la fluida esistenza che si manifesta nei cicli e nelle infinite forme di vita e coscienza, il Tao è l’unità.

La percezione olistica di sentirsi un tutt’uno, un essere luminoso è quella che più rispecchia il Tao, la Totalità, che buddisti chiamano Dharma e che associano a Shunyata, e Bodicitta, la mente vuota e luminosa, la coscienza globale, l’anima, gli indiani lo chiamano l’atman. L’atman è la percezione della tua totalità, come coscienza totale di tutte le parti che ti compongono, quando le parti non sono più divise e si realizza l’uno.

L'aspetto importante della tradizione cinese è partire dal senso dell'unità del Tao, il senso dell'unità di sé. Questa percezione si vive col corpo: il corpo è tutto giocoso, aperto, luminoso, è come provare la sensazione di piacere in tutte le cellule del corpo, che irraggiano e, ad occhi chiusi la “vedi” come percezione interna, come una sfera leggermente luminosa, che illumina il corpo e si irraggia verso l’esterno, puoi “vederla” bene o male, puoi percepire i colori o solo una luminosità, ma la vedete senza immaginare, non è una visualizzazione, è l’energia luminosa del C’i. Gli antichi taoisti scoprirono atraverso le esperienza interiori il proprio corpo energetico e scoprirono come si sbilancia e come si cura, scoprirono i punti e i canali attraverso i quali la vita e la coscienza scorre in secoli di ricerca e scambio codificarono queste conoscenze in un unico corpo medico. La storia che i punti di agopuntura siano stati scoperti per caso dalla puntura di una freccia che fece passare il mal di schiena a qualcuno è sostanzialmente un’idiozia, una mancanza totale di rispetto e di comprensione dell’enorme lavoro di conoscenza fatto dai cinesi.

 

Il C’i è l’energia dell’amore e della vita

La mappa cinese è basata sul concetto di C’i: l’energia intelligente. Il C’i è l’energia della vita e del piacere di vivere in modo globale. La persona, uomo o donna, che riesce a realizzare questo stato di unità è una persona che ha conosciuto che cos'è il Tao: l'unità delle cose, che parte da sé stessi, da questa prima percezione globale abbastanza facile, semplice da sperimentare, e che possiamo estendere a tutta la vita, possiamo estenderla ad ogni percezione. Questa percezione viene scambiata ed amplificata nelle relazioni d'amore, negli affetti tra madre e figlio, negli incontri tra amici veri, nella natura viva.

Quando nell'amore non c'è questa percezione sottile, manca l'anima, la persona è fuori di sé. Spesso nella coppia le persone cercano di realizzare l'uno verso l'altro quello che manca dentro di sé. Sono persone che hanno un “buco”, una carenza nella loro identità affettiva, nel loro corpo energetico e sperano di ricevere, dall’altra persona, l'amore che non riescono a dare a se stessi.

Sono persone, queste, che non conoscono l’interiorità e quindi sono proiettati all’esterno, e nelle relazioni si concentrano non sull’anima della persona che “amano” ma sulla situazione genitale, o mentale o nelle piccole logiche affettive; senza un ”centro di gravità permanente” capace di dire: “io ti amo”. Quando fai l’amore sono due anime che si fondono, perché l'anima può fondersi profondamente e unirsi con tutta l'energia globale ad ogni altra anima, o cosa. Il Tao è dappertutto, mio, dell’erba, della vita, del pianeta, quindi quando sei in questa situazione ti fondi e fondersi è così bello che è irrinunciabile soprattutto quando sei in amore. L’amore è bello sempre, soprattutto se una persona può scegliere le persone giuste con cui fondersi, la qualità corretta. Questa estensione del Tao noi la possiamo portare nel lavoro che facciamo e pian piano farla diventare una logica interna, una logica unitaria alla base di ogni cosa. Il Tao lo possiamo chiamare Olos, il tutto, il tutt’uno da cui viene l’olismo.

 

Lo yin e lo yang

Yin e Yang sono le due polarità dell’Uno, del Tao. Lo Yin rappresenta il femminile, l’interiorizzazione, l’acqua, la notte, il basso, il pacifico. Lo Yang rappresenta il maschile, l’esternazione, il fuoco, il giorno, l’alto, il dinamico. Dal loro equilibrio nasce l’armonia della vita. Lo Yin e lo Yang si interfacciano, dialogano, giocano, si attraggono e si respingono, danzano e generano altra vita.

Nel corpo lo Yin e lo Yang sono polari: la destra è più maschile e la sinistra più femminile. Il davanti è Yinn più morbido più grasso più viscerale, il dietro, la schiena, la spina dorsale, è Yang, corrisponde al sistema di comando.

La mappa taoista rappresenta l'unità, e la reale divisione dell'unità nelle sue componenti Yin e Yang. Quando parliamo di destra e di sinistra realmente parliamo di destra e di sinistra; i medici sanno che in alcuni casi, fotografati e disponibili nella letteratura medica, ci sono delle alterazioni genetiche per cui alcune persone hanno mezzo corpo maschile a destra e mezzo corpo femminile a sinistra. Quindi hanno un piccolo pene e la muscolatura maschile a destra ed un seno e un abbozzo di genitale femminile sulla sinistra.

Questa figura che unisce maschile e femminile è all'origine di una divinità indiana che si chiama: Ardanarishwar, che rappresenta l’unità della dualità, la sintesi degli opposti e che viene raffigurata proprio come un'unità mezzo uomo e mezza donna, a significare anche che l'unità centrale è neutra, non possiede polarità. Quando siamo nell’esperienza interiore dell’uno non siamo né maschi, né femmine, quando invece siamo nella dualità entriamo in uno degli aspetti e ci polarizziamo.

 

I due canali fondamentali e la circolazione energetica della luce

Il C’i è respiro vitale. Nel corpo l’energia continua a girare su se stessa, pulsa, respira e quando è armonica comincia a generare luce. La base dei movimenti del Tai-C’i o del Qi-Gong, sono movimenti circolari, come un respiro, una pulsazione, un ciclo che continuerà per tutta la vita, è lo stesso movimento rotatorio su sé stesso che anima il fotone e tutte le rotazione dei pianeti e delle galassie.

Le pratiche taoiste hanno adottato il respiro circolare come base di una delle principali tecniche energetiche di meditazione: la “piccola circolazione microcosmica”, cioè la circolazione lungo i due canali principali. Questi canali fondamentali sono: uno Yin, il Ren Mai o Vaso Concezione (VC) che si estende sulla linea mediana anteriore del corpo, dai genitali al labbro inferiore; e uno Yang, il Du Mai o Vaso Governatore (VG)   o governatore nervoso, che si estende sulla linea mediana posteriore dall’ano alla cima della testa scendendo fino al labbro superiore. Questi due canali fondamentali che connettono tutti i canali Yin nella zona sotto l’ombelico (nei punti 4 e 6 di VG)  e tutti i canai Yang (nel punto 19 di VG), in cima alla testa, costituiscono la base della circolazione energetica umana. Secondo Lu Tzu, nel libro “Il Mistero del fiore d’oro, diventando consapevoli di questa respirazione circolare naturale si attiva la circolazione della luce: la “piccola circolazione microcosmica”, una delle tecniche fondamentali della tradizione spirituale Taoista.

In questa tecnica la luce si genera nel tan tien superiore al centro della fronte (6° centro) e viene portata nel tan tien inferiore, sotto l’ombelico, dove circola in tutto il corpo. Una volta che la luce circola si attiva il respiro in cicli che hanno un inizio (nella zona del perineo, 1° punto di VG), un’ascesa, un culmine (sulla cime della testa, 19 VG), un rilassamento, una discesa alla pancia (4-6 VC) e una fine (perineo). Piccola circolazione in quanto analoga alla circolazione cosmica: come la Terra intorno al Sole, il giorno e la notte, la luce e poi il buio. I cicli delle stagioni sono analoghi ai cicli della respirazione, del cuore, del sistema nervoso, del liquido cefalorachidiano. Da questi due cicli respiratori-energetici che salgono con l’inspirazione lungo la schiena attraverso il Du Mai, il “governatore nervoso” e scendono davanti lungo il Ren Mai, il “vaso concezione”, rappresentano il primo schema semplicissimo ed intelligente della vita.

 

I tre Tan Tien

Nello schema taoista sono contemplate tre strutture o centri energetici: i tre “Tan-Tien”, i fuochi, i “crogiuoli” della medicina cinese che rappresentano anche la base della mappa olistica. Il Tan-Tien superiore, dove si concentra lo yang della coscienza, il polo cefalico; il Tan-Tien inferiore dove si concentra lo yin, il polo acquoso–vitale; il Tan-Tien intermedio del cuore, quello che connette il corpo come un tutto. In questa concezione ogni parte del corpo ha un suo “fornello” una sua luce, una sua fonte di calore ed energia relativamente autonoma.

Noi sappiamo che il sistema nervoso nasce dal foglietto embrionario esterno: l’ectoderma, sappiamo che il polo metabolico basso nasce dal foglietto embrionario interno, l’entoderma e sappiamo che all'inizio i sistemi viventi più semplici possedevano unicamente questi due sistemi, uno dentro ed uno fuori: metabolismo e sistema nervoso. Ad un certo momento si differenzia il terzo foglietto che è il mestoderma da cui si genera il cuore e il sistema circolatorio, che si pone al centro del sistema, e costituisce anche la struttura che connette e separa gli altri sistemi: il sistema osseo e muscolare. Quindi noi abbiamo il motore (il metabolismo), la struttura (sistema osseo-muscolare) e il sistema cognitivo, l'osservatore, il guidatore. Questa è la “macchina vivente”, queste tre parti sono tutte essenzialmente importanti per la vita, altrimenti non c'è vita, altrimenti non vale la pena di vivere: se manca il cuore non vale la pena di vivere, se manca la coscienza non vale la pena di vivere, se manca il piacere non vale la pena di vivere.

Gli Shen dei 5 organi

La tradizione medica cinese è profondamente psicosomatica, essa considera cinque organi principali che hanno uno Shen. Il termine Shen significa spirito, psiche, anima, emozione. Esiste uno spirito globale dell’essere che si colora delle qualità dei cinque Shen degli organi. A seconda della buona o cattiva attività dei cinque organi interni la psiche dell’individuo subisce delle profonde modifiche, la medicina cinese curando le energie degli organi cura anche la psiche della persone. Si considera che i cinque organi-Shen debbano essere armonici e fluidi tra loro. Qualsiasi disarmonia di uno di essi si trasferirà agli altri e all’intera personalità.

Lo Shen principale è quello del cuore, che viene considerato l’imperatore dell’intero essere. In esso lo Shen ha la qualità della gioia di vivere, dell’amore per la vita, della pienezza e della fermezza del pensiero. Quando viene oppresso l’intero essere perde la gioia di vivere e la centratura. Le malattie mentali, dalla depressione alle psicosi possono originare dallo squilibrio dello Shen del cuore.

Lo Shen del fegato è legato alla presenza fisica, al coraggio, alla rapidità muscolare, all’intuizione e quando viene bloccato genera rabbia, rancore e frustrazione.

Lo Shen della milza è connesso con l’affettività, con la tenerezza e il piacere del corpo, quando viene oppresso genera depressione, pensieri oppressivi e mortificanti, chiusura su se stessi.

Lo Shen dei polmoni è legato alla mente, alla libertà e alla curiosità di pensiero, quando è oppresso genera depressione triste, chiusura mentale, serietà.

Lo Shen dei reni è legato al piacere sessuale, alla vitalità e alla forza fisica, la sua oppressione genera paura, rigidità, assenza di desiderio, contrazione psicofisica.

 

Il Ming Men: la porta della vita

Nello spazio interno tra i reni i taoisti situano il Ming Men: la porta della vita, uno dei centri energetici più importanti dell’intero essere. Il Ming Men è fortemente legato sia all’energia ancestrale che deriva dai genitori sia a quella sessuale.

 

La rete energetica dei 24 canali principali

Le logiche dei canali energetici e degli specifici punti della tradizione cinese sono un elemento di fondamentale importanza nella medicina olistica energetica e psicosomatica. In questo libro tuttavia, sia per questioni di spazio che di priorità, preferiamo dare una visione unitaria piuttosto che specialistica, e quindi non studieremo i canali e i punti di agopuntura nel dettaglio, ma solo nelle loro line energetiche generali. Consigliamo chi fosse interessato ad approfondire l’argomento di studiare su testi specifici e completi come quello di Carlo Moiraghi o di Giovanni Maciocia.

Oltre ai due canali centrali: il Ren Mai e il Du Mai, nella tradizione cinese sono contemplati 24 canali d’organo che sono specularmene disposti sui due lati del corpo (12 a destra e 12 a sinistra).

I canali si possono riunire a gruppi di tre. Gli Yang sono centrifughi e vanno dal centro alla periferia, arrivando fino in fondo alle dita dove finiscono a lato delle unghie, sono i punti ting o xing. Gli Yin invece sono centripeti e dalla periferia ritornano al centro. Vediamoli con maggior dettaglio:

1.                      I primi tre canali Yang (polmone, cuore e maestro del cuore), vanno dal cuore-torace alla punta delle dita lungo la fascia interna.

2.                      I primi tre canali Yin (piccolo intestino, grosso intestino e triplice riscaldatore) vanno dalla punta delle dita ritornano lungo la parte la parte posteriore del braccio ed arrivano al viso, alla testa.

3.                      I secondi tre canali Yang dalla testa, dal viso, scendono giù ai piedi: uno davanti (stomaco), uno di lato (cistifellea) uno di dietro (vescica urinaria).

4.                      Gli ultimi tre canali Yin (milza, fegato e rene) dai piedi risalgono dal lato interno delle gambe, si riuniscono nella zona sessuale-sotto ombelicale (Tan-Tien inferiore) e risalgono ancora fino al petto-cuore.

 

Ogni canale energetico porta energia informata nell’intero essere, se la circolazione è sufficientemente armonica l’intero corpo gode di buona salute e di piacere di vivere. Ogni alterazione genera da un lato pieno energetico, accumulo, eccesso oppure vuoto, mancanza, carenza di energia-informazione. Vedremo queste forme di squilibrio energetico nel capitolo sulla terapia. In questo capitolo ci limiteremo a descrivere gli squilibri energetici più generali.

 

Squilibri energetici generali

Prendiamo in considerazioni i blocchi alla circolazione-comunicazione sui quattro gruppi di canali.

Quando l’energia dei canali di cuore (cuore, polmone, maestro del cuore) si blocca, di solito per oppressione dello Shen del cuore da delusioni amorose, affettive o ingiustizie, la persona manifesta chiusura, tristezza, introversione, l’energia non scorre alle braccia e alle mani e resta congestionata sul petto (cuore pesante, tachicardia, bronchiti) o sotto le ascelle, creando i presupposti per malattie degenerative del seno. L’energia non scorre alle spalle (es. periartrite scapolo omerale) e le mani risultano fredde e umide (sindrome di Raynaud, ecc.). Nel caso contrario di iperattività del cuore, classica in persone emotive, calde, esuberanti (come gli alpini ai raduni) si manifesta una pletora attiva (ipertensione, aritmia), con calore, rossore e tendenza all’esuberanza nel parlare, nel canto, nel riso, le mani sono rosse e calde, molti pranoterapisti soffrono di questa ipertrofia.

Se l’energia non arriva alle mani spesso i canali Yin che risalgono alla testa (intestino tenue, intestino crasso e triplice riscaldatore) rimangono alterati e sbilanciati: i punti posteriori dietro le spalle spesso diventano rigidi e tesi (disfunzioni intestinali).

Molte patologie, nella nostra società, sono da testa piena, calda, piena di yang, perché siamo sempre nei pensieri e non riusciamo a muoverci da lì. I tre canali (stomaco, cistifellea e vescica urinaria) non riescono a far scendere l’energia verso il corpo e i piedi. Dobbiamo imparare ad uscire consapevolmente dalla testa e ritornare a terra, nel corpo. L’eccesso di energia si traduce in emicranie, depressioni, rigidità nucale, l’energia non sale alla parte più alte del capo (7° centro) da dove può ricircolare e ridistribuirsi. A livello psichico abbiamo persone che non riescono più a fermare la mente, i pensieri e quindi non sono più capaci di godersi il corpo e le sue attività. Anche quando corrono stanno pensando (o ascoltano la musica con il walkman) ma non sentono il corpo, non godono del piacere di correre: sono tutte nella testa. La concentrazione dell’energia nella testa produce anche rigidità alla colonna vertebrale (vescica urinaria), tensione allo stomaco da stress (stomaco) e rigidità muscolare generalizzata.

I tre meridiani yin: milza, reni, fegato, sono tutti meridiani di terzo livello, ossia legati al terzo centro, e sono fondamentali per veicolare l’energia terrestre dai piedi alla zona sessuale e poi farla salire al cuore. Sono gli “ultimi” e risentono di qualsiasi blocco a monte. Quindi se ci sono blocchi “alti”, alla testa, al cuore..etc, l’energia yang non arriva ai piedi, non “scalda” lo Yin dei piedi che quindi ristagna in basso (cellulite, stasi venosa,) e non risale al ventre (stasi sessuale, stasi intestinale) e al cuore (poca energia per amare). Quindi per far risalire l’energia al cuore occorre innanzitutto che scenda dalla testa ai piedi.

Le persone non ne sono consapevoli e quindi non si sanno ribilanciare, non sanno far scendere consapevolmente l’energia dalla testa ai piedi, quindi si trovano in una situazione in cui hanno voglia di giocare e non ce la fanno non si lasciano andare, continuano ad essere nella testa, sono rigide, sono in una situazione di giudizio, se hanno voglia di ballare, o ridere o lasciarsi andare non lo fanno.

Tutte le volte che siamo in una situazione giocosa, abbiamo bisogno che l'energia dei piedi salga nella zona sessuale e dalla zona sessuale salga al cuore, siamo nella situazione in cui abbiamo voglia di far l'amore ma non riusciamo a lasciarsi andare quindi nella situazione in cui “voglio ma non voglio”. Consigliamo a che desidera ribilanciare queste energie di praticare la “La tecnica di attivazione-respirazione sui 24 canali” descritta nel capitolo: TECNICHE PER LA SALUTE GLOBALE

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LA MAPPA TANTRICA - YOGICA

 

La visione tantrica: Shiva e Shakti, l’energia - coscienza

Tantra, dalla radice tan: estendere, continuare, moltiplicare, significa letteralmente “ciò che estende la coscienza” e in generale: sviluppo, evolu­zione. Il Tantra rappre­senta la punta più scientifica e sperimentale della religiosità, che rivoluziona e contagia le precedenti concezioni spirituali proponendo, attraverso una visione psicofisica particolarmente analitica, un modello integrato a sette corpi, intesi come insiemi o livelli psicoenergetici sempre più elevati o sottili, identici per senso e struttura alle sette spire del modello Cyber7.

Il Tantra è una visione erotica dell’esistenza, basata sul piacere di esistere e sulla gioia di risvegliarsi.

Nel Tanta l'esistenza è un'unica vita, una grande coscienza da cui derivano due grandi archetipi: maschile e femminile, Shiva e Shakti fusi eternamente tra loro come due amanti eterni, che pulsano e generano ogni forma di vita e coscienza. Il femminile - Shakti – è l'energia, è la materia (mater) che genera, la forma fisica. Il maschile è Shiva: la coscienza, il cuore invisibile che anima l’energia, la vita. Un essere, una pianta, un animale, ha un’energia vivente fisica e una coscienza interiore. L'energia-Shakti di base è il Prana: l'energia vitale luminosa (Pra in sanscrito significa luce, lampada), è l’energia sessuale, l’eros che deve salire dai centri istintivi ai livelli spirituali più elevati. Di qui il concetto di Kundalini, di energia ascendente, dal sanscrito Kundalin, che significa “circolare, spiraleggiare” è la forma addormentata della Shakti, l’energia creatrice divina, e giace addormentata alla base della colonna vertebrale. Le tecniche tantriche di integrazione e meditazione portano ad un suo risveglio, all’illuminazione. 

Nella tradizione greca il primo dio è eros da cui nacquero tutti gli altri esseri. Dall’unione di materia/ energia, coscienza/ informazione la vita pulsa e si rigenera, evolve, diventa sempre più completa. Questa energia ha continuato a pulsare continuando a creare atomi, galassie, cellule, multicellulari, e così via, fino a noi ed oltre. Tutto l’universo è un'unità, non è frammentato come nella nostra cultura.

 

La medicina tantrica

Il Tantra ha origine nella preistoria dell’umanità e conobbe un enorme sviluppo e diffusione nell’India dei primi secoli dopo Cristo. La tradizione tantrica è molto eclettica, fluida, capace di ibridarsi, di fondersi con altre tradizioni, quindi ramificata collegata con moltissime vie spirituali come lo Yoga tantrico, lo Shivaismo tantrico, il Buddhismo tantrico. È una tradizione che ha radici comuni con il Taoismo: basti pensare ad esempio alla comune radice semantica dei termini "Yoni" (vagina) e "Lingam" (pene) e di Yin (energia femminile) e Yang (energia maschile). Una delle tradizioni ancora oggi più vive e praticate è quella del Buddhismo Tantrico, i cui testi di base sono i quattro Tantra della medicina, che è praticato in Tibet, in India e in molte nazioni occidentali, tra cui l’Italia. Nel Buddismo Tantrico vi sono molte iniziazioni al Buddha della Medicina o Buddha di lapislazzuli, dove parallelamente alle conoscenza teoriche e teologichesul corpo fisico, energetico e mentale si praticano e si evolvono le sensibilità interiori per curare l’anima (la Mente più sottile come viene chiamata). Partecipare a queste iniziazioni è un’esperienza intensa e profonda, soprattutto quando il lama che trasmette gli insegnamenti è di alto livello spirituale. Nel Tantra indiano moderno viene invece data molta più attenzione alla crescita umana individuale, alla meditazione all’arte del distacco e della percezione globale delle energie. Questa è la tradizione che seguiremo maggiormente in questo libro.

 

L’energia-coscienza si evolve oltre la mente

Nel Tanta la coscienza si può espandere ben oltre il livello “normale”. Il processo energetico è un processo di coscienza, è la coscienza vivente che continua a creare attraverso la genetica. La complessità all'interno di una cellula dei meccanismi genetici RNA, DNA ecc. è incredibile. Una cellula riesce a compiere milioni di trasformazioni biochimiche al secondo, trasmettendo miliardi di informazioni. Tutto questo nella scienza ufficiale accade per caso, come se non ci fosse coscienza, come se non ci fosse anima. Questa visione, invece, pensa l'essere umano come microcosmo, che possiede il maschile e il femminile, i due codici genetici dentro tutte le cellule, che gli permettono di pulsare, respirare, elaborare informazioni, distruggersi, ricrearsi, evolvere e capire la legge dell'esistenza. L'esistenza è Dharma: la legge naturale, che non è solo fisica e matematica, è il cuore, è l’anima, nella comprensione è il Tutto. Noi vivendo ci evolviamo, in questo processo il corpo energetico diventava il veicolo di questa evoluzione. Se le persone entrano in contatto con il proprio corpo energetico l'evoluzione si potenzia, diventa velocissima,  è come se esse diventassero padrone di se stesse. Il corpo energetico è la vera vita; se siamo nella testa comandiamo una macchina: " fai di qui, fai di là". La testa costringe il corpo a stare sveglio invece di dormire; lo costringe a fumare o mangiare un gelato e così via indipendentemente dalle reali esigenze. Il corpo è lo schiavo della testa. Entrando nel campo energetico non possiamo fare più questo, pian piano dobbiamo smettere di intossicarci. Non possiamo trattarci come prima, perché  quando entriamo nell'energia cominciamo a stare bene nel nostro corpo ed ad ascoltarlo. Il cervello produce endorfine, godiamo di ogni cosa, non sentiamo molto la fatica ed il dolore. Tutto ciò diventa un circolo virtuoso, capiamo cosa fare, capiamo cosa non ci fa bene e lo eliminiamo. Possiamo cogliere che la vita è fatta di piccole cose con un grande valore spesso vietate o non accettate come ad esempio giocare. Riscopriamo, così, il sole, ci godiamo la natura, o un fiore, senza dar niente per scontato. La razionalità, invece, ci porta a dare tutto per scontato e già visto, non ci permette di godere della bellezza delle cose e dei loro cicli. Proviamo a riscoprire che siamo parte di un ciclo. Quando entriamo nell'energia, la salute diventa parte essenziale della nostra esperienza, sentiamo la nostra energia, sentiamo cosa siamo veramente e riscopriamo che solo casualmente facciamo la professione di medico, impiegato, avvocato ecc., non ci identifichiamo più con quello che io facciamo, ma scopriamo chi siamo davvero dentro noi stessi.

 

Il corpo energetico e le differenti mappe

Come i Taoisti anche i Tantrici furono e sono dei fantastici e instancabili ricercatori olistici. La pratica delle varie forme di meditazione e di ricerca interiore portarono, nel corso dei secoli, a sviluppare la percezione del corpo energetico in modo altamente raffinato. I taoisti erano orientati verso un modello naturale e circolare (il Tao), verso tecniche fluide e cicliche (tai Ci, Qi Gong) essi focalizzavano le loro percezioni sulla circolazione energetica globale nell’intero corpo. I tantrici, invece, erano orientati verso un modello verticale, ascendente e quindi scoprirono molte più conoscenze sull’asse interiore: Sushumna (quasi assente nella tradizione cinese) e sui sette Chakra, i centri psicoenergetici di cui esso è formato. Chakra significa “ruota”, vortice, spirale di energia. Nelle varie tradizioni il corpo energetico era una chiave essenziale per il processo di evoluzione. Quindi lo Yoga, il Tantra, il Kundalini Yoga, una parte dello Shivaismo lavorano per allineare, attivare, e risvegliare i vari centri come se fossero centri luminosi e colorati, che vanno dai colori più caldi della pancia ai colori più freddi della testa. Bilanciando i sette centri-colori o perlomeno le tre energie principali si ricrea la luce pura, originaria. Ci sono moltissimi schemi di corpi energetici, perché nelle varie tradizioni si usavano metodi diversi per accedervi, quindi ognuno percepiva il corpo energetico con una certa parzialità. Se si utilizzano dei mantra o canti per entrare in contatto con le energie interiori, si attivano i centri della gola e del cuore, questo mi darà una prospettiva energetica di un certo tipo, legata ad  una mappa del corpo energetico specifica. Se si utilizzano, invece, tecniche di meditazione attraverso la volontà, o che usano la danza, o la concentrazione della luce nel terzo occhio, o l’apertura della pancia avrò mappe differenti. Tutte le tradizioni hanno sviluppato schemi diversi, perché partivano da specifiche tecniche di evoluzione. I tantrici tibetani, per esempio, hanno una mappa con 5 chakra principali, ciò è dovuto al fatto che lavoravano poco con la sessualità e poco con la mente, quindi uniscono il primo e il secondo centro (del corpo e del sesso) e gli ultimi due (sesto e settimo).

 

I sette centri dell'essere del modello tantrico

Il fondamento di questa tradizione - analogo al mito dell’albero - è il concetto di coscienza/energia che si manifesta nei sette chakra o centri psicoenergetici e dell’energia Kundalini. Nella fisiologia sottile tantrica il canale centrale è chiamato Sushumna, “ricco di estasi, altamente benedetto”, ad esso sono affiancati Ida, il canale chiaro di energia femminile, il cui nome significa “fresco, corrente o flusso di venerazione” che sale a spirale dalla gonade (testicolo o ovaia) sinistra alla narice destra, e da Pingala, il canale caldo di energia maschile, che significa “di colore solare, bruno fulvo” che sale dalla gonade destra alla narice sinistra.

L’unione tra le forze maschili e femminili risveglia Kundalini, che sale naturalmente verso i chakra (centri psicoenergetici) superiori, trasformando in profondità l’adepto. Ogni centro corrisponde ad un corpo o livello. Ad ogni livello le componenti fisico-anatomiche (corpo fisico) sono intimamen­te connesse con parallele strutture energetiche-emozionali (corpo pranico, e mentale inferiore kama-manas) e corrispondenti a specifici stati di coscienza (corpo psichico-spirituale). Ecco una descrizione integrata di questi sette centri/livelli.

 

Primo centro: Muladhara - “la radice - supporto” - è situato nella zona sacrale, è il centro che controlla il corpo fisico costituito dagli atomi e dalle energie psichiche istintive legate alla sopravvivenza. L'elemento che lo contraddistingue è la Terra. Sesso, paura, aggressivi­tà, territorialismo e sonno sono gli aspetti tipici di questo “centro radice”. È il centro del sonno e dell’inerzia spirituale, ma anche del risveglio della Kundalini. La caratteristica di chi è orientato in questo centro è un mate­rialismo privo di ogni aspirazione, una psiche legata alle tradizioni ed agli averi materiali, una psicologia reattiva e grossolana, un forte attacca­mento e preoccupazione per la sopravvivenza. Questi sono anche esattamente i punti che devono essere superati per attivare il primo chakra. La kundalini a questo livello è paragonata ad un drago. Primo compito del ricercatore è liberare l’energia femminile kundalini, la fanciulla interiore, da questo drago che giace nell’oscura inconsapevolezza del sonno spirituale per lasciarla ascendere alle sfere più elevate dell’essere.

Secondo centro: Svadhisthana - “la speciale dimora di lei” - è il centro sessuale, il cui elemento è l’Acqua, ed è connesso con il secondo corpo o corpo delle energie vitali o bioenergie, corrisponde all’insieme di tutte le cellule e delle loro energie. Quando una persona è identificata su questo centro la sua unica necessità e scopo è il sesso, come erotismo e come relazione affettiva, desiderio incessante, insaziabile e frustrante basato sulla relazione interpersonale. L’energia psichica assume i connotati della libido freudiana o dell’energia orgonica reichiana. Il superamento di questo livello reintegra questa energia riportandola in connessione con gli aspetti più elevati dell’essere e trasformando la creati­vità biologica in creatività artistica, intellettuale e spirituale.

Terzo centro: Manipura - “la città dei gioielli splendenti” -  Il terzo centro è riferito alle emozioni, desideri e passioni, viene caratterizzato dall’elemento Fuoco. Esso é il luogo della “volontà di potere” adleriana. Qui nasce la spinta ad autoaffermarsi, a dominare, conquistare, manipolare gli altri ed il mondo. È il centro psico­fisico delle relazioni sociali e dei giudizi di valore, sia positivi che nega­tivi, verso gli altri e verso se stessi. Ad esso si associano Ira, tristezza, invidia, depressione, lan­guore, esaltazione, ferocia. La maggior parte delle persone blocca questo centro sentendosi assoggettato o impotente. Chi si identifica con esso diventa competitivo e dominato dalla sete di raggiungere i suoi scopi.

Questi primi tre chakra costituiscono i centri primari nei quali si svolge il dramma del mondo quotidiano. L’intero pianeta ristagna da millenni su questo livello evolutivo, insufficiente per le ben più elevate possibilità umane. L’insieme delle attività di questi tre centri porta ad una visione materiali­sta ed estroversa della vita, in cui ogni piacere è legato ad un raggiungimen­to esteriore. L’energia di questi tre centri è stata lungamente demonizzata ed associata a qualità diaboliche negative. L’unico vero ‘peccato’ è che questi tre centri inferiori siano separati dai quattro superiori. L’energia di ogni chakra è divina, creativa e lecita nel momento in cui viene utilizzata in modo globale e unitario, ossia in connessione con la consapevolezza e la saggezza che viene dagli altri centri.

Quarto centro: Anahata - il centro del cuore - è il centro dell’identità, del coraggio di essere se stessi, dell’amore impersonale e incondizionato, del senso di comunione e di unità con tutto ciò che ci circonda. Ogni mancato riconoscimento del proprio sé, ogni ostacolo alla nostra intima necessità di  amare ed essere amati porta ad un blocco del quarto chakra. Anahata letteralmente significa “non percosso”, poiché dal quarto centro si produce un suono interiore, un OM che investe l’intero corpo e che continua senza che vi sia sforzo. Om (AUM) è il suono seme, la vibrazione creativa dell’energia Shakti. Om è il "suono del silenzio”. Caratteristica di questo centro psichico è la coscienza che si risveglia dallo stato di coscienza sognante; entrambi gli stati, sognante e cosciente, sono legati al centro del cuore. L’apertura di Anahata corrisponde alla coscienza del proprio stato sognante e immaginativo, ossia la consapevolezza dell’inconscio, la coscienza di essere presenti anche nel sogno. Sogni, immagini, fantasie, simboli e miti sono parti di un linguaggio analogico e profondo che si apre alla coscienza con l’apertura del quarto centro.

Dal chakra del cuore parte l’inizio della grande trasformazione interiore, della “vita nuova”, la sua attivazione corrisponde ad un riorientamento di 180° delle proprie energie, dall’esteriorità all’interiorità, dal basso all’alto, dal superficiale al profondo. Il centro del cuore, che nelle persone comuni è rivolto verso i primi tre chakra, con l’autocoscienza derivata dalla medita­zione e dall’aspirazione al divino si rivolge verso i centri superiori. Il centro del cuore è splendente, irraggiante e grazie a questa luce coscien­te il ricercatore spirituale penetra le profondità del proprio essere alla ricerca di se stesso, dei suoi valori, portando luce nelle tenebre.

 

Quinto centro: Vishudda - “il purificato” - è il centro della gola, della verità e della creatività. Ogni forma di autoespressione prende origine da qui, ogni blocco alla naturale espressione di se stessi, in termini di manifestazione di sensazioni, senti­menti, emozioni o pensieri blocca il quinto centro. La spontaneità che nasce dall’armonia dei primi centri in equilibrio porta ad un corretto utilizzo di Vishudda. Quando è aperto, esso è il centro della beatitudine dell’essere: quando Kundalini sale a questo centro, scrive Ramakrishna, “il devoto vuole udir parlare solo di Dio”. Vishudda è “la porta verso la Grande Liberazione” scrive un testo tantrico, siamo a metà strada verso “l’altra sponda” della coscienza, a cavallo tra l’anima individuale evoluta e la più vasta, oceanica coscienza planetaria.

 Sesto centro: Ajna - “il loto del comando” - è il centro sulla fronte, il terzo occhio interiore che nasce dalla fusione delle due visioni separate degli occhi fisici. Il suo simbolo è un cerchio con ai lati due petali, in cui possiamo vedere ben rappresentati i due emisferi cerebrali che si uniscono. Sul piano più basso il sesto centro comanda l’intero corpo come di fatto fa la ghiandola ipofisi ad esso associata. È il "centro di comando" delle idee e delle emozioni, esso su un piano superiore diventa il centro in cui comprendiamo le logiche che comandano l’intera esistenza sui piani più sottili: le logiche del karma e delle reincarnazioni, delle prove che ci troviamo a superare, la visione degli spiriti senza corpo che sempre ci circondano e degli spiriti più vasti, gli Dei, che governano i destini dell’umanità.

L’espressione della coscienza a questo livello è data dal Sabeji o Savikalpa Samadhi, lo stato di meditazione profonda in cui sperimentiamo l’unione con la coscienza del tutto, dove per tempi lunghissimi non vi sono più pensieri, solo luce e coscienza espansa. È il centro ed il livello a cui giungono i grandi mistici di ogni religione, in cui si sperimentano stati di estasi e rivelazioni spirituali.

Settimo centro: Sahasrara - “loto dai mille petali” - è situato sulla sommità della testa ed apre la porta alla coscienza cosmica. Nel suo aspetto inferiore, attraverso la ghiandola epifisi, pone in comunicazione i cicli cosmici e planetari (giorno, notte, stagioni) con i ritmi biologici dell’essere umano. Nel suo livello superiore pone in relazione la coscienza individuale con quella cosmica. L’io si compenetra nel Tutto, “la goccia si scioglie nel fulgido oceano”.

 

I Nadi

Nella tradizione tantrica non ci sono canali energetici simili a quelli della tradizione cinese, tutto il corpo è visto come percorso da una miriade di canali energetici, i Nadi, che lo nutrono e lo connettono. E’ possibile che vi sia una perfetta sovrapposizione tra nadi e canali cinesi, ma che la tradizione tantrica non li abbia categorizzati e strutturati in quanto lavorando specificamente sui chakra profondi li considerava troppo superficiali.

 

Sushumna e Antakarana

Sushumna è il filo di luce dorata che attraversa il corpo dentro la spina dorsale, che connette i sette centri energetici, nella sua accezione più estesa questo filo d’orato ci connette con “il cielo”, con la spiritualità dei livelli più elevati, con la coscienza del sé superiore, con Dio o coscienza planetaria.

 

I corpi dell'essere umano

Nella concezione orientale esistono nell’essere umano vari corpi o dimensioni, che sono legati a differenti stati di coscienza. Esiste una vita inconsapevole ed esistono stati di coscienza ben più elevati che possono essere ottenuti solo attraverso un intenso desiderio di trascendenza e una pratica costante delle varie tecniche di meditazione. Maya, l’illusione spirituale,  è considerata come l’identificazione dell’Atman, ossia della coscienza, con i vari corpi: “io sono il mio fisico”, “io sono la mia mente”, ecc..

 

Il Vedanta riconosce cinque corpi o Kosha, che possono essere anche tradotti come involucri o guaine:

1)                         Annamayakosha o corpo fisico o “corpo-fatto-di-cibo”, ossia il corpo materiale.

2)                         Pranamayakosha o corpo di energia vitale, costituito dalla rete dei canali energetici e dai centri psichici o chakras.

3)                         Manomayakosha, o corpo mentale inferiore o istintuale, generatore dell’ego, che agisce secondo il principio di attrazione-repulsione ed è carico di impul­si atavici e razziali.

4)                         Vijnamayakosha, il corpo dell’intelletto o mente superiore (Buddhi).

5)                         Anandamayakosha, il corpo della beatitudine e dell’unità della coscienza prima di fondersi completamente nella coscienza del Tutto.

 

La tradizione buddhista considera l’essere umano composto di 5 skandha o “aggregati” che illusoriamente circondano la coscienza vuota:

1) Rupa-skandha è l’aggregato fisico e della coscienza del corpo, gli oggetti dei sensi e le loro conseguenze psicologiche.

2) Vedana-skandha è l’aggregato dei sentimenti derivanti dalle percezioni sensoriali e dalle emozioni viscerali (piacere e dolore, gioia e dispiacere).

3) Samjna-skandha è l’aggregato delle percezioni della mente discriminante, analitica, riflessiva, discorsiva e intuitiva.

4) Samkhara-skandha è l’aggregato delle forme mentali creatrici e volontarie che rappresentano il principio attivo della mente e il carattere.

5) Vijnana-skandha è l’aggregato della mente pura che coordina e combina tutte le attività precedenti e rappresenta la potenzialità della coscienza nella sua forma pura.

Skandha o kosha sono considerati non esistenti, essi sono Maya, illusione, ossia frutto dell’incapacità di essere uno con l’Atman-Brahman.

 

Le antiche medicine sacre

Tutte le tradizioni antiche utilizzavano il corpo energetico per curare e sviluppare la coscienza umana. Tutte erano al contempo sperimentali e spirituali. Quindi “gli uomini e le donne di medicina” che iniziarono le tradizioni di medicina sacra, in cui l’energetica, la psicosomatica e l’evoluzione spirituale erano inseparabilmente fuse in un unico corpus, erano illuminati, lama, santi. Gli esperti di medicina erano uomini e donne di conoscenza, persone che avevano fatto un enorme esperienza interiore attraverso varie tecniche, raggiungendo risultati profondissimi, vedendo l'animo umano, percependo il corpo energetico e riequilibrando la situazione.

Ci scusiamo per avervi presentato solo alcune delle moltissime tradizioni mediche e delle relative mappe; vorremmo, però menzionare alcune delle più interessanti tradizioni medico-spirituali, come quella dei Kahuna delle Hawaii, della Mongolia, delle varie tradizioni degli indiani nord e sud americani, dei Greci, Romani e dei Celti, delle altre tradizioni indotibetane, siberiani, nord giapponesi. Un’infinita saggezza quasi dimenticata.

   


 

LA MAPPA REICHIANA

 

Wilhelm Reich è stato il padre della psicosomatica occidentale. Questo capitolo, curato in collaborazione con l’amico Dott. Roberto Sassone, psicoterapeuta reichiano, fondatore e didatta della SIAR, Società Italiana di Analisi Reichiana di Roma, è un succinto contributo a questo grande scienziato e ricercatore che ha aperto la porta allo studio scientifico del “parallelismo psicofisico”, ossia di come la psiche e il soma sono connessi attraverso la dimensione energetica ed emozionale.

Wilhelm Reich, fu un brillante medico, tra i più considerati allievi di Freud, e membro della Società Internazionale di Psicoanalisi di Vienna. Reich si contrappose alla teoria della “pulsione di morte” di Freud come elemento innato ed istintivo sostenendo che la vera causa delle nevrosi e degli atteggiamenti distruttivi è il condizionamento basato sulla repressione della vitalità e della sessualità da parte della famiglia e della società. La sua critica all’educazione sesso-negativa e la sua propensione ad una visione dell’essere umano basato sull’amore, il lavoro e la conoscenza lo portarono ad essere uno degli ispiratori della rivoluzione studentesca e della rivoluzione sessuale degli anni sessanta-settanta.

Il simbolo di questa energia ascendente primaria e unitaria, completamente parallela all’energia Kundalini, che viene inibita o bloccata e si divide in due forze antitetiche opposte tra loro è alla base di ogni processo patologico psicosomatico. Questo semplice schema può esser applicato a tutte le divisioni interne amore-odio, desiderio-inibizione, fino alle forme più gravi in cui l’inibizione è così profonda da separare il corpo dalla mente (dicotomia psico-somatica).

 

La funzione dell’orgasmo

L’impostazione di Reich fu di forte impronta vitalista e lo portò a studiare e a fare ricerche scientifiche di grande spessore sull’energia vitale, da lui chiamata energia “orgonica” e, sulla natura del piacere. Sono famose le sue ricerche sulle basi della vita: i bioni (delle specie di precellule luminose che tendono ad aggregarsi e crescere) e dei bacilli T (T da Tanatos, la morte) che nascono da tessuti malati e privi di vitalità. Da queste scoperte derivò le sue analisi di laboratorio, che, attraverso l’analisi della vitalità del sangue o dei liquidi, permettono di comprendere quanto l’unità psicosomatica umana sia integra o frammentata. Reich, dopo le ricerche sull’energia orgonica e i bioni a Oslo; si trasferisce negli USA dove crea l’Orgone Istitute. Quì crea una forte scuola di terapisti e sviluppa una serie di apparecchiature: gli accumulatori orgonici, per facilitare la guarigione nei pazienti in cu l’energia vitale-sessuale era ormai troppo bassa o compromessa. Gli accumulatori orgonici diedero dei risultati sorprendenti ed inaspettati. Importantissime le ricerche sull’energia sessuale e sull’orgasmo, iniziate in Norvegia e proseguite negli Stati Uniti, che lo portarono ad una serie di scoperte fondamentali sul ruolo dei sistemi viventi, sulla genesi delle patologie e sulla loro risoluzione attraverso una differente consapevolezza di sé e della propria natura espansiva legata al piacere di vivere. Per la limpida spregiudicatezza di queste ricerche Reich venne espulso dalla Norvegia e venne perseguitato degli Stati Uniti fino alla sua incarcerazione e alla sua morte in carcere per attacco di cuore. La sentenza della corte sentenziò che Reich doveva essere incarcerato in quanto colpevole di aver sostenuto l’esistenza dell’energia orgoniche che “non esiste”. Il suo laboratorio venne distrutto dal governo americano e suoi libri vennero messi al bando in tutti gli USA. A pieno diritto possiamo considerare Wilhelm Reich un tantrico ante littram.

Dalla scuola di Reich si sono sviluppate numerosissime vie terapeutiche che hanno contagiato tutta la moderna concezione psicosomatica della crescita umana: dalla Bioenergetica di Lowen alla Core Energetic di Pierrakos, dalla Vegetoterapia di Federico Navarro a tutte le moderne terapie basate sulla crescita umana e sul decondizionamento.

 

Le basi della mappa reichiana

Tra le grandi scoperte di Reich ve ne sono alcune che desideriamo esporre in questo libro in quanto realmente fondamentali per una visione psicosomatica dell’essere umano.

 

·          Un'unica energia. L’intera esistenza è animata da un’energia vitale “orgonica “, che possiede le caratteristiche di intelligenza, sensibilità al dolore e al piacere, pulsazione e di ciclicità. Gli esseri viventi quindi posseggono delle comuni caratteristiche: auto-percezione (che si manifesta in dolore/contrazione o piacere espansione), auto-organizzazione (riparazione e crescita dei processi metabolici e biologici). L’essere umano è una manifestazione dell’energia orgonica cosmica.

·          Pulsazione: i due movimenti base dell’energia vitale sono l’espansione e la contrazione che si susseguono continuamente. Minore è la pulsazione, minore è la vitalità di un individuo. La pulsazione la si ritrova costantemente, con ritmi diversi, a partire dagli organismi monocellulari, fino alle galassie.

·          Il ciclo vitale. Il ciclo vitale segue un ritmo sinusoidale tipico in quattro fasi: carica-tensione-scarica-rilassamento. Questo ciclo è comune a tutti i sistemi viventi ed è espresso nella

·          L’universalità dell’angoscia/contrazione e piacere/espansione. Il dolore/tensione/contrazione e il piacere/rilassamento/espansione si manifestano così in modo simile sia nell’unicellulare (ad es. l’ameba), che nell’essere umano. Nell’essere umano vi è una fondamentale equivalenza tra angoscia/tensione/contrazione e l’attività del sistema nervoso simpatico, e tra il senso del piacere/rilassamento/espansione e l’attività del sistema nervoso parasimpatico (nervo Vago)

·          I blocchi psicosomatici. I blocchi della vitalità e della sessualità diventano così le basi dei blocchi energetici-emozionali che si manifestano nelle differenti patologie psicosomatiche, nell’essere umano, si manifestano su sette diaframmi, che sono equivalenti alle aree specifiche dei centri energetici della mappa logica-tantrica.

 

Segmenti o anelli del corpo umano

Reich, sulla base delle sue innumerevoli osservazioni psicosomatiche sui pazienti e sui loro blocchi, divise il corpo in sette segmenti. In ogni livello può essere bloccato qualsiasi tipo di emozione ed anche diversi strati di emozioni. Lavorando su un blocco muscolare può manifestarsi la rabbia e poi apparire la paura. Questo prospetto è orientativo e serve per dare un’idea d’insieme del modello reichiano. Nella tradizione reichiana i segmenti-livelli sono numerati dall’alto al basso, mentre in questa presentazione li numereremo in senso inverso per facilitare l’associazione tra questi e i sette livelli del modello olistico.

 

7) Livello degli occhi che comprende la fronte, le tempie e il capo e coinvolge i sensi della vista, dell’udito e dell’odorato. Negli occhi si accumula la paura del mondo, il sospetto e le ossessioni.

   E’ il livello della consapevolezza e dell’attenzione (vederci chiaro). I reichiani dicono che gli occhi rappresentano il grado di presenza nel contatto con se stessi e con il mondo. Ogni disturbo della vista (che non sia congenito) esprime un disturbo nella relazione. Il miope tiene il mondo lontano da sé, l’astigmatico è confuso, ha difficoltà a fare il punto della situazione, l’ipermetropre ha difficoltà a vedere se stesso e tende a vedere lontano, fuggendo dal qui ed ora.

   Ogni psicosi è collegata ad un blocco di questo primo livello. Ad esso sono associate le allucinazioni visive e auditive. Le psicosi si strutturano nella vita intrauterina e nei primi giorni di vita. Il blocco può essere iper o ipo. Gli atteggiamenti paranoici si manifestano con una forte carica negli occhi, occhi che sono irrigiditi nel controllare. Di contro ci sono gli occhi scarichi, vuoti, persi, come nel catatonico.

    Il primo livello entra in funzione fin dalla nascita è dà l’impronta di tutto lo sviluppo successivo. Cefalea, otiti, riniti e vertigini sono segnali ben precisi di un disturbo arcaico neonatale.

 

6) Livello della bocca che comprende le labbra, la mascella, la mandibola e l’occipite. In genere il segmento orale trattiene il desiderio di mordere o di succhiare. E’ immediatamente collegato al livello degli occhi.

    E’ il livello dei bisogni, inerente al rapporto con la madre (oralità, fame d’amore, “lo mangerei di baci”).

   Tutte le tematiche affettive sono collegate a questa fase perché la bocca, con le labbra e la lingua permette fin dall’inizio di prendere contatto con la realtà in termini di piacere, frustrazione, gratificazione, disgusto e rifiuto. Inoltre da qui hanno origine tutti i disturbi alimentari.

    C’è sempre un evidente collegamento tra sessualità orale e genitale (secondo e settimo livello), essendo la bocca una zona erogena fondamentale. La fame si può tramutare in fame di sesso, come avviene nei caratteri falliconarcisiti ed isterici. La depressione spesso nasce da un blocco di questo livello.

 

5) Livello del collo che comprende i muscoli profondi del collo, il platisma, gli sternocleidomastoidei, la gola, la nuca e l’attaccatura delle spalle. La corazza nel collo principalmente reprime il pianto.

    Il blocco del collo crea una separazione tra la testa ed il corpo, tra mente ed emozioni. Si privilegia l’aspetto sociale da quello esistenziale. Ad esso sono collegati l’orgoglio, la vanità e l’ambizione.

    E’ il livello della comunicazione e del narcisismo primario e secondario. (avere la gola secca o chiusa, andare a testa alta, piegare la testa, avere la testa sulle spalle). In esso troviamo i temi del complesso d’inferiorità e di superiorità, il complesso di Atlante (reggere il mondo sulle spalle), la necessità del controllo, l’incapacità di lasciarsi andare.

   Patologie legate a questo blocco sono le artrosi cervicali, il torcicollo e le disfunzioni della tiroidee, le laringiti, le faringiti, il senso di soffocamento, l’afonia e la difficoltà di gridare.

 

4) Livello del torace che comprende le spalle, le braccia, le mani e anche il cuore, i polmoni, le scapole e la colonna vertebrale inerente quella zona. Il blocco del torace, collegato al blocco del diaframma e quindi del respiro, è il modo più efficace per reprimere le emozioni. L’energia vitale non giunge alle mani e l’abbraccio è freddo; il cuore è imprigionato.

    E’ il livello dell’affettività e dell’identità (avere il cuore come una pietra, avere un peso sul cuore, essere di ampio respiro). Tutte le malattie cardiache e polmonari e l’asma bronchiale, sono collegate al blocco di questo livello. Quando si dice “io” la mano va spontaneamente verso il cuore. A questo livello si collega l’ambivalenza (amore-odio).

 

3) Livello del diaframma, motore della respirazione. Comprende le costole inferiori della decima, undicesima e dodicesima vertebra toracica, lo stomaco, il plesso solare, pancreas, fegato, cistifellea e il duodeno. La lordosi è il segno di una forte corazzatura. Trattiene una violenta e crudele collera.

    E’ il livello delle emozioni viscerali, ma anche della forza di realizzazione. (Sentire con la pancia, mi sta sullo stomaco).

   Il diaframma separa il cuore (emozioni nobili) dal ventre (emozioni ignobili)

    L’emozione fondamentale collegata al diaframma è l’ansia (mi si mozza il fiato). Vi si trova anche l’ostilità legata ad un’educazione colpevolizzante.

    Le patologie inerenti al blocco del diaframma sono le affezioni dell’apparato digestivo, le gastriti, l’ulcera.

 

2) Livello addominale comprende i muscoli larghi dell’addome, il retto, i muscoli del dorso, dell’ano e i reni. In questo livello c’è il tema del trattenere o del dissipare, dell’avarizia o dell’eccessiva prodigalità.

    Le patologie collegate sono le coliti, le emorroidi, le costipazioni, la diarrea, l’appendicite e la peritonite, l’insufficienza renale.

    La personalità dei soggetti che hanno questo blocco è ossessiva, legata alla pulizia ed alla fobia dello sporco. Anche la sessualità è considerata sporca.

 

1) Livello pelvico che comprende la pelvi, i genitali, l’utero, la vescica, i glutei, le gambe e i  piedi. Il blocco pelvico riduce la potenza sessuale in ogni sua manifestazione. In questo livello sono bloccate  principalmente emozioni di collera e di disprezzo e di angoscia (angoscia orgastica).

    E’ il livello degli impulsi sessuali e del rapporto con la terra e con le proprie radici (fallicità, stare con i piedi per terra, non avere radici)

    La patologia di questo livello comprende tutte le disfunzioni sessuali, le cistiti, le uretriti, le prostatiti, le cisti ovariche e le altre affezioni agli organi genitali, l’eiaculazione precoce, le vaginiti, la frigidità.

   Il tema psicologico fondamentale è la paura della castrazione.

 

 

Fasi dello sviluppo e genesi dei blocchi energetico-muscolari

 

Fase intrauterina: Questa fase condiziona in maniera determinante lo sviluppo dell’individuo e deve sempre più essere presa in considerazione nei trattamenti di psicologia integrale. Essendo una fase preverbale, non può essere analizzata ed è quindi accessibile tramite interventi sul corpo.

Fattori traumatici per il feto: 1) minaccia d’aborto, 2) depressione materna, 3) ansia materna, 4) psicosi materna, 5) traumi materni, 6) utero molto contratto, 7) blocco energetico al sesto e al settimo livello della madre.

Patologie conseguenti nell’adulto:

La minaccia d’aborto crea una predisposizione all’allarme, un senso di pericolo, una necessità di aggrapparsi. La stessa cosa avviene, se la madre ha subito uno shock.

La depressione materna predispone alla depressione e all’anoressia.

L’utero molto contratto predispone alla claustrofobia.

Il blocco al sesto e al settimo predispone alla rigidità ed a scarsa vitalità.

La psicosi materna predispone ad una confusione dell’identità ed a una scarsa definizione di sé.

Livelli reichiani interessati nell’adulto: 1, 2, 7

 

Concepimento: Questa fase determina le tematiche di separazione.

Fattori traumatici per il nascituro: 1) passaggio molto faticoso attraverso un utero stretto, 2) nascita col forcipe, 3)ritardo nella nascita, 4) cordone ombelicale intorno al collo, 5) parto cesareo, 6)parto in anestesia, 7)incubatrice.

Patologie conseguenti nell’adulto:

Senso di soffocamento, di insabbiamento, di claustrofobia per il punto 1 e 4.

Mal di testa per il punto 1

Emicrania per il punto 2

Sensazione di essere trattenuto per il punto 3

Sensazione di essere sbalzati fuori, vertigini, agorafobia per il punto 5

Difficoltà di contatto per il punto 6 e 7

Rapporti a distanza ed isolamento per il punto 7

Livelli reichiani interessati nell’adulto: 1, 2, 6, 7

                                        

Fase orale (allattamento): Questa fase determina le modalità affettive di base.

Fattori traumatici: 1) mancanza di allattamento o allattamento carente o irregolare, 2)mancanza di contatto con o della madre, 3) latte senza sostanza o latte cattivo, eccesso di allattamento, madre invasiva.

Patologie conseguenti nell’adulto: anoressia, bulimia, dipendenza affettiva, fame d’amore, bisogno di rassicurazione, alcoolismo, droghe, sigarette.

Livelli reichiani interessati: 7, 6, 4, 1

 

Fase anale o muscolare (controllo dello sfintere): In questa fase dice Lowen che il sistema muscolare del bambino in crescita viene sovvertito dalla sua naturale funzione del movimento alla funzione nevrotica del trattenere.

Fattori traumatici: Educazione coercitiva, forte inibizione al gioco e al movimento, genitore  minaccioso.

Patologie conseguenti nell’adulto: a causa della forte rigidità muscolare c’è la tendenza alle cardiopatie e a disturbi muscolari ed ossei, costipazione, emorroidi.

Livelli reichiani interessati: 3,4,5, (1 per il masochista)

 

Fase fallica (si entra nella tematica edipica): In questa fase entrano in gioco le pulsioni sessuali ed affettive rivolte al genitore di sesso opposto.

Fattori traumatici: genitore castrante o seduttivo.

Patologie conseguenti nell’adulto: disturbi nella sfera sessuale e genitale, per eccesso o per difetto.

Livelli reichiani interessati: 4, 3, 1.

 

I caratteri umani secondo Reich, Lowen e Pierrakos

I caratteri che presentiamo sono degli schemi esclusivamente orientativi che qui vengono caratterizzati in modo forte, ossia evidenziando le loro caratteristiche fino all’eccesso, come se quella persona ricoprisse quel carattere totalmente. Nella maggior parte dei casi che osserviamo nella realtà le caratteristiche di questi caratteri sono molto più sfumati, meno accentuati, e si trovano tracce di più caratteri contemporaneamente, con uno di essi che prevale.

 

Schizoide – La sua caratteristica principale è quella di mettere in dubbio il suo diritto di esistere, nega il suo corpo. Il suo movimento appare disarticolato e il corpo appare smembrato. Ha un controllo assoluto del corpo e della mente, una scarsa cura di sé, è trascurato. La sua attitudine fondamentale è la difficoltà di sentire se stesso in rapporto con la realtà materiale. Ha la tendenza a scindere le sensazioni e le emozioni. Sente il corpo come un oggetto. La testa non è ben attaccata al collo; spesso la tiene inclinata da un lato. Ha poche difese dell’io, possiede una spiccata sensibilità e ha bisogno di molto calore ed onestà da parte del terapeuta perché è in grado di coglierne le debolezze. Il corpo appare spezzato a livello del diaframma. Egli ha molta paura del piacere e tiene congelato il suo odio. Spesso ha una madre che lo ha rifiutato o odiato fin dalla gestazione.

 

Orale – Tutto è incentrato sul suo bisogno d’amore e sviluppa un forte narcisismo. Ha poca sensibilità per gli altri, essendo molto avvolto in se stesso. Fa continue richieste di rassicurazione, è dipendente, sente un vuoto interiore. Il suo oggetto d’amore deve soddisfare la sua fame atavica e deve essere continuamente presente. Nutre un bisogno di possederlo. Ha deboli pulsioni aggressive e la sua modalità può essere espressa dalla frase: “io non posso”. E’ facilmente portato alla depressione. Il quadro familiare tipico è una madre debole e succube che si aggrappa al figlio ed un padre collerico e castrante. Il legame con la madre è seduttivo, appiccicoso e invischiante. Odia il padre e disprezza la madre; di conseguenza può arrivare a disprezzare le donne. L’orale ha uno sterno depresso e le spalle curve e sollevate. Le gambe sono magre e sottili. Pretende che il mondo lo nutra, ha bisogno di approvazione, di attenzione. Si sente solo e deluso. Nei rapporti d’amore, se il partner si dimostra freddo e distaccato, sviluppa un immediato senso di allarme ed un’angoscia di perdita. Vive spesso nel mondo dei sogni e ha poco contatto con la realtà.

 

Masochista (il tollerante) - Sopporta tutto, è cocciuto e pieno di rabbia repressa. Si sente sempre sotto pressione e si fa carico di tutto e sopporta tutto. Il lamentarsi continuamente è una sua caratteristica fondamentale ma a volte sopporta in silenzio e con apparente insensibilità. E maldestro, autolesionista e tende ad umiliarsi. Per provare piacere ha bisogno di “spremersi” e contrae l’addome per ottenere la scarica emotiva. La sensazione che dà è che sia imprigionato in un pantano. Vorrebbe esplodere. La sua frase è: “io non voglio”. Ha l’ano e le natiche contratte ed una forte ostinazione a non cedere. Può soffrire di stitichezza. Tende a svalutare i suoi progressi in terapia e l’opera del terapeuta, mostrandosi però falsamente disponibile e gentile. Dietro quest’atteggiamento nasconde un grande disprezzo. Non riesce a fare oscillare il bacino che rimane attaccato alla schiena. Assomiglia ad un gorilla, è tozzo, col collo taurino e la schiena arrotondata, gli arti muscolosi. Ha una madre soffocante ed oppressiva, spesso molto ansiosa, ma apparentemente sollecita e protettiva. Viene educato ad una rigida igiene personale. E’ il “bravo ragazzo” della mamma.

 

Passivo-femminile. Ha una voce dolce, è esageratamente gentile e servile, è mellifluo, con un corpo un po’ molliccio, con un viso paffutello, con un’aria da bambinone mai cresciuto. Si scusa continuamente ed è cerimonioso. Manifesta nei confronti del terapeuta un transfert eccessivamente positivo, è adulante, ma non bisogna credergli. In realtà non partecipa ed ha molta ostilita verso la figura maschile che sente superiore e dominante. Teme la castrazione ed ha un’omosessualità rimossa. Ha un conflitto con un padre autoritario di cui è succube. Ha la tendenza al voyerismo ed è molto interessato al seno della donna, mentre ne teme i genitali. Ha il torace gonfio e i fianchi stretti e compressi, le gambe magre con muscoli spastici. Tutta la sua energia è soffocata in alto, come un palloncino pieno. Non ha grounding.

 

Psicopatico (sfidante). – Dominante, tendenzialmente autoritario, molto mentale, a volte con tendenze paranoiche, vuole assoggettare gli altri, è intransigente, integralista, a volte mistico. Seduce con le parole. Solo lui è in possesso della verità e ritiene di avere sempre ragione. Facilmente irascibile, ama il potere per il potere e si sente superiore a tutti. Critica gli atteggiamenti degli altri ed è pieno di disprezzo. Crede di avere una venerazione per la madre che in realtà disprezza ed ha un padre molto autoritario, anaffettivo e poco presente. La madre è una donna spesso sciatta e succube, una brava donna senza sessualità. E’ molto rigido e presuntuoso, incapace di ascoltare altri punti di vista. E’ nemico delle manifestazioni spontanee e amante delle regole…le sue! Il suo cuore è spesso molto chiuso, tranne improvvisi momenti di commozione che subito rinnega.

 

Fallico-narcisista (rigido) – Profondamente narcisista, incentrato su di sé, intelligente, con una forte volontà, tende ad assumere il potere. Sessualmente vigoroso, trae poco piacere dalle sue prestazioni erotiche e non sa abbandonarsi. Si presenta sicuro di sé, arrogante ed aggressivo. Ha il viso marcatamente maschile e duro. Ha la caratteristica espressione da “macho”. Ha un’estrema difficoltà a piangere e ad abbandonarsi a sentimenti di tenerezza. Egli afferra le occasioni. La sua frase è: “Io voglio”. Si vanta delle sue conquiste, del numero e della durata delle sue prestazioni sessuali. Cerca di contenere e ritardare l’eiaculazione, di mantenere a lungo l’erezione, ma a volte soffre di eiaculazione precoce. Ha un conflitto con il padre, ma si identifica con esso, pur se lo considera un nemico. Ha paura di perdere la madre e teme inconsciamente di essere punito per la sua attività sessuale.

 

Isterico (seduttivo) – Esprime emozioni forti ed ha sbalzi d’umore, manda messaggi sessuali di disponibilità e poi fugge. Chiude rapidamente ed improvvisamente le emozioni del cuore. Teme l’intimità. Seduce sessualmente. E’ un carattere prevalentemente femminile. E’ spesso una donna che non passa inosservata, che cammina ondeggiando, con uno sguardo profondo e promettente. Emana sempre qualcosa di sensuale anche nei rapporti normali. E’ teatrale, caotica, istrionica. Ha una fissazione incestuosa con il padre. Vive la sessualità in maniera angosciosa, anche se apparentemente sembra disinibita. Spesso non riesce ad avere l’orgasmo. Offre i suoi genitali ma non il suo cuore. Ha offerto il suo amore al padre, ma è stata rifiutata in maniera ambivalente. Si innamora del suo analista che diventa una figura ideale. Guai a cadere nel suo tranello seduttivo. Il suo bacino è flessuoso, ma il torace è rigido. Ha paura di cedere all’amore e si difende con il sesso da questa emozione.

 


 

LA MAPPA CRANIOSACRALE

 

IL SISTEMA CRANIO-SACRALE

 

Il sistema cranio-sacrale (SCS) è un sistema fisiologico la cui formazione inizia nell’utero materno. Da un punto di vista meccanico può essere visto come un sistema idraulico semichiuso, contenuto in una membrana resistente ed impermeabile, la DURA MADRE, che avvolge il cervello ed il midollo spinale. Questo sistema è addetto alla produzione, circolazione e riassorbimento del liquido cerebrospinale (LCS). Questo liquido viene prodotto all’interno del SCS e forma l’ambiente fisiologico in cui il cervello e l’intero sistema nervoso si sviluppa, vive e funziona. La produzione ed il riassorbimento del LCS causano un ritmico aumento e diminuzione di pressione del liquido all’interno del sistema CS. Questa pressione si trasmette ai confini del sistema modellandolo. I confini sono rappresentati dalle meningi, il cui strato più esterno è appunto la dura madre. Essendo le meningi inserite in svariati punti della scatola cranica, la pressione esercitata si trasferisce fino alle ossa craniche, inducendo un sottile movimento ritmico che possiamo percepire attraverso le nostre mani.

Se per qualche motivo il SCS non si trova in equilibrio, i primi organi a soffrirne sono l’encefalo e il midollo spinale, e di conseguenza lo squilibrio si trasmetterà a tutto il corpo, sotto forma di disfunzioni e malattie.


Si definisce “cranio-sacrale” perché include tutte le ossa del cranio (capo, faccia e bocca) e si estende lungo la colonna vertebrale fino al sacro. Attraverso il sistema fasciale, un insieme sottile e continuo di tessuto connettivo, dotato di un certo grado di scorrimento, il ritmo CS si espande poi a tutto il corpo. L’intero corpo effettua quindi un movimento ritmico in risposta all’attività del SCS.

 

Il SCS è un sistema fisiologico dove il Sistema Nervoso si sviluppa, si nutre e funziona per tutta la vita. Fanno parte di questo sistema:

l  le cavità ventricolari cerebrali

l  il liquido cefalo-rachidiano o cerebro-spinale

l  le membrane meningee craniche e spinali

l  le ossa craniche

l  il complesso sacro-coccigeo

 

Connesso in modo molto intimi al S.C.S. abbiamo:

l  il sistema dei seni venosi cerebrali

l  il sistema dei tessuti connettivi extra-cranici, le fasce

 

Inoltre il S.C.S è influenzato e quindi influenza con le sue profonde relazioni:

l  il S.N.

l  il sistema muscolo scheletrico

l  il sistema vascolare

l  il sistema linfatico

l  il sistema endocrino

l  il sistema cardio-respiratorio

 

 

IL SISTEMA VENTRICOLARE

 

I VENTRICOLI sono delle cavità interconnesse tra loro posizionate all’interno del cervello, piene di liquido cerebrospinale (LCS). La maggior parte del LCS viene prodotta nei ventricoli laterali, e quantità minori nel 3° e 4° ventricolo.  Nella visione CS il LCS trasporta le capacità intrinseche di auto-guarigione del corpo.

 

Il 1° e il 2° ventricolo sono posizionati lateralmente, ciascuno all’interno di un emisfero cerebrale. A livello mediano sottostante, troviamo il 3° ventricolo, con un aspetto a ciambella, che collega i 2 superiori attraverso i forami di Monro. Ancora sotto troviamo il 4° ventricolo che si collega con il superiore attraverso l’acquedotto del Silvio. Ai lati e posteriore al 4° ventricolo troviamo i forami di Luschka e Magendie e che sono la via di uscita del liquido dall’ambito ventricolare.

 

 

 

 

 

 


 

Il LIQUIDO CEFALO-RACHIDIANO o FLUIDO CEREBRO SPINALE  ha funzione di protezione, nutrimento e drenaggio di tutto il SNC, circondandolo e viaggiando anche attraverso i nervi periferici. Viene prodotto principalmente per filtrazione nei plessi corioidei all’interno dei ventricoli laterali del cervello, avvolge cervello e midollo spinale, passa tra le meningi (membrane che coprono il cervello) ed è riassorbito nelle vene, che riportano il liquido al cuore. Ne vengono prodotti circa 700 ml al giorno e 350 ml vengono riassorbiti dai villi aracnoidali, delle strutture meningee specializzate che si trovano nel seno venoso sagittale superiore.

Il LCS è continuamente secreto e riassorbito, in sintonia con il movimento delle pelvi e della colonna vertebrale.

Le caratteristiche del LCS riguardano la quiete meditativa, la centratura e l’espansione. Ha qualità di non sforzo, leggerezza, quiete nell’attività, consapevolezza, spazio illimitato, sospensione tra la terra e il cielo.

 

LE MENINGI

 

Le membrane meningee sono 3:

La dura madre è la più esterna. E’ un tessuto connettivo inestensibile, con la sua parte esterna, le fibre periostali, aderisce perfettamente alla parte interna delle ossa craniche. In alcuni punti si sdoppia e forma dei setti: in senso verticale la falce del cervello e del cervelletto e in senso orizzontale il tentorio del cervelletto. I seni venosi cerebrali si formano da questi sdoppiamenti. Hanno la funzione di drenare il sangue dell’encefalo dirigendolo verso il cuore e di riassorbire una parte del liquido cefalo-rachideo, che circola nello spazio dell’aracnoide, attraverso delle strutture dette granulazioni o villi aracnoidei. Si prolunga dal foro occipitale fino al sacro, formando il tubo durale che si fissa su S2.

Andando verso l’interno troviamo lo spazio sub-durale dell’aracnoide, che ha una struttura a ragnatela, ed è sottile, molto delicato e vascolarizzato. Poi troviamo lo spazio sub-aracnoideo a contatto con la pia madre. Nello spazio sub-aracnoideo circola il liquido cefalo-rachidiano.

La pia madre è la terza membrana, la più interna, e segue tutte le circonvoluzioni cerebrali e del midollo. Garantisce l’apporto sanguigno, è molto vascolarizzata e delicatissima.

Le abbiamo divise ma formano un sistema unico che con la sua capacità di scorrimento permette alla colonna vertebrale di non interferire sul midollo spinale pur muovendosi nello spazio.

 
 

 

 

 

MIDOLLO SPINALE e TUBO DURALE

 

Il midollo spinale costituisce una lunga appendice dell’encefalo che occupa gran parte del canale vertebrale, da cui è protetto. Nell’adulto è lungo circa 45 cm e spesso circa 1 cm. Si stende dal grande forame occipitale fino all’altezza della 2° vertebra lombare.

Lungo il suo decorso il midollo presenta 2 rigonfiamenti fusati:

All’altezza della 2° VL il midollo termina con un’estremità a forma di cono, il cono midollare, da cui si diparte il filum terminalis, un esile filamento fibroso, che scende verso il basso fino alla 1° V coccigea.

 

Il midollo presenta sul davanti una profonda in solcatura mediana e posteriormente un solco meno profondo.

Ha una importante funzione di distribuzione delle informazioni, connettendo il sistema nervoso centrale (cervello e midollo) con il sistema periferico (nervi).

Dal midollo si dipartono 31 paia di nervi spinali, uniti al midollo tramite radicole nervose anteriori e posteriori:

Ognuno di essi dipende dalla funzione globale del midollo. Anche i nervi del cervello ricevono feedback dai nervi del midollo.

Il midollo spinale trasporta messaggi verso l’alto e verso il basso. Se un eccesso di informazioni, cioè di impulsi, si accalca su uno stesso segmento del midollo spinale, si formano i cosiddetti segmenti facilitati. Da queste zone viene prodotto un eccesso di impulsi verso i muscoli da esse innervati, creando tensione e spasmi in tutto il gruppo di muscoli.

Il midollo spinale é definito “il nucleo profondo”, “l’anima”, del corpo.

“Il midollo spinale scorre , come un fiume di vita, lungo tutta la colonna vertebrale e ci fa partecipi di una gioia universale. Colpisce il fatto che il midollo spinale scenda dalla testa, ove irradia nella “corona raggiante”, fino al coccige, ma ciò durante i primi tre mesi della vita fetale soltanto; a questo stadio, dilatandosi il canale midollare, risale fino alla seconda vertebra lombare dove pone il suo limite definitivo. Questo fiume di vita ha dunque depositato come una memoria  alla base  della colonna vertebrale, un “segreto” che darebbe nome al “sacro”, alle prima vertebre “sacrali” al fondamento dell’essere; (…). Il midollo spinale si genera dalla “matrice del cranio” avvolto dalla “dura madre” e dalla “pia madre”, ci indica con questi termini la propria funzione di matrice; come in un segreto sponsale tra l’acqua e il fuoco, il midollo è primizia delle “acque in alto”, l’inconoscibile mondo divino cui l’uomo è comunque invitato a partecipare nell’insondabile mistero delle nozze.”

da Annick de Souzenelle

 

 

Il tubo durale, è una continuazione della dura che avvolge il cervello. E’ costituito dalle 3 meningi, dura, aracnoide e pia madre. Inizia al forame magno dell’occipite, dove la dura forma un robusto anello fibroso che circonda e si inserisce al forame magno, da cui si diparte un tubo che in alto è attaccato alla faccia posteriore dei corpi di C2 e C3, poi scorre libero per tutta la lunghezza del canale vertebrale e infine si inserisce posteriormente alla superficie anteriore dell’arco posteriore di S2, per poi continuarsi nel periostio che riveste il sacro ed il coccige, una volta uscito dallo iato inferiore del sacro. Connette direttamente l’osso occipitale con il sacro, che di conseguenza operano in sintonia. Questo consente i movimenti di scorrimento del tubo durale nella colonna sia per i movimenti involontari, tipo il movimento CS, che nei movimenti volontari della colonna.

In questo tubo si trovano il midollo spinale e la porzione iniziale dei nervi spinali. Quando i nervi spinali escono dal tubo durale sono ricoperti da un manicotto meningeo, che termina perdendosi nella fascia prevertebrale, permet-tendo una continuità con le fasce del corpo. Fra il rivestimento durale e i tessuti connettivi esterni vi è un tessuto adiposo che lubrifica e permette lo scorrimento del canale durale.

Per imparare il sistema cranio-sacrale, bisogna guardare alle singole parti che lo formano, senza dimenticare che questo sistema è un insieme integrato. Quando guardiamo al sistema delle membrane teniamo presente che è un sistema di membrane a tensione reciproca.

In condizioni normali, a riposo, l’anatomia funzionale del tubo durale fa si che l’occipite ed il sacro si muovono nella stessa maniera. Questo succede grazie al libero movimento del tubo durale all’interno del canale vertebrale. Quando vi è restrizione nella libertà di movimento del tubo durale, per qualsiasi motivo, si ha una ridotta funzionalità del sistema o disfunzioni. Dal momento che il tubo durale unisce direttamente sacro e occipite, disfunzioni su una parte si riflettono automaticamente sull’altra.

 

Il movimento del Respiro Primario si esprime lungo il tubo durale:

  1. nella fase di flessione - rotazione esterna (inspirazione del Respiro Primario), il tubo tende a salire verso l’alto, mentre il midollo si accorcia leggermente.

  2. nella fase di estensione – rotazione interna (espirazione del Respiro Primario), il tubo tende a scendere verso il basso, mentre il midollo si allunga.

 


I MOVIMENTI CRANIO-SACRALE

 

Sutherland dedicò tutta la sua vita allo studio e alla pratica dell'ascolto dei movimenti C.S. e delle loro implicazioni nella salute. Negli ultimi anni della sua vita arrivò alla conclusione che la forza che guida questi movimenti ha una sua intelligenza e sa di cosa il sistema ha bisogno, per cui non è l'operatore che deve intervenire, ma è questa forza che da sola è capace di guidare il processo di auto-equilibrio del sistema corpo-mente-spirito. Sutherland definì questa forza il Respiro della Vita. Tramite la sua esperta percezione si rese conto che questa forza, o Potenza, permea tutte le cellule del corpo, quindi tutti i tessuti, tutti gli organi, mantenendo l'ordine necessario al funzionamento dell'intero sistema.

Ciò che viene definito Respiro della Vita guida la formazione dell'essere umano, e incarnandosi nella fisiologia, si esprime attraverso 3 movimenti distinti (dal più lento al più veloce): la Marea Lunga, la Mara Media e l'impulso ritmico craniale o ritmo CS. Ognuno avviene contemporaneamente a livelli diversi.

I riferimenti ci arrivano dall'embriologia e in particolare dal lavoro dell'embriologo tedesco Erich Blechschmidt, che per primo ha riconosciuto l'importanza di forze in atto al momento del concepimento e dello sviluppo embrionale, forze che sono epigenetiche, cioè che precedono l'influsso dei geni, e che ha definito biodinamiche, per distinguerle da quelle biomeccaniche normalmente osservate e studiate nell'embriologia e nell'anatomia tradizionale.

Blechschmidt ha riconosciuto l'influenza di queste forze e ha osservato i movimenti che le guidano.

Si parte quindi da una forza presente in natura, con un ritmo molto lento (ML), presente nel campo in cui avviene il concepimento, l'unione tra la cellula uovo e la cellula spermatozoo.  All'inizio dello sviluppo embrionale, questo ritmo lento che permea il campo in cui la Vita avviene, ha una prima fase di trasmutazione nel momento in cui il campo energetico comincia a vibrare molto più velocemente per poter permettere lo sviluppo della materia: da questa prima trasmutazione questo ritmo si velocizza mentre si incarna nella materia e ne permette la formazione.  E' un ritmo (MM) che a questo livello appartiene alla massa prevalentemente liquida e gelatinosa di cui è fatto il pre-embrione: è un campo unificato che esprime questo 2° ritmo. Man mano che la fisiologia si sviluppa, che l'anatomia inizia a strutturarsi in una forma sempre più densa, più materiale, questo ritmo ulteriormente si trasmuta e si velocizza, incarnandosi nella fisiologia: il ritmo che noi chiamiamo CS.

Quindi abbiamo dei ritmi concentrici, strettamente interrelati tra loro.

Abbiamo la ML a un livello più transpersonale: ha un ritmo costante, che avviene oltre il corpo fisico e non gli “appartiene”, ma lo avvolge.

Abbiamo la MM a un livello sottostante l'individuo, con un ritmo un pò più variabile, è un ritmo globale, sottostante la struttura più fisica, è un campo energetico che appartiente alla globalità dell'essere che lo esprime. Essendo l'incarnazione a livello primordiale della ML, porta con se le informazioni che permettono alla vita di emergere in un'entità, informazioni necessarie al mantenimento della Salute.

Abbiamo il RCS a un livello più fisico, con un ritmo molto variabile, espresso dalla mobilità della fisiologia e dell'anatomia. Si è formato sotto la guida della MM, ma è più soggetto agli influssi quotidiani. Siamo al livello della personalità.

 

La Marea Lunga è un movimento comune a tutta la vita che conosciamo. Ha un ritmo lento, con una fase di espansione di circa 50 secondi e di altrettanti per la fase di contrazione. Studiando il protoplasma, la forma di vita più elementare, già negli anni 50 il Dr. Seifriz aveva rilevato questo movimento. Altre evidenze ci arrivano dagli studi del naturalista austriaco Viktor Schauberger, che ha passato tanti anni a studiare la natura, passando ore ed ore in semplice ascolto della natura, e che aveva percepito questo ritmo come un respiro che si percepiva nel semplice ascolto della natura tutta e che aveva definito “movimento originario”.

La ML viene quindi fatta coincidere con ciò che Sutherland per primo definì il Respiro della Vita o Respirazione Primaria.

Nelle parole di Sutherland, è un ritmo che trasporta l'Intelligenza della Vita, una conoscenza più profonda della nostra intelligenza umana, una conoscenza che contiene i principi di ordine e di salute originari. E' la ML che stabilisce la matrice dello sviluppo embrionale, da cui l'organismo si sviluppa e si manifesta.

Ha una qualità energetica, come un vento che attraversa il corpo, e che è quindi percepibile sia dentro che fuori dal corpo, non solo del paziente ma contemporaneamente anche nel nostro. Và oltre i confini fisici del corpo, quindi  è dentro di noi ma anche attorno a noi. E' il vettore della matrice che organizza la vita. Porta le informazioni di ordine e Salute.

Nel momento in cui la ML si esprime in modo percettibile nel corpo, cambia l'attività fisiologica a livello cellulare: possiamo letteralmente percepire le cellule e i tessuti tornare a un equilibrio originario.

 

Questa prima trasmutazione è ciò che definiamo Marea Media MM e guida la motilità intrinseca di tutto il corpo. Motilità si riferisce a un senso di respiro interno. Il termine mobilità invece lo usiamo per definire il movimento che avviene nella relazione fra una struttura e un'altra.

La frequenza della MM è di circa 2 cicli e mezzo al minuto, quindi circa 12 secondi di espansione e ugualmente di contrazione, ma può variare da circa 1 a 3 cicli al minuto. La sua potenza deriva direttamente dalla potenza del RdV, ridotta in modo tale che possa efficacemente essere usata dall'organismo. La sua espressione libera permette lo stato di Salute.

 

Durante lo sviluppo embrionale, man mano che la fisiologia si forma e si organizza, la potenza del RdV si trasmuta ulteriormente per supportare la più densa forma fisica. Il suo ritmo diventa ancora più veloce, ed è quello che chiamiamo Ritmo CS o impulso ritmico craniale. Questa marea è l'espressione della parte più fisica, è meno stabile delle altre perchè più influenzata dallo stato del momento, ed è l'incarnazione più fisiologica del RdV.

Il ritmo CS esprime ritmicamente l’attività di un sistema idraulico semi-chiuso, funzionalmente connesso a tutti gli altri sistemi del corpo. La membrana durale è il confine fisico di questo sistema, che avvolge il SNC e delimita lo spazio dove circola il liquido cefalo-rachidiano. Le ossa del cranio diventano per noi un ispessimento di questa membrana, che noi usiamo per palpare e come maniglie per trattare. Un sistema idraulico risponde alle leggi della meccanica dei liquidi e cioè: i liquidi sono incomprimibili e distribuiscono equamente e uniformemente le pressioni che vengono esercitate sul sistema. Questo ritmo è palpabile dovunque sul corpo, anche se inizialmente è più facile sentirlo sul cranio.

Questo ritmo è espresso da tutte le ossa, tutte le membrane, tutti i fluidi e tutti gli organi del corpo.

La sua frequenza normale è tra 6 e 12 cicli al minuto.

 

Possiamo individuare 5 aspetti che contribuiscono al meccanismo respiratorio primario:

 

Anche se li distinguiamo per comodità, non dobbiamo mai dimenticare che sono aspetti di un TUTTO UNICO.

 


 

LA MAPPA NEUROPSICHICA

 

 

In ogni parte del corpo c'è una certa misura di pensiero cosciente. Ippocrate

 

Proviamo ora, alla luce di quanto già esposto, a riformulare la funzione globale del cervello. Il cervello è un sistema estremamente complesso che rappresenta neurofisiologicamente la complessità informatica delle funzioni vitali e della coscienza globale.

 

L'albero della coscienza

Per creare la mappa unitaria dobbiamo riunire le informazioni che abbiamo anticipato nel capitolo sulle basi di neuropsicologia , codificandole secondo lo schema dell’albero: uno dei simboli più significativi e archetipici dell’essere umano, utilizzato sin dal paleolitico e dal neolitico. Esso rappresenta l’unità vivente che connette la Terra e il Cielo, la dimensione fisica e quella celeste, così come il maschile e il femminile. Le antiche raffigurazioni dell’albero sacro avevano infatti ai lati due Dei o due figure, una maschile e una femminile. Spesso era raffigurato anche un serpente, nell’atto di salire a spirale sul tronco, che costituisce il simbolo delle energie vitali che ascendono da una dimensione materiale-sessuale ad una dimensione sempre più elevata.

E’ suggestivo considerare l’albero del sistema nervoso umano come una stratificazione di informazio­ni. Le memorie più arcaiche e primitive rappresentano le radici, che si perdono nella preistoria della vita, il "tronco" è la colonna vertebrale in cui pulsa il cuore dell’essere, e la sommità in cui si sviluppano le parti più mature ed evolute: i “frutti della coscienza”, rappresentati dai due emisferi e dalle potenzialità interiori della neocorteccia. E’ rilevante notare che, come nell’antico mito, l’unità della coscienza si manifesta nell’equilibrio tra i due emisferi maschile-razionale e femminile-intuitiva. L’analogia che lega l’essere umano all’archetipo dell’albero e al serpente (l’energia vitale ascendente, la Kundalini) diventa ancora più evidente considerando che nella tradizione tantrica – yogica il primo chakra, il più inconscio, alla base della colonna vertebrale, si chiama Muladhara, “radice che sorregge”, mentre l’ultimo chakra, il più spirituale, sulla sommità del capo, si chiama Sahasrara, “loto dai mille petali”. I simboli dell'albero e del serpente sono rappresentati nel modello Cyber7 dall'asse centrale e dall'energia che vi scorre intorno a spirale, che connettono il polo sud/terrestre con il polo nord/celeste.

 

Il nostro sistema nervoso, verticalizzato rispetto a quelli della maggior parte degli animali, riflette la struttura dell’albero, e contiene, stratificate dal basso verso l’alto, tutte le esperienze degli esseri viventi sulla terra, noi possediamo al nostro interno la memoria di tutta la vita, l'enciclopedia neuropsichica della vita sulla terra. Questa struttura neurologica, che noi chiamiamo sistema nervoso, contiene conoscenze, memorie, comprensioni,  intelligenze stratificate sull’asse evolutivo. Dalle zone più alte ed evolute della neocorteccia, sede della coscienza personale, alle zone sottocortiali, sede dell’inconscio individuale, nelle zone più basse e inconscie che regolano gli eventi istintivi – fisiologici automatici fino alle zone più profonde, sede dell’inconscio collettivo che riguarda gli eventi e le informazioni della nostra razza, e delle razze che ci hanno preceduto nell’evoluzione della vita terrestre.

 

Nello sviluppo fetale, dal “tronco” nervoso, chiamato “tubo neurale”, si dipartono fasci di fibre nervose, i nervi periferici, che si estendono come radici lungo le gambe fino a terra. Ai lati si allarga­no altri nervi che, come rami, innervano gli organi e si estendono lungo le braccia fino alle mani, mentre in alto l’asse neurale si espande in tre vesci­cole che formeranno le tre parti del cervello.

L’asse del midollo spinale, come un tronco, riceve nutrimento (informazioni) dalle radici dei nervi periferici e li convoglia verso i centri superiori del cervello, complessa struttura diret­tamente aperta verso il cielo, tramite i canali degli organi di senso. Il cervello, come un frutto dell’intelligenza creativa della natura, nei millenni è andato via via maturandosi ed espandendosi. Benché la struttura ad albero del sistema nervoso sia fondamentalmente identica sin dalle più primitive forme organiche multicellulari, come le planarie, la sua complessità aumenta in maniera proporzionale al livello di evoluzione raggiunta, fino alla massima espansione nella corteccia cerebrale dell’essere umano. I miti tuttavia ci insegnano che la completa maturazione psicofisica delle potenzialità cere­brali non è automatica, ma richiede una saggia e consa­pevole trasformazione interiore. Le due polarità, conscio - inconscio e maschi­le - femminile devono ritrovare una loro unità.

l’esperienza di innumerevoli esseri viventi ha strutturato, livello sopra livello, con sempre maggiore complessità. Il nostro sistema nervoso è suddiviso in quattro parti: l’asse cerebrospinale e i tre cervelli di cui il più antico viene chiamato rettile, il secondo mammifero e il terzo umano.

L'asse cerebrospinale ha dentro tutte le informazioni dei cordati, i più piccoli esseri multicellulari, che, ad esempio, ci “dicono” istintivamente - quando ti pugni - di sottratti allo stimolo del dolore tirando via la mano, senza pensarci, come se “il corpo” lo sapesse già. Il cervello rettile - il serpente dentro di noi - è la sede della forza vitale, in esso sono iscritti i codici della sopravvivenza, degli istinti biologici, della capacità di mantenere l’equilibrio biofisico nel corpo (omeostasi) e i comportamenti archetipici e inconsci. Il cervello mammifero gestisce le emozioni e gli affetti. Il cervello umano invece si differenzia in due lobi, uno femminile-intuitivo e l’altro maschile-razionale, che ben riflettono le polarità luna-sole o Dio Padre-Dea Madre della tradizione antica. Dal loro equilibrio e dall’integrazione di queste due emi-sfere “umane” ed il sottostante strato “mammifero” e “rettile”, abbiamo la grande trasformazione interiore e la rinascita su un piano di coscienza e visione olistica superiore. Questa integrazione porta a far sbocciare il fiore della consapevolezza e quindi a maturare i frutti sacri dell’albero della coscienza: la conoscenza globale, il bene e il male, e la vita eterna, intesa come percezione dell’essenza di ogni cosa che non muore mai. I dati sperimentali sugli stati di coscienza profonda sosten­gono con evidenza questa interpretazione simbolica. La psiconeuroendocrinoloimmunologia scopre poi la controparte anatomica dei sette chakra: le sette ghiandole endocrine e i plessi nervosi.

I metameri

Essenzialmente il nostro cervello si struttura attraverso un processo di evoluzione di miliardi di anni e nel nostro cervello sono profondamente inscritte tutte le informazioni essenziali, che sono il frutto della esperienza accumulata da tutti gli esseri viventi e che gli esseri viventi hanno trasmesso ai loro figli, ed ai figli dei loro figli dalla prima cellula vivente che nel nostro essere è la prima cellula embrionaria, da li in poi noi sviluppiamo gli stessi stadi.

L’evoluzione del sistema nervoso in certe fasi evolutive è uguale per molte differenti generi di animali. Quando nasciamo siamo unicellulari, poi cordati, poi anifibi, rettili, mammiferi, primati e infine uomini primitivi. Il bambino è un primitivo, lavora molto con la parte bassa del cervello: è istintivo, poi pian piano cresce e ripercorre, durante il percorso evolutivo infantile, tutte le epoche della storia umana.

Il nostro cervello è differenziabile in quatto parti psicosomatiche caratterizzate da differente complessità evolutiva-cognitiva: 1) la spina dorsale, 2) il cervello rettile , 3) il cervello mammifero, 4) il cervello umano.

(lavoro con la kundalini sulla percezione della colonnaa spinale), che ereditiamo dai cordati, che sono i primi multicellulari, cioè la categoria dalla quale partono tutte le successive evoluzioni.  cioè polo cefalico, testa, e coda. La testa si gonfia, ed è presente solo negli animali, non c’è nei vegetali, è tutta l’informazione, tutte le energie tutte le sensazioni le esperienze delle cellule, che vengono trasmesse al sistema nervoso e dal sistema nervoso raggiungono un punto in cui vengono tutte sincronizzate.

 

L’asse nervoso e la centralità dell’io

Le funzione essenziale dell’animale è di avere un cervello che possiede l’unità della consapevolezza e centralizza tutte le informazioni, altrimenti il sistema si muoverebbe troppo lentamente come un vegetale. Per muoversi rapidamente deve avere un centro di coscienza, un io, un self, e questo self deve avere tutte le informazioni, deve dirigere, come il capitano di una nave, questo capitano noi lo abbiamo chiamato Cyber, dalla radice Kubernetes, colui che dirige, da cui viene cibernetica, l’arte di dirigere, governare le informazioni.

Kubernetes in greco deriva dal sanscrito Kubera, il timone, termine utilizzato per indicare l’asse centrale che è dentro di noi, che di dà la volontà di agire come esseri liberi e che ci crea la consapevolezza della nostra integrità.

L’asse serve per riunire le informazioni sensoriali, cioè del corpo e manda le informazioni al centro del cervello dove situiamo la coscienza centrale del sistema, noi abbiamo la rappresentazione della totalità e il senso dell’identità: l’IO, io sono tutto questo, tutte le mie parti del corpo, tutte le sensazioni, tutte le emozioni, tutte le memorie; ma il centro non è né il corpo né le emozioni, né le sensazioni, né le memorie, il centro è la coscienza centrale. Posso tagliarmi una gamba o perdere una parte del cervello chirurgicamente perché c’è un tumore, posso perdere parte o tutta la memoria, ma “io resto io”, posso non ricordarmi più il mio nome, ma l’identità è sempre la mia. Non c’è un’altra persona che entra al mio posto. Questa identità centrale viene chiamata essenza, il sé, la coscienza globale del sistema, l’identità.

 

Il cervello rettile istintivo

Nello sviluppo noi abbiamo nel cervello, i primi rettili sviluppano questa identità in modo istintivo e quindi la parte più profonda dell’identità del cervello e quindi del funzionamento della mente, perché la mente e il cervello sono praticamente la stessa cosa. Chiamiamo l’attività cognitiva che elabora le informazioni per dirigere il sistema corpo, il sistema vivente e far sì che viva bene, che venga protetto, che vada avanti e che viva nel migliore dei modi.

La parte rettile produce queste funzioni di base, cioè mangiare, dormire e riprodursi, il potere personale, la sopravvivenza. Il cervello rettile fa tutte queste cose in automatico, i rettili non devono andare a scuola. Sesso, aggressività, fuga, attacco, fare il nido è tutto automatico, istintivo è la parte dell’inconscio. Poi i rettili sviluppano un secondo cervello che diventa più grande, circonda il cervello rettile è quello dei mammiferi.

 

La coscienza e l’istinto

Con il termine istinto, normalmente gli scienziati, gli etologi, gli zoologi, nascondono il concetto di coscienza ed intelligenza, come se l’istinto di un animale fosse una macchina automatica, un processo meccanico e senza consapevolezza. Questo è assolutamente falso, poiché ogni azione animale, per quanto semplice e ripetitiva, è frutto di una coscienza, di una finalità e di una decisione. Se osserviamo i nostri comportamenti, la maggior parte delle volte sono ripetitivi: di fronte a quel tipo di situazione il cervello propone sempre la solita reazione. Questo è applicato a tutti: umani e animali, variano solo i gradi di libertà, che nell’animale sono molto più limitati che nell’essere umano. Nella terapia del risveglio, come nelle scuole di ricerca interiore di tutto il mondo, anche le persone cosiddette coscienti e senzienti sono ritenute addormentate e inconsapevoli del loro sé. Ad esempio una zanzara che fugge coscientemente alla nostra mano che cerca di prenderla (e ucciderla). Il 90% dei casi riesce a fuggire! Anche se il suo cervello è grande quanto una testa di spillo, si rivela è superiore al nostro. La zanzara è intelligente, c’è, vuole vivere, ha coscienza di sé e del suo sistema ed utilizza la sua intelligenza istintiva attraverso tutti i suoi strumenti somatici per sopravvivere.

Così, quando ci innamoriamo, siamo coscienti di ciò che stiamo facendo, possiamo dire che è un comportamento subconscio, nel senso che lo stimolo ad innamorati non lo decidi, accade, però accade con la tua totale consapevolezza. Sicuramente dipende anche da un’insieme di fattori ambientali, ormonali ed altro, perché tutto ciò che gira nella nostra psiche, nella nostra coscienza ha una base neurofisiologico ormonale; ma è una cosa che gli animali fanno in modo cosciente, infatti elaborano delle strategie appropriate per quel singolo e specifico caso ed ogni caso è diverso. Quindi c’è una matrice di amore, che possiamo chiamare istintiva, ma è assolutamente cosciente.

 

Il cervello mammifero emotivo

I mammiferi sviluppano questo successivo cervello che è la sede delle emozioni, sviluppano quello che era già nel seme dei rettili, alcuni rettili hanno già delle emozioni evolute, degli affetti, hanno già un cuore, curano i piccoli anche se molto poco, è normale che lascino le uova e se ne vadano. Mentre invece i mammiferi sviluppano un cervello emozionale, che a livello neurologico viene chiamato, sistema limbico e questo sistema è deputato alla comunicazione e alla preservazione non solo dell’individuo, ma anche della società dove si intende la famiglia e l’insieme delle relazioni del gruppo a cui appartiene; quello che chiamiamo coerenza del sistema, amore, comunicazione, sinergia, cooperazione, collaborazione, tutto questo è cuore, sistema limbico ed è presente in tutti gli animali, avvolte molto di più che negli esseri umani.

Spesso vediamo un cane che sta male perché il suo padrone muore, ed altre volte vediamo mogli o figli che muoiono e parenti indifferenti. Gli animali avvolte danno dimostrazioni di un’intensità elevata nel caso di una morte. Ci sono molte specie di uccelli o di mammiferi es. il gabbiano reale, il cigno maggiore, che restano in coppia per tutta la vita e se il compagno muore l’altro ne soffre e rimane solo, non cerca un altro compagno, ne soffre perché è legato con il cuore, non con il sesso.

Spesso se il piccolo è in pericolo le madri rischiano la loro vita per salvarlo o se hanno qualche cosa da mangiare lo danno al cucciolo privandosene, dimostrano un amore molto maggiore di quello di molte mamme.

 

Il cervello umano mentale

Il cervello superiore o cervello neocorticale, si sviluppa in modo particolarmente evidente dai primati e con la nascita della razza umana. Le capacità specifiche che caratterizzano il cervello superiore, distinguendolo in modo netto dai cervelli evolutivamente più primitivi, sono: la sua straordinaria velocità di elaborare i dati sensoriali sia in modo logico-razionale che analogico-intuitivo, un’incredibile capacità di visualizzazione, che si traduce in ideazione e fantasia, ossia capacità di creare immagini mentali tridimensionali reali o immaginarie, una enorme capacità di apprendimento e memoria. Quando le scimmie si trovarono a dover vivere in una savana che non aveva più piante, senza possedere evidenti strumenti di attacco o difesa come denti, unghie e massa corporea, dovettero elaborare strategie di sopravvivenza estremamente più sofisticate degli altri animali. Immaginare percorsi più sicuri, prevedere e ricordare possibili attacchi da animali feroci, creare ripari artificiali, non essendoci più la possibilità di ripararsi sugli alberi, inventarsi strumenti (sassi, bastoni, frecce..) o strategie (trappole, buchi, fuoco, ..) per poter cacciare animali più grossi e fisicamente più forti e feroci di loro. Avevano bisogno di un computer con più velocità, più memoria e migliori programmi virtuali 3D.

 

La parte superiore del cervello, viene ritenuta la parte nobile, la parte più importante perché contiene i centri di elaborazione più evoluti: le aree del linguaggio, dell’ideazione, dell’etica, ecc. Tuttavia, da questa corretta considerazione, deriva una congettura falsa, che nasce da una visione antropomorfa e religiosa dell’uomo come unico essere con un’anima. La maggior parte degli scienziati, dei neurofisiologi, degli psicologi e dei cognitivisti, continuano a pensare che, essendo la neo-corteccia la più recente ed evoluta parte dell’encefalo, quasi inesistente negli animali inferiori, deve essere certamente la sede della coscienza, dell’identità, del senso dell’io.

L’identità, come coscienza di sé, è invece la caratteristica fondamentale di ogni essere vivente, e quindi deve essere presente sin nei cervelli più primitivi come quello degli insetti, e che, nell’essere umano, riteniamo risieda nel centro del cervello, la zona che sincronizza tutte le informazioni del sistema nervoso, che dà loro coerenza e unità. Anche le formiche, nel loro piccolo (oltre a incazzarsi) possiedono un’identità, una semplice coscienza di sé. Qualsiasi microscopico essere multicellulare ha una coscienza di sé, una consapevolezza delle informazioni del proprio sistema e dell’ambiente circostante. La cellula stessa ha un’identità di sé, altrimenti non potrebbe esistere, la cellula è fatta da 100 miliardi di atomi.

Nel centro del cervello la zona del talamo sincronizza tutte le informazioni del sistema, generando la percezione globale dell’essere, la coscienza centrale di sé. La zona dell’ipotalamo sincronizza i centri del cervello rettile, i centri emozionali e quelli neocorticali.

 

I due emisferi: il maschile e il femminile interiori

Nello sviluppo simbolico e psicosomatico della mente il bambino associa le informazioni comportamentali, affettive e cognitive che riceve dai due genitori alle rispettive aree emisferiche. In generale la globalità delle informazioni della madre viene sintonizzata con le funzioni dell’emisfero destro-intuitivo, mentre le informazioni che provengono dal padre vengono associate all’emisfero sinistro-razionale. L’armonia e la coerenza tra i genitori crea una armonica e coerente rete di informazioni tra i due emisferi; per contro il conflitto e la frattura tra i genitori porta a situazioni di parattela fratture tra gli emisferi, che, nelle situazioni più gravi, possiamo ritenere una delle cause primarie della schizofrenia.

 

La coscienza di sé come processo di sincronizzazione globale

A livello di talamo ci sono dei centri di sincronizzazione, che per 60 volte al secondo mandano informazioni a tutti i centri sensoriali, quindi vista, udito, tatto, cinestesi… e 60 volte al secondo una risposta ritorna dalla periferia al centro. Questo permette di sincronizzare le nostre esperienze nel cervello e di sentire il corpo come unico. Se non fosse per questa capacità di sincronizzazione la realtà esterna e il nostro intero essere diventerebbe assurdo e psichedelico, come quando usiamo sostanze allucinogene che vanno ad alterare questi ritmi ed abbiamo, visione, sensazioni come se fossero separati da loro, questo è uno degli effetti classici dell’LSD o di altre droghe sud americane.

Normalmente la sincronizzazione è quel processo di coerenza che ci fa sentire l’unità del tutto, l’unità della nostra complessità.

 


  

  

IL MODELLO PSICOSOMATICO DELL’ESSERE UMANO E LA MAPPA OLISTICA UNITARIA

 

 

I limiti delle mappe olistiche antiche

La mappa energetica–psicosomatica dell'essere umano che presenteremo in questo capitolo è derivata da esperienze dirette, individuali e collettive, che abbiamo sviluppato negli ultimi trent’anni all’interno della nostra scuola ed in collaborazione con scuole che operano su tutto pianeta. Questa stessa mappa sintetizza anche le informazioni presentate finora nel libro, ossia: il modello olistico Cyber, le informazioni scientifiche, il concetto unificante di energia-informazione, le mappe Taoiste, Tantriche e neuropsichiche.

 

La reale difficoltà di creare una mappa energetica che corrisponda all’attuale realtà umana in questo momento storico, nasce dalla consapevolezza che l’essere umano è un animale che pensa molto, troppo,  che le sue energie si muovono in stretta relazione con i pensieri e le emozioni, così il suo corpo energetico subisce drastiche metamorfosi. Ci troviamo ora in un momento storico molto particolare per cui le mappe del passato possono risultare non adeguate. esse, a volte, sono state strutturate secondo una scuola ben precisa, che aveva un modo di vita diverso dal nostro, con ritmi molto diversi. Le mappe antiche, erano state stilate partendo dal corpo energetici di persone in perfetto equilibrio con la natura, senza stress, senza luce elettrica, né telefono, né televisione, né macchine. Noi siamo molto più devastati , ma, per fortuna, una volta aperta, la nostra energia sottile è molto più dinamica, aperta e sveglia.

Negli ultimi vent’anni il corpo energetico e psicosomatico si sono modificati in modo impressionante, soprattutto nei  livelli più sottili ed elevati, è quindi necessario abbandonare la fiducia cieca nella assoluta correttezza delle vecchie mappe, è molto meglio utilizzare un atteggiamento più critico e sperimentale, sviluppando delle nuove conoscenze più adatte ai nostri tempi. E’ necessario raggiungere, quindi, una percezione diretta del corpo energetico, in modo sperimentale: osservare com’è REALMENTE il corpo energetico umano in questo preciso momento storico e culturale. La grande parte delle osservazioni soggettive collimano parzialmente con quelle antiche ed offrono un quadro unitario armonico; una piccola parte delle osservazioni sono invece in apparente contraddizione le une con le altre. Mentre la sperimentazione continua consideriamo questi elementi contraddittori come parte di un mosaico ancora incompleto.

 

La sperimentazione energetico-psicosomatica della scuola moderna

La metodologia utilizzata all’interno della nostra scuola è di creare una sensibilità energetica e psicosomatica nelle persone partendo sempre dall'esperienza globale dell'essere, dalla meditazione. Da questa base tra i partecipanti si sviluppano percezioni energetiche sempre più precise e sottili, che negli anni sono state correlate a stati di coscienza o a stati patologici specifici. La nostra considerazione di base è semplice: l'energia segue la coscienza, va dove si posa l'attenzione. Io sono energia, pertanto se voglio far arrivare l'energia alle mani, porto l'attenzione in quel punto e lì – se non ci sono particolari blocchi - arriva l'energia. Quando l'energia va nella testa e sono sbilanciato , a meno che non ci siano dei blocchi, posso ribilanciarmi focalizzando l'attenzione sul corpo, sui piedi; l'energia scende ai piedi ed essi diventano caldi. Se abbiamo contatto con il corpo nostro energetico, riusciamo far fluire l'energia. Con sblocchi fisici o psicologici riusciamo far circolare di nuovo l'energia anche se è bloccata da anni. Una serie di sindromi classiche della medicina che appaiono incurabili possono essere curate facendo fluire nuovamente l'energia, senza fare miracoli, ma ottenendo risultati. Nel nostro processo energetico, insieme ad altri gruppi di ricerca abbiamo cominciato a sentire il nostro corpo ed abbiamo individuato alcuni centri di energia. Quando percepiamo il nostro corpo energetico sentiamo che ci sono delle zone in cui questa energia si concentra:sono i centri di energia, i chakra. Se avessimo tutto il cuore aperto potremmo disegnare una sfera energetica centrale, una luce radiante. Così abbiamo cominciato a capire, a vedere, a visualizzare con l'occhio della percezione interna una serie di centri, fondamentali nel nostro processo di guarigione.

Negli ultimi dieci anni abbiamo sviluppato tecniche ancora più veloci ed efficaci per sentire le energie (fisiche, emozionali e psicosomatiche) del proprio essere ed incrementare il processo di guarigione e di evoluzione globale. Lo stesso essere umano ha molti livelli di energia e può volontariamente accelerare la sua evoluzione attraverso la coscienza globale di se, in modo da trasformare in profondità la sua vita e le sue energie. Per esaurire il tema delle energie umane non basterebbe un intero tomo ma possiamo iniziare dagli elementi più semplici.

 

L’unità di coscienza: il cuore del modello olistico

Nel modello Cyber la "coscienza di sé" o identità è considerata come il centro della complessità umana, il centro di gravità da cui si manifestano tutte le dimensioni.  In altri termini l’unità del modello è data dal centro di coscienza - chiamato identità, io, sé o soggettività o "punto zero" – esso dà coerenza alle differenti dimensioni in un’organica unità vivente e intelligente.

Possiamo immaginare un Cyber come una sfera, o meglio un uovo di luce, con un centro più luminoso che rappresenta il sé o l’identità. Questo ovoide scientificamente è rapportabile ad un campo elettromagnetico costituito quindi da fotoni o quanti di luce in velocissimo movimento vorticoso e roteante intorno al centro o all’asse del campo. La rappresentazione di un ovoide di energie informate in costante movimento su se stesse significa esattamente un’unità dinamica, in continuo scambio e comunicazione di informazioni ed energia. Gli esseri viventi in piena salute sono come delle trottole di energia intelligente che si muovono sul proprio centro di coscienza. Queste considerazioni generali costituiscono i principi comuni su cui si basano la maggior parte delle antiche e moderne medicine, psicologie e vie spirituali, riassunti nel modello Cyber.

 

Cyber: il corpo di luce cosciente

Il corpo energetico è il concetto unificante più importante di tutta la medicina psicosomatica, esso è presente in tutte le tradizioni antiche e moderne, e rappresenta l'anima: l’energia intelligente che unisce corpo e spirito. Il corpo energetico è stato chiamato anche corpo di luce, coscienza, corpo eterico, Pranamayakosha, corpo vitale, corpo bioenergetico, anima, ecc. Oggi tendiamo a comprenderlo come un corpo di energia elettromagnetica altamente coerente e informata, che connette tutte le cellule del corpo attraverso una fitta rete di legami-comunicazioni.

Quando il corpo fisico viene percepito con la visione energetica (sottile) appare come un corpo luminoso: formato da una unica luce-coscienza centrale (Cyber) che si manifesta in infinite energie, forme e colori (Cyber 7), che si concentrano in centri e canali possono essere di tutti i colori conosciuti (immaginabili ed inimmaginabili), e di tutte le gradazioni tonali.

Esso è dotato di un asse verticale, che connette la Terra e il Cielo, su cui operano i 7 centri maggiori, da questi dipendono numerosi altri centri minori. Ognuno dei sette centri maggiori influenza gli organi, le ghiandole endocrine e i plessi nervosi ad esso connessi. Dai centri-organi fluiscono circuiti psicoenergetici specifici più esterni (i canali di agopuntura, i nadi), che circolano in tutto il corpo.

Il corpo energetico può essere più o meno brillante in relazione alla diversa consapevolezza di sé. Un corpo che può essere più o meno espanso in relazione alla maggiore o minore apertura delle percezioni e della coscienza. Un corpo fluidamente pulsante, con un proprio ritmo e una propria qualità, che può trasformarsi in relazione al vissuto psicosomatico, perdendo colore, oscurandosi e accartocciandosi nelle depressioni o incrementando la brillantezza e la radianza nei momenti di integrità e di gioia di esistere. Un corpo che può frammentarsi in zone dai colori separati quando perdiamo integrità, che può diventare ipertrofico e in stati di grave eccesso oppure indebolirsi e deperire. Che può chiudersi in se stesso come in un guscio impermeabile quando la persone si sente rifiutata ed incompresa, oppure, aprirsi e sentirsi in contatto con tutte le energie dell’esistenza come un san Francesco.

 

Cyber7: il modello evolutivo a sette dimensioni

Il modello Cyber, come anima luminosa, essenza, si manifesta sul piano esteriore-energetico come Cyber7 un corpo di grande complessità e multidimensionalità.  Così come la luce si scompone in sette colori, ossia in sette bande di frequenze armoniche dal rosso al violetto, così anche l’unità Cyber si suddivide in sette bande o livelli di energia e di coscienza (Cyber7 ) che corrispondono ai vari livelli evolutivi della coscienza e delle varie parti psicosomatiche del suo complesso corpo/mente/spirito.

Più precisamente l’unità di coscienza umana si manifesta nei sette principali livelli o dimensioni della realtà: fisica, energetica, emozionale, mentale, spirituale, planetaria e cosmica. Nel modello Cyber7 ognuno dei sette livelli, rappresentati dai colori dal rosso al violetto, identifica un livello o dimensione evolutiva della coscienza: questi livelli/dimensioni sono presenti analogamente nei sette centri energetici e costituiscono la base dei sette “corpi”.

Come il corpo fisico nella sua unità è scomponibile in sistemi paralleli e interdipendenti: sistema osseo, muscolare, cardiocircolatorio, sistema nervoso, ecc.; parallelamente l’essere umano si manifesta in sette dimensioni energetiche sempre più sottili: che chiamiamo corpi. I sette corpi o livelli possono essere correttamente visualizzati come sfere concentriche, di densità energetica-luminosa sempre più sottile, con al centro il corpo fisico.

 

Primo corpo: fisico - chimico: è costituito da materia atomica, chimica, quando moriamo si stacca degli altri corpi più sottili e resta freddo e inanimato, prima di decomporsi. Corrisponde al regno minerale e all’inconscio cosmico, la memoria della materia dell’universo. Quando stiamo bene, balliamo, facciamo sport siamo in contatto con il primo corpo.

Secondo corpo: energetico – vitale: è formato da energie sottili: centri e canali energetici che animano e danno vita al corpo fisico. Corrisponde al regno vegetale e all’inconscio collettivo, molto più ampio rispetto all’equivalente concetto junghiano, esso include la memoria genetica, la mente di tutti gli esseri viventi del pianeta. Quando entriamo in amore, nell’affetto, nel rilassamento  entriamo in contatto con il secondo corpo, ma ne siamo veramente consapevoli sono quando siamo in meditazione, particolarmente con il Tai C’ o le tecniche dinamiche.

Terzo corpo: emozionale – istintivo: è la dimensione delle emozioni, delle passioni, dei sentimenti, dei desideri, delle attrazioni e delle repulsioni. Corrisponde al regno animale e all’inconscio personale, sede dei condizionamenti (karma) presenti e passati. Quando viviamo normalmente siamo nelle emozioni: tensione, stress, paure, gioie, amori, odii, resistenze sono gli elementi del terzo corpo.

Quarto corpo: mentale – autocosciente: è la dimensione del pensiero, della ragione, della fantasia,  soprattutto, quando la persona è risvegliata, diventa la sede della consapevolezza di sé, caratteristica unica dell’essere umano, ma praticamente sconosciuta nella nostra civiltà materialista. Comprendere la natura del quarto corpo è essenziale in questo momento storico, (ne parleremo con profondità nell’ultima parte del libro). Corrisponde al regno umano, al conscio, alla consapevolezza che si può trasformare in autocoscienza, primo passo verso i livelli superiori di coscienza;

Quinto corpo: intuitivo – spirituale: è un “corpo di luce” molto pura, è l’anima, la dimensione delle percezioni sottili, delle intuizioni, della volontà interiore, della purezza dei sentimenti, della percezione spirituale di noi stessi e degli esseri viventi. Corrisponde al regno dello spirito, delle anime, incarnate o disincarnate che siano. E’ il superconscio individuale, sede delle memorie delle vite precedenti e della coscienza degli scopi evolutivi presenti e futuri;

Sesto corpo: globale - planetario: è la dimensione impersonale della coscienza planetaria, che tutto include, la percezione della grande Madre Terra, del grande spirito che tutto anima, in cui tutto vive e si evolve. E’ il superconscio collettivo, che raggruppa tutte le coscienze e intelligenze del pianeta, analogo alla Noosfera di Teilhard de Chardin, o coscienza di Gaia;

Settimo corpo: cosmico: è la dimensione che ci permette di sentire l’unità dell’esistenza, degli “infiniti universi et mondi” di Bruno, dell”amor che muove il cielo e le altre stelle” di Dante, della coscienza cosmica di Burke, del senso di infinito di ogni mistico e saggio. E’ il superconscio cosmico, l’insieme di tutte le coscienze e memorie spirituali dell’intero universo: la mente di Dio, l’illuminazione.

Ognuna di queste dimensioni è in relazione sincronica con le altre. Ognuno di questi livelli possiede una sua struttura, una sua "anatomia" e "fisiologia",  delle logiche proprie e leggi particolari, molte delle quali sono ancora in gran parte a noi sconosciute. Le sette dimensioni si manifestano nei sette centri psicoenergetici (chakra), ossia ogni corpo ha le sue sette divisioni, i suoi centri energetici. Le sette dimensioni umane costituiscono le basi dell’anatomia e fisiologia globali, per questo il modello Cyber 7 rappresenta un modello di estrema importanza nella comprensione della salute e della guarigione psicosomatica.

Comprendere le dimensioni del microcosmo umano richiede, di fatto, la comprensione del complesso processo di evoluzione planetaria, terrestre e sociale. La comprensione del modello dell’essere umano a sette dimensioni ci fornirà un quadro sufficientemente articolato per comprendere la situazione socio-patologica di fondo che caratterizza l’umanità nel presente momento storico di transizione, quindi le vie per decondizionarci e ritrovare l’integrità.

 

I tre foglietti embrionari

Recuperare brevemente alcuni concetti del processo evolutivo. L’ontogenesi, ossia il processo di svilup­po ed evoluzione embriologica dell’essere umano nei primi mesi di gestazione, riproduce analogicamente la filogenesi, lo sviluppo dell’intera evoluzione psicosomatica terrestre. L’essere umano, come abbiamo anticipato, nasce come unicellulare: una singola cellula uovo fecondata dai codici d’informa­zione genetica del padre e della madre, un campo unitario di informazioni con un enorme potenziale. Il processo di evoluzione terrestre dall’unicellulare al multicellulare, avvenuto in 3 miliardi e mezzo di anni, è ora completamente memorizzato nel DNA dell'essere umano, e ciò permette di concentrarlo in poche ore: dal momento della fecondazione l’ovulo si duplica formando una morula, poi una gastrula, fino a formare i tre foglietti embrionali, uno dentro l’altro come i tre cervelli.

Parallelamente alla divisione cellulare, il programma genetico globale contenuto nell’ovulo fecondato si differenzia in tre sotto-programmi interdipendenti che produrranno linee di sviluppo cellulare autonome: l’endoderma all’interno, il mesoderma in mezzo e l’ectoderma all’esterno.

L’endoderma, il foglietto interno, svilupperà il sistema digerente e respira­torio e le grandi ghiandole digestive, come fegato e pancreas, ossia i programmi e le reti metaboliche per la produzione dell’energia vitale per l’intero organismo.

Il mesoderma svilupperà i collegamenti tra il foglietto interno ed esterno attraverso il sistema cardiocircolatorio (la trasmissione di sostanze chimiche e di messaggi ormonali e immunitari in tutto il corpo), il sistema osseo (la struttura di sostegno) e il sistema muscolare (per il movimento).

L’ectoderma, il foglietto esterno, svilupperà il sistema cutaneo, gli organi sensoriali e il sistema nervoso, ossia i programmi e le reti per l’elaborazione e la comuni­cazione delle informazioni dell’intero organismo .

È il foglietto esterno che nel corso dell’evoluzione aumenta maggiormente in complessità creando il sistema nervoso. Il 18° giorno, quando l’embrione umano è lungo circa un millimetro e mezzo, l’ectoderma - la pelle, che si apre sul mondo e “sente” tutte le informazioni esterne - si ispessisce sulla regio­ne del dorso e forma un'invaginazione, la “doccia neurale”, da cui si svilup­perà l’intero sistema nervoso. La pelle si ripiega su se stessa, come diceva Teilhard de Chardin parlando della mente quando prende coscienza di sé, e forma il “tubo neura­le”, l’asse cranio-caudale da cui si sviluppa il sistema nervoso. Si viene a creare il “senso interiore”. Il tubo neurale si differenzia poi nel midollo spinale e nei centri cerebrali. Il midollo spinale, circondato dalla colonna vertebrale, si differenzierà in cinque parti: coccigea, sacrale, lombare, toracica e cervicale, mentre la parte endocranica in tre vescicole da cui nasceranno i tre cervelli e i due emisferi. Come abbiamo già detto, questo sistema si evolve in complessità più di ogni altro e, nell’essere umano, porta al fenomeno dell’autocoscienza e all’esperienza spirituale dell’unità di coscienza con il Tutto.

 

Il modello psicosomatico unitario

Integriamo ora i dati relativi alle bande EEG, ai tre foglietti e ai tre cervelli, in un modello psicosomatico coerente. Partendo dal concetto di unità olografica del cervello, ipotizziamo che i tre cervelli - rettile, mammifero e umano -siano fortemente connessi con le tre parti del corpo umano - testa, torace e addome - che interpretiamo come le aree somatiche dove si manifestano in modo più evidente le attività specifiche dei tre foglietti embrionali. Il risultato appare così strutturato.

 

Pancia: il cervello rettile-istintivo (archipallio). È la sede delle funzioni vitali primarie, è particolarmente connesso con il sistema metabolico e rappresentato psicosomaticamente dall’ad­dome, in cui troviamo la maggioranza degli organi derivati dal foglietto inter­no (entoderma), estendendosi a tutta la parte bassa del corpo. Il cervello rettile può quindi essere descritto come il centro di integrazione di una rete di informazioni istintivo-metabolico-alimentari, caratterizzato normalmente da un livello di coscienza primitivo e pulsionale, associato agli istinti biologici primari. La sua attività è normalmente legata ad uno stato di coscienza tra l'inconscio e il subconscio, ed è governata dall’energia istintiva “addominale”, correlata ai colori caldi: rosso, arancio, che governa i tre centri bassi, è “densa” e “pesante”, caratterizzata dalle onde lente Delta/rosse e Theta/gialle.

 

Torace: il cervello mammifero-emozionale (sistema limbico). È associato ai sistemi circolatorio/immunita­rio e muscolare, derivati dal secondo foglietto embrionale (mesoderma), e psicosomaticamente è rappresentato dal torace, sede del cuore (timo), che si espande alle braccia. Il cervello mammifero può essere quindi considerato il centro di integrazione della rete circolatoria-muscolare, connessa con l’aspetto emozionale, affetti­vo del cervello mammifero. La sua attività normalmente è legata ad uno stato di coscienza che dall'inconscio si muove verso il subconscio e a volte diventa cosciente. E’ governata dall’energia emozionale, verde, più leggera e luminosa, correlata alle onde Alfa/verdi.

 

Testa: il cervello umano-mentale (neocorteccia). Rappresenta il centro di elaborazione del sistema senso­riale/informatico direttamente derivato dal foglietto esterno (ectoderma) che governa il pensiero. Esso è rappresentato la parte destinata alla gestione delle informazioni. La neocorteccia rappresenta il centro di integrazione della rete sensoriale/informatica che è, per lo più, preconscia e conscia, ed è caratterizzata dalle onde Beta/azzurro. E’ governata dall’energia psichica correlata ai colori freddi: blu, indaco, quando è legata al mentale superiore ossia alla consapevolezza di sé, è più rarefatta e sottile, correlata alle onde Beta/indaco alte o Gamma /violetto.

 

La tavola delle equivalenze

Questo modello psicosomatico unitario, sintetizzato nella "tavola delle equivalenze psicosomatiche"  permette di interpretare l'intero sistema umano come un sistema globale di comunicazioni, differenziato in tre principali reti energetico/informatiche interconnesse, che operano con differenti specifiche funzioni nel mantenimento dell'armonia globale. Quando operiamo direttamente sul corpo, questo modello tripartito lascia spazio anche ai modelli più complessi e differenziati come quello cinese, tantrico o craniosacrale.

I tre principali blocchi di comunicazione tra il cervello umano, il cervello mammifero e il cervello rettile sono somatizzati ai blocchi tra la testa il torace e l'addome. Nel linguaggio corrente possiamo esprimerli come blocchi tra la testa, il cuore e la pancia. Questi sono i tre blocchi principali che riflettono la “schizofisiologia“ quotidiana, ossia le difficoltà di comunicazione tra la mente razionale-intuitiva, il piano emozionale-sentimentale e quello fisiologico-istintivo.

Le tre strutture psicosomatiche e le trasformazioni energetiche

Nella logica naturale le energie basse della pancia vengono trasformate dal terzo centro per poter superare il diaframma e alimentare il cuore-torace, con la stessa logica le energie emozionali (mentale inferiore) devono essere trasformate per entrare nella testa e alimentare i centri superiori spirituali (cosa che avviene raramente della vita normale).

Queste tre strutture hanno i propri colori fondamentali, il rosso è il polo caldo, come il fuoco, è metabolico, è il calore fisico, il blu è la mente che è più fredda, più intellettuale e il polo intermedio che è verde aureo, o giallo dorato, è armonico ed equilibrante.

Quando l’essere umano è evoluto ed integro, le tre energie sono fuse e unite lungo l’asse energetico a formare un’unità globale. Quando le energie si fondono diventano particolarmente radianti, luminose e fluide; i centri caldi-rossi della base sono armonicamente fusi con in centri freddi-blu della testa generando un campo viola di particolare bellezza cromatica, sintesi armonica tra corpo e spirito. Molte persone sia in meditazione che durante i gruppi di crescita sperimentano questo colore interiore che a volte si espande all’intero campo e all’aura circostante.

Il colore viola quindi è un punto di sintesi, un'apertura, una corona aperta che illumina tutta la banda umana. E questo può avvenire con il cuore o senza il cuore; senza il cuore si crea una forza distruttiva enorme, di grande potere, i grandi distruttori sono personaggi che hanno unito le energie, è come se si fossero illuminati in senso negativo, senza il cuore. Quello che noi continuiamo a fare è portare tutto il peso sul cuore, come elemento di equilibrio tra le parti e come centro di unità dell'essere, del senso di esistere.

 

Le tre tipologie

La prevalenza di una di queste tre energie nell’essere umano genera una specifica tipologia. Ricordiamo che alcune energie le ereditiamo geneticamente dal DNA, alcune dall’energia caratteristica dei genitori, altre sono tipiche della nostra personalità o dell’essenza. Queste tre strutture corrispondono perfettamente al concetto di Gorge Gurdjieff di uomo numero uno, due e tre: o uomo fisico, emozionale e mentale. Queste tre tipologia devono essere bilanciate quindi un bambino che ha una tipologia di pancia deve essere aiutato a sviluppare una psicologia adatta a lui più fantasiosa disegnare giocare in modo che le tipologia e si riequilibrano.

1)                     Tipologia di pancia o istintiva (potenzialmente legata ad un’iperattività del foglietto embrionale interno o del cervello rettile) è molto stabile, ha un corpo forte polarmente opposto alla tipologia nervosa. La tipologia di pancia, metabolica si sviluppa sull’asse orizzontale, creando una figura robusta (quadrata). E’ il carbonico dell’omeopatia: denti quadrati, mani larghe ed più corte. Quelli “quadrati”, solidi sono quelli che si pongono facilmente il centro di una situazione e tengono banco, anche nell’organizzazione aziendale, possono stare al centro, oppure sono le persone che spesso hanno una tipologia di accumulo, ingrassano, hanno lentezza dei movimenti, la lentezza induce all’accumulo e l’accumulo induce la lentezza.

2)                     La tipologia di cuore o emozionale (potenzialmente legata ad un’iperattività del foglietto embrionale intermedio, o del cervello mammifero). È la tipologia più bella, strutturalmente armoniosa, equilibrata, emozionale.  È il sulfurico dell’omeopatia.  Sono persone che amano parlare, muoversi, incontrarsi con gli altri, amano condividere le cose, è la tipologia più comune. In alcuni casi ha delle varianti però è una tipologia di comunicazione, è la classica maestra, mamma, sportivo, vigile, medico, tipologie che hanno facilità di scambio, e movimento.

3)                     La tipologia di testa o nervosa (potenzialmente legata ad un’iperattività del foglietto embrionale esterno o del cervello superiore). La tipologia nervosa ha un sistema sensoriale molto delicato e ipersensibile, vive prevalentemente di testa, di pensieri, di sogni, di concetti, di astrazioni. È il fosforico della tipologia omeopatica. Ha una prevalenza a svilupparsi sull’asse verticale creando una figura longilinea, carbura poco la mattina e meglio la sera, soprattutto quando c'è un certo livello di isolamento, questa è una situazione anormale. Questo tipo di persone ha dei problemi a scambiare emozioni e quindi difficoltà nelle relazioni sociali,  c'è sempre una fatica durante la giornata e questa fatica induce a spostare o a ricercare dei tempi più silenziosi ed autonomi, mentre se il bambino/a viene bilanciato attraverso l'apertura del cuore e soprattutto attraverso l'apertura della pancia, si abbassa, aprendo la pancia diventa persona molto più viscerale, ormonale, lo scambio energetico con gli altri diventa fondamentale. Si potrà quindi vivere molto di più durante la giornata e saranno molto meno necessario ritrovare degli spazi notturni. E’ la tipologia del professore di matematica,  di quello che pensa molto, di persone rigide all’abbraccio, che fanno fatica a stare nel corpo.

 


 

ANATOMIA ENERGETICO- PSICOSOMATICA

 

Il modello Cyber7 e i sette livelli psicosomatici

Il modello Cyber7 corrisponde esattamente agli antichi modelli orientali dei sette chakra, come il modello tantrico e il modello yogico. Per questa sua possibilità di sintesi il modello Cyber costituisce un potenziale di grande interesse al fine di unificare le antiche saggezze con la moderna psicosomatica, la psicologia e con le scienze fisiche. Scopo dello sviluppo del potenziale umano e del modello Cyber è di comprendere l’unità multidimensionale umana, sintetizzando scienza, psicologia e spiritualità in un’organica visione capace di alleviare le pene umane e permettere un più alto ed evoluto livello di esistenza.

La concezione olistica medico-psicologico-spirituale su cui si basa il modello Cyber comprende sette zone psicosomatiche: tutti gli esseri umani hanno sette centri energetici principali (chakra).  Vediamo le loro caratteristiche nella seguente descrizione compilata con l’importantissimo aiuto dell’amica e guaritrice Anatto Tognon, la cui capacità di vedere i corpi sottili è stata di enorme aiuto.

 

Il primo centro

Il primo centro di energia sta in mezzo alle gambe, sotto l’ano, ed è connesso con le gambe, i piedi e la Terra. Nei bambini e negli adulti sani è di colore rosso vivo brillante, dopo i primi anni di vita la società lo offusca, lo condiziona, lo inscatola. Negli adulti può prendere tutte le tonalità del rosso, ma anche nero, grigio... sporco, e, spesso, non è connesso con i piedi, non è in contatto col suolo. Bloccare il primo centro è come tagliare le radici di una pianta: l’energia-informazione non può più salire, gioire ed evolversi. Condizionare il corpo e la spontaneità naturale del gioco e del sesso provoca il blocco del primo chakra. L’informazione gestita dal primo centro è quella connessa alle energie del corpo, prima tra tutte quella sessuale. Paure e tensioni da controllo del corpo si manifestano lì. E' il Muladhara chakra, il suo antico nome indiano significa "centro della radice": da lì parte l’albero della vita e della conoscenza.

 Nelle persone eccessivamente intellettuali il primo centro è come staccato dal resto delle energie e questo provoca una caratteristica mancanza di realismo e "grounding" (piedi per terra).

Sul piano fisico anatomico il primo centro corrisponde alla zona anale, connessa con il coccige e la parte più primitiva del cervello rettile. Dal primo centro dipartono canali energetici che scendono nella parte posteriore delle gambe fin sotto i piedi. È in relazione con la colonna vertebrale, il colon, l’ano e la prostata.

 

Il secondo centro

È posto sotto l’ombelico, è un centro di energia molto connesso all’acqua e alla vitalità. La composizione energetica delle piante è qualitativamente identica all’energia del secondo chakra degli insetti e corrisponde alla rete del sistema linfatico nell’uomo, che nasce ai due lati e da sotto il secondo centro: questo è il livello di energia-informazione che permette l’intercomunicazione e la relazione tra la pianta, l’insetto e noi.

Quell’energia è la "banda" di trasmissione e di connessione tra tutte le specie viventi sul livello evolutivo proprio dei vegetali. Nell’umano il secondo centro è alquanto luminoso e di colore giallo, al suo meglio è dorato, a volte verdognolo o anche bianco, marrone nelle stasi, altre volte non c’è proprio! Il secondo centro gestisce le informazioni relative al piacere del vivere, al fluire con l’esistenza. Con il secondo "senti", non pensi, provi sensazioni, percezioni fisiche, contatti affettivi e sensuali. I condizionamenti a contenere le tue energie di movimento, gioco o piacere di vivere bloccano il secondo centro.

Sul piano fisico anatomico il secondo centro corrisponde alla zona sessuale, connessa con il bacino ed il cervello rettile, si espande alla parte anteriore e interna delle gambe fino alle dita dei piedi. Il chakra Svadhisthana è in relazione con le ovaie e i testico­li, gli organi sessuali, la vescica e parte dell’intestino.

 

Il terzo centro

È spesso il più compromesso. Il suo reale colore è arancione mentre generalmente lo si vede di colori cupi, verdastro, grigio ferro, spesso pieno di macchie e connesso a immagini psichiche come pugni, lacci, pugnali, sassi ecc. È il centro del potere che nella maggior parte delle persone si esprime come potere sugli altri o sulle situazioni, mentre dovrebbe essere solo il centro del potere di essere se stessi. Se il secondo era sentire, questo è esprimere ciò che senti dentro verso l’esterno. Spesso la tensione del terzo centro è la tensione della mente, in particolare della mente connessa all’espressione di sé nelle relazioni. Quando uno si blocca nel fare o dire o essere ciò che è, per via di questioni psicologiche legate alla società, alla relazione con gli altri, al modo di apparire o per questioni morali o religiose, blocca il terzo centro. Per sbloccarlo bisogna esprimere i sentimenti negativi, le emozioni trattenute come la rabbia, il pianto, la disperazione, l’ira e manifestarle realmente nel presente.

Sul piano fisico anatomico il terzo centro corrisponde alla zona gastrica, connessa con le vertebre lombari, il talamo e l’ipotalamo. È in relazione con l’elemento fuoco (passione) e con tutti gli organi interni sotto diaframmatici: stomaco, fegato, cistifellea, milza pancreas, reni e surreni.

 

Il quarto centro

È un centro generalmente di colore verde-oro come le foglie illuminate in controluce dal sole, questo colore si estende fino alle mani, in particolare nel centro del palmo. Sta nel centro del torace, ha un circuito energetico irradiante con due canali che lo collegano alle mani, uno al secondo centro sessuale-affettivo (“fare l’amore”), e uno che lo connette al centro della testa (amore della conoscenza e della spiritualità). Quello che connette il cuore alle mani è uno dei tre circuiti energetici fondamentali, insieme a quello dell’arco delle gambe con il primo centro e all’asse della colonna vertebrale o energia Kundalini tra il primo e il settimo.

Il cuore è il vero centro del sistema. Il cuore si può identificare con il centro di coscienza e con la globalità della percezione del corpo intesa come sfera dell'essere. E’ il centro dove ci segniamo con la mano quando diciamo “io”, dove si manifesta l’identità e si realizza l’integrazione tra anima e corpo, il vero centro della coscienza vivente, dell’intelligenza dell’essere. L’energia del cuore è onnipervadente, nel senso che irraggia in ogni parte del corpo esattamente come il cuore fisico irrora ogni cellula, ma va anche oltre i limiti fisici della pelle irraggiandosi - quando la coscienza di sé è viva e consapevole - per alcuni metri intorno. Il cuore è la nostra pietra filosofale, l’elemento magico capace di trasformare il piombo delle energie pesanti in energia dorata e fluida.

Il centro del cuore trasforma le energie: se abbiamo imparato a sentire e a manifestare quello che sentiamo, il cuore può accettare, diventiamo e viviamo ciò che siamo veramente. La porta del centro del cuore è la meditazione come via di consapevolezza del proprio essere. Il centro del cuore non contiene emozioni né pensieri, solo comprensione e accettazione impersonali, senza giudizio. Il centro del cuore spesso è protetto da una cortina scura che lo isola dalle emozioni più negative e pesanti, a volte è chiuso sul davanti altre volte sul dietro della schiena. Il cuore è vuoto e si ciba di silenzio.

 Sul piano fisico anatomico il quarto centro corrisponde alla zona cardiaca, è connesso con le vertebre toraciche, parte del talamo e col cervello mammifero e si espande alla braccia fino al centro del palmo e alle dita. È in relazione con l’elemento aria, con il cuore, la circolazione ed il timo.

 

Il quinto centro

È alla base della gola, a volte è azzurro con tonalità che spaziano dall’indaco al rosa. Nella maggior parte dei casi è grigio coperto di nuvole, macchie, grumi, spesso è molto serrato e connesso con immagini psichiche di lacci, fili che stringono, collari o chiusure. È il centro della creatività e dello spazio libero, dell’espressione artistica come scientifica. È connesso con il terzo e con il collo, la nuca, la faccia, la bocca e le orecchie. Si blocca quando non si esprime la propria verità, il proprio essere.

 Sul piano fisico anatomico il quinto centro corrisponde alla zona respiratoria o espressiva, connessa con le vertebre cervicali e il cervello mammife­ro, che si espande alla parte superiore delle braccia fino al pollice e indice. È in relazione con l’elemento etere (energia pranica), con gli organi della respirazione, il naso, le orecchie e l’espressione del viso.

 

Il sesto centro

Si trova nel centro della testa e si apre sulla fronte, da cui il nome di "terzo occhio". È di colore blu, blu elettrico o cobalto nei più belli. Normalmente non è bloccato, ma spesso non è attivo ed è coperto dalle immagini della mente.

Sul piano fisico anatomico il sesto centro corrisponde alla zona cerebrale, connessa con il cervello umano ed in particolare con i due emisferi e la ghiandola ipofisi. È in relazione con l’elemen­to luce-coscienza e con gli occhi. 

 

Il settimo centro

E’ sempre aperto verso l’alto, è situato sulla sommità del capo, è più che altro una luce chiara o dorata con sfumature violette ed è connesso con il cielo attraverso una specie di filo, un canale di colore dorato. Da esso si apre una specie di fontana di fili di energia luminosa che scende fino a terra per risalire poi dai piedi. La maggior parte delle persone non si gode l’estasi dell’apertura di questo centro che in loro resta chiuso anche se in realtà chiuso non è mai. Sopra il settimo centro a volte si osservano luci brillanti, come cristalli di luce propria, a volte delle vere e proprie nuvole scure.

 Sul piano fisico anatomico corrisponde alla zona di apertura, connessa con la fontanella. È in relazione con l’elemento vuoto o spazio e la ghiandola epifisi.

 

I centri minori

Ce ne sono due a fianco del secondo, connessi con le ovaie e l’inguine, due sopra i reni che controllano e tengono legati tutti i “fili”, i canali eneregetici, della schiena, collegati al senso del dovere ed al controllo del comportamento. Due sono sulla schiena ai lati del cuore connessi al cuore ed ai reni. Due ancora più in alto sotto le spalle, di colore giallo o blu, connessi con il sole e l’energia solare che viene inviata alla milza e al secondo centro. Due centri sono ai lati del terzo, uno caldo di colore verde sul fegato e uno più freddo di colore rosa sulla milza. Due ai lati delle costole, sotto lo sterno, sono punti laterali importanti del terzo chakra: stomaco-fegato, stomaco-milza, che servono sia come punti diagnostici che come punti terapeutici. Uno blu è all’entrata del cranio, due verdi sul palmo della mano e due rossi sotto la pianta dei piedi connessi coi reni.

 

I corpi dell'essere umano: relazione tra livelli e stati di coscienza

Ogni centro energetico ha una sua precisa funzione e vibrazione che la connette con un preciso corpo o livello di esperienza umana.

La coscienza dell’uomo ordinario – scrive Shri Ramakrishna uno dei grandi illuminati del nostro tempo - si muove e lavora solo nei tre centri inferiori e si accontenta di soddisfare se stesso con i normali appetiti: mangiare, bere, dormire e procreare. Ma quando raggiunge il quarto centro dietro al cuore, l’uomo vede un divino splendore. Da questo stato tuttavia può ricadere nei primi tre livelli inferiori. Quando la coscienza raggiunge il quinto centro, posteriore alla gola, l’aspirante spirituale non può parlare di null’altro che di Dio... ma anche da questo stato può ricadere, e quindi deve essere particolarmente attento. Ma non dovrà avere nessun timore di cadere quando la coscienza raggiunge il sesto centro, allo stesso livello della giunzione delle sopraciglia. Egli avrà la visione della Paramatman, la coscienza universale e resterà sempre in Samadhi. La sua coscienza non sarà tuttavia fusa nella Paramatman in quanto c’è ancora un velo trasparente tra il sesto e il Sahasrar, il centro più elevato. 

Ognuno di noi si trova a vivere questi livelli di energia e di coscienza in momenti differenti della sua vita; alcuni tuttavia si fissano e si cristallizzano su un solo livello.

I popoli primitivi, ma anche i contadini e gli sportivi, sono centrati nel loro primo chakra: sono semplici e naturali,  vivono molto il corpo e le sue sensazioni.

Nel secondo sono centrati quelli che vivono di emozioni, di telenovelas e di tifo alla propria squadra, che si cibano di canzoni e storie d’amore, che hanno la passione facile. L’uomo normale occidentale, quello di tutti i giorni, quello che pensa sempre, è centrato nel terzo chakra, a volte anche nel secondo chakra o nel primo, tutto dipende dalla sua evoluzione. Essenzialmente la sua vita è diretta dai desideri, dalla sua personalità sociale, dalle sue frustrazioni: non conosce ancora la sua interiorità.

Pochissimi esseri sono centrati sul chakra del cuore ed aprono il quarto corpo, il livello dell’autoconsapevolezza. Fino al terzo sono la natura e la società che promuovono l’evoluzione, aprire il quarto è un lavoro cosciente e volontario che implica grossi cambiamenti. L’unica strada che conosco è la meditazione. Le energie ed i centri sono in stretta relazione con questi diversi livelli di coscienza in cui l’uomo decide di vivere.

 

L’apertura del “corpo di luce

Dalle nostre osservazioni sperimentali su centinaia di soggetti sembra emergere un fortissimo ed incomprensibile aumento di energia sui livelli più sottili, come se l’energia spirituale del quarto o quinto corpo si stesse attivando e diventando sempre più luminosa e “densa”.  Nell’esperienza pratica questo significa che, dieci o vent’anni fa, quando cercavamo di portare i partecipanti all’Accademia a sentire la loro luce interiore, i loro corpo più sottili, impiegavamo mesi, a volte anni. Oggi riusciamo a far sentire la luce interiore anche in pochi giorni, ciò non è dovuto solo alla nostra maggior esperienza, sappiamo infatti che succede a migliaia di persone in tutto il mondo. Questo corrisponde con moltissime profezie, antiche e moderne che affermano un radicale salto di energia e coscienza a livello planetario, un salto quantico in una dimensione più elevata in cui tutti siamo entrati. Questa attivazione significa che per guarire e per crescere è sempre meno importante focalizzarsi sui particolari ed è sempre più importante evolvere nella consapevolezza globale di sé, risvegliare la coscienza centrale, l’essenza.

 

L’asse centrale

L’asse centrale, la controparte energetica della colonna vertebrale, rappresenta, insieme al cuore, il principale sistema di percezione dell'unità dell’essere. L'asse centrale rappresenta l’allineamento, l’armonia, il senso di integrità, delle forze e dei corpi, il pilastro che connette il cielo e la terra: dalla base dei piedi al coccige alla cima della testa, la dimensione fisica e la dimensione spirituale.  Viene chiamato nelle varie tradizioni Sushumna o Antakarana.In realtà si estende oltre il corpo, connettendosi con l’energie elettromagnetiche (telluriche) della Terra e con l’energia sottile del cielo, spesso estendendosi anche per qualche metro sopra la testa. E’ l’asse portante dell’energia del sistema, il cui livello è correlato in modo direttamente proporzionale al grado di integrità psicosomatica della persona. In altre parole: tanto maggiore sarà la frammentazione di una persona tanto più il suo asse sarà energeticamente frammentato, per contro, tanto più elevata sarà l’integrità tra corpo, emozioni, mente e spirito tanto più integra e luminosa sarà la sua energia.

 

L’aura

L’aura, o meglio le aure, circondano il corpo e sono proprio dei "corpi". A volte si attiva un’aura più di un’altra. L’aura può essere di tutti i colori, non è mai di un solo colore, come una nebbia fitta composta da punti di colore luminosi. Cambia in continuazione, ma in meditazione è più stabile. Alcuni maestri hanno un’aura di un unico colore con intorno un campo di grande luminosità radiante. Quando molte persone meditano con il maestro si viene a creare un "Buddhafield”, un unico "oceano" di luci dorate interconnesse e "fuse" tra loro.

 

La circolazione dell’energia nei “canali”

Nel corpo energetico l’energia scorre fluida e libera, con un ritmo ciclico e armonico. Cinesi, indiani e tibetani scoprirono alcuni cicli principali relativi ai canali degli organi. Oggi molti di questi cicli sono interrotti o modificati per la disastrosa alterazione dei ritmi di vita e di lavoro, che non seguono più le cadenze circadiane del sole e del lavoro nei campi, ma quello della luce elettrica o dei turni. Nelle nostre osservazioni abbiamo notato che esistono molti canali paralleli a quelli dell’agopuntura, che a volte si sdoppiano, si biforcano, scorrono vicini, si aprono improvvisamente e si connettono a centri ed organi anche molto distanti, che si illuminano di differenti colori, che possono variare energeticamente di intensità e luminosità in momenti diversi della vita.

 

I due principali flussi energetici

Nell'essere umano esistono due principali flussi energetici che possono essere identificati con il concetto di energia Yang e Yin della tradizione cinese, o con il concetto di Prana e Apana, le energia ascendenti e discendenti della tradizione indiana.

Il primo flusso è ascendente, connesso con l’attivazione energetica, la Kundalini, con l’eccitazione, si muove dai piedi lungo la colonna vertebrale su fino alla testa. È il flusso principale,  ogni volta che ci troviamo ad interpretare un disturbo psicosomatico dobbiamo innanzitutto considerare i vari sintomi nella logica di un'interruzione basso alto dell'energia. Se blocchiamo le attività del primo centro questo flusso di energia non salirà lungo la colonna vertebrale ai centri superiori e si congestionerà nella zona fisica del primo livello psicosomatico. Se chiudiamo il cuore le energie stagneranno nella zona del terzo e non potranno salire in modo naturale dal collo ai centri della testa.

Il secondo flusso è l’energia discendente: “Shaktipath”, è connesso con il rilassamento, con il lasciarsi andare, con la meditazione intesa come consapevolezza di essere nel proprio corpo. La maggior parte degli occidentali soffre di uno squilibrio di energie verso l’alto, che lo iperattivano, portandolo nella testa e distogliendolo dalla consapevolezza del piacere del corpo.

 

 

I sette tipi di ego

I sette centri psicoenergetici, nel corpo mentale, generano delle identificazioni mentali, che si manifestano nei sette tipi di ego o identità. Ogni identità è un’identificazione della mente, potenzialmente libera e “totipotente” (nel senso che ha accesso alle infinite potenzialità dei suoi sette livelli) con un solo livello o centro, che rappresenta una parte limitata e parziale delle proprie possibilità. L’identificazione può essere positiva o negativa. Una persona può esaltarsi di gioia o morire di disperazione per una sua identificazione. Ogni identificazione eccessiva con un centro rappresenta un blocco sul rispettivo livello psicosomatico. Ad esempio il classico blocco materno di secondo-quarto livello, derivato da un rapporto affettivo deficitario e privo di fiducia e riconoscimento, stimola la formazione di forti identificazioni, positive o negative, su tutti i livelli.

 

Primo ego: io sono il mio corpo. La persona si identifica con il proprio corpo: atleti, attori, miss si sentono qualcuno in base a quello che il corpo mostra agli altri: bellezza, forza, charme, presenza. Nella sua accezione negativa le persone sono identificate con la propria grassezza, magrezza, bruttezza, cellulite, rughe, ecc.

Secondo ego: io sono la mia relazione affettiva. La persona si identifica con il suo ruolo relazionale: sono il figlio di.., la fidanzata di…, il marito di…, l’amante o l’amica di…, il padre di... E’ la telenovela della vita quotidiana. In negativo la persona si sente assolutamente incapace di vivere i sostenere un certo ruolo affettivo-relazionale, diventando zitella, orso, misantropo, frigida. Classici blocchi di secondo livello.

Terzo ego: io sono la mia posizione sociale. La persona si identifica nel suo ruolo sociale vincente: sono un imprenditore, una ricca commerciante, un bravo artigiano, una grande traduttrice. Non importa a che livello sociale venga colta la supremazia, uno può sentirsi importante di essere qualcuno in un paese di pochi abitanti. In negativo uno si sente impotente, un fallito, un perdente.

Quarto ego: io sono il mio gruppo. La persona si identifica con la sua città o con la sua nazione, o con il suo partito o con la sua squadra di calcio o religione. Questa identificazione con il quarto centro ha un senso potente perché permette di sentirsi parte di un gruppo, la nuova forma mentale dell’antico senso di protezione del branco. In negativo abbiamo le persone che non riescono a sentirsi parte di nessuna comunità, che si sentono dei “CTF” (completamente tagliati fuori), nei cari più eclatanti diventa la sindrome del vagabondo, dell’eremita, degli emarginati dalla società.

Quinto ego: io sono la mia creatività. La persona si identifica con le sue virtù, la sua creatività artistica, la sua bravura a parlare o scrivere o a fare qualsiasi cosa. Creativi, artisti veri o presunti, poetesse, ma anche esperte di ricamo o di cucina possono entrare in questa categoria. In negativo la persona si sente senza qualità, incapace di esprimere alcunché di speciale.

Sesto ego: io sono la mia ideologia. La persona si identifica con le proprie idee, di solito rigide e fisse, a volte molto elaborate o immaginarie, per merito o demerito, a livello universitario o da bar dello sport,: sono quelli “duri e puri” di destra o di sinistra, sono, i teorici, gli ideologi, i teologi, i filosofi. In negativo sono quelli che non hanno una propria idea su nulla: la maggioranza che non pensa e non vuole pensare. Chi non vuole conoscere nulla di nuovo e di diverso.

Settimo ego: io sono quello che…. La persona si identifica con azioni particolari, umane o spirituali, che escono dai limiti dell’azione individuale, e quindi che trascendono la vita personale e “passano alla memoria dei posteri”.



SQUILIBRI ENERGETICI E BLOCCHI PSICOSOMATICI

 

Mentre la medicina allopatica ha sviluppato un concetto di malattia estremamente più analitica e frammentaria, come è la patologia d'organo o di sistema, la medicina olistica ha sviluppato il concetto di squilibrio e di blocco energetico e psicosomatico.

Il concetto di blocco è un concetto dinamico, che presuppone la percezione della vita-vitalità come flusso di circolazione globale dell'energia-informata all’interno di un modello psicoenergetico unitario di essere umano (Cyber e Cyber 7).

 

Le principali malattie che si manifestano a livello d'organo, nascono molto tempo prima a livello di centri energetici (i chakra), che sono centri gerarchicamente superiori agli organi e ai sistemi, interrompendo un flusso energetico armonico e creando squilibrio da eccesso o difetto.

Ad esempio: se abbiamo un problema di congestione al mediastino, dal punto di vista della medicina ufficiale, abbiamo una alterazione con interessamento di vari organi e funzioni. A volte ciò avviene senza alterazioni di rilievo dei parametri ematici o degli esami di laboratorio. Stomaco, fegato, colecisti, piloro e duodeno possono essere interessati da una generica infiammazione e dolenza, per cui possiamo parlare di dispsia o di disturbi digestivi o di gastrite: diagnosi altamente generiche che il medico cerca di risolvere con farmaci altrettanto generici. Nella medicina psicosomatica questo stesso insieme di sintomi viene visto come una congestione del terzo livello ossia di un blocco fra terzo e quarto centro.  Il terapista avrà dei potenti sistemi per comprendere le specifiche cause del blocco, altrettanti efficaci sistemi terapeutici per ristabilire una corretta circolazione e comunicazione tra le parti che ristabilisca l'unità psicosomatica del paziente.

Le malattie come errori di informazione

Ogni forma patologica può essere interpretata come un problema di trasmissione-comunicazione. Ogni parte dovrebbe essere in armonia di scambio energetico-informatico con ogni altra. Tra ognuno dei sistemi fisici (tre foglietti, sistemi organici), dei sistemi energetici (centri, chakra, canali energetici), o neurologici (metameri, cervelli, emisferi) si possono creare dei blocchi di energia-informazione ossia dei problemi di equilibrio-comunicazione.

Una ferita, per esempio, è un’interruzione di comunicazione tra cellule di una stessa rete con perdita di energie e materia, l’informazione dell’avvenuta interruzione viene inviata ai centri superiori, all’unità centrale di coscienza che provvederà a mettere in atto comportamenti utili per riconnettere le parti. La mancanza di un elemento chimico essenziale interrompe il circuito energetico/informatico di un ciclo metabolico e la coscienza dell'organismo cercherà di procurarsi quell'elemento attraverso l'alimentazione o di mettere in attività altri cicli metabolici secondari per compensare l'interruzione. Se l’unità nella sua globalità riesce a trovare soluzioni, sopravvive, se non vi sono soluzioni l’unità “muore”, la rete si scioglie. I codici errati di un DNA mutato, come l’introduzione di sostanze chimiche che alterano le comunicazioni, bloccandole o accelerandole, sono esempi già uti­lizzati di come le malattie possono essere ricodificate in termini ciberneti­ci, anche se il più importante campo di applicazioni della visione olistica è sicuramente quello psichico.

 

Analisi energetica – psicosomatica dei blocchi

Seguendo l'ipotesi di partenza, il tipico blocco psicosomatico si manifesta principalmente come difficoltà nella comunicazione-trasmissione delle energie/informazioni sui tre livelli principali: funzionale, emotivo e psichico. Ogni emozione bloccata, ogni pensiero non verbalizzato, ogni sentimento o sensazione non espressa crea uno squilibrio o un blocco nelle energie del corpo. Le energie sono cariche elettromagnetiche - correnti o statiche - che possono alterarsi e concentrarsi o scaricarsi, esattamente come una pila, possono aumentare il loro calore per “resistenza”, possono scorrere fluidamente o in eccesso, oppure stagnare. Le energie hanno un “voltaggio”, ossia possono vibrare a bassa intensità (pochi Volt) o ad altissima frequenza. I cinesi percepivano l’energia in modo analogo all’acqua, quindi parlavano dei percorsi energetici nel corpo come “canali” con una loro sorgente, un pozzo, ecc. Quando un canale viene ostruito verso la sue terminazione l’energia in quella zona aumenta, come acqua che si alza e si accumula, se invece viene chiuso il canale che porta l’energia-acqua, in quella zona l’energia scarseggerà, diminuirà. I cinesi, come gli indiani sapevano che il corpo è comunque pieno di canali secondari che permettono alle zone bloccate di non scoppiare di energia o di non prosciugarsi e morire.

In psicosomatica ogni blocco psicologico o emozionale si riflette in un parallelo blocco delle energie somatiche e viceversa.

Il blocco energetico appare somaticamente come uno specifico eccesso o difetto di attività fisiologiche: tensione o rilassamento della muscolatura e della respira­zione della zona (blocco celle energie-informazioni del sistema rettile/endodermico), un parallelo blocco della sanguificazione e delle emozioni (blocco del sistema mammifero/mesodermico) e da un blocco psichico che dipende da fattori di apprendimento-condizionamento familiare, sociale, storico, etico e religioso (blocco del sistema neocorticale/ectodermico).

 

Riconoscimento fisico degli squilibri e dei blocchi

Vediamo nel dettaglio come gli squilibri energetici-psicosomatici si manifestano nel corpo attraverso alterazioni dei cinque sistemi fisiologici principali:

 

sistema circolatorio; alterazioni dell’irrorazione sanguigna (stasi o iperemia) con eccesso di calore o freddezza. Il corpo dev’essere tutto tiepido, non deve essere né troppo caldo né troppo freddo. Se mettiamo le mani sul corpo di una persona e le facciamo scorrere per esempio dalla fronte all’inguine, ci rendiamo conto che esistono delle zone decisamente più calde (eccesso energetico) o più freddo (vuoto, carenza). Ricordiamo che ci sono inoltre tipologie morfologiche più calde o più fredde. La stasi del linfatico è anche espressione di un’alterazione del sistema sanguigno.

 

sistema respiratorio; zone che respirano troppo o che non hanno la normale pulsazione respiratoria. Normalmente facendo respirare la persona si vede come respira, se con il petto o la pancia.  E percepiamo con chiarezza se ci sono blocchi alla gola, alla parte alta del torace, al cuore, al diaframma allo stomaco o al basso ventre. Il respiro deve essere uniforme e fluido tra pancia e petto. Il respiro può essere bloccato (la parte non si muove, non respira) o in eccesso (tipico dell’iperispirazione cronica toracica o addominale), quindi può respirare solo in alto e la pancia non si muove o solo in basso e il torace non si muove. Se chiedo di respirare in una certa maniera lo può fare, anche “respirare nel braccio” o “respirare nei piedi”, e se lo fa la sua percezione energetica scorre.

 

Sistema muscolare; con muscoli eccessivamente contratti o ipotonici, si cerca di sentire la massa muscolare, ci sono dei punti dove i muscoli fanno male perché sotto c'è tensione. Il muscolo può essere troppo teso o flaccido. Ci sono casi di prolasso. Molte tensioni muscolari rivelano una protezione delle parti interne che sono vissute come fragili o deboli. Caratteristica, nelle persone timide o ferite, è la chiusura delle spalle per proteggere il cuore, (con conseguente tensione muscolare alle spalle posteriormente e ai pettorali (anteriormente).

 

Sistema nervoso; che si manifesta come ipo o iper sensibilità. Il sistema nervoso è il più delicato sistema umano, la capacità di percezione può essere enormemente aumentata e sviluppata, ascoltando le sensazioni interne della persona entriamo in contatto con le percezioni reali del corpo energetico-psicosomatico. Ci sono una serie di percezioni che sono caratteristiche di blocchi: disagio, pesantezza, irritazione, insensibilità, tensione, ecc. Il sistema nervoso insieme al sistema respiratorio possono portare ad una diagnosi precisissima: chiedendo di respirare in una certa parte del corpo e di sentire attentamente le sensazioni, (e aiutando la persona a chiudere gli occhi e ad aumentare la sensibilità e la qualità della sua percezione) possiamo avere una precisa descrizione del blocco, spesso delle sue origini  e degli elementi psicosomatici che lo caratterizzano

 

Sistema osseo-posturale; che si manifesta in alterazioni della postura, asimmetrie, disarmonie. La postura ci dà indicazione dell’armonia, della ‘bellezza’ del corpo.  Si possono osservare zone armoniche e zone disarmoniche. La bellezza di un corpo è nell'insieme armonico delle proporzioni delle forme. si può essere più o meno integri, proporzionati nella propria magrezza o grassezza. L’analisi di  una serie di posture permette di individuare dove sia necessario un ribilanciamentoe. Il lavoro del massaggio è sulla struttura, però è limitato, perché la tensione del passato va sciolta in profondità.

 

Alcuni esempi

Vediamo alcuni esempi molto generici: un tipico blocco femminile come una dismenorrea si manifesta normalmente ad un’attenta analisi con una generale tensione della muscolatura lombare e inguinale (difficoltà di muovere fluidamente il bacino), con una difficoltosa o quasi inesistente pulsazione e respirazione addominale bassa, con un tipico senso di difesa muscolare o di insensibilità sul quadrante inferiore dell'addome e con una serie di sensazioni ed emozioni negative connesse alle specifiche attività funzionali. L'analisi psicologica profonda rivelerà probabilmente episodi o convinzioni negative relative a passate esperienze sessuali o affettive. Ogni blocco, su qualsivoglia livello si presenti, tenderà a manifestarsi nella zona specifica e sull’intero essere come mancanza di piacere, tensione, dolore psicofisico o alterazione della normale bellezza e integrità della parte.

La malattia può nascere da ogni livello: se il corpo fisico, ad esem­pio, non assume iodio con il sale, come a volte è accaduto in passato, si crea un blocco del ciclo metabolico che si ripercuote nel tempo sulla tiroide e sull’intero sistema sensoriale, emotivo ed intellettuale dell’essere umano, portando nello specifico caso a forme di ritardo psicofisico. Malattie che nascono dal livel­lo energetico (energia vitale o elettromagnetica) - comuni nella società industriale - compaiono quando l’uomo si isola dai ritmi della natura, si ciba di alimenti troppo conservati, non respira aria fresca, non beve acqua sorgiva, indebolendo così la sua vitalità. Quando, ad esempio, non rispettiamo il ciclo circadiano di luce e buio, perchè stiamo svegli di notte fino a tarda ora e dormiamo poi la mattina o quando non prendiamo sufficientemente il sole, alteriamo i delicati cicli interni che dipendono dall’epifisi e regolano molti altri ritmi ormonali, creando squilibri che possono riflettersi in stati di depressione generale.

 

La consapevolezza globale di sé come elemento chiave della diagnosi e della terapia

In stato di normale salute la psiche e le energie fisiche fluiscono nel cervello e nel corpo dando una sensazione di piacere globale, di gioia di vivere. Quando nella psiche un pensiero o un’emozione viene inibita, negata o esaltata la sua controparte energetica-fisica sarà rallentata, bloccata o iperattivata e da questo nasce il senso di insensibilità, tensione o dolore. L’energia la percepiamo come sensazioni corporee. Una delle caratteristiche fondamentali della medicina olistica è che la cura avviene attraverso un aumento della consapevolezza delle sensazioni del corpo, un salto di qualità nella percezione globale del proprio essere che nasce dal risveglio della coscienza interiore di sé. Poca energia dà insensibilità, l’energia bloccata dà sensazioni di chiusura o stagnazione, l’eccesso di energia dà ipersensibilità, tensione o dolore.

Blocchi emotivi

La grande maggioranza dei blocchi psicosomatici nasce da una iperstimolazione o da un'inibizione a livello emozionale. Consideriamo un generico blocco emozionale (schematizzato dal blocco dal terzo centro), come ad esempio uno shock dovuto ad incidente automobilistico. Normalmente la persona vive un eccesso di paura e, nella grande maggioranza dei casi, non riesce a esprimerlo e a scioglierlo del tutto con la voce e il pianto. In tale persona potremo osservare un'alterata fluidità dell'energia/informazione: la memoria inconscia la spingerà a non rivivere quell’emozione associata alla macchina, e a rifiutarsi così di guidare o ricreare situazioni simili. Potremo a volte osservare che questo blocco ha influenzato la mente creando fantasie, timori immagina­ri o fobie o che si è allargato ai corpi inferiori creando, ad esempio, una rigidità dei muscoli della schiena o una difficoltà alla respirazione diafram­matica. Se questi blocchi somatici secondari non vengono riconosciuti e sciolti, col tempo possono creare ulteriori disfunzioni, ad esempio nausea da blocco diaframmatico o rigidità nucale. In presenza di questi ultimi sintomi, un medico dovrebbe essere in grado di ricostruire l’intero percorso attraverso un’attenta analisi, di agire sulla parte tesa con massaggi profondi o altre tecniche corporee, e infine di scio­gliere il nodo psicoemotivo che vi è alla base.

Blocchi psichici e genesi dei condizionamenti

Nella nostra società i blocchi emozionali sono quasi sempre collegati a condizionamenti culturali negativi. Abbiamo vissuto millenni di cultura basata sull’aggressività, il potere, il patriarcato e la divisione, e tutto questo è profondamente inscritto nella nostra struttura psicofisica. La strategia dell'educazione e della legge è basata sulla paura del giudizio e della punizione e sul senso di colpa: spesso questo si riflette anche sul modo di fare medicina e di imporre terapie.

Quando un piccolo rettile nasce non ha praticamente bisogno di alcun apprendi­mento: il suo comportamento è semplice e stereotipato (basso indice di libertà del sistema), tanto da permettere al suo DNA di contenere tutte le informazioni necessarie. Quando nasce un piccolo di lupo o di altre specie animali evolute, ha bisogno di una certa cura materna e un periodo di mesi di apprendimento, per imparare dai genitori i comportamenti più utili e le strategie più arti­colate per sopravvivere. Maggiore è l’ordine di un sistema vivente, maggiore è il numero delle informa­zioni necessarie per definirlo.

Quando l’essere umano viene alla luce, si trova in una situazione molto pecu­liare, in quanto la sua mente (l'attività della neocorteccia che lo distingue dagli altri animali) è praticamente una tabula rasa. Il suo cervello istintivo/metabolico funziona perfettamente, ma necessita di un periodo di anni di cure e di apprendimento. In questo periodo il piccolo si alimenta avidamente di ogni tipo di informazione comportamentale, emozionale e intellettuale che prende in particolare dai genitori. Biologicamente questo apprendimento familiare dovrebbe assicurargli la migliore sopravvivenza futura e non vi è traccia di dubbio, nel sistema di credenza del piccolo, che i suoi genitori siano fidati. Avendo inventato culture, leggi e fedi rigide e, per lo più, non sperimentali, l'uomo si è esposto al rischio di accettare dei codici di comporta­mento e di pensiero errati o anacronistici: così è stato fino ad ora

 

Il concetto di squilibrio e di blocco

le alterazioni lievi e gravi della circolazione energetica normalmente possono essere chiamati squilibri, 

La gravità del blocco è proporzionale all’intensità dell’energia vitale della persona e alla sua sensibilità.

 

Pieno e vuoto energetico

l'eccesso e il difetto della carica energetica degli organi e dei canali.

  

Tavola dei blocchi psicosomatici

Figure dai disegni

I punti segnati nelle foto devono essere quindi sentiti dall’interno (sensibilità) e dall’esterno (calore, rossore, ecc.). Nel corpo sano i punti non sono mai dolenti! Il dolore è sinonimo di alterazione e disturbo energetico-psicosomatico. Molto dolore equivale a grave alterazione.

 


 

 

I BLOCCHI PSICOSOMATICI COLLETTIVI

 

La ricerca sui blocchi generali collettivi

Il blocchi collettivi o generali sono condizionamenti comuni ad una intera popolazione, e sono il frutto dei condizionamenti globali di una società e di una cultura. Culture diverse hanno condizionamenti diversi e generano blocchi diversi. Questo capitolo del libro è della massima importanza in quanto, prima ancora di affrontare i blocchi individuali, dobbiamo comprendere che esistono blocchi psicosomatici collettivi comuni ad una larghissima parte della popolazione e che, proprio per il fatto di essere comuni a tutti, spesso non vengono neppure considerati o vengono considerati “normali”. Se tutta la società occidentale è basata sullo stress, il blocco da stress o da ansia verrà considerato uno stato “normale” e quindi curato solo nei caso più gravi. Le conoscenze relative ai blocchi generali sui sette livelli psicosomatici sono nate da una lunga sperimentazione di oltre venti anni su gruppi di persone che, senza nessuna idea o preconcetto, hanno lavorato collettivamente sui blocchi psicosomatici manifestando così un’evidentissima similitudine tra i tipi di blocchi. Ciò che è emerso in questa lunga ricerca, che continua di anno in anno a svilupparsi, è una serie di punti comuni, di blocchi emozionali e psicologici collettivi, che nascono da una coscienza sociale collettiva, anche se, forse, sarebbe meglio chiamarla incoscienza sociale collettiva. I gruppi di sperimentazione, esattamente come i ”proving” dell’omeopatia, sono composti da alcune decine di persone (trenta-cinquanta) che, insieme, lavorano sull’apertura dei blocchi delle varie aree somatiche, attraverso varie tecniche olistiche (di respirazione, di bioenergetica, di rilascio emozionale, di massaggio profondo, di tecniche di energetica, di apertura dei centri energetici, di consapevolezza interiore, ecc.) e registrano tutte le sensazioni che emergono, le emozioni bloccate, le paure, i sentimenti, le comuni basi psicologiche. Ciò che risulta è un lavoro interessantissimo, un vero quadro dei blocchi psicosomatici collettivi, ossia intimamente presenti in tutta la società e quindi, comunque vada, anche in ogni singolo individuo. La differenza individuale è nel grado di intensità, di profondità, di gravità, di cronicizzazione.

Invitiamo coloro che desiderassero maggiori informazioni a leggere sull’enciclopedia olistica - ai siti Internet www.globalvillage-it.com\enciclopedia\evo\index.htm  e www.globalvillage-it.com\enciclopedia\med\med04A.htm le cronache di due differenti “cicli di crescita” dell’Accademia Olistica del Villaggio Globale.

 

I tre blocchi principali nascono dall’inconsapevolezza di sé

Ciò che emerge chiaramente dal quadro globale è che i blocchi collettivi sono il frutto di una società e di una cultura che da millenni è stata orientata alla violenza dell’uomo sull’uomo, sulla donna, sui bambini, sugli animali e sulla natura. Viviamo in una realtà di relazioni umane forzate, poco rispettose e orientate alla competizione, i blocchi spesso nascono da vecchie concezioni ideologiche religiose, politiche e culturali, basate sul giudizio, sulla paura del diverso, da modi di pensare ristretti e dogmatici

Nascendo in questo contesto si sviluppano i principali condizionamenti che sono alla radice dei blocchi collettivi. I blocchi collettivi sono profondi e “intoccabili” in quanto sostenuti dalla grande maggioranza della società: liberarsi da un blocco collettivo significa vincere un “tabù” collettivo, e questo può essere realizzato solo ritrovando la propria identità e la propria forza interiore, la propria autonomia di azione, pensiero e coscienza. Spesso andare contro un condizionamento collettivo genera un forte senso di paura e di angoscia di essere isolati dal contesto sociale.

I blocchi collettivi sono blocchi generali, maggiori, molto strutturati e profondi, che creano alterazioni nella circolazione psicoenergetica globale, essi influenzano aspetti primari della vita umana, quindi è essenziale comprendere che occorre operare sui blocchi generali prima di intervenire sui blocchi minori o specifici. Nelle principali tradizioni antiche, come nella tradizione cinese, indotibetana o sciamanica, i blocchi generali non erano molto evidenziati, in quanto l'essere umano di quel tempo era psicosomaticamente molto più equilibrato e naturale. Nella nostra cultura invece le gravissime alterazioni dei ritmi energetici, dei cicli naturali, dei tempi di lavoro, dell’ambizione sociale e delle relazioni umane hanno creato paralleli blocchi di particolare gravità.

Intervenire sui blocchi minori con tecniche fisiche, energetiche, psicosomatiche o spirituali, senza operare sui blocchi maggiori significa essenzialmente ridurre l'efficacia terapeutica anche del 60-70%.

 I principali blocchi psicosomatici collettivi osservabili nella nostra società sono dovuti ad una serie di cause concatenate, ad un circolo vizioso. La prima causa, per noi fondamentale, condiziona in sequenza le altre tre:

1.      La mancanza di consapevolezza profonda (o spirituale) intesa come assenza di una coscienza globale di sé. Essendo la coscienza globale di sé che genera e mantiene il senso di unità psicofisica, la sua assenza, ossia l’inconsapevolezza di sé, porta alla frammentazione tra corpo, cuore e mente, da cui derivano i tre successivi blocchi collettivi:

2.      La chiusura del cuore e dell’amore: è il principale blocco psicosomatico in quanto il cuore è anche la sede della coscienza globale di sé. La sua chiusura provoca carenza di umanità e di senso della vita, e difficoltà di comunicare sentimenti di amore e di empatia.

3.      L’iperattività della mente materiale: ciò che non può essere vissuto spontaneamente col cuore deve essere immediatamente razionalizzato dalla mente. La testa, staccata dal cuore, comanda e controlla le emozioni e il corpo. L’ io della mente (l’ego) sostituisce il sé globale.

4.      Il controllo e l’inibizione del corpo e del piacere di vivere: l’eccessivo controllo mentale e la chiusura affettiva-emozionale portano all’inibizione del “corpo” inteso come vitalità, spontaneità, istintività e libera sessualità.

 

Cerchiamo di analizzarli più nel dettaglio. 

1) L'inibizione generale del cuore genera nelle persone e nei bambini in particolare, la sensazione collettiva che l’esistenza (famiglia e società) siano senza amore, e quindi la percezione di non aver ricevuto sufficiente affetto, comprensione e riconoscimento personale. Senza amore nasce la sensazione che la vita sia fredda, che non abbia senso, che l’esistenza sia ostile, che Dio sia un dovere, una legge, un timore. Quindi si diventa chiusi, scettici, sfiduciati, spenti, senza entusiasmo. La persona si comporta in modo rigido e controllato, viene persa la spontaneità e la fluidità della comunicazione e dei movimenti. Chiudendo il cuore, che deriva dal mesoderma e che rappresenta il ponte tra corpo (endoderma) e mente (esoderma) si frammenta l’unità psicosomatica. Il cuore che insieme ai polmoni rappresenta il motore della comunicazione, si chiudono così le potenzialità di esprimere il positivo-negativo interiore e si accumulano emozioni positive-negative non espresse: amore, entusiasmo, fiducia, oppure rabbia, paura, depressione, giudizio.

 2) L’iperattività della mente. Chiudendo il cuore che sperimenta la vita attraverso le percezioni, le sensazioni e le emozioni dirette, tutto il vissuto viene mediato dalla mente, dalla testa che deve capire, ragionare, valutare. L’iperattività della mente materiale-razionale genera una certa inibizione della mente intuitiva-spirituale, dell’intuizione, dell’intelligenza creativa, vitale e amorevole e in ultima analisi del libero pensiero. La persona segue schemi di vita precostituiti, ha paura di cambiare e di ragionare in maniera autonoma, spiritualmente non si sente un'anima, psicosomaticamente non si sente una unità autonoma, quindi deve sottostare alle gerarchie famigliari, sociali, religiose a cui si appella (sperando) per entrare in contatto con sé, con il senso di vivere, con Dio, non può farlo direttamente.

 3) L’inibizione del corpo. La consapevolezza globale e l’apertura del cuore, portano una persona a vivere nel corpo, nella sicurezza delle sue sensazioni fisiche, nella fiducia delle sue percezioni e dei suoi istinti. L’inconsapevolezza di sé, la chiusura del cuore e la parallela iperattività mentale, generano un senso di separazione tra se stessi e il proprio corpo. Il corpo diventa una macchina da comandare e guidare, spesso da controllare e inibire. Tutto questo genera mancanza di piacere, una delle principali caratteristiche spirituali dell’energia-intelligenza vitale. L’inibizione del piacere ci toglie la capacità di vivere nel presente, di assaporare il senso della vita che scorre dentro e fuori di noi. Tutte le funzioni fisiologiche – mangiare, fare l’amore, dormire, giocare, lavorare, evacuare - che dovrebbero essere fonte di piacere e di esperienze interiori, vengono controllate dalla mente e diventano rigide, innaturali, artificiali, meccaniche. Le persone perdono la spontaneità istintiva di vivere, perdono la giocosità, la curiosità, la ricerca dell’avventura. Viene inibita l’intelligenza di vivere giocosamente, anche fare l’amore diventa un’attività mentale. La persona diventa controllata, grigia, rigida, morta, ferma, senza slanci.

 

Psicosomatica della situazione planetaria

Per capire la psicosomatica sociale e quindi il lavoro sui blocchi psicosomatici collettivi dobbiamo soffermarci ancora sull’attuale stato della coscienza sul pianeta e comprendere l'evoluzione umana in questo momento proprio dal punto di vista planetario. Vorrei fare un inciso e sottolineare che la “coscienza planetaria” intesa come l'evoluzione della coscienza umana oltre i suoi attuali limiti è l'impegno fondamentale del Villaggio Globale e del Club di Budapest di cui siano “Centro di Coscienza Planetaria”. Lo stato di devastazione ecologica a livello di pianeta è semplicemente il riflesso dello stato di devastazione umana. Le relazioni umane a livello di pianeta sono devastate in quanto prive di quella qualità profonda che possiamo chiamare “anima” ma anche più concretamente “cuore”.

Ricordiamo che il cuore, in psicosomatica olistica, è il centro dell’identità e dell’autoconsapevolezza, e genera stati di estrema importanza nella vita umana, di cui l’”amore” è solo la più evidente; il cuore genera anche il senso dell'essere, di identità personale, la gioia di vivere, il senso della vita, la visione etica e umana di ogni relazione. Il cuore inteso nella sua realtà profonda, ossia come Shen centrale o coscienza di sé, è il centro del sistema psicosomatico umano e ogni sua minima alterazione si ripercuote sull’intero organismo. La percezione della globalità dell’essere è una manifestazione primaria dell’energia di amore-gioia onnipervadente del cuore. Essendo il cuore il reggente del mesoderma - la struttura che alimenta e connette il corpo con la testa - la chiusura del cuore genera immediatamente la dicotomia-schizofrenia tra mente e corpo.

La mancanza di cuore porta ad una chiusura dei flussi energetici dell’area del petto e del diaframma in particolare che chiude il grande flusso energetico che sale dal corpo e dal secondo (sessualità amorevole) e terzo livello (potere di essere sé stessi). Questo provoca una serie di alterazioni e congestioni dello stomaco, e dei ritmi digestivi, metabolici e sessuali. La chiusura del cuore spegne lo Shen della gioia di vivere e genera oppressione negli Shen di fegato, milza, rene (aumento della rabbia, depressione, paura). La chiusura del cuore porta quindi a non poter “pensare” col cuore, con lo Shen centrale dell’amore e quindi a veicolare tutto il pensiero alla testa, ragionando, razionalizzando, astraendo, fantasticando.

 Nonostante una serie di parametri relativi alla libertà, alla democrazia e ai diritti stiano comunque crescendo in tutto il mondo, siamo ancora molto indietro rispetto al reale potenziale e al bisogno della natura umana. Viviamo in una civiltà violenta e senza etica in cui prevalgono elementi che caratterizzano la vita animale: il potere del più ricco, il possesso del territorio, l'aggressività dell'individuo sugli altri, il desiderio di accaparrarsi più cose possibili sulla base del dominio. “Sono tanto più forte quanto più domino”. Possiamo senz'altro dire che il livello del pianeta e quello della nostra civiltà che ormai perdura da circa 2000 anni è quello di una civiltà che è stata caratterizzata da mancanza del centro del cuore. Siamo parte di una civiltà in cui l'amore non prevale sull'obiettività e in cui il connubio tra l'aspetto profondo del cuore e l'esperienza globale del nostro essere è un sogno. Ogni religione, ogni filosofia, ogni principio educativo, psicologico o medico che in passato aveva come principale scopo quello di dare totalità e globalità all'essere vivente, di risvegliare la ricerca di sé, si è come assopito, perso, soffocato dai bisogni commerciali, politici, economici. Da migliaia di anni ormai abbiamo una civiltà che non consulta il cuore, che non applica i valori spirituali nella vita quotidiana. La nostra storia è la storia delle guerre, degli imperi e delle conquiste.

Che cosa comporta per l'essere umano l'essere senza cuore? La chiusura del cuore corrisponde immediatamente al prevalere degli istinti più bassi e ad un evidente aumento dell'energia sul terzo livello (stomaco, plesso solare). Le energie sociali sono tutte sul terzo livello. Tutte le relazioni avvengono a livello più basso. Ma su questo livello prevalgono le grandi emozioni ed in particolare gli istinti dell'aggressività, dell'attacco o della fuga. Nella scuola come nelle relazioni prevale il dovere e la serietà sull'affettività e la comprensione. Il terzo livello umano è quello delle emozioni, dei desideri, dei giudizi, di ruoli sociali di forza. Ha più potere chi riesce a dare più giudizi sugli altri.

 

I tre livelli della società

L’evoluzione sociale può essere concepita come una progressiva evoluzione dei centri psicofisici (chakra) che partendo da società essenzialmente legate alla sopravvivenza (1° livello – centro), sviluppano successivamente elevati livelli di comunicazione e legame affettivo, sociale, culturale, artistica (2° livello – centro), e dopo questo sviluppano una cultura più mentale, tecnologica, economica, industriale (3° livello – centro), il passaggio successivo, di cui faremo qualche accenno nell’ultimo capitolo del libro, è quello di sviluppare una società di quarto livello, fondata sui valori umani e interiori, sul rispetto verso tutti gli esseri umani e verso la Terra.

Gli esseri umani di primo livello sono quelli più primitivi, che dovevano badare essenzialmente alla sopravvivenza fisica, moltissime popolazioni vivono in situazioni di sopravvivenza economica e umana, molti bambini, donne, uomini non sopravvivono. Le civiltà che hanno di che sopravvivere si evolvono dalle civiltà più primitive e normalmente sviluppano condivisione sociale, arti, ritualità sociali, senso di gruppo, comunione dei destini: le civiltà di secondo livello. Qui prevale l'interrelazione, non c'è ancora una vera scelta ma c'è un'arte, le cerimonie, i riti collettivi. Il terzo livello sociale inizia dove comincia a prevalere la mente. Il terzo livello è livello dove la mente viene usata nella maggior parte dei casi per soddisfare i desideri più bassi. Il pericolo di questo livello è proporzionale alla potenza generata dalle conoscenze tecnologiche che dovrebbero essere completamente bilanciate da una coscienza amorevole e umana altrettanto sviluppata. Ma non è così! “La scienza si è sviluppata molto di più rapidamente della coscienza” sostiene Ervin Laszlo e questo comporta un potenziale futuro disastroso per l’intero pianeta. Chiunque può acquistare un fucile automatico, o una sega elettrica con cui decimare alberi secolari, o spargere pesticidi cancerogeni sulle culture che poi mangeremo. Una società di terzo livello tecnologicamente avanzata, senza un potente equilibrio di quarto livello, è un rischio estremo.

 

La cultura tecno-rettile

Una multinazionale è retta da un cervello rettile di gruppo, ossia da una mente egoista collettiva, che vuole utilizzare ogni strumento tecnologico, mediatico, economico o politico per guadagnare molto, per possedere sempre di più; non le importa niente di chi fa fuori, di chi sfrutta, che siano persone, foreste, balene o altre aziende. Per certi aspetti la multinazionale potrebbe essere chiamata di livello tecnico-rettile, ciò significa che utilizza la tecnologia più elevata in una logica rettile. Dall'altra parte tutta la parte della mente legata al cuore viene ignorata e rimandata solo alle pubblicità emotive. Questo tipo di civiltà ignora i concetti di sostenibilità e di rispetto dell'uomo. Abbiamo una civiltà occidentale espressa dal G7 (i sette paesi più industrializzati) che mangia più del dovuto e getta via un'enorme quantità di cibo mentre migliaia di bambini muoiono di fame. È una civiltà insensibile dove la cultura è in mano al potere che è diventato ormai il canale di espressione degli interessi economici. Quella piccolissima parte di cultura alternativa, viene schiacciata anche a livello di giudizi.

Quindi per primo la mancanza di cuore nella nostra civiltà significa un eccessivo sviluppo e potenziamento del terzo livello. Questo significa che invece di lavorare con il cuore ed avere il senso della globalità, ogni persona per gestire il corpo deve pensare molto a che cosa è giusto, corretto, opportuno, ecc.. Per i primi due livelli il risultato è un eccessivo lavoro della parte bassa ed un parallelo eccesso di utilizzo della mente nel terzo.

Al contrario di quanto affermano comunemente gli scienziati noi utilizziamo molto più del 100% dell’attività del nostro cervello, per questo dimentichiamo la maggior parte delle informazioni che acquisiamo. La nostra struttura scolastica propende infatti ad inflazionare la quantità di informazioni senza badare al senso. Anche l'impostazione delle nostre "scienze" è opinabile infatti si scorda sempre di mettere in evidenza che le sue scoperte sono valide per il momento attuale ma che potrebbero essere messe in discussione in qualsiasi momento. Questo crea una scienza senza cuore, senza comprensione. L'attività corticale alta è quella dominante sul cervello limbico, mammifero e sul cervello più profondo che è il cervello rettile. Il cervello mammifero è quello delle emozioni, quello che gestisce il cuore. Il cervello rettile è quello che gestisce la pancia. I due cervelli vengono soverchiati dall’iperattività mentale. Quindi possiamo dire che il 10% relativo allo sfruttamento del nostro cervello, di cui parlano erroneamente gli scienziati, è in effetti la percentuale relativa al potenziale umano di consapevolezza. Ciò significa che non potremo diventare dei cervelloni. Ricordiamo anche che l’iperattività della parte alta del cervello ed in particolare dell’emisfero sinistro, quello che gestisce la parte razionale e la contemporanea inibizione della parte emozionale-limbica, produce sempre le basi per un sistema immunitario deficitario. E' necessaria una nuova educazione olistica, orientata alla psicosomatica e all’evoluzione della consapevolezza, che riduca le informazioni mentali ed insegni ad aprire la sensibilità umana e la coscienza planetaria.

Analizziamo ora, partendo da queste considerazioni generali, i sette livelli psicosomatici e i loro blocchi specifici, nel loro aspetto collettivo e individuale:

 

IL PRIMO LIVELLO PSICOSOMATICO

IL POTERE DELL’ENERGIA DEL CORPO

 

 

Il primo centro ed i suoi blocchi generali

Il primo centro è la sorgente dell'energia del corpo fisico. È un centro di colore rosso, caldo, vivo, brillante che governa le energie di tutto il corpo fisico: il livello più “materiale” dell'energia che è la matrice della vita. Infatti il suo nome è Muladhara che significa chakra della radice, quindi se non abbiamo radici il nostro albero muore. Se noi abbiamo un albero della coscienza in cui la radice non assorbe, tutto l'albero sarà debole, è un po' secco. Poche sono le persone che riescono a crescere con il primo chakra aperto; sono comunque persone che hanno una forte fisicità, sessualità ed esprimono un senso di presenza fisica. Spesso sono caratterizzati da istinti primari molto forti (sesso, mangiare, territorio, dormire...). Sono bambini o bambine sostenuti da questo tipo di atteggiamento di “sano” egoismo. Il blocco di primo chakra è legato alla paura di sopravvivere, di morire (di fame, di stenti, di abbandono nella foresta), nella tradizione di tibetana viene associato alla gelosia, non la gelosia mentale, ma quella primaria (il secondo fratello che toglie spazio, amore, attenzione); oppure un padre violento, che ti picchia; una mamma che non ti dona amorevolmente il corpo, con il calore, con l'abbraccio, che è chiusa. È molto connesso con i reni, con la colonna vertebrale, con la pianta dei piedi: le persone con un buon primo centro sono ben ancorate a terra (grounding) e hanno una camminata decisa, stabile. Il primo chakra è legato alla persona che c'è, che può incutere anche timore. Il primo chakra è il centro della vitalità del corpo e della sua manifestazione fisica. I bambini con il primo chakra ben aperto corrono, ridono, si buttano in terra, giocano. Sono quelli che se non stai attento vanno nell'eccesso e combinare guai; il bambino troppo fisico che sfida le situazioni e a cui non importa se lo punisci. Sono stabili forti, sono persone che se non hanno un adeguato lavoro sul cuore e sull'intelletto possono diventare troppo istintivi, animaleschi, fare paura. La parte del sistema nervoso più connesso con il primo chakra è il cervello rettile. I rettili quando fanno le battaglie per l'accoppiamento o il territorio, si battono a sangue, si possono ledere pesantemente. Invece i mammiferi possono fare battaglie, ma senza spargere molto sangue. Si misurano con la forza, con il ruggito, con la presenza, ma non col sangue. Il primo chakra è un centro che dà la brillantezza al corpo fisico. Dà un senso di vigore, di esserci. Questo è molto evidente nelle razze nere quando non sono state boicottate dall'Occidente (i Papalagi). Il primo chakra è la saggezza e l'intelligenza della vita. Se è aperto il primo chakra, una persona è intelligente e diretta. Il primo chakra è quello che spinge sul secondo, sulla sessualità. Le energie di primo chakra, quando è aperto e vitale, porta ad una buona sessualità, goduta nel corpo, giusta, con il suo ritmo e la bellezza.

La paura (del dolore - punizione) è la chiave del processo di educazione della nostra società, nella famiglia, nella scuola, addirittura nella religione (timor di Dio, paura dell’inferno, giudizio divino, pena eterna). La punizione fisica, emozionale o mentale è sempre presente.

Ogni volta che qualcuno nella nostra società vuole insegnarci qualcosa ce lo insegna attraverso la paura ed il dolore. Invece di insegnarci come vivere e crescere attraverso la comprensione, la saggezza e l’amore, ce lo insegna attraverso la paura, l’inibizione dell’azione.

I blocchi psicosomatici del primo livello

Liberare le energie negative bloccate nel primo centro è un lavoro spesso difficile, proprio perché sono le radici più profonde, inconscie,  dell’albero della coscienza e poi perché legate alla paura, alla rimozione, alla negazione. Spesso il lavoro di apertura del primo livello avviene come passo successivo, di solito dopo un lavoro sul terzo e sul cuore, quando la persona ha raggiunto una percezione di sé più stabile e integra e si sente pronta ad affrontare le proprie paure. La liberazione delle energie di primo livello è forte, primitiva, essenziale, legata ai bisogni primari, emergono sensazioni molto fisiche, paure di sopravvivenza, istinti di fuga, paura delle botte, dell’abbandono fisico, di morire fisicamente di stenti o di cause simili. Si libera la paura in tutte le sue forme, si liberano grida, urla, strilli, a volte molto primitivi, infantili, arcaici. Si liberano di solito anche le paure psicologiche di livelli superiori, legate alle figure dei genitori o di colori che sono stati causa di questi traumi e blocchi.

I blocchi di primo chakra sono percepiti come una serie di differenti tensioni, dolori, chiusure o vuoto (assenza di sensazioni) alla parte bassa della spina dorsale. Vengono spesso descritti come una zona scura e insensibile nella zona anale interna, come tensione o rigidità della parte bassa della schiena (lombari, bacino) e della parte posteriore delle gambe. In alcuni casi come calore, bruciore che, dalla zona anale si proietta alle gambe (pianta del piede, dita) o alla schiena (reni, colonna, nuca) con una sensazione di eccesso di tensione (è impalato, ha ingoiato il manico di una scopa, ecc.) o eccesso di debolezza (schiena di vetro, persone senza la spina dorsale, ecc.). I blocchi di primo si riflettono anche sui blocchi di settimo.

I blocchi di primo chakra sono legati alla paura, alla sopravvivenza fisica, e quindi alla volontà di vivere: la paura è la matrice più atavica e ancestrale, del cervello rettile. Dobbiamo ricordare che i pochi milioni di anni che ci separano dalle scimmie, sono solo un battito nel grande respiro del tempo e della vita. Geneticamente, in particolare come bimbi appena nati o di pochi mesi, siamo “geneticamente” ancora nella jungla e abbiamo paura di morire di fame, di non sopravvivere; basta che il piccolo resti solo al buio qualche minuto per sentire la paura di essere abbandonato nella foresta alle mercé di animali che ti mangiano vivo.

La paura è l'emozione negativa dei reni, organo di primo chakra, e blocca l’attività aggressiva (adrenalina). Guardate un branco di pecore quando gli fate paura scappano e mentre scappano abbassano e stringono il sedere, letteralmente “se la fanno sotto”, con la coda fra le gambe: è il classico blocco di primo centro. Le persone bloccate sul primo livelli manifestano debolezza, mancanza di decisione, di vitalità nel corpo, nella voce, nelle azioni e nei loro pensieri. Sono poco “incarnate” vivono più nella testa che nel corpo.

Tra i disturbi più comuni di primo livello, associati alla tensione dell’area anale e della base della colonna vertebrale, troviamo le coliti e il colon irritabile (associate a squilibri della respirazione addominale e scarsa gestione delle emozioni), i problemi anali che di solito sono legati ad un eccesso cioè un accumulo di energia sul primo centro che produce di solito processi come emorroidi, ragadi,  stitichezza, rigidità delle lombari e della schiena (asse bacino-nuca), rigidità e tensione alle gambe, blocco delle anche e delle ginocchia, e ossessioni che hanno alla base una paura di non sopravvivere (anoressia-bulimia, chiudere ossessivamente la casa, timore di viaggiare o stare da soli)

I blocchi di primo chakra sono spesso legati all’eccesso di controllo mentale (paura che crea iper attenzione mentale ed eccessivo controllo sul corpo e le sue manifestazioni più naturali e istintive, come: l’eiaculazione precoce, il vaginismo, l’anorgasmia, e molti problemi sessuali-affettivi da mancanza di “abbandono” (incapacità di lasciarsi andare), le crisi di panico. Altri disturbi generali sono: debolezza di reni, sensazione di freddo generale, i reni freddi sono uno delle patologie energetiche più importanti e fondamentali, piedi freddi, cistiti, minzioni troppo frequenti, ma anche voce acuta o alta, priva dei toni bassi.

 

Blocchi anali

Analizziamo ad esempio un blocco classico di primo: le emorroidi, che possono essere dovute a cause fisiche (es. bere troppo vino o troppi zuccheri che scaldano il fegato-intestino), oppure ad una congestione o infiammazione dell’intestino, che è caldo e si gonfia, così la “vena porta” che dall’ano-intestino porta il sangue al fegato, si congestiona e il sangue non sale più liberamente e le venuzze più esterne dell’ano, troppo piene scaricano all’esterno. Spesso,oltre a queste cause prettamente fisiche, c’è anche il muscolo sfintere anale troppo teso e stretto, per paura o ipercontrollo, che blocca il ritorno venoso verso l’alto. In questi casi è possibile osservare come la muscolatura è molto tesa posteriormente, se la persona invece sta bene ed è rilassata tutto questo non accade. Come rimedi, regolare subito l’alimentazione, l’irritazione di pancia (secondo livello) di solito è molto legata all’alimentazione, in genere il cibo troppo caldo o troppo ricco provoca infiammazioni anche croniche nella pancia, questa è una base fisica.

Il primo centro può essere bloccato anche per “ritenzione psicosomatica”, cioè non lascia scorrere liberamente le emozioni (e le feci), è contratto e questa contrazione si riflette sul suo organo associato a livello psicosomatico che è l’ultimo tratto del colon discendente. I casi classici sono la stitichezza, la ritenzione Yin dell’acqua, diventa contrazione spastica e quindi stipsi, mentre nei casi di Yang, (persone che hanno una pancia viva), invece può manifestarsi come diarrea, quindi se ci sono delle emozioni troppo intense che si muovono, si manifesta la colite. Nella più classica delle coliti psicosomatiche, chiamata “sindrome del colon irritabile”, c’è sempre sotto la paura di non essere adeguati, l’ansia del giudizio e delle punizioni (sgridate): tutte emozioni che vanno ad alterare il sistema nervoso e respiratorio somatizzando sul colon che si irrita. La terapia della zona del colon avviene prima con la riaperture della pancia, idrocolon terapia, cibo sano, ma soprattutto la riapertura e il riequilibrio della respirazione diaframmatica-addominale, che riporta la pulsazione nella pancia, insieme ad un lavoro di scioglimento delle tensioni, e gestione attiva ed espressione delle emozioni, con meditazione dinamica considerata come terapia di scarico della rabbia e della paura. Riuscire ad esprimere la rabbia significa vincere la paura.

I blocchi della zona anale di solito si lavorano partendo dalla mente, sciogliendo le paure si rilassa il sistema nervoso. La paura è il più atavico degli strumenti della sopravvivenza, nel senso che la paura è ciò che ci permette di sopravvivere, se io ho paura della cosa giusta la evito, nel cervello la paura è fondamentale, è un processo utilissimo; ma nella nostra società è stata utilizzata dalla mente su principi e ragioni che non sono più reali, ma ideologiche, religiose, sociali, paura del tabù, paura di andare contro quello che pensano gli altri.

 

L’inibizione dell'azione e le aree bloccate

Il principio dell'inibizione dell'azione è la base fondamentale di tutti i blocchi psicosomatici, non solo del primo centro. L'inibizione dell'azione si manifesta secondo modalità neuropsicosomatiche sviluppate dal neurofisiologo Henry Laborit, che fu nostro amico e sostenitore. Egli scoprì come il cervello quando non ha vie di fuga, come accade ai topi in gabbia elettrizzata e senza scappatoie, o ai bambini, va a bloccare l'azione muscolare di tutto o di parte del corpo. Ogni animale, compreso l'essere umano, che è in una situazione dove non può aggredire né scappare (adrenalina dei reni), va in blocco: inibizione dell’azione.

 

La paura blocca tutte le energie dei sette livelli, spesso blocca i canali di vescica urinaria (reni) e di governatore nervoso. I canali di vescica urinaria partono dalla testa, dagli occhi, dalla mente, dalla visione che ci incute timore, la paura può partire dagli occhi, dal controllo mentale, poi i canali scendono lungo la spina dorsale e hanno un grosso punto di interruzione nella zona dei reni (blocco dell’adrenalina) e del bacino (ano), chiudendo così tutta l’energia che scende alle gambe (schiena e gambe rigide e controllate), alle ginocchia e ai talloni. Quindi quando lavoriamo sulla paura, dobbiamo lavorare psicosomaticamente sulla testa, sulla spina dorsale, sul sedere e sulle gambe. Anche da come cammina una persona è possibile vedere la paura.

Quindi i blocchi di primo si rispecchiano soprattutto dietro, in alcuni casi dato che il 1° e 2° centro sono molto vicini, la paura del primo influenza quasi sempre il secondo, quindi se io ho una paura sul sistema nervoso non posso fare una buona vita “di pancia”, spesso si osservano quelle persone che sono belle, però sono sempre un po’ bloccate, dicono sempre di no, stanno sempre con un passo indietro. Ci sono invece alcuni che hanno forte il primo chakra e sono persone molto forti e dinamiche e il rischio è che la loro forza diventi una difficoltà ad esprimere il secondo chakra, perché è troppo femminile, es. “i veri uomini… non devono chiedere mai”.

 

La disinibizione dell’azione e i tabù

I blocchi della paura nascondono emozioni inibite di 1° chackra: rabbia, dolore, fuga, odio, che devono potersi manifestare.

I blocchi della paura, poiché provengono essenzialmente dalla mente istintiva-rettile, emozionale-mammifera, per essere sciolti devono essere associati ad una terapia  psicosomatica attiva, che sappia rimettere in moto la normale reattività psicofisica, che tenga conto dello sblocco fisico, emotivo e mentale dei tabù, sul principio della “disinibizione dell’azione”. La paura deve essere sbloccata, la paura è uno dei nostri alleati più importanti, la paura deve essere ascoltata e trascesa, non repressa e subita. Si lavora sul corpo e la schiena (1° centro-livello) e sul terzo, (che vedremo più avanti).

Se vogliamo rimettere in moto un processo inibito dobbiamo rimettere in moto l'azione. Questo ci guida della risoluzione dei nostri conflitti interni. Ogni volta che blocchiamo le nostre emozioni creiamo un blocco psico-energetico. Le inibizioni sono frutto di un blocco psico-emozionale. Per rimuovere il blocco dobbiamo agire, o imparare di nuovo a reagire. Spesso le paure sono associate a un tabù psicologico (vedi 3° centro: i dieci comandamenti).

Il blocco del primo chakra si manifesta con il blocco della spontaneità del corpo. Infatti siamo quasi tutti bloccati nella spontaneità del corpo soprattutto nelle cose forti. Quando c'è un'emozione forte il corpo si impaccia, si irrigidisce.

Quando noi vogliamo curare i blocchi di primo chakra di una persona che ha avuto episodi di paura o violenza (botte, sgridate pesanti, abbandoni), le facciamo riaprire tutti i canali (con molti esercizi fisici, bioenergetici, ecc.) e facciamo scendere l'energia fino alle gambe (danzare, correre, sentirsi radicati a terra: “grounding”), ma soprattutto le stimoliamo la forza di esprimere le emozioni represse, e questa è la cura energetica di base per aprire il primo chakra, il corpo fisico. Essenziale è la meditazione dinamica, durante la dinamica la prima fase e la seconda vanno ad attivare il primo chakra, dobbiamo contrastare la paura picchiando i piedi per terra, sentendoci totalmente protetti e sostenuti nel poter gridare, lasciare uscire la paura, la rabbia. Tiriamo fuori questa paura e tutte le emozioni bloccate per poi rilassarci, questo attiva il primo chakra.

 

Liberare la paura

Se da bambini abbiamo avuto una grande paura probabilmente non abbiamo gridato abbastanza, avremo paura della paura. Se non abbiamo espresso la rabbia, perché siamo stati picchiati, la rabbia è inibita. Se nostra madre ci lasciava piangere ignorandoci, promuoveva un orale, un processo psicopatologico. Noi dobbiamo ascoltare la paura e far uscire ciò che la paura inibisce, lasciando uscire ciò che abbiamo frenato: tristezza, rabbia per la madre, paura. Tanto più questo verrà fatto al momento giusto, tornando nella logica del momento esatto dell’origine, tanto più l'elemento si scioglie.

Immaginiamo un bambino molto vitale, pieno di energia, o arrabbiato, quando lo rimproverano brutalmente minacciandolo, l'energia che lui sta manifestando viene repressa e starà male e diventerà un diavolo, una peste o un “bravo bambino” represso. Questa colpa è del genitore forse troppo dogmatico, chiuso. Sarà quindi necessario far sfogare il bambino in qualche modo e da cattivo diventa buono, da criminale diventa un genio. L'energia liberata diventa creatività, conoscenza, spirito, sessualità. Dobbiamo lasciare emergere le energie, ascoltare le paure che sono segnali di qualcosa che è già successo. Di solito quando mettiamo in moto le energie basse emerge la paura che ci chiude. La paura può essere imparata oppure necessaria. Può essere pertanto trasmessa dai genitori paurosi, oppure sono dei segnali di memoria. Ad esempio l'abbandono della mamma quando sto piangendo forte oppure una minaccia possono creare energia repressa con la paura. Dobbiamo ascoltare i tentativi di isolamento, le vie di chiudere che sono i tentativi del bambino, della bambina di sopravvivere. La paura può aver origine da un trauma di qualsiasi origine e in questo caso emerge nel ricordo di quella situazione; paura che comunque si deve far uscire.

Bisogna andare a vedere la paura, diventarne consapevoli, trasformarla, cambiare l’energia, prendere la forza di primo chakra, quella delle “palle” - termine comune che possiamo usare al posto del termine medico “gonadi”: che  include sia i testicoli che le ovaie - e con questa energia bisogna provare e riaffrontare la situazione.

Aprendo la paura esce rabbia tristezza dolore, emozioni vecchie e se subito dopo insegni alla persona a riprendere coraggio e rivedere per la seconda volta caricando l’energia e portandola al cuore, facendo sentire all’altro che può sentirsi se stesso senza vivere nella paura senza avere paure degli altri, e riaffrontando in forma forte si vedono meglio degli aspetti, se la prima volta c’è stato uno sciogliere di emozioni in pianto o in rabbia, la seconda volta vedi che puoi agire con un altro schema che magari è il dialogo, delle volte è l’amore o addirittura può essere la meditazione e lì è dove emerge qualche cosa di profondissimo, affrontare la paura ed aprirla e di colpo il lavoro fisico di apertura si scioglie.

 

 

IL SECONDO LIVELLO PSICOSOMATICO

IL PIACERE DI VIVERE E RELAZIONARSI

 

Il secondo livello

Il secondo livello governa l’energia vitale, la forza dinamica, fluida che genera il piacere di vivere nel corpo e di scambiare questo piacere con altre persone. L’energia del secondo centro è più dolce, materna, tenera, è più aperta anteriormente, sulla pancia, ed è connessa con la sensualità e l'affettività. L’imprinting dell’energia di secondo livello è legata al piacere della relazione madre-figlio/a. La relazione intima, calda, sensibile, della mamma con il bambino, sta alla base di ogni futura relazione umana. La mamma tiene il bambino nel grembo per nove mesi, e poi lo allatta. L'allattamento è energia fluida che viene dalla pancia, dal cuore. È il centro del piacere di sentirsi nella propria pelle, della dolcezza, della bellezza. Il primo è anche vitale: piacere di correre, fare sport estremi, di farsi un po' male. Il primo e il secondo possono bilanciasi e creare una persona molto equilibrata. I primi due chakra sono primitivi, non hanno bisogno di niente, di nessuna " educazione ", la nostra civiltà " evoluta " ha devastato quel tipo di energia “di pancia” fondamentale della vita, così viviamo attraverso la testa e le esperienze le facciamo con il corpo ma sono tutte molto mentali, anche fare l'amore diventa un fatto mentale. Non si fa l'amore, si “pensa di fare l'amore”, si pensa a qualcun altro, a qualcos'altro, si ha bisogno di immagini per eccitarsi, perché il sesso è ormai di testa. Il sesso invece è “qui e ora”, di primo e secondo chakra, dei centri bassi (connessi con il cuore). Il primo e il secondo corpo vivono nel presente.

 

Blocchi generali di secondo livello

Quando si sblocca il secondo livello emergono principalmente emozioni di sofferenza e tristezza, pianti, lamenti, sensazioni di abbandono, di solitudine, di bisogno affettivo negato, di mancanza di calore umano, di vicinanza. La forma psichica ricorrente è sul bisogno, sulla propria debolezza e sul chiedere aiuto o affetto e sull’incapacità di esprimerlo. Quasi sempre legate all’energia o alla figura materna. Liberare il secondo livello è relativamente semplice, il pianto è un’emozione abbastanza accettata nella società, e quindi le persone accettano abbastanza facilmente di aprire questo livello.

Le persone bloccate sul secondo livello hanno la sensazione di non sentire piacere nel corpo, da ciò deriva un corpo poco vitale, poco luminoso, un aspetto spento come un po’ morto. Sono le persone che già da bambini non amano giocare, le ragazze che non ballano, gli adulti che non sanno divertirsi, gli individui che non godono la vita. Le alterazioni del secondo livello si manifestano come disturbi della personalità, con comportamenti eccentrici, eccessivi, sbilanciati. Alla base troviamo insicurezza, vergogna, paura di non piacere, goffaggine e timidezza.

Le persone che hanno avuto ereditato un blocco di secondo livello in età prenatale o neonatale da una mamma già bloccata, e quindi che non si sentiva a suo agio nel corpo e non lo trasmetteva al figlio o alla figlia, hanno la caratteristica di essere particolarmente agitati, nervosi, irrequieti, incapaci di godersi il dolce non-far-niente e quindi da adulti a non fermarsi mai e non riuscire ad entrare in meditazione.

I blocchi di secondo chakra sono descritti come tensioni alla parte bassa della pancia, come vuoto, mancanza di sensibilità, a volte come un peso (un sasso sul ventre, una pietra sulla zona sessuale), una chiusura (non sento nulla lì in fondo!), una zona fredda (sesso congelato) o, al contrario, calda, bruciante e irritata. I blocchi del secondo centro sono fortemente collegati al blocco del cuore e si riflettono nella zona degli inguini (zona delle ovaie) e della parte interna delle gambe.

Tra i più comuni disturbi psicosomatici di secondo livello abbiamo tutte le carenze di vitalità e gioia di vivere, in particolare la depressione (oppressione della vitalità, della libertà di vivere piacevolmente (blocco tra pancia (milza-reni) e cuore), la sindrome da “pancia morta” sia fredda e insensibile, che non respira, che quella calda e infiammata, che portano a tutte le disfunzioni dell’intestino (particolarmente quelle dovute a carenze affettive e squilibri alimentari), i dolori lombari (L3-L4-L5), i problemi ginecologici e sessuali in generale (che analizzeremo più avanti), i buchi affettivi (abbandoni materni o infantili) che si proiettano nei disturbi della relazione (troppo attaccamento o troppo distacco).

 

L’energia “di pancia”

La comprensione di cos’è l’energia di pancia è fondamentale per curarci e per evolvere. L’energia di pancia è l’energia primaria della vita ed ha la caratteristica di piacere, di totale rilassamento, di non pensare, di esserci in una totale atmosfera di presente. Questa è una capacità che tutti gli animali spontaneamente sanno fare, dopo la caccia o qualsiasi altra fatica, si fermano, si rilassano e si godono la vita; questo è lo stato di pancia, cioè lo stato del piacere di stare nel proprio corpo, nello spazio di non fare di non agire. Godersi, pace dei sensi inteso che i sensi godono sono in pace, sono rilassati.

Sentire che la pancia respira, che è rilassata, questo dovrebbe essere lo spazio normale del vivere, e anche quello della meditazione. Molti popoli primitivi hanno questa caratteristica a livello quasi genetico.

Spesso vivono in una realtà povera, dove hanno molto tempo, c’è poco lavoro, poca informazione e quindi anche poca testa, ma hanno molta presenza nel corpo.

Questa energia di pancia è la base della vita, cioè è l’energia di base che ogni mamma dovrebbe avere quando aspetta un figlio e quindi di cui il bimbo si dovrebbe nutrire minimo per nove mesi oltre agli altri nove di allattamento.

Energia che la mamma dovrebbe avere facilmente in quanto donna incinta, non dovrebbe fare più niente, solo le cose essenziali, senza spostarsi come presenza su altro. Nutrire il bambino ed avere tanto tempo, tento spazio per l’evento.

 

La nascita senza la qualità del cuore: l'inizio del malessere globale

Lu Tsu dice: “La gallina può covare le uova perché il suo cuore è sempre in ascolto. La gallina può covare le uova grazie all’energia del calore. Ma l’energia del calore può solo riscaldare i gusci, non può penetrare all’interno. Pertanto la gallina guida questa energia all’interno con il suo cuore. Quando il cuore penetra, penetra anche l’energia, il pulcino riceve l’energia del cuore e comincia a vivere.” da “Lo splendore dell’essere” discorsi di Osho su Il segreto del fiore d’oro.

Ma la nostra società è basata sul lavoro, non sul cuore, quindi le mamme devono lavorare e non c’è più abbastanza spazio per l’ascolto dei sentimenti, quindi i bambini non nascono con questa atmosfera e crescono dentro una pancia di una mamma tesa che pensa alle sue cose e si rilassa solo durante il sonno: così l’emozione costante in cui crescono i figli è di tensione, non di amore e di protezione. Preoccupazioni economiche, litigi coniugali, manca la famiglia allargata, la vecchia tribù, dove anche le altre donne partecipano e aiutano e anche i medici creano sempre più distacco, i figli nascono a seconda della disponibilità dei dottori.

I parti avvengono senza supporto affettivo, le madri non sentono il corpo, e quindi non possono dare la loro l'energia amorevole della pancia o del cuore.

Il parto, la gestazione e l’allattamento nella nostra società sono umanamente e psicologicamente un disastro.

Le madri prima del parto sono tese hanno paura, non hanno un supporto psicologico adeguato, sono spaventate dall’informazione medica, fortemente legata ai problemi gravi e alle patologie, sono bombardate da tutto quello che può succedere di negativo, e questo aumenta lo stato di ansia, inoltre la tensione aumenta nel caso in cui ci sono stati aborti, se la persona ha tensione sessuale, e il bambino deve nascere dalla tensione, in alcuni casi il corpo della madre è così teso, per l’accumulo di paura e stress, che addirittura occorre il taglio cesareo. Con il taglio cesareo il bambino non sarà mai una persona completa, perché il piccolo al momento della nascita deve partecipare al parto: è il bimbo che lancia un messaggio ormonale alla madre e lei conferma, i messaggi ormonali si intrecciano, insieme si decide inizio delle doglie. E’ la prima prova iniziatica, cioè sai che l’inizio della vita è duro ma il piccolo deve passarci dentro. E se la madre è tesa, il piccolo ne soffre maggiormente.

Durante il parto cesareo il bimbo nasce ma istintivamente continua ad aspettare il momento del passaggio e rimarrà sempre un passo indietro durante le analoghe situazioni della vita, per crescere dovrà passare delle prove iniziatiche, fare delle cose pesanti nella vita per ritrovare quella tenacia di passare attraverso la situazione per vivere, per esserci, per esistere.

Nella mamma, dopo il parto, quell’energia di amore gli manca, negli ospedali portano via il bimbo dalla madre, il bimbo si sente all’improvviso lavato da altre mani toccato da altre persone, portato in altri ambienti, e anche la madre non riesce a dare amore a dare quell’energia accogliente di cui ha bisogno il piccolo, perché non è abituata a lasciarsi andare, a vivere l’energia della pancia, così anche il piccolo non impara a lasciarsi andare, a rilassarsi.

Il bambino quando nasce aspetta l’amore totale, ma se la mamma è chiusa non potrà dare al bimbo amore, e gli continuerà a riceve latte dalla madre, ma non quell’energia accogliente di cui ha bisogno e dall’inizio impara a non riceverla e a non sapersi abbandonare all'esistenza. Abbandonarsi all'esistenza è la base dell’energia della pancia, di tutte le relazioni, è la base della sessualità. Abbandonarsi significa non controllare, mollare le tensioni, fidarsi. Se non si impara ad abbandonarsi da bambini alla tensione nervosa e il controllo continueranno per tutta la vita. Da questo nascono moltissime malattie, le statistiche rivelano che l’85% delle persone occidentali ha problemi sessuali, sia piccoli che grandi, che spesso vengono minimizzati. Il primo problema, quello più importante è che nessuno ci insegna il Tantra, cioè l'arte di entrare in quell’energia piacevole del corpo, del silenzio, del rilassamento, dell’intimità, in quell'energia sacra.

Il bambino quindi non riceve tutto questo alla nascita, e così inizia a chiudersi influenzando quindi tutta la sua vita. Diventiamo così nevrotici, ci buttiamo nel lavoro, nel fare. A volte il bimbo sente che la madre lo ama, che c’è amore, ma non sente quell’energia biologica corretta, quell’energia vitale, calda, tenera affettuosa, che è fondamentale. Questo è la base di tutti i nostri problemi del corpo, di primo e secondo livello: la tensione nel corpo e nella mente, la mancanza di fluidità.

 

Le percezioni falsate

Le percezioni che abbiamo di noi stessi in larga parte sono falsate, non reali. Ad esempio non sono reali quando c'è un grosso blocco. Normalmente tutti abbiamo un grosso blocco fra il cuore e la pancia, ciò significa che per sentire la pancia dobbiamo passare attraverso un blocco, che altera le percezioni o addirittura le ferma, le spegne. Il blocco infatti è stato creato per non sentire le emozioni ne le sensazioni della pancia. Da Reich in poi tutta la psicosomatica nasce dalla consapevolezza che le persone alle quali era stata inibita un'energia istintiva della sessualità, (controllo anale-muscolare, controllo degli istinti, angoscia, rabbia,ecc. ) cioè persone a cui sono state bloccate le emozioni che vengono dalla pancia, dalle surrenali ecc. bloccano il diaframma, la respirazione. Bloccando la respirazione non sentiamo, più ciò significa che ogni volta che tentiamo di sentire nuovamente ci avviciniamo ad un blocco e ciò può farmi percepire la pancia ad esempio come vuota. Pertanto nel tentativo di sentire la pancia non percepisco niente, il vuoto. In effetti è esattamente il contrario dentro c'è un pieno incredibile, una bomba pronta ad esplodere, ma il mio blocco non mi permette di percepirlo. In psicosomatica la percezione di vuoto deve essere valutata attentamente, valutando i sintomi del calore della pancia. Per esempio se la pancia funziona bene, il sesso funziona bene, magari non vuoto reale, la pancia è scarica di energia ma normalmente è il contrario. Ne sono un sintomo ad esempio le infezioni e di infiammazioni vaginali, coliti, forti stasi intestinali, cistiti, tutti i sintomi di un pieno di calore. Questi sono tutti i sintomi di un blocco che impedisce alla persona di percepire la propria energia in eccesso. Quando apriamo il blocco parte un'energia calda, istintiva, vitale. Aprendo il diaframma parte una grossa carica di fuoco rabbia, furore, ira. Se noi lasciamo fluire questa energia, se impariamo a liberarla, a gestirla con consapevolezza e senza controllo, la persona ritorna viva, accesa, sensibile. Quando lasciamo fluire l’energia legata agli istinti, alle emozioni vitali, questa ci apre i sensi e ci permette di percepire perfettamente il nostro corpo; ci permette di sentire perfettamente la pelle e le sensazioni interiori; i meccanismi fisiologici diventano regolari e delicati, non più compressi o eccessivi. Dobbiamo quindi uscire dalla testa rientrare nel corpo fisico/energetico percependo le sensazioni.

Meditazioni di pancia: l’Hara

Essere consapevolmente nella pancia è essere in meditazione nel corpo. Molte tecniche di meditazioni possono riportarti in questo spazio di fiducia e fluidità, ma devono essere insegnate da persone che amano la vita e stanno molto bene nel proprio corpo, e questo è molto raro. L’Hata Yoga vi porta raramente in questo spazio, è troppo tecnica, il Tai Ci potrebbe certamente portavi in questo spazio, ma in occidente tranne in rari casi nessuno è in grado di riportarvi in questo spazio, anche le arti marziali in occidente sono come ginnastica, non vi portano in questo spazio sacro. Queste tecniche nascono dall’Hara, dal secondo chakra, e in questo spazio rilassato riesci ad essere sempre centrato, questo raramente accade in occidente.

La pancia è piacere, paradossalmente il piacere è presente anche nel dolore, ad es. il piacere di una mamma nel partorire è anche quando sta male durante le doglie, che sono dolorose, ma sente sotto qualche cosa di piacevole; quando si piange per la morte di qualcuno anche in quel momento c’è piacere, perché una morte fa parte del ciclo della natura. Le persone che muoiono in uno spazio di consapevolezza muoiono bene, sono rilassate.

Esci dalle malattie nel momento in cui ritrovi il piacere del proprio corpo, anche quando hai l’influenza ti puoi godere il corpo, è come una meditazione.

Quando ho avuto l’ernia al disco, negli Stati Uniti, sono stato 10 giorni all’ospedale, sono uscito dalla malattia nel momento in cui sono ritornato nella consapevolezza positiva e nel piacere di vivere nel corpo. L’ernia mi era venuta perché la compagna con cui vivevo da 9 anni mi aveva lasciato, e per tristezza non riuscivo più a godermi la vita né a stare con altre donne, ero diventato serio, rigido nella pancia e nelle gambe, così mi usci l’ernia. Non avevo più piacere né voglia, c’era chiusura. Nel momento in cui mi resi conto di questo iniziai a curarmi con l’agopuntura, curai la zona dei reni (Ming Men, vescica urinaria) facendo scorrere l’energia giù fino ai piedi e poi facendola risalire nei canali yin dai piedi al sesso e al cuore. Iniziai subito a stare meglio, capendo che per mettere in moto tutto questo dovevo ritornare nel piacere di vivere nel mio corpo. Iniziai a capire e ad accettare quello che mi stava accadendo, non che questo eliminasse il dolore, ho continuato a soffrire, comunque sapevo che era il mio passaggio e che la sofferenza mi avrebbe ripulito, così, se mi veniva, piangevo tutte le mie lacrime, rilassato e consapevole, in un corpo sano ed amato, il corpo c’era. La pancia dobbiamo riaprirla, occorre ritrovare semplicemente questa qualità di energia.

 

Lavorare meno, vivere di più

Noi potremmo facilmente come molte persone che in occidente stanno facendo, ritornare a quello che è stato per millenni il modo di lavorare e di vivere, diciamo che per noi equivale al part-time, lavoro mezza giornata e mezza giornata vivo. Quindi invece di lavorare tanto e spendere tanto, perché non ho più il tempo di fare da me le cose, ( es. lavanderia, lavori domestici, idraulico… ) quello che si guadagna si spende e soprattutto i rapporti umani vengono lesi, poiché hanno bisogno di tempo e di spazio e di presenza.

Noi possiamo semplicemente ritrovare il corpo come lo erano i nonni o i trisnonni, ma in realtà quello che possiamo fare come via semplice per evolvere e stare bene è rientrare in questa energia con consapevolezza, cioè la consapevolezza di essere nel corpo che significa essere qua in questo momento e di goderti ogni istante con l’energia aperta, con il cuore aperto, la pancia aperta.

Il cuore ha un elemento di gioia intrinseco, la pancia ha un elemento di piacere intrinseca; le persone che hanno la pancia aperta hanno mediamente un sorriso in bocca e il loro corpo si muove abbastanza bene è abbastanza elastico. Ovviamente molti hanno un part-time in cui sono tesi però l'altra metà giornata riescono a rilassarsi quindi si bilanciano, molte persone invece non riesce a bilanciare quindi vive stressato.

Succedere che i popoli più ricchi della terra arrivano ha non avere sorriso, quindi dobbiamo veramente ripensare e ristrutturare un modo di vita diverso cominciando da noi.

L'energia della pancia è l'energia di base, ogni volta che volete entrare in contatto con voi stessi, che volete entrare in contatto con qualcuno che amate, ogni volta che c'è una situazione che vi sta a cuore e che vi interessa, ogni volta che volete fare l'amore, ricreate la situazione di pancia.

Ricreate la situazione del presente qui e ora con tutto il corpo, sentite l'energia del corpo e così la vita cambia radicalmente, cambia proprio la qualità intrinseca della vita; ci vuole un po' di tempo per il impararlo delle volte anche uno due anni però lentamente la vita comincia migliorare, il nostro corpo lo risente ed anche il nostro spirito.

 

I blocchi sessuali di secondo chakra

Se le statistiche di tutto il mondo dicono che la percentuale di insoddisfazione sessuale è intorno all’ 85%, un dato devastante, che mostra un diffusissimo disagio umano, che mostra inequivocabilmente come noi viviamo una sessualità innaturale e slegata dal cuore, dal senso naturale dell’amore. Tutte le antiche tradizioni, tutti i popoli primitivi, hanno sempre trasmesso l'idea che vivere è bello, ed è bello perché tela godi come in tutte le cose belle in cui respiri e ci sei dentro.

Nel momento in cui noi avessimo una vita una famiglia, un'evoluzione una crescita, che è naturale, amorevole, noi ci troveremmo intorno ai 10/11 anni nell'età dello sviluppo, con un buon senso di sessualità, i bambini già da quando sono piccoli si toccano, se viene lasciata vivere con tranquillità non è un atteggiamento che va avanti non è morboso, esiste una autoregolazione enorme.

Nei bambini c'è una sessualità evidente e il genitore sin dall'inizio la può giudicare e bloccare oppure la può lasciare sviluppare naturalmente.

Sin da piccoli, 8/10 anni i bambini sono incuriositi, e vogliono giocare al dottore, hanno i primi innamoramenti. Se il genitore offre un contesto in cui riesce ad amare, cioè amare il proprio partner, i figli, ed è rilassato nel corpo, genera un atteggiamento positivo per cui la vita diventa bella ed i bambini entrano nella sessualità con il cuore e quindi il sesso diventa tranquillo e non devi spiegare niente, non occorre l’educazione sessuale.

Dobbiamo farlo nella nostra società perché da un lato ai bambini abbiamo insegnato che il sesso non va bene, che godere non va bene, che non possono correre, invece per un bambino il sesso è tutto. Il sesso è giocare, gridare, quando si vedono i bambini che urlano insieme, che fanno casino e che si rotolano in terra sono in un’energia orgasmica.

Libertà di sentire e di godersi ogni cosa

Per guarire i problemi della sessualità non occorrere fare niente al massimo togliere delle idee preconcette, ma non occorre fare niente, c'è un cervello rettile che funziona benissimo ed è la base della vita.

Se invece un bambino o una bambina non poteva gridare da piccolo, non poteva sporcarsi, (per molti il sesso è una cosa sporca), se un bambino lo lasci gridare lo lasci sporcare gli lasci godere la vita, la sua sessualità non viene inibita, tutto funziona bene, ma noi non abbiamo avuto questo, noi abbiamo preso le paure dei genitori: non correre, non fare ecc.. e inconsciamente ed energetica mente i blocchi sessuali dei genitori li abbiamo apprese dentro di noi.

All'interno di questa società noi esistiamo e dobbiamo sopravvivere e dobbiamo cercare di educare i bambini dandogli degli strumenti di forza e non solo di sensibilità, per questo nella nostra scuola diamo molta energia alla forza umana e fisica, imparare a difendersi linguisticamente e fisicamente, imparare a dire no e si, imparare a difendersi anche fisicamente e a non sentirsi a disagio o impotenti, imparare ad agire attraverso di un processo di rispetto umano, visto che ci sono le leggi.

I genitori devono imparare ad insegnare ai bambini la capacità di non cedere alla propria dignità, questo però significa che prima la devono avere loro. Molti genitori non avevano una dignità reale avevano magari orgoglio per la famiglia, ma non avevano una dignità sia nella ricchezza che nella povertà. Le mamme non avevano dignità di essere donne, felici ed orgogliose di essere una donna, di fare la propria vita, erano prive di energia e trasmettevano paura e insicurezza.

Quindi il secondo chakra riceve tutte queste informazioni affettive, che vanno a creare stagnazione dove ci dovrebbe essere invece attività. Il secondo chakra è come l'acqua limpida e fluida, la maggior parte delle persone l’acqua limpida e fluida non la sognano mai, sognano paludi, acque sporche…

La pancia è la relazione viva, la relazione con l’altro

Spesso si vedono i bambini che già a due anni non si muovono fluidamente, sono incredibilmente gelosi, non hanno amore, tolleranza, gioco, scambio, il messaggio di fondo è quello ricevuto, consciamente o inconsciamente, dai genitori, cioè non fidarti degli altri, e se sei una donna soprattutto non fidarti degli uomini, quindi un pesante bagaglio di problemi che bloccano il corpo e portano nella testa.

Cosa succede se la testa blocca il corpo? I primi due centri sono i centri più energetici del corpo ed è da lì che parte l’intelligenza. E’ il raggiungimento del piacere, che può diventare amore, consapevolezza del piacere di vivere tutti insieme..ecc.., ma parte da lì. Se noi blocchiamo questo centro, che è un centro caldo, la prima cosa che succede è che questo centro inizia a caricarsi dell’energia calda che non può più inviare al resto del corpo,e quindi si infiamma. La medicina tradizionale cinese dice, la prima fase di squilibrio energetico è l’infiammazione e l’infezione.

C’è compressione in ogni parte, anche durante un orgasmo, c’è tensione e controllo, per poi scoppiare, con vari sintomi. Le terapie di respirazione e di energetica offrono semplicissime tecniche che riportano armonicamente l’energia nella zona.

Non dovrebbe esistere il sesso senza il cuore, dovrebbe esistere il sesso senza la testa. Il sesso potrebbe sempre essere legato all’amore, non è importante quanto tempo due persone stanno insieme, potrebbe essere anche solo un'ora o una notte ma dove c'è tantissimo cuore perché la persona è integra. Le persone che spesso, cercano l'amore si negano gli amori veloci ma con il cuore per vivere tutta la vita con il compagno con il cuore chiuso e con un pessimo sesso perché dopo la prima fase ormonale ritorna la testa, così il cuore si chiude e il sesso diventa uno sfogo.

I blocchi infiammatori del colon, ano, intestino, degli organi sessuali, le gastriti, quando vanno oltre la fase di infiammazione diventano tumori. La degenerazione è l’accumulo di tutte le tristezze e le chiusure di un'energia assolutamente sacra, semplice, naturale.

Blocchi di secondo livello e problemi sessuali-ginecologici

I dolori mestruali sono l’indicazione di un blocco di secondo livello e di una parallela alterazione ormonale. Nella maggioranza dei casi c’è sempre una tensione emozionale - psicologica sulla sessualità, molto spesso è evidente, in alcuni casi è difficile da trovare, in alcuni casi si riesce ad eliminare completamente i dolori mestruali. In alcuni casi è dovuto all’alimentazione e all’assenza di certi enzimi in particolare rame, zinco, per cui ribilanciando a volte migliora il quadro ormonale e la tensione, ma in molti casi il blocco sul rame è dovuto proprio comunque ad una tensione che va a bruciare il rame (ce né poco perché ne bruci tanto). Il rame e lo zinco servono per la buona espressione muscolare e in alcuni casi, per esempio il rame lo dai sempre (es. cuprum metallicum preparatum), molto spesso dietro c’è un trauma, simile al vaginismo, che è u