TERAPIE FISICHE ED ENERGETICHE
Questo campo tratta delle tecniche terapeutiche per il corpo fisico e per il corpo energetico
Questo campo è suddiviso nei seguenti capitoli:
LAVORO SUL CORPO
LAVORO SUL CORPO - MASSAGGI: terapia craniosacrale (t.c.s.) - rebalancing - integrazione posturale - shiatsu - body harmony - galateo di un buon massaggio e massaggio della luna - massaggio Osho Rebalancing - massaggio sensitivo gestaltico - massaggio tradizionale tailandese - automassaggio Tao
LAVORO SULLE ENERGIE
Cosa è il Cranio Sacrale
Il metodo Cranio Sacrale è un’arte raffinata di approccio globale alla persona che opera al confine tra il corpo e il suo aspetto energetico. Non si limita al cranio e alla colonna vertebrale, ma coinvolge, attraverso le fasce, tutto il corpo. Si tratta di un ascolto profondo con le mani del movimento respiratorio primario, della sua espressione e delle sue potenzialità, e un profondo, silenzioso invito alle sue capacità di autoregolazione, di riequilibrio, di completezza. Un approccio con cui sviluppare un profondo senso di fiducia ad affidarsi al corpo e alla vita, quali preziose opportunità di crescita interiore.
Questo approccio di lavoro al corpo combina meravigliosamente percezione, presenza e intuito con solide basi scientifiche di avanguardia.
Non è un metodo di manipolazione, ma grazie alla comprensione dei meccanismi fisiologici, permette, tramite l’ascolto e la presenza, il naturale dischiudersi delle intrinseche potenzialità di autoguarigione del sistema corpo-mente-spirito.
Una seduta C.S. può essere descritta come uno spazio di meditazione, in cui ricevente e facilitatore entrano in uno stato di consapevolezza e di presenza rispetto a ciò che il corpo esprime a un livello molto profondo. E’ proprio l’atteggiamento di presenza incondizionata e non giudicante nei confronti di qualunque cosa il corpo stia esprimendo, che permette l’esperienza di uno spazio che va al di là di sano o malato e che permette al corpo di riconnettersi con una matrice originaria, in grado di guidare il corpo verso il rilascio delle tensioni associate a uno stato di non benessere. In questo senso il C.S. si pone non come una terapia ma come un processo di consapevolezza, di ri-connessione con le parti più profonde di sé, in grado di facilitare il miglior ordine possibile per il sistema stesso, nel rispetto della fisiologia.
Nell’approccio C.S. la salute viene vista non tanto come “assenza di malattia”, ma come uno stato che guida la capacità di adattamento e di interazione di tutti i sistemi del corpo. E’ così uno stato dinamico e creativo, in continuo movimento. Alla base di questo stato di salute vi è la capacità dei sistemi di connettersi con uno stato primordiale di quiete, uno stato dal quale tutte le forme di vita hanno origine.
La visione C.S. considera l’essere umano come un sistema inteso nella sua globalità e in interconnessione e scambio reciproco con tutta la Vita.
L'approccio del facilitatore C.S. è non intrusivo, nè nella valutazione nè nel trattamento C.S. E’ in questo senso essenziale lo sviluppo della capacità di lavorare in modo intenzionale: questa capacità permette di sviluppare un atteggiamento interiore molto spazioso e rispettoso, che si volge a facilitare e sostenere ciò che la saggezza intrinseca del corpo è in grado di attuare da sola. Proprio perché a volte le condizioni fisico-energetiche della persona non permettono il libero dischiudersi di tali forze, il facilitatore C.S., attraverso approcci specifici di contatto profondo, può creare le condizioni adatte affinché tali forze possano esprimersi più liberamente.

IL SISTEMA CRANIO-SACRALE e IL RESPIRO PRIMARIO
Il sistema cranio-sacrale, nel suo aspetto più fisiologico, è contenuto
in una membrana resistente ed impermeabile, la DURA MADRE, che avvolge il
cervello ed il midollo spinale. Questo sistema è addetto alla produzione,
circolazione e riassorbimento del liquido cerebrospinale (L.C.S.). Questo
liquido viene prodotto all'interno del sistema cranio-sacrale e forma l'ambiente
fisiologico in cui il cervello e l'intero sistema nervoso si sviluppa, vive e
funziona.
La produzione ed il riassorbimento del L.C.S. causano un ritmico aumento e diminuzione di pressione del liquido all'interno del sistema C.S. Questa pressione si trasmette ai confini del sistema modellandolo. I confini sono rappresentati dalle meningi, il cui strato più esterno è appunto la dura madre. Essendo le meningi inserite in svariati punti della scatola cranica, la pressione esercitata si trasferisce fino alle ossa craniche, inducendo un sottile movimento ritmico che possiamo percepire attraverso le nostre mani.
Se per qualche motivo il sistema C.S. non si trova in equilibrio, il sistema nervoso è il primo a soffrirne, e di conseguenza lo squilibrio si trasmetterà a tutto il corpo, sotto forma di disfunzioni.
Si definisce "cranio-sacrale" perché include tutte le ossa del cranio (capo, faccia e bocca) e si estende lungo la colonna vertebrale fino al sacro. Attraverso il sistema fasciale, un insieme sottile e continuo di tessuto connettivo, dotato di un certo grado di scorrimento, il ritmo C.S. si espande poi a tutto il corpo. L'intero corpo effettua quindi un movimento ritmico in risposta all'attività del sistema C.S.
Questo movimento si esprime in una fase di ESPANSIONE e in una di CONTRAZIONE, in modo simile alla respirazione polmonare. I fattori che contribuiscono a tale movimento sono diversi, alcuni più prettamente fisiologici, altri più energetici.
William Sutherland lo definiva Respiro della Vita, per sottolineare la profonda connessione tra questo movimento e le forze originarie della vita. Difatti è definito Respirazione Primaria in quanto è un movimento rilevabile (vedi i lavori dell'embriologo Erich Blechsmidt) fin dall'inizio dello sviluppo embriologico, precedente quindi alla respirazione polmonare.
LA SCOPERTA DEL SISTEMA CRANIO-SACRALE
La scoperta del sistema C.S. risale agli inizi del 1900 grazie al lavoro
del Dottor William Sutherland, osteopatia americano. Sutherland fu affascinato
dalla struttura delle ossa del cranio, convinto che la struttura permettesse un
movimento che non si esauriva con le necessità della nascita e lo sviluppo
nell'infanzia. Iniziò quindi una serie di esperimenti su di se, usando un
elmetto di sua invenzione, con cui poteva variare e controllare la pressione
sulle varie parti del cranio. La moglie collaborò prendendo nota di tutti i
cambiamenti che intervenivano man mano, da quelli dell'umore a quelli di
coordinazione. Questo lo portò alla conclusione che esistesse un movimento
cranico anche nell'adulto. Sviluppò poi approcci manuali per l'individuazione di
anomalie nel movimento del cranio e per il loro riequilibrio. Purtroppo
mancavano al tempo strumenti scientifici in grado di comprovare la veridicità
del suo lavoro e dei prodigiosi risultati che riusciva ad ottenere.
Nel 1970 il Dottor John Upledger si trovò ad assistere un intervento di rimozione di una calcificazione sulla superficie della membrana durale spinale. Il suo lavoro consisteva nel tener ferma la membrana affinché il chirurgo potesse rimuovere la placca. Nonostante tutti i tentativi, il Dottor Upledger non riuscì a tenerla ferma, e poté osservare che questa membrana sembrava avere un ritmo proprio, indipendente da quello del cuore della respirazione. In seguito non riuscì a trovare spiegazione a quanto aveva visto, finché si imbatté nel lavoro del Dottor Sutherland. Nel 1975 iniziò a collaborare con un team di ricerca all'Università del Michigan, con il quale dimostrò le basi del movimento osseo del cranio, grazie allo studio su crani freschi anziché quelli chimicamente preservati o a secco normalmente usati per lo studio del cranio, e grazie a strumenti scientifici sofisticati. Si poté quindi dimostrare che le suture della testa non sono strutture ossificate immobili, bensì vive, con vasi sanguigni, fibre nervose, recettori di stiramento e fibre collagene. Il team fu inoltre in grado di misurare ampiezza e frequenza del movimento. Lo sviluppo dell'approccio C.S. come sviluppato dal Dott. Upledger e allievi viene comunemente conosciuto come C.S. bio-meccanico, in quanto si porta più attenzione agli aspetti meccanici del sistema C.S.
Attualmente, grazie a molti operatori internazionali (es. Rollin Becker, Jeames Jealous, Fnraklin Sills, Michael Shea) che hanno ripreso e portato avanti il lavoro degli ultimi anni di Sutherland, l'approccio C.S. ha conseguito un ulteriore sviluppo, portando attenzione anche a movimenti ritmici più sottili e più lenti, che precedono, in termini di sviluppo, il ritmo C.S. o impulso ritmico craniale, e dei quali esso è l’espressione più fisica. Tali ritmi sono di solito indicati con i nomi di Marea Media e Marea Lunga. Quindi le ultime intuizioni di Sutherland sono state approfondite e organizzate, e sono uno dei campi di maggiore studio attuale a livello internazionale nel campo CS. Questo campo viene attualmente definito come CS biodinamico, per sottolineare il fatto che vengono prese in considerazione forze ed elementi che vanno oltre la meccanica dei funzionamenti fisiologici. Tali forze sono costantemente presenti nel corpo umano e la loro possibilità di espressione è fondamentale per l'espressione della Salute.
L'ARTE DEL C.S.: L'ASCOLTO
“E' nell'abilità di stare quieti ed ascoltare che la verità del sistema umano dispiega i suoi misteri. Mentre ascoltiamo, un'umiltà vera emerge mentre incontriamo l'imponente e grandiosa Intelligenza all'interno del sistema umano.” Franklin Sills
Il cuore del lavoro C.S. riguarda l'ASCOLTO. L'ascolto richiede quiete e umiltà, pazienza e fiducia. Richiede all'operatore C.S. di imparare ad ascoltare sé stesso, prima ancora di poter veramente ascoltare l'altro. Per poter ascoltare la sofferenza e la forza dell'altro, l'operatore C.S. impara ad ascoltare la sofferenza e la forza che sono dentro di sé. Questo gli richiede di esplorare “Chi sono io?” per poter guardare all'altro con consapevolezza.
Il percorso di formazione dell'operatore C.S. è fondamentalmente un percorso di meditazione e di lavoro su di sé.
La scoperta della pulsazione craniosacrale e il suo valore terapeutico
di John E. Upledger
Origine del sistema craniosacrale e suo uso terapeutico
Nei primi del 900 William G.Sutherland, studente di osteopatia a Kirkville, nel Missouri, viene colpito dall'idea che le ossa del cranio fossero disposte per offrire una possibilità di movimento delle suture stesse. Sutherland si laureò e fece pratica come osteopata nel Minnesota. Per più di 20 anni continuò a pensare a queste ossa semovibili nell'essere umano adulto. Fece esperimenti improvvisati su se stesso con aggeggi a forma di elmetto che imponevano delle pressioni controllate variabili e continuate sulle diverse zone della sua testa. Sua moglie descrisse cambiamenti di personalità in risposta alle diverse pressioni applicate ed egli descrisse diversi dolori di testa e problemi di coordinazione, tutti connessi alle varie pressioni applicate. Nei primi anni 30, il Dr. Sutherland pubblicò il primo articolo sul suo lavoro e sulle sue teorie, dietro pseudonimo, nel giornale "Minnesota Ostheopatic".
Il dr. Sutherland aveva sviluppato un sistema di diagnosi e d: trattamento per le ossa del cranio ed otteneva validi risultati con alcuni pazienti. Formò un piccolo gruppo di osteopati che lavoravano sperimentando questo approccio craniale. Il lavoro di Sutherland venne, a un certo punto, conosciuto con il nome di osteopatia cranica. Poiché si conosceva poco riguardo al suo reale funzionamento e poiché i risultati su alcuni pazienti sembravano a volte essere addirittura miracolosi, il sistema di Sutherland si fece una reputazione esoterica e di "culto". Questa reputazione e la denominazione osteopatia cranica divennero presto imbarazzanti per la sua professione di medico osteopata, alla ricerca di riconoscimento scientifico.
Nel 1970, in circostanze particolari, durante un intervento sul collo di un paziente, ebbi il privilegio di vedere di persona il movimento ritmico della membrana più esterna del sistema idraulico, su cui io in seguito feci delle ricerche. Questo sistema venne poi chiamato sistema craniosacrale. Dopo aver visto per la prima volta il SCS in azione, passarono due anni prima che qualcuno gettasse luce su quello che avevo visto. Nessuno dei miei colleghi e nessun libro di medicina aveva una spiegazione all'osservazione del fatto che lo strato esterno della membrana meningeale chiamata Dura Mater nel collo si muovesse ritmicamente all'interno e all'esterno a circa 10 cicli di movimenti al minuto, mentre le ossa venivano spostate per esporre queste membrane all'occhio nudo. Questo fatto doveva per forza significare che la pressione all'interno dell'involucro della membrana stava variando ritmicamente.
Nel '72 frequentai un seminario che spiegava le idee di Sutherland e insegnava alcune tecniche di esame e di terapia. Unendo la mia sensibilità tattile alle conoscenze scientifiche capii velocemente come può funzionare un sistema idraulico all'interno dell'involucro di una membrana incasellata nel cranio e lungo il canale della spina dorsale. Usai queste tecniche con successo e nel 1975 mi chiesero di entrare nella facoltà di osteopatia dell'Università del Michigan come internista - ricercatore nel dipartimento di biomeccanica.
Parte del lavoro di questo dipartimento di ricerca era dare supporto scientifico all'osteopatia cranica e debellare una volta per tutte le difficoltà fino ad allora legate all'osteopatia. Nel Michigan guidavo un gruppo di ricerca pluridisciplinare composto da anatomisti, fisioterapeuti, biofisici, e biologi, che stabilì le basi del sistema craniosacrale. Spiegavo la funzione di questo sistema in termini pratici e scientifici e dimostravo come esso può essere usato per valutare e curare disfunzioni poco chiare e poco comprensibili che coinvolgano il cervello, la spina dorsale e una miriade di altri problemi come dolori cronici, bassa vitalità e frequenti infezioni.
La pulsazione craniosacrale
Allo stato attuale della scienza medica, l'esistenza del ritmo cardiovascolare e respiratorio non sono più in discussione, ma da tempi immemorabili vi sono state controversie sulla loro natura e, persino oggi, sono incredibilmente varie le cure ai disturbi connessi a questi sistemi. Per quasi 15 anni sono stato un forte sostenitore dell'uso del sistema craniosacrale, come modo per aiutare a valutare il corretto funzionamento del corpo... e risolvere problemi di disfunzioni anche dolorose. Mi sono dedicato all'insegnamento del valore terapeutico del sistema craniosacrale (SCS) a 'addetti ai lavori', medici e non, includendo massaggiatori ortopedici, terapeuti occasionali, chiropratici, psichiatri, psicologi, infermiere e persino dentisti.
Se può apparire strano che così diverse specializzazioni possano trarre beneficio dalla comprensione di questo sistema, può essere d'aiuto una spiegazione del suo funzionamento. Il SCS è un sistema fisiologico presente negli esseri umani e negli animali con cervello e spina dorsale esso inizia a formarsi nello stadio prenatale e continua a funzionare fino alla morte. Quando c'è uno squilibrio nel SCS, il cervello e la spina dorsale ne soffrono: questi organi sono il nucleo dell'essere, senza di loro le funzioni motorie, emozionali e sensitive non hanno luogo.
La terapia craniosacrale è un metodo di esame e di cura escogitato per correggere il ritmo di questo importantissimo e vitale sistema. Lo chiamiamo craniosacrale perché coinvolge tutte le ossa della testa, della faccia e della bocca, che compongono il cranio e si estende, per mezzo di un sistema idraulico e di membrane, fino alla fine della spina dorsale, ossia fino all'osso sacro.
Traumi a altri eventi che interessano la base della spina dorsale, come una caduta sull'osso sacro ad esempio, possono avere effetti sull'estremità opposta del sistema craniosacrale. Preferiamo usare la parola "terapia" piuttosto che esame o cura, perché terapia implica un approccio più dolce che coinvolge la semplice collaborazione tra il paziente e il terapeuta, un mutuo sforzo per aiutare il SCS a funzionare in modo efficiente.
Gli effetti positivi della terapia craniosacrale fanno affidamento in larga misura alle normali attività fisiologiche auto - correttive del paziente ma si basano anche sulle forze idrauliche all'interno del sistema, perché contribuiscano efficacemente al processo correttivo. Il terapeuta craniosacrale rimuove in parte gli ostacoli che le normali risorse autocorrettive non riescono a superare senza decidere come questa correzione debba accadere, ma assistendo il corpo, nelle sue naturali risorse auto - correttive craniosacrali. Quando certe regole di approccio dolce sono seguite, non ci possono essere gravi errori o effetti collaterali, perché il SCS stesso decide come improntare la correzione, il terapeuta rimuove semplicemente gli ostacoli, attiva e dà energia.
Come viene attuata questa terapia
La terapia craniosacrale è una tecnica manipolatoria delicata e non intrusiva, raramente il terapeuta applica pressioni superiori ai 5 gr, o all'equivalente del peso di una monetina. L'esame viene fatto attraverso movimenti in vari punti del sistema, per verificare la rimozione o meno dell'ostacolo frenante. Il sistema è poi in grado di completare l'autocorrezione. Clinici con molta esperienza sono in grado di percepire il movimento craniosacrale ovunque sul corpo del paziente.
Risultati di esami attendibili possono essere ottenuti molto velocemente, palpando il movimento craniosacrale e rilevandone velocità, ampiezza, simmetria e qualità. Le parti del SCS che possono essere facilmente percepite dalle mani del terapeuta sono le ossa del cranio, l'osso sacro e il coccige, poiché sono attaccate alle membrane che contengono il liquido cerebro - spinale. Questo liquido cerebro - spinale si diffonde dal sangue in un circolo di feedback - autoregolazione - dinamico. Il sistema si comporta come un qualsiasi circuito idraulico semichiuso, facendo pressione quando la massa del fluido aumenta e forzando il liquido a muoversi su e giù lungo la spina dorsale. Quando il liquido si muove anche le membrane che lo contengono si muovono, normalmente con un ritmo da 6 a 12 cicli al minuto.
Tutte le altre ossa della spina dorsale e della pelvi vengono usate in questa terapia, ma a causa del loro effetto meno diretto sul sistema idraulico, per il loro utilizzo effettivo è richiesta una maggiore abilità da -parte del terapeuta. Lo stesso vale per le mandibole e le giunture temporomandibolari. Una bassa estensione del ritmo craniosacrale indica un basso livello di vitalità del paziente.
In altre parole, la capacità di resistenza del paziente è scarsa e la suscettibilità alla malattia più alta. A volte la velocità craniosacrale percepita al tatto sulla testa risulta due volte il normale mentre l'ampiezza è molto bassa, mentre l'energia interna guida il SCS sembra piuttosto alta. Io personalmente interpreto ciò come indicatore che il limite o membrana meningea del SCS è piuttosto ristretto e manca di adattamento al movimento craniosacrale, la velocità è raddoppiata mentre l'ampiezza è ridotta approssimativamente del 50 per cento. Questa condizione porta a una serie tipica di movimenti al minuto. Troviamo spesso questa condizione nei casi di problemi infiammatori che coinvolgono o hanno coinvolto le meningi e/o il sistema nervoso centrale. La mancanza di simmetria nel movimento ritmico craniosacrale in qualsiasi parte del corpo può essere usata per localizzare problemi patologici. I problemi possono essere di qualsiasi genere. In altre parole, vi possono essere problemi del sistema muscolo/scheletrico - disfunzione somatica - reazioni infiammatorie, aderenze, traumi con cicatrici, ferite chirurgiche irregolarità vascolari ecc. L'asimmetria del movimento non può dire qual è il problema, ma potrà dire dove è localizzato. Una volta localizzato si può fare affidamento su altri metodi per determinare l'esatta natura patologica del problema individuato. Il ripristino del movimento cranio sacrale simmetrico nell'area dove è ridotto, è uno strumento rivelatore. Appena l'asimmetria viene eliminata e riprende il normale movimento fisiologico, il problema è in fase di risoluzione o è stato risolto.
Si può considerare l'involucro corporeo come una guaina continua dalla testa ai piedi, leggermente mobile, di tessuto connettivo che riveste tutte le strutture somatiche e viscerali del corpo umano. Avendo in mente questo modello, qualsiasi perdita di mobilità di questo tessuto in qualsiasi area specifica può essere usata come aiuto per localizzare il processo che ha causato la perdita di mobilità. In un certo senso, probabilmente tramite il sistema nervoso, questo involucro è tenuto in costante movimento in corrispondenza al movimento ritmico craniosacrale.
La fascia esterna e le meningi sono intercollegate e interdipendenti nei termini del loro movimento per mezzo di connessioni dirette e per via dei comuni ancoraggi ossei. L'esaminatore viene limitato solo dalla sua abilità nel palpare e dalla sua conoscenza anatomica per quello che riguarda la quantità di informazioni che può ottenere con questo esame. Anomalie della struttura e/o della funzione del sistema nervoso, del sistema muscolo - scheletrico, del sistema circolatorio vascolare, del sistema linfatico, del sistema endocrino e del sistema respiratorio, possono tutte influenzare il SCS.
Rebalancing - Un massaggio per un equilibrio psicosomatico profondo
di Aurora Maggio Cooper
Se osserviamo l'aspetto corporeo di un singolo essere umano, notiamo che esso contiene informazioni del contesto individuale, familiare, culturale e sociale. Ci può aiutare a percepirne il senso profondo, l'immagine di un cipresso cresciuto su una collina di fronte al mare: nella forma dei suoi rami si può intuire la forza e la direzione dei venti, nella sua corteccia sono iscritte le tracce delle stagioni, il freddo dell'inverno e la calura estiva, nelle radici è iscritta la natura del terreno, se arido o umido, se aspro o soffice.. Per analogia possiamo, allora, comprendere che il corpo umano è il riflesso vivente della nostra vita e dell'intera evoluzione.
La scienza ci informa che il feto, dal concepimento alla nascita, percorre tutti gli stadi dell'evoluzione. Tutto ciò dovrebbe aiutarci ad abbandonare l'idea di avere un corpo per portarci a essere il corpo. D'altra parte, la scienza moderna si sta spostando da un universo di forme solide e statiche ad un universo di campi energetici dinamici. Quest'ultimo paradigma vanifica l'idea del nostro corpo come solido e statico, così radicata ma che non corrisponde alla sua realtà.
Il corpo è infatti fluido, si modifica, di adatta, cambia e questa fluidità può essere ritrovata, laddove la riconosciamo nel corpo, reso statico più dalle idee che abbiamo su di esso, che per sua intrinseca natura. In effetti, siamo processi dinamici integrati in cui psiche, mente e corpo interagiscono più o meno armoniosamente. La conoscenza dell'essere umano come processo dinamico integrato è presente nelle culture orientali da sempre, Reich come molti altri dopo di lui
ha riaperto questa conoscenza alla ricerca scientifica occidentale. L'approccio che parte dal corpo come espressione integrata, valorizza i suoi segnali per portarli alla naturalezza dell'uomo contemporaneo e liberarne le strutture bloccate. D'altra parte, che il corpo sia espressione di un processo integrato è conoscenza molto antica della nostra cultura, tuttora presente a livelli inconsci profondi. Basta soffermarsi su alcune espressioni in uso: ispirazione, per esempio, è una parola che ha due significati, descrive l'inalazione di aria, nel processo respiratorio, e contestualmente significa "prendere dentro lo spirito". Un altro esempio può essere la frase idiomatica "avere i piedi per terra". Viviamo in una cultura orientata verso la testa, una cultura che valorizza i concetti razionali, astratti, ma ugualmente, nella lingua parlata attraverso cui parla anche l'inconscio, valorizziamo l'agire, il pensare... con i piedi per terra. D'altra parte, l'uomo, se sottoposto ad esperienze destabilizzanti sul piano emotivo, risente nella stabilità complessiva: gambe e piedi assumeranno posture rigide e contratte. Per comprendere osserviamo la corsa di un cavallo, le cui anche sono invece sciolte e libere da tensioni e insicurezze.
Sul piano pratico il Rebalancing interviene a diversi livelli: è un massaggio profondo che si avvale del contatto sui tessuti connettivi. Si ispira al lavoro di Ida Rolf, utilizza tecniche di liberazione delle articolazioni attraverso i movimenti fluidi e giocosi elaborati dal metodo Traegger. Privilegia l'ascolto e l'esplorazione, della respirazione, consente il recupero del senso cinestetico del corpo, ricordando la lezione di Alexander e Feldenkrais, opera dando il rilievo al qui e ora della Gestalt, per richiamare la consapevolezza alle sensazioni e al presente. Queste sono le tecniche usate per restituire "balance" equilibrio, ma essenziale è la risonanza meditativa fra il rebalancer e l'altro, che si esprime quando corpo e mente sono rilassati e si entra in contatto con il flusso che ci rende vivi, con la capacità naturale di autoguarigione, attuale in un corpo e una mente rilassati e tranquilli.
Il Massaggio Rebalancing
di Unmila Malfatti
Il Rebalancing lavora sulla liquidità del corpo, sul sistema linfatico, sanguigno, i cui ristagni causano grossi problemi. Come ci dicono l'agopuntura o l'omeopatia, il ristagno indica che le energie maschili e femminili non sono in continuo movimento ed equilibrio. Il senso del Rebalancing è mantenere il corpo fisico in equilibrio, con tutto ciò che ci sta dentro, e oltre a questo, la mente e l'anima, osando una parola grossa. Toccando con la propria profondità, la propria anima, una persona, si può raggiungere la sua anima tanto quanto sia il paziente che il terapista sono disponibili. Infatti si crea un mutuo rapporto in cui il terapista svolge una funzione maschile, perché agisce, ma lo fa attraverso il suo femminile, cioè in meditazione, nel proprio vuoto, captando l'intelligenza dell'acqua del corpo, e anche dei muscoli, in cui c'è racchiusa tutta la memoria fisica ma anche risalente a prima della nascita, addirittura oltre il DNA.
Attraverso il Rebalancing si possono sciogliere traumi insospettabili che si manifestano attraverso il dolore o le emozioni... continuo a cercare tutto ciò che mi permetta di capire questi fenomeni, queste tecniche antiche come gli sciamani, che vengono ora riconfermate dalla teoria quantistica, o dagli studi kinesiologici. Mi aggiorno dando nutrimento alla mente, ma poi è nella pratica che avvengono i miracoli. Quando si entra in contatto con le persone si crea un rapporto semplice ma oggi purtroppo in disuso, perché tra la gente c'è sempre meno intimità, meno affetto. A volte il solo contatto consapevole fa uscire la parte più sana, il medico interiore e il paziente guarisce da sé, perché si sente amato, accettato, ascoltato, e sente che la sua vita ha un senso di per sé.
Per me Rebalancing vuol dire creare spazio all'interno, svuotare da tutti gli intoppi, e quando finalmente c'è spazio ecco che tornano fuori gli occhi del bambino interiore. Se una persona esce da una seduta senza più dolori è perché ha trovato la voglia di rispondere: per me la responsabilità è proprio il rispondere alle situazioni che ci vengono incontro.
Sono più di dieci anni che lavoro con il Rebalancing, ed è un continuo lavoro di conoscenza di sé; questo poi permette di conoscere le persone che ci stanno di fronte, ascoltarle, imparare a guardarle attraverso delle chiavi di letture somatiche, capendo dove sono i blocchi, e lasciando comunque che siano le mani a percorrere la mappa del corpo trovando le strade che permettano di defluire o di far fluire. Vi invito a provare sia come sessione individuale, che come workshop.
Integrazione Posturale - L'Integrazione Posturale usa il corpo come
interfaccia per trasformare la coscienza
di Massimo Soldati
"Un modello simmetrico, bilanciato nell'aggregato segmentato di unità materiali che é l'uomo, permette al suo minore campo di essere rinforzato dal maggiore campo della terra " Ida Rolf
Sono più di dieci anni che pratico il massaggio in profondità su persone di tutti i ceti, tipi, età e con i più disparati problemi. Ho imparato a riconoscere l'animo ed i pensieri della gente osservando la forma e le differenze di colore, consistenza, temperatura, odore, posizione dei loro corpi. Ho imparato anche a capire di cosa hanno bisogno questi corpi e che cosa chiedono a gran voce, con un linguaggio al quale siamo purtroppo diventati molto, molto sordi. I corpi gridano spesso, come le piante e le cose, nella indifferenza generale e nel loro grido si può sentire la voce dell'anima che cerca di vivere. L'anima vuole farsi strada attraverso i nostri corpi, in modo che diventino templi puliti e luminosi, strumenti perfetti di espressione. Ma attaccati alle nostre membra ci sono anni di errori, rinunce, indulgenze, incomprensioni, paure, pigrizie, chiusure, egoismi. Tutta una quantità di scorie fisiche e psichiche che si sedimentano nella nostra carne. In ogni via di riscatto, di ascesi, ci sono pratiche che mirano a purificare il corpo, perché lo spirito non può risvegliarsi in un fisico dormiente o impigrito. Allo stesso modo io penso che nella psicoterapia non ci possa essere un vero cambiamento, se non c'è una attivazione e modificazione somatica. Sì, le terapie verbali funzionano, molte analisi conducono ad una completa trasformazione interiore, ma quest'ultima può instaurarsi solamente quando i comportamenti esteriori, le abitudini corporee, sono mutati. I1 cliente arriva e dice: "Sto meglio, mi sono iscritto ad un corso di ballo e non mi alzo così depresso", allora si capisce che sta guarendo. La guarigione passa attraverso la trasformazione di quella porta d'accesso alla realtà materiale che è il corpo. C'è modo perciò di rendere il processo del cambiamento più veloce e stabile: affiancando alla crescita della nostra coscienza un lavoro di pulizia e risveglio sul piano somatico. Non tutti sanno che dentro di noi c'è un meccanismo di mantenimento della forma e della mobilità fisica, tanto prezioso quanto umile e poco conosciuto. Esso si chiama fascia: un tessuto diffuso in tutto l'organismo che avvolge, separa, nutre, compatta e sostiene ogni parte del corpo.
Quando siamo affetti da uno squilibrio di qualsiasi genere (fisico, mentale, emozionale o spirituale), questo si manifesta sul piano somatico con una modificazione della postura. Tanto che osservando con occhi attenti come si muove una persona, possiamo dire che cosa sta succedendo dentro. Ogni cambiamento posturale, che persista nel tempo od abbia una certa intensità, si trasmette alla fascia, la quale mette in atto processi chimici di densificazione per sostenere il maggiore stress. Essa pare comportarsi perciò, in quel sofisticato computer che é l'essere umano, come una memoria che sfrutta la percezione del movimento in ogni parte del corpo. In effetti quando con una sapiente manipolazione restituiamo fluidità alla fascia, essa libera memorie, vissuti, emozioni, pensieri bloccati. Non si tratta perciò di massaggio nel senso comune del termine, ma di lavoro sulla coscienza, che, per essere efficace e non dannoso, presuppone, da parte di chi lo fa, una consapevolezza dei diversi piani dell'essere, nonché la capacità di accompagnare attraverso essi.
Shiatsu
di Rosalba Tuci
Lo shiatsu non è una tecnica antichissima, la medicina cinese è molto più antica. Il concetto fondamentale dello shiatsu è l'appoggiarsi comodamente sulla persona e quindi il lasciarsi andare, non solo col corpo, ma anche con la mente: se noi ci lasciamo andare, chi riceve il massaggio a sua volta si darà il permesso di abbandonare le tensioni, i problemi, eccetera.
Sappiamo già che oltre al corpo fisico, abbiamo un corpo emozionale, mentale, spirituale. Molti di voi hanno già sentito parlare dei percorsi energetici, dell'agopuntura; lo shiatsu lavora su tutti i punti ognuno dei quali è un vortice di energia, contiene tutta l'informazione della persona ed è in contatto con l'energia universale. Toccando anche un solo punto si può indurre un cambiamento che poi la persona farà spontaneamente.
Un trattamento shiatsu dura un'ora e si fa la situazione energetica della persona, che può essere di tipo fisico emozionale, mentale; la persona viene con un problema, e lo shiatsu va al cuore del problema. Dopo alcune sedute, si può sentire sollievo dai dolori ma anche, ad esempio, smettere di litigare o prendere decisioni su cose lasciate in sospeso... possono accadere vari movimenti, perché il muoversi è caratteristico dell'energia!
Lo shiatsu ha circa cento anni, ed è frutto di alcune tecniche fisioterapiche mescolate al massaggio energetico; ora vi parlerò della ginnastica cinese, che invece ha circa tre, quattromila anni. All'inizio era praticata segretamente da alcuni monaci di un tempio di Shao-lin, e pare che l'abbiano inventata le donne; all'inizio non la volevano diffondere, ma poi è stata introdotta a livello medico, perché è un mezzo molto potente sia di autoguarigione che di diagnosi.
Facciamo alcuni esercizi di Qi Gong da seduti. Gli esercizi hanno un parte di ricarica dell'energia e un'altra parte dinamica.
Vi propongo di stare comodamente seduti ma con la colonna eretta, con le mani appoggiate sulle gambe, e i palmi verso l'alto. Immaginiamo che un filo porti la testa verso il cielo, la sua direzione naturale, e che la colonna si espanda nelle quattro direzioni. Immaginiamo due fiori di loto sulle palme delle mani, osserviamoli nella loro perfezione, nella loro essenza che racchiude tutte le loro caratteristiche. Inspirando l'essenza dei fiori dalle braccia sale fino alla gola, espirando scende fin sotto l'ombelico.
Ascoltiamo le sensazioni in questa zona, chiamata Dan-tien, il mare dell'energia inferiore, il punto dove si concentra tutta l'energia, il punto da cui parte il circuito dell'energia. Passiamo ad ossevare la zona sottostante, il coccige, e come l'energia risale verso l'alto lungo la colonna, e poi ridiscende, e poi risale... Questo esercizio di raccolta dell'energia è di tipo yin andrebbe ripetuto sei volte; lo yin è la terra, il nutrimento, la materia.
Adesso vi vorrei proporre un esercizio di tipo dinamico, che si chiama "prendere lo yang dal cielo"; lo yang è il principio maschile, il sole, tutto ciò che è caldo, salato, il giorno, l'attività, il muoversi. Il numero dello yang è nove perciò l'esercizio va eseguito nove volte.
Alzatevi in piedi. Portate le mani nella zona del Dan-tien, rilassate tutto il corpo. Visualizziamo l'espansione della colonna nelle quattro direzioni, rilassiamo le spalle, la nuca, lasciamo andare la testa verso il cielo. Inspiro e porto le mani al petto, espirando le porto in avanti e resto a raccogliere l'energia del cielo; inspiro ed espiro riportando le mani al Dan-tien.
Teniamo l'attenzione su tre livelli, sulla sensazione posturale, su questo punto, su ciò che accade intorno.Al Villaggio Globale terrò dei corsi sia di Shiatsu, che di Qi Gong, così potrete approfondire questa esperienza.
Body harmony
di Italo Bertolasi
Un chiropratico che fa lo sciamano e che porta i suoi allievi a toccare alberi e pietre sacre nei vortici d'energia spirituale del mondo: da Glastonbury a Stonehenge, da Sedona a Macchu Picchu. Perché esiste un'interazione tra le correnti d'energia del mondo e quelle dell'essere umano. E perché facendo un po' di "feedback ecologico" ci si può energetizzare, rieducare nella scuola di selvaggità della natura e imparare a "sognare" - a sentire la sacra e sana rete di relazioni che ci lega alla creazione. Don Mc Farland prima di insegnarci a massaggiare ci porta nei boschi scuola. Per aprirci il cuore e risvegliare la nostra intelligenza istintiva. Così si potrà "ascoltare" il canto dei fiori ma anche "leggere il corpo" e vedere luci intorno a persone o oggetti inanimati. Sviluppando capacità tattili metanormali, una vista interiore per avvertire i flussi spontanei di energia e una capacità di comunicazione più "animale" e telepatica. Così i nostri rapporti saranno più efficaci e il nostro modo di massaggiare più sensitivo, più sciamanico.
Don Mc Farland è nato a Hollywood. Chiropratico di successo dopo aver sperimentato più di ottanta metodi di guarigione - Rolfing, Shiatsu, Feldenkrais, Gestalt Terapy e massaggio Cranio-sacrale - ha deciso di "inventare" un suo sistema che ha chiamato Body Harmony. Un "massaggio" che riunisce una sintesi di metodi sia tradizionali che esoterici e che usa un tocco dolce, sensibile, non invasivo e un approccio personalizzato ad ogni cliente. Con Body Harmony si vuol "disintegrare il dolore", accrescere la consapevolezza somatica e i propri poteri di autoguarigione. Il nostro corpo è un libro aperto che mostra tutto la sua bellezza ma anche le sue tensioni e i suoi malesseri. Le esperienze positive, amorevoli e gioiose espandono il nostro corpo e liberano il movimento. Mentre traumi fisici ed emotivi, giudizi e limitazioni, lo stress e le emozioni represse, comprimono i tessuti e la muscolatura, e limitano il potenziale di guarigione.
Body Harmony ci "aiuta a lasciar andare la presa e a far galleggiare il dolore aprendoci così alla guarigione". Body Harmony é un massaggio moderno che non usa sequenze schematiche o tocchi invasivi e meccanici. Quindi niente impastamenti, pressioni o frizioni. Né movimenti specifici su punti specifici. La mano "madre" del practitioner si appoggierà con molto "ascolto" e delicatezza sul nostro corpo. Si muoverà con amorevolezza e intelligenza intuitiva per dirigersi senza errore sulle "zone" bisognose che che sembra quasi la richiamino. Queste zone hanno una capacità complessa di segnalazione: irradiano una specie di biomagnetismo che si può individuare solo sviluppando un ascolto superintuitivo. Se la mano madre le saprà "curare" a dovere ci regaleranno il miracolo della guarigione.
Body Harmony ci invita quindi ad ascoltare il corpo dell'altro con amorevole compassione, a praticare con "purezza di cuore e di intenzioni" - un'idea anche buddhista - e ancora a curare con umiltà, senza arroganza e schemi mentali. In modo diverso e specifico per ogni persona. Don é convinto che solo in un clima di empatia emotiva e di abbandono fiducioso si può attivare un processo di vera guarigione. Ricevendo un trattamento così dolce e rispettoso ci si sentirà non giudicati, non invasi. Finalmente al sicuro, il nostro corpo si potrà allora "srotolare" per rilasciare tensioni e traumi. Body Harmony non ha una visione semplicistica del nostro corpo. Non vede sette e solo sette chakra e non vuol agire con lo scolastico schemino dei meridiani. Propone invece l'accettazione della complessità, sacralità e del mistero del nostro corpo: bello e armonioso, delicato e sensuale, animale e divino. Chi pratica Body Harmony impara allora ad assecondare i movimenti autocurativi che ogni corpo che vuol guarirsi esprime. Ci chiede insomma di essere superintelligenti - ma alla maniera di un bimbo curioso o di uno scienziato giocherellone - perché per esplorare il territorio sconosciuto delle nostre potenzialità latenti e dell'autoguarigione dobbiamo amare l'avventura con tutto quel nuovo che a prima vista ci appare insolito e alieno.
Body Harmony è quindi una pratica di "sciamanesimo moderno" per riordinare il corpo e la mente. Ci invita a conquistare coraggiose visioni. A usare le mani con la magia, la qualità di tocco e l'amorevolezza che ha ogni madre o ogni amante. Ad avere coraggio per non rinchiuderci in visioni schematiche e limitanti. Ad aprirci ad esperienze extrasomatiche ed extrasensoriali per esplorare i territori sconosciuti della nostra coscienza dove non ci sono più mappe precise. E alla fine a provare a "massaggiare con l'emisfero destro" che è alla base del pensiero olistico incorporando tutto quello che serve a ridare libertà, saggezza, salute e potere al cliente. Con un tocco dolce e magico si può aprire ogni porta. Si può entrare anche in quelle zone segrete del corpo dalle quali ci siamo ritirati con rabbia e paura. La guarigione è allora un'opera di "restauro" di parti del corpo dimenticate, di emozioni abbandonate che riprendono a "galleggiare" e fluire nella consapevolezza.
Una normale seduta di Body Harmony inizia con un a discussione sui problemi e le aspettative del cliente. Poi chi ci cura si concentra sull'analisi delle posture, del movimento e del relativo funzionamento della varie parti del nostro corpo. Terapeuta e cliente si uniscono allora in un'esplorazione del modo migliore di rilasciare le limitazioni che ostacolano il corpo nell'ottenimento dei suoi obiettivi e nella risoluzione di tensioni e rigidità.
Chi riceve il trattamento è disteso vestito su un lettino da massaggio mentre il terapeuta appoggia delicatamente la sua mano sul corpo. Col suo tocco stimola un attimo di consapevolezza somatica e poi un processo di autoguarigione che può restituirci uno stato di vero benessere.
La pratica è semplice ed efficace. Don è un americano prammatico: è convinto che ogni vera medicina debba funzionare subito e sostiene che se il trattamento di Body Harmony non si rivela subito efficace è meglio passare a cure più tradizionali.
Body Harmony è un "investimento" sulla salute: può essere un ottimo rimedio di autodiagnosi e di cure preventive, ma anche unopportunità di lavoro per chi vuol seguire il corso di formazione e diventare practitioner. Don Mc Farland ci invita a provare il tocco leggero e sensitivo di Body Harmony che sfiora corpo e anima, dando vitalità, salute, ottimismo e consapevolezza.
Body Armony può alleviare lo stress e la tensione, alleviare il dolore e accelerare la guarigione. Può ristabilire l'armonia tra le varie parti del corpo e ripristinarne i movimenti naturali, le sue funzioni, la postura corretta. Può aiutarci a "lavorare" globalmente sull'insieme corpo-mente-emozioni-spirito per risolvere quei disagi emozionali e quelle paure che impoveriscono le nostre relazioni interpersonali e ci impediscono la "conquista" di gioia e felicità. Ci si può così liberare dalle limitazioni e da tutte le autocensure - tutti i "non posso", i "non devi" - per riprenderci potere e efficacia personale in ogni area della nostra vita.
Dobbiamo pretendere di essere accolti in uno spazio pulito, silenzioso e ben riscaldato - la temperatura del locale non dovrà scendere sotto i 26°. Il trattamento sarà personalizzato. Perciò niente sequenze meccaniche. Chi ci massaggia dovrà avere tanta attenzione nei nostri confronti e tanto tempo a disposizione - un buon massaggio può durare anche due ore. E dovrà essere in perfette condizioni psicofisiche. Il tocco sensitivo crea un circuito energetico che trasferisce facilmente sia il proprio benessere che il malessere. Meglio scegliersi per questo "viaggio verso la consapevolezza" una guida fidata, consigliata magari da amici del cuore, meglio farsi guidare dall'onda del cuore e da quella della simpatia personale - scartando chi ci è antipatico a "fior di pelle". Il massaggio è un vero contratto a due ed è preceduto da un colloquio per chiarirne le aspettative e le modalità. Il trattamento può essere interrotto ad ogni momento: quando si prova un forte disagio o ci si sente invasi e non al sicuro. Il massaggio che esplora le fonti del nostro benessere dovrà essere piacevole. Rifiutarsi perciò di esser maneggiati in modo meccanico e doloroso. Chi schiaccia con forza nasconde quasi sempre vecchi modi d'agire e unincapacità di "ascolto". Alla fine di ogni massaggio si ha diritto a un po' di "vacanza" per rimanere un po' di tempo da soli. In contemplazione. Senza esser scacciati via per fare posto a un altro cliente.
Massaggio della luna
"Il massaggio della Via della Luna" ci dice Shaida Cartellà che lo ha "inventato" 10 anni fa, "risveglia la sensibilità, l'intuizione e le capacità straodinarie di comunicazione latenti in ognuno di noi con un tocco dolce e intuitivo che riunisce la forza della Madre Terra che dà vita, nutre e preserva tutte le cose con i poteri della Luna, che rappresenta l'innocenza, la fertilità e la magia delle donne". E' un massaggio sciamanico che sblocca, armonizza ed energetizza l'energia vitale procurandoci stati di benessere, ma anche di trance e di estasi. Allora si "viaggia" nel pozzo della nostra anima per attingere alla ricca eredità delle nostre più grandi potenzialità. E si gode uno stato di gran benessere, di fluidità e di intelligenza suprema. Shaida ha viaggiato molto e ha studiato per anni con lo sciamano Frank Natale. Ha fondato l'associazione "SoleLuna", un "ponte" transculturale verso altri mondi e altre medicine, che progetta viaggi di trasformazione in luoghi sacri del Pianeta, in India, in Centro America, ma anche in terre magiche del nostro Mediterraneo. Shaida con le sue sciamane sudamericane promuove anche workshop di "massaggio uterino maya" e con Frank Natale il rituale del "Tocco della Passione", un supermassaggio guidato dal ritmo dei tamburi per risvegliare la nostra forza e la nostra vitalità. Nel massaggio della Luna si usano olii essenziali, musiche rilassanti e tocchi sensuali e intuitivi. Ci dice ancora Shaida: "Il rituale del tocco risveglia la sensibilità più profonda e favorisce il contatto con il tuo Sé Superiore attraverso l'apertura del Cuore. Nel rito ci sono così due corpi e due anime che si incontrano e si fondono in sincronia. Nel silenzio e in un clima di meditazione e di profondo "ascolto". Toccherai così sentimenti profondi legati al tuo cuore come la compassione, la cura, il servizio, e l'umiltà."
Nel massaggio della Luna si imparano le tecniche base dei massaggi tradizionali, si fanno esercizi sul respiro, si danza, si fa dello stretching e si "lavora" per espandere la consapevolezza. Il massaggio-meditazione ci farà così riscoprire il potere dell'amore aprendo il "chakra" del cuore che è connesso al senso del tatto. E ci aprirà a rituali di comunicazione più caldi e sinceri che esalteranno le qualità femminili di cura, servizio, e nutrimento insite in ognuno di noi.
Massaggio Osho Rebalancing
di Italo Bertolasi con la consulenza di Raje T. Corno
Questo massaggio rilassante ed energetico che aiuta ad integrare corpo, mente e anima è nato dalla fusione di tecniche sia orientali che occidentali all'interno della comunità indiana di Poona. Qui, alla fine degli anni '70, terapisti e ricercatori si sono riuniti attorno al maestro spirituale Osho. Il Rebalancing, derivato originariamente dal Rolfing, una tecnica di massaggio sui tessuti profondi nata negli Stati Uniti alla fine degli anni '60, ha riunito i benefici di altre tecniche di massaggio, come il craniosacrale, la riflessologia, lo shiatsu, a quelli dell'intuizione e della meditazione. Rebalancing vuol dire riequilibrare: il tocco viene usato come strumento per contattare e risolvere tensioni che si manifestano a livello fisico ma che hanno una correlazione nella sfera emotiva. Toccare il corpo significa toccare la persona nella sua totalità. Contattare i suoi vissuti emozionali che così possono riafforare essere riconosciuti accettati e finalmente risolti. Si può così "lavorare" sulla paura che ci blocca il respiro, sulle angosce che ci appesantiscono le spalle e sulla rabbia non espressa che ci contrae la muscolatura della schiena, per riportare armonia ed equilibrio.
Nel Rebalancing si mescolano tecnica e intuizione perché "la tecnica va appresa ma poi va messa da parte per dare spazio al cuore" e perchè "le mani hanno una loro intelligenza, una loro conoscenza". Una buona metà del massaggio è fatta di ascolto e di sensibilità verso la persona che riceve. Con dolci pressioni, con impastamenti, dondolamenti e "joint release" si lavora in profondità sulle fasce muscolari alleggerendo così tensioni fisiche e mentali, mentre l'intuizione ci guida istintivamente a usare i movimenti più adatti e più curativi per i bisogni specifici di ognuno di noi.
Con le preoccupazioni e lo stress della vita d'oggi il corpo è passato in secondo piano. Lo vestiamo e lo nutriamo, a volte male, ma è come se non ci appartenesse. Il maestro Osho dice: "Il lavoro fondamentale è quello sul corpo. Le persone devono essere riportate nel loro corpo: si sono ritirate nella testa e hanno perso il contatto diretto con il corpo". Il massaggio ci può allora ricondurre a "sentire" e a vivere il corpo nella sua interezza. Ci può riportare "a casa nel nostro corpo". Per ritrovare un vero benessere.
Durante il massaggio si porta l'attenzione sul respiro: con un respiro profondo si fa fluire più energia. L'energia liberata ci rivitalizza e ci fa prendere coscienza di noi stessi e dei nostri potenziali. Il respiro corto e superficiale invece crea blocchi e rigidità. Lavorando sulla mobilità delle articolazioni si riacquista più flessibilità e più vitalità. Col massaggio profondo e col movimento la colonna vertebrale assume la sua postura ideale alleggerendo le tensioni del collo, delle spalle e della zona lombare. Ogni seduta di rebalancing è un "viaggio" alla scoperta del proprio corpo per prenderne più consapevolezza. E' una meditazione. Un'occasione per incontrare il silenzio e la pace interiore.
Effetti benefici del Rebalancing
- Effetti psicologici e sul sistema nervoso. Riduzione dello stress e della tensione muscolare. Maggior fluidità, leggerezza e libertà di movimenti in tutto il corpo. Maggior chiarezza e maggior confidenza con noi stessi e con gli altri. Il Rebalancing risveglia la sensibilità e l'intelligenza del corpo, rafforza le capacità autocurative, l'autostima e le capacità creative. Riequilibra corpo e mente per vivere con più armonia. Risveglia la consapevolezza corporea, la consapevolezza dei movimenti, delle emozioni interne e della loro espressione. Si acquisisce così un maggior senso di benessere, un portamento più elegante e rilassato. Dà maggior presenza e fiducia in se stessi.
- Effetti fisici. Riequilibrio della postura. Il portamento è più armonico e più in sintonia con la forza di gravità. Il Rebalancing tonifica la circolazione sanguigna, il ritmo cardiaco e respiratorio. Dona sollievo ai dolori provocati dalle contratture muscolari alla schiena che causano dorsalgie e lombalgie. Può alleviare mal di testa, gastriti e altri disturbi comuni. E' un ottimo rimedio contro la depressione e l'insonnia. Fatto con continuità può tonificare la circolazione linfatica evitando la stasi della linfa e dei liquidi che causano la cellulite.
La stanza del massaggio dovrà essere silenziosa, tranquilla e ben riscaldata. L'illuminazione sarà debole e calmante. E' importante non essere interrotti da telefonate o visite. La temperatura ideale della stanza è di 25°. Togliere orologi o gioielli dalle parti che saranno trattate. Prima del massaggio l'operatore si informerà su zone dolenti, ferite o altri problemi che possono creare difficoltà.
Il Rebalancing si pratica sempre sul lettino da massaggio. Per facilitare gli scivolamenti della mano si usa dell'olio di mandorla al quale possono essere aggiunti olii essenziali di lavanda, calmante, di limone, che stimola la circolazione e di cipresso, antidolore. La stanza può essere aromatizzata con diffusori di essenze. Si può usare della musica per la meditazione e il relax.
Lo scopo primario del Rebalancing è di fornire benessere, attenzione e chi massaggia dovrà essere concentrato, rilassato, in contatto con l'altro per comunicargli sicurezza e senso di accoglimento. Quindi si dovrà fare il massaggio senza fretta e senza chiacchere inutili. E' importante anche l'atteggiamento del massaggiatore che dovrà sempre essere rassicurante, disponibile e presente. Per sentire i benefici del Rebalancing è consigliato un ciclo di almeno 6 - 8 sedute. Ogni trattamento dura un'ora e un quarto.
Rebalancing per lavorare sul Cuore.
Con il tocco del Rebalancing si instaura un contatto profondo e un'intima comunicazione non verbale che restituisce al nostro corpo vivezza e una pienezza salutare. L'atteggiamento meditativo da parte del massaggiatore, attento e responsabile, facilita il rilassamento e la capacità di abbandonarsi fiduciosamente da parte di chi riceve il trattamento. Il clima di armonia e di accoglienza in cui si lavora ci farà sentire di più la povertà quotidiana dei nostri contatti e della nostra comunicazione affettiva verso gli altri. Stimolato da un tocco amorevole e sapiente il corpo di ognuno di noi potrà sentirsi finalmente accudito, compreso e stimato. Questo massaggio, piacevole e distensivo, non vuole cambiarci o curarci con manipolazioni invasive e dolorose. E' una "via del cuore" che invece vuol risvegliare la nostra intelligenza intuitiva e sensitiva.
Il corpo conserva al suo interno il ricordo di eventi dolorosi, sia fisici che psicologici. Queste memorie sono "fissate" nei muscoli, nei tessuti e nei nostri organi. Paure e traumi passati possono aver creato tensioni, stati depressivi o vere malattie. Con il Rebalancing si può allora allentare la presa angosciosa che il passato ha su di noi, per abituarci a godere di più il presente e ad affrontare il futuro con ottimismo e buon umore. Un tocco che ci nutre e ci gratifica, rinforza la nostra autostima e fa sparire tutti i giudizi negativi che formuliamo spesso sul nostro corpo o su alcune parti che non ci piacciono.
Il tocco che allevia il dolore, rivitalizza e dona relax ci può trascinare anche in uno spazio di grande silenzio, di ascolto e di vera meditazione. La nostra vita è frenetica: non si ha mai tempo per niente, i livelli di stress sono alti, stiamo sempre male, proprio per questo poter distendersi per un'ora e mezzo su un tavolo da massaggio nelle mani amorevoli di un bravo rebalancer è davvero un gran regalo. Il Rebalancing ci può aiutare allora a ritrovare una calma interiore, una pace e unarmonia naturale, un grande benessere.
S.G.M. - Massaggio sensitivo gestaltico
di Italo Bertolasi
E' un massaggio completo di tutto il corpo che coglie l'unità psico-fisica-spirituale della persona e esalta la percezione del corpo. Rilassa le zone dolenti, risveglia le zone "morte" e insensibili. Procura benessere e tonifica la nostra vitalità. E' una meditazione che ci calma e rasserena. Col massaggio sensitivo gestaltico si ritrova il piacere di "abitare" nel proprio corpo. Ci si sente più amati. Più aperti e comunicativi. Si rafforza così l'autostima e la fiducia negli altri riconciliandosi così col mondo esterno.
Il massaggio sensitivo gestaltico (S.G.M) è stato creato da Margaret Elke nel 1968 all'interno del famoso "Human Potential Movement" di Esalen in California. Una università della nuova scienza, dell'arte e della medicina olistica dove dal '60 ha studiato con i più famosi maestri del "massaggio psichico californiano": Bernard Gunther - specialista del "rendersi conto corporeo", Magda Proscauer - terapeuta della respirazione - e Molly Schackman - insegnante del massaggio sensitivo.
Elke aveva scoperto che "il rendersi conto a livello corporeo sembrava mancare in molte persone. Molti non sono connessi con i loro corpi, il loro tipo di autocoscienza è piuttosto mentale". Ha fatto una sintesi integrando il massaggio svedese al sensitivo che si praticava ad Esalen con gli occhi aperti verso la nuova medicina olisatica che cura anima e corpo e la meditazione. Ci spiega cosa significa S.G.M.:
S = sensitivo. L'operatore dispone di tecniche dolci per stimolare il corpo in un'atmosfera di fiducia e comodità. Applica leggere pressioni e "carezze" che risvegliano i sensi e il nostro "sentire". La comunicazione non verbale, le emozioni, la sensualità si attivano attraverso l'esperienza piacevole di sentire il corpo come un tutto riportandoci alla sensibilità globale dei neonati.
G = Gestalt. Con movimenti fluidi e avvolgenti e utilizzando tecniche per la respirazione e il rilassamento muscolare si unificano come in "puzzle" le parti del corpo che si sentono "slegate". Col massaggio si esalta la percezione del corpo e il senso di integrità ( Gestalt). Questo "rendersi conto" è propulsore di cambiamenti salutari.
M = massaggio. Chi ci massaggia applica in modo creativo stiramenti, vibrazioni, drenaggi, impastamenti, carezze per stimolare il sistema nervoso, ormonale e immunitario. Il recupero fisico è immediato: il corpo riacquista tono muscolare, elasticità e vitalità.
A proposito dei benefici del suo massaggio Margaret Elke ci dice:"Può dare benefici a tutti. E' rilassante ed energetizzante. Pone l'accento sul piacere e quando risveglio nelle persone uno stato di piacere creo anche un processo terapeutico, una cura. L' S.G.M. è adatto specialmente per le persone che temono d'essere toccate, con blocchi psico-fisici e difficoltà a stare in contatto col proprio corpo e a vivere nel "qui ed ora". Può essere molto curativo per le persone con problemi nelle sfera della sessualità, per i depressione e per chi dipende da alcool, fumo e droghe ".
Lo si insegna negli istituti di massaggio dell' "Associazione Internazionale di S.G.M." sparsi in 20 paesi del mondo. In Europa lo si può ricevere in Olanda, Germania, Francia, Spagna, Belgio, Austria e Italia. Da noi lo insegna Miguel Angel Bertran, un professore spagnolo di filosofia che è anche istruttore di S.G.M. e di Watsu - water shiatsu - alla "World Aquatic Bodywork Association". Una scuola californiana del benessere e della nuova scienza della salute diretta da Harold Dull che sfrutta il potere curativo delle acque calde e termali di Harbin Hot Spring.
Nell' S.G.M. si usa la respirazione profonda - inspirazioni e espirazioni prolungate - per favorire il rilassamento. Si entra così più a fondo nelle sensazioni piacevoli del corpo e chi dà il massaggio può facilmente adeguare le manipolazioni al ritmo della respirazione. La consapevolezza corporea aumenta grazie alla consapevolezza respiratoria.
Il massaggiatore rimane centrato e focalizzato sul cliente. Le posizioni del corpo e i suoi movimenti sono allineati al corpo del cliente. Le parole, le frasi e un adeguato tono di voce suggeriscono al cliente un'attitudine di partecipazione, fiducia e di responsabilità. L'accettazione dello stato fisico, emozionale e spirituale del cliente sono le chiavi per una comunicazione di cuore, energetica e affettiva.
Le manipolazioni e gli stiramenti lavorano sulle resistenze e sui blocchi psicosomatici del cliente favorendo il rilassamento. Si alleviano così dolori e tensioni, si tonifica l'energia vitale e si incrementa la consapevolezza corporea. Nel massaggio si usa dell'olio neutro. La quantità di olio utilizzato dipende dalla fluidità e dalla " profondità " che si desidera dare al massaggio. L'unzione di tutto il corpo ha un effetto unificante e definisce l'inizio del massaggio.
Il massaggio si riceve distesi su un lettino. Ci si mette a pancia in giù e poi ci si volta lentamente davanti. In alcuni casi ci si sdraia di fianco. Per favorire il relax si possono sostenere le gambe, la testa e le altre parti del corpo con dei cuscini. La direzione delle pressioni va in genere contro gli effetti della gravità, dal basso verso l'alto. Normalmente si parte dai piedi per arrivare alla fine a massaggiare la testa. In alcuni passaggi le mani esercitano pressioni differenti per stimolare così più sensazioni allo stesso tempo. La varietà di ritmi genera una gamma diversa di sensazioni.
La natura olistica di questo massaggio è sottolineata dal coinvolgimento dell'operatore che accompagna i movimenti delle mani con spostamenti armonici di tutto il corpo. Chi massaggia "danza" e trasmette quest'energia dinamica, come una dolcissima onda, al corpo del cliente. Durante il massaggio si fanno dei "radicamenti" parziali e un "radicamento totale" a fine massaggio. Si contattano le palme dei piedi e si fanno dolci pressioni per tutto il corpo per riunificarlo nella sua totalità.
Dopo il massaggio si copre il cliente con un lenzuolo lasciandolo riposare. Il silenzio e un tempo adeguato di solitudine danno al cliente l'opportunità di rilassarsi profondamente e di integrare l'esperienza. Poi il massaggiatore utilizza una varietà di stimolazioni per facilitare il "ritorno" al mondo che lo circonda. Il profondo piacere sensuale del dare e ricevere cura, attenzione e "nutrimento" è di beneficio sia la cliente che al massaggiatore.
Effetti meccanici: Le pressioni con scivolamento, gli impastamenti e le frizioni tonificano la circolazione sanguigna migliorano l'irrorazione dei tessuti e l'ossigenazione dei muscoli e dell'intero organismo. Aumenta così il "drenaggio" arterioso con eliminazione delle tossine e dei liquidi di ristagno, utile sia nei trattamenti sportivi che nelle cure estetiche - l' S.G.M. è un ottimo rimedio anticellulite. Procura uno stretching benefico e rilassante che libera dalle tensioni e dai dolori eliminando rigidità al collo e alla schiena e altri squilibri strutturali che influenzano lo sviluppo di disturbi cardiaci. Il massaggio allevia le tensioni muscolari ridando una miglior postura e la compressione dei tessuti attorno al cuore che così migliora le sue prestazioni.
Effetti biochimici: Durante un buon massaggio il nostro cervello che è un organo endocrino - immette nel sangue sostanze stimolanti - riduce la secrezione di adrenalina legata allo stress e all'aggressività e aumenta invece la produzione di endorfine che riducono gli stimoli dolorosi e stimolano il piacere, il senso di benessere generale. Si stimola anche l'attività delle ghiandole disseminate sotto la pelle con un effetto rigenerante.
Effetti psicologici: E' il beneficio più importante di questo massaggio. Si aquista maggior sensibilità corporea prendendo coscienza della povertà della nostra comunicazione affettiva e delle trascuratezze che riserviamo al corpo col nostro modo di vivere "mentale" e malsano. Il massaggio è un "bagno di carezze" che ci regala un profondo relax fisico e mentale. Stimola il piacere, ci si sente più radicati, più legati al corpo, alla propria sessualità, agli altri e al mondo che ci circonda. L'affetto e le cure trasmesse dal massaggio sensitivo gestaltico rinforzano l'autostima e curano stati gravi di stress e depressione.
Effetti spirituali: Il S.G.M è anche una "danza meditativa" che esplora il mistero del corpo umano e della vita, che allarga la nostra coscienza e che provoca un senso di pace e calma interiore. Con la "danza" delle mani e con lo stato meditativo si attivano i centri energetici, i chakra. Chi massaggia si propone allora come un canale per veicolare l'energia vitale e armonizzarla con l'energia dell'universo. Sciogliendo i blocchi energetici e le disarmonie si ripristina così l'unità psico - fisico - spirituale e il benessere di chi riceve.
Il S.G.M. è efficace in molti altri campi: crescita personale, terapie della riabilitazione, geriatria, rieducazione sensorio-linguistica, preparazione al parto, nello sport, nei trattamenti estetici e in tutte quelle attività dove sia importante migliorare il contatto con sè stessi e gli altri.
La pelle e l'arte del massaggio
"Il senso più importante del nostro corpo è il tatto. Ci dà coscienza della profondità, dello spessore e della forma. Tastiamo, amiamo e ci commoviamo grazie ai corpuscoli tattili della nostra pelle". ma non si può parlare di massaggio senza ricordare l'organo tattile per eccellenza: la pelle.
Il più sensibile dei nostri organi e il più efficace mezzo di protezione dell'organismo umano. La pelle che in un adulto pesa il 18% del suo peso totale ha in ogni centimetro quadrato più di cinquemila ricettori sensibilissimi che comunicano stimoli ed altre informazioni al midollo spinale e al cervello. A questi messaggi il sistema nervoso reagirà attivando difese immunologiche, regolando la temperatura e il metabolismo generale. la pelle inoltre ha qualità straodinarie: è intelligente e ha una specie di memoria capace di riconoscere agenti irritanti o carezze piacevoli. Ha proprietà dermo ottiche: la pelle ha una "vista" primitiva perchè deriva dallo stesso foglietto embrionale - l'ectoderma - dal quale derivano gli occhi. E ha capacità stereognostiche: può riconoscere senza difficoltà oggetti palpati ad occhi chiusi. per renderla più sensibile e percettiva, ma anche per procurarsi piacere, per nutrirsi e per curarsi l'uomo ha inventato il massaggio. Si è scoperto che per crescre l'organismo umano oltre agli alimenti tradizionali ha bisogno di stimolazioni tattili. La nostra pelle è affamata di carezze e di massaggi.
Un modo per fare il massaggio sensitivo gestaltico
1) Si inizia massaggiando la parte anteriore del corpo. Chi riceve si stende allora a pancia in sù e chi dà si concentra armonizzando la sua respirazione con quella del cliente. Poi appoggia con delicatezza il palmo delle mani - attenzione che siano calde - ai piedi, alle gambe, al ventre, ai seni, alla fronte per instaurare un contatto corporeo sensibile e non invasivo. Si procede all'unzione: ci si olia le mani in abbondanza e poi salendo dai piedi alla testa si unge e accarezza tutto il corpo di chi riceve.
2) Inizia così il lavoro sulle gambe: sfioramenti e pressioni con scivolamenti che massaggiano i polpacci, tonificano il ginocchio, e accarezzano con delicatezza la parte superiore e interna delle cosce fino all'inguine. Il massaggio può continuare facendo salire le mani fino alle anche. Si possono fare stiramenti, torsioni e rotazioni delle gambe attorno al bacino. Il corpo di chi massaggia accompagna con un movimenti sincroni e armoniosi la "danza" delle mani che toccano. Con un contatto di occhi e di cuore si osservano le emozioni espresse da chi riceve.
3) Adesso si lavora nella zona dell' "hara" - il basso ventre che in Oriente è considerata la sede delle emozioni e dell'energia vitale. Ci si sposta di fianco al partner appoggiando per qualche secondo il palmo della mano sul ventre per dare un senso di sicurezza a chi riceve. Poi, con le gambe aperte e piegate, si incomincia a massaggiare il ventre con movimenti lenti e circolari. Con le dita si possono disegnare dei cerchi intorno all'ombelico. Si armonizza così la respirazione addominale sbloccando le tensioni che creano disturbi digestivi, stitichezza e problemi sessuali.
4) Con sfioramenti e una leggera pressione si sale dal ventre al plesso solare e al petto. E' importante percepire il respiro di chi riceve ed esercitare le pressioni solo in fase di espirazione. Si può "aprire" il plesso solare e massaggiare l'angolo delle costole con scivolamenti delle mani dal centro all'esterno verso le costole per risalire lungo i fianchi. Così si riunisce ventre e petto. Anche i seni vanno riconosciuti come parte del corpo. Il massaggio è prolungato alla clavicola e alle spalle. Si possono anche far scivolare le mani sotto le ascelle per rilassare i muscoli pettorali.
5) Si passa alle spalle: non bisogna dimenticare che nel S.G.M. si massaggia accompagnanodo sempre il tocco delle mani al movimento di tutto il corpo. Si esercitano pressioni e frizioni alle spalle e, spostandosi dietro la testa di chi riceve, dondolamenti rilassanti. 6) Adesso si lavorano le braccia con piacevoli stiramenti. Si massaggia partendo dal polso, salendo alle ascelle e fino al collo. Poi si passa alle mani. Questa volta si aggiunge della crema fluida, massaggiando in profondità il palmo della mano stirando dito per dito.
7) Dopo aver stirato e massaggiato il collo girando la testa a destra e a sinistra e alzandola leggermente in alto, si esercitano leggere pressioni della fronte, delle tempie e della nuca penetrando con le dita nelle cavità che si percepiscono nel cranio. In modo speciale nella fossetta della nuca dove il cranio si collega alle cervicali.
8) Il massaggio della parte frontale termina con il lavoro sui piedi che si ungono ancora con una crema fluida. Si massaggia energeticamente la pianta del piede. Si prende prima un piede e poi l'altro con le due mani manipolando tutte le parti, muovendo le ossa e stirando ogni dito. Alla fine si fa un radicamento premendo verso l'alto la palma dei piedi.
9) Poi con molta lentezza si fa girare il partner a pancia in giù. E si inizia a oliare e massaggiare il retro delle gambe: i polpacci, l'interno e l'esterno della coscia, salendo con le mani fino ai glutei. E' uno sfioramento che sale dai piedi alle natiche e che si conclude scendendo lungo i fianchi. Poi si massaggiano energeticamente i glutei.
10) Si riscaldano i reni e si tonifica la muscolatura dell'osso sacro con sfregamenti e pressioni a semicerchio verso i fianchi.
12) Si passa alla schiena. Ci si avvicina alla testa di chi riceve e si inizia a esercitare una leggera pressione con le due mani scivolando dalle spalle alle natiche (12A) e tonificando tutta la schiena.
13) Si può lavorare ancora sulle spalle e sul collo con pressioni, frizioni e sfioramenti prima di concludere con un "radicamento finale" appoggiando le mani ferme su tutto il corpo. Si lascia il massaggiato da solo per un breve tempo (5 minuti) per integrare l'esperienza, coperto con il lenzuolo. Poi si asciuga l'olio e con con rispetto e tenerezza si facilita il suo ritorno al mondo che lo circonda.La sessione si conclude con uno scambio verbale: chi ha ricevuto riferisce dell'esperienza vissuta.
Terapia craniosacrale
di Italo Bertolasi
La terapia craniosacrale, T.C.S., é una tecnica di manipolazione dolce e rilassante delle "zone del sistema craniosacrale" formate dalle ossa del cranio e del sacro, dalle membrane che proteggono il cervello - le meningi - e dal liquido cerebrospinale che scorre al loro interno. Questo liquido protegge e "mantiene a bagno" cervello e midollo spinale e circola all'interno del sistema con una maggior o minor pressione. La T.C.S. fu introdotta negli anni '30 dall'osteopata americano William Sutherland che aveva chiamato "ritmo respiratorio primario" i micromovimenti ritmici e sincronici delle ossa del cranio, del sacro e della colonna vertebrale attivati dalla circolazione e dalla pressione del liquido cerebrospinale.
Palpando con delicatezza le ossa craniche il dottor Sutherland scoprì così che anche il cranio "respira" dilatandosi e contraendosi regolarmente con una frequenza che va dai 6 ai 14 ritmi al minuto. Quando aumenta la pressione del liquido cerebrospinale i bordi delle ossa craniche - le suture - si allontanano tra loro - Il cranio si allarga nella fase di "estensione" - per poi riavvicinarsi quando la pressione diminuisce - il cranio si restringe nella fase di "flessione". La frequenza della pulsazione craniosacrale può variare in presenza di traumi, stress e disfunzioni sensoriali, motorie e neurologiche.
La T.C.S. vuole allora ripristinare una corretta circolazione del liquido cerebrospinale per equilibrare il sistema nervoso centrale. Si esercitano manipolazioni molto delicate della testa, del bacino e della spina dorsale. Le mani del terapista esercitano una pressione equivalente al peso di un busta di appoggiata sulla pelle. La T.C.S. può agire in profondità influenzando lo stato emotivo e psicologico di chi riceve. Bilancia l'attività dei due emisferi cerebrali armonizzando la nostra personalità. Produce un benefico stato di relax, stimola il sistema immunitario e i processi spontanei di autoguarigione. La terapia craniosacrale ha avuto negli ultimi anni gran successo e la sua efficacia terapeutica è stata riconosciuta dagli operatori sanitari e dal mondo scientifico internazionale. Tra i pionieri d'oggi c'è Jhon Upledger, medico e osteopata, che ha fondato l' Istituto Upledger di Palm Beach Gardens in Florida dove da 10 anni si sono diplomati 25.000 fisioterapisti, massaggiatori e osteopati. Nell'istituto si tengono ogni anno più di 400 workshops di T.C.S. L'Upledger Institute è anche una clinica per la riabilitazione dove si curano stress post traumatici e disfunzioni cerebrali, dove si esperimentano terapie di ringiovanimento e si fanno trattamenti su neonati per curare i traumi causatri dal travaglio e su adolescenti con difficoltà di apprendimento. Oggi in Olanda c'è anche l'Upledger Institut che cooprdina le attività della T.C.S. in tutti i paesi europei, Italia compresa.
Effetti terapeutici della T.C.S.
Il dottor Upledger è convinto che la terapia craniosacrale possa armonizzare corpo, mente e spirito per farci star meglio. Ci dice: "La separazione del corpo dallo spirito è artificiale ed è stata creata dall'intelletto umano. La terapia craniosacrale offre allora l'opportunità di ricostruire un senso di integrità corporea e di unità del tutto sia ai pazienti che ai suoi praticanti".
La T.C.S. può migliorare l'efficenza del sistema respiratorio, cardio-circolatorio e linfatico e si possono curare:
Patologie infettive e infezioni localizzate. La TCS può aiutare il paziente a superare le "fasi critiche" di ogni malattia. E' utile giovamento per curare ascessi, acne e altre fastidiose infezioni della pelle.
Distorsioni, stiramenti acuti e patologie dolorose croniche. Scoliosi, algie vertebrali, disfunzioni vertebrali e del sistema craniosacrale. Squilibri posturali. Ipertono della muscolatura cervicale con dolori cervicali. "Colpi di frusta". Malocclusioni dentali e temporomandibolari.
Disfunzioni del sistema nervoso autonomo con ulcere dello stomaco. Tutta la gamma di processi infiammatori e ulcerativi dell'intestino. Tachicardia e aritmie cardiache, asma e altri disturbi respiratori.
Disturbi della vista e dell'udito. Strabismo, debolezza dell'acuità visiva, acufeni - i fastidiosi ronzii alle orecchie, problemi ricorrenti all'orecchio medio, otiti.
Artrite reumatoide, reumatismi cronici e dolori alla schiena.
Disturbi psicologici. Depressione, stati d'ansia e d'angoscia, disturbi comportamentali e di apprendimento nei bambini. Stati di esaurimento nervoso e di stanchezza cronica. Emicrania, nevralgia del trigemino.
Traumi neonatali. Torcicolli miogeni, scoliosi del neonato, rigurgiti e riniti.
La T.C.S. può inoltre esser utile nei casi di ischemia cerebrale, di sincopi e di perdita grave di memoria. E' una tecnica manipolativa dolce che ha pochissime controindicazioni. Tra queste i casi di emorragia intracranica acuta, aneurisma intracranico, recenti fratture craniche.
Ottimo trattamento antistress per le donne che lavorano. Ha un effetto rilassante e sedativo che può stimolare armonia, vitalità e fiducia in se stesse. La T.C.S. stimola il sistema endocrino favorendo il ricambio a livello cellulare e l'eliminazione delle tossine. Favorisce così il riassorbimento dei liquidi che ristagnano nei tessuti e che provocano la cellulite. Stimola la circolazione sanguigna e linfatica periferica favorendo il ringiovanimento e il ricambio cellulare. Il T.C.S. è un rimedio per regolarizzare il ciclo mestruale. Si alleviano così i problemi causati da mestruazioni dolorose - dismenorrea - o eccessivamente abbondanti - menorragia. E una cura dolce e alternativa per tutta una serie di disagi femminili: dai mal di testa e di schiena cronici, agli stati di insicurezza, depressione e fragilità emotiva e alla sindrome della menopausa.
Per chi vuol imparare la T.C.S.
La terapia cranio-sacrale si può imparare facilmente frequentando un percorso di formazione base che si svolge in 3 livelli di 80 ore ciascuno, intervallati nel tempo per permettere ai partecipanti di fare esperienza e consolidare l'apprendimento. I corsi sono rivolti in modo particolare a chi ha già esperienze di terapie corporee ma si può partecipare anche se si ha interesse per la salute e la meditazione.
Il corso di Primo Livello è completo in se stesso. Fornisce la comprensione, la sensibilità e le tecniche di base che ci permettono di effettuare un bilanciamento generale del sistema cranio sacrale.
I corsi di Secondo e Terzo Livello approfondiscono il lavoro del Primo Livello ed insegnano a liberare il sistema craniosacrale dalle restrizioni che ne inibiscono il funzionamento ottimale. Introducono inoltre modalità di lavoro nuove: il rilassamento profondo - "rilascio somatico - emozionale" - e la visualizzazione - "dialogo con l'immaginario".
Il metodo di insegnamento si basa sull'esperienza diretta e richiede un affinamento della sensibilità. I corsi comprendono, oltre al materiale didattico, momenti di pratica, di discussione e di meditazione.
Massaggio tradizionale tailandese
di Italo Bertolasi
Il massaggio antico tailandese si insegna nei templi buddisti: la scuola più celebre é quella di Wat Pho - il tempio del Buddha giacente - a Bangkok. E' nato in India più di quattromila anni fa ed é stato introdotto in Tailandia dai monaci buddisti provenienti dall'India. Qui si é mischiato alle teorie del "Tuina" - il massaggio cinese - e dello "Shiatsu" - il massaggio giapponese.
Col massaggio antico tailandese si stimolano i 10 canali energetici "Sen" che attraversano il corpo umano e si armonizza la circolazione del prana, l'energia vitale. Nel nostro organismo ci sono oltre settantamila "Sen" che costituiscono il corpo energetico di ogni essere umano. Il massaggio tailandese opera su punti speciali di digitopressione lungo i 10 canali principali "Sen" eliminando dolori e tensioni.
Il massaggio "antico" tailandese oltre ad essere un rimedio contro lo stress e il dolore é anche una pratica spirituale insegnata dal Budda. Lo si pratica nei templi - Wat - con devozione e amore. Il massaggio inizia con una "puja", cioè una preghiera, e il massaggiatore é in uno stato di concentrazione e meditazione. Solo così potrà individuare i "Sen" e percepire la circolazione del prana. Senza questa concentrazione il massaggio diventa meccanico e perde in gran parte la sua efficacia. Nel massaggio tradizionale tailandese ci sono due stili: quello del Nord praticato a Chiang Mai e quello del Sud praticato a Bangkok. Il massaggio dura dalle due alle due ore e mezza - in Tailandia si preferiscono i massaggi lenti e lunghi. E' fatto di stretching - se si é tesi é qualche volta doloroso - di pressioni leggere e pesanti alle braccia, alla schiena, al petto, al ventre e alle gambe e di tutta una serie di frizioni superficiali e profonde.
1) Rilassa corpo e mente. Scompaiono tensioni e preoccupazioni e si gode uno stato di chiarezza e di benessere. Ci si sentirà più positivi e vitali, acquistando una maggior coscienza del proprio centro. Si ha una maggior consapevolezza delle sensazioni e degli atteggiamenti corporei.Chi riceve un massaggio acuisce la percezione della propria forma corporea.
2) Migliora la circolazione sanguigna. Si può curare così l'ipertensione o la ipotensione sanguigna. Il corpo riceve più ossigeno e più nutrimenti. Si tonifica il sistema immunitario e migliora lo stato generale di salute e benessere. Si rallenta il processo di invecchiamento e il formarsi delle rughe.
3) Migliora la digestione. Si possono curare gastriti, stati di astenia,aerofagia, colite e anoressie da carenza di moto. Si rimedia a una digestione lenta e difficile. Si regolarizzano le eliminazioni intestinali e renali. Aumenta l'appetito e la vitalità.
4) Alterazioni dello scheletro: si calmano i dolori procurati da lombaggini, torcicolli traumatici, artriti reumatoidi. Il massaggio tailandese é efficace anche per la riabilitazione degli invalidi.
5) Disturbi all'apparato urogenitale: si curano cistiti, disturbi prostatici e disfunzioni sessuali - frigidità e impotenza.Si rimedia alle irregolarità mestruali per normalizzare le funzioni dell'utero.
6) Raffreddamenti: con il massaggio si possono curare riniti e sinusiti croniche e le tossi nervose estranee alle infiammazioni dell'apparato respiratorio.
7) Nevrosi: col massaggio si curano stati di depressione psichica, ansia e ipersensibilità, idee fisse, cattivo umore e scarsa affettività.
8) Si tonifica la circolazione del prana attraverso i "Sen", i canali energetici. Si sbloccano i ristagni energetici e si stimolano con più vigore gli organi e le ghiandole.
9) Si entra in uno stato di meditazione, di raccoglimento e di affettività. Nel massaggio ci si sente amati e coccolati. In pace e in uno stato di intimità e comunicazione con chi ci massaggia.
Non massaggiare mai con forza le ossa o la spina dorsale. Non toccare ferite aperte o zone affette da malattie della pelle. In casi di distiurbi digestivi o intestinali non massaggiare stomaco e basso ventre ma preferire invece un massaggio tonico sulla schiena. Attenzione alle delicate giunzioni del ginocchio che va massaggiato sempre con estrema delicatezza. Non massaggiare la "pancia" delle donne gravide. Le controindicazioni: infiammazioni o gonfiori, fratture ossee o lussazioni, febbre alta, disturbi circolatori come vene varicose, trombosi; malattie della pelle, malattie cardiache, ferite, tagli, ulcerazioni, diabete, intossicazioni da droghe o da alcol, malattie gravi.
da: "Il massaggio tradizionale Tailandese" edizioni Xenia.
Come prepararsi per un buon massaggio
Creare un'atmosfera piacevole. Si possono usare incensi e musica rilassante per favorire uno stato di regressione e relax. Nel massaggio tailandese antico non si usano oli ma alla fine si può profumare il corpo di chi riceve il massaggio con essenze floreali. Ogni massaggio inizierà con un momento di raccoglimento o con una breve meditazione. Il massaggio antico non si pratica a corpo nudo. Chi lo riceve indosserà una comoda tuta o una tunica leggera di cotone o di lino. Per ricevere il massaggio ci si distende su un materassino non troppo morbido o su una stuoia. La temperatura dell'ambiente non dovrà essere rigida. Meglio massaggiare in un ambiente semibuio illuminato da una candela.
I dieci "Sen" - i canali energetici
Nella pratica del massaggio antico si stimolano con digitopressioni, frizioni e accarezzamenti i 10 "Sen" pricipali nei quali scorre l'energia vitale.
1) Sen Sumana. Parte dalla lingua e attraverso gola e petto raggiunge il plesso solare. Col massaggio si può curare asma, bronchiti, dolori al petto e disturbi cardiaci, nausea, tosse e raffreddamenti. Dolori addominali e altri disturbi digestivi.
2) Sen Ittha. Parte dalla narice sinistra e sale al "terzo occhio" fino in cima alla testa. Poi scende lungo la spina dorsale, sul retro della gamba destra fino al ginocchio. Qui passa di fronte: risale lungo la coscia fino all'ombelico. Col massaggio si curano: mal di testa, raffreddamenti e stati febbrili, dolori addominali, mal di schiena.
3) Sen Pingkala. Come il precedente ma si parte questa volta dalla narice destra. Si curano mal di fegato, disturbi digestivi e stati febbrili.
4) Sen Kalathari. E' un canale complesso formato da quattro linee. Le prime due partono dall'ombelico e salgono a sinistra e a destra per raggiungere i capezzoli e per poi discendere lungo le due braccia fino alle dita delle mani. Le altre due partono dall'ombelico e scendono lungo l'interno della gamba fino alle dita dei piedi. Si curano: indigestioni e altri disturbi digestivi, ernie, dolori reumatici. Artriti e dolori al ginocchio. Disturbi nervosi. Sinusiti, angina, aritmie cardiache.
5) Sen Sahatsarangsi. Parte dall'occhio sinistro e scende lungo gola, capezzolo, fianco sinistro. Da qui si sposta sul retro della gamba sinistra scendendo fin sotto la palma del piede sinistro. Poi risale lungo la gamba (questa volta sul davanti) attraversa lo stomaco e termina nell'ombelico. Si curano: Dolori ai denti, mal di gola e disturbi alla vista, disturbi gastrointestinali e all'apparato genitale.Artriti, mal di ginocchia e ernie.
6) Sen Thawari. Identico al precedente ma dalla parte sinistra. Si curano: tutti i disturbi come nel massaggio del canale 5 e in più dolori all'appendicite e itterizia.
7) Sen Lawusang. Scende dall'orecchia sinistra al capezzolo e al plesso solare. Si curano: raffreddori, dolori alle orecchie e ai denti. Dolori al petto e disturbi gastrointestinali.
8) Sen Ulanka. Come il precedente ma sul lato destro. Si curano li stessi disturbi del canale 7.
9) Sen Nanthakrawat. E' composto da due linee. La prima scende dall'ombelico all'uretra. La seconda scende ancora all'uretra attraversa il perineo e termina all'ano. Si curano: ernia, incontinenza urinaria, eiaculazione precoce, impotenza e frigidità. Infertilità femminile, mestruazioni irregolari, dolori addominali.
10) Sen Khitchanna. E' simile al precedente ma scende dall'ombelico alla vagina o al pene. Si curano ancora una volta impotenza, infertilità. Mestruazioni irregolari.
Sia chi massaggia che chi riceve dovrà mettersi in uno stato di sensibilità e di concentrazione. Fare una breve meditazione prima del massaggio. Chi massaggia dovrà inspirare profondamente e poi espirare piegandosi in avanti quando esercita la pressione. Chi riceve dovrà invece espirare mentre riceve la pressione.Chi massaggia potrà visualizzare il proprio prana come una luce fosforescente che esce dalle mani. Non dovrà mai staccare le mani dal corpo di chi riceve per evitare di interrompere il "circuito energetico". Il ritmo dovrà essere lento, uniforme e continuo. Il massaggio va eseguito ad occhi chiusi e anche chi riceve deve stare a occhi chiusi durante tutta la seduta. Chi riceve potrà visualizzare tensioni e malesseri che escono dal corpo.
Chi massaggia dovrà sfruttare il peso del suo corpo per esercitare al meglio le pressioni evitando così le inevitabili tensioni alle spalle, alle braccia o alle mani. Dovrà respirare profondamente e mantenere uno stato di rilassamento. Chi riceve potrà emettere suoni o sospiri: é un modo per rilasciare tensioni. Nel massaggio tradizionale tailandese si usano il palmo delle mani, il pollice, l'avambraccio, il gomito, il ginocchio e il piede.
La posizione migliore per dare un massaggio é quella in ginocchio che permette di inclinarsi in avanti e di potenziare la pressione senza fatica. Dopo il massaggio, chi lo ha ricevuto non si dovrà rialzare velocemente. Rimarrà sdraiato per un po' godendosi lo stato di rilassamento e di benessere. Dopo un buon massaggio ci si può sentire in uno stato di caldo torpore,di "trance" e di sogno. Poi si apriranno lentamente gli occhi, stiracchiandosi un po'. Chi ha massaggiato dovrà lavarsi con cura le mani. Dovrà bere dell'acqua o condividere con il partner una tazza di tè. Poi si potrà fare una breve discussione per scambiarsi opinioni e commenti sul massaggio.
Le regole del buon massaggiatore tailandese
Studiare con diligenza la scienza e le pratiche del massaggio. Non massaggiare in luoghi pubblici e in spiaggia. In Tailandia il massaggio antico lo si fa nei "wat" - nei templi. Non massaggiare con il solo scopo del lucro. La pratica antica é una meditazione e un gesto d'amore e di compassione verso il prossimo. Non massaggiare quando si é tesi o si é irritati.Ricordarsi che si è depositari di una tradizione millenaria che si é conservata grazie alla serietà e alla stima goduta dai monaci massaggiatori. E ognuno é responsabile della buona reputazione di questa tecnica tradizionale di guarigione e meditazione che oggi é confusa dai più con i "massaggi" a luci rosse di Bangkok. Rispettare sempre le idee dei clienti. Nessun massaggiatore dovrà assumere il ruole di guaritore carismatico o di "guru". Non insegnare il massaggio antico a chi non é guidato da motivazioni altruistiche e "spirituali".
Idee e opinioni sbagliate sul massaggio antico tailandese
da "Il massaggio tradizionale Tailandese" di Sombat Tapanya.
Il massaggio ha sempre a che fare con il sesso?
Non é vero. In ogni paese massaggiatori e massagiatrici devono aver frequentato corsi specifici e avere conseguito un diploma di abilitazione. Uno dei motivi per cui il massaggio é abbinato al sesso é dovuto alla carenza di contatti fisici e di vera intimità nella società contemporanea.L'idea del massaggio come attività sessuale deriva dalla pubblicità dei cosidetti "massage- parlours" di Bangkok. Ma la realtà è un'altra.
Il massaggio può creare dipendenza affettiva? E chi lo riceve non può più farne a meno?
Tenere i muscoli in tensione in situazioni vissute come minacciose è fonte di ansia e paura e del tutto naturale. Ma dopo un po' la persona non percepisce più le tensioni e vive sempre in uno stato di stress che considera "normale". L'assuefazione al massaggio che fa star bene e dona serenità e rilassatezza non é provata. Il massaggio può avvicinarci alle altre persone con maggiore intimità ma sempre in un clima di rispetto e di "purezza" che non crea dipendenza e assuefazione.
Il massaggio praticato da profani - e non da medici o fisioterapisti - può causare danni?
Ci sono due opinioni diverse. La prima proviene dagli specialisti i quali sostengono che la pratica debba assolutamente sottostare alla supervisione di un medico. La seconda affida la responsabilità del proprio benessere a sé stessi e considera la pratica del massaggio come un aiuto a diventare più coscienti e responsabili della propria e dell' altrui salute, per favorire così il benessere e prevenire le malattie. Il rischio di nuocere con il massaggio é minima se chi lo pratica ha acquisito, grazie alla teoria e a un buon training, le regole fondamentali degli insegnamenti tradizionali.
Il massaggio é una terapia per deboli e pigri. E' un lusso e la gente normale non ne ha bisogno. Falso. Il massaggio dovrebbe far parte di tutta una serie di pratiche necessarie per conservarsi in salute - medicina preventiva. Ogni persona intelligente dovrebbe prendersi cura di se e questo possono farlo tutti, non solo i ricchi. Il massaggio é alla portata di ognuno di noi.
Per fare un massaggio bisogna essere forti? Per le persone magre o piccole é un'attività faticosa?
Non é vero. Se si apprende il massaggio nel modo giusto non c'é bisogno di tanti muscoli e alla, fine non ci si sentirà stanchi. Anzi si sarà rilassati e tonificati. Fare un massaggio significa "dare" e "comprendere gli altri" e questo provoca gioia e benessere sia a chi lo pratica sia a chi lo riceve. Nelle campagne della Tailandia i membri della stessa famiglia e gli amici si massaggiano a vicenda, perfino i bambini fanno massaggi ai genitori alla fine della giornata di lavoro. Sedute gratuite di massaggio si fanno nei "Wat" - nei templi.
Automassaggio Tao
di Italo Bertolasi
Praticato da più di cinquemila anni dai monaci taoisti, questo automassaggio energetico stimola la circolazione dell'energia vitale - il "Qi" - per fortificare gli organi e aiutare il corpo a rallentare il processo di invecchiamento. E' un ottimo rimedio che rinforza il sistema immunitario prevenendo e curarando così le malattie. L'automassaggio Tao é una antica pratica salutista che ha le sue origini nel "Tao curativo" cinese. Il Tao é una filosofia di vita che avvicina l'uomo alla natura, al Cielo, alla Terra e ai misteri dell'esistenza. E che insegna a curarsi secondo il principio del "wu wei": vivere in armonia seguendo il ritmo dell'universo senza tensioni e senza troppi desideri. Un altro principio - che é anche il fondamento della medicina tradizionale cinese - é la teoria dello yin e dello yang, le due energie in equilibrio che regolano il mondo. L'universo e l'uomo sono nutriti di Qi, dove lo yang, l'energia maschile, calda e luminosa che proviene dal cielo, é in perfetto equilibrio con lo yin, femminile, freddo e scuro che proviene dalla terra. Il corpo umano ha una sua capacità di autoregolare lo Yin e lo yang e se é messo in condizioni di farlo può facilmente ritrovare il suo naturale equilibrio e la sua salute. Ma se si vive in condizioni innaturali e di stress ci si può ammalare. Il Tao curativo ci insegna allora a riattivare il Qi vitale, sciogliendo i blocchi che ne rallentano la circolazione nei canali "jingluo" e a bilanciare lo Yin e lo Yang. Quando una delle due energie é di troppo si ha la sindrome "Shi", ma se invece é scarsa si ha la sindrome "Xu". L'energia della terra - yin - penetra dai piedi e sale lungo i meridiani yin per mescolarsi con l'energia del cielo - yang - che entra invece dalle mani e scende verso schiena, pelvi e gambe, e con un altro tipo di energia - il "Qi innato" - che ereditiamo dai nostri genitori e che é contenuto nel "serbatoio" del Dantian - il basso ventre.
L'automassaggio Tao si fa con pressioni, frizioni e martellamenti che regolano e riaggiustano il flusso energetico agendo su centri energetici - cuore, plesso solare, ombelico, "palazzo" del seme e delle ovaie - e sui due canali che formano il "piccolo circolo energetico". Gli effetti benefici di queste manipolazioni si possono accrescere con esercizi di Qi Gong - una ginnastica per rivitalizzare l'energia vitale - con trattamenti di agopuntura e di moxa - stimolazioni degli "agopunti" con incensi di artemisia. Prima di iniziare l'automassaggio si dovrà entrare in uno stato di calma e di concentrazione senza lasciarsi confondere dalle "idee vagabonde". Si cercherà di essere ricettivi per sentire tutte le sensazioni che si risvegliano con il massaggio. Il ritmo dell'automassaggio é scandito dalla respirazione: si fanno le pressioni quando si espira e si rilasciano le mani quando invece si inspira. Ogni tanto ci si può fermare prendendo coscienza del nostro atteggiamento corporeo (siamo contratti, stanchi) o psicologico (siamo inquieti, ansiosi).
Per i taoisti l'automassaggio Tao rafforza cinque energie di tranquillità: il Qi della mente, del cuore, del corpo, degli organi e dei sensi. Dona equilibrio emotivo, salute, ottimismo e vitalità. Conviene praticare lautomassaggio Tao al risveglio e in un posto tranquillo e luminoso. L'esercizio può durare dai dieci minuti ai tre quarti d'ora. Lo si può fare anche in ufficio - specialmente se si svolge un'attività sedentaria o in altre situazioni dove si mantiene per lungo tempo una postura scomoda ( quando si guida la macchina, si studia). In Cina e in Giappone lo si pratica dappertutto: mentre si lavora, si é in fila ad aspettare il metro' o si prende un caffe' al bar.
Il massaggio per far bene dovrà essere rilassante e piacevole. Quindi niente pressioni forti e dolorose. Prima di tutto si dovrà imparare a rilassare le dita e a premere con leggerezza e sensibilità. Così sarà più facile penetrare profondamente nel corpo per tonificarci a puntino.
Automassaggio della testa: Eliminina stanchezza e stress, sonnolenza e mal di testa. Equilibria il Qi nel cervello e rafforza il sistema nervoso - il nervosismo é causa di inappetenza, ansia e pigrizia. Aumenta la circolazione sanguigna e il "nutrimento" del cranio e dei capelli che diventano più lunghi e più soffici. Il massaggio alla nuca rinforza la vista.
L'automassaggio del viso é un vero trattamento di bellezza: la pelle diventa più luminosa e possono sparire le rughe. Lo sguardo diventa più vivo e attraente. Per i taoisti gli occhi sono la "porta dell'anima" e rivelano lo stato di salute dell'individuo. Si possono rinforzarli con un leggero massaggio ai globi oculari.
Automassaggio del collo: il collo é "una strettoia ad alta densità di traffico" dove passa cibo, sangue, aria e Qi e dove ci sono le ghiandole tiroide e paratiroide. I suoi muscoli devono sorreggere il peso della testa e sono spesso tesi e doloranti. Col massaggio si aiuta il Qi a fluire verso il cervello. Si equilibria il sistema nervoso e ci si armonizza provando un piacevole senso di benessere e di relax.
Automassaggio del petto: al centro del petto si trova la ghiandola del timo che controlla il sistema immunitario e che i taoisti collegano a salute e longevità. Colpendolo leggermente con i pugni chiusi lo si stimola e si tonificano cuore e polmoni.
Il massaggio dei seni eccita il Qi della ghiandola pineale - che per i taoisti é un "orologio e una bussola" che regolarizzano i cicli del corpo - della ghiandola pituitaria o "ghiandola maestra" - che ha una importante funzione sulla crescita e sul metabolismo e che per i cinesi governa intelliggenza e memoria - e del "palazzo ovarico o dei testicoli" - i centri dell'energia sessuale.
Automassaggio del plesso solare e del "Dantian" - ventre: Aumenta la flessibilità dei muscoli addominali favorendo appetito e buona digestione. E' un rimedio per risolvere la stitichezza causata spesso dallo stress e dalle tensioni che rallenta la pressione del Qi causando dolori alla schiena, allo stomaco e al colon. Se c'é un blocco del flusso energetico lo stomaco non riesce a digerire, l'intestino "rallenta" e il colon non riesce a espellere le impurità che vengono riassorbite dall'organismo che così si intossica.
Automassaggio dei reni e della schiena: I reni deboli di Qi influenzano i meridiani del fegato e della cistifellea causando anoressia, astenia, stanchezza agli occhi, frigidità e infertilità.
Con l'automassaggio si "riscaldano" e tonificano i reni facilitandone la funzione filtrante e rinvigorendo il Qi "yang" e l'energia sessuale. Si alleviano lombalgie e mal di schiena rinforzando i muscoli della schiena.
Automassaggio dell'osso sacro: Nel "Tao curativo" l'osso sacro é un punto di particolare importanza dove si congiungono i muscoli e i nervi che governano gli organi sessuali, il retto e le gambe. E' una "pompa" che spinge il Qi al cervello energetizzando tutto l'organismo. Massaggiando l'osso sacro si rinforza il nervo sciatico e la funzionalità della vescica e delle ghiandole sessuali.
Centri energetici e canali da stimolare con l'automassaggio.
I maestri taoisti scoprirono nell'organismo umano due canali principali che trasportano il Qi, l'energia vitale. Uno è chiamato Canale Funzionale o dello Yin e l'altro Canale Governatore o dello Yang. Il primo parte dal perineo - tra ano e organi sessuali - per prolungarsi davanti lungo lo stomaco, il cuore, la gola e terminando sulla punta della lingua. L'altro scorre dal perineo al coccige e poi lungo la spina dorsale sale fino al cervello per poi ricongiungersi con l'altro canale sul palato. La lingua diventa allora una "interruttore" che quando si incolla al palato collega i due canali dello yin e dello yang formando un circuito che i taoisti chiamano Orbita Microcosmica. Lungo questo circuito sono disposti punti energetici che massaggiati a dovere stimolano la circolazione del Qi e irradiano energia vitale agli organi vicini. Il Qi é spinto lungo l'Orbita Microcosmica dalla "Pompa Sacrale" e dalla "Pompa Craniale" rispettivamente alimentate dalle pressioni della muscolatura pelvica e dai muscoli della testa e della lingua.
I centri energetici sono: 1) ombelico - 2) Il "Palazzo" delle ovaie o dei testicoli. - 3) perineo. - 4) coggige e "pompa sacrale". - 5) Mingmen: é un punto sulla schiena opposto all'ombelico. - 6) Qi Chung: é un punto sulla schiena opposto al plesso solare. - 7) nuca e "pompa craniale". - 8) Pai Hui: é un punto in cima alla testa. - 9) ipofisi si trova nella posizione del "terzo occhio". - 10) la zona occupata dalla lingua quando si incolla al palato. - 12) gola e collo. - 13) plesso solare. - 14) retro del ginocchio. - 15) Yung Chuan: é un punto in mezzo alla palma dei piedi. - 16) Ta Tun: sull'alluce. - 17) ginocchio: fronte e retro. - 18) centro del palmo delle mani.
La tecnica dell'Automassaggio TAO
Preparazione: aspettare almeno un'ora dall'ultimo pasto. Sscegliere un ambiente tranquillo e luminoso. Sedersi comodamente su una sedia senza scarpe, occhiali e orologio. I taoisti suggersicono di ripetere ogni esercizio per 9 volte.
1) Iniziare dalle mani: le palme delle mani sono la zona da dove si può più facilmente irradiare il Qi curativo. Inspirare e contrarre i glutei per stimolare la "pompa sacrale". Premere la lingua contro il palato e sfregare vigorosamente le mani fino a scaldarle. Questo serve a stimolare i dodici meridiani connessi alla mano e alle punta delle dita - il pollice é associato allo stomaco e all'emozione dell'ansia, l'indice ai polmoni e alla depressione, il medio al cuore e all'impazienza, l'anulare al fegato e all'irascibilità, il mignolo ai reni e alla paura. Col pollice premere il palmo delle mani per tonificare la circolazione del Qi e i reni.
2) Testa: ricordarsi sempre prima di ogni massaggio di inspirare, contrarre i glutei e premere la lingua contro il palato. Poi con le mani calde massaggiare il centro della calotta cranica - la zona della "fontanella" dei bambini - e con i pugni stretti battersi delicatamente tutta la testa. Usando le mani come fossero un pettine massaggiare il cuoio capelluto. Poi passare al volto stirando le tempie, strofinando le guance con movimenti delle mani a sali-scendi. Premere con le palme i globi oculari. Massaggiare i lati del naso e della bocca, l'orecchio interno e esterno.
3) Spalle: Inspirare e sollevare le spalle premendole contro il collo. Poi espirare lasciandole ricadere in basso per liberarle dalla tensione. Poi colpirsi delicatamente col pugno sul retro del collo, sulle spalle e sulla schiena.
4) Petto e Seni: portare la mano sul cuore concentrandosi in silenzio. Contrarre i glutei e premere la lingua contro il palato. Poi stringere i pugni e con delicatezza percuotere il torace nella zona centrale tra le clavicole e i capezzoli - nove volte. Massaggiare i seni usando i polpastrelli delle dita. Premerli leggermente contro la gabbia toracica e poi massaggiarsi molto lentamente con un movimento circolare delle mani verso il centro (la mano destra si muove in senso orario e la sinistra in senso antiorario) per tonificare reni e fegato, milza e organi sessuali.
5) Plesso solare: posate una palma sull'altra e massaggiate lo stomaco e l'intestino, facendo con le mani unite dei cerchi intorno all'ombelico, prima in senso orario e poi in senso antiorario. Ripetere 9 volte. Poi rilassare le dita e premere leggermente stomaco e ventre.
6) "Palazzo Ovarico": per localizzarlo appoggiare entrambi i pollici sull'ombelico e con gli indici formare un triangolo verso il basso che avrà il suo vertice sul "palazzo ovarico". Allargando le dita si toccano le ovaie. Premere e massaggiare strofinando leggemente fino a sentire una piacevole e benefica sensazione di calore e di rilassamento.
7) Reni: Strofinare le mani fino a riscaldarle e poi appoggiarle sui reni. Colpire leggermente la schiena e i reni con la parte delle mani compresa tra polso e nocche. Portare le mani all'altezza della cintola coi pollici dietro che strizzano i reni e le quattro dita davanti che premono sui lati del ventre e sul meridiano del colon.
8) Osso sacro: Ricordarsi di premere la lingua contro il palato e di contrarre i glutei. Poi stringere i pugni e picchiettare leggermente i lati dell'osso sacro, il fondo schiena e i glutei.
9) Piedi: Sedersi comodamente e strofinare i piedi fino a riscaldarli. Poi premere le dita - una per una - e le piante dei piedi.
Watsu - Il nuovo massaggio californiano dello shiatsu in
acqua
di Italo Bertolasi
Il "Watsu" - Water Shiatsu - é una "medicina" della New Age per conservarsi in salute e risvegliare le energie e l'armonia del corpo e della mente. E' un'arte per creare sintonia tra le persone, per rinforzare la solidarietà e la "simpatia vitale" nelle coppie in crisi. E una meditazione per isolarsi e rilassarsi in un'acqua tiepida e curativa che assomiglia al liquido amniotico. E qualche volta per "psiconavigare" nei segreti dell'anima e della nostra esistenza.
Il watsu riunisce tecniche di massaggio Shiatsu - una cura giapponese fatta di pressioni e manipolazioni del corpo per armonizzare il "Ki", l'energia vitale - a galleggiamenti e movimenti di fluidità in acqua termale. Si pratica in coppia: chi é attivo - il "watsuer" - sostiene il corpo del partner sotto la testa e sotto l'area sacro-coccigea. Lo culla, lo fa galleggiare e fluire nell'acqua tiepida per favorire uno stato di abbandono e di profondo relax. Chi riceve non dovrà far altro che "arrendersi all'acqua" e non fare niente: l'acqua che ci sostiene naturalmente ci farà "danzare". Harold Dull - l'inventore del Watsu - é un poeta americano che apparteneva ai movimenti per la liberazione delle coscienze degli anni '60. Ci dice che in questo massaggio tutto ruota intorno a tre poli che sono: corpo, cuore e mente.
"Più il donatore lavora con la sua creatività più il ricevente sente aprirsi certe zone che altrimenti restano inaccessibili. Il movimento del watsu, la sua danza, liberano il corpo.La vicinanza con gli altri e il conforto che si riceve liberano e aprono il cuore e il gioco spontaneo libera la mente."
Il Watsu é un'arte dello star bene che riunisce le idee delle medicine alternative occidentali alle pratiche tradizionali d'oriente. E' un'arte della "guarigione psichica" dove si lavora a contatto di cuore e in grande intimità respirando assieme, stabilendo un' "eco vitale" e fluendo in acqua per sciogliere i blocchi e ripristinare la circolazione della forza vitale - il "Ki". Il Watsu é nato dalla conoscenza della medicina tradizionale cinese, giapponese e indiana. In oriente si insegna che per mantenersi in salute l'uomo dovrà purificarsi e "riunirsi al cielo e alla terra" armonizzandosi con l'ordine universale - grande medico. Chi é sano avrà allora in perfetto equilibrio l'energia Yin, fredda, passiva e femminile e l'energia Yang calda, attiva e maschile. Queste due energie si incontrano e si bilanciano negli organi - fegato, cuore, reni - per poi circolare attravero i meridiani, i canali del Ki che attraversano tutto il corpo. Ci si ammala quando il Ki é esaurito - "Kyo" - o quando circola in quantità eccessiva - "Jitsu". Nell'acqua termale - la temperatura ideale sarà tra i 34° e 37° - si può stimolare la circolazione dell'energia vitale stirando e allungando i meridiani e premendo punti sensibili - tsubo - dove possono esistere blocchi o ristagni di Ki.
Il Watsu é anche un rituale che esalta la comunicazione tra cuore a cuore e cura le "ferite della separazione" che si aprono dolorosamente ogni volta che ci sentiamo soli, lontani dal nostro corpo e dalla nostra vera identità. O quando subiamo un abuso o siamo traditi e rifiutati da chi amiamo. Con il watsu il corpo riacquista grazia e naturalezza e un profondo rilassamento che permette al cervello di lavorare in modo armonico. Aumenta così l'attività dell'emisfero destro - emozionale - e si riduce quella del sinistro - razionale - che usiamo troppo. Il cervello, che é un organo endocrino, produce allora sostanze analgesiche che riducono il dolore e stimolano il piacere: le endorfine. Riduce i livelli di adrenalina collegati a stati di stress e di malattia: il sistema nervoso si attiva e il corpo intero si sensibilizza.
Harold Dull sostiene che il watsu é una scuola di libertà e di antiautoritarismo. Ci dice: "Nel watsu siamo guida uno per l'altro e ogni persona con cui pratichiamo é il nostro maestro. Si impara a stare con un'altra persona senza scopi e senza ego sostenendolo amorevolmente nella maniera in cui ognuno ha sempre desiderato di trovarsi ".
La coppia che pratica watsu "lavora" molto vicina, pelle a pelle, giocando in acqua con intima delicatezza. Allora affetto, sessualità, amore e compassione per l'altro si riuniscono in un cocktail straodinario. Si é scossi da brividi e da forti emozioni. Si libera corpo e mente e ci sentiamo pieni di vita, più consapevoli e più creativi. Galleggiando tra le braccia di un "watsuer" si placa il "rumore del mondo" e ci si può sospingere alle soglie dell'estasi e del sacro che é in noi. Ci dice Harold Dull " Il watsu ci aiuta a realizzare l'innata saggezza che é dentro di noi e un livello di coscienza sereno e illimitato come l'acqua".
Negli anni '60 Harold Dull era un poeta di San Francisco che assieme a migliaia di altri giovani voleva diventare più vero, più libero e più "luminoso". Erano i tempi di Albert Hofmann e di Timothy Leary, apostoli della rivoluzione psichedelica, e dell' "LSD" - l'acido lisergico. I tempi dei festival Pop, del libero amore, dell'arte psichedelica e della lotta per il Vietnam.
Ci ricorda Dull: "Io scrivevo sempre. Evitavo la religione, la famiglie, l'esercito e qualsiasi cosa che temevo potesse minare il mio essere "poeta", compreso la droga." A 40 anni però non gli basta scrivere poesie: si sente isolato e ha voglia di lavorare con il corpo. Nel 1980 decide di studiare lo "Zen Tantra" con il monaco Yamada, poi lo "Ohashiatsu" con Ohashi, e ancora una tecnica mista di shiatsu, stretching e altre tecniche orientali per bilanciare l'energia vitale - il Ki - con Masunaga. Questo maestro giapponese insegna a creare un "eco vitale" tra la coppia che lavora col suo massaggio "Zen Shiatsu". Ma é nelle acque calde di Harbin Hot Spring - una località termale a 200 chilometri da S. Francisco scoperta dai nativi americani - che Harold Dull scopre i poteri taumaturgici dell'acqua dove relax, erotismo, guarigione e spiritualità si riuniscono. E nelle piscine naturali di Harbin elabora pian piano un nuovo trattamento per il benessere fatto di galleggiamenti e manipolazioni shiatsu.
Ci dice: "Poesia e watsu si assomigliano. Nella poesia ci si libera dalle regole del linguaggio e nel watsu si libera il corpo. Poesia e watsu sono entrambi basate sul ritmo e aprono spazi che ci aprono verso il mistero. Nel watsu con il cambiamento della temperatura dell'acqua si modificano i nostri "confini". Quando l'acqua ha la stessa temperatura della nostra pelle i nostri pori si aprono e i capillari si dilatano mentre il nostro corpo si sente senza confini. Allora la vastità avvertita in acqua é la "guaina del prana" - l'aura energetica che ci circonda - che diventa tutt'uno con il calore dell'acqua durante il watsu". el 1980Nel
Dopo una seduta di watsu si ha una sensazione di armonia, integrazione e benessere. Di leggerezza e di gioia. Il corpo é ritornato per un po' alla sua spontaneità naturale e alla sua bellezza. Alla selvaggità e a una antica libertà.
Ognuno di noi vive troppo nella testa. Col watsu si rinforza invece la "sensibilità di pancia" centrandosi nellhara, centro emozionale e centrale energetica che per i giapponesi si trova nel ventre. Si acquista una sensazione di integrità corporea e di sicurezza e si può così combattere la dissociazione tra psiche e corpo che affligge l'uomo d'oggi. Il watsu ci aiuta a demolire i controlli dell'Ego per consentire al corpo e agli istinti di riprendere il comando. Si alleviano così malesseri come ansia e depressione, stati cronici di stanchezza, irritabilità e fragilità emotiva. L'intimità, la fiducia reciproca e l'abbandono del lavoro di coppia e l'acqua calda stimolano una atmosfera erotica e disinibente. Per questo il watsu é usato in America per "curare" chi ha subito violenze sessuali e per le coppie in difficoltà.
Il watsu é un potente rimedio antistress. Galleggiando si attenua il lavoro muscolare per controbilanciare la forza di gravità: i muscoli si rilassano e spariscono dolori e stati di tensione cronici, mal di schiena e di reni - lombalgie.
Il bagno termale e l'alternanza di caldo e freddo stimolano la circolazione sanguigna normalizzando la pressione e il ritmo respiratorio. Si stimola la circolazione linfatica, il metabolismo e il lavoro renale con l'eliminazione delle tossine. Si tonifica il "Ki" - l'energia vitale - e si rinforza il sistema immunitario e la resistenza a malattie e raffreddamenti. In Germania il Watsu é proposto ai malati di AIDS.
Il Watsu ci rende più consapevoli delle nostre emozioni e ci avvicina al silenzio e ai misteri dell'esistenza. Harold Dull ci dice: "Il Watsu è la "via" - la meditazione - dell'acqua. Galleggiando l'onda dell'acqua diventa l'onda del respiro e poi l'onda dell'anima. Si può così riscoprire il miracolo della vita e ci si può aprire a stati di estasi e di trascendenza".
Infarto cardiaco e epilessia. Gravi malattie polmonari. Malattie contagiose (virus) e gravi infezioni urinarie. Febbre oltre i 38°. Ferite aperte e mestruazioni senza protezione interna.
Meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di: aritmie, angina e altri disturbi che si potrebbero aggravare con le lunghe permanenze in acqua calda necessarie alla pratica del watsu. Seri problemi di relazione con gli altri. Disturbi comportamentali e sessuali. Recenti interventi chirurgici in particolare alla colonna vertebrale e ai legamenti articolari.
Allergia al cloro che é usato per disinfettare la piscina.
Attenzione alle orecchie. Consigliati i tappi auricolari per chi soffre di otite o di altre infezioni alle orecchie.
Harold Dull ci spiega: "Col watsu si può raggiungere una comprensione più sana della propria sessualità. Tanti problemi dipendono dall'incapacità di distinguere la sensazione sessuale - che é naturale - dall'intenzione sessuale. Specialmente i maschi hanno imparato che la sensazione sessuale va repressa o incitata con l'azione. Durante il watsu le sensazioni sessuali si potranno trattare in modi diversi, senza azioni o repressioni. E' chiaro che lavorando così vicini potrebbero nascere sensazioni sessuali che se non vengono "genitalizzate" possono invece servire alla liberazione di energia in tutto il corpo e in modo speciale lungo la spina dorsale. Si può allora gustare l'abbandono piacevole del corpo mosso dall'acqua, dal respiro e dal tocco non invasivo del "watsuer". Esistono altre intenzioni che si devono evitare quando si pratica watsu: qualcuno potrebbe essere tentato di fare da madre, in modo troppo evidente togliendo così la libertà a chi riceve di muoversi dentro e fuori dalle situazioni che si creano galleggiando.Qualcun altro potrebbe estraniarsi ricalcando così ancora una volta il solito modello medico - paziente. Ma tutti questi ostacoli si possono evitare quando ci si affina e si sente l'unione di cuore che ci lega all'altra persona".
Chiarire se ci sono problemi al collo, alla schiena o in altre parti del corpo che si potrebbero aggravare dalle pressioni o dagli stiramenti che si ricevono col watsu. Domandate al vostro partner se galleggia comodamente con la testa abbandonata nelle vostre braccia. Il collo necessita sempre di un maggior sostegno. Dite al vostro partner di avvisarvi di ogni situazione che lo mette a disagio - posizioni troppo intime, tensioni o sensazioni di angoscia. La seduta di watsu può iniziare alla parete della piscina dove il vostro partner può appoggiarsi comodamente. Altrimenti potete far sedere la persona sui gradini o sul bordo della piscina.Potete anche incominciare in mezzo alla piscina. In ogni caso fate muovere il vostro partner dallo stesso posto in cui verrà riportato alla fine della pratica.
Si inizia con la "danza del respiro nell'acqua" per creare una forte armonia tra la coppia sincronizzando il respiro. Le posizioni semplici sono: "sotto la testa", "sotto la spalla", "sotto l'anca" e "sotto la gamba". Le posizioni complesse sono le tre culle del "flusso di transizione". In una culla voi dondolate il partner tra il vostro corpo ed un braccio per poter lavorare con l'altra mano sulle altre parti del corpo. La successione della sessione é ordinata in modo che ogni culla introduce a livelli di intimità via via maggiori. Nell' "apertura" e nei "movimenti di base" vi renderete conto se il vostro partner é sufficientemente flessibile e rilassato per passare alle "culle" successive.
La sequenza: "il flusso di transizione"
1) Posizione iniziale: Si entra in acqua, immersi fino all'altezza del cuore, e ci si mette uno di fronte all'altro. Chi riceve si appoggia con la schiena ben dritta alla parete della piscina. Allarga le gambe per garantirsi una base sicura. Rilassa le spalle, respira regolarmente, socchiude gli occhi e quando si sente pronto si stacca dal muro e avvicinandosi al suo "watsuer".
2) Arrendersi all'acqua: Chi é pronto a ricevere watsu si mette di fronte al partner senza toccarlo e allarga le braccia. Le gambe sono allargate e ben ferme. Il corpo affonda - espirazione - e risale naturalmente - inspirazione - sospinto dal ritmo della respirazione. Lasciarsi sollevare dall'acqua senza "spingere" in sù il corpo e non fare assolutamente niente. Così si impara ad "arrendersi all'acqua". Guardarsi negli occhi mentre si sale e si scende allo stesso ritmo. Chi riceve ha gli occhi chiusi e si lascerà sostenere dal "respiro dell'acqua". Poi chi é attivo si avvicina al lato destro del partner sollevando con il braccio sinistro il suo occipite e con l'interno dell'avambraccio destro il coccige. Così si realizza il primo contatto e la prima "culla".
3) Danza del "Respiro dell'acqua": Il partner attivo rimane basso nell'acqua con le gambe allargate in posizione comoda e equilibrata. Affonda e risale seguendo il ritmo del respiro con il partner tra le braccia che lo seguirà in questa "danza". Se si lavora con qualcuno che galleggia troppo - il suo corpo non affonda mai - con una leggera pressione dell'avambraccio sul ventre lo si "aiuta" ad affondare - durante l'espirazione. Se le gambe del vostro partner sono rigide le piegate facendo scivolare il braccio destro sotto le ginocchia e sollevandole delicatamente.
4) "Accordion": Movimenti a fisarmonica. Chi é attivo piega le gambe del partner mettendo il braccio destro sotto le ginocchia. Con l'avambraccio sinistro sostiene sempre l'occipite. Si apre - inspirazione - e si chiude - espirazione - il corpo del partner al ritmo del respiro. Quando le ginocchia sono vicine al petto del "watsuer" ci si ferma più a lungo nel "fondo del respiro". Evitare ogni movimento brusco che possa distrarre questo "silenzio".
5) Rotazione della gamba vicina: Si ruota il corpo del partner
che ha le gambe piegate e vicine. Poi si lascia scivolare via la gamba che é più lontana continuando a far ruotare in acqua il partner. La resistenza dell'acqua aiuterà così lo stiramento della gamba lontana e delle muscolature del perineo.
6) Quiete: Si passa ad una nuova posizione. Con il palmo della mano destra si sostiene il proprio partner nel punto di galleggiamento che é al centro delle scapole. Poi lo si fa galleggiare in una posizione di immobilità sostenendo la testa del partner con la mano sinistra e il sacro con la mano destra.
7) "Le alghe" - dondolio delle anche: si riprende il "lavoro" facendo scivolare la nuca di chi riceve sulla spalla sinistra del watsuer. Si dovrà stare bassi nell'acqua per dar maggior sostegno possibile al collo. Poi si prendono le anche con entrambe le mani e si fa ondeggiare il partner da una parte all'altra come un'alga che fluttua sospinta dalle correnti marine.
8) Culla della gamba lontana: La gamba di chi riceve é sollevata sulla spalla del partner che lo dondola e lo rilassa.
9) Vortice: Con la mano destra si solleva in aria il braccio sinistro del partner. La mano sinistra sostiene la testa. Si fa ruotare il partner con un movimento a "vortice".
10) Spinta del sacro e mano sul cuore: Il braccio destro di chi riceve é dietro le spalle del watsuer che gli posa delicatamente la mano destra sul cuore e la sinistra sul sacro. Chi dà watsu spinge allora in avanti il sacro del proprio partner e alla fine del movimento idrodinamico preme sul chakra del cuore avvicinandolo così ancora a sé.
11) Riposo al centro del cuore e ritorno alla parete: Si riporta il partner nella posizione di quiete (6) e si ritorna molto lentamente
alla parete. Si appoggia con delicatezza la schiena di chi riceve alla parete sostenendogli la testa e massaggiandogli il collo. Poi si mette la mano destra sul chakra del cuore e la sinistra sul "terzo occhio". Alla fine ci si stacca lentamente e si rimane uno di fronte all'altro aspettando il "risveglio" di chi ha ricevuto la sessione di watsu.
Ci spiega Harold Dull: " Uno dei momenti più importanti della seduta di watsu é quando, dopo aver tenuto qualcuno vicino a sé per un'ora, staccando le vostre mani e togliendo così il contatto tra i nostri corpi, abbiamo la sensazione di essere ancora uniti, in modo più sottile e sensibile. Questo contatto che entrambi sentiamo non é attaccamento, ma al contrario é la base della nostra libertà. E' il ritorno al nostro legame originario."
Yoga in acqua
di Italo Bertolasi
E' una tecnica del corpo per sentirsi rilassati, armonici e pieni di vita, che riunisce i benefici dello Yoga a quelli del bagno termale in acqua calda e delle ginnastiche acquatiche.
Lo Yoga é nato in India tremila anni fa. E' un'arte per migliorare la qualità della vita e una scienza che si occupa della salute del corpo e della mente. Yoga significa unire, legare ma anche concentrare l'attenzione. E' una antica pratica fatta di "asana" - posizioni - che sviluppano agilità, equilibrio del corpo e armonia della mente. Di tecniche di controllo del respiro " pranayama" e di una disciplina dei sensi che assicurano un fisico snello, forte e vitale, e un mente limpida e sincera. Praticando nei boschi e in riva al mare gli yogi indiani hanno copiato le posizioni dagli alberi e dagli animali. Nello yoga si pratica per esempio la posizione del loto "padma", dell'albero "vrksa", del pesce "matsya" e quella dell'airone "baka". Nelle culture orientali non c'é separazione tra corpo e mente e nello yoga mentre si lavora sul corpo si lavora anche sull' "anima".
Nello yoga in acqua i movimenti del corpo per fare gli asana sono facilitati. In acqua il corpo galleggia senza difficoltà e senza i limiti della forza di gravità.Lo yoga in acqua risulta allora più facile e più divertente.
L'acqua possiede inoltre delle proprietà curative. Procura salutari stimoli termici e nelle cure idroterapiche é usata per disintossicare l'organismo, rilassare e equilibrare il sistema nervoso. L'acqua di mare e le acque termali sono ricche di sali minerali e di oligo-elementi medicinali che sono assorbiti dalla pelle per essere poi distribuiti dal sangue in tutto l'organismo. Lo yoga in acqua é allora una salutare miscela di tecniche orientali e di conoscenze occidentali.E' un modo divertente per mantenersi in salute ma anche una cura che può integrarsi ad altri trattamenti medici per accelerare la guarigione. L'acqua é un simbolo femminile legato alla fluidità e alla sessualità. Gli "yoga asana" in acqua sono particolarmente adatti alle donne per mantenersi in piena forma e conservare scioltezza e agilità. E assieme al "rebirthing" in acqua, al "gymnuoto", all'aerobica acquatica e a altre nuovissime ginnastiche subacque é una medicina contro lo stress e i malesseri moderni.
La temperatura ideale dellacqua per lo Yoga è di 36° - 38°, la condizione ideale é quella delle piscine termali. A 34° - 35° la temperatura dell'acqua é "neutra". Né calda né fredda. Per non avere dolorosi crampi é meglio non praticare in acqua fredda (16° - 19°). Così é sconsigliata anche l'acqua troppo calda (sopra i 39°).
Movimenti e utilità terapeutica
Stretching preparatorio - gli allungamenti e gli stiramenti a bordo vasca "riscaldano" e tonificano le muscolature delle gambe prevenendo i crampi che possono verificarsi in acqua. Riducono l'adipe ai fianchi e la cellulite. Tolgono rigidezza alle ginocchia e alle caviglie. Alla schiena e alle spalle. Fortificano i reni, la vescica e le ovaie.
Posizione "Savasana" - immobile - ci si distende in acqua e si galleggia sulla schiena senza far niente. E' un asana che toglie la fatica, calma la mente e induce uno stato di benessere e di relax Con l'immobilità di questo asana si mantiene uno stato di quiete e silenzio che agisce in modo benefico su corpo e mente. Galleggiando in questa posizione si regolarizza la respirazione e la circolazione sanguigna. Si rilassa il sistema nervoso. Si curano esaurimenti, stati di ansia e d'insonnia. La schiena e la spina dorsale si possono rilassare senza la fatica del "peso" del corpo e della forza di gravità.
Posizione " Vrksana" - dell'albero - Il corpo si stende in acqua come se fosse un albero. Tonifica i muscoli delle spalle e armonizza la muscolatura delle gambe. Aiuta a ritrovare un senso di equilibrio e di armonia.
Posizione "Virabhadrasana" - del guerriero - si divaricano le gambe e si allungano le braccia verso l'alto con le mani congiunte. Allevia la rigidità delle spalle, rinforza i muscoli delle gambe, regolarizza la respirazione. Se si piega la testa all'indietro e si allunga il collo é anche un benefico automassaggio alla tiroide - ghiandola endocrina che regola il metabolismo - i processi chimici e fisici che avvengono nel corpo.
Posizione "Pamasana" - del loto - posizione classica della meditazione a gambe incrociate. In acqua si può chiamare anche posizione del "pesce". Serve a rilassare i muscoli e armonizzare la respirazione. Induce uno stato di concentrazione adatto alla meditazione. Le gambe incrociate esercitano un pressione che massaggia il basso ventre - perineo e organi sessuali -migliorando la circolazione del prana - l'energia vitale - nell'area pelvica. Si alleviano dolori lombari e reumatici.
Posizione "Dhanurasana" - dell'arco - il corpo si incurva in acqua con le mani afferrano le caviglie. L'inarcamento della spina dorsale é un movimento che non facciamo nella vita di ogni giorno e che é molto salutare. Tonifica e "ringiovanisce" la spina dorsale. Questa posizione é utile a chi ha la tendenza a incurvare la schiena, ha spalle rigide e una postura scorretta. Allevia mal di schiena cronici, dolori reumatici e ridona eleganza e agilità.
Posizione "Karnapidasana" - dell'orecchio - ci si raccoglie con le ginocchia flesse. Chi é più bravo può tntare di avvicinare il ginocchio destro all'orecchio sinistro e il sinistro all'orecchio destro.Vengono così energetizzati e "ringiovaniti" gli organi dell'addome. Chi soffre di lombaggini e artriti può avere sollievo. In India con questo asana si curano coliche e altri disturbi digestivi.
Disturbi seri alle coronarie, cardiopatie degenerative - aritmie, angina pectoris. Miocardite, insufficenza cardiaca. Pace-maker. Patologie vascolari gravi - chi soffre di vene varicose e capillari fragili dovrà praticare con un po' di prudenza. Sbalzi di pressione. Ipertensione e capogiri. Febbre oltre i 38°. Ferite aperte - il rischio é di emorragie se l'acqua é troppo calda. Malattie infettive. Infezioni cutanee. Allergia al cloro se si pratica in piscina. Gravi infezioni alle orecchie che vanno in ogni caso protette con gli appositi tappi auricolari. Non praticare se non si é digerito bene o dopo pasti molto abbondanti.Gravi disturbi del ciclo mestruale - menorragia (flusso troppo abbondante) - e mestruazioni senza adeguata protezione interna.
L'acqua é un' "amica" della donna e una medicina preziosa per la sua salute. E lo yoga in acqua ne ottimizza i benefici. L'acqua fredda - mare e torrenti - ha un effetto antiflogistico - decongestiona e disinfiamma. L'acqua termale é un ottimo termoregolatore. Alternando asana in acqua e a terra si somma l'effetto salutare degli sbalzi tra caldo e freddo con la vasocostrizione e della vasodilatazione dei vasi sanguigni. Si allena così il nostro sistema di termoregolazione che nella comoda vita di città non é stimolato a dovere - si vive al chiuso e troppo vestiti. Una debole capacità di resistenza agli sbalzi di temperatura é causa di raffreddori e influenze e di altri disturbi legati alle variazioni metereologiche - mal di testa, dolori articolari, stati ansiosi e depressivi. In acqua si può allora rinforzare il sistema immunitario e favorire il metabolismo. In acqua calda e sopratutto in un acqua termale tiepida - a temperatura corporea - si produce il processo di osmosi: attraverso i pori dilatati della pelle le sostanze minerali contenute nell'acqua sono assorbite dall'organismo e entrano nel sistema vasocircolatorio del sangue.
IL CORPO ENERGETICO - ELETTROMAGNETICO NELL'ESSERE UMANO
Il corpo energetico rappresenta uno degli aspetti più importanti della medicina olistica. Le energia sono un aspetto sottile della materia, la fisica ci insegna che in realtà la materia fisica non esiste, esistono solo particelle formate da energia in movimento, per cui tutta la realtà materiale è di fatto una realtà energetica. Nelle concezioni mediche olistiche antiche e moderne lenergia non è comunque solo una forza fisica ma un principio vivo, intelligente e cosciente, che possiede - come lo spettro della luce solare - molte frequenze: fisiche, emozionali, psichiche e spirituali. Lenergia è informazione fluida. Il corpo energetico è la porta verso la dimensione sottile dellessere umano e ogni lavoro sullenergia si riflette sulla coscieza. Nellessere umano sono stati ampiamente studiati i principi anatomici e fisiologici sottili del corpo energetico: i canali di agopuntura, i chakra indotibetani, i punti psicosomatici, i diaframmi bioenergetici, ecc.
La nuova medicina olistica e tutta la vasta area delle terapie psicosomatiche devono necessariamente partire da questo concetto e sviluppare una profonda e adeguata conoscenza e percezione di questo fondamentale livello umano, essenziale per ogni forma di terapia olistica.
Il Campo energetico nellessere umano e nella natura
di John Pierrakos
Introduzione storica
L'uomo è un eterno pendolo in movimento ed in vibrazione che, durante le varie epoche, ha tentato di scoprire e di comprendere il proprio ruolo nell'Universo. Dapprima cercò di rendersi conto di sé, prendendo conoscenza dei suoi movimenti pulsatori interni e divenne così consapevole del mondo dentro di sé. Poi tentò di captare e di comprendere l'ambiente circostante attraverso le proprie percezioni; questi movimenti pulsatori, le sensazioni e le percezioni gli dettero la prova e la consapevolezza della sua persona.
Ma che cosa sono quei movimenti pulsatori interni?
Sono la componente dei processi vitali, riguardanti tutte le energie esistenti nel metabolismo vivente del suo corpo. Questo assieme di energie, all'interno del corpo, fluisce anche al suo esterno analogamente ad un'onda di colore che si espande, fuoriuscendo da un oggetto metallico incandescente. Si crea così un campo energetico, composto dalle linee di forza presenti alla periferia dell'organismo umano. Il corpo dell'uomo vive dentro questo campo energetico che si estende per diversi metri; resta chiaramente aderente al corpo stesso ma, a volte, lo si può vedere espandersi per diverse decine di metri.
Divenni consapevole di questi fenomeni, e cominciai a studiarli, circa 20 anni fa, quando fui introdotto all'orgonomia ed allo studio degli accumulatori orgonici. Da allora abbinai l'osservazione di questi fenomeni con la mia pratica, in campo fisico, che utilizzavo sia nelle diagnosi sia nel registrare la corrente energetica e la rimozione dei blocchi muscolari; inoltre usavo questo procedimento di natura fisica anche per altri usi terapeutici. Si prova una sensazione particolarmente eccitante quando si tenta di comprendere i processi vitali osservando il campo energetico dell'uomo, sia quando è malato che quando sta bene, lo stesso fenomeno si verifica negli animali, nelle piante e nei cristalli.
Questi fenomeni possono essere percepiti dalla maggior parte delle persone sia che le loro osservazioni vengano effettuate soggettivamente, sia con metodi oggettivi, come spiegheremo in seguito.
I fenomeni riguardanti il campo energetico dell'uomo si possono trovare puntualmente registrati lungo le migliaia di anni che costituiscono la storia dell'umanità. Essi furono osservati per la prima volta all'incirca verso il 3.000 a.C. dai cinesi e spiegati col principio dello Yin e dello Yang. L'Universo, nel suo duplice aspetto, fu percepito come un macrocosmo, mentre l'uomo fu ritenuto un microcosmo. La cronologia e la medicina cinese erano basate sulla comprensione dei principi bioenergetici e sulle loro attività. L'accostamento della medicina cinese risultò sia animistico che vitalistico, ma sbagliò ad incorporare nella concezione materialistica della vita quei principi, che divennero limitati e statici. Conseguentemente, a partire dal 2.000 a. C., non si verificò più alcun sviluppo di questi concetti.
Vi è uno stretto rapporto ed una consistente analogia di carattere generale tra la cosmologia dello yin e dello yang e la filosofia degli egiziani, come è indicato dalla dualità di Osiride ed Iside, dalla concezione numerica del dualismo di Pitagora e di Platone e del Chrimuz Ahriman di Zoroastro.
In uno studio sull'emigrazione dei simboli, fatto d'Avela, si riscontrò, che, a partire dal 1.300 a.C. sino al 1.100 dopo Cristo circa, vi è stato un simbolo universale che esprime l'energia solare ed il movimento. Esso si originò con gli ariani ed i greci; questo simbolo è il Gamadion ed è stato usato con delle variazioni in diverse civiltà.
Quasi certamente la sua origine costituì un simbolo riguardante la percezione del sole e dei suoi raggi. In quest'epoca si manifesta, di fatto, con la forma della svastica che rappresenta i movimenti del campo energetico, come è stato comprovato dalle mie osservazioni personali su tale processo. Nell'antica civiltà greca vi sono molti riferimenti che indicano come quei processi energetici; nella natura e nell'uomo, fossero conosciuti e venissero compresi.
Ippocrate, per esempio, nei suoi scritti, rivela una profonda fede nelle influenze cosmiche e nei cicli del clima e sulle malattie. Egli, inoltre, raccomandava di proposito che i medici non ignorassero le forze naturali all'interno dell'uomo, "è la natura che guarisce, non il medico", e che conoscessero anche l'astronomia e la fisica.
Con la teocrazia bizantina, la medicina e l'indagine naturale furono ampiamente represse sicché i periodi tra il terzo e, approssimativamente, il 10° secolo in Occidente, furono le Epoche Scure.
Verso il 16° secolo, nell'opera di Paracelso si trova lo studio e l'applicazione dei processi energetici naturali. Paracelso trattò l'armonia dei 4 elementi e l'esistenza di una forza naturale nell'organismo chiamata "l'archeo", quel fenomeno antico "che guarisce le malattie".
Nell'era moderna il primo tentativo che si conosca, per comprendere i sistemi viventi nel loro ambito naturale, fu effettuato da Newton.
Nel suo secondo scritto sulla luce e sui colori, egli riferisce di una luce elettromagnetica, "indefinibile", oscillante, un qualcosa di elettrico e di elastico che era eccitabile e che rivelava fenomeni quali la repulsione e l'attrazione, la sensazione e il moto. I concetti di Newton anticiparono, per molti aspetti il campo elettromagnetico di Faraday e di Maxwell. Nel 1704 Mead effettuò un proprio tentativo, cercando di porre i sistemi viventi sotto le leggi dei principi newtoniani.
La sua teoria sulle maree atmosferiche (che sono causate dagli effetti gravitazionali del sole e della luna e che producono periodici cambiamenti nella gravità atmosferica nell'elettricità e nella pressione è che queste maree agirono come un "aiuto esterno" alle "cause interne" già presenti nei corpi animali. Mead parlò di un "fluido nervoso di natura elettrica". Verso quest'epoca Nollet e Frekte pubblicarono teorie ed esperimenti posti in relazione ai fluidi nervosi. Mesmer, nel 1775 chiamò quella forza: "gravitazione animale" e, in seguito, "magnetismo animale". Egli descrisse quest'elemento come se avesse la funzione di riempire lo spazio sidereo e lo ritenne capace di influenzare direttamente il sistema nervoso delle forme animate. Nel 1783 Maidite e Bertholon pubblicarono un lavoro che comprovava l'influenza dell'elettricità atmosferica sulla vegetazione. Verso quest'epoca il famoso chimico tedesco, barone Von Reichenbach, effettuò uno studio dettagliato sul campo energetico dei cristalli e delle piante e lo definì: il fluido odylico.
L'opera di Mesmer, sebbene respinta dalla maggioranza dei medici suoi contemporanei, ebbe una profonda influenza sulla medicina europea. Questo fatto venne in prima linea con l'ipnotismo, nel 1860, quando Libaut fondò la sua clinica a Nancy; Bernheim e Charcot usarono, nelle loro rispettive scuole, l'ipnotismo e la suggestione come metodo curativo. La scoperta della mente inconscia, su cui è basata la psicanalisi di Freud, fu rivelata con le tecniche ipnotiche e Freud fu un allievo di Charcot ed un collaboratore di Bernheim. Il concetto freudiano della Libido, anche se non venne considerato come un principio del tutto energetico, era basato sul fatto che erano stati compresi i processi dell'energia vitale nell'organismo.
L'indagine fisica proseguì molto lentamente, dal 1919 al 1929, un medico londinese: Kilner, indagò oggettivamente il campo energetico, chiamato anche l'aura dell"'atmosfera umaria" attraverso degli schermi colorati. Il suo libro è una miniera di informazioni sulle cariche e sulle variazioni del campo energetico umano e mi è stato di grande aiuto. (1)
Fu però Wilhelm Reich che, durante un periodo che copre un quarto di secolo, iniziatosi nel 1925, condusse un sistematico, dettagliato e compiuto studio sui fenomeni riguardanti il campo energetico dell'uomo e della natura. Egli definì la particolare energia dei processi vitali: Orgone.
Il suo lavoro di ricerca, nel campo psicanalitico ed in quello biologico oltre che nell'ingegneria cosmica, è risultato di importanza determinante per comprendere la posizione dell'uomo nell'Universo. Reich è un profeta di quei profondi mutamenti che si sono verificati in questa nostra società, analogamente a quelli che si verificano agli inizi del secolo.
I concetti energetici della sua terapia furono ampliati ed estesi da Alexander Lowen e da chi scrive; abbiamo infatti messo a punto particolari tecniche quando si è trattato di lavorare con il sistema energetico dell'organismo nel suo assieme, scaricando la corrente energetica delle emozioni nei piedi. Fu proprio attraverso l'applicazione di questi concetti bio-energetici sui miei pazienti che mi si è presentata la grandissima occasione di studiare i movimenti e le variazioni del campo energetico che circonda l'uomo.
Negli Stati Uniti, a partire all'incirca dal 1930, Burr e Northorp hanno condotto un accurato studio, di natura biologica, sulle energie vitali dell'organismo. I due ricercatori compresero che vi doveva essere qualche forza dietro agli organismi viventi, allorquando questi mostravano la loro capacità di organizzare e di tenere assieme le complesse intermutazioni chimiche che accompagnano i processi biologici. Essi hanno pubblicato numerosi articoli che trattano dei campi energetici negli organismi primitivi, negli alberi e negli animali.
Il loro lavoro fu facilitato dalla realizzazione di strumenti adatti a misurare le minime differenze di voltaggio al minuto. La loro attività nello studio delle malattie emozionali è stata proseguita da Leonard Ravitz. Egli condusse accurati esperimenti anche sugli stati eccitati dell'organismo, ponendoli in relazione alle nevrosi, all'ipnotismo, al sonno, ai farmaci, e dimostrando così che i cambiamenti determinanti si verificano nel campo elettromagnetico dell'uomo. In Inghilterra il lavoro di Kilner fu proseguito, indipendentemente, da George de la Warr e da Ruth Brown; il lavoro del primo era basato sull'opera di Abrams e di George Star White.
George de la Warr mise dunque a punto un'apparecchiatura particolare per studiare i processi vitali dell'uomo e delle piante, elaborando i concetti originali tendenti a dimostrare il grande effetto che i processi mentali hanno sulla materia. Necessiterebbero moltissime pagine per riferire dettagliatamente del lavoro effettuato da molti altri ricercatori in questo campo. Tuttavia molte persone in Inghilterra o negli Stati Uniti vi si sono applicate, rimanendo ai margini del mondo scientifico; costoro hanno condotto i loro esperimenti, sulle energie vitali, nei vari campi come lo strumento di raidoestesia e di fenomeni concernenti gli studi di parapsicologia.
Il lavoro di Edgar Cayce, gli studi dei "chakras", i movimenti energetici effettuati dagli yogi ed, in seguito, i teosofi, secondo quanto è stato descritto nell'opera di Leadbeater, hanno trattato dettagliatamente del fenomeno riguardante le energie vitali nell'uomo, da un punto di vista metafisico. Si può dire che tutti questi esperimenti e questi studi sono basati su qualche manifestazione particolare dei processi vitali dell'organismo e dei processi energetici vitali.
Recentemente un lavoro sul genere di quello condotto dal Dr. Bernard Grad (dell'Università Mc Gill di Toronto) sullo sviluppo delle piante, ha dimostrato il grande effetto che una mano guaritrice potrebbe avere nel procedimento connesso allo sviluppo delle particelle di orzo, usato per questo esperimento. Negli Stati Uniti vi è un gruppo di validi scienziati che, sotto la guida del Dr. Rober Laidlaw di New York, sta realizzando un importante lavoro e sta tentando di definire il campo energetico dell'uomo, presso l'Istituto per lo studio delle Energie Vitali.
In una recente indagine scientifica, realizzata da ricercatori sovietici, è stato anche riferito che costoro erano in grado di fotografare il campo energetico attraverso una tecnica che utilizzava le correnti dell'alta frequenza.
Descrizione della natura del campo energetico
In natura vi sono diversi gruppi di organismi unicellulari, come i batteri, ma anche strutture multicellulari come funghi, flagellati, le spugne, i pesci e le lucciole che sono in grado di emettere luce e "luminescenza" quale risultato dei loro movimenti interni e dei loro processi biologici. Negli organismi superiori, si sa che i processi vitali come la mitosi delle cellule, l'ossidazione ed altri processi metabolici sono accompagnati da luminescenza. Gli organismi viventi sono in grado di emettere luce attraverso tutta la superficie dei loro corpi quando non hanno perso la propria capacità di illuminarsi. Questi fenomeni costituiscono il campo energetico o Aura che è in effetti, un riflesso delle energie insite nel processo vitale.
(L'Aura proviene dal greco Avra che significa brezza). L'Aura, o campo energetico, è una sfumatura di luce, tipica delle energie corporee.
Energia deriva dalla parola "energheia" che significa produzione di un movimento o di un lavoro. Urta definizione più logica è la seguente: "L'Energia è la forza vitale emanata dalla consapevolezza". Quest'ultima, in precedenza, era posta in relazione all'auto-percezione, attraverso i movimenti pulsanti interni manifestatisi sulla superficie corporea come campo energetico del corpo stesso, alla sua produzione di calore, alla propria eccitazione, nell'attività e nel riposo. Inoltre questi fenomeni sono anche influenzati dalle condizioni atmosferiche, dall'umidità relativa, dalla polarità delle cariche che sono nell'aria e da molti altri fattori ancora sconosciuti. Se si potesse vedere questa manifestazione luminosa attorno al corpo, ma presente anche nello spazio che intercorre tra le persone, ci si accorgerebbe che gli esseri umani nuotano in mare di fluido che sfuma ritmicamente con colori brillanti. Questi pulsano, mentre mutano costantemente tinta e bagliore; per un essere vivente devono risultare di colore intenso, che vibrano.
I fenomeni del campo energetico appartengono, inoltre, ad un'altra dimensione; costituiscono, infatti, i fenomeni energetici che trascendono le realtà fisiche della materia.
Ora, anche se sono sicuramente connessi alla struttura e materia del corpo, tuttavia hanno proprie leggi per quanto riguarda il movimento pulsatorio e la vibrazione; fatti questi che non sono stati ancora compresi. Per giungere ad una definizione più pratica di questo fenomeno, in base alle mie osservazioni posso affermare quanto segue:
Quando una persona si staglia contro un sfondo omogeneo, sia con una luce molto intensa (cielo blu) che con una profonda oscurità (blu della mezzanotte), se siamo muniti di alcune attrezzature particolari, in modo che la luce risulti tenue ed uniforme, ed aggiungendo dei filtri colorati (blu cobalto, si può vedere chiaramente e ad occhio nudo, un fenomeno ancora più sensazionale. Dalla superficie del corpo si stacca un involucro grigio-bluastro che sembra una nube e che si espande per un'ampiezza che varia da 62 cm. ad 1 metro e 24 cm.; giunto a questa distanza, perde la sua nitidezza e si amalgama con l'atmosfera circostante. Questo involucro brilla ed illumina la superficie del corpo nell'identico modo in cui i raggi del sole nascente, espandendosi, illuminano gli orli delle montagne scure. L'involucro si dilata lentamente, per uno o due secondi, allontanandosi dal corpo, finché forma una figura di ovale quasi perfetto con i propri confini ben delimitati.
Il terzo ed ultimo strato, quello esterno, ha un'ampiezza che varia ma, in un spazio aperto, si espande allontanandosi per diverse decine di metri. Presso la spiaggia è stato visto estendersi fino a 30 metri e mezzo dalle persone che emanano tali energie. Questo terzo strato ha un corpo interiore indefinito che inizia sul confine è trasparente e possiede un delicato colore blu cielo. Esso viene attraversato anche da raggi verticali che partono dal precedente strato intermedio.
Il movimento predominante dello strato esterno è a spirale o a vortice e sembra come se il moto delle particelle, simile a quello browniano del secondo strato, cercasse uno spazio più ampio, propagandosi in tutte le direzioni, nello stesso modo in cui le molecole dei gas compressi tendono ad espandersi in seguito all'aumento del volume del contenitore. I confini esterni del terzo strato si propagano talmente che i suoi margini si disperdono nell'aria circostante. La direzione del proprio movimento è perpendicolare alla superficie dell'organismo.
La direzione del movimento complessivo dei tre strati, finché si possono vedere mentre si muovono simultaneamente, appare piuttosto complicata. Stando di fronte al soggetto, possiamo accorgerci chiaramente del campo energetico sul torace, sulla testa sulle braccia e sulle gambe.
Osserviamo poi che tale campo inizia a muoversi da terra e si dirige sulla zona interna delle gambe e delle cosce, sul torace e verso l'esterno dalle mani, degli avambracci e delle braccia, mentre le due correnti principali si fondono dirigendosi verso l'alto, dov'è il collo, sino a confluire poi sulle mani; tutto ciò costituisce una fase del movimento. Contemporaneamente se ne verifica un'altra nella parte a tergo del torace, ma che scende verso terra, il che costituisce la seconda fase. E' interessante notare che, in ciascuna metà del corpo, vi è un movimento alternante tanto verso l'alto quanto verso il basso, ciascuna metà ha un flusso simultaneo che segue queste direzioni.
Le correnti si congiungono dove comincia il collo e proseguono sino all'altra metà della testa. La direzione alternata del movimento del campo energetico è rappresentata dal fluire alternato sulle due metà del corpo, come quando si passeggia e si corre o si cambia luogo, stando sulla superficie terrestre. Queste due fasi si fondono sulla linea mediana del corpo, longitudinalmente. Sicché, dopo aver osservato il campo energetico mentre il soggetto rimane di profilo, constatiamo che esso pulsa nella zona mediana, e più precisamente nell'area degli organi viventi, verso la testa e verso i piedi, sia davanti che dietro il corpo, simultaneamente. Ne scaturisce il seguente assunto: si ritiene che vi debbano essere una quantità di movimenti, con un moto spiraliforme, insiti nel campo organotico, all'interno del corpo che ne è ingolfato, che fanno altrettanto con gli organi vitali, come il cuore, i polmoni, il fegato e gli intestini. Ciò è convalidato dalla f1gura di quegli organi e dal loro intreccio spontaneo, nonché dal loro movimento avvolgente. Tuttavia se paragoniamo l'organismo umano ad un cilindro flessibile, notiamo che vi possono essere, sostanzialmente, due specie di movimenti: uno lungo il proprio asse longitudinale ed un altro lungo il suo diametro. Tutti gli altri movimenti sono forse dovuti a quelle due principali direzioni. Il movimento longitudinale, se è diretto contro la base che sostiene il cilindro lo si può muovere da un punto all'altro della superficie terrestre. Nel corpo umano, ciò si verifica quando si passeggia o ci si muove.
I1 movimento lungo il suo diametro può verificarsi sia andando verso il centro che allontanandosene è, se i movimenti sono flessibili, possono gonfiare e sgonfiare le pareti del cilindro. Questo genere di movimenti è collegato alle fasi che concernano l'espansione e la contrazione del corpo. Il movimento primordiale è di importanza determinante tanto negli organismi primitivi quanto nelle amebe. Nell'uomo, entrambi i movimenti costituiscono l'uno una manifestazione dell'altro. Il movimento longitudinale mantiene il corpo eretto, quello trasversale fa espandere e contrarre l'organismo. Questi principi sono stati descritti ne: "La Dinamica Fisica della Struttura Caratteriale" del Dr. Alexander Lowen. Quanto segue è una spiegazione di quel che costituisce il movimento del campo energetico, desunta in seguito alle mie osservazioni. Vi è un movimento longitudinale determinante, all'interno del cilindro umano che viene emanato dagli organismi vitali, non appena il campo si muove verso l'alto, in direzione della testa o andando in basso verso i piedi. Questo movimento, inoltre, permea tutti i tessuti con rapidità, espandendosi radicalmente, non ne è ostacolato dalla configurazione anatomica e raggiunge la superficie del corpo senza trovare alcun ostacolo. Si crea così la percezione visiva di quel fenomeno che è il campo energetico con i suoi tre strati. Ciò che vediamo sono in effetti, i mutamenti nell'atmosfera circostante che si verifica nello stesso modo de vapore, quando lo vediamo innalzarsi dal liquido in ebollizione; differiscono soltanto nello stato che, questo caso, è gassoso. Analogamente, i! campo energetico, visto attraverso l'involucro. che circonda l'organismo umano, costituisce una forma modificata del flusso energetico all'interno del corpo. Studiando le caratteristiche possiamo scoprire il suo autentico movimento, la sua composizione, la sua consistenza ed i movimenti che si verificano nelle condizioni patologiche o nei semplici processi vitali con tutte le variazioni. Attualmente il campo energetico è un'immagine riflessa delle moltissime energie movimento che si espandono in tutte le direzioni, una volta che sono partite dal corpo umano. Si può affermare che gli aspetti determinanti più comuni, riguardanti il tipico movimento di tale campo sono i seguenti:
1) Per quanto concerne l'organismo in posizione verticale, (dall'alto) visto in tutta la sua estensione, il suo campo energetico assume la forma di una svastica o di una figura a forma di 8.
2)'Nella figura vista di profilo il campo assume, approssimativamente, la forma di un fagiolo.
3) Vi sono movimenti spiraliformi che collegano le due metà del corpo e le due metà di ciascun organo.
LEnergia Luminosa e Intelligente - Il fotone e l'universo informatico
Basi per una comprensione olistica dell'energia
di Nitamo Montecucco
Cyber: l'unita di coscienza
Il fotone, come la 'monade' di Leibnitz, non può essere diviso.
La scienza non conosce unità di luce più piccole del fotone, quindi non essendo lecito separarlo in parti discrete, dobbiamo considerare il fotone come una unità in cui l'aspetto energetico, informatico e di coscienza sono inscindibilmente fusi.
Il fotone diventa quindi il primo Cyber ossia il primo campo unitario di coscienza.
Mentre negli organismi più complessi e in massimo grado nell'uomo si osserva una progressiva 'complessificazione' e quindi 'distanza' evolutiva tra il livello più esterno del corpo (costituito da energia/informazione) e il livello evolutivo più interiore della coscienza (il sé), nel fotone, che è indivisibile, questa separazione ancora non esiste: nel fotone energia, informazione e coscienza di sé sono un'indivisa unità.
Ogni alterazione del fotone quindi modificherà la sua totalità modificando insieme energia, informazione e coscienza.
Il fotone, dal punto di vista olistico, è la più piccola unità di coscienza esistente, il primo Cyber. Il fotone è coscienza delle informazioni che è. Il fotone è un quanto di coscienza informata.
L'unità di relazione
Tutto è relazione: la minima unità di relazione è la coppia. Il mattone dinamico che esprime un circuito di relazione tra due unità attraversato da informazioni/coscienza.
Gran parte delle strutture cosiddette fisiche e quindi anche le unità viventi e la quasi totalità delle comunicazioni esiste grazie ai fotoni. Il fotone è il punto di incontro di tutte le coscienze di tutte le informazioni dell'universo. Il fotone è il grande comunicatore.
Ogni unità di coscienza, essendo un sistema dinamico aperto, è in continua relazione con l'esistenza, ossia è in costante relazione di comunicazione e ricezione con la realtà esterna.
Ogni relazione avviene tra differenti unità di coscienza in grandissima parte tramite i fotoni. I fotoni sono il tramite della relazione tra le differenti unità di coscienza.
Notti cibernetiche
Una notte chiara.. un bambino e una stella si guardano.. tra loro esiste una relazione. Una relazione tra due unità di coscienza molto differenti mediata dalla luce e dai campi elettromagnetici ossia da fotoni, le minime unità di coscienza. L'intero circuito di relazione è quindi attraversato da coscienza.
Il fotone che ci porta l'immagine di una stella, porta con sé un'informazione relativa all'intera stella stessa. Per questo le ricerche di astrofisica sono in grado dall'analisi dalla luce che giunge dalle stelle, di risalire alle caratteristiche particolari di quel corpo celeste. L'informazione/coscienza del fotone è olografica ed olistica: nel fotone c'è in altri termini una esperienza memorizzata della globalità in cui era vissuto prima nel tempo.
La memoria implica il rimembrare, ricordare nel proprio corpo (o campo di coscienza) il senso dell'informazione. Il fotone assume in sé la qualità vibratoria, la frequenza di quella stella. Il fotone che giunge a noi è una goccia di esperienza globale dell'onda (elettromagnetica) particolare e tipica di quell'oceano di luce che era la stella.
Porta in sé il sapore di quell'oceano.
Ogni contatto (relazione) con un'energia/informazione esterna è registrato (percezione) dal fotone come alterazione quantitativa e qualitativa (frequenza e lunghezza d'onda) dell'energia/informazione del suo campo di coscienza (acquisizione di informazioni) che viene così modificato più o meno stabilmente nel tempo (memoria), e che può essere trasmessa (comunicazione) attraverso una nuova relazione.
Il fotone è il mercurio degli Dei.
Dall'occhio illuminato al cervello cosciente
L'occhio è un fiore per fotoni. I1 fotone della stella, dopo aver attraversato lo spazio giunge ed entra nell'occhio.. come ape in un giglio.
Un'immagine (informazione visiva) è composta da fotoni come quanti di coscienza di quell'informazione. Quando quei fotoni arriveranno dentro la complessa unità di coscienza del bimbo (occhio retina), la loro primitiva coscienza/informazione entrerà nel suo evoluto sistema modificandolo (fotoni coni alterazioni biochimiche segnale nervoso) diventandone parte (nervo ottico cervello consapevolezza cosciente). La sua coscienza si fonderà con la mia e la sua informazione entrerà nella mia ad un certo livello di consapevolezza (inconscio) e potrà diventare più 0 meno cosciente sulla base dell'importanza che le sue informazioni hanno per il mio intero sistema. La bellezza è un ottimo motivo perché un'informazione diventi cosciente, forse il migliore!
Il fotone è una goccia d'acqua nell'oceano della coscienza.
Come per i fotoni che escono dalla stella la stessa cosa accade ai fotoni del campo elettromagnetico che ci circonda: l'aura energetica luminosa. Ognuno di quei fotoni contiene preziosissime informazioni sulla nostra unità vivente e dalla sua analisi e riequilibrio attraverso l'iride, la Kirlian, la Mora e la Light therapy e numerosissime altre tecniche fotoniche/elettromagnetiche possiamo iniziare la medicina del futuro: la medicina della luce.
Qi gong della natura
di Italo Bertolasi
Il Qi Gong è nato in Cina più di tremila anni fa; è unantica tecnica di meditazione e di concentrazione dell'energia vitale, il Qi, attraverso una grande varietà di esercizi: ginnastica ritmica, danza, stretching, massaggio, respirazione profonda. Con il Qi Gong si tonifica la circolazione dell'energia o "fiato" vitale all'interno dei meridiani, i canali del Qi, per nutrire i vari organi. Il nostro benessere, per gli antichi cinesi, dipende dall'armonioso equilibrio di tre forze: il Jing, la forza cosmica, il Qi, l'energia vitale, e lo Shen, l'energia spirituale. Con la pratica del Qi Gong si può "raffinare il Jing, per tonificare il Qi e esaltare lo Shen conquistando così uno stato di quiete e di consapevolezza sublime".
Il Qi Gong della Natura si pratica in ambienti salubri, carichi della forza che permea l'universo: in alta montagna, in riva al mare o in mezzo ad un bel bosco. Il cielo ci può nutrire di "Yang Qi", energia luminosa, calda e maschile. La terra invece di "Yin Qi", energia lunare, fecondante e femminile. Praticando il Qi Gong della Natura si può fare un pieno di Yang e Yin, le due forze che ci conservano in salute. L'armonia Yin e Yang è rappresentata dal cerchio del Tao, fatto di due spicchi che si mescolano alla perfezione: uno bianco che rappresenta la forza Yang e uno nero, lo Yin. Il Qi Gong della Natura è la forma più antica di quest'arte del "nutrire la vita". Quello che si pratica in palestra si è invece "modernizzato" adattandosi alle idee taoiste e buddhiste e trasformandosi in un'arte marziale e in una "medicina" che riunisce la terapeutica tradizionale cinese al "fitness spirituale" della New Age.
La circolazione del Qi nella natura
La forza vitale degli elementi - terra, metallo, acqua, fuoco, aria - attratta con i "giochi" del Qi Gong, può circolare nel nostro corpo nella rete dei meridiani: i canali "Jin", verticali e i "Luo", orizzontali, che si incrociano in punti sensibili detti "tsubo". L'organismo umano, un vero microcosmo, ha 12 Jin principali come i 12 mesi dell'anno e 365 tsubo come i giorni dell'anno. Il Qi dei cinque elementi è in relazione col Qi di cinque organi interni: cuore, fegato, stomaco, polmoni e reni. Per assorbirlo dalla natura ci trasformeremo in "antenne umane" allargando braccia e gambe e rilassandoci a dovere. Con le mani rivolte verso l'alto ci nutriremo allora del Qi del cielo, e con le mani verso il basso del Qi della terra. Per mantenerci in buona salute si dovrà conservare anche il "Qi acquisito" che si eredita dai genitori e che si può dissipare con insane attività sessuali e il "Qi vitale" che si può assumere con una sana alimentazione. Quando stiamo bene l'energia vitale fluisce senza blocchi nei meridiani con ritmo e pressione regolari. E una parte si deposita nei tre "serbatoi" chiamati "Dantien". Il Dantien superiore "raffina" e concentra energia intorno alla ghiandola pineale del cervello, quello mediano nel timo e quello inferiore nella zona del ventre che i giapponesi chiamano Hara.
I maestri cinesi consigliano di praticare Qi Gong in ambienti tranquilli e ben areati o all'aperto vicino a alberi sani e longevi, come pini e cipressi, evitando giornate ventose e temporalesche e preferendo le ore dell'alba e del tramonto quando il "Qi cosmico" è più bilanciato. A mezzogiorno ci sarebbe troppo sole con un eccesso di Yang-Qi. Di notte ci faremmo invece un'insana overdose di Yin-Qi. Il Qi solare può aiutare ad espellere un eccesso di Yin e può curare una "sindrome fredda" mentre il Qi delle stelle e della luna può rinforzare lo Yin e curare una "sindrome calda". Quando si pratica il Qi Gong spontaneo ci si espone alle influenze della meteorologia e dell'energia del posto. Si dovrà allora scegliere con molta cura il "giardino segreto" per la nostra meditazione. Il posto più adatto sarà circondato da alberi e da boschetti di bambù. I cinesi consigliano la pratica vicino a corsi d'acqua tortuosi e sinuosi, su colline a forma di drago o su innalzamenti che mostrano il "respiro" e la vitalità della terra.
Respirazione: si tonificano i polmoni. Il ritmo respiratorio si riduce da 10-20 respiri al minuto a 4-5 con un salutare risparmio di energia. Circolazione: migliora la circolazione sanguigna. Nel sangue aumentano i linfociti e gli anticorpi che difendono l'organismo.
Cuore: il cuore si "riposa". Il battito cardiaco rallenta e si regolarizza la pressione arteriosa.
Sistema digestivo: aumenta la salivazione e accelera la peristalsi, cioè i movimenti e le secrezioni dello stomaco, con benefici per la digestione.
Secrezioni ormonali: il Qi Gong stimola la termoregolazione, gli ormoni della crescita e quelli che regolano lo sviluppo sessuale.
Sistema nervoso: si "calma il cuore e si sgombra la mente". Aumenta l'autostima e si diventa più attivi, più determinati evitando così comportamenti insicuri e conformisti. Chi pratica regolarmente conquista vitalità, ottimismo e fiducia in se stesso.
Comportamento: Il Qi Gong è anche una sorta di arte marziale che fortifica il carattere e la volontà. Ci insegna a mantenere calma e sangue freddo di fronte a ogni pericolo, come malattie o vere e proprie aggressioni.
Il sogno di tutti è quello di riconquistare bellezza e vitalità, ma anche serenità, ottimismo e autostima. Allora si vivrà una vita ricca di incontri e di avventure, di gioia e felicità. Con il Qi Gong si acquista una gran consapevolezza del corpo e delle proprie emozioni. Il corpo riacquista sensibilità, intelligenza e creatività. Potremmo allora iniziare un percorso straodinario di autoguarigione scoprendo le zone in tensione che noi trascuriamo e che hanno bisogno di attenzione per potersi rilassare. Il corpo è modellato dalla circolazione del Qi, l'energia vitale: i blocchi o rallentamenti del flusso vitale modificano negativamente laspetto esteriore del corpo, rendendoci anche si sente tesi e depressi, quando invece si fa Qi Gong, lequilibrio energetico interiore ci porta anche ad un miglioramento esteriore.
Nell'età che i medici chiamano "climaterio", il corpo mostra i segni del tempo che passa. Nella donna cambiano i livelli ormonali che fanno sparire i flussi mestruali. Ma i cinesi, cultori della longevità, sostengono che la donna può contrastare l'invecchiamento con uno stile di vita sano e sereno e con la pratica regolare del Qi Gong. Le ovaie in menopausa non sono "morte" e se sono stimolate a dovere continuano a secernere i preziosi ormoni della giovinezza. Il Qi Gong diventa allora un "elisir di lunga vita" che ci fa ringiovanire mantenendoci in salute il più a lungo possibile.
Circolazione del Qi del cosmo nell'organismo umano
Grande circolazione o grande circuito celeste: Yin-Qi, l'energia della Terra, sale dai piedi fino al perineo. Da qui il Qi della Terra entra nel Dantien inferiore che è anche il serbatoio del "Qi originario" mescolandosi con lo Yang-Qi per poi tonificare reni, milza e organi sessuali.
Dalla cima della testa entra invece l'energia del cielo Yang-Qi che si concentra nel Dantian superiore, stimolando l'ipofisi e la produzione di ormoni che regolano i più importanti processi vitali. Lo Yang-Qi circola verso il basso e si armonizza nel Dantian mediano (l'area del timo e del cuore). Poi prosegue ancora verso il basso per condensarsi nel Dantian inferiore e rimescolarsi allo Yin-Qi della Terra che sale sempre dai piedi.
Consigli per chi pratica Qi Gong
- Per vuotare la mente:
1) Ci si siede a gambe incrociate, in posizione comoda,socchiudendo gli occhi e rilassandosi.
2) Si concentra l'attenzione su una parte del corpo, per esempio: la punta del naso, l'ombelico, la pianta dei piedi
3) Si contano le respirazioni (espirazione e inspirazione) da uno a dieci e si ricontano - così si rilassa pian piano la mente.
4) Si osservano i movimenti indotti dalla respirazione.
5) Si respira con la pancia il più lentamente possibile cercando di "ascoltare" tutto quello che succede nel nostro Hara.- Alimentazione: Consumare i propri pasti ad ore precise, preferendo unalimentazione vegetariana e comunque equilibrata con carni, cereali e molta frutta e verdura. Non bere superalcolici e non fumare.
- Sonno: Il nostro ritmo veglia/sonno, purché non sia irragionevole, non va mai cambiato alla leggera. La regola è comunque d'andare a letto presto per risvegliarsi presto.
- Lavoro e riposo: Non bisogna sovraccaricarsi di impegni, ma nemmeno essere pigri. Chi fa Qi Gong dovrà avere fiducia, pazienza e dovrà trovare un po' di tempo prezioso per praticare. Stato emotivo: Meglio praticare quando si è calmi.
A Pechino di cancro non si muore Il Qi Gong cura e migliora malati
di tumore e Aids
di Italo Bertolasi
Italo Bertolasi è stato in Cina ed ha incontrato il maestro di Qi Gong, Wen Zhong You, traendone una profonda impressione per la diffusione nella Cina moderna di questa antica terapia taoista, che ha continuato nel tempo ad avere vita autonoma e trova oggi riscontro sperimentale e applicazione pratica, anche per la cura del cancro. Il Qi Gong è una parte preziosa della medicina tradizionale cinese, le sue origini risalgono almeno a 5.000 anni fa. In Cina in passato, il Qi Gong aveva aspetti segreti e misteriosi. Nel 1977, ad opera di due ricercatori di Shang Kai è awenuta la prima pubblicazione scientifica sulla terapia mediante Qi Gong, con titolo "Dimostrazione scientifica della terapia Qi Gong mediante energia esterna" con un'analisi ed una documentazione sperimentale del "qi" emanato da un maestro di Qi Gong. Da allora, l'atteggiamento è modificato, non solo c'è stato un aumento del numero di praticanti, ma moltissime persone si sono sottoposte a terapie con metodo Qi Gong, per curare malattie sino ad allora ritenute difficili o inguaribili.
Wen Zhong You
Wen Zhong You nasce nel 1946 a Xi An, antica capitale della Cina. Nel 1963 si trasferisce nello Yu Nan, per molti anni fino ad oggi, si dedica allo sport ed alla ricerca sulle metodiche tradizionali di cura e mantenimento della salute. Negli anni '70, Wen Zhong You segue gli insegnamenti del Maestro Que a Shui, presso il tempio di Shuo-Lin a Shang Kai, dove pratica il Qi Gong e il Wu Shu. Il metodo, chiamato anche meditazione dell'energia interiore, consiste in una forma di interscambio naturale fra l'essere umano e l'Universo. Durante la pratica, viene rivolta particolare attenzione al rapporto tra l'orientamento del corpo ed i campi magnetici del pianeta terrestre. Infatti, questo tipo di connessione crea un flusso ottimale fra "qi" e sangue all'interno del corpo, realizzando così un'armonia fra l'uomo e l'Universo.
Ormoni sessuali attivati
Negli anni '80, Wen Zhong You pratica, con un maestro taoista, un tipo di Q Gong chiamato "ritorno alla vitalità". La caratteristica principale di questo tipo di Qi Gong è il potenziamento dell'attività degli ormoni sessuali, come metodo di mantenimento della vitalità. Si tratta di un principio del taoismo che collega la forza vitale dell'essere umano alla qualità degli ormoni sessuali Con la pratica si ottiene la produzione di ormoni sessuali che si trasformano in "qi". Questo "qi" risale lungo la colonna vertebrale fino al cervello, in tutte le sue diramazioni funzionali, e consente di raggiungere una condizione psicofisica ottimale. Alla fine degli anni '80, Wen Zhong You ritorna nello Yun Nan per seguire gli insegnamenti del maestro Wu Sun Xiang e perfezionarsi in un altro tipo di pratica tradizionale cinese, poco diffusa, basata sulla forma di pensiero e di teoria filosofica che informa il libro dei mutamenti, I Ching. Questo metodo si pratica con movimenti semplici e una forma di concentrazione mentale, che apre i "sing-luo" - canali di circolazione del "qi"- del corpo, permettendo l'eliminazione del "qi" negativo, che causa malattia, e mantenendo nel tempo un buono stato fisico. Sotto la guida del maestro Yang Song Quan, si è perfezionato nel Tai Chi Quan tradizionale di stile Chen, una forma di Tai Chi antica e immutata nel tempo.
Il Qi Gong aiuta i sieropositivi
When Zhong You cura mediante il Qi Gong tradizionale applicando una leggerissima pressione del dito, nel quale si è raccolto tutto il "qi", su un determinato punto del corpo del paziente. Si tratta di una cura che porta ad un rapido ritorno alla normalità e può essere applicata a diversi tipi di patologia. Negli ultimi tempi, When Zhong You cura con il Qi Gong anche persone AIDS positive, ottenendo aumenti della capacità immunitaria e miglioramenti dello stato di salute generale. When Zhong You sta compiendo altresì ricerche sulla psicologia sportiva, per migliorare lo stato psicofisico degli atleti, ottenendo notevoli risultati, è membro esecutivo del Comitato per la Scienza dello Sport della città di Pechino, scrive per la rivista specializzata in Qi Gong e Whu Shu, denominata "Wu Hun", è membro esecutivo dell'Associazione di "Wu Shu interno" e "Qi Gong formale" della provincia dello Yun Nan. Nel Wu Shu, arte marziale tradizionale cinese che comprende il Tai Chi Quan, esiste una differenza tra la forma "interna" e la forma "esterna": la prima dà maggior importanza alla concentrazione, i movimenti sono fluidi e morbidi; nella seconda, si dà maggiore importanza alla forza del movimento ed alla sua forma. Il Qi Gong formale consiste nel rappresentare con la postura del corpo la forma o sembianza di alcuni tipi di animali da cui la traduzione del nome in "formale". Si potrebbe anche chiamare "rappresentativo della forma".
Che cosa è il "qi"?
Secondo la filosofia classica cinese, il "qi" è la materia fondamentale che compone l'Universo. Il mondo in cui viviamo nasce dal movimento e dalle modificazioni del "qi", energia/informazione. Poiché l'essere umano è una componente del mondo naturale, anch'esso nasce dal ed è composto dal "qi". Il "qi" del corpo umano può essere suddiviso in tre tipi, il "qi" positivo originario: lo si riceve alla nascita dai genitori, il "qi" derivato dagli alimenti, che attraverso l'azione dello stomaco e della milza, diventa "qi" positivo, il "qi" positivo, esistente nell'universo, che l'essere umano riceve dalla natura. Nella medicina tradizionale cinese, il "qi" è presente in ogni materia dall'inizio alla fine del ciclo vitale, il "qi" è ciò che alimenta la vitalità - senza "qi" non c'è vita - ed ha quattro movimenti: aumento, diminuzione, uscita ed entrata. Il "qi" crea il movimento vitale di tutti gli organi del corpo umano ed di ogni altra parte: è la forza motrice della vitalità. Quando si verifica uno squilibrio nel "qi" insorge una disfunzione - malattia.
Caratteristiche del qi
Le caratteristiche sono:
1) il "qi" originario, il "qi" fondamentale del corpo umano, ne rappresenta la forza vitale. Il "qi" originario è essenzialmente localizzato nei reni. La funzionalità di tutti gli organi dipende in larga misura dal livello quantitativo del "qi" originario. La pratica del Qi Gong è fondamentalmente un metodo di mantenimento del "qi" originario ed ha lo scopo di compensarne eventuali carenze e di assicurare una distribuzione equilibrata del "qi" in tutto il corpo;
2) il "qi" ricevuto si localizza a livello del cervello ed è composto da "qi" leggero che, mediante la respirazione, arriva ai polmoni e si unisce al "qi" positivo prodotto da stomaco e milza per mezzo dell'alimentazione. La situazione (equilibrio o carenza) del "qi" ricevuto è messa in evidenza da diversi fenomeni, quali il tono di voce, la capacità respiratoria, l'elocuzione, la mobilità e la forza degli arti, la capacità visiva, uditiva e percettiva;
3) il "qi" ying, denominazione usata dalla medicina tradizionale cinese è il "qi" della circolazione del sangue. La sua prima fonte sono gli alimenti. E' una componente del sangue e circola in tutto il corpo;
4) "qi" protettivo; è localizzato all'esterno del corpo, la fonte principale sono gli alimenti, le caratteristiche principali sono proteggere la pelle, assicurare una giusta temperatura agli organi interni e ai muscoli, controllare e regolare la sudorazione, la temperatura corporea ecc.
L'attività vitale del "qi" può essere suddivisa in cinque aspetti fondamentali: movimento (o spinta), riscaldamento, protezione attiva, protezione passiva e emissione di energia/materia benefica per il corpo umano. I canali di circolazione del "qi" nel corpo umano sono in relazione con i nervi e arterie e vene, ma da essi indipendenti, si tratta di "canali" o vie di trasmissione che in medicina tradizionale vengono chiamati "sing-luo", possono essere definiti come una rete finissima che avvolge tutto il corpo. Nella medicina tradizionale essi sono definiti in base a schemi precisi per la loro distribuzione nel corpo.
La conferma sperimentale
Il "qi" che si ottiene con la pratica del Qi Gong è il risultato di una concentrazione mentale rivolta alla consapevolezza corporea e al respiro, dalle quali consegue una capacità di raccolta ed emissione del "qi", ponendo il corpo nella condizione più idonea per affrontare le attività vitali. Il "qi" ottenuto dalla pratica del Qi Go si può dividere in "qi" interno ed in "qi" esterno. Ciò significa che la persona che pratica il Qi Gong con assiduità e costanza per un lungo periodo di tempo acquisisce la capacità di muovere il "qi" interno ed il "qi" originario attraverso i "sing luo" e dirigerlo al di fuori del proprio corpo; ha così il "qi" esterno, usato a scopo terapeutico. E' stato rilevato mediante apparecchiature scientifiche che il "qi" esterno è una forma di energia intrinseca che emette onde magnetiche, raggi infrarossi, infrasuoni ed energia statica. Il campo di applicazione terapeutica è ampio: si rivolge sia alle malattie acute che croniche, alle disfunzioni sia organiche che funzionali. E' importante sottolineare che il successo della terapia mediante "qi" esterno è legato all'atteggiamento del paziente, alla fiducia che esso ha nella terapia. La terapia mediante "qi" esterno risulta particolarmente indicata per i seguenti tipi di patologie:
Patologie esterne: artriti da freddo, artrosi cervicale, infiammazione della scapola, del tallone, traumi sportivi, paralisi da trauma alla colonna vertebrale, fratture ossee, noduli al seno, infiammazioni venose, infiammazioni delle terminazioni nervose, tumori benigni delle fibre muscolari, tumori benigni dei vasi sanguigni, impotenza.
Patologie interne: gastrite cronica, ulcera, iper ed ipotensione, affezioni cardiache, tracheite, asma bronchiale, diabete, infiammazioni renali, epatite ed altre. Patologie ginecologiche: tumori benigni del collo uterino, gonfiore delle ovaie, infiammazione della membrana interna dell'utero, mestruazioni dolorose, irregolarità del ciclo mestruale, leucorrea ed altre.
Patologie del sistema nervoso: paresi facciale, tic dei nervi facciali, nevralgie del trigemino, disfunzioni dovute ad emboli cerebrali, svuotamento del midollo spinale, sciatica.
Negli ultimi tempi, si sono anche ottenuti risultati abbastanza buoni curando mediante Qi Gong sia malati di cancro in fase iniziale o intermedia che persone Hiv positive.
A Pechino oggi
Nella città di Pechino, è stata creata un'associazione di malati di cancro, il motto di questa associazione è "di cancro non si muore". I membri dell'associazione hanno un atteggiamento attivo e positivo nei confronti della malattia, ogni giorno vanno nei boschi a praticare vari tipi di Qi Gong e contemporaneamente sono in terapia passiva con maestri di Qi Gong, che decidono le terapie adatte alle diverse forme di malattia. Questi malati si sono liberati dal dolore e ottengono benefici senza nessun effetto collaterale. La terapia permette loro di recuperare la funzionalità, con regressioni della patologia e prolungamento della vita. La terapia mediante Qi Gong è un metodo naturale antico, molto particolare, per combattere le malattie senza farmaci ma con il riappropriarsi della propria energia vitale, tramite esercizi e tramite l'intervento dell'energia esterna del terapeuta.
Fluire con la corrente - Intervista a Shantam Dheeraj
dall'Osho Times International
Domanda: Negli ultimi mesi, I'Osho Tibetan Pulsing Healing ha sviluppato una nuova tecnica chiamata streaming (scorrimento, flusso). Ci puoi dire qualcosa a riguardo?
Dheeraj: Sì, ma prima di entrare nello specifico, mi piacerebbe parlare un po' dei principi generali che connotano il Tibetan Pulsing Healing. Dal nostro punto di vista, tutte le forme di sofferenza, tutte le forme di dolore sono generate da input bioelettrici al cervello. Ogni input crea un carico elettrostatico negativo nel cervello, che costituisce una forma di protezione, impedendo di farci del male di nuovo. E' come una specie di armatura, una collezione di tutte le nostre passate esperienze negative. Ogni volta che siamo stati fisicamente o psicologicamente feriti. Si è prodotto un blocco, a cui corrisponde un carico elettrostatico memorizzato nel cervello.
Prendiamo per esempio un problema comune come l'abuso di alcool.
Bere molti superalcolici produce una sovrastimolazione dei nervi che collegano il pancreas ed il fegato al cervello. Il cervello non può sopportare indefinitamente questa situazione e alla fine interrompe il circuito; questo fenomeno è chiamato blackout; una persona beve così tanto che improvvisamente perde conoscenza. Questo succede quando la funzione interpretativa dei nervi raggiunge il suo limite estremo. Il cervello impazzisce, cercando di liberarsi in qualche modo da tutto il carico negativo che si è accumulato.
Osho ha parlato molte volte di come le persone sono intrappolate in modelli di comportamento. Per esempio, l'alcolista si sente male per essersi ubriacato il giorno prima, forse è imbarazzato perché ha ferito delle persone, degli amici, e si sente cosi male che la sola cosa che lo può sollevare è bere di nuovo.
Così l'alcolista è intrappolato in una struttura di comportamento distruttivo e il carico negativo continua ad essere trattenuto dai nervi percettori del cervello.
Questo è solo un esempio di come lavora la sofferenza. La mia speranza è di poter essere in grado di usare questo nuovo metodo, lo streaming, in modi e applicazioni molto ampi. Se qualcuno è in una condizione come l'alcolismo ed è pronto a lasciarla, cioè ha volontà di cambiare, c'è la possibilità di usare lo streaming per cambiare la sua situazione. Questo si applica a tutte le situazioni negative del cervello. Questa possibilità di trattamento può essere utile perfino per comportamenti criminali, in casi di persone che sono continuamente in galera per crimini.
Io ho lavorato un po' in questo campo, in California, prima di venire a Poona, e quello che abbiamo scoperto è che nessuno vuole essere veramente un criminale. Nessuno vuole realmente essere un alcolizzato. C'è qualcosa dentro di loro che li rende così. Vorresti essere così idiota, un tale idiota da avvelenare te stesso? Non ha senso. E forse, se uno lo vuole, è possibile, attraverso questo processo, perdere questa attitudine e la vera causa alla radice può essere eliminata.
D: Come si svolge il processo? Quante persone sono necessarie per lo streaming?
Dheeraj: Bene, questo avviene nell'Intensive Program. In cui in certi modi creiamo un collegamento tra un centinaio di persone. Uno di questi è quello di giacere sulla schiena e di connettersi attraverso il contatto fisico con la gola e con altri punti correlati del corpo. Usiamo i suoni ed il battito della pulsazione del cuore) per generare la corrente iniziale, il flusso. Se si hanno cento persone collegate allo stesso modo avviene una cosa veramente magica: ecco qui da dove viene il nome streaming.
Un flusso di energia elettrica incomincia a passare tra tutte le persone della catena e tutti cominciano a condividere uno stato di beatitudine. Dentro questa beatitudine si incomincia a condividere e a sentire gli stati che ci pervadono (stato fisico, mentale, emozionale). Per esempio, se qualcuno ha la tendenza ad essere depresso, questo carico negativo è trattenuto in un particolare punto della gola e si manifesta in esso. Il carico elettrico, che si diffonde nel gruppo di lavoro, entra e neutralizza il carico negativo; come un flusso di energia pulita esso "lava" via la negatività e ci libera del suo carico. Un altro esempio: se una persona è troppo yang, ovvero troppo attiva per essere ricettiva, può acquisire ricettività dalla tecnica dello streaming. Il flusso ridistribuisce l'energia creando un reale bilanciamento, e dopo alcune sessioni questo processo di cambiamento in positivo diventa chiaramente evidente e l'individuo ne diventa cosciente.
La correzione avviene nell'area della mente che ha registrato il danno subito. L'effetto lampante è che ci riappropriamo improvvisamente del feeling, il sentire originale, e viviamo la sua centralità primigenia. Quando guardi le facce delle persone distese durante lo streaming, essi sembrano infatti come bambini. Ecco quindi come usiamo lo streaming in processo di gruppo.
D: Molte persone hanno sperimentato l'Ignition Group con il Tibetan Pulsing.
In che modo si differenzia dallo streaming?
Dheeraj: Il Tibetan Pulsing è focalizzato su blocchi emozionali, guarendo danni che sono stati causati al corpo da shock emozionali. Lo streaming è invece focalizzato sul guarire danni al cervello da vari tipi di shock elettrici che sono avvenuti in conseguenza di traumi. Le due tecniche sono interconnesse tra di loro. E' come una mano destra e una sinistra. Non sono separate. Noi troviamo che la strada migliore da seguire sia prima il lavoro con la pulsazione in modo da utilizzare lo streaming più efficacemente. In entrambi i casi usiamo il potere del cuore: la pulsazione del suo battito è la forza vitale del corpo che noi chiamiamo bioelettrica, ma che ha molti altri nomi, Osho ama chiamarla forza della vita (LifeForce). Con queste tecniche noi dirigiamo la forza vitale ponendola sotto il potere del cuore attraverso la percezione del suo battito, cosi che il cuore stesso ne diventa il motore.
Nella vita normalmente il motore è il cervello. Nel nostro lavoro terapeutico il cuore diventa il motore, cosicché il potere di controllo si sposta dalla testa al cuore.
Quello che abbiamo scoperto è che, dopo ripetute esperienze, le persone sono capaci di farlo da sole consapevolmente, che stiano camminando in M.G. Road o in una strada di Berlino. Dopo l'esperienza di questo cambio di potere elettrico dal cervello al cuore, diventa molto utile e appagante vivere in questa nuova condizione,
in cui la consapevolezza è centrata più nel proprio sentire che nelle proprie idee.
D. Sembra che tu abbia trovato un sistema per fare del cuore il comandante, invece della mente.
Dheeraj: Questa è la cospirazione. Noi chiamiamo questo lavoro "la Cospirazione del cuore". Pensiamo a noi stessi come cospiratori del cuore, perché alla fine questo è ciò che esce dal Tibetan Pulsing il cuore va al potere dentro la consapevolezza individuale. Questo è lo scopo reale del lavoro.
I maestri tibetani che lo idearono 5000 anni fa, in altre forme, decisero che poteva essere usato solo dentro i monasteri, data l'intensità ed il potere di queste tecniche. Essi vollero usarlo su persone che erano pronte ad evolversi ad un più alto livello di consapevolezza, non su persone che volevano sviluppare qualche sorta di potere personale fuori dall'ordinario. E noi lo usiamo nello stesso modo, per l'evoluzione della nostra consapevolezza, che è accelerata da questo scambio dalla mente al cuore.
Il cuore ha la qualità dell'innocenza; la mente ha invece certi attaccamenti. Attraverso questo processo di attaccamento della mente noi sperimentiamo solo metà gioia, metà amore, metà piacere, perché la mente opera attraverso le polarità: giusto o sbagliato, si - no, buono - cattivo. Se trova un'esperienza "buona" le si attacca più che può, ma la volta dopo è forzatamente spinta verso qualcosa di "cattivo". Con la mente al potere si mantiene sempre questa ciclicità polare del positivo - negativo. Con il cuore è un'altra faccenda. Il cuore è sempre nel momento, è interessato all'esperienza di questo momento. Non separa la destra dalla sinistra, l'alto dal basso, il sopra dal sotto, il dentro dal fuori. Non è interessato a nessun tipo di separazione. Vuole fondersi con altri cuori.
Quando due persone si toccano e sentono il battito della pulsazione, il battito è lo stesso per entrambi. Quando cento persone si toccano l'un l'altra, percependo il battito della pulsazione, c'è una pulsazione, con mille, un milione di persone è lo stesso. Dal punto di vista del cuore c'è solo uno di noi.