PSICOSOMATICA


 

Questo campo è suddiviso nei seguenti capitoli:

  1. TERAPIE DEL RESPIRO: rebirthing, respirazione olotropica, rebirthing ad approccio transpersonale, respiro globale, kryia yoga, (vipassana, la med. vipassana e la psicobiologia, jan jiao, xiao zhou tian gong)

  2. REGRESSIONI

  3. TERAPIE EMOZIONALI: somato emotional release

  4. TERAPIE IN ACQUA E SAMADHI TANK: samadhi tank, acqua floating, parto in acqua, woga (water yoga).

  5. I SETTE LIVELLI PSICOSOMATICI


TERAPIE DEL RESPIRO

Terapie della respirazione: Rebirthing, Respirazione Olotropica e Respiro Globale
a cura di Filippo Falzoni Gallerani

Breve storia del Rebirthing

Il Rebirthing è considerato il più moderno, rapido, efficace e diffuso metodo di Pranayama.
Tecniche di respirazione ininterrotta e intensa sono antichissime, siano esse a mantice, brevi ed intense, o prolungate e dolci. Pratiche assai simili al moderno Rebirthing sono state diffuse sin da tempi remoti, come ad esempio presso i monaci erranti del buddismo Siamese che ottenevano con tale esercizio esperienze mistiche. Esiste ancora un monastero di scuola Buddista ai confini tra la Thailandia e la Birmania, centro di ricerca interiore e di terapia, che utilizza la respirazione anche per la cura dei tossicodipendenti , pare con eccellenti risultati.
Particolare importanza ha il "respiro connesso" nel Taoismo cinese, che attraverso esso cercava la chiave dell’immortalità; in alcuni antichi testi si legge della " respirazione immortale o la ruota della legge che gira da se stessa". I taoisti parlano della nascita, attraverso questa respirazione, del "feto celeste" all’interno del corpo del praticante, quale realizzazione della sua anima immortale.
Nel mondo occidentale, pare che perfino Santa Teresa d’Avila, raggiungesse i suoi stati d’estasi attraverso una respirazione profonda ed ininterrotta. Sono certo innumerevoli le esperienze spontanee, rimaste sconosciute, di individui che hanno trovato la "liberazione" attraverso un particolare modo di rapportarsi al respiro.

Leonard Orr è il fondatore del movimento Rebirthing anche se altre scuole si sono sviluppate parallelamente spesso differenziandosi sostanzialmente.
Egli scopre spontaneamente, mentre si trova nella vasca da bagno, il respiro "connesso". Attraverso tale esperienza giunge inaspettatamente a rivivere dei ricordi della vita prenatale e della sua nascita.
Assieme a queste esperienze di "rinascita" può constatare che ancestrali tensioni si sono dissolte, ed avvengono positive trasformazioni della personalità in modo naturale con un grande incremento del successo nelle diverse attività concrete (lavoro, affari, relazioni affettive).
Quando sottopone altri a questa pratica ed ottiene analoghi risultati comprende di aver scoperto un metodo straordinario.
Siamo nella California degli anni Settanta, che si confronta con il grande fermento del movimento New Age e con tante nuove sperimentazioni nel campo della psiche e della coscienza. Il Rebirthing nasce come tecnica da farsi in immersione in acqua calda, con il viso sommerso, respirando attraverso un boccaglio simile a quello dei subacquei. La focalizzazione dell’attenzione è sulla nascita e agli stati di coscienza relativi a tali circostanze che sono all’origine dei condizionamenti acquisiti.
L’esperienza del Rebirthing nell’acqua risulta essere molto spesso troppo rapida ed intensa per coloro che si trovano per la prima volta di fronte a questi fenomeni sconosciuti. Infatti l’intensità degli effetti della respirazione in immersione provocano rapidissime alterazioni dello stato di coscienza e il frequente manifestarsi di esperienze che possono sconcertare, soprattutto il riemergere di ricordi della vita intrauterina.
Nasce cosi il Dry Rebirthing o Rebirthing all’asciutto, con cui si ottengono identici risultati ma in modo più graduale e rassicurante. Leonard Orr abbina alla respirazione una semplice filosofia, basata principalmente sul "pensiero positivo", sulla possibilità di purificarci dalle negatività del passato attraverso il "respiro connesso", la dieta e la ripetizione di "affermazioni positive" adatte ad ogni circostanza. E’ caratteristico di Leonard il concetto di trasformare attraverso purificazione, respirazione, pensiero positivo e con l’adesione alle idee di auto-affermazione e auto-stima i rapporti con il mondo materiale, ottenendo salute e prosperità economica.
Le basilari negatività dipendono secondo la sua scuola dal trauma della nascita, dalla sindrome di disapprovazione da parte dei genitori, dalla pulsione di morte, dall'influenza delle "vite passate" e da altre negatività specifiche.

Nel 1978 Leonard Orr incontra in India Sri Babaji di Haidakhan (grande Santo Indiano, considerato Shiva Mahavatar, di cui parlo in un altro capitolo) e ne rimane affascinato diventando un seguace dei Suoi insegnamenti.
Lo riconosce come più alta manifestazione della Coscienza e Lo definisce come Presenza Immortale dello Spirito Assoluto sulla Terra. Dopo quest'incontro Orr inserisce pratiche ispirate a quelle che quotidianamente Sri Babaji faceva rispettare nell’Ashram di Haidakhan, classiche del contesto induista. Utilizza quindi rituali indiani, semplificati per l’Occidente, legati al rapporto con gli Elementi, Acqua, Fuoco, Terra, Aria.
Infatti nei monasteri indù si fanno due volte al giorno lavacri completi, riti ad un fuoco sacralizzato cui sono offerti cereali e frutti; inoltre la cura della terra, dell’alimentazione e della respirazione sono della routine quotidiana.

Orr sviluppa un discorso filosofico non sempre condivisibile. In mezzo a argomenti interessanti appaiono a volte tematiche troppo estreme. Egli vede nella liberazione dalle negatività mediante la respirazione, il pensiero positivo e la consapevolezza dei corpi energetici e degli Elementi, non solo un mezzo per migliorare la salute collettiva, ma addirittura la via che condurrà l'uomo moderno alla conquista "dell’immortalità fisica" e alla "trasfigurazione".

Nuove scuole sono sorte in Italia e nel mondo. Il Rebirthing integrativo, Vivation ecc, che sono più o meno differenziate dalla scuola originaria, e diverse correnti psicoterapeutiche integrano il Rebirthing alle loro pratiche, trascurando del tutto quest’aspetto, sviluppano ricerche interessanti. In Svizzera, Inghilterra, Spagna e Germania, e recentemente anche nei paesi dell’Est stanno sorgendo nuovi centri e vengono organizzati seminari e corsi didattici. Spesso i risultati ottenuti paiono miracolosi.

Molti studiosi hanno consapevolezza dell’utilità pratica fondamentale del respiro in terapia, senza appartenere ad alcuna specifica scuola di Rebirthing. Oltre alle scuole derivate da quella americana, ci sono in tutto il mondo professionisti con differente preparazione che utilizzano tecniche respiratorie analoghe.

 

 

La Respirazione Olotropica di Stanislav Grof

La Respirazione Olotropica è oggi considerata una delle più rapide ed efficaci tecniche esperienzieli. Grof è considerato uno dei più grandi terapeuti viventi ed è citato dalle più importanti riviste scientifiche di questo campo. Grof, che ha scritto opere eccellenti relative agli stati di coscienza non ordinari e che è stato tra i più significativi ed intelligenti esperti delle terapie che in passato proponevano l’appropriato uso di sostanze psichedeliche, dopo che tali sostanze sono state proibite anche per il lavoro clinico e la ricerca, sta applicando tecniche respiratorie, ottenendo ottimi risultati.

La respirazione è anche alla base delle tecniche di preparazione al parto. (Il Dott. Leboyer, inventore del parto dolce, ha pubblicato un libro sull’arte del respiro).

Il Rebirthing, rispetto a altre pratiche che utilizzano la respirazione, consiste in una più prolungata e profonda immersione nell’energia indotta dal respiro; le correnti che lo rappresentano più degnamente uniscono al rigore scientifico che considera basilari , una particolare attenzione per le potenzialità superiori dell’uomo, le sue facoltà latenti e alla dimensione spirituale.

 

Rebirthing ad approccio Transpersonale
In Italia questa tecnica è stata sviluppata come metodo specifico in linea con i principi della Psicologia Transpersonale dal Dott. Filippo Falzoni Gallerani.

Il Rebirthing applicato dalla scuola Transpersonale si rivela un metodo attraverso il quale si può ottenere un rapido processo di autoguarigione e risveglio interiore per la soluzione di molti disturbi come l’ansia, la depressione e gli attacchi di panico. Il respiro è il più diretto legame con l'energia vitale, che nella terminologia orientale è chiamata Prana o Ki. L’ansia e lo stress sono particolarmente dannosi alla salute perché portano ad un inconsapevole irrigidimento del diaframma e del torace ed in tal modo inibiscono la respirazione portando conseguentemente al decadimento e allo squilibrio del flusso dell'energia vitale che regola le funzioni fisiche, psichiche ed emotive dell’individuo. Liberare il respiro permette di scaricare le tensioni accumulate e porta al contatto diretto con il Prana-Energia che sta alla base di tutti i processi vitali. Si ottengono così immediati risultati sia livello fisico sia a livello emotivo e mentale.

L’approccio Transpersonale è caratterizzato dall’induzione di stati di coscienza non ordinari per la realizzazione del "Sé" e attraverso questo metodo sono frequenti significative esperienze interiori definite "Esperienze Transpersonali" in quanto trascendono i limiti dell’io e del pensiero lineare. Tali stati, oggetto di studio sin da prima dell'era cristiana e caratteristici delle tradizioni orientali, sono descritti dai Maestri d’ogni tempo e tradizione come momenti di profonda consapevolezza rivelatori del senso profondo dell’esistenza e della natura del Sé. Suscitano chiarezza e serenità e inducono trascendenza e liberazione dalla sofferenza esistenziale con benefici duraturi per l'individuo nella sua totalità.

La tecnica respiratoria alla base del Rebirthing Transpersonale conduce ad esperienze profonde che non è opportuno affrontare con leggerezza e per le quali è indispensabile la guida di un esperto. Una volta ottenuto un buon grado di liberazione psicofisica e di padronanza il Rebirthing può essere praticato autonomamente. Il Rebirthing Transpersonale, amplia le prospettive individuali, dispensa armonia e benessere psicofisico e induce profonde esperienze interiori di grande valore per l’autoconoscenza e l’autorealizzazione.

 

Il Respiro Globale

Il Respiro Globale, sviluppato nella scuola di medicina olistica e psicosomatica di Bagni di Lucca dal dott. Nitamo Federico Montecucco, è di base simile al Rebirthing e alla Respirazione Olotropica, la differenza consiste nell'uso più consapevole dell'energia profonda. Mentre nelle altre tecniche il respiro viene lasciato fluire spontaneo e l'intera sessione viene "diretta" dal paziente, nella Respirazione Globale invece si cerca di orientare la consapevolezza del respiro nelle zone psicosomatiche chiave in cui maggiormente si concentrano i blocchi (l'energia del respiro segue la consapevolezza e quindi può essere guidata con l'attenzione in modo molto specifico nelle zone fisiche o nei centri psicoenergetici), stimolando a volte, con brevi suggerimenti verbali o simbolici, il contatto con le memorie inconsce profonde, con le impressioni emozionali censurate, con i vissuti rimossi.
Il Respiro Globale è quindi una terapia empatica che utilizza il respiro con le regressioni coscienti, l'emotional release, la bioenergetica soffice e la meditazione.
E' evidente che questo tipo di terapia respiratorie deve necessariamente essere svolta da un medico o da un terapista ben addestrato, che abbia grande esperienza psicosomatica e la sensibilità profonda che nasce dall'esperienza della meditazione. Questo ci permette di essere più diretti ed efficaci nei trattamenti e di risolvere problemi più profondi.
Il Respiro Globale in acqua, o Acqua Breathing, è una tecnica di grande effetto per la sua profondità. L’'immersone in acqua gioca un ruolo importante nel lavoro sul respiro in quanto permette un rilassamento profondo e una percezione energetica ottimale del proprio corpo, per contro la persona in acqua ha le orecchie isolate (immerse in acqua) e quindi non può ricevere specifici suggerimenti verbali dal terapista, ma solo segnali tattili o generici. Il respiro in acqua e a terra sono quindi complementari tra loro.


Medicina yogica e scienza medica occidentale - Il nesso tra respirazione, mente e metabolismo
di David Hannahoff – Khalsa

(Vedi Campo zero - DIO.52.200 - EFFETTI PSICOFISICI DELLA MEDITAZIONE SULLA SALUTE )


La respirazione e i suoi blocchi
di Nitamo Federico Montecucco

L'aria e il respiro sono sempre stati legati alla vita e alla mente. Ogni essere vive perché continua a scambiare energia e informazioni con l'esterno. Ogni essere vivente deve quindi produrre continuamente sostanze solide (cibo), liquide (bevande) e gassose (aria). E' possibile restare molti giorni senza cibo, anche settimane, ma solamente qualche giorno senza liquidi. e appena pochi minuti senza aria.

L'energia vitale dell'aria

Per questo motivo in tutte le tradizioni mediche dell'antichità il termine "aria" conteneva in sé anche il significato biologico e psichico di "energia vitale". Così la medicina spirituale indiana identifica l'elemento vitale presente nell'aria chiamandolo "prana", nel Tibet prende invece il nome di "rlung", "Qi" in Cina, "pneuma" nell'antica Grecia. La stessa mitologia religiosa della tradizione ebraica riconosce l'importanza del "soffio vitale" con cui Dio anima gli esseri umani infondendogli 1a vita e la coscienza. L'elemento "aria" come sinonimo di vitalità e di psiche, lo ritroviamo anche nella simbologia astrologica e in quella archetipica.

La respirazione infatti è la più vitale delle funzioni fisiologiche e anche l'unica ad essere sia volontaria (cosciente) che automatica (inconscia). Noi non possiamo modificare il battito cardiaco, o controllare l'attività dello stomaco o dei reni ma, se desideriamo, possiamo modificare volontariamente la respirazione sia in ampiezza che in frequenza; possiamo fermare il respiro o accelerarlo.

I comuni blocchi della respirazione

Il respiro è profondamente influenzato dalle emozioni e dalla nostra psiche. Se osserviamo la qualità del respiro di una persona possiamo immediatamente riconoscere quale emozione sta vivendo. Sarebbe estremamente importante che genitori, insegnanti e medici fossero in grado di riconoscere queste modificazioni in modo di correggere le eventuali alterazioni della respirazione naturale e prevenire sul nascere moltissime delle patologie del sistema respiratorio.

Facciamo alcuni esempi molto generali. Ogni volta che un bambino ha paura modifica la sua respirazione con una caratteristica contrazione della muscolatura respiratoria delle spalle e della parte superiore del torace. L'inibizione della libera espressione della voce e delle proprie emozioni e opinioni provoca contrazioni dei muscoli del collo e della gola, mentre la repressione delle sue funzioni fisiche più semplici e vitali come il correre, il muoversi, il giocare nella natura (tipica dei bambini di città) provoca un indebolimento della respirazione addominale.

Reprimere la sessualità bloccando il respiro

Reich e tutta la moderna ricerca psicosomatica hanno documentato come la repressione della libera e naturale sessualità (che già si manifesta nei bambini di 3 - 4 anni e ha il suo massimo dai 14 ai 19 anni), porti a profondi blocchi respiratori e muscolari in tutto il corpo. Questi blocchi spesso si manifestano con irrigidimento del diaframma, dei muscoli della zona lombare e renale e dei muscoli del basso ventre e dell'inguine. Quando la respirazione in una zona del corpo è bloccata, vengono anche bloccate le sensazioni che da quella zona arrivano al cervello; il risultato sarà di avere una parte del corpo che non pulsa più, ma rimane contratta e senza sensazioni: una vera zona morta. Molto spesso, i blocchi emotivi, causati dai condizionamenti sociali e religiosi, provocano un tale arresto della normale circolazione sanguigna e linfatica e della trasmissione nervosa da rappresentare una vera condizione predisponente per l'instaurarsi di forme patologiche più gravi come, ad esempio, dismenorree, vaginiti, tumori di origine infiammatoria o degenerativa, emorroidi, coliti o problemi venosi agli arti inferiori.

Pene d'amore e blocchi di petto

La mancanza di affetto si manifesta invece con un caratteristico blocco della respirazione nella parte alta del torace e tensione sternale, nelle donne spesso con un forte dolore di fondo al seno; Il torace è interessato sia anteriormente che posteriormente, la repressione dell'ira blocca più sovente la parte destra del diaframma e dei muscoli laterali del torace e della spalla, con un caratteristico blocco dei muscoli della masticazione.

Ogni naturale funzione vitale ed emozionale che viene inibita porta ad un blocco muscolare e respiratorio. Gli esempi potrebbero continuare e, certamente, essere espressi in termini medici e psicologici più specifici, esistono infatti blocchi caratteristici delle differenti emozioni, ma, essendo questo solo un primo tentativo di comunicare l'esistenza di tensioni psicosomatiche estremamente comuni sia nei bambini che negli adulti, riteniamo sia meglio restare sulle generali.

Come riconoscere i blocchi

E' di estrema importanza capire che i blocchi possono iniziare in ogni età della vita e che la presenza di un blocco, anche lieve, porta ad un indebolimento di tutta la zona fisica relativa e delle funzioni ad essa correlate. Quando il blocco non viene riconosciuto e risolto, il corpo, non più mobile e ossigenato, tende ad ammalarsi.

Malattie respiratorie come l'asma, le bronchiti, i raffreddori, le laringiti e le sinusiti e anche molte malattie generali, come le gastriti, le stitichezze, le coliti, le lombalgie e moltissimi disturbi ginecologici, hanno una base nei blocchi della respirazione e quindi possono essere fortemente migliorati e prevenuti da una attenta osservazione e riequilibrio respiratorio.

Il piacere di vivere sani

Un corpo sano deve essere mobile e rilassato in ogni sua parte, nessun muscolo deve essere dolente alla pressione. Se non vi sono tensioni muscolari, emozionali o psichiche, la respirazione è naturalmente libera, fluida e profonda. La respirazione normale si percepisce come una pulsazione ritmica dell'addome e del torace, come fosse urna medusa che si espande con un movimento fluido e silenzioso dalla pancia al torace e si rilassa con un movimento contrario. La respirazione è accompagnata da un senso di sottile piacere fisico che si estende all'intero corpo. Se la respirazione al contrario è bloccata, si osservano movimenti irregolari o una respirazione parziale (solo torace o solo addome), si nota una difficoltà di respirare profondamente, una insensibilità di alcune parti del corpo o anche un evidente dolore. Il collo è rigido, le spalle tese, spesso c'è dolore acuto in zona epigastrica.

La voce di una persona che respira armoniosamente è piena e ha un timbro rotondo e piacevole. Ogni blocco della respirazione provoca per contro una riduzione dell'ampiezza della voce dando una marcata riduzione di volume e di tono. Le voci troppo sottili, roche, acute, nasali o metalliche sono solo alcuni effetti dei blocchi più comuni.

Rieducazione della respirazione

Il riequilibrio della naturale respirazione prevede tre livelli di intervento: 1) primo livello di rieducazione preventiva di base per i blocchi più lievi e recenti, 2) secondo livello di intervento sui blocchi già in parte cronicizzati o comunque più profondi ma che non hanno ancora causato danni fisici, la cui rieducazione prevede una attività di sblocco emozionale e di riequilibrio psicofisico più connesso, 3) terzo livello di intervento per i casi più gravi che hanno già causato un danno fisico la cui cura è di stretta pertinenza medica e psicologica.

E' necessario comprendere che, nell'ottica di un discorso realmente preventivo della salute pubblica, il primo livello di riequilibrio dovrebbe diventare un'attività scolastica regolare che potrebbe essere gestita, per esempio, durante l'ora di educazione fisica, sia nelle elementari che nelle medie.

Una tale politica di istruzione e prevenzione avrebbe un profondo valore nel miglioramento della qualità della salute, soprattutto considerando che le malattie respiratorie sono tra le forme patologiche giovanili più comuni.

 

Il respiro che guarisce
di Nitamo Montecucco

Il respiro è la porta della vita come l'occhio è la porta della coscienza. Tra di essi vi è una sottile continua danza di energie e scambi. Ogni alterazione della coscienza si riflette in una modificazione del respiro cosi come ogni pur lieve variazione dell'aria che entra ed esce altera la coscienza, come il vento che increspa la superficie di un lago.

Il respirare è la prima funzione, l'ossigeno deve entrare nel corpo e dare vita. Il bimbo appena nato, respirando, inizia a vivere e con questo primo atto personale si lega al cielo e all'atmosfera del pianeta, si individualizza ne! mondo.

Il respiro degli animali

Il respiro lo potete osservare negli animali che, meglio dell'uomo, sanno essere spontanei e naturali. Provate ad osservare una lucertola: la sua gola che si gonfia e si sgonfia, che si ferma quando si accorge che la state guardando, che accelera il suo ritmo per la paura. Topi, cavalli, insetti ... tutti respirano, le api e le farfalle pulsano di gioia e di piacere quando si trovano su un fiore maturo, l'usignolo modula il respiro sulle infinite variazioni del suo canto, per notti e notti. E quando la paura o la gioia riempiono il cuore di un cane, questi varia la sua respirazione mostrandosi affannato o spingendo con forza l'aria fuori dalle narici e dai denti quando è arrabbiato e irato, il "ron-ron" del gatto è la sua respirazione di profondo rilassamento.

La respirazione dell'uomo

L'uomo culturalizzato è incapace di questa completa spontaneità, la sua respirazione è bloccata e rigida, non segue le emozioni, non segue i ritmi naturali del corpo. Quando l'uomo si arrabbia non sputa fuori l'aria con forza, si limita a sbuffare! Quando è infelice trattiene i singhiozzi, o al massimo piange sommesso, con i muscoli del collo tesi e il respiro bloccato, come se non volesse piangere. Qualcuno potrebbe obbiettare che non è certo bello soffrire, ma l'uomo blocca il suo respiro anche (e soprattutto) quando prova piacere. Un vecchio proverbio orientale ricorda che quando una coppia fa bene l'amore lo sa tutto il vicinato. Quando i gatti sono in calore svegliano tutti ma l'uomo ritiene di non essere una bestia e reprime i suoi sospiri di piacere e blocca i muscoli che durante l'orgasmo lo spingono naturalmente ad una respirazione profonda, caotica e "rumorosa".

Il problema della nascita

Il primo punto da cui partono i canali di energia dell'agopuntura cinese è il punto del polmone; l'analogia è chiara, il respiro segna l'inizio della circolazione vitale. Che cosa accade in realtà quando un bambino nasce? Statistiche americane hanno evidenziato come un'alta percentuale di neonati nasca con problemi di respirazione. Le cause di questo sono evidenti: la madre non è stata preparata al parto, è tesa e non conosce la meditazione né le tecniche di respirazione per rilassarsi, ha paura del dolore, e questo mette in atto un circolo vizioso tensione - paura - dolore. Il piccolo nasce in una situazione molto compromessa, le tensioni dei -muscoli addominali della madre causano un ulteriore peggioramento della sua uscita. nel mondo, i muscoli del canale del parto strangolano letteralmente il piccolo e spesso il travaglio dura delle ore.

La paura del primo respiro

Quando il piccolo viene alla luce e, liberatosi dalle strette pareti muscolari della madre, respira per la prima volta, nella grande percentuale dei casi, inala aria che sa di etere ed alcool: nessun profumo di fiori in sala parto!

Questa paura di morire soffocati ancora prima di essere nati, questa angoscia legata alla prima respirazione rimarranno per tutta la vita nella memoria profonda. Questa stessa memoria sarà una delle più importanti cause di inibizione della libera attività, causando disturbi che spaziano dall'angoscia, all'asma, alla timidezza di esprimersi, ai più generali problemi broncopolmonari.

La tecnica della rinascita

Veniamo ora alla realtà più diretta: molti di noi si trovano ad aver vissuto "molte primavere" con una serie di disturbi grandi e piccoli che ormai sono diventati un po' parte di noi: ansie, affaticamento, incapacità di essere veramente "presenti" nelle situazioni della vita, incapacità di una vera, profonda e soddisfacente respirazione. Spesso la gente si accontenta, anche perché, se mai avesse deciso di risolvere i suoi problemi con la medicina ufficiale, si sarebbe trovata di fronte ad un muro di incomprensione o ad un semplice intervento chimico - farmaceutico che non cambia la situazione di fondo. Che fare?

Vi sono tecniche, che la medicina occidentale ancora non conosce, che si sono rivelate utilissime per risolvere piccoli e grandi problemi legati alla respirazione e più indirettamente alla sfera psichica. Queste tecniche pian piano riportano i problemi indietro nel tempo fino al momento della nascita, e a volte anche prima.

La danza della mente e delle energie

Queste tecniche partono dalla considerazione di fondo che l'essere umano è la macchina più delicata dell'intero cosmo. Macchina in senso positivo di delicatissimo meccanismo, di incredibile insieme di cellule viventi e sensibili dalla cui cooperazione nasce il nostro corpo. Quando un paziente si sdraia sul lettino, io guardo il suo corpo respirare, cerco l'onda lenta e armonica che parte dal ventre e sale al torace e alla testa, che espande il corpo, e poi, terminata, ritorna su sé stessa scendendo al punto di origine, l'ombelico.

L'onda della vita parte dal ventre

Questa onda l'ho osservata in persone sane e malate: le differenze sono chiare ed evidenti. Là dove questa danza di espandersi e sgonfiarsi non avviene è il luogo dove il corpo ha perso la sua unità. Quelle cellule, quella parte di noi non danza più con tutto il resto. Nei casi più facili sono sufficienti poche parole per riportare sensibilità alla zona isolata, a riportarla alla danza, a volte solo un po' di consapevolezza del proprio respiro.

Antichi mali, antichi rimedi

Più spesso la zona bloccata è vasta e profonda; a volte tutta la zona toracica è chiusa, non respira, è insensibile. A volte e l'addome, il ventre che sembra tagliato fuori dal resto del corpo, come messo in castigo, isolato, dimenticato... forse punito. A questo punto le tecniche "soffici" non funzionano più e si inizia a "lavorare" sul serio, o meglio, sul profondo. Una delle tecniche più semplici è comunque quella di tentare di farlo respirare nella sua zona morta e di domandare quali sono le sensazioni e le percezioni che ha.

I simboli che mascherano le emozioni

Spesso, per associazione, da queste sensazioni si arriva alle emozioni: "sento come un sasso che mi opprime", "come una lama che mi ferisce", "un nodo che mi soffoca", e poi ancora più in fondo ai ricordi emergono immagini di padri, madri, di dolori emozionali, di sofferenze psichiche, di ferite affettive celate nel profondo del nostro cuore ... o della nostra mente ... o forse proprio nel profondo del nostro corpo. E la pancia, il cuore e la mente si sciolgono, l'acqua spesso scorre dalle palpebre, come se il ghiaccio freddo e duro, che da tempo immemorabile gelava la nostra vita, si sciogliesse in lacrime.

Le immagini del passato che si libera

E le vicissitudini di una vita riemergono e si affacciano alla coscienza,come se fossero lì, vive e presenti. Il compito del terapista diventa quello; di testimone distaccato e imparziale, certamente un po' umoristico e sdrammatizzante, quelle immagini sono finite da un pezzo, se le si osserva con distacco esse si liberano per sempre, si staccano da noi come se la mente si disidentificasse e si liberasse da un peso antico. In quelle fasi del lavoro il paziente respira in modo completamente nuovo, con maggiore profondità e intensità. Quando tende a bloccare il fluire delle emozioni e dei ricordi bloccando i muscoli del collo e il respiro lo si invita semplicemente a rilassarsi e continuare.

L'onda ricomincia la sua danza...

Spesso per qualche mese la situazione è straordinariamente migliorata: quella persona ha ritrovato una parte di sé, si sente giustamente piena e viva. L'integrità è la matrice della salute. Dopo questo periodo la consapevolezza e la sensibilità, ora più vive e sottili, di questa persona, iniziano a percepire un livello più profondo di malessere, come se guarito il livello più esterno di una cipolla, si sentisse il bisogno di curare i livelli più profondi. La persona ritorna e mi racconta che dopo alcuni mesi di grande benessere ora sente che c'è ancora qualche cosa che non va, spesso non sa nemmeno esattamente cosa: inizia un'altra fase. Si deve scendere nella memoria fino al momento della nascita e prima ancora ... quando si respirava il respiro della madre.


Respirazione e salute globale: una introduzione

di Enrico Cheli

L'aria è la fonte principale di vitalità e sopravvivenza, più prioritaria del cibo e perfino dell'acqua: infatti si può resistere 30/40 giorni e più senza mangiare, 2/3 giorni senza bere, ma si muore dopo pochi minuti senza respirare, e questo ci dice che l'aria è il nutrimento esserico più indispensabile.

Ogni volta che svolgiamo una qualche attività, fisica o mentale che sia, i nostri muscoli e il nostro sistema nervoso hanno bisogno di ossigeno: senza ossigeno non c'è combustione ed è appunto una sorta di processo di combustione quello che permette di trasformare le riserve energetiche immagazzinate col cibo (glicogene, grassi e proteine) in energia immediatamente disponibile. Se respiriamo poco il "fuoco" brucia male, proprio come in una stufa col tiraggio chiuso, e l'energia ricavata sarà scarsa e di bassa qualità, cioè con molti prodotti di scarto.

Dunque chi respira poco ha poca energia vitale, e purtroppo la maggior parte delle persone respira al 30-40% delle proprie possibilità, con inevitabili ripercussioni sul livello di prontezza, di vitalità, e anche di gioia, slancio, entusiasmo nei confronti della vita, insomma con conseguenze anche sullo stato emotivo: sì, perché corpo ed emozioni sono strettamente collegati e una insufficienza respiratoria cronica si associa inevitabilmente ad uno stato emotivo tendente alla depressione, alla staticità, alla sfiducia in se stessi e nell'esistenza.

 Ma in che modo respiriamo male?

Per capirlo provate a fare questo semplice esercizio:

Respirate come è vostro solito e sentite da dove parte il vostro respiro: iniziate dalla pancia, dal torace o da dove altro? Quale di queste parti si espande per prima? Fate questa autoosservazione a occhi chiusi per qualche minuto finché non riuscite a individuare la zona da cui ha inizio il vostro prendere aria.

Forse, come la maggior parte delle persone, anche voi iniziate a respirare partendo dal diaframma o addirittura dal petto, e la vostra respirazione è breve, vi sembra di riempire subito i polmoni, di avere poco fiato. In realtà i vostri polmoni non sono diversi da quelli di una cantante lirica, di un sub o di uno yogi, non è tanto una questione di capacità polmonare, di ampiezza dei polmoni, ma dipende dal modo sbagliato di respirare: i polmoni sono un serbatoio che ha un proprio verso di riempimento, e come avviene per il bagagliaio della nostra macchina bisogna partire dal fondo, cioè dalla pancia. Se iniziamo a riempire per prima la parte bassa dei polmoni ("gonfiando la pancia") possiamo poi agevolmente riempire anche la parte mediana (diaframma) e infine quella superiore (petto) ma se partiamo subito da metà o peggio da cima (il petto) non sarà possibile tornare indietro e riusciremo a riempire solo la parte superiore.

Esiste una fase della nostra vita, l'infanzia, in cui respiriamo correttamente in modo istintivo: se osservate un neonato o anche un bambino al di sotto dei sei anni, vedrete che respirano con la pancia. Poi però, crescendo, cominciamo a prendere difetti di respirazione. Come mai? Uno dei motivi risiede nella protratta attività sedentaria legata alla scuola e nella connessa carenza di attività fisica. Ma vi è un altro motivo, di ordine più sottile, ed è il fatto che il respiro ci tiene vivi e ci dà forza, ed è scomodo e controcorrente essere vivi e pieni di energia in un mondo dove tutti cercano di limitare la nostra esuberanza: "Stai fermo!" "Dove vai?", "Stai composta! Stai seduto!"... E' difficile mantenersi vitali in queste condizioni: o ci ribelliamo - e da piccoli, anche volendo, non ne avremmo le forze - o ci adeguiamo e piano piano abbassiamo la fiammella, mettiamo le macchine al minimo: provate a respirare tre o quattro volte a pieni polmoni e vi sentirete forti, pieni d'energia; provate poi a respirare con respiri corti e sporadici, e vi sentirete presto svuotati, inerti. In misura e modi diversi molti di noi, da bambini, hanno represso la propria energia vitale che il mondo esterno non accettava ed anzi contrastava e il modo più spontaneo e naturale per reprimersi è quello di respirare meno, respirare peggio. Osservando il modo in cui una persona respira è possibile capire molto non solo del suo livello di vitalità ma anche della sua storia, delle tensioni, frustrazioni e paure che ha vissuto in passato e che si porta tuttora dietro, cristallizzate nel suo schema respiratorio. Un respiro fluido e profondo esprime un rapporto fiducioso e curioso nei confronti della vita, un'apertura verso l'esterno, mentre un respiro superficiale e contratto segnala una difesa a oltranza, una chiusura sfiduciata verso tutto e tutti. Tra questi due estremi troviamo varie combinazioni intermedie in cui si colloca la maggior parte degli esseri umani adulti.

Come si è in precedenza accennato, oltre agli effetti sulla vitalità, una cattiva abitudine respiratoria si riflette negativamente anche sul piano emozionale: ogni volta che attraversiamo uno stato emozionale intenso si producono infatti numerose sostanze che, se non vengono poi eliminate, producono a lungo andare degli accumuli di tossine nei tessuti; analogamente, stati emozionali negativi meno intensi ma protratti nel tempo tendono a creare nell'individuo contrazioni muscolari croniche in determinare zone del corpo.

Attraverso opportune tecniche respiratorie è possibile ottenere lo scioglimento di questi blocchi emozionali.: è il caso del Rebirthing e della Respirazione Olotropica, elaborate rispettivamente da Leonard Orr e da Stanislav Grof.

Al di là di alcune differenze, entrambe queste tecniche consistono in una respirazione notevolmente più intensa del solito, eseguita, almeno nelle fasi iniziali, sotto la guida di un terapeuta qualificato. Il paziente, in genere sdraiato, viene invitato a respirare in modo gradualmente più intenso e profondo ; questa respirazione circolare (cioè senza pause tra le fasi di inspirazione e espirazione) protratta per un tempo che può arrivare fino ad alcune decine di minuti, determina una forte ossigenazione ed energizzazione che, come un fiume in piena, travolge e lava via molti degli ostacoli e dei blocchi situati lungo il suo corso. Ciò produce una benefica liberazione delle emozioni fino a quel momento bloccate e ristagnanti. Molti pazienti rivivono episodi traumatici del loro passato, alcuni perfino il cosiddetto "trauma primario": il momento della nascita (da cui il nome di rebirthing: - rinascita), e dopo averli rivissuti e aver scaricato finalmente le emozioni bloccate (e le correlate tossine) si sentono liberati, più aperti e vitali.

Ma non sono solo i traumi ad affiorare: in molti casi vengono infatti sperimentate emozioni "positive" come gioia, euforia, ilarità, fino a giungere, per alcuni, a sperimentare veri e propri stati mistici di grande intensità e bellezza. E inoltre, crescendo l'energia vitale, viene a migliorare anche lo stato complessivo di salute e la capacità di autoguarigione dei soggetti.

Sia il rebirhing che la respirazione olotropica sono metodi abbastanza recenti, infatti solo da qualche decennio l'occidente si è accorto dell'importanza del respiro, ma in altre culture, orientali o sciamaniche, essa è nota e codificata da millenni.

Nella cultura e pratica Yogica troviamo vari metodi che si basano sulla respirazione come strumento primario o comunque che gli attribuiscono grande rilievo. Il pranayama ad esempio è un metodo completo interamente dedicato all'arte del respiro, ed è interessante notare che la parola "prana" in sanscrito vuol dire sia "respiro" che "energia" (da cui, infatti, pranoterapia). Il pranayama comprende una grande varietà di tecniche respiratorie volte a stimolare i circuiti nervosi ed energetici del corpo e a liberare la kundalini - l'energia vitale che giace addormentata nell'uomo comune ma che può, se risvegliata, trasformarlo nell'uomo divino.

Il Kryia Yoga, reso famoso da Paramahansa Yogananda, utilizza alcune tecniche respiratorie per attivare particolari stati di coscienza connessi con il VI e il VII chakra.

Nel Kundalini Yoga la respirazione viene rivolta alla stimolazione dei chakra - centri energetici situati in vari punti del corpo - in modo da attivare la corrente ascendente che porta l'energia vitale o kundalini a salire dal primo chakra, posto all'altezza del perineo, tra ano e genitali, fino al settimo, posto sulla sommità del capo.

Anche nelle arti marziali cinesi e giapponesi c'è una grande attenzione alla respirazione e si bada sempre a coordinare i colpi e le schivate in funzione del ritmo respiratorio e della fase di inspirazione o espirazione secondo il caso.

Inevitabile infine il riferimento alle culture sciamaniche, in alcune delle quali si ritrovano tecniche respiratorie segrete, meno raffinate di quelle yogiche ma ugualmente potenti, come nel caso della respirazione di fuoco , praticata da alcune tribù di nativi americani. Come suggerisce il nome, anch'essa è volta a liberare la kundalini, l'energia vitale, il fuoco interiore appunto.

Data la potenza delle energie mosse, sia le tecniche yogiche che quelle sciamaniche sono da sconsigliarsi ai neofiti, e vanno praticate dopo adeguata preparazione e sotto la guida di un istruttore esperto, poiché un flusso improvviso ed eccessivo di energia potrebbe non essere ben tollerato dal corpo e dal sistema nervoso in particolare. Analogamente, il Rebirthing e la- respirazione olotropica vanno praticate, almeno all'inizio, sotto la guida di un terapeuta qualificato.

Prima di dedicarci alla super respirazione e pensare ad effetti e tecniche sensazionali è dunque indispensabile partire dall'ABC, dal prendere più consapevolezza della nostra respirazione ordinaria e modificarla in meglio, imparando ad utilizzare più pienamente la capacità polmonare, insomma a respirare correttamente. Già questo, da solo, può cambiare notevolmente la qualità della nostra vita. Per far ciò iniziamo con un semplice ma efficace esercizio per imparare a respirare con la pancia; è preferibile farlo sdraiati, ma potete provare anche da seduti.

 

Sdraiati comodamente con le gambe leggermente divaricate, ponete le vostre mani una sull'altra appena sotto l'ombelico e iniziate a respirare un po' più profondamente del solito (senza sforzarvi) cercando ad ogni inspirazione di espandere la pancia e di far innalzare un po' le mani. All'inizio potrà essere difficile, ma se ci dedicate qualche minuto al giorno, ad es. prima di addormentarvi o appena svegli, vedrete che dopo un po' anche la vostra respirazione ordinaria inizierà a cambiare e vi sentirete più vitali, più aperti, più in armonia con voi stessi e col cosmo.

Quando avrete raggiunto abbastanza familiarità con questa respirazione potete imparare a passare fluidamente dalla pancia al torace, riempiendo anche la parte posteriore e poi quella superiore dei polmoni, sempre dopo aver riempito quella inferiore, s'intende.

Come nell'esercizio precedente, sdraiati, seduti o in piedi, respirate profondamente e lentamente cercando ad ogni inspirazione di espandere per prima la pancia; quando sentirete che non entra più aria, focalizzate la vostra attenzione sulla zona posteriore dei polmoni, e espandetela inviandovi aria: scoprirete che vi sono sacche insospettate da utilizzare. All'inizio potrà forse essere difficile, ma piano piano vi familiarizzerete e capirete come "accedere" a quella parte. Aiutatevi se volete con la visualizzazione, immaginando il percorso dell'aria verso quella parte. Dopo aver riempito anche la parte posteriore spingete delicatamente l'aria verso l'alto, come se scorresse lungo la schiena, e riempite così anche la parte superiore completando il circolo. A questo punto svuotate i polmoni senza sforzarvi e riprendete dall'inizio. Le prime volte l'esercizio risulterà un po' frammentario ma piano piano acquisirete fluidità e non ci saranno più "scalini" tra le tre aree.

Ispirare ed espirare sono due polarità opposte come il giorno e la notte, ispirare è il giorno, espirare è la notte. Il giorno è attività e forza, la notte è riposo. Per analogia, l'inspirazione è la vita che entra in noi, l'espirazione è la vita che esce, il rilassamento, la ricettività. Entrambe le fasi sono necessarie all'armonia complessiva dell'essere umano e il seguente e ultimo esercizio ci aiuta a rendercene conto e a raggiungere un più valido equilibrio tra le energie maschili e femminili dentro di noi.

Mettetevi in piedi, con le gambe divaricate alla larghezza delle spalle e chiudete gli occhi. Distendete lentamente le braccia in alto con le mani aperte inspirando durante il tragitto a pieni polmoni; riempiti i polmoni trattenete il fiato per almeno una decina di secondi stringendo le mani a pugno e sentite che sensazione si produce nel vostro corpo. Quindi aprite le mani ed espirate, lasciando cadere le braccia e scuotendo flessuosamente il corpo per alcuni secondi. Distendete di nuovo le braccia verso l'alto e ripetete l'esercizio per qualche minuto o più. Quando sentite di voler terminare riaprite piano piano gli occhi, rimanendo ancora un po' in contatto con lo spazio interiore che avete sperimentato.

 Nella sezione -- del campo IV di cui questo saggio costituisce l'introduzione potrete trovare ulteriori approfondimenti ed esercizi.

  

Per saperne di più

Arturo De Luca, Rebirthing, Xenia ed.1995

Filippo Falzoni Gallerani., Il respiro dell’anima, Armenia, Milano, 1992.

Leonard Orr e Halbig Kaurad, Rebirthing, MEB ed., 1992

Osho Rajneesh, Chakra Breathing, Tecnica di respirazione sui chackra, in audiocassetta o CD con istruzioni e apposita base musicale (disponibili nelle librerie specializzate o ordinabili per corrispondenza ad alcuni cataloghi New Age).

 


Rebirthing                                                                                                                                                                                                        di Antonio Valmaggia

Il Rebirthing è uno strumento di crescita personale tra i più efficaci che esistono al mondo:  il suo successo è dovuto alla sua semplicità e alla sua grande efficacia. Il metodo consiste nel respirare profondamente e dolcemente in modo circolare, senza pause tra l’ispirazione e l’espirazione, mentre si è sdraiati e rilassati. L’inspirazione è ampia e distesa, l’espirazione avviene spontaneamente senza che l’aria sia spinta fuori o “accompagnata”.Rebirthing significa letteralmente “rinascita”, intesa questa come rinnovamento e nuova scoperta del sé interiore e come possibilità di rivivere i vissuti psicofisici ed emozionali della nascita e del nostro vissuto prenatale.

La respirazione circolare del Rebirthing riproduce nel cervello condizioni simili a quelle della gestazione, quando lo scambio placentare ci assicurava l’approvvigionamento continuo di ossigeno e la rimozione rapida e costante delle scorie, con un ritmo, appunto, circolare! Questa respirazione “apre” i nostri canali sub-sensoriali inducendoci in stati regressivi ma coscienti. Oltrepassata la barriera iniziale della consapevolezza esterna ha luogo una fase spontanea di ritorno mnemonico a stadi antichi della nostra esistenza. Ciò è determinato dalla dinamica dell’imprinting uditivo, lo stato prenatale in cui abbiamo appreso i ritmi fondamentali della vita legati alla cadenza del respiro e ai battiti cardiaci materni che sono stati il più forte stimolo sensoriale che abbiamo percepito nell’utero. Gli stati di coscienza prenatali si trovano in una particolare struttura del nostro inconscio, una zona precedente allo stadio razionale e verbale che si è sviluppata in una condizione sensoriale non paragonabile a quella dell’essere adulto. Questi stati di coscienza difficilmente riaffiorano alla nostra consapevolezza; per esplorare l’area prenatale, la base della nostra vita psichica e fisica, ci sono necessari strumenti differenti da quelli che usiamo per indagare gli stadi successivi del nostro essere. Le tecniche respiratorie del Rebirthing sono l’unico metodo in grado di superare l’ostacolo causato dal diverso modo che abbiamo avuto, come feto, di organizzare esperienze ed emozioni in essenza di una struttura logica. Per entrare nel mondo emozionale di quando eravamo un feto, per essere in contatto con la manifestazione primigenia della nostra vita, necessitiamo dell’ unico strumento che é la diretta espressione delle nostre forze vitali:il Respiro.

Con il Rebirthing possiamo rivivere le dimensioni emozionali e sensoriali di quando vivevamo nel nostro "universo amniotico"; i modelli neuro-fisiologici trasmessi da nostra madre; l’imprinting che abbiamo ricevuto al momento della nascita e che si manifesta nella nostra costellazione psicosomatica condizionando il nostro comportamento.

 

Filosofia e Metodo del Rebirthing

 

 

            Agisci sulla causa (il Prenatale) e potrai cambiare l’effetto (la tua vita)

 

 

 

 

 

 

 

Quando tu nasci hai già nove mesi di vita!La vita prenatale è un retaggio che si inscrive in modo indelebile nella tua memoria cellulare. 

Non sono semplici ricordi o sensazioni, si tratta di un vero e proprio "continente" della psiche, sul quale si fonda il tuo comportamento .

Le forze psichiche che hanno la loro origine nell’età della formazione prenatale si manifestano continuamente nella tua vita e ti condizionano inconsciamente  ad operare scelte per le quali non hai una spiegazione razionale.

La tesi che la formazione  delle strutture psichiche di base abbia origine durante la fase prenatale è stata provata scientificamente ed è diventata il campo di azione del Rebirthing e della Psicologia prenatale.

 

Da alcuni anni tutte le interpretazioni della realtà interiore che prescindevano dal momento dell’origine del sé, sono state riformulate. Le Scienze Umane, la Psicologia e la Medicina, ormai fanno esplicito riferimento all' esistenza pre- e perinatale. Attualmente ogni intervento di sostegno, di relazione terapeutica o di politica sociale, si richiama ormai anche alla vita prenatale. L’approccio psicologico che considera la tua dimensione prenatale è particolarmente utile quando contatti con le tue emozioni prenatali (se sei una  donna  quando sei gravida, se sei un uomo se stai per diventare padre), comunque nella tua vita psichica non vi é attimo che non sia connesso a questa fase: la fase dell’origine del  tuo sé.Tutte le volte che si manifestano per te eventi emotivamente intensi di cambiamento, (un trasloco, un nuovo lavoro, la fine o l'inizio di una relazione d'amore, ecc...) ecco l' emergere degli archetipi di nascita, che sono in grado di “stravolgere” ogni tua capacità razionale. 

 

Il Rebirthing che io insegno non può prescindere dagli studi, dalle ricerche e dal contributo della Psicologia Prenatale. 

Il Rebirthing ha in Leonard Orr il suo fondatore e ha un substrato teorico nella visione dell’uomo elaborata dalla Psicologia Transpersonale, negli studi del Dr.Otto Rank, nell’approccio psicologico cognitivista e nei principi dell’Analisi Bio-energetica postulati dal Dr. Lowen. Il Rebirthing é lo strumento per la tua conoscenza interiore e utilizza la respirazione per esplorare la coscienza e per  armonizzarne i contenuti.

Il Rebirthing é un arte maieutica che non ti cura e non ti addestra; il suo obiettivo è quello di liberare le potenzialità originariamente già presenti in te.

 



L'indirizzo cognitivista del Rebirthing

 

L'indirizzo cognitivista del Rebirthing sottolinea il ruolo essenziale che gli schemi cognitivi individuali svolgono nei processi emozionali e nel comportamento. Tale ruolo era stato sottovalutato dalla grande quantità di "istanze pulsionali, fantasie, oggetti introiettati, componenti dell'Io ecc. che la psicologia del profondo aveva elaborato.
Per il Rebirthing le persone costruiscono la loro realtà personale così come gli scienziati costruiscono le loro teorie.
Semplificando enormemente per dare immediatezza alla comunicazione, cito come esempio la metafora sulla realtà descritta nel popolarissimo film dei fratelli Wachowsky "Matrix".

rebirthing matrix

L'elemento unificante è l'attenzione alle convinzioni che stanno alla base di azioni, reazioni, emozioni. L’attenzione non è sul tuo comportamento ma sulla sfera cognitiva, sulle convinzioni che hai su te stesso, sugli altri e sulla  tua vita, convinzioni che hai interiorizzato già dal concepimento perché sono quelle che creano il tuo comportamento e la qualità della tua percezione della realtà. La tua esperienza soggettiva è il tema centrale del Rebirthing: con questo termine indico quella realtà fenomenologica interna che presiede ad ogni tuo comportamento.

Io in qualità di Rebirther, durante la seduta individuale, ho nei  tuoi confronti una considerazione positiva unita ad una comprensione empatica.Mi oriento in modo sincero, accettando senza giudizio, tutto il tuo vissuto, tutte le tue esperienze e i tuoi “schemi”. Attraverso un atteggiamento non direttivo comprendo la tua struttura di riferimento interna per conoscere il tuo mondo. Focalizzo la mia attenzione sulla tua percezione, sulle tue emozioni e sui tuoi sentimenti, per favorire una “riorganizzazione” del tuo senso di Sé. Questo processo si fonda sull’unicità della  tua natura: lo scopo finale è la liberazione delle tue capacità di trasformazione già presenti a livello latente.
Io come Rebirther sono quindi solo un “catalizzatore” del tuo processo di cambiamento,  che è determinato da te in maniera esclusiva!
Tu non fai altro che “trasformarti positivamente”, grazie alla respirazione, in mia presenza.

Durante la seduta individuale la tua trasformazione positiva si realizza sulla base di quattro condizioni:

  1. Il processo “alchemico” della respirazione cosciente che agendo a livello corporeo, mentale, ed emotivo, in un armonico susseguirsi, fa sì che ogni tuo livello trascenda ed integri il precedente.

  2. Il grado di considerazione positiva incondizionata e di comprensione empatica che io, in qualità di  Rebirther, ho nei tuoi confronti.

  3. La tua motivazione e la tua capacità di assumerti la responsabilità di come, quando e perché hai scelto consciamente e/o inconsciamente di percepire te stesso, gli altri e il mondo e la comprensione che la causa del tuo disagio non sono gli altri e le cose ma è il tuo modo di vedere gli altri e le cose!

  4. La consapevolezza e il cambiamento delle convinzioni negative che stanno alla base del tuo disagio.

    Tale cambiamento, per essere per te efficace e duraturo nel tempo, si verificherà a tre livelli:

 rebirthing meditation

 

 

Il Rebirthing è un approccio centrato sul Cliente, non sul problema; un approccio che ti dà tutto il tuo valore e il tuo potere. Io ti sostengo a collaborare, a intervenire attivamente, a mostrare interesse e motivazione al tuo processo di autonoma ricerca di soluzione e/o di trasformazione; ad essere, come in realtà già sei, un vero e proprio protagonista della relazione  Rebirther /Cliente e a portare concretamente il tuo contributo alla comprensione dei tuoi problemi.  

Non hai bisogno di complicate terapie, quanto piuttosto di dissolvere con la respirazione e la nuova consapevolezza acquisita, le limitazioni apparenti che non  ti permettono di manifestare le attitudini creative che possiedi naturalmente!

Con la respirazione cosciente del Rebirthing, apri la  “comunicazione” tra la tua mente conscia e inconscia. Puoi accedere così agli elementi disfunzionali che turbano la tua armonia e che sono la causa delle tue difficoltà. 

Questi elementi hanno la loro origine nel tuo vissuto prenatale.

Le dimensioni del tuo essere, quella fisica, emozionale, mentale si manifestano spesso isolatamente, a causa di un condizionamento culturale che  ti ha indotto a pensare che è più utile separare per capire e controllare meglio.

Il filosofo Arthur Koestler ha identificato la causa dominante di tutti i disagi nella dismogeneità esistente tra queste tre componenti di base della tua natura individuale. Questa frammentazione fa si che i differenti “universi” che ti compongono  siano animati da indicazioni contraddittorie. Il risultato di ciò è che spesso sei nella confusione , nel conflitto, e nel disagio.

 

Il Dr.Paul McLean, neurofisiologo di Bethesda, che ha diretto la ricerca del National Institute of Menthal Health sull’evoluzione del cervello umano e del comportamento, ha dimostrato scientificamente che corpo, emozioni e mente sono riferibili a tre diverse zone esistenti nel tuo cervello:

 

cervello rettile (corpo);

sistema libico (emozioni),

corteccia (mente).

 

Il tuo corpo possiede un autonomia e un intelligenza propria e gestisce le funzioni vitali del tuo organismo anche senza l’azione diretta della volontà.

 

Esso ha delle esigenze che possono essere diverse  da quelle della tua mente; ha un suo modo di comunicare, si esprime attraverso il movimento e ha il suo centro di “comando e controllo” nel cervello rettile, il luogo più arcaico dell’ encefalo.

 

 

Le tue  emozioni posseggono un altro linguaggio, un’altra logica, si esprimono con l’immagine, l’analogia e la metafora. Le emozioni sono guidate dal mesencefalo, il quale coordina il sistema libico. La tua mente è governata dalla corteccia cerebrale che è l’elemento più evoluto del tuo essere; essa sovrintende il tuo pensiero, la parola, il ragionamento logico.La respirazione del Rebirthing integra sinergicamente questi tre componenti del tuo essere facilitandoti la consapevolezza del loro funzionamento attraverso l’esperienza diretta delle loro manifestazioni psico- energetiche.

La respirazione ti “affina” da una parte i cinque sensi, che attraverso il corpo decodificano informazioni sulla realtà, e dall’altra le capacità propriocettive che ti segnalano informazioni su ciò che il tuo corpo “sente dall’interno”.

La respirazione amplifica la tua attenzione alle emozioni , ai pensieri, alle sensazioni fisiche, a come, quando e “dove” si manifestano, dandoti l’ opportunità di riconoscere sempre più velocemente la loro comparsa per scegliere coscientemente come canalizzarne l’energia.

Con il Rebirthing  ti “alleno” quindi all’”Attenzione Interna”. Con il Rebirthing  ti agevolo nella comprensione di quegli episodi della vita che non hai percepito positivamente e che ti hanno indotto a prendere delle decisioni negative su te stesso e sulla realtà.

Queste decisioni consce e/o inconsce hanno formato in te un sistema di difesa, che in gran parte è ormai obsoleto, perché le circostanze che ne erano all’origine non sono più attuali per te.

Sei diventato il prodotto di un sistema di difesa legato al passato che ti impedisce di vivere il presente in modo naturale e sereno. Proteggendoti dal dolore ti “proteggi”  dalla vita e dal piacere.

Se rivedi le decisioni da una nuova prospettiva favorevole, la carica vitale che liberi con respirazione, e le nuove conclusioni positive conseguenti, non ti suggeriranno più il ricorso al vittimismo ma favoriranno in te un attitudine libera e responsabile.

Con questa attitudine puoi rivisitare le difficoltà del passato e ti puoi riconciliare con esse, comprendendole e traendone degli insegnamenti.

Il Rebirthing é lo strumento di comprensione della tua vita, e in questo senso, i suoi risultati sono per te di carattere terapeutico.

 

 

 

Il Rebirthing è una tecnica bio-energetica- cognitiva

 

La scientificità del "metodo" Rebirthing/Breathwork

 

Gli studi e le ricerche di Richard Davidson, capo del dipartimento di psicologia  dell’Università del Wisconsin, hanno stabilito che il cervello, in determinati stati di coscienza, può modificare l’intera biologia dell’ organismo.

Durante gli stati meditativi, e il Rebirthing che è una “Meditazione nell’azione”, si formano un numero di anticorpi molto maggiore e diminuiscono significativamente i rischi correlati alle malattie psicosomatiche.

 

 

 

 

Il tuo stato di coscienza, quindi, modifica costantemente, attraverso il cervello, la materia vivente!

 

 

 

 

 

 

 

 

Le scienze cognitive, le tecniche orientali di Respirazione intensa e consapevole (il Rebirthing/Breathwork) e la meditazione, alla prova dell'esperienza

Le scienze della vita si sono molto evolute nel corso degli ultimi trent'anni. Fondamentale è lo studio della mente, della funzione cognitiva, degli affetti e dei fenomeni mentali correlati, in cui le scienze del cervello (o neuroscienze) svolgono un ruolo primario. Molte discipline focalizzano il loro interesse sulla natura della conoscenza, delle emozioni e dell'azione; queste includono le neuroscienze, la genetica molecolare, la psicologia sperimentale, l'intelligenza artificiale e la linguistica.Sono emersi vari significativi sforzi interdisciplinari, comprendenti scienza cognitiva, neuroscienza e neuroscienza affettiva. Queste nuove scienze interdisciplinari comprendono lo studio della mente come oggetto scientifico e hanno consentito alla scienza moderna di accostarsi a questa impresa con rigore e precisione.Grazie a queste ricerche la scienza si è andata gradualmente risvegliando a una tematica che, fino a poco tempo fa, sembrava 'non-scientifica': lo studio della coscienza stessa. Può uno studio scientifico della mente non considerare quella realtà che è sempre presente negli esseri umani, cioè la loro propria esperienza? Cos'è la coscienza? In che rapporto sta con altre capacità mentali generate dal cervello, come la visione, l'emozione, la memoria? Quanto flessibile è il potenziale del cervello nel soddisfare i bisogni umani in medicina e nell'educazione? E' stato evidenziato il fatto che lo studio del cervello e del comportamento richiede un complemento altrettanto disciplinato: l'esplorazione dell'esperienza stessa. Il Rebirthing/Breathwork é una straordinaria fonte di osservazioni e di esperienze riguardanti la mente umana. Queste conoscenze/esperienze sono un sorprendente complemento per la scienza.Mentre l'affinamento materiale dei metodi scientifici è impareggiabile negli studi empirici, il livello esperienziale della scienza occidentale è ancora immaturo in confronto alla lunga tradizione orientale di studio della mente umana che ha generato la tecnica del Rebirthing/Breathwork.Il luogo d'incontro naturale fra scienza e Rebirthing/Breathwork può essere una frontiera di ricerca.L'interesse sta nel comprendere come armonizzare gli elementi provenienti dall'esame interno dell'esperienza umana con la base empirica che la moderna neuroscienza cognitiva e affettiva può fornire.I resoconti in prima persona ottenuti mediante le tecniche di respirazione consapevole intensa e le pratiche meditative non sono una pura 'conferma' di dati che la scienza è comunque in grado di acquisire: essi ne sono invece un complemento necessario.Per esempio, negli attuali esperimenti che si servono dell'imaging del cervello per studiare i sostrati neurali delle emozioni e dell'attenzione, i dati empirici non sono interpretabili se non prendendo in considerazione le descrizioni raffinate dell'esperienza interna.Perciò possiamo prevedere che le scienze della mente si evolveranno in una forma di neuroscienza esperienziale, gettando un ponte sull'abisso che attualmente separa le descrizioni esterna e interna.

 

Il Rebirthing/Breathwork può considerarsi a pieno titolo appunto una neuroscienza esperienziale

fontana del respiro

 

 

 


Due implicazioni fra loro correlate del dialogo fra scienza e Rebirthing/Breathwork riguardano la nostra comprensione della flessibilità comportamentale e neurale e lo sviluppo di interventi specifici per la promozione del benessere psicologico e fisico. La scienza cognitiva e la psicologia moderne fanno determinate ipotesi riguardo alle norme che governano il funzionamento mentale e ai limiti entro cui un cambiamento di tale funzionamento è possibile. Nell'ambito cognitivo si ritiene che un essere umano non sia in grado di mantenere l'attenzione concentrata su un singolo oggetto per più di qualche secondo. Nell'ambito affettivo l'emozione della collera viene considerata come una reazione normativa che emerge naturalmente quando i nostri obiettivi sono impediti. Il Rebirthing/Breathwork mostra che entrambe queste assunzioni riguardo al ' modo di operare normale ' degli esseri umani sono errate e che con l'allenamento al Respiro (cioè durante la respirazione e il processo meditativo nell'azione) può prodursi un'evoluzione significativa di queste capacità.Tale prospettiva rimette in gioco alcune delle nostre convinzioni profonde sulla 'natura' del comportamento umano.Rebirthing/Breathwork specifica in dettaglio i metodi che permettono una tale evoluzione.
Questo terreno d'incontro può dunque fornire un impulso cruciale per il superamento della concezione occidentale della fissità delle funzioni mentali, sollevando nel contempo l'esigenza di nuove ricerche per esplorare la capacità di trasformazione di funzioni biocomportamentali ritenute un tempo elementi immutabili del nostro paesaggio mentale. La "tecnologia esperienziale" della respirazione consapevole, della meditazione e delle pratiche a essa correlate offerta dal Rebirthing/Breathwork sta avendo un impatto significativo sulla medicina moderna e sugli interventi psicoterapeutici.Gli effetti benefici di queste pratiche sulla salute e sul benessere mentale e fisico devono catalizzare nuove ricerche per analizzarne i meccanismi.Esiste ormai un evidenza scientifica su come i cambiamenti nel cervello influiscano sulla funzione immunitaria per effetto della respirazione consapevole del Rebirthing/Breathwork e delle pratiche di meditazione.Questi lavori contribuiscono alla reintegrazione del cervello nel contesto del corpo, mostrando come i mutamenti cerebrali abbiano effetti sul sistema immunitario, sul sistema nervoso autonomo e sul sistema endocrino, che sono tutti implicati nella salute e nella malattia.

 

Epistemologia

Le scienze della vita e la scienza cognitiva sono il più sottile punto di incontro fra Rebirthing/Breathwork, la meditazione e scienza per quanto riguarda le ricerche dettagliate, e possono avere una grande importanza anche a un livello più fondamentale, epistemologico. La raffinatezza filosofica delle concezioni orientali in merito all'utilizzo consapevole del Respiro, alla natura della realtà, alla percezione e alla logica esperibili nel processo respiratorio è tanto profonda quanto la sua base di osservazioni dell'esperienza umana. La tradizione orientale comprende varie nozioni, come identità designata, generazione codipendente e vacuità, che non hanno analogo nell'eredità filosofica dell'Occidente. La fisica moderna è il luogo dove questo tipo d'incontro è più visibile. Nella fisica è in corso una rivoluzione concettuale legata ai cosiddetti tentativi di unificazione, che mirano a mettere in rapporto il minuscolo universo della meccanica quantistica con quello della macrofisica e della gravitazione. Queste ricerche hanno allargato orizzonti epistemologici, legati, per esempio, all'origine dell'universo, al concetto di non-località, e al ruolo dell'osservatore in tutto questo. I fisici e i filosofi della scienza si stanno confrontando in preziosi scambi concettuali ed epistemologici con la tradizione orientale.

Vedi, a questo proposito, e per maggior approfondimento, l'articolo di copertina del numero di gennaio 1999 di GEO Magazine.

La respirazione del Rebirthing non  ha su di te solo positivi effetti psico-emozionali ma anche esiti fisiologici e  neuro- fisiologici importanti e benefici:

  1. elimini velocemente e profondamente le scorie metaboliche dalle cellule e dai liquidi organici.

  2. ti iper-ossigeni e aumenti così i tassi di concentrazione di ossigeno plasmatico e tissutale. Permetti così, grazie alla maggior bio-disponibilità di ossigeno a livello mitocondriale, una maggiore attivazione delle monoaminossidasi con conseguente inattivazione delle catecolamine endogene.

Questo  ti consente un miglior metabolismo della chimica cerebrale con effetti benefici sul tono del tuo umore!

 

 

La tua salute é connessa con la capacità del tuo corpo di trasformare l’energia nelle sue funzioni anaboliche e cataboliche; più velocemente ricostituisci i tessuti usurati, migliore sarà la condizione del tuo organismo.

 

E’ fondamentale il ruolo della respirazione nell’eliminazione dei metaboliti tossici dal tuo corpo:

 

Il tuo organismo adatta automaticamente il battito cardiaco al ritmo della tua respirazione. Esso può quindi beneficiare con tranquillità di una accelerazione del tuo cuore senza per questo produrre dei nuovi metaboliti che possano danneggiarlo, e questo concentrando semplicemente l’attenzione sulla respirazione e ampliandola più del normale. Quando la tua espirazione non è ne forzata ne prolungata, non c’è nessuna eliminazione eccessiva di CO2, fenomeno questo che causa l’iperventilazione. Questa respirazione la devi effettuare, nei primi tempi, in mia presenza affinché io possa spiegarti tutte le sensazioni che si possono manifestare. La mia presenza è necessaria per sostenerti a continuare a respirare quando le antiche memorie risalgono alla coscienza e interferiscono con il ritmo continuo del tuo respiro. Quando il tuo respiro avrà dissolto il vecchio “materiale emozionale”, allora la tua respirazione sarà fluida ed ininterrotta. La respirazione cosciente può cosi favorire il tuo riequilibrio psicosomatico. L’iper-ossigenazione elimina il CO2 , depura le tue cellule, la circolazione sanguigna è più intensa e il tuo organismo si rivitalizza.

 

 

 

 

         I processi di degenerazione cellulare, che sono la causa principale del tuo invecchiamento, 
rallenteranno notevolmente se praticherai quotidianamente questa respirazione!

 

 

 

 

 

 

 

 

L’iper-ossigenazione abbassa il tuo tasso di CO2 produce un alcalosi respiratoria (aumento del pH sanguigno) e incrementa l’attività della pompa diaframmatica consentendoti un maggior drenaggio di sangue nella cavità addominale.Considero ora il ph del tuo sangue e le sue variazioni per spiegarti il fenomeno della “catarsi emozionale” che la seduta di Rebirthing ti favorisce ed i benefici ad essa correlati.Il ph normale del tuo sangue ha un valore di 7.35 ed è suscettibile di variazioni comprese da 7.00 a 7.80. 

L’ equilibrio acido-basico è 7.00, la zona di acidità và da 0.00 a 6.99 e quella di basicità va da 7.01 a 14.00. Il tuo sangue ha quindi un ph normale leggermente basico, essendo questo di 7.35. 

Le facoltà normali di reazione del tuo organismo, comprese le scariche emozionali, vengono rallentate da un ph leggermente inferiore alla norma, 7.30-7.25, mentre vengono accelerate quando il ph sale leggermente, intorno ad un valore di 7.40, come benefica reazione della respirazione circolare del Rebirthing.

Crei così una base fisiologica ottimale per le “liberazioni emozionali”. Il tuo cervello si amplia e si contrae al ritmo della respirazione.L’iper-ossigenazione esercita un vero e proprio massaggio benefico della massa celebrale. La caduta del tasso di CO2 nel sangue favorisce una diminuzione considerevole (fino al 50%) del volume sanguigno cerebrale per vasocostrizione.La vasocostrizione celebrale ti fa diminuire la pressione intra-cranica, in particolare sul cervello limbico, questo spiega perché l’iperossigenazione ti favorisce:l’annullamento del controllo cosciente della corteccia sui cervelli arcaici (limbico e rettiliano).

La conseguente liberazione delle pulsioni naturali e istintive, delle emozioni “bloccate” e dei ricordi rimossi.

Lo spontaneo re-equilibrio dei due emisferi celebrali con attivazione di quello destro, quello intuitivo,  sintetico,musicale, “ telepatico”, e analogico , poco utilizzato dalla nostra cultura alfa-numerica.

 

 

 

La pratica del Rebirthing

La respirazione del Rebirthing è circolare, ampia, cosciente e rilassata.Il tuo flusso respiratorio è profondo, completo ed ininterrotto mentre il  tuo corpo è in una condizione di riposo.L’inspirazione è profonda, veloce ma rilassata, l’espirazione avviene spontaneamente con il naturale afflosciamento della gabbia toracica, senza che l’aria sia spinta fuori o “accompagnata”.Il ritmo è continuo, dolce e privo di pause e/o apnee, crei un movimento respiratorio circolare e profondo. Una metafora visiva è quella del ritmico movimento delle onde che continuano fluidamente e senza pause a infrangersi sulla spiaggia.In condizioni normali e a riposo, i tuoi atti respiratori sono circa 12-16 al minuto e ti consentono lo scambio ad ogni respirazione di 500 cc di aria.Con la respirazione del Rebirthing ti è possibile invece inalare in un minuto una quantità d’aria molto maggiore!

 

 

 

La riabilitazione e il Rebirthing

a cura di Maria Giovanna Bambini, fisioterapista e rebirther

 

riabilitazione e rebirthing

 

 


In questi ultimi anni si sta affermando un nuovo concetto di riabilitazione. Essa infatti è sempre meno una 'tecnica' che interviene sull'uomo - macchina per riparare le funzioni danneggiate; sempre meno propone un trattamento specifico per ogni tipo di danno o di limitazione funzionale. Questa visione, di tipo meccanicistico, sta lentamente cedendo il posto ad una visione più olistica dell'uomo, che da uomo - macchina diviene uomo - sistema.
E' infatti consolidata la visione dell'uomo come soggetto unico e complesso, risultante dalle innumerevoli relazioni esistenti tra il sé fisico psicologico e sociale. Ciò ha permesso alla riabilitazione di "dialogare" con altre discipline (non solo di tipo medico) e da queste mutuare nuovi strumenti che hanno arricchito il 'fare' riabilitativo;il Rebirthing è una di queste discipline.Se dunque fino a qualche anno fa affiancare riabilitazione e rebirthing poteva sembrare un azzardo, oggi non è più così.Si può pensare al rebirthing come una 'tecnica' della riabilitazione respiratoria: questa si avvale del rebirthing per migliorare - riabilitare - le capacità respiratorie di un individuo. L'apparato respiratorio provvede allo scambio dell'aria dall'ambiente esterno ai polmoni e viceversa: permette quindi gli scambi gassosi a livello dei capillari sanguigni tra ossigeno e anidride carbonica. La riabilitazione respiratoria ha il compito primario di migliorare / ripristinare / rieducare la respirazione dell'uomo al fine di consentire che questi 'scambi' possano avvenire nel miglior modo possibile, per ottenere ciò si avvale di diverse tecniche, e il rebirthing può essere una di queste. I tre tipi fondamentali di respirazione - addominale, diaframmatica, clavicolare - vengono utilizzati in modo differente a seconda dell'obbiettivo del riabilitatore; nel rebirthing la respirazione è globale, agendo così su tutto il processo della respirazione, in modo fisiologico.


Questa è l'applicazione più diretta del rebirthing alla riabilitazione, ma non la sola.

Si può pensare al rebirthing e al suo effetto mio-rilassante, in quanto riduce le tensioni provocate dall'acidosi tissutale grazie ad una miglior ossigenazione del cervello e ad una stimolazione del circolo di ritorno con conseguente riflesso sul PH sanguigno.
Pertanto anche la riabilitazione ortopedica, la riabilitazione pre e post- operatoria possono trarne vantaggio, utilizzando il rebirthing come uno strumento da affiancare a tecniche più specificamente riabilitative, che potranno essere più incisive proprio grazie al rebirthing e al suo effetto sulle strutture muscolo-tendinee.Con l'obiettivo di distendere, di rilassare, ma anche di rendere la persona più consapevole di ciò che sta attraversando e poter così attivare tutte le sue energie nell'iter riabilitativo.
Sempre sviluppando l'aspetto della maggior consapevolezza, non solo di sé ma anche del proprio corpo fisico e delle sue funzioni, il rebirthing è un utile supporto alla rieducazione neurologica, dove spesso viene alterato il proprio schema corporeo e di conseguenza l'utilizzo - da parte del soggetto - di tutte le proprie capacità residue (principalmente di tipo motorio, ma non solo).Qualora la riabilitazione tradizionale si rivelasse particolarmente dolorosa il rebirthing può essere d'aiuto grazie alla sua azione sulla percezione del dolore (in presenza di dolore è difficile che una persona possa fare, o farsi fare, qualcosa senza attuare meccanismi di difesa poco utili - se non dannosi - al fine ultimo della riabilitazione.Queste sono solo alcune indicazioni di come il rebirthing può essere da supporto alla riabilitazione: rebirthing non solo per la sua azione sul sistema respiratorio, non solo come una 'tecnica' con precise indicazioni e controindicazioni, ma Rebirthing come Respirazione Consapevole, circolare e ininterrotta, che produce un ritmo armonico e continuo, che porta alla liberazione del respiro da limitazioni fisiche ma anche psichiche (e viceversa)."

 

Il Rebirthing per operatori sanitari

a cura della Dr.ssa Eve Jones, psicologa clinica

 

Sono lietissima di presentarvi una semplice tecnica che potrete insegnare ai vostri pazienti per agevolare la loro guarigione.Questa tecnica si è dimostrata efficace per una serie molto vasta di disturbi, tra cui non solo problemi mentali ed emotivi ma anche malattie fisiche acute e croniche.Il Rebirthing esercita il suo maggior effetto su 2 processi:

 

1. il ritmo al quale il corpo costruisce e mantiene sani i tessuti il ritmo al quale le scorie metaboliche vengono eliminate dalle cellule e dai fluidi del corpo.

2. La vitalità, o buona salute, è collegata al ritmo al quale il corpo fa circolare l'energia in queste funzioni anaboliche e cataboliche.

Più riusciamo a riparare o sostituire il vecchio materiale, più siamo sani. E quanto più in fretta eliminiamo le scorie prodotte da questo lavoro o dal deterioramento dei tessuti, tanto più facilmente il corpo si mantiene in ordine. Il 70% delle scorie viene eliminato con la respirazione e nelle nostre ricerche ci siamo accorti che la maggior parte delle persone non respira la maggior parte del tempo! Con il Rebirthing possiamo ottenere i benefici di un ritmo cardiaco accelerato senza produrre nuove scorie che il nostro corpo deve poi smaltire, semplicemente concentrando la nostra coscienza sul respiro e respirando con maggior pienezza.Il motivo per cui noi non respiriamo costantemente secondo il modello continuo è che ci aggrappiamo alle nostre reazioni emotivamente cariche, avendo paura di lasciarle andare come avviene nel corso della respirazione consapevole, perché (secondo quanto afferma Leonard Orr) le associamo alla sopravvivenza in seguito alle circostanze della nostra nascita, fatta di dolore, respiro trattenuto, impotenza, incoscienza, lotta. Per questo motivo è necessario che durante le prime sedute di Rebirthing sia presente un'altra persona principalmente per ricordare a chi respira di respirare allorché i vecchi imprinting riaffiorano alla coscienza ed interferiscono con il modello di respirazione continua. La respirazione circolare potrà così svolgere il suo compito di liberare il paziente dalla negatività, favorendo al tempo stesso guarigione e crescita. Il meccanismo che permette al respiro di aprire la coscienza del qui e ora ai vecchi imprinting non è stato ancora compreso. Forse è perché la respirazione circolare fornisce al cervello lo stesso ambiente che era prevalente in gran parte della gestazione, quando lo scambio placentare assicurava al feto un approvvigionamento continuo di ossigeno e la rimozione costante e rapida delle scorie. Forse la respirazione continua e profonda apre non solo lo spazio polmonare che il ricordo della paura aveva paralizzato, ma anche i capillari situati nella materia cerebrale profonda, nel sistema limbico.Quali che possano essere i meccanismi che agiscono nel Rebirthing, l'evidenza della sua efficacia è oramai diffusa.Le migliaia di persone che sono diventate rebirthers hanno aiutato altre migliaia di pazienti affetti da problemi fisici tra cui:allergie, ulcere duodenali o gastriche, problemi ai reni ed emicranie. acne, alcolismo, angina, anoressia nervosa, artrite, asma, bulimia, bronchite cronica, diabete, dipendenza da barbiturici, da caffeina, da nicotina, disturbi digestivi, disturbi mestruali, disturbi dell'apparato sessuale, ipertensione, obesità, problemi circolatori.Oltre a questa vasta serie di disturbi fisici il Rebirthing si è dimostrato utilissimo per ogni disturbo di tipo nevrotico o psicotico, producendo grossi miglioramenti nella personalità nel giro di poche sedute.Quanto ai miglioramenti della personalità prodotti anche da una sola seduta di Rebirthing, va accennato il fatto che spesso in chi respira si accendono antichi sentimenti religiosi o addirittura si sviluppa un nuovo atteggiamento spirituale.Perciò oltre a favorire benefici materiali per i pazienti, l'insegnamento della tecnica del Rebirthing può rivelarsi anche un utile strumento nella ricerca della pace e della felicità spirituale".

La Dr.ssa Eve Jones, diploma in chimica all'Università di Chicago, Master in Filosofia e Biologia generale, Dottorato in Psicologia clinica, ha insegnato per vent'anni a Los Angeles dove ha uno studio privato di psicoterapia.

 

Come il Rebirthing esplora ed integra il vissuto Prenatale

 

Dice Leonard Orr: "Lo scopo del Rebirthing è quello di farti ricordare il tuo Prenatale e farti rivivere il momento della tua nascita, del primo respiro e del trauma ad esso legato".

 

 

La respirazione circolare riproduce nel tuo cervello condizioni simili a quelle che erano presenti durante la gestazione, quando lo scambio placentare ti assicurava, quando eri un feto, l’ approvvigionamento continuo di ossigeno e la rimozione rapida e costante delle scorie, con un ritmo, appunto, circolare!

Questo è uno dei motivi per i quali la respirazione circolare può farti rivivere memorie pre o perinatali! Questa respirazione favorisce l’apertura dei tuoi canali sub-sensoriali inducendoti in stati regressivi ma coscienti. Oltrepassata la barriera iniziale della consapevolezza esterna ha luogo una fase spontanea di ritorno mnemonico a stadi anteriori della tua esistenza. Tutto ciò è determinato dalla dinamica dell’imprinting uditivo, lo stato prenatale in cui hai appreso i ritmi fondamentali della vita legati alla cadenza del respiro e ai battiti cardiaci accresciuti percettivamente dalla placenta di tua madre.

Gli stati di coscienza prenatali si trovano in una particolare zona del tuo inconscio. E’ una zona precedente allo stadio razionale e verbale; e si è sviluppata in una condizione sensoriale non paragonabile a quella dell’essere adulto. Questi stati di coscienza difficilmente riaffiorano alla tua consapevolezza perché sono diversi da tutte le tue esperienze successive. Per esplorare l’area prenatale, la base della tua vita psichica e fisica, ti sono necessari strumenti differenti da quelli che usi per indagare gli stadi successivi del tuo essere. Le tecniche respiratorie, sono in grado di superare l’ostacolo dovuto al diverso modo che hai avuto, come feto, di organizzare esperienze ed emozioni in essenza di una struttura logica.

Per entrare nel mondo emozionale di quando eri un feto, per essere in contatto con la manifestazione primigenia della tua vita, hai bisogno di uno strumento che sia diretta espressione delle tue forze vitali: Il Respiro.

 

respiro

 

Lo “schema prenatale” si manifesta nella  tua complessa costellazione psicosomatica, nei tuoi comportamenti, nella qualità delle relazioni. E’ la somma degli elementi emozionali e sensoriali di quando eri un feto nel tuo "universo amniotico", dei modelli neuro-fisiologici trasmessi da tua madre, dell’imprinting che hai ricevuto al momento della nascita.Il modello pre e perinatale ti accompagnerà per il resto della tua vita, condizionando il tuo carattere e la qualità della tua esistenza.I condizionamenti psicofisici  pre- e perinatali sono basilari perché si sono impressi nella parte più profonda del tuo essere.Le impressioni primordiali non sono mediate dalla tua struttura razionale e organizzata, e non le puoi quindi comprendere mentalmente.Sono “scolpite” nella regione più istintiva e antica della tua psiche, nella profondità dell’inconscio, dove sono “quasi” irraggiungibili.Il tuo impianto caratteriale profondo non può essere raggiunto attraverso un percorso razionale e logico.Il dolore non lo comprendi e non lo accetti con la ragione se appartiene all’area che precede lo stabilirsi delle tue strutture razionali capaci d’elaborazione.Gli elementi del Prenatale non li puoi realmente elaborare con l’aiuto della sola mente.Il Rebirthing è un potente mezzo per farti rivivere le emozioni della tua fase pre- e perinatale.La respirazione del Rebirthing ti evoca lo stato prenatale, perché il suono e i movimenti respiratori sono stati il più forte stimolo sensoriale che hai percepito nell’utero.Sono sensazioni che ti hanno accompagnato durante tutta la fase intrauterina e il loro ricordo ti influenzerà per l’intera esistenza.Hai appreso già nel grembo ad associare il respiro materno alla qualità delle emozioni.Questo modello ti ha accompagnato poi  per tutta la vita.È forse la più importante eredità del periodo prenatale.

Le madri dovrebbero sapere che il loro respiro, oltre che principale mezzo di comunicazione emozionale tra loro e il feto, influenzerà la configurazione respiratoria, e quindi caratteriale, del figlio quando egli sarà adulto.

Gli elementi negativi dello “schema prenatale” si manifestano nella tua vita adulta con comportamenti ripetitivi, incapacità a sviluppare le potenzialità, atteggiamenti difensivi, tendenza all’auto sabotaggio, e specialmente difficoltà relazionali.

Differenti approcci caratterizzano oggi le tecniche respiratorie e sono ormai molti coloro che le applicano, con finalità terapeutiche o di semplice sostegno, con ottimi risultati.

Ho incoraggiato diversi psicoanalisti, che ho formato alla tecnica del Rebirthing, a utilizzare  sessioni respiratorie con i loro pazienti in analisi,  i quali hanno ottenuto momenti di liberazione catartica che ha favorito l’emergere di materiale inconscio.

 

 

L’approccio respiratorio è utilizzato nella preparazione al parto. Lo studio e la pratica dei processi respiratori aprono un vasto campo di ricerca, con molte possibilità d’intervento per professionisti con la più diversa formazione. Grazie all’energia unificante del respiro colleghi le tue funzioni fisiologiche e psicologiche con l’esperienza prenatale e il tuo comportamento attuale.

L’ampliamento dell’area di conoscenza che ottieni ti consente  la comprensione dei livelli superiori dell’esistenza, là dove la tua realtà transpersonale e prenatale si congiungono in una sola unità.

L’utilizzo attuale delle tecniche respiratorie è quello olistico, in cui gli elementi corporei e psichici, sono visti come differenti aspetti di un’unica realtà psicosomatica.

 

 

Prove scientifiche dell'efficacia del Rebirthing

 

Esperimento eseguito da Antonio Valmaggia e dal Proff. Marco Margnelli (1) il 4 aprile 1996

 

 

rebirthing e scienza

 

rebirthing e scienza

 

Le due figure mostrano alcune fasi significative del tracciato grafico che riproduce le reazioni emozionali di una volontaria, che a tutela della sua privacy, chiamo "Raffaella", la quale si é sottoposta ad una seduta di Rebirthing con speciali sensori in grado di registrare diversi parametri.
Abbiamo monitorato in tempo reale la Resistenza Elettrica Cutanea (GSR) e la Frequenza Cardiaca.

Lo strumento permetteva di osservare le risposte emozionali di "Raffaella", i suoi battiti cardiaci, in tempo reale, durante la respirazione del Rebirthing e di registrare e successivamente rileggere e stampare tutti i dati registrati.

Abbiamo utilizzato due semplici sensori:il primo era basato su due sensori d'argento per misurare la Resistenza Cutanea;il secondo era un sensore di tipo fotopletismografico per la frequenza cardiaca.Entrambi si applicavano alla mano mediante due bande di velcron.

L'esperimento é perfettamente riuscito, specialmente grazie alla collaborazione di "Raffaella", la quale, nonostante l'artificiosità della situazione, é riuscita ugualmente a "lasciarsi andare" emotivamente durante la respirazione.

Ho potuto così dimostrare scientificamente, per la prima volta, che le emozioni suscitate dalla respirazione cosciente e circolare del Rebirthing sono reali, frutto dell'emersione di autentici e importanti vissuti e non "fantasie indotte da stati di auto-suggestione " come mi era stato obiettato, in modo più che legittimo, durante una mia conferenza dal più grande studioso e ricercatore italiano degli "stati di coscienza", il Proff. Margnelli, il quale ebbe modo di ricredersi proprio grazie a questo esperimento, dando prova di una lealtà intellettuale veramente rara.

Nel ricordare con grandissima stima la statura scientifica e morale di questo grandissimo ricercatore, non posso che rinnovare, con affetto, il mio accorato dispiacere per la Sua recente scomparsa.

 

 

Ricerca sugli effetti "curativi"del Rebirthing svolta presso il reparto di Pneumologia dell'Ospedale Monaldi di Napoli da A. De Falco e A. De Luca

(Dott. Arturo De Luca "Rebirthing la terapia della rinascita")

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Figura (1) Prevenzione media in 20 soggetti trattati con Rebirthing della risposta asmatica precoce e tardiva all'inalazione di un allergene

Figura (2) Inibizione di istamina e leucotrieni C4,D4,E4 in trenta soggetti sottoposti a Rebirthing per sequenze di 5 ore al giorno

 

Ricerca sull'incremento dei campi energetici umani effettuata a Varese presso il poliambulatorio medico Ariele da Antonio Valmaggia e dal Dott. Iatri con un prototipo della Camera Kirlian

 

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Figura (1) Alone energetico delle dita delle mani di un soggetto non sottoposto a Rebirthing

Figura (1) Alone energetico delle dita delle mani di un soggetto sottoposto a Rebirthing

 

la prima scoperta fu del Premio Nobel Dr. Otto Warburg, direttore dell'Istituto di Fisiologia Cellulare Max Plank, di Berlino. Egli confermò che la precondizione chiave allo sviluppo del cancro è una carenza di ossigeno a livello cellulare.

“… una respirazione sana e corretta dovrebbe essere la prima cosa che si insegna a un paziente cardiopatico". Uno studio olandese condotto dal Dr. Dixhoorn, confronta due gruppi di pazienti cardiopatici:

primo gruppo - è stata insegnata una respirazione affine a quella del Rebirthing;
secondo gruppo - non è stata data nessuna indicazione sul respiro;

nel primo gruppo nessuno ha avuto un secondo episodio cardiaco;
nel secondo gruppo il 60% dei pazienti ha avuto un secondo attacco nei successivi due anni”.

il Dott. Jack Shields, endocrinologo, ha condotto una ricerca sugli effetti della respirazione intensa sul sistema linfatico.Utilizzando microcamere all'interno del corpo, ha scoperto che la respirazione diaframmatica profonda (quella simile al Rebirthing) stimola la pulizia del sistema linfatico creando un effetto vuoto che risucchia la linfa all'interno del flusso venoso.In questo modo l'eliminazione di tossine aumenta fino a 15 volte!

un'elevata pressione arteriosa accompagna stati fisici caratterizzati da una respirazione veloce e superficiale.
Modificando questa respirazione con una piena, lenta e diaframmatica , la pressione sanguigna diminuisce notevolmente.

la respirazione controllata, ossia la tecnica adottata tanto dai maestri Yoga quanto dalle partorienti, è estremamente potente.
Esiste una quantità di dati da cui risulta che i cambiamenti nel ritmo e nella profondità della respirazione producono cambiamenti nel numero e nelle specie dei peptidi* che vengono rilasciati.
Portando questo processo a livello di coscienza o facendo qualcosa per alterarlo, o trattenendo il fiato o respirando molto in fretta, si ottiene che i peptidi si diffondano in tutto il liquido cerebrospinale nel tentativo di ristabilire l'omeostasi, ossia il meccanismo che serve a ristabilire e mantenere l'equilibrio.
E dato che molti di questi peptidi sono endorfine, cioè oppiacei naturali, insieme ad altre sostanze che alleviano il dolore, si ottiene ben presto una diminuzione del dolore o un incremento di benessere!
Quindi non c'è da stupirsi che tante tecniche, sia nell'antichità sia nella New Age, abbiano scoperto la potenza insita nel controllo della respirazione. Il legame peptidi-respirazione è ben documentato:in pratica tutti i peptidi che si trovano nell'organismo sono presenti nell'apparato respiratorio!
Questo substrato peptidico può fornire la spiegazione scientifica dei potenti effetti risanatori degli schemi di respirazione controllata.

*peptidi = ormoni, ovvero sostanze informazionali prodotte da tessuti corporei che vengono trasportati dalla circolazione sanguigna in altre zone al fine di ottenere modificazioni fisiologiche .
                                                                                               (Dott.ssa Candace B. Pert, 'Molecole di emozioni'  – Ed.Corbaccio)

 

"Il respiro come rimedio ansiolitico e miorilassante nelle somatizzazioni psiconevrotiche "

Ospito con piacere un intervento del Dr. Domenico Surianello, psicoterapeuta e ricercatore, con un breve saggio dal titolo :"Il respiro come rimedio ansiolitico e miorilassante nelle somatizzazioni psiconevrotiche "
Diversi Autori e psicoterapeuti del passato hanno già sperimentato con successo l'esercizio respiratorio , su pazienti affetti da disturbi d'ansia somatizzata.
AIGINGER faceva osservare che trattandosi di un esercizio volontario, controllando l'impulso nervoso proveniente dall'inconscio, esso può modulare il controllo della tensione dei muscoli diaframmatici. Attraverso la tensione e il rilassamento del diaframma, tale esercizio attenua la tensione dei muscoli sopra e sotto diaframmatici.
SCHULTZ ha dato grande importanza alla funzione respiratoria come esercizio base nell'introduzione della tecnica del training autogeno. Secondo l'Autore, una buona respirazione, associata alla concentrazione mentale, facilita il rilassamento muscolare.
Dal canto suo JACOBSON nel rilassamento progressivo la indicava come prima tappa per giungere alla concentrazione mentale sul corpo. Secondo quest'ultimo, l'esercizio respiratorio migliora la percezione della tensione e della distensione dei muscoli striati.
DE AJURIAGUERRA , utilizzando la tecnica della respirazione addominale, faceva notare che soggetti con disturbi tonico-psico-affettivi trovavano il controllo delle loro reazioni impulsive. Introducendo la tecnica della psicoterapia a breve termine, egli descriveva due gruppi di soggetti come possibili beneficiari.

Nel primo gruppo inseriva gli iperemotivi con reazione vegetativa variabile e instabile, sempre in attesa di un pericolo. Questi sono soggetti che presentano disturbi comportamentali di tipo isterico o isteroide.
Nel secondo gruppo collocava i tonico-caratteriali con pulsioni aggressive. Questi pazienti sentono la propria aggressività nel corpo di coloro verso i quali è diretta.
L'aggressività non la esternano, la introiettano, la spostano sul piano viscerale. L'aumento della tensione nel corpo di questi soggetti provoca modificazioni viscerali.
Altri Autori, europei e statunitensi, mediante l'utilizzo della respirazione diaframmatica addominale allenano pazienti all'osservazione delle funzioni del proprio corpo.

Alla luce dell'esperienza dei diversi Autori, la psicoterapia a breve termine, mediante l'utilizzo dell' esercizio respiratorio , è da ritenersi utile per la risoluzione rapida dei disturbi somatizzati negli organi sopra e sotto diaframmatici.
Gli effetti della compressione e della decompressione, prodotti dall'atto respiratorio, consentono di intervenire per modificare l'attività degli apparati respiratorio, cardiovascolare, digerente, ed urogenitale.
La fase inspiratoria esercita una spinta attiva sul diaframma e passiva sui muscoli addominali.
Viceversa, nella fase espiratoria una spinta attiva avviene sui muscoli addominali e passiva sul diaframma.
Con questa attività meccanica si sviluppa un esercizio ginnico-fisico vero e proprio su tutti gli organi toraco-addominali.
L'allenamento consente ed obbliga gli organi addominali al mantenimento della forma anatomica, a migliorare la loro fisiologia e ad occupare lo spazio topografico di pertinenza.
L'esercizio richiede una frequenza giornaliera, con un tempo medio consigliato di cinque minuti all'inizio e cinque minuti alla fine della giornata.
Nella seduta serale, è utile un intervallo di almeno trenta minuti tra la fine dell'esercizio e l'inizio del riposo.
Questo spazio di tempo consente al rene di filtrare gli elementi di rifiuto mobilizzati e riversati nel torrente ematico, proprio durante tale attività ginnico-fisica. Altrimenti, se il rene non ha il tempo di filtrare, i rifiuti tornano a depositarsi negli organi di provenienza.

Effetti sull'apparato respiratorio

L'uomo alla nascita respira mediante l'utilizzo dei movimenti dei muscoli addominali. Successivamente, per motivi ambientali e di cultura, passa alla respirazione toracica. Il ripristino della respirazione originaria è l'obiettivo della respirazione diaframmatica. L'allenamento consente di migliorare ed aumentare la capacità respiratoria.Tale capacità della respirazione toracica è di circa un litro, mentre quella diaframmatica addominale può superare i quattro litri. Inoltre, la toracica richiede sedici-venti atti respiratori al minuto quella addominale, massimo, sei-otto.
L'aumento della capacità respiratoria migliora lo scambio gassoso, O2-CO2 e le numerose attività delle cellule epiteliali degli alveoli e dell'intero albero bronchiale.Distacca e rimuove le sostanze di rifiuto dalla superficie alveolare, facilitando anche la loro l'eliminazione.L'atto respiratorio ha inizio con la modifica del ph ematico, quando la CO2 raggiunge il livello percettibile dai recettori specifici scatta l'impulso in direzione dei muscoli respiratori.

Effetti sull'apparato cardiovascolare

In soggetti con disturbi di tipo tonico-caratteriale è un ottimo esercizio nel controllo e nel dominio delle tachicardie.La riduzione delle pulsazioni e il miglioramento del ritmo cardiaco sono l'effetto benefico dell'aumento della capacità respiratoria.
Inoltre, il miglioramento della respirazione delle cellule nervose delle aree cerebrali specifiche consente un maggiore controllo su tutto l'organismo.

Effetti sull'apparato digerente

La diade tensione-distensione prodotta dal movimento respiratorio, mediante la tecnica di inspirazione e pausa-espirazione e pausa, apporta dei benefici sull'intero tubo digerente.
L'esercizio interviene sul vago migliorando gli effetti nervosi del simpatico e del parasimpatico e di tutta la parte neurovegetativa degli organi addominali.
Migliora la digestione, l'assorbimento delle sostanze alimentari e il transito del contenuto intestinale, agevolando, appunto, l'attività peristaltica.
Questo miglioramento dell'attività gastrica consente di evitare l'erosione della parete dello stomaco e le formazioni ulcerose dello stesso e del duodeno. Si evitano anche costipazioni e diarree.

Effetti sul fegato e sul rene

La corretta compressione e decompressione mirata sul basso ventre consente di evitare la formazione di calcoli nel fegato. L'esercizio provoca il rimescolamento continuo del secreto epatico ed impedisce l'aggregazione degli eventuali cristalli precipitati. Come sappiamo, il ristagno della bile nei dotti epatici, nel coledoco e nella colicisti, in soggetti predisposti, può dare origine a formazioni aggregative. Parimenti lo stesso procedimento con gli stessi meccanismi si può verificare a carico dei reni, dei calici e della vescica urinaria.
Esercizi stabili, della durata di cinque minuti, mattina e sera, possono essere la terapia alternativa a quella farmacologica nei soggetti predisposti a formazioni calcolose.

 

 

 

Marco Margnelli

(1) Il Proff. Marco Margnelli era presidente della Sissc (Società italiana per lo studio degli stati di coscienza).
Neurofisiologo di fama internazionale ha lavorato negli anni Settanta presso il Centro Nazionale delle Ricerche per poi dedicarsi alla ricerca e all'attività privata.
È stato, a mio parere, il massimo studioso italiano e tra i massimi al mondo, degli "stati di coscienza", con particolare attenzione alla loro psicofisiologia.Grande studioso di estasi mistiche cristiane, nel corso della sua attività ha effettuato relazioni scientifiche sulle apparizioni di Medjugorje, e tra il 1985 e il 1991 sulle apparizioni mariane segnalate a Oliveto Citra, Casavatore, Belluno, Sofferetti, Pederobba, Borgosesia, Gorizia, Pescara, Schio e Vicenza.Nel 1987 ha fondato, con Giorgio Gagliardi, il "Centro studi e ricerche sulla psicofisiologia degli stati di coscienza" con lo scopo di creare un organo di ricerca specializzato nello studio della coscienza normale e modificata.Nel 1990 ha contribuito alla nascita e al successivo consolidamento della Società italiana per lo studio degli stati di coscienza, alla quale è stato fino agli ultimi giorni di vita è rimasto particolarmente legato e in cui si è distinto per i costanti stimoli di ricerca, pubblicando tra l'altro resoconti delle sue ricerche sulla rivista Altrove.
Tra i suoi libri più recenti: "Natura e struttura di alcuni stati di coscienza (sonno, sogni, sogni lucidi, stati ipnotici, estasi" e con le Edizioni Segno "Le sigmate (isterismo e stigmate, suggestionabilità e stigmate...)" e "Il corpo e l'estasi (psicofisiologia dell'estasi mistica, simulazioni, neuroscienze...)".

 

 

I Benefici della respirazione del Rebirthing  

il cervello sotto l'effetto del rebirthing

 

 “Il cervello, in determinati stati di coscienza, può modificare l’intera biologia dell’ organismo.

 Durante gli stati indotti dal Rebirthing si formano un numero di anticorpi molto maggiore e diminuiscono      significativamente i rischi correlati alle malattie psicosomatiche. Il nostro stato di coscienza, quindi, attraverso la pratica del Rebirthing, modifica costantemente, attraverso il cervello, la nostra materia vivente!”

 

 Dr. Richard Davidson,

capo del dipartimento di psicologia  dell’Università del Wisconsin

 

 

 

La respirazione del Rebirthing armonizza la mente con il corpo e ti apre alla maestria del rapporto con te stesso e con il mondo.

Benefici fisici

Migliora la capacità respiratoria e vitale; rafforza il sistema immunitario e dona un maggior equilibrio neuro-psico-endocrino. Riduce la fatica e lo stress, libera le tue energie latenti e accresce lo stato di vitalità mentale, favorisce l'azione dei processi di disintossicazione: uno studio indica che il 70% delle tossine del corpo vengono rilasciate nell'espirazione! La respirazione del Rebirthing attiva il meccanismo delle endorfine, l'ormone della felicità, e riduce la presenza delle catecolamine, l'ormone dello stress; crea rilassamento psicofisico, stato di benessere generale e senso di pienezza e di soddisfazione. La respirazione profonda massaggia e tonifica gli organi interni ed i muscoli addominali e ti prepara all'attività neuromotoria;migliora la capacità percettiva corporea aumentando la sensibilità tattile ed il piacere sessuale.

 

Benefici mentali, emozionali e spirituali

"Ogni cambiamento dei nostri stati mentali è riflesso nel respiro e poi nel corpo. Tale fenomeno funziona anche all'inverso: cambiando gli schemi di respirazione viene allo stesso modo alterato anche lo stato emotivo".                                                                             Dott. Deepak Chopra

La respirazione del Rebirthing ti libera dalle tensioni emotive e bio-energetiche facilitandoti la guarigione di:
-ansia
-depressione
-attacchi di panico


Vai oltre i confini della mente, contatti il "Sè superiore", il centro supercosciente e trascendente che esiste in te, ottieni "centratura" e sicurezza raggiungendo profonde esperienze di risveglio e di trasformazione.
Ti liberi dai condizionamenti e dai traumi inconsci e acquisisci modelli di comportamento di successo nelle tue relazioni interpersonali eliminando quelli inconsci che ti sabotavano.  Comprendi i meccanismi mentali causa di sofferenza che ti impediscono di vivere nel "qui e ora" godendo pienamente la vita e puoi così riscoprire il senso dell' esistenza e la realizzazione personale.

 

mente conscia e inconscia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante la fase respiratoria del Rebirthing la mente conscia, la punta dell'iceberg, si "amplia" e scende verso il basso espandendosi e penetrando in alcuni "territori" dell' inconscio, rivelando per la prima volta alcuni contenuti nascosti alla coscienza. 

Dal famosissimo centro di ricerca di Esalen, Big Sur (California), arriva l’ennesima conferma dell’importanza e dell’utilità del "respiro circolare".

"La respirazione circolare è uno strumento di grande importanza, perchè l’unione ininterrotta dell’inspirazione-espirazione-inspirazione potenzia il flusso dell’ossigeno e dell’energia che scorre nel corpo, rigenera e produce una profonda armonizzazione energetica.

Il primo risultato della pratica della respirazione circolare si produce sul piano fisico, con lo scioglimento delle contratture muscolari e dei sintomi dolorosi ad esse connessi.

Inoltre stimola la circolazione sanguigna e quella linfatica. Guardando il fenomeno in chiave psicosomatica, se la muscolatura si rilassa qualche cosa avviene anche a livello delle sensazioni e delle emozioni: dalla vera e propria "scarica catartica" all’altrettanto importante fluidificazione degli stati emotivi prima stagnanti.

Anche la mente si alleggerisce, si acquieta, si armonizza con gli altri livelli. Un grande vantaggio che l’esperienza del respiro circolare offre è di sperimentare la diversità e il benessere prodotti dal vivere in un corpo rilassato, tra emozioni fluide e pensieri non duali: provato una volta, viene voglia di riprovarci ancora e, perché no, di imparare a vivere in questo stato."

                                                                                     (Tratto da "Esalen Institute Magazine", gennaio 1999)

 

 

Il Rebirthing utilizza due tecniche: una fisica e una mentale

 

La tecnica fisica: la respirazione cosciente

 

Respiri profondamente in modo circolare e consapevole nel silenzio di un luogo confortevole, sdraiato e rilassato per un tempo di 40-60 minuti. Respirando così la tua mente conscia ed inconscia iniziano a “comunicare”. L’ansia si dissolve, contatti il tuo Sè e ti liberi di emozioni e di pensieri nascosti che limitavano la tua vita.

 

La tecnica mentale: l’utilizzo consapevole del potere cognitivo-creatore del pensiero

“Come tu pensi nel tuo intimo, così tu sei” (Gesù di Nazareth)

La realtà che percepisci non ha altro significato che quello che gli dai.
L’origine di questo significato è nell’interpretazione che hai dato al tuo vissuto, dal concepimento fino ad oggi. Grazie alle tecniche della consapevolezza del potere cognitivo-creatore del pensiero diventi cosciente delle percezioni e delle convinzioni che creano la tua realtà e integrandole il tuo mondo “interiore” si trasforma.

 

 

Anatomia e Fisiologia della Respirazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tuo cervello consuma il 25% di ossigeno del fabbisogno totale del tuo corpo. Quando eri bambino arrivavi a consumarne quasi il 50%! L’aria che inspiri contiene il 21% di ossigeno, il 78% di azoto e una quantità trascurabile di altri gas tra cui una percentuale irrilevante di anidride carbonica. L’aria che espiri contiene invece il 14% di ossigeno, sempre il 78% di azoto e il 5,6% di anidride carbonica.

La tua respirazione avviene grazie alla posizione inclinata delle tue costole, posizione che permette loro di essere sollevate, quindi di espandere la gabbia toracica (inspirazione), o di essere abbassate (espirazione). 

Il movimento involontario delle costole avviene grazie all'azione dei tuoi muscoli respiratori (diaframma, intercostali esterni ed interni) coordinati dai neuroni del sistema nervoso centrale. Complessi meccanismi nervosi, situati nei centri vegetativi bulbari e alveolari, regolano il tuo ritmo respiratorio in funzione della concentrazione nel tuo sangue di anidride carbonica e ossigeno La respirazione è l'insieme dei processi che ti assicurano l'apporto di ossigeno alle cellule del tuo organismo.

Questi comprendono:

-l 'immissione dell'aria all'interno dei polmoni con l'atto inspiratorio;

-il passaggio dell'ossigeno dagli alveoli polmonari al sangue;

-il trasporto dell'ossigeno, tramite il flusso circolatorio, fino ai tessuti dell'organismo;

-l 'utilizzazione dell'ossigeno per lo svolgimento dei processi metabolici da parte delle strutture cellulari e la produzione di anidride carbonica ed acqua quale risultato finale di questi processi;

-il passaggio dell'anidride carbonica nel sangue ed il suo trasporto fino ai polmoni;

-la diffusione dell'anidride carbonica dal sangue negli alveoli polmonari;

-l 'emissione del gas verso l' esterno attraverso l'atto espiratorio.

 

La respirazione è il ciclico alternarsi delle fasi del tuo respiro:inspirazione ed espirazione.

Il meccanismo fisiologico del respiro si attua con la contrazione dei tuoi muscoli respiratori volontari e con il ritorno elastico della struttura polmoni-cassa toracica.I tuoi muscoli respiratori volontari sono principalmente inspiratori.

Con la loro azione determini un innalzamento ed allargamento della gabbia toracica, provocando quindi la diminuzione della pressione all'interno degli alveoli polmonari, l'aria viene così aspirata all'interno degli alveoli stessi attraverso le vie aeree superiori.


Muscoli inspiratori:

-il diaframma, (che è in assoluto il più importante!) è un estesa lamina muscolo-tendinea curva a concavità inferiore, che chiude in basso la cavità toracica e che, grazie alla sua contrazione, si sposta verso il basso appiattendosi e determinando l'ampliamento della gabbia toracica;

-i muscoli intercostali esterni; 

-i muscoli sternocleidomastoidei;

-i muscoli vertebrali.

 

Con l’ispirazione aumentano i diametri antero-posteriori e traverso del torace con la contrazione dei muscoli intercostali esterni che spostano le costole e lo sterno in fuori e in alto. Aumenta anche il diametro verticale grazie al diaframma che si contrae  abbassandosi.L’aumento della capacità toracica determina un ulteriore diminuzione della pressione esistente nella cavità pleurica ( da – 2 a –6 mm Hg ) che fa tendere ed espandere i polmoni.

 

Con l’ espirazione   invece diminuiscono i diametri antero-posteriore e trasverso del torace grazie al rilascio dei muscoli intercostali esterni che spostano le costole e lo sterno in dentro e in basso. Diminuisce intanto il diametro verticale grazie al diaframma che si rilascia sollevandosi.

La diminuzione della capacità toracica determina un abbassamento della pressione nella cavità pleurica (da -6 a -2 mm Hg) che fa retrarre i polmoni.

I muscoli espiratori svolgono comunque una azione di minor importanza rispetto agli antagonisti, in quanto l'espirazione è soprattutto un fenomeno passivo dovuto al ritorno elastico della gabbia toracica e dei polmoni dopo il rilasciamento dei muscoli inspiratori.È comunque possibile (ma sconsigliata!) una espirazione forzata con l'intervento dei muscoli espiratori che sono:

-i muscoli intercostali interni la cui contrazione abbassa le costole;

-i muscoli addominali che contraendosi aumentano la pressione intra-addominale spostando in alto il diaframma e abbassando la gabbia costale, riducendo di conseguenza il volume del torace.

 

La regolazione del ritmo respiratorio avviene fisiologicamente ad opera del centro respiratorio ubicato nella sostanza reticolare del tronco encefalico, dove due gruppi neuronali, uno inspiratorio e l'altro espiratorio, mantengono un sistema ritmico automatico circolare di attivazione ed inibizione.

Questo automatismo è modificato da vari impulsi afferenti al centro respiratorio celebrale e che provengono da:

- chemio-recettori centrali, situati nel pavimento del IV ventricolo:questi recettori rispondono a variazioni del pH del liquido cefalorachidiano, l'acidificazione provocherà iperventilazione mentre l'alcalinizzazione determinerà depressione del centro respiratorio;

-chemio-baro-recettori periferici, situati nei glomi aortico e carotideo:sono sensibili alla pressione parziale di ossigeno (paO2), alla pressione parziale di anidride carbonica (paCO2) del sangue arterioso, al pH ematico, alla pressione sanguigna;

-altre zone cerebrali sia volontarie (controllo volontario del respiro) che involontarie e vegetative (alterazioni legate a situazioni emozionali od a riduzioni del volume ematico);

-polmoni: normalmente impulsi inibitori di protezione per presenza di gas irritanti o per sovradistensione del parenchima polmonare.

 

 

 

 

Quando respiri normalmente, 12-16 atti respiratori al minuto, se sei a riposo, inali 500 cc di aria, quando invece respiri con la respirazione del Rebirthing puoi inalare un quantitativo di aria enormemente maggiore!

 

  Ispirazione Espirazione
RESPIRAZIONE NORMALE

Contrazione di:

- Diaframma

- Intercostali esterni

Rilassamento di:

- Diaframma

- Intercostali esterni

 

 

 

 

RESPIRAZIONE DEL REBIRTHING

-    Contrazione di:    

  • Diaframma

  • Intercostali esterni

  • Sopra e Sottoioideo

  • Scaleno anteriore, medio e superiore

  • Sternocleidomastoideo (capo sternale e clavicolare)

  • Succlavio

  • Elevatori delle coste (o sopracostale)

  • Piccolo pettorale

  • Gran pettorale

  • Ileocostale del collo

  • Elevatore della scapola

  • Trapezio

  • Dentato posteriore superiore

  • Gran dentato

  • Gran dorsale

      Rilassamento di:

  • Diaframma

  • Intercostali esterni

  • Trasverso dell'addome

  • Obliquo esterno

  • Obliquo interno

  • Retto dell'addome

  • Triangolare dello sterno

  • Dentato posteriore inferiore

  • Quadrato dei lombi

 

 

L'importanza del diaframma

 

Il tuo diaframma può compiere  18 escursioni al minuto, per un totale di ben 25.920 nell'arco delle 24 ore! Questo muscolo, che malgrado la sua ridotta superficie, è il più energico del tuo corpo, si comporta come una perfetta pompa, che abbassandosi comprime il fegato, la milza, e l'intestino, cosi che tutti i vasi sanguigni  e linfatici dell'addome, spingono la circolazione verso il tuo torace.E' il tuo“secondo cuore” venoso.Nonostante il numero dei movimenti del tuo diaframma è pari al 25% dei battiti cardiaci, il suo sforzo emo-dinamico è molto superiore, in quanto la superficie respingente risulta essere più ampia di quella del cuore. Unica sede del metabolismo generale, ovvero dove si compie la trasformazione delle sostanze nutritive assimilabili destinate alle cellule, il tuo diaframma è un potente “motore” impegnato nella nutrizione del tuo organismo.

Il tuo diaframma, comprimendo sistematicamente il fegato, facilita e dirige il flusso della bile, garantendo la circolazione sanguigna del fegato e agendo indirettamente su tutte le sue cinque funzioni:

  1. funzione glicogenica

  2. funzione uricopoietica

  3. funzione antitossica

  4. funzione lipopessica

  5. funzione proteopessica.

 

L'attività del tuo diaframma è di fondamentale importanza per tutta la fisiologia epatica. Migliorando le funzioni del diaframma, migliorerai sempre le funzioni del  tuo fegato.Con la respirazione del Rebirthing incrementi notevolmente la potenza, l'ampiezza,l'elasticità e la salute del  tuo diaframma con i enormi benefici per tutto l'organismo!

 

Le respirazione

 

 

Possiamo così sintetizzare i diversi tipi di resspirazioni:

Con la respirazione del Rebirthing hai la  respirazione totale, tutte le parti dei tuoi polmoni sono coinvolte al massimo delle loro potenzialità!Comunque la respirazione migliore per le normali funzioni quotidiane è la respirazione diaframmatica.In questa respirazione l’espansione polmonare è focalizzata sulle aree più basse del tuo  polmone, quelle correlate alla forza di gravità.In esse lo scambio di ossigeno avviene in modo più efficiente.Il diaframma assolve le sue funzioni in modo ottimale. Oltre a fornire il modello respiratorio più efficiente, il diaframma nel contrarsi, spinge gli organi addominali in basso e in avanti, e questo massaggio ritmico comprime delicatamente gli organi addominali favorendo la circolazione. Inoltre la respirazione diaframmatica è un potente strumento terapeutico nel trattamento di diverse anomalie.L’ipertensione risponde favorevolmente ad un regime quotidiano di respirazione diaframmatica. 

Con la respirazione addominale ottieni contemporaneamente molti scopi: 

-attivi le funzioni degli organi toraco-addominali: polmone, cuore, fegato, pancreas e milza;

-eserciti una forma di auto-massaggio interno su tutti i visceri: esofago, stomaco, intestino tenue crasso, vescica e colecisti;

-eserciti inoltre benefici effetti sulle dinamiche pressorie toraciche ed addominali, sulla colonna, sulla circolazione linfatica, venosa ed arteriosa e sulla psiche.

 

A differenza di tutti gli altri processi essenziali per la vita  la respirazione è una attività semi-automatica, semi-volontaria: normalmente avviene senza la tua partecipazione cosciente ed in modo autonomo ma puoi intervenire con una azione cosciente per modificarne il ritmo, la profondità.

 

 

 

Rebirthing come Educazione Respiratoria

 

Il Rebirthing è anche Educazione Respiratoria in quanto ti permette di:

 

Alcuni Esercizi di Educazione Respiratoria

 

L’azione respiratoria del Rebirthing coinvolge tutto il  tuo busto:il cingolo scapolo-omerale, la gabbia toracica, la colonna vertebrale e l’addome.

Queste parti funzionano insieme e/o in maniera autonoma. Si possono eseguire differenti esercitazioni su diversi aspetti dell’atto respiratorio:

La respirazione è un processo involontario, puoi intervenire su di essa volontariamente modificandone i parametri di ampiezza, intensità e frequenza.La possibilità di effettuare una corretta tecnica respiratoria è collegata alla tua capacità di rilassamento.ll rilassamento diminuisce le sollecitazioni ai centri nervosi superiori che agiscono proprio sul centro respiratorio.È importante che la tua respirazione, almeno in questa fase, avvenga sempre con il naso.

Infatti nell’inspirazione, la particolare forma dei turbinati nasali permette un ampio contatto dell’aria con le mucose del naso, fortemente irrorate dai capillari sanguigni.Inoltre viene umidificata dal muco. I peli nasali fungono da filtri mentre il muco è un ottimo battericida.Nell’espirazione con il naso espelli le impurità bloccate all’interno e utilizzi l’umidità e il calore presenti in quest’aria per l’inspirazione successiva.

 

Posizione del corpo negli esercizi respiratori

Nel decubito supino:

 

Sensibilizzazzione Anatomica e Funzionale

 

Sono questi degli esercizi di coordinazione segmentaria localizzata con contemporanea respirazione.Ti consentiranno una maggiore efficacia degli esercizi respiratori.

 

Capo e collo:

Spalle e arti superiori:

Gabbia toracica e rachide:

                                                                                                                 -portando una mano sul petto e l’altro braccio avanti a palme in alto.

 

 

  

Addome (muscolo diaframma e trasverso):

 

Consapevolezza del respiro

 

 

Lavora nelle fasi di inspirazione ed espirazione.

La posizione migliore è  sempre quella supina, ginocchia flesse con i piedi a terra, una mano sul petto e l’altra sull’addome. Gli occhi chiusi ti facilitano il rilassamento e la concentrazione.

 

Profondità  del Respiro

 

Agisci sulla profondità inspiratoria o espiratoria:

 

Percezione della localizzazzione  del Respiro

 

Spesso limiti la respirazione solo ad una sezione della gabbia toracica per cui viene a ridursi la ventilazione completa e la mobilizzazione di tutte le strutture anatomo-funzionali che in essa sono parte attiva.

 

La respirazione fisiologica, se sei tranquillo, è sempre addominale .

 

La posizione che ti consiglio è  sempre quella supina, ginocchia flesse e piedi a terra, una mano sull’addome e l’altra lateralmente sulla regione bassa della gabbia toracica .

 

Non devi  mai forzare ma devi respirare in modo rilassato.

La pratica del Rebirthing in acqua

 

Posso farti sperimentare il Rebirthing nell’acqua calda e  nell’acqua fredda.Il Rebithing nell’acqua lo effettui immergendoti completamente e respirando con un boccaglio e una pinza per il naso,  mentre ti sostengo e ti assisto. (Vedi foto)

 

rebirthing in acqua

 

I 4 benefici che ottieni dalla respirazione in acqua:

  1. Maggiore espansione della coscienza grazie all’isolamento sensoriale.

  2. Emozioni più legate al ricordo della tua vita intrauterina e della nascita: calore, sensazione di galleggiamento e di pace “oceanica” come nel liquido amniotico.

  3. Eccellente concentrazione sulla tua respirazione grazie all’impossibilità di dialogare.

  4. Maggiore attivazione emozionale  e rilassamento conseguente più profondo.

 

La temperatura

 

La tua pelle possiede un senso tattile (contatto/pressione), uno dolorifico e uno termico (caldo/freddo). E’ di quest’ultimo che mi occuperò ora per spiegarti alcune cose.
Le differenze di temperatura sono percepite dal tuo corpo attraverso sensori specifici distribuiti sulla pelle: quelli del caldo sono circa 30.000 (1-2 per cm2), quelli del freddo sono invece sono 300.000 (10-12 per cm2). 
I tuoi termorecettori sono costituiti da terminazioni nervose situate a due decimi di millimetro sotto la cute. Hai due tipi di sensori: uno per il caldo e l’altro per il freddo.Nonostante siano sparsi su tutta la superficie cutanea, ci sono zone che presentano una ricettività maggiore e quindi una sensibilità più spiccata.

I tuoi termorecettori non si comportano come termometri, in quanto più che la temperatura in senso assoluto rilevano le sue variazioni. Un repentino abbassamento della temperatura esterna ti provoca una sensazione di freddo e un innalzamento brusco invece una sensazione di caldo.

E’ solo una questione di adattamento (se passi per esempio da una temperatura di 10° a una di 13° hai una sensazione di caldo, ma se passi da 40° a 37° ne hai una di freddo!). Questo perché i tuoi recettori ti inviano delle indicazioni relative allo stato momentaneo dei tuoi organi di senso.

Per esempio la sensazione di freddo che provi alla zona addominale entrando in acqua fredda dipende solo in parte dalla temperatura dell’acqua; è più importante la differenza di temperatura tra la tua pelle e quella dell’acqua.

Le tue gambe avvertono meno questi cambi di temperatura rispetto all’addome perché la temperatura cutanea degli arti è inferiore.

I termorecettori del tuo corpo entrano in equilibrio con l’ambiente, fornendo una sensazione di benessere quando possono gestire temperature comprese tra i 20° e i 40°. Sotto i 20° in acqua hai una sensazione di freddo continuo!

 

respiro consapevole in acqua

 

 

La seduta in acqua calda

 

Ti farò respirare per 45-60 minuti a una temperatura di 38°, che è quella che hai percepito quando eri nell’utero di tua madre, e ciò ti consentirà, rispetto a quella a “secco”, un rilassamento maggiore e delle esperienze emotive più dolci e intense.

Il caldo ti evocherà inoltre sentimenti riconducibili all’accettazione, alla protezione, all’accoglienza, al nutrimento e alla vita.

 

seduta di gruppo di rebirthing in acqua

 

La seduta in acqua fredda

 

Ti farò respirare, per 20-30 minuti, a una temperatura di 18° circa, e ciò ti stimolerà il risveglio e la risoluzione delle paure, della rabbia e dell’ ”anestesia emozionale”. Durante la seduta in acqua fredda, il tuo probabile disagio iniziale non è causato dalla bassa temperatura ma dalle emozioni che questa ti evoca. Io ti sosterrò ad integrarle,  così che il freddo  non sarà più percepito da te in modo sgradevole.

 

Nell’acqua fredda ti farò procedere con un immersione lenta e graduale, e al termine della seduta ti offrirò una fase di integrazione più lunga. Non utilizzerò mai delle temperature estremamente basse in quanto il tuo organismo reagirebbe alla “minaccia” del freddo intenso attivando tutte le sue risorse di sopravvivenza, distraendosi quindi da quelle sensazioni ed emozioni più sottili che un “freddo moderato”  ti consentirebbe di sperimentare.Nella respirazione a “secco”, il volume dell’aria, il respirare con la bocca o con il naso, ed altre modalità, ti saranno indicate da me  in base alle circostanze,  ai tuoi desideri e ai tuoi obiettivi.

 

 

 

Differenze nella respirazione tra la donna e l’uomo

 

 

 

Nella maggioranza delle donne ho sempre visto la tendenza alla respirazione medio-alta, cioè solo un  movimento di “saliscendi” della parte alta del torace, mentre negli uomini, la respirazione che ho osservato è tendenzialmente addominale.C’è cioè un movimento di protrusione e rientranza dell’ addome, mentre il torace è quasi sempre immobile.Per te come donna è in genere più importante la vita emotiva intesa in senso sentimentale (il cuore), mentre una certa “inibizione” alla tua sessualità è sempre stata in qualche modo (ahimè)  ritenuta “necessaria” da una certa cultura.

Per te è normale usare una respirazione toracica, che fa circolare di più il sangue e il prana nella parte alta del corpo, e che ti mantiene in uno stato di più facile eccitabilità emotiva.Un certo irrigidimento del diaframma e una scarsissima respirazione addominale ti limitano il fluire delle sensazioni sessuali, e  ti “assicurano” quindi il controllo sul manifestarsi di questi impulsi.

Per te come  uomo invece, puoi constatare come (ahimè) il “ruolo che ti è richiesto” implichi invece un maggiore controllo delle emozioni legate al sentimento, mentre, non sei mai stato condizionato da imposizioni di carattere sessuale, anzi  sei sempre stato incoraggiato.

Così, nel tempo, tu hai sviluppato una notevole rigidità nella muscolatura delle spalle, e del petto, facilitata anche dal fatto che in queste zone i tuoi muscoli sono in genere forti, e questo  limita sempre più la mobilità toracica, relegando il respiro alla regione addominale, assecondando così la tua tendenza psichica a separare i sentimenti dalla sessualità!

Per te, donna, lo scarso movimento del diaframma ti porta a una stasi circolatoria negli organi addominali, e li priva del benefico massaggio decontratturante e stimolante che avverrebbe naturalmente nel respiro completo. Inoltre, la circolazione negli arti inferiori viene penalizzata (il diaframma aiuta il cuore): così facendo potresti soffrire di varici o comunque di scarsa circolazione agli arti inferiori.

Per te, uomo, la ridotta mobilità del respiro toracico ti limita la circolazione proprio in questa zona, e, in particolare, priva il cuore, (le coronarie) del benefico massaggio altrimenti svolto dal movimento completo dei polmoni e diminuisce l'ossigenazione a queste importantissime parti.

 

 

 

Alle origini dello sviluppo psichico dell'individuo:la Psicologia Prenatale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Premessa

Recenti ricerche scientifiche sullo sviluppo dei sensi, dell'emozione e della mente nella fase prenatale dell'essere umano, hanno reso evidente che già nel periodo fetale tu eri in grado di ricevere, elaborare e manifestare risposte agli stimoli più diversi.Fin dalla fase del pre-impianto, quando eri un embrione, hai stabilito con tua madre una relazione, inviandole e ricevendo messaggi biochimici.Il tuo “Crescere”era continuo già dal primo stadio unicellulare.La tua nascita non  è stata una cesura nello sviluppo ma solo un cambiamento di ambiente e un diverso modo di adattarsi ad esso.Il tuo concepimento, inteso come avvio dello sviluppo, ha rappresentato la grande metamorfosi tra il nulla e l'esistenza.Alla luce di tutto questo non puoi non riconoscerti nel parere emanato dal Comitato Nazionale di Bioetica nel 1996, secondo cui “L'embrione umano fin dalla fecondazione, deve essere trattato come una persona”.
Il tuo sviluppo è  stato una successione di eventi evolutivi che dall'embrione ti hanno portato alla vita adulta attraversando diversi stadi: fetale, neo-natale, infantile e adolescenziale.Ogni tuo livello progressivo ha riprodotto una sfera esistenziale ed esperienziale autonoma, che è  stata assorbita e trasformata dalla dinamica della fase di sviluppo successivo.La tua esperienza ti ha dimostrato che nulla è andato perduto nel processo evolutivo della tua vita.Nella tua esistenza si riflettono ora tutte le tue esperienze passate, dal concepimento fino ad oggi. Queste continuano a vivere dentro di te inconsciamente.
Il transito da un livello evolutivo all'altro si è interrotto nei punti in cui  hai vissuto un esperienza difficile che non hai elaborato, e che non potendo essere integrata, è stata esclusa dal successivo iter evolutivo. Anche la percezione di te che era ad essa associata ha seguito lo stesso esito.
Infatti, nella sfera in cui hai avuto un blocco emotivo non elaborato, continuerai a percepirti come al momento dell'episodio che lo ha causato.
Un passato non integrato condiziona tutta la tua vita e se riguarda eventi essenziali come quelli del tuo vissuto pre e perinatale, influirà in modo determinante sulla tua percezione della realtà.
Le tecniche di respirazione, tra le quali il Rebirthing o Respirazione Cosciente, favoriscono stati di coscienza di qualità, consentendoti di rivivere a livello psico-corporeo le memorie del vissuto pre- e perinatale con la conseguente rielaborazione e integrazione delle stesse.
Ciò che ti propongo é un metodo integrato assolutamente unico ed innovativo.Si avvale delle ultimissime ricerche nel campo della Psicologia prenatale applicate al Rebirthing e non ancora note al pubblico.Ora è scientificamente provato che tutta l'esistenza è condizionata dal vissuto Prenatale!
Agisci sulla causa (il vissuto Prenatale) e potrai cambiare l 'effetto (la tua vita)
Esplorare ed integrare il tuo vissuto con l'esperienza diretta, bio-energetica, emozionale e spirituale della respirazione del Rebirthing ti permetterà di: “Conoscere ed elaborare il tuo Prenatale per trasformare la tua vita”

Come afferma Il Dr. Gino Soldera , fondatore e presidente dell' anpep, l'Associazione Nazionale di Psicologia e di Educazione Prenatale, scoprendo ed elaborando il tuo vissuto Prenatale avrai la possibilità di:

La Psicologia Prenatale considera elementi di ricerca e di studio in cui discipline e competenze diverse convergono e concorrono per la tutela e la promozione del benessere e della salute della donna e dello sviluppo somatopsichico del nascituro. Si tratta di un approccio multidisciplinare in cui la complessità del fenomeno "sviluppo prenatale" viene considerata nell'interazione tra aspetti psicologici, somatici, relazionali ed emotivi. Le fondamenta di tutto ciò sono il principio di continuità tra vita intrauterina ed extrauterina. Tutto ciò é ormai largamente provato da una immenso numero di ricerche grazie alla possibilità di osservare in vivo le attività e le prerogative manifestate dal nascituro fin dai primi tempi della gestazione.Il panorama scientifico internazionale è da tempo animato da lavori sia di impronta sperimentale che descrittiva, sul tema dello sviluppo fetale ed, in particolare, dello "sviluppo psichico fetale". Anche in Italia comincia a diffondersi una certa attenzione per queste fasi precoci dell'esistenza.Esistono associazioni rivolte allo studio e alla tutela degli aspetti che riguardano l'individuo prima della sua nascita. Una di queste associazioni é l' ANPEP.

 

ANPEP

L' ANPEP, Associazione Nazionale di Psicologia e di Educazione Prenatale, fondata  e diretta dal Dr.Gino Soldera, psicologo-psicoterapeuta, consigliere internazionale del APPPAH (Association for Pre and Perinatal Psycology and Health), è un associazione senza scopo di lucro con fini scientifici, culturali ed umanitari. L’associazione è nata come risposta alle sempre maggiori esigenze di conoscere come il periodo prenatale influisca nello sviluppo del disagio e del benessere individuale e della personalità. Essa considera l'essere umano fin dal suo sorgere secondo una visione globale e unitaria, e in questo senso si propone di contribuire a sviluppare una nuova consapevolezza circa l'importanza dei nove mesi di gestazione nella vita dell'uomo. L'intento è quello di accrescere e di migliorare le condizioni e lo stile di vita dei genitori, ed in particolare della madre, durante il periodo della gestazione, in modo tale da realizzare un'efficace opera di prevenzione primaria, di aumento della salute e del benessere psicofisico del bambino e dell'unità madre-bambino prima e dopo la nascita.

Il campo di azione dell'ANPEP, quale nuovo punto di riferimento in Italia per lo studio, la ricerca, la formazione e la diffusione nell'ambito della vita prenatale, riguarda le attività di:

L'ANPEP inoltre si propone di collaborare con tutte le più importanti associazioni nazionali ed internazionali che si occupano di psicologia e di educazione prenatale e con le istituzioni pubbliche e private per la realizzazione di iniziative volte a prevenire il disagio e la malattia, a realizzare una efficace opera di prevenzione, a favorire il miglioramento della qualità della vita e lo sviluppo e valorizzazione delle risorse e potenzialità umane.Dal 25.07.2001 l’ANPEP risulta accreditata, con il N°1291, come "Organizzatore di attività formativa" presso l’E.C.M. (Educazione Continua in Medicina) del Ministero della Sanità.Questo importante risultato permette all’ANPEP di richiedere direttamente l’accreditamento degli eventi formativi (corsi, convegni, congressi, seminari o altro) e di ottenere i relativi punteggi, organizzati a favore del personale sanitario pubblico e privato (medici, veterinari, biologi, fisici, chimici, psicologi, infermieri, ostetriche, tecnici sanitari).

Sito A.N.P.E.P: http://www.anpep.it

La sede di Varese dell' ANPEP è diretta da Antonio Valmaggia,si trova presso il poliambulatorio medico ARIELE, www.arieleweb.com fondato e diretto da Patrizia Weiszflog.Visitate anche il sito del Proff. Michel Odent: www.birthworks.org/primalhealth/keywords.html, la banca dati della Ricerca sulla Salute Primaria più grande del mondo!

 

Rebirthing e donne in gravidanza


Il Rebirthing è utile alle donne in gestazione, ma é fondamentale praticarlo prima di concepire il nascituro!Una volta integrato il vissuto Prenatale, la futura mamma potrà viversi al meglio le emozioni della sua gravidanza e del parto evitando così di trasferire al nascituro tutta quell'ansia che a sua volta ha "ereditato" da sua madre.Evitando di trasmettere i propri problemi irrisolti alla generazione successiva si può spezzare un circolo vizioso.Molte persone ignorano la possibilità di trasmettere i modelli di esperienza da una generazione all'altra; non vengono raccolte le opportunità positive di questa "eredità psichica" e non si evitano nemmeno le implicazioni negative.Ricercatori e scienziati studiano la trasmissione genetica di modelli ereditari ma non si occupano della trasmissione dei modelli psichici, come quelli relativi al trauma di nascita.Se la futura madre trascura la possibilità di una rielaborazione delle problematiche legate al proprio prenatale, al momento del parto, se non prima, i suoi traumi non elaborati riemergeranno.L'angoscia incontrollata legata al "ricordo cellulare" del proprio ingresso nel mondo sovrasterà ogni emozione e ogni intenzione razionale e la donna, travolta dallo stress, dimenticherà o comunque non sarà in grado di applicare quelle tecniche e quelle nozioni acquisite durante una classica preparazione al parto.La coscienza inondata dall'antico panico impedirà qualsiasi riflessione e bloccherà i nuovi modelli di comportamento appresi.In questo modo il passato, cioè la propria nascita, non solo vanificherà la tradizionale preparazione al parto, ma si ripercuoterà negativamente anche sul bambino.
Quest'ultimo assorbirà gran parte del panico materno in questa situazione di angoscia incontrollabile e tutto ciò influenzerà il suo comportamento anche nella vita adulta.


Controindicazioni per quanto riguarda il Rebirthing in acqua per le donne incinte


 

 

 

Esso è da evitare se:

-la futura mamma non si sente a suo agio nell'ambiente acquatico;
-l'acqua non è rigorosamente mantenuta ad una temperatura stabile di 37°
-
nei seguenti casi che riguardano le ultimissime fasi delle gestazione:

a) se è presente bradicardia fetale;
b) se ci sono delle perdite ematiche anormali

Raccomandazioni per una gravidanza naturale e positiva


1. Rendere consapevole la donna che la gravidanza non è una malattia, ma un evento naturale e positivo della vita.
2. Cogliere come questa fase avvicini la donna alla sua natura e alla sua essenza femminile, consentendole di scoprire quanto sia importante il ruolo della madre per l'esistenza dell'intera umanità.
3. Favorire lo sviluppo, nei modi possibili, di tutte le energie, le risorse e le potenzialità femminili che emergono copiose in questo periodo, per permettere alla donna di essere protagonista della propria storia e di potersi realizzare come persona.
4. Creare le premesse perché la futura madre possa accettare e accogliere da subito la vita del figlio nella propria esistenza, facendo spazio nella propria mente, nel proprio cuore e nel proprio corpo fisico, con ospitalità e tenerezza.
5. Permettere alla madre in attesa di fare proprio, con apertura e disponibilità,
il progetto di vita del figlio e di aiutarlo a sviluppare i mezzi necessari per poterlo realizzare
6. L'entrata in contatto con il figlio durante la gestazione, attraverso frequenti scambi e comunicazioni, consente alla madre dì costruire solidi legami e di realizzare la prima vera forma di relazione con il figlio.
7. È necessario che la madre coinvolga il padre in tutti i cambiamenti e trasformazioni che avvengono nel corso della gravidanza, rendendolo partecipe della propria vita affettiva, emotiva e di relazione, e di quella del proprio figlio in formazione.
8. Porre la madre in gravidanza nella condizione di poter superare ogni forma di isolamento e di emarginazione, e di richiedere l'aiuto, l'assistenza e il sostegno necessario per affrontare gli inevitabili ostacoli e difficoltà che incontra, per il benessere del figlio e della famiglia.
9. Vanno condannati tutti gli interventi inutili e dannosi, oltre che qualsiasi forma di accanimento e colpevolizzazione gratuita, attuati dagli operatori sanitari o altro, nei confronti del padre e della madre in attesa, per le loro conseguenze estremamente nocive e deleterie.
10. Ogni intervento sia esso sociale che sanitario va effettuato nel pieno rispetto del figlio, della madre e della famiglia, con il consenso informato, e se possibile, con i! diretto coinvolgimento e la partecipazione attiva degli interessati.

 

I principi fondamentali della vita del nascituro

 


 

 

 

 

 

 


1. Il nascituro è una realtà globale e unitaria, presente contemporaneamente sui diversi piani della vita, fra i quali quello fisico, psichico ed esistenziale.

2. Il nascituro è un essere unico, originale e irripetibile, con una propria struttura genetica ed un proprio progetto di vita.

3. L'essere umano si sviluppa, a concepimento avvenuto, in un continuum progressivo secondo ritmi propri che vanno accolti, conosciuti e rispettati.

4. Il nascituro è dotato di una propria coscienza, di tutto ciò che gli serve per vivere questa fase della vita e di potenzialità latenti che gli danno la possibilità di potersi realizzare pienamente come essere umano e come persona.

5. Il nascituro è un essere sensibile, intelligente, in grado di apprendere e di esplorare l'ambiente nel quale vive, capace di amare e di odiare, di vivere e di morire.

6. Il nascituro vive all'interno dell'utero materno, che rappresenta il suo ambiente condiviso, ed è in relazione con l'esterno, il suo ambiente non condiviso.

7. Il nascituro come qualsiasi altro essere è in grado di comunicare, per chi lo sa ascoltare, anche solo con la sua presenza e questa avviene principalmente sul piano inferiore e solo secondariamente sul piano esteriore.

8. Il nascituro è capace instaurare con i propri genitori e con altre persone una relazione creativa, carica di significato e di valore, fondata sulla scambio, proposta e controproposta, e sulla sintonia.

9. Il nascituro, quale essere umano, è particolarmente attento e sensibile a tutti quegli atteggiamenti e manifestazioni che esprimono nei suoi confronti un'accettazione piena, totale, incondizionata e positiva.

10. Il nascituro per crescere e formarsi ha bisogno della presenza attenta, dolce, rispettosa ed amorevole di entrambi i genitori.

 

 

 

Carta dei diritti del nascituro

 


 

 

 

 

1. Il diritto ad avere un padre e una madre.

2. Il diritto ad essere amato da entrambi i genitori.

3. ll diritto ad essere accettato come essere umano fin dal concepimento.

4. Il diritto di essere compreso e rispettato, per la propria diversità, quale essere unico, originale e irripetibile.

5. II diritto ad essere protetto e preservato da ogni danno fisico, psichico, morale e spirituale.

6. Il diritto ad essere sostenuto e nutrito, per poter crescere in modo sano, equilibrato e armonioso.

7. Il diritto di vivere in un ambiente materno, familiare e sociale sereno e tranquillo, lontano da ogni condizione di stress intenso e persistente.

8. Il diritto di essere educato ad essere se stesso, così da esprimere le qualità e i doni di cui è portatore.


Se pensi che sia veramente necessario che il bambino non ancora nato abbia tutte queste possibilità, egli te ne sarà profondamente grato e in futuro non mancherà di avere per te quella fiducia e comprensione che hai saputo avere per lui.

 


Lo studio scientifico della vita prenatale

 

Winnicot

 

Lo psicoanalista e pediatra inglese D.W. Winnicott, nel1954 affermava: "la capacità del feto di ritenere memorie corporee è qualcosa che deve essere riconosciuto, dato che esiste un certo numero di prove secondo cui, da un certo periodo prima della nascita, nulla di ciò che viene provato dall'essere umano viene perduto"

Ciò che mi accingo ora a proporvi rappresenta solo una breve schematizzazione, naturalmente tutt'altro che esaustiva, degli studi e degli strumenti della ricerca scientifica nel campo della vita prenatale.Se quanto scritto di seguito, come mi auguro, susciterà in voi il desiderio di un approfondimento ulteriore, potete contattare la sede più vicina per voi dell'ANPEP,o fare riferimento alla bibliografia che é riportata in fondo alla pagina dove troverete indicate, tra l'altro, le pubblicazioni del dr. Gino Soldera, del dr. Righetti, del proff. Tajani.

La precoce funzionalità dell'organismo fetale, in particolare dei sistemi motori e sensoriali, ha suggerito ai ricercatori negli ultimi anni di esplorare l'esperienza fetale ed per verificare come questa possa divenire parte integrante dello sviluppo psichico dell'individuo. L' esistenza di "memorie corporee" ( le quali emergono numerose con l'esperienza della respirazione propria del rebirthing) esperite nella vita intrauterina sembra essere un punto fondamentale nella formazione di un precoce nucleo psichico.
Due elementi hanno reso possibile lo studio scientifico della vita prenatale:
1. i progressi nelle tecniche di indagine ad ultrasuoni, che hanno rivelato la sorprendente vitalità del bambino prima della nascita all'interno dell'utero
2. lo sviluppo della 'infant research', con il riconoscimento delle "competenze" del neonato

Il nascituro viene riconosciuto:
1. nelle sue capacità di interagire con l'ambiente
2. nelle sue abilità cognitive e interattive:
esiste la continuità tra sviluppo prenatale e sviluppo postnatale


Il feto vive immerso in un mezzo fluido nel quale:
a. c'é un continuo sottofondo sonoro causato dalle funzioni fisiologiche del corpo materno: il battito cardiaco, la respirazione, i borborigmi (fino a 80 db), i rumori della masticazione, della deglutizione, del singhiozzo; inoltre tutte le emissioni vocali compreso il riso, il pianto, le urla ecc.;
b. si propagano onde sonore e vibroacustiche; la parete addominale ha una azione schermante maggiore sui suoni ad alta frequenza, e minore su quelli a bassa frequenza (tra i 75 e i 250 hz); l' intensità riceve un'attenuazione che varia dai 20 ai 70db (nelle zone più interne). il linguaggio umano risulta particolarmente favorito nell'accesso al "mondo fetale";
il feto percepisce inoltre:le variazioni pressorie e le variazioni termiche.

La barriera placentare è attraversata da:
- sostanze del metabolismo materno, tra queste anche ormoni e amine biogene
- corpuscoli aromatici della dieta materna e umori propri della fisiologia materna
Il feto dimostra chiaramente di essere coinvolto in tutti i cambiamenti dell'ambiente in cui si trova immerso.

 

Come viene studiata la vita fetale: le 5 principali metodologie di osservazione sperimentale

 


 


1. Studi di tipo neurofisiologico, neuroanatomico, neuroembriologica
2. Esperimenti con rilevazione dei principali parametri psicofisiologici del feto (frequenza cardiaca, movimenti oculari)
3. Osservazione in vivo delle modificazioni nelle reazioni fetali (attività motoria, configurazioni comportamentali)
4. Osservazione e studio dello sviluppo dei neonati prematuri: attività elettrica corticale, potenziali evocati
5. Osservazione dei neonati nelle prime ore di vita

I 2 principali parametri di osservazione

a. Variazioni nella frequenza del battito cardiaco fetale
b. Variazioni nell'attività motoria fetale o neonatale (ritmo di suzione, movimenti del capo)

Le 4 aree indagate

1. Lo sviluppo della percezione acustica
2. Lo sviluppo dell'attività motoria e dei sistemi sensoriali
3. Le capacità di apprendimento
4. Ogni elemento di reazione alle stimolazioni ambientali che dimostrano come il feto sia in continua interazione con l'ambiente

 

La percezione acustica fetale

Il bambino può dimostrare nelle prime ore dopo la nascita la capacità di riconoscere gli stimoli acustici appresi negli ultimi due mesi di gestazione. La sensibilità e la familiarizzazione mostrata dal feto verso i suoni linguistici dimostra l'importanza dell' esposizione acustica fetale per il successivo apprendimento del linguaggio.


I 7 risultati sperimentali sulla percezione acustica e linguistica

Il feto manifesta:
1. riconoscimento del battito cardiaco e preferenza per quello materno
2. riconoscimento delle voci e preferenza per la voce materna, rispetto anche a quella paterna (solo nell'immediatezza della nascita, De Casper)
3. preferenza per le voci che parlano la lingua materna
4. discriminazione di sillabe
5. riconoscimento di stringhe di parole somministrate in gestazione per consegna sperimentale
6. riconoscimento di brani musicali, sigle di programmi televisivi quotidiani, ascoltati tutti i giorni dalle madri in gravidanza
7. riconoscimento di brevi storie raccontate quotidianamente in gestazione per consegna sperimentale

 

Memoria e apprendimento fetale

 

 



Dalla 23a settimana di gestazione il feto presenta una risposta di "Habituation" motoria per stimoli acustici. Questo è un primo indice di processi di apprendimento fetali. I processi di apprendimento fetale sono stati ricercati con gli stessi modelli utilizzati con i neonati:

- modelli di apprendimento per condizionamento classico
- modelli di apprendimento per esposizione allo stimoli
- modello di "habituation"

Cosa è stato scoperto

- APPRENDIMENTO ACUSTICO E NEI CONFRONTI DEL LINGUAGGIO

- APPRENDIMENTO OLFATTIVO: i neonati le cui madri mangiavano aglio negli ultimi due mesi di gravidanza per prescrizione sperimentale, esaminati nelle prime ore dopo la nascita, mostravano assenza di repulsione e moderato apprezzamento per l'aroma dell'aglio, mentre i neonati del gruppo di controllo presentavano una netta repulsione


Come si dimostra la presenza dell'apprendimento, della memoria e gli elementari processi elaborativi nel bambino in utero?


L'esperimento-tipo sull'apprendimento di stimoli acustici può essere così suddiviso:

- si attua la scelta del disegno sperimentale, del campione e la misurazione dei parametri psicofisiologici fetali di base
- solitamente si utilizza un disegno longitudinale con gruppo di controllo
- variabile indipendente: stimoli acustici/linguistici
- variabile dipendente: variazione attività motoria, variazione frequenza cardiaca, movimenti oculari etc
- "fase training" che consiste nella emissione quotidiana, per 6/8 settimane prima della nascita, di suoni linguistici al feto da parte della mamma
- "fase testing" che consiste nella esposizione del feto (o neonato nelle prime ore di vita), in condizione controllate, agli stimoli presentati nel training e a stimoli neutri
- analisi statistiche


Test sul feto

La gestante viene fatta accomodare in una stanza silenziosa, in posizione confortevole, spesso vengono usate delle cuffie isolanti o che emettono della musica, in modo tale da impedire che la donna possa accorgersi dello stimolo acustico che viene somministrato al feto.
Sull'addome della mamma vengono messi dei trasduttori, collegati ad un poligrafo, che registrano il battito cardiaco fetale.
Secondo le modalità che si cambiano in ogni esperimento, vengono presentati al feto stimoli "target" e stimoli neutri. Viene scelto uno stato di quiete stabilito dal giudizio di più osservatori in contemporanea e solo allora si somministrano gli stimoli.In concomitanza vengono osservate le variazioni nell'attività motoria e registrate le modificazioni della frequenza cardiaca.I risultati ottenuti vengono poi codificati e sottoposti ad elaborazione statistica per verificarne la significatività

Il test sul neonato

 

 

 

 

 

La procedura è uguale però il test non viene fatto in utero ma nei primi momenti dopo la nascita; il neonato viene testato da solo, viene esposto a stimoli "target" e stimoli neutri. Si rilevano parametri come la frequenza cardiaca, le risposte motorie, o le modificazioni comportamentali.


Quando c'è l'apprendimento fetale?

Esiste l' apprendimento quando le reazioni del feto (o del neonato) indicano un riconoscimento degli stimoli a cui è stato esposto nelle settimane precedenti alla nascita e una discriminazione degli stessi da stimoli simili ma non esperiti durante la vita fetale.
Si devono usare dei parametri indiretti perché queste sono i mezzi di cui disponiamo per indagare il funzionamento di un individuo "immaturo" come è il bambino prima della nascita e durante i primi anni di vita.
In modo indiretto si rilevano apprendimento e processi mentali elaborativi anche in adulti con lesioni cerebrali acquisite che interessano le funzioni neocorticali. Si parla in questi casi di conoscenza implicita e apprendimento latente.

La presenza di funzioni cognitive e apprendimento in utero

- Rispecchia la funzionalità del sistema nervoso fetale in via di sviluppo

- E' un sistema nervoso in via di sviluppo, ma già in gran parte formato, con apparati sensoriali ben funzionanti, che esercita le proprie funzioni, contemporaneamente si struttura e si arricchisce dell'esperienza

UNA FUNZIONE CONOSCITIVA E MNEMONICA FINALIZZATA ALLA CONOSCENZA DELL'AMBIENTE E' LA PRIMA GARANZIA PER AUMENTARE LA SOPRAVVIVENZA DELL'ESSERE UMANO

Struttura neuronale e funzione psichica

... NON SOLO LA MATURAZIONE RENDE POSSIBILE LA FUNZIONE, MA, VICEVERSA, L'ESPERIENZA CONDIZIONA, MODULA, ARRICCHISCE LA MATURAZIONE...

Il sistema nervoso e gli apparati sensoriali si sviluppano precocemente nelle fasi prenatali; sebbene immaturo, il sistema nervoso fetale é attivo e funzionante:

- il sistema nervoso é influenzato nel suo sviluppo dalle condizioni in cui si trova ad operare
- nella formazione delle strutture psichiche giocano un ruolo notevole anche le esperienze vissute dal bambino nelle fasi prenatali
- le esperienze vissute dal feto in utero possono entrare nei processi di selezione neuronale e in quelli di sinaptogenesi.

Alcuni ricercatori sono convinti che l'influenza delle esperienze fetali anche a livello neurale sia notevole (evidenze sugli animali: Gottlieb G., 1976; Diamond M., 1987; Vince M., 1976 / ipotesi lateralizzazione linguaggio umano: Previc F.H., 1991)




Rapporto gestante-feto


Il rapporto gestante-feto influisce sull'esperienza di vita intrauterina del bambino.
Il rapporto gestante-feto entra nella costituzione della psiche individuale e nella costruzione del senso di SE'.
E' importante il modo in cui il feto si percepisce accolto dal corpo materno (una specie di "Holding" prenatale).

 

Il Papa

papa paolo giovanni II

"Quella dell' Educazione Prenatale é una meravigliosa e meritoria ricerca: chinarsi davanti al figlio che si trova ancora nel seno materno, non solo per constatare e osservare la sua crescita fisica ed ascoltarne il battito del piccolo cuore, ma anche per indagare le sue emozioni e registrare i segni dello sviluppo della sua psiche. In questa ricerca c'è un implicito tributo di rispetto alla persona, nella quale già palpita lo spirito immortale e si manifesta l'immagine del Creatore".
Papa Giovanni Paolo II
(ai partecipanti al III Congresso OMAEP su i"Fondamenti biologici e psicologici dell'Educazione Prenatale", Università la Sapienza, Roma, 18-21 marzo 1998)

 

 

 

Il Dalai Lama

dalai lama

 

 

                                                                                           "Non ci sarà mai pace sulla Terra finché
                                                                                                i bambini continueranno a nascere così…"
Dalai Lama.

 

 

 

 


Il Rebirthing con i bambini, gli adolescenti e gli anziani

(Indicazioni riservate ai professionisti)

 

rebirthing con bambini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima infanzia (età 4 –7 anni )

Fino a circa 7 anni, la posizione delle costole risulta ancora sollevata per cui il torace assume una forma cilindrica e di conseguenza c’è una modesta capacità vitale. Pertanto la risposta all’impegno respiratorio proposto dal Rebirthing avviene col solo aumento della frequenza degli atti respiratori. Infatti l’espansione della gabbia toracica è proporzionale all’ampiezza di sollevamento delle costole.(A)

 

Seconda infanzia (età 7 –11 anni)

 

Prima adolescenza (età 11 – 14 anni)

 

Seconda adolescenza (età 14-18 anni)

 

Consigli generali

 

Il Rebirthing con i  bambini, gli adolescenti e in genere con i minorenni, và effettuato previo accordo e autorizzazione di entrambi i genitori.( L’ideale sarebbe sottoporre al Rebirthing prima i genitori!)

 

 

Gli anziani (ultra settantacinquenni)

 

anziani terza età e rebirthing

 

 

 

Scriveva Shakespeare nell'Enrico IV: "Se essere vecchi e allegri è una colpa, allora molti vecchi ospitali ch'io conosco saranno dannati".


 

 

 

Gli anziani durante la seduta di Rebirthing non mantengono a lungo una respirazione piena, intensa e fluida, il loro ostacolo é rappresentato dalla percezione che hanno di loro stessi come persone non più in possesso della vitalità necessaria per fare questo.In realtà la capacità vitale respiratoria necessaria ad ottenere i risultati desiderati é assolutamente sufficente in ogni anziano.Le persone anziane solitamente hanno un entusiasmo maggiore di qualunque altro nell'affrontare il percorso cognitivo ed energetico proposto dal Rebirthing.Per loro il "mettersi in gioco alla loro età" rappresenta uno stimolo per ritrovare una carica vitale insospettabile.
I risultati che si ottengono con gli ultra settantenni sono duraturi e particolarmente benefici per quanto concerne:

Rinforzo e sostegno psicologico: la Respirazione del Rebirthing dà sollievo all'ansia e consente all'anziano di allentare l'attenzione su se stesso e i suoi disturbi, allontanando pensieri negativi e atteggiamenti di compatimento

Proiezione (liberazione di emozioni e di tensioni psichiche): il respiro può essere un mezzo proiettivo che stimola le libere associazioni e produce la liberazione delle emozioni e dei contenuti inconsci, aiutando l'espressione e la canalizzazione delle pulsioni interne disturbanti nell'anziano; il Respiro può essere uno strumento proiettivo di induzione e di suggestione, finalizzato ad un cambiamento terapeutico.
Grazie alla respirazione come pratica di rilassamento l'anziano potrà superare l'insonnia, perché sarà in grado di indurre in se stesso uno stato di abbandono che gli consentirà di addormentarsi senza ricorrere a farmaci che permettono di dormire, perché causano - meccanicamente e chimicamente - quello che un rilassamento produce naturalmente sul corpo, e quindi sulla mente, o viceversa).

 

Psicologia e Spiritualità della respirazione e del Rebirthing

 

 

 

 

 

 

 

 "Ogni cambiamento dei nostri stati mentali è riflesso nel respiro e poi nel corpo. Tale fenomeno funziona    anche all'inverso: cambiando gli schemi di respirazione viene allo stesso modo alterato anche      lo stato emotivo".

Deepak Chopra

 

 

 

 

 

 

 

 

Le modificazioni del  tuo respiro  in funzione del tuo stato emotivo:

 

sofferenza, dolore

=

respirazione spasmodica e superficiale
paura e ansia = respirazione rapida, superficiale, irregolare e sfilacciata
rabbia = inspirazione superficiale, espirazione forte e affannata
senso di colpa = respirazione limitata, senso di soffocamento
gioia e soddisfazione = respirazione profonda, regolare, spontanea

 

 

Le modificazioni del tuo stato emotivo in funzione del tuo respiro

 

Se respiri in modo lento e profondo, per esempio, diminuisci la tua ansia fino a farla scomparire. Questo perché il tuo stato emotivo si modifica in funzione del tuo respiro: se cambi consciamente il tipo di respirazione induci il tuo l’organismo ad un adeguamento emozionale congruente al modello respiratorio che hai proposto. Molti modi di dire utilizzano il termine “aria” come metafora della difficoltà emotiva di comunicazione o di rapporto:”quella persona mi toglie l’aria”,”in questo luogo non si riesce a respirare”,…

Altri, sempre legati al respiro, indicano invece situazioni piacevoli:” quella persona mi ispira fiducia, è di una bellezza mozzafiato, ho finalmente fatto un sospiro di sollievo”!

Il “respiro di sollievo” è infatti una espirazione profonda, un improvviso rilasciamento psicosomatico del trattenimento inspiratorio. Alla inspirazione ed espirazione corrispondono sul tuo piano somatico generale la tensione muscolare ed il rilascio.Questa polarità naturalmente si riflette nelle tue dimensioni psicosomatiche più profonde.

Le qualità polari della tua energia vitale si trovano nell’alternanza dell’attività inspiratoria (yang) ed espiratoria (yin) che si riflettono a livello generale nella tua attività psichica ed emozionale. Lo stato di tensione psico-emotiva che associ alla sensazione della paura è correlato con il  tuo trattenimento inspiratorio forzato, mentre la risoluzione di tale situazione,  e il conseguente rilassamento psicologico di accettazione mentale, si manifestano nella tua espirazione.

L’ansia la manifesti con un ritmo respiratorio accelerato, superficiale e orale. Le tecniche che tendono ad abbassare il tuo livello ansioso fanno  decelerare  e rendere più profondi i tuoi atti respiratori. La pratica del Rebirthing è per te anche una vera e propria “Educazione Respiratoria” che ti migliora l’elasticità della gabbia toracica, aumenta la funzionalità e l’efficienza dell’apparato respiratorio, e i processi metabolici dell’intero organismo.Apporta così una maggiore efficienza fisica generale che ti consente di acquisire un più facile controllo dei tuoi stati d’ansia con conseguenze dirette su concentrazione e rilassamento. 

La respirazione abbinata con degli esercizi di rilassamento, ha consentito di raggiungere dei notevolissimi miglioramenti nel trattamento degli stati d’ansia.

Questo metodo terapeutico non ti comporta il rischio dei potenziali effetti collaterali legati all’impiego di farmaci.

 

David Boadella e i 3 diversi tipi di respirazione

"La respirazione muscolare è caratterizzata da una rigidità nella parte superiore del dorso e del collo, come se la persona si stesse continuamente trattenendo, con una tendenza verso la iperespansione del torace, come se non si volesse lasciar uscire, e infine un ritmo rigido e costante del respiro dissociato dai sentimenti, come se la persona evitasse di emozionarsi. Tutti questi segni corrispondono al rifiuto rigido di lasciarsi sopraffare dai sentimenti, cioè la determinazione a non perdere il controllo. La respirazione intestinale si ha quando la parete intestinale funziona in modo anormale. Invece di rilassarsi ed espandersi durante l'inspirazione essa si indurisce formando una massa compatta. L'espirazione può sciogliere questa contrazione solo in parte; perciò questa massa rimane. Tale caratteristica è tipica dell'individuo masochista che tenta di eliminare sensazioni intestinali dolorose comprimendo l'addome e, invece, paradossalmente riproduce il dolore ristabilendo la forte tensione muscolare. La respirazione uterina indica che la persona fa movimenti respiratori impercettibili come se temesse di sentire i suoi stessi suoni e movimenti. Questa caratteristica si adatta alla struttura caratteriale dello schizoide basata sul convincimento di non aver diritto di esistere. In altri termini, c'è un'inibizione dei movimenti respiratori verso il mondo e questi movimenti sono sostituiti da una inibizione globale che richiama l'immobilità del feto. Si ritiene che frenare i movimenti respiratori in modo così continuo indichi il timore di far entrare dentro di sé l'altro (il mondo) attraverso la respirazione e un desiderio di ritornare al tranquillo mondo dell'utero" (Boadella, 1986).

La Voce e  la Respirazione

 

La voce: è lo specchio fedele dello stato d'animo e della salute di ognuno di noi, afferma Stefano Bravi, cantante lirico, ricercatore, studioso e maestro di discipline orientali. "Ascoltare gli altri (e imparare a farlo con noi stessi)- prosegue Stefano Bravi- mentre pronunciano una semplice frase, leggono o cantano permette di capire se sono rilassati, felici, tesi o hanno problemi di vario genere. Paragonare il tono della voce prima e dopo gli esercizi di Mantra-Stretch può dare importanti indizi dei miglioramenti fatti. La voce è usata inoltre nelle sedute per dar sfogo a tensioni, felicità o ad ogni altro sentimento acquisendo sempre maggiore centratura".

Dice Stefano Bravi "il -Mantra-Stretch, la nuova-antica rivoluzione che prende in prestito le regole della tecnica di respirazione e di introspezione delle discipline orientali (yoga in particolare), e unisce inoltre l'uso dello stretching e della voce per riequilibrare l'intero corpo umano sotto ogni aspetto, fisico e psicologico. Si impara ad esprimere se stessi "lasciando andare" ed a ricaricare mente e corpo della propria giusta energia osservandosi senza l'intervento nocivo del giudizio risolvendo praticamente ed efficacemente vecchie e nuove problematiche grazie alla consapevolezza e con il grande ausilio dell'"AZIONE".

Questa disciplina consiste più nel rimuovere che nell'aggiungere; è il movimento da dentro a fuori e non si ha bisogno di prendere dall'esterno bensì di sviluppare e liberare tutto ciò che é latente in noi".

La  tua voce mi da precise indicazioni dello stato della tua funzionalità respiratoria. Il tuo buon equilibrio psicosomatico si rifletterà in una “voce di pancia”, con un timbro pieno, coerente e armonico.

Un blocco addominale ti porterà ad una “voce di petto”, più alta meno armonica e meno intensa e diretta. Un blocco toracico  ti causa una voce ancora più alta, con un timbro metallico, spesso stridula e dis-armonica, che viene percepita come “di gola” o “di testa” e che purtroppo è comunissima. La reale efficacia di una terapia energetica, da, come effetto immediato, il ripristino della completa attività respiratoria e della voce piena e profonda.

Questi tre aspetti della respirazione e della voce, sono strettamente  legati anche a tre rispettivi livelli mentali, e alle tre aree celebrali che li rappresentano.

La voce di pancia è una voce che esprime la tua connessione con la tua mente più istintiva e profonda.

La voce toracica è connessa invece con le tue emozioni affettive dirette dal cervello limbico.

La voce di testa è indice del tuo contatto con la parte più razionale e intellettuale del tuo essere.

Lo schema respiratorio è caratterizzato da tutta una serie di stimoli e sollecitazioni che arrivano sia dall'esterno che dal vissuto delle tue esperienze.

 

 

La “lettura” del respiro

 

La “lettura” del tuo respiro mi  fornisce informazioni per “decodificare” il tuo stato d'animo e il modo in cui affronti la vita. Posso sapere, ascoltando il ritmo del tuo respiro, quali sono le tue emozioni. L'ansia e la paura ti accorciano il respiro, stringono la gola e accelerano il tuo battito cardiaco. La gioia e la serenità allungano il tuo respiro, lasciano entrare quanta più aria possibile che, lenta, raggiunge la pancia e risale fino alla tua bocca. Le emozioni ti provocano un cambiamento nei percorsi e nelle modalità del respiro. La consapevolezza e il controllo dei movimenti respiratori mette in opera un nuovo linguaggio che parla con i tuoi stati emotivi.
Quando rallenti il cammino del respiro, con gli occhi chiusi, puoi tracciare ogni passo del percorso e generare uno stato di pace e libertà dal pensiero. Il tuo modo di respirare dice agli altri come stai. Il tono, il volume della voce, la velocità dei suoni che escono dalla bocca sono in stretta relazione con il movimento respiratorio. La mente inconscia colleziona tutte queste informazioni, per farne una gestalt, una forma che descrive il colore emozionale delle parole. Non c'è un'elaborazione consapevole di questi dati, tuttavia il cervello li assimila con precisione millimetrica. Le parole, prese in sezione e deprivate del respiro, sono come foglie morte. Il respiro, con tono, volume, timbro e velocità della voce, è l'energia che illumina e scalda il significato delle parole. Lo sanno più di altri gli attori e chi, per passione o per mestiere, fa della voce un cesello che scolpisce significati.

Respirare racconta qualcosa di te


Il tuo modo di percepire e ricordare il mondo, si legge anche attraverso il tuo respiro. Un tono di voce acuto, con una respirazione polmonare alta e veloce, segnala un accesso al canale sensoriale visivo. Un tono di voce moderato, con una respirazione lenta e di pancia (addominale), indica una preferenza al canale cenestesico (emozioni, olfatto, gusto, tatto). La presenza costante di questi indicatori, ti offre preziose informazioni a proposito del modo in cui una persona fa esperienza della vita. Chi respira con calma e ha un tono di voce moderato, ad esempio, farà fatica a tenere dietro alla parlata spedita di chi ha una respirazione alta e veloce. I pensieri di chi respira con la pancia si muovono più lentamente e hanno bisogno di qualche secondo in più per essere formulati con precisione di dettaglio. La percezione visiva, al contrario, accelera i tempi del pensiero, che si compone più rapidamente in forme ed immagini.
Ascoltare il respiro dell'altro è il primo movimento della comprensione. Le differenze hanno linee di confine meno marcate, quando segui il movimento del respiro. Una buona relazione comunicativa è fatta dello stesso respiro, dello stesso tono di voce e di parole che camminano prendendosi per mano.

Inoltre se hai una respirazione di tipo prevalentemente addominale mi indichi un certo equilibrio riferibile alla tua vita istintuale; se invece ne hai una di tipo toracico mi segnali una buona stabilità emotiva. Se il tuo respiro si manifesta invece in sede clavicolare, mi suggerisci la tua propensione a gestire con successo le tue funzioni intellettive e cognitive.

Durante la tua seduta di Rebirthing io considero il tuo schema respiratorio come una metafora attraverso la quale esprimi simbolicamente la tua personalità, i tuoi sentimenti, le tue emozioni più profonde e le tue potenzialità.

Ma anche i tuoi blocchi emotivi, le tue difficoltà e il tuo vissuto affettivo più intenso che ti riconduce fino alla tua esistenza Prenatale.

Questo vissuto ha creato nel corso del tempo alterazioni del tuo ritmo respiratorio a causa delle “corazze difensive energetiche e muscolari” che le tue paure hanno costruito intorno al tuo diaframma. 

La tua respirazione contiene l’intera storia personale della tua vita e dell’interpretazione che ne hai dato!

 

 

 

 

 

 

La tua respirazione è la manifestazione psicosomatica più autentica del tuo essere: è il tuo linguaggio non verbale più profondo!

 

 

 

 

 

 

 

 

1° esempio:

ispirazione molto corta e superficiale, denota le tue difficoltà a prendere la vita "a pieni polmoni", a concederti delle cose che ti appagano e riempiono, vivi la vita poco più che al livello di sopravvivenza.

 

2° esempio:

espirazione  lunga e un po' forzata, hai la tendenza al controllo e hai paura di lasciarti andare completamente, di abbandonarti al flusso dell’ esistenza.

Goethe diceva: “In ogni tuo respiro vi è una duplice grazia” e alludeva alla magia e al segreto racchiuso nell’Inspirazione e nell’espirazione

 

L’inspirazione

 

Le caratteristiche principali della tua inspirazione sono:l’azione e la volontà. Il movimento dell’inspirazione è determinato dalla contrazione dei tuoi muscoli respiratori, in gran parte dall’azione del diaframma che crea una specie di “risucchio” dell’aria inspirata. E’ una contrazione muscolare quella che genera l’inspirazione. Simbolicamente l’inspirazione rappresenta la tua parte attiva, il polo maschile della respirazione e  racchiude metaforicamente tutte le forze dinamiche  e maschili del tuo essere.

Dalla tua modalità e disponibilità a inspirare capisco in che misura sei pronto vivere la vita e se sei determinato nel raggiungimento dei tuoi obiettivi. Nell’attimo dell’inspirazione lasci il luogo sicuro della tua realtà consueta. Quando inspiri dici alla vita “Io voglio”, ed è, come scrive la Dr.ssa  Anna Zanardi,  “Una preghiera dedicata all’eternità del presente!”

 

L’espirazione

 

La caratteristica principale della tua espirazione è l’abbandonarsi, il “lasciare andare”. L’espirazione ti offre la via d’accesso al mondo del femminile. La tua espirazione inizia all’apice dell’inspirazione. Hai accolto tutto ciò che era possibile accogliere, e ora, affinché l’energia vitale possa fluire, devi andare oltre il tuo desiderio di possesso. Non devi fare nulla per espirare in modo corretto poiché il diaframma è dilatato, i muscoli respiratori sono tesi e quando allenti la tensione, il tuo respiro fluisce automaticamente all’esterno. Quanto più ti abbandoni in questo istante e tanto più sarà completo e dolce lo svuotamento dei tuoi polmoni. Quando espiri dici alla vita “Io lascio, io mi abbandono”. Le influenze emozionali che determinano il controllo del respiro sono rese possibili dalle connessioni che la sostanza reticolare encefalica contrae con tutte le aree cerebrali, sia corticali che sottocorticali, e con i centri della vita vegetativa, centro del respiro compreso.

 

La  tua vita extra-uterina è cominciata con il primo respiro che hai fatto. Il respiro è stato l'affermazione del tuo  diritto all’ esistenza, alla tua autonomia e indipendenza. Molti dei tuoi blocchi emozionali e delle tue sensazioni fisiche sono riferibili al periodo Pre e Perinatale della tua esistenza.

Se sei nato con parto cesareo, per esempio, avrai la tendenza a “saltare le tappe” e un atteggiamento più ottimistico nei confronti delle difficoltà impreviste della vita, sarai veloce e pronto nelle situazioni di emergenza confidando che “qualcosa” o “qualcuno” interverrà ad aiutarti ed a “tirarti fuori”!

Con la tecnica della respirazione del Rebirthing entri in uno stato di coscienza non ordinario con conseguenti manifestazioni spontanee interiori senza che queste siano indotte razionalmente.

Durante queste esperienze, in uno stato particolare di coscienza, tu puoi rivivere anche alcune fasi della nascita e della vita intra-uterina, situazioni che non potevi conoscere/razionalmente.
 Con il respiro, del Rebirthing, puoi “rivivere” episodi remoti della tua vita attraverso la memoria contenuta nell'energia psicosomatica che viene ricuperata dallo stato di coscienza indotto da questa respirazione.

Durante la respirazione sperimenti l’intensa energia associata al respiro e le emozioni che sono state represse dal suo irrigidimento; è così possibile l’esperienza cosciente del vissuto prenatale che condizionano il tuo modello comportamentale.

Rivivere queste esperienze è terapeutico.

 

 

Durante queste catarsi scarichi finalmente la tensione emotiva e bio-energetica che l'evento ti  aveva a suo tempo provocato. Attivi un processo liberatorio in grado di modificare positivamente caratteristiche che ti sembravano innate perché acquisite sin dai primi momenti di vita.

Questo non avviene a livello razionale, ma è la tua struttura psico-somatica che scarica la tensione permettendoti di essere consapevole della relatività di un modello comportamentale che fino a quel momento consideravi immodificabile.

Potrai agire in maniera differente, liberandoti dello schema rigido e coattivo di comportamento; diventerai più cosciente di essere il protagonista che effettua le scelte. Il respiro rappresenta un ponte tra il tuo inconscio e la coscienza, tra la tua realtà interna e il mondo esterno, sul piano fisico, e su quello emozionale e spirituale.

Con il  Rebirthing  hai accesso a quelle dimensioni psichiche con le quali ti è possibile avere un'esperienza cognitiva diretta della totalità del tuo essere.

Quando riesci a raggiungere questo livello di coscienza le tue paure, e le tue difficoltà si dissolvono senza che fare alcun sforzo razionale per eliminarle direttamente. Per ottenere questi risultati la tua respirazione deve essere piena, ininterrotta e naturale. Il torace e l'addome si devono alzare contemporaneamente nell'inspirazione e abbassare nell'espirazione. L’inspirazione, per essere totale, la devi far iniziare nell’addome e far fluire verso l’alto fino alla clavicola. L’espirazione inverte l’onda. l tuo corpo è rilassato e partecipa, anche se non attivamente, con tutte le sue parti, all'intero processo. 

Se ti osservo disteso in posizione supina quando il respiro è pieno vedo le “onde respiratorie” che si diffondono in tutto il corpo. La tua capacità di fare un respiro pieno e profondo dipende dall’interfunzione psicosomatica sana ed elastica del tuo addome, del diaframma e dei polmoni, ed è fondamentale che queste aree siano aperte e responsive l’una nei riguardi delle esigenze e delle capacità delle altre: specialmente l’addome. Il motivo è che respirare profondamente significa "sentire profondamente” ed è proprio nell'addome che tu “nascondi” le emozioni più “viscerali”. Profonde respirazioni nell’addome mobilizzano sentimenti che avevi represso da tempo in quel luogo.

Tu hai imparato a bloccare nell'addome, irrigidendolo, le emozioni che ti procuravano dolore; in questo modo eliminavi paura, dolore, tristezza, ma questo è diventato anche un tuo schema. Il tuo corpo ha perso così la sua funzione istintiva orientata al raggiungimento del piacere e  ha ceduto al controllo.
Il blocco del respiro e le contrazioni muscolari ad esso associate, ti servono a trattenere le emozioni.
Quanto più reprimi un emozione tanto più la tua sensibilità sarà ridotta e la percezione vitale indebolita. Reprimi  le emozioni perché le  giudichi negativamente.Non puoi percepire un emozione se non la esprimi. Trattieni il respiro per trattenere il pianto. Il pianto ti è utile per proteggerti dall’ effetto negativo della repressione emozionale. 

Per inibire il pianto blocchi il respiro,  stringi la gola e contrai l'addome: così non percepisci la sofferenza. Piangere significa sciogliere tensioni e sofferenza. Il pianto, per essere realmente liberatorio, deve “sgorgare dalla tua pancia”,deve essere profondo e continuo come il tuo respiro. Dopo questo pianto avrai una liberazione del respiro che sentirai più libero, più sciolto, più  profondo,  e più naturale! Proverai un senso di profondo sollievo! Se hai paura di perdere il controllo delle tue emozioni, sappi che sei già senza controllo perché sei controllato dalla paura! Esiste uno stretto rapporto fra profondità del tuo respiro e la profondità della tua percezione emozionale.

Con il Rebirthing ti sostengo a superare la paura di lasciarti andare e di abbandonarti alle tue emozioni. È nella fase espiratoria che percepisci maggiormente questa sensazione di abbandono che, se all'inizio ti metteva paura, con il tempo diverrà sempre più appagante.

“La respirazione del Rebirthing è spirituale e intuitiva, è un’ispirazione, non una disciplina.
Il suo e il tuo  segreto è la sensibilità e la dolcezza.
In un respiro “cosciente” tu sperimenti l’unità dell’essere a livello fisiologico, la fusione dello spirito con la materia: ciò che io chiamo l’esperienza biologica di Dio”. Leonard Orr.

 

 

Un momento esperienziale: la respirazione Vipassana, la via del Buddha

 

"Se riesci a intervenire sul respiro, all'improvviso ti ritroverai nel presente. Se riesci a intervenire sul respiro, conseguirai la fonte della vita. Se riesci a intervenire sul respiro, puoi trascendere il tempo e lo spazio. Se riesci a intervenire sul respiro, sarai nel mondo e al tempo stesso lo trascenderai."
Il libro dei segreti, vol. I, sessione 3, 3 ottobre 1972

 

Antonio Valmaggia in meditazione vipassana

Siedi in silenzio, chiudi gli occhi e osserva il tuo respiro. Il punto di osservazione più semplice è all'entrata delle narici. Quando il respiro entra, sentine il contatto all'inizio del naso.
Osservalo da quel punto.
Il contatto sarà più facile da osservare, il respiro sarebbe troppo sottile: all'inizio limitati a osservarne il contatto.Il respiro entra e tu lo senti entrare: osservalo. Il respiro esce e tu lo senti uscire: osservalo. Accompagnalo, seguilo e osservalo. Vedrai che a un certo punto il respiro si arresta. Si ferma vicino all'ombelico, per un attimo, si arresta. Quindi, risale verso l'esterno: seguilo, osservalo, di nuovo percepisci il contatto del respiro che esce dal naso. Seguilo, osservalo e accompagnalo verso l'esterno: arriverai di nuovo ad un punto in cui per un tempo brevissimo il respiro si arresta. E il ciclo riprende un'altra volta. Inspirazione, pausa, espirazione, pausa, inspirazione, pausa. Dentro di te quella pausa è il fenomeno più misterioso. Quando il respiro è entrato in te e si è fermato, non c'è nessun movimento: quello è l'attimo in cui si può incontrare Dio. Oppure quando il respiro esce e poi si ferma, e non esiste alcun movimento. Ricorda, non lo devi fermare tu: si ferma da solo. Se lo interrompi volontariamente, quell' istante ti sfuggirà, perché colui che agisce interferirà e scomparirà il testimone. Tu non devi interferire. Lascia spazio al respiro, al suo fluire naturale, alla sua naturalezza. Lo segui quando esce e lo segui quando entra. E presto ti accorgerai dell'esistenza di due pause. In queste due pause si trova la porta. Attraverso quella porta arriverai alla comprensione. Quando il respiro si arresta, tu sei presente, totalmente presente: sei perfettamente consapevole, totalmente cosciente. E anche se il respiro si è fermato, se il respiro non c'è più, tu ci sei ancora. Praticando questa osservazione del respiro che il Buddha chiama Vipassana oppure Anapanasati yoga se continui a osservare, a osservare, a osservare, ti accorgerai che pian piano la pausa aumenta e si amplia sempre di più. Alla fine accade che la pausa dura per diversi minuti. Una inspirazione e la pausa... e per alcuni minuti il respiro non esce. Tutto si è fermato. II mondo si è fermato, il tempo si è fermato, il pensiero si è fermato. Con l'arrestarsi della mente, il mondo intero si ferma perché la mente è il mondo. E in questa pausa riuscirai a percepire per la prima volta il respiro all'interno del respiro: la vita all'interno della vita.
Questa è l' esperienza della liberazione.
E' un'esperienza che ti rende più sensibile nei confronti di Dio; poiché Dio non è una persona ma l'esperienza della vita stessa.

 

Pubblicazioni consigliate

bibliografia di  psicologia prenatale

"...coloro che danno la vita a qualche creatura, non dovranno essere negligenti e indifferenti, ma prestare attentamente cura affinché l'arrivo alla vita di coloro che nascono divenga un momento il più gioioso possibile"
Pitagora


Verny T., Kelly J. Vita segreta prima della nascita Ed. Mondadori, Milano, 1981

Aivanhov O. M. L'educazione inizia prima della nascita Ed. Prosveta, Frejus, 1985

Nilsson L. La vita prima di nascere Ed. Paoline, Milano, 1988

Brazelton T. B. e Cramer B. G. Il primo legame Ed. Frassinelli, 1991

Ammaniti M. La gravidanza tra fantasia e realtà Ed. Il pensiero scientifico, Roma, 1992

Montesanto G., Calanca M. Alla scoperta del padre Ed. Costellazione di Arianna, Roma, 1992

Fiscon D. Gravidanza in musica (audiocassetta più libretto) Ed. Ludi Sound, Milano, 1994

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Chamberlain D. I bambini ricordano la nascita Ed. Bonomi, Pavia, 1998

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Curtis Glade B. La tua gravidanza Ed. Newton & Compton, Roma, 2000

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AA. VV. - "Il Giornale Italiano di Psicologia e di Educazione Prenatale" - Ed ANPEP, Treviso
AA. VV. Paternità e la vita prenatale: un ruolo in evoluzione

"Il Giornale Italiano di Psicologia e di Educazione Prenatale", N° 0 - 1° semestre 2001
Ed ANPEP, Treviso
AA. VV. La Psicologia e L'Educazione Prenatale

"Il Giornale Italiano di Psicologia e di Educazione Prenatale", N° 1 - 2° semestre 2001
Ed ANPEP, Treviso
AA. VV. Genitori Prima

"Il Giornale Italiano di Psicologia e di Educazione Prenatale", N° 2 - 1° semestre 2002
Ed ANPEP, Treviso
AA. VV. La Neuropsicologia Prenatale

"Il Giornale Italiano di Psicologia e di Educazione Prenatale", N° 3 - 2° semestre 2002
Ed ANPEP, Treviso
AA. VV. Il bambino: realtà pre- e post-natale

"Il Giornale Italiano di Psicologia e di Educazione Prenatale", N° 4 - 1° semestre 2003
Ed ANPEP, Treviso
AA. VV. PMA+I: Procreazione medica assistita-Integrata

"Il Giornale Italiano di Psicologia e di Educazione Prenatale", N° 5 - 2° semestre 2003
Ed ANPEP, Treviso
AA. VV. Stress e sofferenza fetale

"Il Giornale Italiano di Psicologia e di Educazione Prenatale", N° 6 - 1° semestre 2004
Ed ANPEP, Treviso

 


Rebirthing ad Approccio Transpersonale
di Filippo Falzoni Gallerani

Il Rebirthing è stato diffuso negli USA da Leonard Orr negli anni 70, anche se le sue origini sono molto antiche e collegate al Pranayama del Kundalini Yoga e a pratiche del Taoismo cinese. In Italia questa tecnica è stata sviluppata come metodo terapeutico dal Dott. Filippo Falzoni-Gallerani, uno psicologo che oltre agli studi in Italia ed in U.S.A. ha specifica esperienza delle tecniche orientali: ha trascorso molti anni in India presso " Shri Babaji" (riconosciuto come lo Shiva Mahavatar cui fa riferimento Yogananda nella sua Autobiografia) - e da anni si applica con successo nel campo della psicoterapia.

Il Rebirthing Terapeutico applicato dalla scuola di Falzoni si rivela un metodo attraverso il quale si possono ottenere straordinari risultati sia in campo prettamente terapeutico (è particolarmente efficace nella cura dell'ansia e della depressione), sia nella ricerca e conoscenza del "Sé Interiore". Questo metodo offre così dei benefici profondi anche alla persona sana favorendo l’auto-realizzazione, lo sviluppo delle facoltà latenti ed il risveglio interiore. Il respiro è il più diretto legame con l'energia vitale, che nella terminologia orientale è chiamata Prana o Ki. L’ansia e lo stress sono particolarmente dannosi alla salute perché portano ad un inconsapevole irrigidimento del diaframma e del torace ed in tal modo inibiscono la respirazione portando di conseguenza al decadimento e allo squilibrio del flusso dell'energia vitale che regola le funzioni fisiche, psichiche ed emotive dell’individuo. Liberare il respiro permette di scaricare le tensioni accumulate e porta al contatto diretto con il Prana-Energia che sta alla base di tutti i processi vitali. Si ottengono così immediati risultati sia livello fisico che a livello emotivo e mentale.

Oltre a questo, come si è detto, sono possibili anche significative esperienze interiori definite dalla psicologia moderna "Esperienze Transpersonali". Tali stati sono oggetto di studio sin da prima dell'era cristiana e caratteristici delle tradizioni orientali e consistono in esperienze di profonda consapevolezza su dimensioni non ordinarie dell’essere, accompagnate talvolta da intuizioni sulla "natura della mente" e da stati meditativi rivelatori del senso profondo dell'esistenza: esse suscitano momenti di beatitudine e chiarezza e inducono benefici duraturi per l'individuo nella sua totalità.

Le scoperte più recenti della Fisica quantistico-relativistica sono in strabiliante accordo con le definizioni dell'antica saggezza orientale ed è stato riconosciuto da molti eminenti scienziati un nuovo paradigma scientifico che prende in considerazione la coscienza, con prospettive rivoluzionarie per la psicoterapia. La tecnica respiratoria è in sé molto semplice, ma conduce ad esperienze profonde che non è opportuno affrontare con leggerezza e per le quali è indispensabile la guida di un professionista specializzato. Una volta ottenuto un buon grado di liberazione psicofisica e di padronanza il Rebirthing può essere praticato autonomamente.

Il Rebirthing Terapeutico ad Approccio Transpersonale, amplia le prospettive individuali, rende positivo l'atteggiamento nei confronti delle situazioni esistenziali favorendo il successo nelle attività pratiche, dispensa armonia e benessere psicofisico e permette di avvicinarsi, in modo molto rapido ad autentiche esperienze interiori, paragonabili agli stati avanzati dello Yoga.


Kryia yoga: la scienza del respiro
di Paramahansa Yogananda
da "Autobiografia di uno yoghi" Ed. Astrolabio

La scienza del Kryia Yoga è divenuta molto nota nell'India moderna ad opera di Lahiri Mahasaya, il Guru del mio Guru. La radice verbale sanscrita di Kryia è Kri, fare, agire, reagire; la stessa radice si trova nella parola karma, il principio naturale di causa - effetto. Kryia Yoga perché significa "unione (yoga) con l'Infinito attraverso una data azione o rito (kryia)". Uno yoghi che ne segua scrupolosamente la tecnica, viene gradualmente liberato dal karma, la catena della legge di causa - effetto, e delle sue azioni equilibranti. In obbedienza a certe antiche regole yogiche, non posso dare una spiegazione completa del Kryia Yoga in un testo destinato al pubblico. La tecnica effettiva va imparata da un Kryiaban, o Kryia -Yoghi, autorizzato dalla SRF - YSS: qui dovrà bastare un ampio cenno.

Krishna, il più grande profeta dell'India, si riferisce al Kryia Yoga in due versetti della Baghawad Gita: "Immettendo respiro inalante nel respiro esalante, e respiro esalante nel respiro inalante, lo yoghi neutralizza entrambi questi respiri; così egli sottrae prana al cuore e lo porta sotto il suo controllo..."

Il Kryia Yoga è un metodo semplice, psicofisico, mediante il quale il sangue umano viene purificato dell'anidride carbonica e risaturato di ossigeno. Gli atomi di questo ossigeno in sovrappiù si tramutano in correnti di vita per ringiovanire il cervello e i centri spinali. Fermando l'accumularsi del sangue venoso, lo yoghi può diminuire o interrompere il logorio dei tessuti: uno yoghi molto progredito tramuta le sue cellule in pura energia. Elia, Gesù, Kabir e altri profeti antichi furono maestri nell'usare il Kriya o una tecnica simile mediante la quale riuscivano a smaterializzare i loro corpi a volontà.

"Il Kriya Yoga è uno strumento mediante il quale l'evoluzione umana può essere affrettata", spiegava Sri Yukteswar ai suoi allievi. "Gli antichi yoghi scoprirono che il segreto della Coscienza Cosmica è intimamente legato alla padronanza del respiro.

Questo è il contributo impareggiabile e immortale che l'India ha apportato al patrimonio di conoscenze del mondo. La forza vitale che normalmente viene assorbita dal compito di sostenere il pulsare del cuore, deve essere liberata per svolgere attività più elevate, con l'aiuto di un metodo per acquietare le incessanti esigenze del respiro".

Il Kriya Yoga dirige mentalmente la propria energia vitale facendola ruotare in su e in giù, attorno ai sei centri spinali (i plessi midollare, cervicale, dorsale, lombare, sacrale e coccigeo) che corrispondono ai dodici segni astrali dello Zodiaco, il simbolico Uomo Cosmico. Mezzo minuto di rivoluzione dell'energia intorno alla spina dorsale dell'uomo determina sottili progressi nella sua evoluzione; quel mezzo minuto di Kriya equivale a un anno di naturale sviluppo spirituale. Il sistema astrale di un essere umano, con sei (dodici a causa della polarità) costellazioni interiori che girano intorno al sole dell'onnisciente occhio spirituale, è in rapporto col sole fisico e con i dodici segni dello zodiaco. Tutti gli esseri umani subiscono così l'influenza di un universo interiore e di uno esteriore. Gli antichi rishi scoprirono che l'ambiente terreno e quello celeste dell'uomo lo sospingono innanzi in cicli di dodici anni sul suo naturale sentiero. Le Scritture dicono che all'uomo occorre un milione d'anni di evoluzione normale esente da malattie per perfezionare il suo cervello somatico in modo tale da poter esprimere la Coscienza Cosmica. Mille Kriya eseguiti in otto ore e mezzo danno allo yoghi, in un sol giorno, l'equivalente di mille anni di evoluzione naturale: 365.000 anni di evoluzione in un anno.

In tre anni, un Kryia Yoga può così ottenere, con un proprio intelligente sforzo, lo stesso risultato che la natura concede in un milione di anni. S'intende che la scorciatoia del Kryia può essere presa solo da Yogi profondamente evoluti. con la guida di un guru, tali chela hanno accuratamente preparato il loro corpo e la loro mente per poter sopportare l'enorme potenza generata dalla pratica intensiva di questa tecnica. Il principiante Kriya Yoga esegue il suo esercizio solo da quattordici a ventiquattro volte due volte al giorno. Alcuni yoghi giungono alla liberazione in sei, dodici, ventiquattro o quarantotto anni. Uno yoghi che muore prima di aver raggiunto la piena realizzazione, porta con sé buon Karma del suo precedente sforzo Kriya: nella nuova vita egli sarà sospinto verso la Meta Infinita.

Il corpo dell'uomo comune è come una lampada da cinquanta watt, che non può sostenere i miliardi di watt di energia suscitati da una eccessiva pratica del Kriya. Mediante un aumento graduale e regolare del semplice e "comprovato" metodo del Kriya, il corpo umano si trasforma astralmente giorno per giorno, e alla fine è capace di sostenere quel potenziale infinito di energia cosmica che costituisce la prima espressione materialmente attiva dello Spirito.

Il Kriya Yoga non ha nulla in comune con gli ascientifici esercizi di respirazione insegnati da alcuni zelanti male informati. I tentativi di trattenere per forza il fiato nei polmoni sono contro natura e inoltre decisamente spiacevoli.

Il Kriya invece è accompagnato fin dall'inizio da un senso di pace ritemprante, e dà sensazioni calmanti :nella spina dorsale, che producono un effetto rigenerante.

Questa antica tecnica yoghica trasforma il respiro in sostanza mentale.

Con l'evoluzione spirituale si diviene capaci di conoscere il respiro quale atto mentale: un respiro di sogno.

Si potrebbero dare numerosi esempi del rapporto matematico tra il ritmo respiratorio di un essere umano e le variazioni dei suoi stati di coscienza.

Una persona la cui attenzione è completamente assorbita da qualche intricato argomento intellettuale, o da qualche delicato o difficile atto fisico, automaticamente respira con molta lentezza.

La fissità dell'attenzione si unisce alla lentezza del respiro, una respirazione accelerata o irregolare inevitabilmente accompagna stati emotivi dannosi come la paura, la lussuria, la collera. La scimmia irrequieta respira trentadue volte al minuto.

L'elefante, la tartaruga, la serpe e altri animali noti per la loro longevità hanno un ritmo respiratorio più lento di quello dell'uomo. La tartaruga gigante, per esempio, che vive fino ai 300 anni, respira solo quattro volte al minuto.

Gli effetti ristoratori del sonno sono dovuti al fatto che l'uomo perde temporaneamente la coscienza del proprio corpo e della respirazione. L'uomo che dorme diventa uno yoghi: ogni notte egli compie inconsciamente il rito yoga di liberarsi dall'identificazione col proprio corpo, e di fondere la forza vitale con le correnti risanatrici nella regione principale del cervello e nelle sei sottodinamo dei centri spinali. Il dormiente attinge in tal modo, senza saperlo, al serbatoio di energia cosmica che alimenta tutta la vita.

Lo yoghi volontario attua un processo semplice e naturale in modo cosciente invece che inconsciamente come fa colui che dorme.

Il Kriya Yoghi usa la sua tecnica per saturare e alimentare tutte le cellule del suo corpo con una luce immortale, serbandole così spiritualmente magnetizzate. Scientificamente, egli rende inutile il respiro senza tuttavia entrare, durante la pratica, negli stati negativi del sonno, dell'incoscienza o della morte... L'uomo rozzo si rende conto solo raramente, e forse mai, che il suo corpo è un regno governato dall'Anima, Imperatrice assisa sul trono del cranio, la quale ha dei reggenti sussidiari nei sei centri spinali o sfere di coscienza.

Questa teocrazia: si estende su una folla di sudditi ubbidienti: ventisettemila miliardi di cellule munite di sicura, sebbene apparentemente automatica, intelligenza, mediante la quale esse assolvono tutti i loro compiti per lo sviluppo, la trasformazione e la dissoluzione del corpo, e cinquanta milioni i pensieri base, di emozioni e variazioni di fasi che si alternano nella coscienza umana in una vita media di sessant'anni. Ogni apparente insurrezione delle cellule fisiche o mentali contro l'Anima Imperatrice, sotto forma di malattia o di depressione, non è dovuta a slealtà degli umili cittadini, ma all'uso inopportuno, passato o presente, che l'uomo fa della propria individualità, o del libero arbitrio.


Medicina Tradizionale Cinese - Note di energetica respiratoria
di Carlo Moiraghi

Chi, soffiando ora con forza ora con dolcezza espira e aspira, espelle l'aria viziata e assorbe l'aria pura, si appende come l'orso e si stira come l'uccello, cerca solo la longevità. Chuang Tzu

Il ritmico alternarsi dell'inalazione di ciò che è puro e dell'esalazione di ciò che è impuro, e le pause intercalate, permettono l'attivazione e la purificazione di tutto il metabolismo energetico organico. Le quattro fasi respiratorie danno ritmo all'armonica circolazione vitale, e promuovono quell'incessante flusso di Qi, il Soffio Vitale dell'organismo, che il Su Wen, l'antico testo di medicina cinese, dice fondamento della vita.

Nel pensiero prototaoista le funzioni assimilatorie respiratorie digestive circolatorie si fondevano in un universale concetto di dinamismo e trasformazione vitale.

La respirazione rappresentava la via per nutrirsi di Tian Qi, il Soffio Celeste. Nel tempo si svilupparono primordiali tecniche atte a trattenere l'inspiro il più a lungo possibile, la ritenzione del soffio, Bi Qi, e migliorare cosi il nutrimento.

Con l'evoluzione della cultura taoista, la respirazione, la trasformazione digestiva e la circolazione, pur mantenendo reciproche ed inscindibili relazioni, andarono concettualmente differenziandosi. Fu verso la metà della Dinastia Tang che la funzione respiratoria venne ben organizzata.

Accanto al Wai Qi, Il Soffio Esterno, nutrimento celeste, viene identificato il Nei Qi, il Soffio Interno, che rappresenta il Soffio Originario Vitale dell'organismo, e la sua circolazione.

La funzione respiratoria viene così codificata in due percorsi fra loro correlati: il respiro esterno, assimilazione ed espulsione di Wai Qi, continuo e ritmato apporto e scambio con l'esterno, ed il respiro interno, circolazione e conduzione di Nei Qi, il Soffio Interno. Quest'ultimo appare valenza respiratoria della circolazione energetica a livello dei canali energetici come degli organi e dei visceri interni.

La tradizione sottolineò la necessità di tenere separate, seppur interagenti, le circolazioni del Soffio Esterno ed Interno, ad evitare dispersioni espiratorie di Soffio Originario dell'organismo.

Quanto all'espulsione del Soffio, furono precisati sei metodi espiratori in relazione ai Soffi dei 5 Organi, e del San Jiao, Triplice Riscaldatore.

Queste pratiche, sopravvissute sino ad oggi, sono conosciute come Liu Zi Jue, I Sei Suoni Segreti e fanno parte di quella pratica energetica che è il Qi Gong.

Si misero poi a punto varie e complesse tecniche di assimilazione, attivazione e conduzione del soffio, il prototipo delle quali è la grande famiglia di pratiche che va sotto il nome di Respirazione Embrionale, Taixi.

Tecniche di assorbimento, guida, fusione, utilizzazione del soffio atte a nutrire il principio vitale, a rinvigorire il Soffio Vivo ed evitare la formazione di Soffio Morto.

Quanto alla Respirazione Embrionale, è famiglia di pratiche che ripropongono nell'adulto la respirazione centrata sul cordone ombelicale, propria del feto. Il Dan Tien mantiene anche dopo la nascita massima importanza energetica, ed è luogo ove mantenere viva la propria presenza energetica durante ogni pratica taoista.

Per quanto riguarda gli scambi energetici che avvengono durante la Respirazione Embrionale, ricercare uno schema fondamentale nella miriade di tradizioni a riguardo, appare oltre che difficile, anche poco più che una forse inutile razionalizzazione. Vale comunque qualche nota, con attenzione da un lato alla direzione del movimento energetico dei Tre Riscaldatori, dall'altro all'attività dei Riscaldatori stessi nelle varie fasi respiratorie. Mi propongo di spiegare le basi energetiche nella respirazione embrionale in relazione con il Triplice Riscaldatore. In sintesi, durante la discesa inspiratoria di Soffio Esterno, attivata dal Riscaldatore Inferiore, è questo stesso Riscaldatore che attiva la discesa del Soffio Interno, mediante il movimento energetico di Fegato e Rene, gli organi che gli competono. La fusione dei Soffi Interno ed Esterno avviene specie durante la pausa postinspiratoria attivata dal Riscaldatore Medio e dai movimenti energetici degli organi che gli competono, Milza e Stomaco. Durante l'espirazione, espulsione di Soffio Esterno stantio, avviene la discesa e diffusione a tutto l'organismo alla periferia e alla pelle del Soffio Interno, attivata dal Riscaldatore Superiore e dai suoi organi di Polmone e Cuore. Segue la pausa postespiratoria, momento di trasformazione, attivata dal Riscaldatore Medio.

Il movimento respiratorio, anche quanto alle sue basi energetiche, appare dunque, schematizzando, un movimento ritmico di riunione, trasformazione, separazione, trasformazione.

Sviluppando questi fondamenti energetici, la Respirazione Embrionale appare una sorta di modello respiratorio, per così dire, a mantice, che si attua nella successione di un movimento respiratorio centripeto ed di un movimento respiratorio centrifugo. Durante l'inspirazione, il momento centripeto, il respiro esterno cioè l'aria inspirata e l'energia pura del Cielo discendono e si incontrano ed uniscono con il respiro interno ascendente, cioè il nostro Soffio Interno.

Dopo la fusione dei Soffi Esterno ed Interno che avviene specie durante la pausa postinspiratoria, si attua l'espirazione cioè il movimento centrifugo in cui il respiro esterno stantio viene emesso all'esterno mentre il respiro interno viene diffuso a tutto il nostro organismo di cui rappresenta fondamentale nutrimento energetico.

Durante la seguente pausa postespiratoria questo movimento centrifugo si converte nella successiva inspirazione centripeta.

San Jiao - Triplice Riscaldatore. Il viscere funzionale

La tradizione lo dice Gu Fu - viscere solitario, sottolineando l'unicità concettuale di questo sistema a tre focolai che coordina ogni metabolismo organico. Corrisponde all'elemento Fuoco e partecipa alla termoregolazione ed al riscaldamento corporeo. D'altra parte regola la produzione, la trasformazione e la libera circolazione dell'Acqua. Riassume così in sé il bilanciamento dell'asse Acqua - Fuoco, vitale cardine umano.

La tradizione ci informa: San Jiao è il delegato del Soffio Originario. Esso ingloba tutti gli organi e comanda, fa circolare e comunicare le varie forme del Soffio Vitale. Attraversa gli organi e i visceri. E' la via delle acque e la via degli alimenti, interpretabile come coordinata generale degli assi organici yin - yang, alto - basso, esterno - interno, fuoco - acqua, San Jiao presenta fondamentali relazioni tra i suoi tre focolai, tripartizione supero - inferiore del corpo e/o del tronco, i Riscaldatori Superiore, Medio e Inferiore.

In alto il Riscaldatore Superiore, raffigurato come nebbia e vapore, è in relazione con la Tian-qi, energia respiratoria ed irradia dall'alto verso il basso con i suoi organi Polmone e Cuore.

Al centro il Riscaldatore Medio, raffigurato come schiuma, è in relazione con l'energia degli alimenti e trasforma l'energia nutritiva.

Irradia dal centro verso l'alto mediante la Milza, e verso il basso, mediante lo Stomaco.

In basso il Riscaldatore Inferiore raffigurato come palude e canale di drenaggio, è in relazione con l'energia riproduttiva, ed il Soffio Originario, irradia dal basso verso l'alto mediante fegato e rene.

San Jiao possiede dunque una precisa organizzazione alto - basso dei movimenti energetici delle sue tre sezioni. Ogni Jiao irradia verso gli altri due.

Ciò che va notato è come il Triplice Riscaldatore raffiguri un viscere funzionale e concettuale, cioè senza corrispondenza materiale e fisica, a sottolineare la particolarità dello sguardo cinese tradizionale.


Piccola orbita microcosmica e serpente
di Carto Moiraghi

L'antica pratica taoista detta Xiao Zhou Tian Gong è un esercizio di circolazione del soffio vitale del nostro organismo in quell'anello energetico che decorre lungo il nostro tronco e la nostra testa all'avanti, e all'indietro sulla linea mediana. Il centro di questa orbita è il Dan Tian, poco sotto il nostro ombelico. Questo antica pratica di Qi Gong, cioè di lavoro energetico, promuove la risalita del flusso vitale lungo il dorso e la sua ridiscesa lungo il ventre, al ritmo del respiro. Questo anello vitale è formato da due canali energetici di primitiva formazione embriogenetica: Ren Mai e Du Mai, che la tradizione taoista dice essere Fondamento e Madre l'una, Ren Mai, di tutti i canali Yin e l'altro, Du Mai, di tutti i canali Yang dell'uomo.

L'ideogramma arcaico di Ren Mai è composto di due caratteri il primo dei quali rappresenta una persona, mentre il secondo carattere rappresenta un fardello a livello del ventre. Il riferimento evidente è ad una donna gravida, che viene cosi qui posta ad immagine del primario canale energetico di valenza Yin del corpo. L'ideogramma arcaico di Du Mai è invece rappresentato da un'unica figura composta di due caratteri avvinghiati tra loro. Uno di questi rappresenta un uomo, proprio come nel caso precedente. L'altro carattere rappresenta un serpente che sale a spire lungo il dorso di quest'uomo la risalita sinuosa di un serpente lungo la schiena è dunque posta ad immagine del primario canale energetico di valenza Yang del corpo. A questo avviso la tradizione taoista e la tradizione induista, come sovente si verifica, paiono strettamente collegate, suggerendo evocanti analogie tra la visione cinese dell'ascesa di Qi, cioè di Soffio Vitale lungo Du Mai, il Canale dorsale Madre di tutto lo Yang, e la visione indiana dell'ascesa di Kundalini lungo Sushumna, il Canale dorsale dei Chakra.


REGRESSIONI


TERAPIE EMOZIONALI

Somato Emotional Release

IL RILASSAMENTO SOMATO EMOZIONALE NELLA DISCIPLINA CRANIO-SACRALE
a cura di Chiara Zanchetta – Ass. Culturale MU

 

Il Cranio-Sacrale (CS) è un approccio di lavoro sul corpo che rientra nelle discipline del benessere e bio-naturali. Si avvale di specifici approcci manuali che prevedono un contatto dolce e leggero applicato in varie zone del corpo, direttamente o indirettamente collegate al Sistema CS o Sistema Respiratorio Primario (SRP), che stimolano l'attivazione le risorse innate e le intrinseche capacità di riequilibrio, riorganizzazione e integrazione delle funzioni vitali del sistema, inteso nella sua globalità di corpo-mente.

Il SRP è un sistema fisiologico ed energetico che si sviluppa a partire dalle prime fasi dello sviluppo embrionale, e che si esprime in vari livelli di cicli di espansione e contrazione, come una respirazione profonda, percepibile grazie a un sofisticato ascolto del corpo.

Questa disciplina ha le sue origini all'inizio del 900 con il lavoro pioneristico del Dr. W.G. Sutherland, osteopata, ripreso negli anni 70 dal Dr. J. Upledger, che ne ha permesso la sua divulgazione. Questo lavoro si è evoluto negli anni da un approccio più fisico e meccanico, a un approccio più profondo ed energetico, di tipo bio-dinamico. Esistono varie scuole che integrano in modo diverso i vari livelli di lavoro CS.

 Alla base della disciplina CS c'è la pratica della meditazione. Nel trattamento stesso l'operatore si pone in uno spazio di meditazione, e sostiene tale spazio nell'esperienza del cliente. Con il termine meditazione intendiamo l'orientamento ad essere presenti a ciò che accade nel momento presente nel sistema corpo-mente, con un atteggiamento privo di giudizio.

 Nel percorso di formazione come operatore CS, dopo una formazione di base, si approfondisce la pratica con un percorso che prende il nome di Rilassamento Somato Emozionale (RSE).

Il metodo RSE consiste nel combinare uno specifico approccio comunicativo a quello manuale, per permettere al cliente una maggiore esplorazione del vissuto durante il trattamento, con un conseguente aumento della consapevolezza e facilità nel rilasciare contenuti emotivi che vengono stimolati dal lavoro sul corpo.

 Il lavoro sul corpo si fonda sul presupposto che esiste un intimo rapporto tra lo stato fisico e la reazione emotiva. Conoscere il corpo ci aiuta a conoscere le nostre emozioni.

La modalità di ascolto profondo del sistema attuata dall'operatore facilita l'emergere di emozioni, ricordi e sensazioni: a volte emergono ricordi che erano stati cancellati dalla parte cosciente del ricevente, altre volte, per es. lavorando nell'area di una cicatrice, riaffiorano il dolore e/o la paura legate all’evento che ha prodotto la ferita.

 Con il RSE si introducono approcci di dialogo che possono essere utili in queste circostanze. Il RSE non è inteso come un lavoro di tipo psicologico, ma come un supporto che l'operatore dà al cliente nell'esplorare cosa sta accadendo nel momento presente, aiutandolo ad entrare nel vissuto emotivo con uno stato di presenza e non di identificazione. Non c'è nessun interesse nel cercare di cambiare qualcosa, ma l'obiettivo è quello di sostenere l'esplorazione. E' parte della professionalità dell'operatore saper riconoscere la necessità di inviare il cliente a un professionista competente, qualora emerga la necessità, sia a livello psicologico che medico.

 Il processo di RSE riguarda la possibilità per il cliente di entrare in contatto con i vari aspetti dell'esperienza mentre riceve il lavoro CS. La consapevolezza degli stimoli sensoriali è ciò che più facilmente ci mette in contatto con il qui e adesso. La consapevolezza del corpo riguarda un’esperienza soggettiva di sensazioni che possono originare all’esterno o all’interno del corpo e che sono percepite attraverso i sensi. Aiutare l’altro a entrare in contatto con l’esperienza sensoriale del momento è uno strumento che abbiamo a disposizione nel lavoro sul corpo. Semplicemente portando attenzione a cosa succede nel corpo nel presente, è possibile allentare la presa di uno stato d’animo disturbato. Usiamo la consapevolezza del corpo come un’ancora per tornare al presente, al qui e adesso.

Contemporaneamente, il lavoro CS sul corpo facilita il rilassamento. Grazie al rilassamento fisico anche la psiche si rilassa.

Altre volte è proprio dal rilassamento che qualcosa di nuovo emerge. Il rilassamento consente una migliore conoscenza dello schema corporeo, permettendo la presa di contatto con zone normalmente sconosciute alla nostra attenzione quotidiana.

 Molto spesso ciò che ci troviamo ad esplorare nella seduta, è un vissuto corporeo che “non ha nome”. Per alcuni è molto facile descrivere cosa avviene nel corpo, per altri all’opposto è un’esperienza da marziani. Eugene Gendlin, filosofo e psicoterapeuta americano, ha coniato il termine “felt sense”, tradotto in italiano come “sensazione sentita”, per indicare quelle esperienze corporee interne che sono indefinite, che diventano particolarmente rilevanti in frangenti particolari e che influenzano profondamente la nostra vita. Queste esperienze corporee vengono definite da Gendlin come “consapevolezza corporea”: siamo consapevoli di un qualcosa che non è chiaro, che non ha forma né nome, eppure sappiamo (lo sappiamo con il corpo!) che questa sensazione è significativa. Infatti spesso crea disagio.

La sensazione sentita diventa ciò che esploriamo e al tempo stesso anche il modo con cui la persona può verificare il cambiamento. Spesso non è nemmeno importante una comprensione intellettuale del contenuto ad essa legata, quanto invece è importante esplorare la sensazione corporea, accoglierla, fargli spazio, descriverla. E’ quando il corpo comprende che il vero cambiamento avviene.

 Il RSE non ha modalità standard predefinite. Il dialogo è uno strumento che abbiamo a disposizione, ma non necessariamente un elemento essenziale. A volte l’intervento verbale è assente, il tutto avviene a livello di comunicazione non verbale, altre volte è minimo e altre ancora invece riccamente articolato. L’accento fondamentale resta quello di sintonizzarci su ciò che la situazione richiede nel momento presente.

 Dal punto di vista dell'uso del linguaggio, una parte della formazione RSE si basa sui presupposti della Programmazione Neuro Linguistica di tipo umanistico, in un formato adattato alle esigenze specifiche del lavoro.

 Un altro aspetto a cui viene data molta importanza in tutto il lavoro CS e di conseguenza anche nel RSE, è l'atteggiamento di lavoro, che si radica in uno spazio neutro all'interno dell'operatore. E’ uno stato di equilibrio tra l’andare e il venire dell'attenzione e dell'intenzione. Questo spazio non è quello di un osservatore dissociato e scollegato, ma piuttosto di chi è totalmente coinvolto nell’ascolto tanto da poter instaurare un rapporto diretto e rispettoso con il sistema del cliente, uno spazio da cui poter far fluire la compassione come conseguenza naturale di un contatto profondo e appropriato.

 "Nulla esiste se non in un istante, nella forma e nel colore del momento presente.
Ogni cosa fluisce in un’altra, e non può essere afferrata.
Anche sotto un pesante manto di neve possiamo scorgere i bucaneve e qualche altra pianticella che comincia a crescere.”

Suzuki Roshi

 


 

TERAPIE IN ACQUA E VASCHE DI ISOLAMENTO SENSORIALE

 

 

 Samadhi Tank – la vasca di isolamento sensoriale - L'incredibile esperienza di fluttuare in un oceano di silenzio

Samadhi è il termine indiano che significa illuminazione, contatto col divino. La Samadhi Tank, letteralmente "Vasca per Illuminazione", è il nome della prima vasca di isolamento sensoriale creata nel 1972 dall'ingegnere americano Glenn Perry sulla base delle sperimentazioni di John Lilly. Il concetto è semplicissimo, si tratta di una vasca di plastica, isolata, al cui interno si trova una spanna d'acqua satura di sali inglesi a temperatura corporea. Ci si siede dentro e si chiude la leggera porta, ci si adagia nell'acqua ipertonica che permette un galleggiamento eccezionale e, per via della temperatura esattamente uguale a quella corporea si perde completamente la sensazione di essere appoggiati o in contatto. Così in quel letto d'acqua ci si perde nello spazio vuoto, il corpo si rilassa incredibilmente, sospeso com'è sulla morbida acqua come se fosse sul nulla. Nascono delle esperienze molto intense, si sperimentano stati di espansione della coscienza, si rivivono ricordi, ci si proietta nel futuro, o, ci si abbandona in un sonno profondissimo. Una sessione dura circa un'ora, ma alcune persone si abbandonano in quell'oceano di silenzio per ore e ore. Moltissimi attori come Donald Sutherland, filosofi come Timoty Leary, scienziati, sportivi come McEnroe hanno utilizzato la Samadhi Tank come strumento di creatività, di introspezione spirituale o di rilassamento psicofisico prima di una gara. E' un'esperienza unica, una porta aperta verso voi stessi.

 

Samadhi tank - la camera di galleggiamento antistress
di Italo Bertolasi

Si galleggia in una vasca in fibra di vetro che assomiglia a un utero per rilassare anima e corpo. Consigliata a chi è stanco e stressato, a sportivi, manager e studenti nei momenti di maggior tensione. Inventata in America negli anni '50 per studiare il cervello in stati di deprivazione sensoriale la "camera di galleggiamento" oggi è usata per stimolare il relax, la vitalità e il benessere. Per ritrovare equilibrio fisico e mentale, ottimismo e serenità. Ma c'è chi galleggia per esplorare i misteri dell'anima.

La vasca è di forma ovoidale e ci si può sdraiare a braccia e gambe allargate. Contiene un'acqua tiepida - 34,5° - satura di sali minerali, con PH 7. E' illuminata da un faretto subacqueo che si può accendere quando si vuole ed è sonorizzata con musica per il relax: rumori d'onda mischiati a canti dei delfini - una specie di musicoterapia subacquea. La camera si chiude con un portello che si può sollevare dall'interno. Per isolarsi e galleggiare al buio. Imita in grande l'utero materno e può indurre una regressione profonda.

Il funzionamento è molto semplice: basta lasciarsi galleggiare sul "cuscinetto" d'acqua salata alta 30 cm. che ci sostiene alla perfezione. L'assenza di stimoli esterni - termici, uditivi, luminosi - e soprattutto l'assenza della forza di gravità inducono uno stato di deprivazione sensoriale. Si regredisce e ci si rilassa come durante un sonno profondo di otto ore, ma non ci si addormenta. Allora si producono reazioni biochimiche benefiche e il nostro cervello è in uno stato di lucidità e coscienza.

La camera di galleggiamento è stata inventata nel 1954 dal neurofisiologo americano John Lilly per studiare il comportamento del cervello (vedi box) ed è stata perfezionata dal centro salute italiano "Oceano Privato" in uno strumento per il benessere mente-corpo. Gli spiritualisti della "New Age" invece la usano come "Samadhi - Tank": un piccolo tempio di meditazione per raggiungere appunto il Samadhi, lo stato di pace, armonia e supercoscienza dei mistici e degli yogi indiani. Nel profondo relax indotto dal galleggiamento il nostro cervello produce onde Theta da 4 a 7 Hz; queste onde sono generate nel dormiveglia e nella meditazione, e sono accompagnate da immagini psichiche, dette Hipnagogic Images. Affiorano allora ricordi di infanzia, libere associazioni, ispirazioni creative e altri "materiali" dell'inconscio. Le onde Theta sono diverse dalle altre onde cerebrali: le Beta, da 13 a 30 Hz, quando si è svegli; le Alfa, da 8 a 12 Hz, quando si è calmi, e le Delta, da 0.5 a 4 Hz quando si dorme profondamente o si è in stati di incoscienza.

L'inventore

E' l'americano John Lilly, neurofisiologo e scienziato che nel '52 brevetta la "vasca di isolamento sensoriale" per studiare le reazioni in assenza di stimoli sensoriali. Progetta una vasca - utero perfettamente isolata da luci e rumori che riempie d'acqua tiepida e salata per galleggiare. L'immersione riduce la forza di gravità e limita le stimolazioni alla parte più interna dell'orecchio - il vestibolo - che informa il cervello sull'orientamento di ogni parte del corpo e che presiede al senso di equilibrio. In vasca Lilly scopre che il cervello non si addormenta e non smette di lavorare ma invece attiva stati alterati di coscienza. In quegli anni la scienza ufficiale sosteneva la vecchia idea della causa - effetto: il cervello lavora solo se è stimolato dall'esterno. Lilly dimostra il contrario. Poi studia l'intelligenza "liquida" e supersensibile dei delfini che paragona agli stati di coscienza e fluidità indotti nella sua vasca. Scrive il libro "The Deep Self. Isolation Tank Relaxation" una bibbia per i terapeuti delle nuove medicine dell'acqua a cui si ispirerà il regista Ken Russel per il suo film Stati Alterati. Oggi Lilly studia gli stati di "abbandono" del corpo (O.B.E. - Out of Body Experiences): Ha ridisegnato una nuova carta del cervello che rivela aree e funzionalità sconosciute.E' anche "guru" di una comunità di "Acquanauti": uomini che vivono con i delfini aiutati da "Janus", un software programmato per comunicare con gli amici cetacei.

Utilità della camera di galleggiamento

1) Riduce lo stress che per il 70% è causa di tutte le malattie.

2)Allevia stati di ansia. E' un ottimo rimedio anti insonnia.

3)Rilassa le tensioni muscolari e "ricarica" muscoli e cervello.

4)Allevia i dolori provocati dai blocchi energetici.

5)Normalizza la pressione sanguinea e i ritmi respiratori.

6)Acutizza le funzioni mentali. Stimola ottimismo e vitalità.

7)Rilassa e tonifica l'intero organismo. Potenzia le prestazioni sportive e professionali.

8)In vasca si eliminano stimoli esterni e si vive in uno stato di "deprivazione sensoriale". In un buio totale si galleggia liberi dalla forza di gravità. La temperatura dell'acqua è neutra, né calda né fredda. Non esistono suoni o rumori e in un totale silenzio si è soli con se stessi, senza "maschere".

9) Aumenta la consapevolezza corporea e la coscienza di Sé.

10) Nella camera di galleggiamento il nostro cervello - che è un organo endocrino - riduce la secrezione della sostanza legata allo stress e all'aggressività, ovvero l'adrenalina. Aumentano invece le endorfine, gli "oppiacei naturali" che riducono il dolore e stimolano il piacere, il relax e il benessere generale.

A chi è consigliata

Lo chiediamo a Melissa Fanelli che assieme al fratello Francis dirige il centro salute "Oceano Privato" di Milano. Ci spiega Melissa: "Non esiste nessun tipo di controindicazione per chi vuol galleggiare nella nostra vasca. La vasca è consigliata anche a chi vuol conoscersi più fondo e così estrinsecare le proprie potenzialità. Tra i nostri più frequenti "galleggiatori" ci sono:

Uomini e donne stressati dal troppo lavoro, depressi, ansiosi, nervosi. C'è chi soffre di insonnia e chi di una spiacevole sensazione di stanchezza cronica. In genere dopo la "seconda vasca" ci si sente meglio: si recupera una tonicità fisica e mentale. Ci si sente più tranquilli e più sereni. E si dorme di più.

Donne in gravidanza. Noi le seguiamo dal 4° - 5° mese. Abbiamo notato una riduzione della ritenzione dei liquidi e del mal di schiena provocato dall'aumento di peso. Nella nostra vasca le future mamme diventano più armoniche, più coscienti del loro stato. E i loro bimbi hanno poi un rapporto speciale con l'acqua.Dormono senza problemi e sono sereni.

Gli studenti e tutti coloro che vogliono aumentare le loro capacità di apprendimento possono rilassarsi e ricaricarsi. Un'ora di galleggiamento ha lo stesso beneficio di 6 ore di sonno.

Gli sportivi che vogliono rilassarsi per tonificare al meglio le muscolature. In vasca si possono eliminare tossine e stress da competizione e l'effetto "Letdown" del dopo gara - quando alla fine dello sforzo ci si sente esausti, senza forze e senza energie. Diminuiscono le tensioni alle giunture e aumenta la concentrazione e la fiducia in se stessi. In vasca si riescono a curare velocemente i traumi muscolari.

A tutti coloro che vogliono concedersi un'ora piacevole di riposo e di " libertà " mentale. Per percepire il mondo in un nuovo modo, più fresco e più vivo."

Come si fa una buona seduta di galleggiamento

1) Dimenticare l'orologio e la fretta. Meglio concedersi una mattinata o un pomeriggio intero. 2) Non entrare in vasca con lo stomaco pieno. Prima di galleggiare aspettare due o tre ore dall'ultimo pasto. 3) Entrare in vasca quando ci si sente distesi e dopo un breve colloquio con l'assistente. 4) Toilette e doccia obbligatori. Si entra in vasca con costume da bagno, cuffia e tappi per proteggere le orecchie dall'acqua salata. 5) Iniziare il galleggiamento con la musica di sottofondo, la vasca illuminata e il portello socchiuso. L'aria può essere aromatizzata con gli oli essenziali preferiti. 6) Dopo quindici minuti - se lo si vuole - spegnere la luce, chiudere il portello per "navigare" senza stimoli sensoriali. 7) Godersi una mezz'ora di buio in stato di "deprivazione sensoriale". 8) Alla fine dieci minuti di luce e di musica per reintegrarsi e uscire lentamente dalla vasca. 9) Doccia e shampoo per togliersi il sale. 10) Tisana calda e colloquio finale. Il galleggiamento dura un'ora. Prima di riprendere il ritmo di sempre, è consigliato il riposo in poltrona per un'altra ora.

Il mio primo galleggiamento

Un po' per curiosità e un po' per vincere la paura dell'acqua ho deciso di fare l'esperienza della "Samadhi Tank", la camera di galleggiamento. L'ho scoperta ad un congresso di medicina olistica e Melissa Fanelli che dirige il centro benessere "Oceano Privato" - i primi ad usarla in Italia - mi ha invitato a provarla.

Il primo "galleggiamento" è un po' come il primo amore. Non si scorda mai. Quel giorno mi ero presentato puntuale alle 10 del mattino. Emozionato dal pensiero di rinchiudermi in un vascone buio sospeso su una spanna di acqua salata. Ma mi sono tranquillizzato parlando un po' con Melissa. Dopo una doccia calda ho messo la cuffia da bagno, i tappi nelle orecchie e sono entrato in vasca guardando con diffidenza l'acqua salata che mi doveva sostenere. Appena disteso mi sono sentito sollevare in alto e ho iniziato a galleggiare con la testa adagiata sul cuscino più morbido della mia vita. Ero in un bagno d'azzurro, luce azzurra dappertutto. All'inizio un po' di disorientamento poi il piacere di sentirmi "a casa". Gli occhi si chiudevano da soli. Mi rilassavo cullato dall'acqua e dal canto dei delfini diffuso in vasca.Era la prima volta che sentivo i "fischi" dei delfini che puoi confondere col canto di grilli e cicale: una musica liquida che aiuta a "volare" e a "viaggiare". Stavo bene. Allora ho preso coraggio. Ho spento la luce e sono rimasto così al buio più buio. Melissa allora ha chiuso il portello: mi sembrava di essere in un aereo al momento del decollo.

In quel buio iniziava così il vero viaggio.Sentivo un piacere intenso a rilassarmi e a isolarmi: il mondo esterno è tagliato fuori completamente, avevo le vertigini e la sensazione di galleggiare nel vuoto come un astronauta. Ma invece di addormentarmi mi sentivo più vivo, più sensibile. Sentivo i piccolissimi movimenti involontari del mio corpo che si stiracchiava e si modellava sull'acqua. Silenzio e buio dilatavano i rumori corporei: il battito del cuore, il suono prodotto dai polmoni, dallo stomaco. Sentivo che il corpo non mi "ubbidiva" più con la solita prontezza. Senza controlli era libero di sprofondare nell'ebbrezza di quel buio e di quel nulla, sempre più giù. Qualche volta perdevo coscienza e tutto sembrava fermarsi. Il cuore, il respiro. Allora il buio si accendeva di colori invadenti: verdi smeraldo e poi viola fosforescenti o blu cobalto. Affioravano nostalgie, immagini. Poi un brivido, uno scossone e tutto nel mio corpo si rimetteva in moto. Come una macchina che riparte e accende il motore. La sensazione più spiacevole l'ho provata quando sono uscito dalla vasca. Corpo e mente erano andati in vacanza, non mi "ubbidivano" più. Non volevano abbandonare quel cantuccio caldo e accogliente. Sono uscito dalla vasca con un viso radioso e in perfetto relax. Mi sentivo vivo, energetico euforico e ottimista. Alla fine Melissa mi ha offerto una tisana e abbiamo chiacchierato un po'. Uscito da "Oceano Privato" mi sentivo diverso: vedevo tutti schizzare di qua e di là. Sentivo come un cupo rimbombo il rumore della città. Poi, durante il giorno, mi sono "fermato" un paio di volte: per isolarmi e ritornare a galleggiare in quell'angolo dolce e segreto di pace e benessere che avevo scoperto.

La seconda volta

Pochi giorni fa ho ripetuto il galleggiamento. Come la prima volta ancora emozione e molta curiosità. Ritornavo da due settimane di lavoro in acqua con Harold Dull e con il Watsu e pensavo che ormai quella spanna d'acqua non avrebbe riservato sorprese. Invece il "viaggio" nella vasca è sempre una nuova avventura. Il buio della camera di galleggiamento non è quello di una notte stellata o della nostra camera da letto. E' un nero palpabile e avvolgente, umido e misterioso che ti entra dentro e che ti fa sparire.

Questa volta ho pensato alla morte e ho avuto un momento di paura. Allora ho tirato due bei respironi che mi hanno rimesso in uno stato di calma.Ancora un senso piacevole di estraniamento e poi di vuoto e vertigine. Mi sentivo sospeso tra due grattacieli. Allora mi sono appoggiato alla vasca e al momento di staccarmi di nuovo mi sembrava di cadere nel vuoto. A momenti di torpore seguivano altri di grande lucidità, di sogni a occhi aperti. Osservavo che in quel buio aprire o chiudere gli occhi non fa una gran differenza. Ogni tanto mi divertivo a guardare il buio ad occhi aperti. E' una strana sensazione: è come guardare in uno specchio e lo sguardo respinto si rivolge all'interno e allora... Io mi sono visto nascere. Espulso da un angolino caldo e accogliente e costretto a strisciare, ad uscire. Provavo una dolorosa sensazione di abbandono, di angoscia. Allora ho pensato d'esser nato con questa infelicità. Con la coscienza di abbandonare una casa ideale.E' per questo che piangono i bimbi che nascono?.

Nel buio della camera di galleggiamento non ho avuto né troppa paura né un senso di claustrofobia. Direi che mi sono sentito molto bene. La novità è che sei in un mondo erotico, passivo e "femminile" dove tutto succede senza fare niente. Nella vasca ho scoperto il potere della fragilità e della sensibilità che la nostra società "muscolare" non tiene in gran conto. Ho imparato a "psiconavigare" nel caos e nel vuoto che sono una nostra realtà sospeso su quel tappeto volante d'acqua salata.

In vasca ho sentito che il mio corpo imparava a danzare. Riacquistava movimenti istintivi e polimorfi e il piacere del gioco. Nella vasca sparisce il tuo Ego: puoi essere tutto o niente. Senza mente, senza nome e cognome. In uno stato di grazia e di "morte".

Tutto ciò può far anche una gran fifa. Anche in questo secondo galleggiamento la fatica più grande l'ho fatta alla fine. Stessi motivi: il mio corpo "selvaggio" che era riapparso nella vasca non ne voleva sapere di rimettersi in una Milano piena di spigoli e di rumori. Nel film di Ken Russel l'attore galleggiando si era trasformato in uno scimmione. Mi sono guardato allo specchio: il mio viso era sano, rilassato e radioso e mi sentivo benissimo.


Acqua floating
di Netra D'Angelo

La tecnica che pratico è molto simile a quella vista ora e si chiama "Acqua Floating", "galleggiare nell'acqua". La persona con una clip sul naso viene portata nell'acqua e sott'acqua, ed è un'esperienza molto profonda che riporta in contatto con sé stessi, fa tornare al momento della nascita, nell'utero. In questi ultimi quattro anni, per me è stata un'esperienza molto profonda, in quanto ho sperimentato una meditazione mai provata fuori dall'acqua: nell'acqua non c'è gravità per cui ci si abbandona, si lasciano i blocchi, le tensioni.

All'inizio, la persona viene fatta muovere, poi pian piano i momenti dinamici calano e lasciano il posto all'assenza di movimento e di suono, ad occhi chiusi; quando sento che la persona si è abbandonata, la porto sott'acqua.

Provate a lasciarvi andare, entrando in contatto con la musica che sentite; immaginate che attorno voi c'è acqua. La platea si riempie d'acqua, dalla posizione seduta sentite che vi sdraiate nell'acqua, ci sono onde molto dolci che vi trasportano. E' il mare a cullarvi. Sentitevi anche uniti l'uno con l'altro: siamo noi che creiamo l'Oceano, siamo tutt'uno. Come per miracolo, potete anche respirare sott'acqua... stiamo scendendo tutti insieme nel mare, uniti, come un cerchio che sprofonda. Le voci delle balene ci ricordano che siamo uniti alla Natura. Molto lentamente, sentiamoci risalire come se fossimo palloncini di aria. Ritorniamo alla superficie del mare, e poi su queste sedie, e nei nostri corpi. Sentite le gambe, i piedi, il bacino, la schiena, e stirate il collo, le braccia, muovete la testa, aprite lentamente gli occhi. Benvenuti al Teatro Accademico!!


Il parto in acqua
di Boris Ginsburg

Sono russo e lavoro con il parto in acqua. I nostri bambini sono il risultato della gravidanza, dobbiamo far fare alle donne un cammino spirituale, ma la nostra società non lo capisce ancora.

Adesso lo sta scoprendo con le medicine alternative, ma la cosa più importante sono i meccanismi spirituali, che si aprono in ogni donna che si accorge di aspettare un bambino.

Molte donne hanno sognato di restare incinte, ed è realmente successo, ciò significa che le donne hanno un'aumentata capacità spirituale, hanno un contatto con l'anima del bambino ancora prima di concepirlo. La nostra società con lo stress, il caos, chiude questo canale di percezione; secondo me il lavoro con le donne incinte deve aprire questa capacità, che altrimenti lavora all'inverso: le donne incinte sono più sensibili, e se non sono preparate, sentono di più le energie negative: paure, nervosismo, preoccupazione. La tecnica yoga può aiutare le donne ad arrivare ad un livello molto alto, ad affrontare ogni problema con energie sottili.

Sono venute da me molte donne a cui era stata diagnosticata una posizione errata del bambino; attraverso lo yoga hanno accettato con più amore il bambino ed esso si è spostato! E' importantissimo sviluppare i meccanismi sottili, e anche il parto in acqua deve avvenire quando la donna lo sente, perché è preparata mentalmente e sente l'importanza e l'aiuto del bambino, non solo perché c'è il dolore... col parto naturale le donne soffrono molto meno, la dilatazione è più veloce perché le si è preparate alla gioia, non alla sofferenza.

L'acqua è uno spazio molto fisiologico, non c'è la forza di gravità. Si possono prendere posizioni adatte, non come in ospedale dove fanno sdraiare orizzontalmente, contro la forza di gravità che è verticale. In acqua la posizione si può mantenere senza fatica, e il bambino nasce in un ambiente simile a quello dell'utero.

Nascere in acqua o sulla terra è comunque una scelta del bambino. Le donne, attraverso la meditazione e la sensibilità, possono sentire dentro di sé la volontà del bambino. Non deve essere una decisione presa dalla madre e basta. Guardando il bambino appena nato pensiamo che sia debole e bisognoso; non è così, è molto forte, alcuni possono stare sott'acqua per lungo tempo se sono nati senza paura, se durante la gravidanza non hanno risentito di negatività esterne.

Se mettiamo in acqua dei bambini nati con un parto difficile, avranno paura. Questo significa che la nostra società ha grandi potenzialità, la gravidanza e il parto sono importantissimi per il bambino, e così i primi momenti della vita all'esterno, ma noi tendiamo a bloccare i movimenti dei bambini, e li rendiamo deboli.


"Woga" - water yoga

Movimenti creativi che nascono in acqua quando il corpo é rilassato e galleggia in uno stato di fluidità. Stretching e "asana" yoga per e armonizzare l'energia vitale. Tutto questo é la base di una nuova ginnastica acquatica nata in California e che il suo inventore - Harold Dull - ha voluto chiamare "Woga" - Water Yoga. Si può praticare in acqua alta galleggiando in superficie. Ma anche nell'acqua bassa di una piscina. Ci si può ancora sedere sul fondo di una vasca, con l'acqua che ci arriva al petto, nella posizione del loto per fare "pranayama" - l'arte del controllo del respiro - che procura calma interiore e equilibrio. Un semplice esercizio per allungare i tempi di inalazione e esalazione e per variare il ritmo della respirazione. Si può imparare a dirigere l'aria nel cuore e nel ventre.

Harold Dull negli anni 60 era un poeta e oggi é diventato uno tra i più famosi "terapeuti dell'acqua". Vive e lavora a Harbin Hot Spring - 200 chilometri da S. Francisco - in una comune "New Age" dove si insegna massaggio, "watsu" - shiatsu in acqua e "Wasser Tanz" - danza subacquea. Harold Dull é anche a capo della "World Aquatic Bodywork Association".


 

I SETTE LIVELLI PSICOSOMATICI

Analisi dei sette chakra, dei relativi blocchi psicofisici
e delle basi terapeutiche essenziali

Materiale tratto dai seminari sulla psicosomatica olistica e la crescita umana
tenuti dal Dott. Nitamo Federico Montecucco

 

Introduzione generale

Tutta l’attività e i disturbi psicosomatici possono essere facilmente compresi sulla base di un modello olistico che abbiamo chiamato Cyber.

Cyber è un modello di essere umano molto semplice, che possiamo raffigurare come una sfera (un campo di energia-informazioni) con un punto di luce interno (che simbolizza la coscienza); con questo modello tridimensionale cerchiamo di rappresentare ciò che non è rappresentabile (la coscienza è impalpabile, non esiste a livello sensoriale come estensione di tipo fisico).

Noi ci sentiamo di fatto una unità di coscienza, una sfera di informazioni coscienti, di energia intelligente e sentiamo di avere più o meno, non sempre, un centro interno di autoconsapevolezza che chiamiamo Identità, Io, Soggettività.

Nella tradizione del pensiero occidentale è sempre stata presente una separazione tra il corpo fisico, la materia, e l’anima immateriale.

Durante questo corso cercheremo di superare questa dicotomia e di lavorare sull’unità, per riuscire a sentire dentro di noi l’Uno, l’energia unitaria; infatti noi siamo costituiti da una sola entità, formata da mille pezzi, frammenti, che sono comunque uniti tra loro.

E nel momento in cui realizziamo dentro noi stessi questo tipo di consapevolezza, cioè ci sentiamo veramente uno, uniti, unici, riusciamo a vedere anche l’universo stesso come Unità, riusciamo a vedere tutto ciò che ci circonda, dalla politica alle televisioni all’arte alla filosofia all’estetica ecc., in maniera unitaria, globale. Dentro di noi si è venuto infatti a creare questo punto, questa coscienza come nucleo che ci permette di unificare il reale, e possiamo così sperimentare che fino a quando non realizzeremo al nostro interno questa esperienza unitaria, il mondo esterno continueremo a vederlo frammentato, pieno di divisioni, di contraddizioni e di conflitti.

Quando ci sono tante parti in gioco, lì sorge automaticamente il conflitto: dobbiamo scegliere tra una cosa e un’altra e decidere quale sia la migliore.

Ma nel momento in cui una persona entra in contatto profondo con sé stessa tanto da sentire tutte le sue varie parti, che magari in quel momento sono in conflitto (ciò che si pensa sia bene o male per sé stessi), può bilanciare queste parti se riesce a vederne il processo unitario che le informa, improvvisamente anche nel mondo esterno comincerà ad osservare il processo di sintesi, di unificazione di tutto il reale.

Energia uguale informazione – unificare materia e spirito

La strategia che utilizzeremo per questo processo di unificazione è quella, molto semplice, di considerare ogni energia un’informazione.

La scienza è tutta costruita su un concetto di energia che è quantificabile, ha un’estensione (è la "Res Extensa" di Cartesio). Noi partiamo da un’altra prospettiva: l’altro polo della realtà è l’informazione, che sin dall’inizio della cibernetica è stata definita come priva di massa e priva di energia; noi uniamo le due prospettive e diciamo che ogni energia è un’informazione, ogni informazione ha in qualche modo un veicolo energetico, per quanto sottile esso sia. Quindi tutto il nostro corpo è un’energia informata intelligente.

Informazione significa che ci deve essere una coscienza che ne percepisce il senso, un’informazione senza una coscienza infatti è come qualcuno che scrive una lettera senza essere un soggetto, manca il soggetto, mentre chi scrive o riceve un messaggio deve essere una coscienza. Questo modello ci riporta quindi sempre a noi, alla coscienza che percepisce le cose. Cyber è il conoscitore.

Sentire significa quindi avere coscienza delle informazioni, di quelle che vengono dal corpo e che sono vive, e di quelle che arrivano dall’esterno, tutte comunque dirette ad una coscienza viva e intelligente, informazioni che continuano a circolare in un unico flusso.

La circolazione delle energie e delle informazioni

Il modello che usiamo per evolvere in questo ciclo di sette seminari, sui sette chakra, è quindi quello della circolazione delle energie, che è poi la circolazione delle informazioni.

Se nel corpo le energie si fermano, si fermano anche le informazioni e se si fermano prima le informazioni, si fermano anche le energie. Se nel proprio circuito di evoluzione psichica, mentale, si ha ad un certo momento uno stop, per esempio all’età dello sviluppo una serie di informazioni che arrestano il processo spontaneo di crescita del bambino che sta entrando nella sfera sessuale, processo che si sviluppa anche mentalmente come attenzione, desiderio ecc., se lì quindi si costituisce un blocco, allora anche nella parte del corpo corrispondente a quelle informazioni ci saranno delle energie bloccate. Oppure se prendiamo un bambino e per un anno lo teniamo fisicamente isolato, constatiamo che questa semplice costrizione fisica può creare un enorme arresto di informazioni a livello mentale.

Quindi tutte le persone che nella loro infanzia hanno avuto un tipo di educazione forzata hanno subito un blocco delle informazioni, e della consapevolezza, fortissimo, che non permetteva più loro una fluidità di movimenti nel corpo, corpo che non riusciva a riacquistare in seguito un’adeguata naturalezza.

Allora, sia partendo dal corpo fisico, sia lavorando via via sui corpi più sottili, sulle emozioni, sulla mente e sulla spiritualità, continueremo a lavorare con questo concetto di circolazione di energie e di informazioni.

Ogni blocco infatti, come diceva giustamente Reich che è stato il padre della psicosomatica in Occidente, accade per un’interruzione del normale flusso energetico informatico. Quando un'energia vuole salire o comunque muoversi da un punto ad un altro, se riusciamo ad arrestarla creiamo una dicotomia e quell’energia spontanea che stava crescendo viene fermata. Reich per indicare questo processo disegnava due frecce: al posto della freccia originaria unica, che rappresenta la nostra unità, veniamo ad avere due frecce, e quindi un conflitto, due frecce che ad un certo momento vanno in conflitto tra di loro; se per es. abbiamo bloccato la sessualità, avremo una parte di noi che dice "voglio sesso" e un’altra che dice "non puoi", e queste due parti in opposizione creano il conflitto. Se però noi riusciamo ogni volta che viviamo un conflitto a risalire al punto originario che lo crea, là dove l’energia si è divisa, riusciamo ad entrare profondamente dentro di noi e a ritrovare questa matrice unitaria: in quel momento le divisioni diventano solo divisioni del ricordo, non più della realtà, noi allora nella nostra realtà non siamo più nella separazione, siamo nella unità, e le energie cominciano a scorrere di nuovo.

Ogni tipo di attività che viene esercitata sull’essere umano coinvolge la totalità dell’essere umano, quindi sappiamo che se influenziamo il corpo fisico arriveremo lentamente o velocemente, a seconda di quanto lo stiamo influenzando e di come, arriveremo ad influenzare le sensazioni, le emozioni, la mente; o, viceversa, se influenziamo la mente, piano piano arriveremo ad influenzare o addirittura a bloccare il corpo fisico. Dunque qualsiasi tipo di attività, quando viene fatta con questo tipo di consapevolezza, diventa olistica.

L’essere umano come ologramma

Tutta la medicina olistica nasce da questo semplice presupposto: che ogni parte del nostro essere è un ologramma del tutto.

L’ologramma è un sistema per prendere informazioni attraverso un fascio laser, per cui se noi proiettiamo su una lastra olografica un fascio laser abbiamo un’immagine tridimensionale. Con il termine "olografico" in realtà non si intende tridimensionale, si intende che nella lastra olografica qualsiasi frammento della lastra contiene tutta l’immagine. Quindi ogni punto dell’ologramma contiene la totalità, quindi ogni parte del nostro essere è in qualche modo così profondamente connessa alla totalità di noi stessi, che possiamo influenzare attraverso un punto la totalità, oppure la totalità può influenzare il punto.

Lo strumento di crescita che utilizzeremo nella nostra ricerca è quello della consapevolezza.

La consapevolezza come strumento di guarigione e di crescita

La consapevolezza è una sorta di attenzione, che può essere focalizzata, e allora parliamo di concentrazione, che può essere dilatata e allora parliamo di contemplazione, e che può essere infine lasciata completamente aperta, senza soggetto-oggetto, dove si diventa consapevoli della consapevolezza, e allora parliamo di meditazione.

Quindi se noi focalizziamo l’attenzione, diventiamo consapevoli di un unico punto (per esempio di una capocchia di uno spillo). Oppure possiamo dire che sentiamo la bellezza di un certo posto, sentiamo la natura intorno a noi, tutti gli elementi, l’aria, il vento, la terra, e restiamo così in contemplazione, in uno spazio dilatato, e la consapevolezza è come se fosse a 360 gradi e accoglie e porta le informazioni attraverso i sensi al nostro centro di coscienza, che è lì ad ascoltare. Oppure possiamo entrare nel terzo stato, che è la Meditazione, in cui la coscienza non ha oggetto, perché qui l’attenzione è totalmente defocalizzata, non c’è oggetto, e dato che quando noi abbiamo un oggetto ovviamente dobbiamo essere un soggetto, nel momento in cui non c’è più oggetto non c’è più neanche soggetto, nel momento in cui la meditazione accade non c’è più un "io sento" ma c’è un sentire, non sono io che sento i suoni bensì le mie orecchie sentono i suoni, non è più presente quindi il rapporto soggetto-connessione informatica-oggetto: qui è solo il suono a passare.

Nella Meditazione il Soggetto, l’Io scompare, e la coscienza si espande, diventa universale, non è più focalizzata sulla nostra identità.

La consapevolezza la possiamo quindi utilizzare in queste tre maniere. Consapevolezza che noi abbiamo esercitata in tutto il nostro processo educativo sempre verso l’esterno, cioè abbiamo avuto purtroppo in Occidente un tipo di educazione che ci ha portato ad osservare esclusivamente l’esterno, che cosa avviene fuori di noi, che colori ha questa foglia, come è fatto questo tavolo, quale è la formula matematica di quella sostanza chimica, in ogni caso le nostre reazioni sono sempre in relazione all’esterno. Nella nostra educazione manca infatti totalmente un principio di base che è il principio della autoconsapevolezza, della autoconoscienza.

Se chiudiamo gli occhi e ci guardiamo dentro, non vediamo niente all’inizio. Dentro di noi troviamo solo una vaga serie di sensazioni molto generiche, sensazioni dei sensi, del tatto, dell’udito ecc., ma non siamo stati abituati a prendere coscienza del nostro mondo interno, e soprattutto ci hanno insegnato che tutte le sensazioni che abbiamo sono in qualche modo fisiche, materiali, del tipo "mi fa male una gamba perchè c’è una spina", e quindi mi arriva attraverso un nervo un’informazione che si chiama dolore.

Se noi invece interpretiamo tutta la materia, che è fatta di energia, come informazione, abbiamo un universo che di colpo viene trasformato in un universo intelligente. Allora qualsiasi emozione, sensazione del nostro corpo diventa un'energia viva, energia intelligente, che circola nel nostro organismo.

La coscienza del proprio stato globale

Piano piano, attraverso una serie di tecniche che faremo, prenderemo molta consapevolezza proprio dello stato interno del nostro essere e delle energie del nostro corpo, cominceremo a percepire le varie zone dei chakra, o anche a vederle visivamente come colori, magari solo come chiaro/scuro, freddo/caldo ecc., e progredendo nel lavoro questo processo di consapevolezza e di percezione interna si svilupperà e, dato che tutta questa è energia, questa consapevolezza delle energie interne ci darà la possibilità di guarirci. Se infatti siamo così sensibili da percepire un blocco di energia prima che questo avvenga noi abbiamo anche la possibilità di bloccare la malattia al suo sorgere, e attuiamo così un processo di prevenzione.

Il concetto di energia non è sufficientemente chiaro: le energie le possiamo immaginare come correnti elettromagnetiche di cui tutto il corpo è pervaso, e lo stesso cervello funziona attraverso correnti ellettromagnetiche, il cuore batte attraverso un impulso elettromagnetico, la pelle, gli organi funzionano attraverso uno scambio di impulsi, correnti, messaggi elettromagnetici.

Benveniste, famoso per le sue ricerche scientifiche sulla memoria dell’acqua, ha fatto una serie di sperimentazioni provando a verificare il tipo di reazione che hanno i globuli bianchi ad una sostanza omeopatica dove non c’è più materia, dove c’è solo l’imprinting della materia; invece di dare una dose omeopatica ai globuli bianchi per farli reagire come se si trattasse della sostanza vera, nell’esperimento Benveniste ha preso la sostanza e attraverso un filo elettrico ha mandato la frequenza elettromagnetica di quella sostanza ai granulociti, e questi hanno degranulato, hanno reagito. Quindi al di là della forma fisica chimica noi abbiamo una forma elettromagnetica che è quella che trasmette il grosso dell’informazione.

Ogni energia elettromagnetica è formata da fotoni, è un’energia luminosa, e noi di questa energia elettromagnetica vediamo solo una piccola banda di luce che è la finestra ottica, tutto il resto delle infinite bande elettromagnetiche è costituito invece da frequenze di fotoni o troppo corte o troppo lunghe, per cui il nostro occhio non le vede; ma il nostro occhio interno le può vedere.

Abbiamo fatto numerosi esperimenti con dei sensitivi e delle sensitive: per es. immettendo un certo tipo di corrente dentro il corpo di una persona essi potevano notare un certo tipo di colore, oppure le sensitive vedevano il flusso della corrente nel corpo come flusso di colori, e quindi si è constatato che la corrente elettromagnetica vicino alla finestra ottica possiede proprio questa caratteristica di poter essere vista con una attenzione diversa dell’occhio.

Questo tipo di consapevolezza e di visione interiore più sensibile è quello che dovremo sviluppare. Alcuni vivranno questa capacità attraverso una sorta di vista interiore, altri attraverso una sensazione interiore, cioè la sentiranno, altri ancora la intuiranno, ma l’importante non è qui tanto il "come" (ognuno infatti ha una sua propria caratteristica sensoriale) quanto che tutti si riesca a percepirla. Ci sono persone che il primo anno non la sentono, mentre il secondo anno riescono a risvegliare questa energia, e altre ancora più aperte che riescono a percepirla già dalla prima volta abbastanza bene.

La nostra società è nata e vissuta nel concetto di dualità, nel concetto di conflitto, di separazione, per cui noi abbiamo imparato questa separazione sin dalla nascita, e tutta la cultura che ci è stata trasmessa è stata basata proprio sulla divisione.

Da ciò deriva una serie enorme di blocchi alla nostra energia, mentre se la nostra società fosse stata più unitaria nella sua struttura noi saremmo qui in questo momento a vivere con totalità, con gioia, con totale fluidità energetica e con coscienza l'esistenza. Questo invece non avviene perché in varie zone della nostra mente e delle nostre energie fisiche abbiamo una grossa serie di chiusure. Lavoreremo quindi, soprattutto nei primi tre seminari, sulla parte negativa di noi stessi.

E’ la parte negativa che ci serve, dobbiamo proprio arrivare a capire dov’è, come lavora e come è nata questa parte oscura che abita in noi. Dobbiamo riuscire a sciogliere il principio di paura che è insito nel nostro corpo.

Il primo chakra - discorso sul primo livello psicosomatico

Il primo chakra è la radice dell’albero neuropsichico dell’essere umano.

Il primo chakra è il centro del corpo fisico e dell’intelligenza degli atomi che lo compongono e lo animano.

A livello esoterico le medicine sacre ritengono che il primo chakra fosse il centro energetico da cui dipende il primo livello psicosomatico, costituito dalla zona del coccige, dall’ano, dalla prostata per gli uomini, dall’ultimo pezzo del colon, connesso con i reni, la colonna vertebraleinferiore e tutta la parte posteriore delle gambe.

I blocchi di questo centro diventano poi blocchi nell’articolazione del bacino, delle gambe, blocchi alle ginocchia (poi c’è anche tutta una serie di blocchi più complessi che vedremo in seguito).

 

La paura

Il primo chakra è ritenuto la sede della paura. L’attuale sistema di educazione famigliare e scolastica è basato sulla paura.

A livello psicoenergetico i blocchi del primo chakra, sono da ricondurre alla paura e ai reni (ghiandole surrenali). Le surrenali producono molti ormoni, tra cui l’adrenalina, la noradrenalina, ormoni che gestiscono lo stress e il rilassamento, la tensione, la paura, la fuga. Lo stimolo negativo di paura è soprattutto di paura fisica, la paura psichica emozionale viene infatti successivamente: un bambino per es. può essere bloccato nelle sue azioni solo da una paura fisica perché una paura psichica emozionale non è sufficiente ad arrestarlo, il bambino è scatenato e quindi è "impermeabile" alle parole, bisogna fermarlo fisicamente; allora possiamo bloccarlo con un piccolo gesto che non sia inibitorio ma sufficiente ad arrestare la sua azione e così gli diamo un impulso come gli verrebbe dato comunque dalla natura (qualsiasi cucciolo che girando nel mondo sbatte la faccia contro un muro o cade da un albero si fa male fisicamente), e questa paura viene gestita dai reni.

La paura dei reni è quella della fuga, è la paura animale di essere mangiati, di essere aggrediti, uccisi, che si tratti di un serpente, un drago o qualsiasi altra forma di vita non importa, essa è la prima paura fondamentale del corpo fisico, quella su cui si lavora in questo seminario. E questa trascina con sé tutta un’altra serie di paure che sono paure di emozioni, paure di ricordi, che sono però di tipo secondario.

L’inibizione dell’azione di Henry laborit

Se la paura viene protratta a lungo, se lo stimolo negativo viene continuato per molto tempo otteniamo come risultato un processo che si chiama di "inibizione dell’azione",, scoperto dall’amico Henry laborit, uno dei neurofisiologi più stimati a livello internazionale e membro del comitato scientifico di Cyber. Laborit scoprì che un topino messo in una gabbia contenente due griglie di cui una viene elettrizzata, salta dall’altra parte e ogni volta che si accende una luce rossa il topo impara a saltare per evitare il dolore fisico. Gli scienziati hanno sperimentato, con crudeltà, che dando elettricità a tutto il fondo della gabbia il topo saltava continuamente di qua e di là, trovava ovunque elettricità, soffriva, e ad un certo punto si bloccava, si gettava in un angolo e poi non agiva più: questa fenomeno si chiama "inibizione dell’azione".

L’inibizione dell’azione accade tutte le volte che qualcuno ci fa uno sgarbo qualsiasi, un' ingiuria sia fisica che verbale, e noi non siamo capaci di reagire. Qualsiasi cosa che non riusciamo a fare diventa una piccola inibizione. L’inibizione dell’azione è sempre data alla base da una paura del dolore o, primariamente, da un dolore; il dolore poi crea mentalmente la paura del dolore e quindi a quel punto è sufficiente la minaccia, e qui andiamo ad inoltrarci nei corpi più sottili.

La base di questo processo è quindi il dolore fisico e poi è "guarda che ti picchio!", e allora uno sta bravo; poi non è più neanche necessario dire "guarda che ti picchio!", è sufficiente che il bambino o la bambina si trovino davanti ad una autorità e di colpo si verifica, ad un livello molto profondo, l’inibizione dell’azione.

La rottura del tabù legato alla paura

L’inibizione dell’azione diventa da adulti una sorta di tabù, il tabù è quella struttura per cui noi non possiamo fare una cosa perché è vietato, è proibito. Ma se qualcuno infrange un tabù, una regola negativa, scopre improvvisamente la libertà, quella del libero pensiero. E quando una persona scopre questa libertà diventa libera, questa libertà vale tutto l’oro del mondo, vale anche il rischio di morire: Gesù, Giordano Bruno, Pitagora sono morti per questa libertà, tanti pensatori illuminati sono morti per questa libertà, per la libertà del pensiero, del cuore, di essere quello che si è. Assaporare questa libertà ci rende liberi: se si ha paura a fare una cosa, quando per la prima volta si riesce a superare questo blocco ci si trova allora a vivere il momento più difficile, occorre infatti tantissima energia per superare e rompere la struttura mentale che da tempo ci imprigiona. Una volta rotta la struttura mentale il più è fatto, e la situazione anche se ancora difficile, si presenta però risolvibile. Dopo il primo sblocco della paura infatti poi le paure scemano, si rompono, si sciolgono velocemente, anche se a volte velocemente vuole dire anni, ma comunque non si ha più di fronte come orizzonte una vita di totale chiusura.

Il gruppo, che è l’ambito di relazioni in cui ci troviamo a lavorare, funziona in una maniera molto semplice, come una famiglia allargata, e così come nella propria famiglia si è stati condizionati da un certo tipo di paura, di inibizione, in questo contesto, se riusciamo a creare tra di noi un’energia di amicizia, di solidarietà, di affetto, di sentirci partecipi di un momento che ci accomuna, di una piccola avventura, noi abbiamo l'opportunità di rivivere i nostri condizionamenti e di superarli proprio con l’appoggio del gruppo, e questa breve avventura che condividiamo può diventare importantissima.

La totalità dell’intenzione

Se infatti ogni persona che è qui in questo momento, decide di giocare totalmente le sue carte in questi seminari, di non trattenersi, l’intero gruppo inizierà a girare come una trottola e l’energia collettiva comincerà a salire e a crescere; difatti ogni volta che si ha a disposizione un’energia di base che ci sostiene si fa molta meno fatica a superare un problema. Pensate quanta fatica fate ad essere spontanei a casa vostra, per es. vi viene voglia di cantare, e se ci sono i vostri genitori non cantate, o magari vi viene voglia di fare del sesso e assolutamente non lo potete fare, vi viene voglia di portare certi amici in casa, vi state divertendo, improvvisamente entrano i vostri genitori e l’energia così si raffredda, vi chiedete cosa staranno pensando, e diventate in questo modo non spontanei, artificiali: questi sono solo esempi di come un’energia possa essere bloccante. Provate invece a pensare in questo contesto che siete in una famiglia allargata dove tutte le persone presenti stanno giocando a vostro favore, stanno giocando insieme. E’ una partita che possiamo vincere solo se la giochiamo collettivamente, se non siamo divisi, se tutti giochiamo forte tutti possiamo vincere, quello che dobbiamo superare è comunque qualcosa che è dentro di noi.

Si fa una grande fatica a creare un gruppo, lo spirito del gruppo è una cosa difficile da costituire, noi lo chiamiamo "Buddhafield"; il "Buddhafield" è un’energia circolare, luminosa per cui le persone si sentono tutte parte di un insieme e anche se poi non ci si incontrerà più nella vita, non importa, adesso siamo qua per vivere con totalità il presente. E se questa energia sale e si stabilizza tutti i processi che si innesteranno per superare certe paure diventeranno più facili da affrontare, accadranno più facilmente, non solo quelli negativi ovviamente, anche quelli positivi.

Il lavoro sul negativo – reintegrare l’ombra

Il lavoro sul negativo è quello più importante, quello iniziale; vorrei quindi che tutte le persone fossero estremamente attente al gruppo per non creare un’energia di frattura al suo interno. Quando il gruppo si forma infatti è come una famiglia, e quando qualcuno se ne va è una presenza in meno e l’energia per un attimo si abbassa; ed è importante capire fin dall’inizio chi c’è e chi non c’è, chi è disposto a continuare fino alla fine, affrontando anche tutti i momenti più difficili, momenti in cui qualcuno penserà che quello che deve affrontare per lui è troppo, e ci sarà invece un gruppo che lo sostiene, perchè c’è un legame di cuore che lo lega ad esso; se invece il gruppo è pieno di persone indecise non potrà funzionare, perchè l’acqua non può bollire se non si arriva a cento gradi.

Dal punto di vista umano, riguardo ai valori della società in cui viviamo, noi elaboriamo una grande quantità di concetti, e quindi di giudizi, di pregio o di demerito, mentre nel gruppo di lavoro questi parametri non devono esistere; per es. può esserci una persona che non riesce a combinare niente nella vita ma che ad un livello interiore spirituale ha realizzato tantissimo perchè possiede un cuore puro, uno spirito molto integro.

Ci sono migliaia di persone che vengono eliminate dalla società perchè hanno un cuore puro al posto di quella cattiveria, quella strategia, che la società continua invece a sostenere. Io sto dalla parte di questi che vengono eliminati - i quali se possiedono oltre alla bellezza dell'anima anche delle qualità che li possano poi aiutare nella vita, ciò costituirà un vantaggio per loro e per la società, ma non è qui il punto più importante - perchè in questo momento noi siamo qua come selvaggi, come esseri umani liberi, che devono recuperare la loro natura di animali pensanti autocoscienti. E quello che ci interessa di realizzare qua è trovare noi stessi, non realizzare dei pregi e delle virtù che ci facciano comodo nella società.

Tutti noi nella vita ci siamo fatti sicuramente tanti problemi del tipo "non sono all’altezza" ecc. ma tutto questo non ha una realtà, le persone che hanno dei punti deboli, delle storie di debolezza che hanno ovviamente nascosto con una corazza di protezione per paura di soffrire troppo, quindi le persone più bloccate, sono proprio le più sensibili, a volte sono quelle che hanno un cuore più tenero, che è un grande valore spirituale. Allora non importa quanto avrete successo in una tecnica o in una meditazione ecc., la cosa importante invece è che voi ve la giochiate bene, che siate consapevoli che qualsiasi cosa state facendo la state facendo con totalità, e va bene così. Io non ho aspettative particolari su di voi, l’unica che ho è la vostra totalità, quello sì. Ognuno di noi in questo momento può decidere "io me la posso giocare al 100%" oppure può tentennare e tirare indietro le sue energie per paura, sacrificando però in questo modo una grande opportunità di trasformazione.

Sciegliere di vivere senza dolore

Dove nel nostro corpo c’è dolore, lì si è verificato un blocco di energia. La cosa importante da comprendere è che un blocco può essere sciolto a qualsiasi età perché non è necessario vivere con dolore. Vivere senza dolore è una scelta reale, possibile e consapevole. Come prima cosa si può massaggiare profondamente con energia amorevole la zona del corpo interessata e scioglierla, e già con questo si può risolvere una consistente percentuale dei problemi, poi i problemi rimangono sul piano emozionale ma perlomeno non si hanno malattie fisiche.

Il percorso dei chakra è semplice e naturale perché l’energia-informazione deve naturalmente salire dal primo fino al settimo, per poi ridiscendere. Se si verifica un’inibizione delle energie-informazioni, queste stagnano sul terzo centro, a malapena riescono ad arrivare al cuore, si fermano sulla gola (punto di accesso della paura), su cui la paura agisce causando il blocco: globalmente le energie non possono più scorrere.

Quando una persona è in piena attività energetica, come durante un Reberthing, se c’è una zona bloccata, e questa spessissimo è il terzo chakra o il cuore, e si va a stimolare quel punto esercitando una piccola pressione, la persona urla perchè sente veramente molto male, e ci si rende conto proprio in questo caso del concetto di inibizione dell’azione: quando cioè una persona vi fa male e voi non gridate; l’energia del pensiero qui infatti è bloccata e voi non potete reagire né con la voce né con l’azione (Pensiero-Parola-Azione = la triplice energia di manifestazione). Oggi questo processo l’abbiamo denominato "inibizione dell’azione".

Quindi reagire è importante per interrompere la catena del subire che rientra nello schema gerarchico della legge del padre: il comandamento di non ribellarsi al padre e alla madre. Se la persona reagisce al dolore rimette in moto quell’energia bloccata che si chiama appunto dolore, e facendola circolare nuovamente nell'organismo la libera in grande quantità (ma alcune persone purtroppo non vogliono proprio reagire, neanche al dolore).

Inguine, gonadi e ano: aggressività e repressione

L’inguine è una zona a cavallo tra il primo e il secondo chakra, e viene quindi bloccato sia a causa dei blocchi di primo chakra sia di quelli di secondo chakra. Le gonadi, ovaie per le donne e testicoli per gli uomini, sono in realtà esattamente lo stesso organo: all’inizio, come feti nella pancia della mamma, abbiamo infatti tutti e due gli organi (del Wolf del Muller) e questa struttura viene poi rinforzata da un ormone o dall’altro ormone, da quello maschile o da quello femminile, e uno si atrofizza mentre l’altro cresce diventando ovaia e utero oppure testicoli. Questa energia è primaria, viene considerata di secondo chakra in quanto è creatrice di ormoni sessuali, ma proprio le "palle" come energia che hanno anche le donne - le madri per es. hanno tantissime "palle", quelle che non le hanno non hanno l’energia della sopravvivenza e allora non difendono neanche i figli - è sempre energia di primo chakra (come l’aggressività).

Quando vogliamo attivare la base comune tra primo e secondo chakra andiamo a lavorare sui testicoli, e l’asse zona anale-reni-testicoli è fondamentale per capire il meccanismo della paura e dell’aggressività. La stessa zona funziona anche con ormoni di tipo più femminile rappresentando così il classico secondo chakra, e i reni e gli organi sessuali vengono in questo modo a costituire il cosiddetto "triangolo del piacere".

Tutto il lavoro sulla paura ha tantissimo a che fare quindi con l’aggressività, le "palle"; in realtà questo tipo di aggressività è indotto principalmente dai reni, viene dalla parte yang dei reni, quella ancestrale, e purtroppo tutte le volte che una persona è stata molto inibita, facendole del male non reagisce, perlomeno con una risposta adatta.

Una delle scoperte più efficaci nell’ambito della guarigione psicoenergetica è che se si usa su una persona per gioco un’energia di rabbia e la si fa circolare negli organi suoi propri, per es. facendo tirare calci, pugni ecc., questa energia nel giro di un po’ di tempo se gli si dà sufficiente calore prende proprio la mano e diventa vera arrabbiatura. Questo è il significato di tutta la bioenergetica, che è quello di creare una situazione in cui si attiva un comportamento in una persona all’inizio come se fosse un attore, e in seguito questa apertura del circuito, dandogli sempre più energia, fa scattare il meccanismo vero e proprio sottostante al problema che permette di entrare nella catarsi.

Tre cervelli e tre livelli di inibizione e sblocco

Noi abbiamo il corpo, la parte emozionale e la parte mentale ripartiti esattamente come i tre cervelli: il cervello inferiore rettile che è quello più bloccato, più inibito, poi il livello medio del cervello che è quello delle emozioni, che è parecchio inibito anche lui, e infine la mente che funziona da Super Io sociale e che li blocca tutti e due.

La respirazione è un metodo per far perdere alla testa il controllo dittatoriale inibitorio che essa possiede sul corpo. Respirando troppo poco questa disinibizione non riesce a prendere luogo, allora o si respira di più o si respira in maniera diversa, bisogna infatti aprire i polmoni, "entrarci dentro", e lasciandosi così andare le energie possono finalmente liberarsi. Quando il Reberthing funziona veramente tutto il corpo è aperto, dall’alto in basso, diventa una canna d’organo e l’aria lo attraversa completamente. In questa situazione si sperimenta il livello più vero che si può raggiungere con questa tecnica, quello transpersonale, sacro, perché qui si ha la sensazione di essere uniti al tutto.

Una delle meditazioni più adatte alle persone che hanno una mente troppo sviluppata, che blocca quindi le situazioni con il pensiero, è quella di muovere la testa, di fare un tipo di respirazione che mandi l’organismo in un sistema di attività più ritmico, che faccia perdere il senso dello spazio e del tempo, il senso della scissione tra testa e corpo, una respirazione che faccia "entrare" in una dimensione diversa le energie che riescono a superare così le barriere/coordinate di riferimento consuete (a volte infatti i movimenti ritmici ripetitivi diventano ipnotici e tirano fuori le nostre potenzialità più profonde).

Ci sono delle situazioni in cui, quando una serie di emozioni si sblocca, tutta l’energia arriva agli occhi poichè gli occhi rappresentano una funzione di potere. Quando si inibisce il proprio potere infatti si ha come effetto immediato il non poter guardare negli occhi o in faccia una persona, perchè con gli occhi si può comandare e far valere la propria energia. Così che se c’è stata una figura troppo autoritaria nella propria vita che ha inibito questo processo sugli occhi allora qui si può venire a creare un blocco consistente.

Durante la gravidanza fare l’amore in una maniera un po’ maschile, meccanica, per il bambino dentro la pancia della mamma è una violenza, e questa impressione di violenza può tornare come vissuto durante il Reberthing. A volte un Reberthing basta per tutta la vita, se è "totale", a volte invece se non siamo stati totali durante la tecnica che abbiamo utilizzato per un problema per es. di soffocamento, una volta che ci si è liberati di quella sensazione si vive molto meglio magari per qualche anno, ma ci si accorge poi in realtà che quel blocco era andato molto più in profondità, e che non aveva causato solo la paura di morire in quel momento, bensì un'angoscia molto più profonda, così che lavorando poi sulla stessa paura, questa si può risciogliere in maniera più duratura.

E' importante capire che quando abbiamo la sensazione di non essere identificati con il nostro corpo, ma siamo comunque nel nostro corpo, questo comincia a funzionare bene, e noi cominciamo a sentirlo, anche se siamo, paradossalmente, in qualche modo staccati da lui.

Staccarsi dalle emozioni, staccarsi dal mondo, non significa comunque non sentire più le emozioni, che si percepiscono anzi con maggiore intensità, in questo stato infatti si è più nel mondo, poiché manca l’identificazione. Quando si è nel proprio centro le energie sono più lontane dal corpo, ma sono anche più in profondità, ed è così più facile conoscersi poiché si ha attenzione verso l’origine della propria coscienza.

Lavoreremo sul primo chakra finché non raggiungeremo il terzo, che è il più teso del corpo (viene mal di stomaco infatti se non si riesce a scaricare l’aggressività o la voce). Analizziamo ora un comportamento abbastanza comune che riguarda il tema della sopportazione del dolore.

I limiti dell’inibizione nel bambino

I "bravi" bambini che hanno un atteggiamento molto comprensivo verso i loro genitori, amano i genitori e non possono agire diversamente che amandoli, hanno un grosso bagaglio di sofferenza che non riescono ad esprimere e che rigirano così su loro stessi: questo è un comportamento classico, un lato femminile, quindi più comune nelle donne, che però anche gli uomini hanno, tanti uomini infatti in certe situazioni rigirano contro loro stessi le energie attuando un meccanismo perverso, è come se la vittima di un carnefice se la prendesse con sé stessa perché è vittima, e qui all’ingiuria esterna si aggiunge quella personale. In realtà non esiste violenza contro sé stessi, e tutte le volte che vi trovate in una certa situazione e ve la prendete con voi stessi, evitate in realtà di prendervela contro qualcuno verso cui dovreste invece reagire, e non solo si attua qui un atto di autolesionismo, ma anche un atto di mancata chiarezza, poiché avete paura ad esprimere direttamente la vostra aggressività verso l’esterno, e questo può essere di fondo anche un buon sentimento, ma comunque rimane perverso. Di nuovo, il cane è amico fino al momento in cui non gli faccio del male, ma nel momento in cui gli faccio del male reagisce anche se sono cent’anni che è il mio cane.

Noi uomini riusciamo a sopportare un dolore che ci viene dall’esterno oltre misura, e lo rigiriamo su noi stessi facendolo diventare così una matrice di autolesionismo che non ha fine. Ci sono dei tipi di comportamento che hanno una loro validità, che hanno una loro intelligenza, mentre questo proprio non ne ha, è un falso comportamento, è un falso pensiero quello di autogiudicarsi, di autoferirsi, è un pensiero ricorsivo, del tipo "io mi autopunisco perchè non sono degna, non valgo". Bisogna mettere invece in questi casi in moto il primo e il terzo chakra insieme, cioè i reni, e l’emozione e la reazione devono riuscire a liberarsi e uscire.

Si deve "reagire"; entriamo con questo discorso in un momento critico riguardo a queste considerazioni, la nostra cultura infatti è basata su principi religiosi e su un codice millenario: "onora il padre e la madre". Un comandamento siffatto significa semplicemente che i genitori devono condurre una vita che sia onorabile, agire in modo tale che i figli li onorino, questo sarebbe un codice positivo: se si dice infatti ad un bambino "onora il padre e la madre" significa che questi genitori sono disonorevoli, sono persone in qualche parte del loro carattere odiose, e gli si dice quindi di non odiarli e questo significa che il bambino nella realtà già disonora il padre e la madre (se così non fosse sarebbe inutile il comandamento). Nessun bambino spontaneamente odia il padre e la madre, bensì ad un comportamento disonorevole e violento i bambini giustamente reagiscono. Però il nostro codice ci dice di non reagire, prima ancora con Dio, "non fare niente contro il tuo unico Dio", poi c’è la trasmissione del comandamento da Dio al padre di famiglia come linea discendente maschile (padre-figlio), e insieme al padre anche la madre e quindi abbiamo il triangolo; e con questo rispetto dovuto, dobbiamo inibire il nostro senso di violenza, di reazione, e così facendo entriamo nel processo di inibizione dell’azione.

La radice dell’albero neuropsichico della coscienza

Qui all’Accademia siamo in una situazione virtuale e artificiale in cui è possibile fare uscire tutta la parte di intenzionalità mai esplicata, soppressa, che giace dentro di noi e che non si è potuta tirare fuori durante la vita. La cosa importante è separare i genitori dalla proiezione che noi abbiamo sui genitori, il fatto che li riguarda è infatti comunque affare nostro, per cui confrontandosi con esso possiamo liberare una grande quantità di violenza, e questo permette di sciogliere il meccanismo di inibizione.

Già sul primo chakra emerge la figura del padre, che in realtà appartiene al terzo chakra, ma primo e terzo chakra sono molto legati tra loro come già abbiamo avuto modo di vedere, lo spirito di sopravvivenza infatti, la nostra forza e i reni, che sono un organo di terzo chakra, sono molto interconnessi.Quando dobbiamo tirare fuori la nostra rabbia è la parte maschile che dobbiamo fare emergere, e quindi la figura a cui fare riferimento diventa il padre più che la madre, a meno che la madre non sia stata un "generale" e allora in questo caso è lei la figura di riferimento.

Il primo chakra è proprio il punto di entrata dell’energia. E’ l’origine delle energie, lo hanno chiamato per questo motivo il "chakra della radice".

E’ la radice dell’albero della coscienza, e la radice nel nostro universo è proprio l’inizio, il big bang, il centro incandescente del pianeta, il chakra che dà origine al corpo fisico, a tutte le energie materiali, chimiche del nostro corpo; se il primo chakra non ci fosse noi non avremmo corpo, non saremmo vivi, per una corretta incarnazione quindi è fondamentale vivere con pienezza nel primo centro. E’ il punto massimo di creatività dentro di noi, e dato che la nostra società ha una bassissima attinenza con la creatività il primo chakra di solito è chiuso.

I bambini già in tenera età cominciano a non avere più il chakra aperto e luminoso, ma ad averlo chiuso, scuro, fumoso, e tutti i blocchi che di conseguenza si creano si riflettono poi sul corpo, blocchi o delle anche o delle ginocchia, sopra e sotto le ginocchia, dei polpacci o delle caviglie. Provate a sentire nel vostro corpo questo passaggio dal primo chakra alle gambe, e verificate se c’è un blocco: dove non c’è contatto si evidenzia una zona morta, più opaca, che è semplicemente un arresto del flusso delle energie.

La zona del primo chakra governa tutta la colonna vertebrale e ha una serie di punti di riferimento sulla zona alta, come per esempio i muscoli della nuca e quelli delle prime cervicali, bloccati se c’è un blocco al primo chakra.

Il settimo chakra, il polo opposto al primo, è anch’esso un punto di riferimento fondamentale; il primo e il settimo chakra, il sotto e il sopra, allineati formano l’asse, l’asse centrale su cui ruota tutto il nostro essere. Per sciogliere bene la zona del primo chakra spesso bisogna sciogliere le cervicali. Oppure sciogliendo i muscoli dell’ano anche la nuca si scioglie, e acquista così un certo tipo di mobilità.

Il primo chakra è un punto energetico e se noi tiriamo bene avanti i piedi sentiamo tutti i canali dietro la gamba che si tendono, e la tensione sale fino alla nuca su per la schiena, e poi svanisce dopo un minimo di esercizio quando i nervi si rilassano e si allungano.

Il primo chakra teso significa un corpo fisico teso, significa che i nervi che gestiscono questo tipo di energia che scende nel corpo sono molto governati dall’alto, molto tendenti ad alzare l’energia e il corpo così rimane in tensione; i canali che abbiamo nella parte posteriore del corpo nascono dalla testa, scendono posteriormente sdoppiandosi ai lati della colonna vertebrale, e si riuniscono dietro il ginocchio arrivando sino al piede. Quindi questo canale dalla testa fino ai piedi è un canale discendente; il canale yang che scende è quello che ora ci interessa di più, è quello di vescica urinaria, che appunto è un canale di reni, di rene esterno per la precisione. Abbiamo allora il canale di rene discendente che è quello di vescica urinaria, e quello ascendente che dal piede ritorna al petto.

Il canale discendente dell’energia abbiamo detto passa dai reni, e ha una fortissima connessione con il primo chakra, e tutte le volte che siamo rilassati nel primo chakra, che significa essere rilassati nel corpo fisico, ci sentiamo nel corpo, e qualsiasi attività stiamo facendo come lavorare, mangiare, defecare ecc. la sentiamo con rilassatezza, perchè tutto avviene in maniera distesa vivendo in questo modo nel corpo.

E in questo esserci nel corpo noi attiviamo il primo chakra, che rappresenta proprio l'organismo a livello istintivo.

Il primo chakra è quello più vivo in tutti gli animali, che di solito lo possiedono bello, aperto, di colore normalmente scarlatto, luminoso, e questo vale anche per i bambini, che infatti si muovono sempre; i bambini che appena vengono inibiti nel comportamento, nelle gambe, nel muoversi, si irrigidiscono e chiudono questo centro. Per riaprirlo sono di grande aiuto la prima fase della Meditazione Dinamica (quella caotica), le danze scatenate, il sesso scatenato, tutte attività che danno grande vitalità al primo chakra.

La paura del padre, il controllo e l’inibizione della spontaneità (asse ano-nuca)

I disturbi di primo chakra statisticamente più comuni tra gli uomini in Occidente sono impotenza ed eiaculazione precoce (si arriva ad una percentuale del 80%). Questo avviene perché l’asse yang nel nostro corpo non è mai rilassato, noi tratteniamo lo yang, che rimane in questo modo teso, governato dalla testa (che non è yang), perchè la testa è un pensiero, non è l’attività calda della vita. Quindi si crea una polarità energetica assolutamente scorretta, che si manifesta con il blocco della nuca, il "controllore", e un corrispondente blocco del primo chakra; così l’intero corpo rimane controllato e il primo chakra come se fosse ingabbiato.

Per governare un cavallo selvaggio, e tale è il primo chakra quando si può esprimere in libertà, bisogna tenere le briglie strette, bisogna contenere la sua potente energia vitale; l’inibizione che esercitiamo sul primo chakra la possiamo allora verificare provando a sentire le "corde" tese e indurite che abbiamo dietro nelle gambe.

Riaprire il primo chakra significa iniziare l’evoluzione, se vogliamo evolverci dobbiamo infatti avere il motore per farlo, essendo l’evoluzione di tutta la creazione prodotta in prima istanza proprio da questo chakra, che è la bestia viva, il vulcano, il centro della terra, il big bang, l’inizio delle energie. Poi le energie diventano più complesse, articolate, ma la base iniziale e dirompente di queste rimane fondamentale.

C’è un passo del "Tao Te Ching" dove si parla proprio del cavallo imbrigliato, ed in particolare di una persona che era stimata perché riusciva ad imbrigliare i cavalli, e questa è la normale visione umana, cioè "ho un valore perché ho educato mio figlio ad essere bravo, non sgarra mai", mentre in realtà gli ho solo in questo modo bloccato il primo chakra.

Tutta l’educazione più formale, inglese, bacchettona va come prima cosa a bloccare il primo chakra, così che il corpo del bambino viene tenuto sotto controllo dai genitori che agiscono attraverso il Super Io del figlio bloccandogli appunto questa zona. Il risultato che in questo modo si raggiunge è che una volta che il bambino è stato inibito non è più un selvaggio e quindi con lui si può ragionare, ed è per questo motivo che, se vogliamo ritornare alla nostra vera natura, dobbiamo ritornare a quella identità selvaggia che giace nascosta ancora in noi.

Il libro "Papalagi" descrive nella maniera più chiara la connessione tra primo e settimo chakra, in questo racconto infatti la sacralità della vita materiale è un vissuto di tutti i giorni.

Papalagi nel linguaggio delle isole Samoa significa uomo bianco, e la storia racconta di un capo indiano che visita l' Europa e vede come vivono gli uomini bianchi agli inizi del secolo, e che al ritorno dal suo viaggio raduna i capi delle tribù e racconta loro tutte le negatività che ha visto durante la sua permanenza nel vecchio continente, descrive l’abbruttimento della civiltà degli uomini bianchi, fa un elenco delle cose orribili di cui è stato testimone, di come l’uomo non viva più in contatto con il suo corpo, con il sesso, con la bellezza, con la natura; e come quindi non abbia più gioia, non abbia più sacralità, tempo, l’uomo bianco non ha più tempo per niente, non possiede più il valore autentico delle cose, possiede solo quello economico.

Dal primo chakra infatti tutto gli si è spostato nella testa, ed è la testa che vuole governare e capire l’universo, e questa condizione rappresenta una vera alienazione dal corpo. L’origine della vera schizofrenia è infatti l’abbandono del primo chakra, così che quando ritorniamo in questo centro ritorniamo nel contatto violento con la realtà, violento in senso buono, come può esserlo un bambino, un uragano, come è violenta la natura.

Moltissimi riti di iniziazione avevano a che fare con la Terra, il corpo rinasceva infatti dalla terra, prendeva forza dalla terra, perchè il contatto con Lei per tutte le creature di questo mondo è vitale, tanto che ogni forma di alienazione che purtroppo osserviamo sul nostro pianeta, come l’inquinamento e la distruzione ecologica, corrisponde alle devastazioni che abbiamo innanzitutto sul primo chakra; cioè il mondo fisico è devastato perchè noi abbiamo un primo chakra devastato, ed è per questo motivo che dobbiamo ricominciare a considerare la bellezza del cavallo selvaggio, degli alberi selvaggi che crescono intorno a noi spontaneamente, così come sono.

L’inversione dell’aggressività: perversione e autolesionismo

Quando le energie del primo chakra non sono vive e istintive, il giusto sbocco di queste verso l’esterno viene impedito ed esse si ripiegano al proprio interno. Questo causa perversione sessuale e autolesionismo fisico e psicologico.

Un segno zodiacale chiarificatore in questo contesto è quello dello scorpione, un segno profondo con una forte energia sessuale che può esplodere al di fuori, ma che se incontra degli ostacoli ritorna su sé stessa, e quando il primo chakra viene ritorto su se stesso diventa potenzialmente distruttivo; invece di godersi la realtà la persona cerca infatti soddisfazione attraverso dei surrogati, invece di scaricarsi su qualcuno quando il caso lo richiede si rinchiude in una gabbia dorata, invece di ribellarsi al momento opportuno, tanto per fare un es., si fa venire l’ulcera.

Gurdjieff diceva che la radice, il "kunda", nell’essere umano era stata volutamente ritorta, invertita (come si legge nel suo libro "Racconti di Belzebù al suo piccolo nipote"). Belzebù è un grande spirito che era stato esiliato dal centro della galassia perché aveva cercato di rompere l'equilibrio delle gerarchie celesti, e allora per punizione era stato mandato per qualche eone di tempo a governare quella piccola galassia periferica che è il sistema solare; con lui c’è anche suo nipote al quale mostra da un pianeta all’altro cosa succede nella galassia, e gli descrive questi "lumaconi", così chiama gli esseri umani perché hanno il "kundabuffer" rovesciato - quell’organo della realtà, della naturalezza che essendo rovesciato porta l’essere umano a rovesciare tutta la sua intelligenza - spiegandogli come il comportamento umano sia capovolto in modo erroneo proprio nella sua essenza, per cui se una persona non ha amore dentro di sé, lo va a cercare all'esterno, se una persona sente il vuoto interiore ricerca la compagnia degli altri.

I grandi Maestri escogitavano addirittura strutture da koan per dimostrare come gli uomini continuassero a cercare la loro soddisfazione fuori mentre l’avevano dentro: gli esseri umani continuano a rovesciare le cose.

Se noi riusciamo ad entrare in contatto con questo primo centro che è connesso con il punto di reni che è proprio al centro della pianta del piede, abbiamo il radicamento nella realtà, cominciamo a sentire la Terra, ci sentiamo parte della terra; è la "Kundalini", l’energia calda, vitale, dormiente nel primo chakra, che è esattamente l’ologramma del centro della terra, quel centro caldo che dà vita al nostro pianeta, nucleo fuso di magma incandescente che ribolle al suo interno. E quando ci immergiamo veramente nel primo chakra torniamo finalmente in contatto con la terra, ed è allora che l’energia può di nuovo cominciare a salire.

I due centri piccoli che stanno alla base della nuca in una posizione laterale sono abbastanza importanti, li avvertiamo spesso quando fa freddo, venivano chiamati appunto punti "vento", ma il punto che qui ci interessa di più e che è attivo sul primo chakra è l’alta maggiore che sta appena dentro la testa. Proviamo ora a sentire questo punto proprio all’entrata del cranio e in corrispondenza di esso il primo chakra, tutta la colonna vertebrale.

Malattie del primo chakra: emorroidi, prostatite, coliti.

Le malattie delle gambe sono in gran parte dovute ad un blocco del primo chakra, anche le emorroidi, causate da uno stato eccessivo di tensione in questa zona. Di queste ce ne sono di tanti tipi: dovute ad un blocco di fegato - magari per un eccesso di rabbia per cui il fegato si riempie di tossine e la vena porta, che porta appunto il sangue al fegato, rimane intasata - oppure il diaframma è tirato per un blocco di terzo chakra, e si crea così troppa pressione nel punto più basso del bacino che è la zona anale, questa si congestiona e quindi le vene si gonfiano. Di solito però quando si verifica il gonfiore nella zona citata, questo è accompagnato magari da un po’ di prurito, di calore, ma non vengono le emorroidi, che invece vengono quando oltre a questa pressione, che un po’ abbiamo tutti, c’è anche una chiusura perché il muscolo è teso. Per curare le emorroidi bisogna mettersi un dito nell’ano, prendendo una buona crema; quando si ha il dito dentro e si prova a muovere la testa, appena si fa un qualsiasi gesto il primo chakra stritola il dito, tale è la tensione che è dovuta alla simbolizzazione della compressione data dal tipo di società in cui viviamo. Se abbiamo questa zona molto resistente può essere che le emorroidi non vengano, ma comunque un po’ di problemi ce li abbiamo tutti. E se facciamo girare il dito e allarghiamo i muscoli, tutta la tensione tende a rilassarsi.

Tra le malattie croniche causate da un disturbo del primo chakra abbiamo le coliti, soprattutto quelle da ultimo pezzo, da retto, sigma ecc., che sono malattie che si verificano quando c'è troppa tensione e non si riesce a creare quella normale pulsazione che dà il ritmo a tutto il corpo. L’altra grossa malattia da primo chakra è per gli uomini la prostata: tutte le prostatiti nascono da una contrattura cronica in questa zona che poi si riversa nella prostata. Anche la tallonite è da primo chakra, così che il blocco del primo centro si può notare guardando la gente camminare - anche le gambe "nervose" che vanno da sole sono un classico blocco da primo chakra - la gente infatti non cammina quasi mai in maniera rilassata (questo atteggiamento dipende comunque anche dalla pancia, dal secondo chakra).

Il primo e il secondo chakra sono assolutamente in contatto tra di loro, sono quasi lo stesso chakra, per i Tibetani esiste infatti un unico chakra che li riunisce entrambi.

A tante persone quando fanno sesso viene un crampo nelle gambe o nei piedi, perché il primo chakra comincia ad esplodere e c’è una vocina dentro che dice "chiudi chiudi", ed ecco che arriva il crampo. C’è anche una stipsi da blocco dell’ultimo pezzo (governato proprio dal primo chakra), che è troppo rigido e quindi blocca le feci, e queste allora non si muovono più.

Il primo chakra ha i reni come organo principale in comune con il terzo chakra, e tutte le volte che lo blocchiamo, automaticamente blocchiamo anche il terzo; blocchiamo la nuca se è un controllo del primo chakra, mentre blocchiamo la pancia se è un controllo emozionale del primo chakra.

I testicoli e le ovaie sono organi a metà strada tra il primo e il secondo chakra, perché se li prendiamo come organi del piacere allora sono più di secondo chakra, mentre sono organi di primo chakra in quanto sono istintivi al massimo, sono gli organi del potere, della forza, di quel potere che ci viene dalle gonadi, dalle ovaie; questa energia è primaria, primordiale, tremendamente istintiva. Quindi sul secondo chakra questa energia viene veicolata in modo più femminile e diventa sensualità, mentre il sesso come energia primaria è frutto del primo chakra.

Le persone caratterizzate soprattutto dal primo chakra sono riconoscibili per l’integrità del loro corpo, mentre tra le persone "mentali" esistono quelle che hanno un contatto con il primo chakra più forte e quelle che l’hanno invece più debole; certe infatti possiedono una fisicità più evidente rispetto ad altre che usano il loro corpo come se non l’avessero (le si percepisce esclusivamente come testa).

Le paure chiudono il primo chakra, la paura più forte è quella di essere spontanei, di poter fare quello che si vuole nel corpo senza essere puniti, giudicati, e quando si supera questa resistenza interna si riesce ad ottenere un'enorme libertà.

In questo gruppo mi sembra che non ci siano grossi problemi, ha già una sua fluidità, ci sono gruppi invece molto più difficili che prendono il "volo" quindi più lentamente.

Personaggi come Hitler, Totò Riina hanno un'evidente primo chakra forte, hanno di solito primo, terzo, quinto chakra (che rappresentano la solidità, il potere, la voce) come un tutt’uno, come se fosse un canale unico e questo crea in loro una forza straordinaria perché la maggior parte di noi è frammentata, incerta e quindi una persona assolutamente centrata e sicurissima di sé polarizza l’energia degli altri che tendono a chiedere a lei la sicurezza che a loro manca, e se questa persona comincia a dare ordini e si crea sempre di più un seguito è destinata a diventare un capo. Sono persone con un asse molto compatto che hanno messo in secondo piano il secondo e il quarto chakra mantenendo invece questa determinazione estrema che diventa trascinante; mentre le persone che riescono ad unire a questo asse così allineato anche il cuore sono i grandi Maestri.

Essi sono uomini e donne che hanno sia la rettitudine sia la forza; corpo, parola e azione, hanno l’asse forte e l’illuminazione, e diventano allora Maestri dell’umanità.

E’ importantissimo per noi riuscire piano piano a connettere tra loro questi centri anche senza pretendere di avere tutta questa determinazione, ma continuando a lavorare scopriremo che la bocca parla da sola e i gesti accadono da soli, la spontaneità della reazione nelle nostre azioni diventa automatica, e ci si stupisce della propria velocità nell’Esserci, nella presenza; così che una bella occasione è coglibile al volo quando abbiamo un’asse che connette le emozioni, le azioni e i pensieri, che ha una sua congruenza, una sua unità. Accadono allora le situazioni sincroniche.

 

MED.80.050 - IL SECONDO CHAKRA - DISCORSO SUL SECONDO LIVELLO PSICOSOMATICO

Il centro dell’energia sessuale e dell’intelligenza vitale

Il secondo chakra è la sede del piacere di vivere nel corpo, dell’intelligenza vivente, biologica, cellulare. Normalmente viene inteso come centro della sessualità, ma in realtà questa è una accezione secondaria.

L’origine del secondo chakra, la sua parte più profonda è quella deputata alla procreazione, nella donna l’utero e le ovaie, nell’uomo i testicoli. E’ quindi la parte che produce, che dà vita, che genera, quella che geneticamente è alla base delle energie del corpo, della vita del corpo. Il primo chakra, il primo centro è quel punto di energia in cui confluiscono tutte le intelligenze del corpo fisico, il secondo chakra è il punto in cui convergono invece le intelligenze del corpo delle energie, del corpo biologico, del corpo della vita.

Il lavoro più importante da svolgere adesso quindi è prendere coscienza delle energie, l’energia intesa come energia vitale, come "chi", come prana, pneuma. Essa ha sempre una forte attinenza con il respiro, per due ragioni: perchè nell’aria ce ne è molta e poi perchè come l’aria è immateriale, mentre il corpo fisico lo vediamo, le energie vitali nell’ideogramma cinese di chi, che significa appunto energia vitale, vengono rappresentate con dei gambi di riso legati insieme con sopra il segno del vapore, il riso infatti è proprio il massimo della vitalità, della crescita. La vita biologica, il verde in Cina è il riso, ciò che dà nutrimento, sostentamento e il vapore è qualcosa che scalda, che sale, che però è appena appena visibile. A volte vediamo un fumo, un filo di vapore che poi si perde.

In quasi tutte le tradizioni troviamo questo concetto di prana, in India la radice "pra" sottintende luminosità, luce, lampada, fonte di luce e tutte le volte che noi abbiamo a che fare con il concetto di energia vitale abbiamo un concetto che è assimilabile all’aria e che sottointende la generazione della vita.

Nel corpo umano è l’utero che rappresenta di più questo concetto, cioè un punto in cui qualcosa di assolutamente immateriale e invisibile (un’ovulo, uno spermatozoo) entra e comincia a crescere e a produrre grazie a questa energia intelligente, invisibile, vitale, produttiva; così il bambino cresce, poi esce e diventa una vita autonoma.

Per nascere la vita ha bisogno del sesso, che è rappresentato nel secondo chakra da due parti diverse: una parte esterna, gli organi genitali esterni, la vagina e il pene, e una parte interna, gli organi genitali interni, testicoli e ovaie. I testicoli sono interni e poi scendono con un processo di esteriorizzazione in quanto come in qualsiasi banca buona dello sperma è meglio averli al freddo che non al caldo, ed è necessaria una differenza di temperatura per farli scendere. In quasi tutti gli uomini fino ai venti/venticinque anni i testicoli possono risalire (si dice vanno in soffitta) perchè il canale dentro/fuori attraverso cui si muovono è ancora aperto. Quindi ovaie e testicoli sono due organi paralleli che esistono entrambi nel feto fino a pochi mesi di vita, poi a seconda del regime ormonale un tipo si sviluppa mentre l’altro regredisce.

Ci sono anche dei casi abbastanza rari di persone che hanno due sessi perchè in questo caso gli ormoni non sono abbastanza forti come polarità, quindi il corpo non si polarizza e queste persone hanno sia una vagina sia un pene, sia gli organi maschili sia quelli femminili. Di solito proprio per mancanza di polarità questo tipo di meccanismo biologico non dà fertilità, e spesso queste persone oltre a non essere fertili sono anche non sessuate.

Quindi il secondo chakra deve essere visto come la fonte primaria delle energie biologiche, quella creatrice, sostenitrice delle energie biologiche che ovviamente ha nella sessualità il suo canale primario. La prima energia creativa è quella del sesso.

Il sesso maschile, proprio come organo fisico è esterno, è uno yang, mentre la vera matrice è lo yin, è l’organo interno, è l’utero.

Nel lavoro sul secondo chakra ci sono stati in passato due filoni principali di impostazione di gruppo: un primo filone aveva a che fare con i problemi interni, quelli che riguardano la nascita, la nascita dall’utero, dal concepimento fino alla nascita e di seguito fino al periodo in cui il figlio è ancora energeticamente legato alla madre (fino ai cinque anni), periodo in cui il bambino e la madre sono energeticamente ancora la stessa cosa per cui il bambino non si può allontanare troppo da lei. Nella visione steineriana la madre non si può staccare dal bambino fino almeno i due/tre anni perchè insieme essi rappresentano una diade, fanno parte del medesimo campo di energia.

Il canale che racchiude questo tipo di energia che noi abbiamo essenzialmente con la mamma più avanti nella vita diventa un canale che manteniamo verso quella persona che amiamo come la mamma, che diventa il nostro partner, sia uomo che donna. Sia gli uomini che le donne mantengono verso la mamma questo canale privilegiato, nascono infatti dalle energie della mamma, lo spermatozoo è un codice genetico, è un informazione, quindi è immateriale (cioè è materiale solo nei codici "dna", una "spirilla" di DNA), la mamma invece offre tutto il nucleo, la cellula uovo, che è centinaia di miliardi di volte maggiore di uno spermatozoo. E’ come se il padre mettesse la sua intelligenza e la madre mettesse la sua intelligenza più il suo corpo, quindi il nostro corpo è quello di nostra madre con delle informazioni in più di nostro padre. Il corpo fisico energeticamente all’inizio è quello di nostra madre e tutte le relazioni primarie derivano da questo rapporto, che è appunto primario.

Quindi nella nostra storia recente di psicoterapia, di psicosomatica il primo gruppo terapeutico è quello di "Primal Therapy", di lavoro sul secondo livello come rapporto con la madre in particolare e i genitori in senso lato. Questo gruppo ha una sua autonomia, è la "Primal".

L’altro tipo di gruppo invece è quello di "Tantra", di liberazione sessuale, che lavora solo sulla sessualità.

I gruppi più intelligenti, quelli più completi fanno prima una settimana di Primal e dopo una settimana di Tantra, cioè prima lavorano sul rapporto madre/padre e dopo lavorano sul rapporto con l’altro sesso. Infatti risulta inutile lavorare sulla sessualità se prima non si è lavorato sulla matrice energetica che è la sensazione energetica che il feto e il bambino hanno: il feto percepisce il mondo in termini energetici di sensazioni delle qualità, lo percepisce con dei colori e quindi se la mamma è emozionalmente "nera" vive nero, se la mamma è "rossa" il feto vive troppa eccitazione, se la mamma è "verde" di rabbia percepisce troppo verde, se la mamma è troppo azzurrina perchè è sempre fredda e nella testa si svilupperà quel colore che dà la tendenza di allungamento del sistema nervoso; ogni colore codificherà così il corpo e le energie del bambino/a, e gli darà una particolare matrice energetica.

Questa matrice energetica poi già dall’età di quattordici anni, in realtà dai diciotto anni in avanti, viene completamente cambiata, trasformata, nel senso che noi, usando una metafora, abbiamo un corpo che è come una macchina e piano piano gli cambiamo un pezzo per volta e lo facciamo diventare un’altra macchina. Attraverso questo processo energetico dai diciotto anni in poi noi possiamo cambiare tutto il nostro corpo, cambiare la qualità delle nostre energie. Questo processo avviene utilizzando un’altra qualità energetica che non è più quella del secondo chakra che corrisponde alla mamma, ma è quella del sesto chakra che corrisponde a noi stessi.

C’è un rapporto molto forte ed importante tra il secondo, il quarto e il sesto chakra. Di fatto questa energia che noi chiamiamo biologica perchè è propria del corpo è infatti un’energia elevatissima, è l’intelligenza di Dio, la mano creatrice di Dio.

Le cose materiali come il cibo il nostro corpo le prende e le fa diventare organi, intelligenza, cervello, sangue, fegato, cuore, nervi, le cose esterne diventano in questo modo "Io", "Me".

In questo processo sono coinvolti due grandi centri: uno è il secondo centro che opera attraverso la milza, il centro energetico per eccellenza, l’altro ad un livello molto più elevato è il sesto centro. La mia energia, la mia coscienza codifica questi atomi che sono strutturati con una certa logica ma, tanto per fare un es., con un’energia del "pollo" (mangio un pezzo di pollo e gran parte di quell’energia la trasformo, la ricodifico, la spacco a pezzi, rimetto insieme i pezzi e la faccio diventare qualcosa che sono io); ovviamente se mangio del cibo molto pulito, molto luminoso come l’acqua pulita, sale integrale, vegetali puliti ecc. il mio lavoro per prendere questo materiale e farlo diventare me stesso è molto minore, quindi questo materiale servirà a creare un corpo molto più vicino alla mia coscienza interna, alla mia struttura elevata. L’intelligenza deve avere il materiale giusto per lavorare.

Per tutta la prima parte della vita in cui il sesto chakra come identità elevata superiore è ancora inattivo, ad agire è il secondo chakra, che è il centro delle energie, il punto dove le energie sottilissime trovano corpo, si creano un corpo.

Il corpo energetico e la sua riapertura sensoriale consapevole

Nel nostro lavoro dobbiamo riaprire le matrici del secondo chakra e quindi del secondo corpo; il secondo chakra infatti, che è vitale per eccellenza, prende tutte le energie di quel livello che, nel nostro organismo, è costituito dalle energie vitali di tutti gli organi e di tutte le cellule.

Quindi questo corpo energetico che fa perno sul secondo chakra lo chiamiamo "secondo corpo". Questo secondo corpo corrisponde a livello dell’evoluzione al regno vegetale (il riso nell’ideogramma del chi cinese). I vegetali hanno solo il primo e secondo corpo, cioè hanno solo un corpo fatto di atomi e un corpo fatto di energie viventi, cellule, atomi integrati in unità maggiori, più elevate. Il sasso non ha il secondo corpo, ha solo il primo corpo, è solo fatto di atomi, sul secondo livello invece gli atomi si aggregano per formare delle unità maggiori che noi chiamiamo cellule, questo livello quindi è biologicamente attivo, in un modo diverso dal sasso che esiste su un livello molto più primitivo.

Abbiamo parlato finora di due gruppi terapeutici che lavorano sul secondo chakra, in realtà su questo livello lavorano anche gruppi non terapeutici che attivano le energie e operano su di esse. A cominciare dalle meditazioni, dalla Vipassana buddista che concentra il respiro nella pancia, per proseguire con tutto l’"Hara Breathing" giapponese, tutte le tecniche di arti marziali che prendono l’energia del secondo chakra per farla diventare energia aggressiva o difensiva, tutto il lavoro sulla sensibilità interna, sulla percezione, tutto il lavoro della guarigione che si svolge prendendo di nuovo le energie dal secondo chakra e manifestandole attraverso le mani, guarigioni che avvengono attraverso processi di irradiazioni. Tutti questi gruppi lavorano sul secondo chakra in maniera positiva.

Anche l’agopuntura lavora sul secondo chakra, secondo corpo, lavora con quei canali che partono dal secondo centro e vanno in giro per tutto l'organismo, che sono come autostrade - li chiamano canali perchè in Cina l’irrigazione del riso avveniva attaverso i canali, qui l’acqua, che dopo il vento, dopo l’aria è l’elemento più vicino all’energia vitale, viene trasportata per portare nutrimento al grano appunto da canali - che nel feto sono proprio i canali di alimentazione dei vasi venosi e arteriosi della placenta.

Quindi nei campi di grano l’acqua scorre attraverso canali, così come nel corpo l’energia vitale, che è nutrimento, scorre attraverso i canali di agopuntura. I canali di agopuntura sono stati codificati dalla medicina tradizionale cinese in modo molto rigido ma originariamente non erano così rigidi, i tibetani per esempio usano degli altri canali, gli indiani altri ancora, ci sono delle scuole in Birmania, in Viet Nam che ne usano di diversi. Questi canali non sono precisi, sono estremamente variabili, e comunque ne esistono di ancora più profondi di quelli di agopuntura, che sono relativamente superficiali, che connettono i grandi organi e le varie parti del corpo con dei fili colorati, di luce; l’energia vitale è infatti luminosa e quindi come la luce può prendere certe tonalità, frequenze, e a seconda delle frequenze che prende assume certe caratteristiche di intelligenza sua propria.

Quindi nelle varie parti del corpo si concentrano punti con energie differenti in modo tale che se l’organismo ha bisogno di un certo tipo di attività gli si può mandare un certo colore, per es. un colore freddo, là dove invece sono in atto delle attività calde si ha bisogno di energia attiva e quindi si può mandare il rosso, un colore carico che in quel momento è necessario.

Questo tipo di consapevolezza delle energie e di come funzionano nel nostro corpo è fondamentale e per riaprire il secondo chakra lavoreremo sulla percezione delle energie sottili e sulla madre. Il lavoro sulla sessualità lo sposteremo al quinto chakra. Quindi prima faremo il lavoro sulla madre e sui genitori in generale, in quanto la figura materna può essere impersonata anche da un padre che ha un rapporto materno, affettuoso.

Entriamo adesso nel concetto di relazione energetica, che è fondamentale.

Regressioni e basi di psicoterapia del secondo livello

Durante questa Accademia faremo delle regressioni che ci porteranno a vivere in maniera a volte anche intensa dei momenti vicini alla nascita o addirittura durante la gestazione, e ci accorgeremo che a loro riguardo non abbiamo dei ricordi chiari mentali, ma abbiamo invece dei ricordi sensoriali. I ricordi sensoriali sono i ricordi energetici.

Il bambino nella pancia della mamma sente le energie della mamma, il contatto energetico con la mamma, e qualsiasi cosa la mamma vive viene riflesso sul bambino; il bambino però ha una sua anima, anche se ha il corpo che è quello della mamma, energeticamente ha una sua anima e una sua energia. E’ chiaro che in quel momento la sua energia non è prevalente, è prevalente quella materna e quindi il bambino se è molto in feeling con le energie della mamma si apre, se le energie della mamma invece sono pesanti o non si armonizzano con quelle del bambino il bambino tende a chiudersi energeticamente e a fare barriera. Questa forse è la prima consapevolezza energetica che possiamo avere: la chiusura.

Tutti sicuramente abbiamo imparato già nella pancia della mamma o comunque nei primissimi giorni di vita come chiuderci energeticamente, è un processo assolutamente spontaneo, proprio come quando il bambino non vuole essere picchiato o c’è troppo rumore e ritira le energie al suo interno, e questa è la sensazione di come da una sfera larga di energia espansa, luminosa, aperta con i centri che la irradiano tutt'intorno, si fa quadrato all’interno e ci si chiude.

Questo tipo di struttura è alla base di tutto il problema psichico, questo è il primo problema di tipo psicosomatico e riguarda il primo livello di chiusura; il bambino infatti, non essendoci ancora in lui dei livelli articolati di comportamento, perchè è un tutt’uno, una pallina dentro una sfera cava, per difesa chiude la testa, stringe un po’di più rispetto al normale le gambe, così che chi riesce a vedere il feto dentro la pancia della mamma quando la madre ha dei problemi, vede proprio il feto che si aggrappa, si stringe su di sé, comportandosi come se si ritirasse sempre più all'interno.

Questo processo lo aveva già capito Reich che è stato il primo grande maestro in Occidente delle energie, è stato un maestro tantrico, ha lavorato e ha studiato anche a livello scientifico circa il concetto di energia vitale, che ha chiamato "energia orgonica" a metà tra organismica e orgastica, e ha visto come già dagli unicellulari questo principio di espansione nel senso di piacere, e di contrazione nel senso di angoscia e dolore, sia presente. Se si prende un unicellulare che si trova in una situazione negativa, o lo si punge, si nota che immediatamente la struttura dell’unicellulare si chiude, a volte addirittura si incista richiudendosi all’interno e creando attorno a sé una pellicola dura, in certe occasioni estreme proprio chiude tutto perchè le condizioni sono troppo ostili e l’unica difesa efficace diventa un guscio duro.

Tutti noi abbiamo avuto in qualche momento della nostra vita, a volte per lungo tempo, a volte per poco tempo, la sensazione di essere "chiusi dentro". Questa sensazione di non potersi più "aprire" se permane come modalità di essere anche nella vita adulta

produce la drammatica condizione esistenziale di essere separati dal mondo, che è una sensazione schizofrenica che tantissime persone provano, chi più chi meno, certi la sentono di più altri di meno, e alcuni danno addirittura per scontato che ci sia, e questo è drammatico (l’hanno dall’inizio, da quando erano nella pancia della mamma e così danno per scontata la sua esistenza). Di fatto quando poi fanno meditazione e aprono questo guscio energetico hanno un processo di espansione della coscienza, che invece di essere chiusa dentro questo uovo, imprigionata, si apre e sente finalmente che la vita scorre. E’ la sensazione che riscontriamo nelle percezioni dei popoli primitivi, e quindi quello che noi riscopriamo con il primo livello di meditazione i primitivi lo vivono da sempre nella realtà (anche gli animali l’hanno sempre).

Quindi in Occidente abbiamo fatto un passo indietro nella qualità della vita, che dal punto di vista umano è decisamente scarsa (non ovviamente dal punto di vista scientifico, tecnico o a livello di lunghezza media della vita che da noi sopravanza di venti anni circa quella per es. del Ruanda, dove vivono però con una intensità molto più elevata rispetto alla nostra). Quello che qui abbiamo fatto come passo indietro, inteso come chiusura dell’essere umano nei confronti della vita e della natura, fa sì che quando poi ci riapriamo all’esistenza, l’essere in uno stato naturale di fluidità e piacere di vivenre per noi sia già un risultato, un’esperienza particolarmente intensa e spirituale.

L’esperienzza del piacere di esistere consapevolemente nel corpo energetico

A questo risultato ci si può arrivare abbastanza facilmente, non ci sono tanti problemi, un primo risultato di apertura lo proveremo tutti durante questo percorso, molti di voi lo hanno già provato, a volte da soli a volte in situazioni strane, in quanto è un primo livello facile da raggiungere. Se questo livello di apertura viene mantenuto per molto tempo, dopo la vita si apre ulteriormente, cioè nella persona si verifica un allargamento degli orizzonti perchè la prima apertura è come se avvenisse a livello del corpo fisico - il primo corpo fisico finisce con la pelle, i capelli e la pelle sono i suoi confini - mentre la dilatazione successiva interessa i confini del secondo corpo, che è un corpo energetico, è un corpo di calore, un corpo di vitalità, i cui confini rimangono leggermente esterni al corpo fisico, per cui il calore e la vitalità si possono sentire attraverso le mani, la pelle ed il contatto con le persone.

Una guaina energetica ci circonda, che a volte percepiamo ad occhi chiusi, e sentiamo che irraggia da noi producendo intorno alle mani uno spessore vellutato di energia che avvolge a qualche centimetro di distanza la nostra figura, e che comprimiamo dall’esterno all’interno del corpo fisico quando ci chiudiamo in noi stessi. Per mezzo della Camera Kirlian, che è un procedimento attraverso il quale si vedono molto bene le manifestazioni esterne del campo energetico dell’essere umano, possiamo osservare che quando una persona si lascia andare e si apre le sue energie fluiscono all’esterno perchè seguono l’indirizzo dato dalla psiche e dal pensiero, ed è questo indirizzo il punto che regola veramente le energie.

Il secondo chakra in realtà è un centro "automatico" nella pancia che corrisponde ai centri del cervello rettile, che si comportano in modo assolutamente meccanico, sono il nostro pilota automatico; noi possiamo intervenire in quelle funzioni solo quando vogliamo creare qualche cosa come un aumento o una diminuzione di attività e quindi interveniamo sulle energie biologiche o attivandole o inibendole (per esempio qualsiasi bambino che non vuole andare a scuola si può far venire il mal di pancia o può non mangiare più). Una persona può anche aumentare il suo battito cardiaco in un attimo, e chiunque voglia respirare di più volontariamente attiva un sistema del cervello rettile e gli manda un impulso che, una volta finita l’attività cosciente, ritorna all’attività inconscia del secondo chakra.

Il bambino percepisce già perfettamente le energie e le loro qualità, i piccoli hanno una percezione sensoriale del mondo molto sviluppata e quindi percepiscono in maniera incredibile la qualità energetica dei genitori, delle situazioni intorno a loro, soffrendo per es. per un tono di voce duro o freddo che li fa chiudere su sé stessi (il secondo centro è inconscio) e, se questa chiusura del centro permane per molto tempo, può anche diventare un blocco continuo.

Quindi la prima cosa che noi dobbiamo fare è dare energia coscientemente e volontariamente al secondo chakra, attivarlo quindi, cominciare a sentire le energie lasciando da parte quelle sessuali e magari usando quelle sensuali, e sentire il piacere del corpo, del contatto; cerchiamo quindi in questo Seminario di lasciare perdere un momento il sesso, perchè il sesso è la matrice che ci getta fuori, è in relazione all’altro, quindi l’attenzione si sposta lì e là, non è più su di me, mentre noi abbiamo bisogno di lavorare adesso su di noi, sul nostro blocco interno e "l’altro" ci può aiutare ad entrare ancora più in profondità in noi stessi.

Faremo quindi degli esercizi in cui ci sceglieremo un partner che sarà una figura di protezione, di aiuto per cui se io faccio da padre o da madre ad una persona e questa si sente accarezzare può tornare in quello spazio di apertura che magari non ha avuto nell’infanzia o che non ricorda bene, perchè i ricordi negativi sono maggiori di quelli positivi, e così può riaprire qualcosa che è ancora chiuso. Tutti noi infatti abbiamo qualcosa di chiuso, abbiamo avuto una ferita su questo livello, non fosse altro per il fatto che siamo nati e ci siamo staccati da nostra madre, che ci hanno tagliato il cordone ombelicale, che ci hanno vestito e ci hanno portato via, e che a sei anni siamo andati a scuola e queste sono tutte separazioni: quindi tutti i bambini hanno da qualche parte delle ferite sul secondo chakra e avrebbero voluto avere un po’ più di affetto di quello che hanno avuto (stiamo parlando dell’Occidente), perchè in Oriente non è così.

In India, in Tibet la maggior parte dei bambini non ha avuto questo tipo di ferita, in questi luoghi infatti tutto è più naturale, qui nelle situazioni medie i bambini crescono e diventano grandi mantenendo un contatto fisico con i genitori e con gli adulti che noi invece non abbiamo. Così come in Oriente, il contatto fisico si mantiene anche nelle antiche popolazioni dei nativi americani, nell’America Centrale. Questo contatto noi l’abbiamo perso e adesso ne subiamo la mancanza, diventa per noi importante allora riaprire un certo tipo di sensibilità e la ferita ancora inscritta in noi.

Dall’età di diciotto anni, quando comincia ad entrare in funzione il centro

superiore - che in realtà comincia a funzionare veramente intorno ai venti anni nella nostra società, perchè fino ai diciotto, venti, ventidue anni abbiamo una serie di problemi di scuola, di lavoro che ostacolano la crescita spirituale - cominciamo ad avere esaurito una serie di problemi che ci legano all’esterno e l’energia comincia a concretizzarsi bene sul sesto livello.

La ricostruzione cosciente del corpo energetico e i limite del dolore

Quando le energie diventano coscienti noi possiamo cominciare a "ricostruire" il nostro corpo trasformandolo energeticamente, cambiandone la qualità, la luce, i colori e la forma (parliamo a livello energetico, non cambiamo i connotati del nostro corpo fisico in quanto la qualità del nostro corpo fisico non può essere mutata). Tantissime persone trasformano la loro faccia, corporatura, sciolgono le rughe della pelle che sono il frutto di emozioni negative vissute, e nel giro di qualche anno tornano a rilassarsi.

Quindi noi in questo momento possiamo ricomporre la ferita che abbiamo avuto nel passato, ricostruire il nostro corpo, riaprire le nostre energie e questa possibilità è propria dell’essere umano, che gli animali invece non hanno, perchè non possiedono quell'anima profonda che dà la consapevolezza di essere qualcosa di diverso da ciò che accade. Il principio di coscienza infatti è quel principio che ci permette di vedere i fatti della nostra vita come se fossero un avvenimento, un film che ci è accaduto e che non è parte di noi, noi infatti siamo una coscienza di questo corpo, di questa vita, che ha avuto queste esperienze, e che comunque da queste esperienze può imparare delle cose e che a queste esperienze non è necessariamente legata a doppio filo per sempre, soprattutto a livello di dolore.

Il dolore comunque è il punto centrale del discorso, se noi infatti non vogliamo vedere il dolore e non riapriamo la parentesi di sofferenza vissuta nella nostra vita, non riusciamo a capirne il contenuto, non riusciamo quindi a rivivere quell’energia rimasta chiusa nell’evento doloroso e di conseguenza non possiamo neanche sbloccarla; allora dentro la nostra mente, alla sua radice profonda rimarrà sempre un nucleo duro di memoria che non ci permetterà di vivere totalmente.

Quindi in questo seminario continueremo a lavorare sul secondo chakra come sensazione, riaprendolo fisicamente, respirandoci dentro e riattivandolo, e faremo una serie di esercizi che ci riporteranno agli episodi della nostra esistenza in cui abbiamo vissuto questi contatti primari così dolorosi. Qualsiasi situazione venga fuori, in qualsiasi momento voi per prima cosa respirate, in modo che ogni emozione, anche minima, possa uscire se continuate a mantenere la gola aperta e la respirazione attiva. Se sentite che state chiudendo qualche energia, qualche emozione, alzate la mano ed io stesso o qualcuno degli assistenti verrà ad aiutarvi e a starvi vicino. Così non vi sentirete soli a lottare contro il mondo e vi potrete rilassare per lasciare andare l’emozione che state vivendo, che significa lasciare andare quell’energia che è stata trattenuta in maniera profonda e che è stata codificata in questo modo nella mente, quella mente che al momento del verificarsi dell'evento doloroso aveva detto "non puoi farcela, non puoi aprirti, non puoi uscire, non puoi essere veramente te stesso e quindi chiudi tutto". Riaprire questo livello è per noi ora il lavoro più importante da compiere.

L’energia vitale è l’energia della telepatia, cioè l'energia eterica è il veicolo stesso della telepatia.

Quindi quando in una situazione di comunicazione tra persone si viene a creare questo ponte energetico lì si viene a creare una sorta di telepatia.

La telepatia è una trasmissione di informazioni attraverso i canali energetici, come se due radio ricetrasmittenti continuassero a scambiarsi messaggi. Ovviamente il tipo di telepatia è in relazione molto forte con i livelli di evoluzione dell’organismo, cioè della persona.

Abbiamo una telepatia primaria che è quella tra bambino e mamma, che è una telepatia essenzialmente di pancia, di emozioni primarie, che può essere però di una qualità più elevata se il bambino ha un’anima sviluppata, se ha già raggiunto il centro del cuore e la mamma pure ha raggiunto il suo centro del cuore così che tra le due persone si viene a creare una relazione telepatica molto intensa, un riconoscimento reciproco, un amore veramente profondo. Se queste due persone sono delle anime già sviluppate non solo sul piano umano, cioè ci sono persone che non hanno spiritualità e che sono comunque "umane", che fanno delle cose a livello umano molto valide, ma se tra loro oltre a questa base c’è anche il centro alto, il sesto, si instaura di fatto una relazione telepatica che diventa relazione spirituale, e quindi si realizza una trasmissione sottile di informazioni molto preziose.

Il fatto di respirare nella pancia meccanicamente e quindi in maniera non emozionale può essere solo un ottimo esercizio ginnico che fa bene fisicamente. Il punto critico che possiamo toccare e che dà risultati è quando invece riusciamo a mettere in moto il cuore, e lasciamo così uscire moltissime emozioni perchè abbiamo creato un canale che parte dalla pancia e va verso l’alto, e abbiamo aperto il cuore con quel centro ormai già un po’ caricato. Se si riesce infatti a capire come aprire il nodo sul cuore il dolore che c’è sotto comincia ad uscire spontaneamente.

I blocchi del piacere

Tutti i blocchi del secondo chakra sono blocchi del piacere e le persone fortunate che hanno vissuto un rapporto con la madre, con la gravidanza piacevole, o una prima infanzia tranquilla, hanno una sensazione costante di piacere fisico. Il momento forse più bello della vita che rivivono le persone in regressione è il periodo nella pancia della mamma, perchè questo galleggiamento, questa assenza di problemi, di pericoli, di stimolazioni forti (qui tutto è ovattato, si è come un pesce nell’acqua e non si ha neanche bisogno di procurarsi il cibo perchè l’esistenza ti dà tutto e questo vissuto è un enorme piacere) rappresenta la "beatitudine", così come anche la prima parte della vita normalmente è un periodo di grande gioia; dopo infatti si deve lavorare, faticare, ma perlomeno fino ai sei anni di solito la vita è gioco, la vita è piena di divertimenti, di conoscenze e le relazioni di contatto umano sono vissute normalmente dal bambino in maniera piacevole: è per questo che i bambini ridono molto più dei vecchi, i bambini ridono sul serio mentre i vecchi lo fanno raramente.

Quindi la base del lavoro sul secondo chakra da Reich in poi è la sensazione del piacere, e il corrispondente blocco da sciogliere ogni volta che questa sensazione del piacere viene interrotta; a volte ci sono dei blocchi causati semplicemente da una mamma che non aveva altri problemi se non il fatto di non provare piacere, una mamma che era come spenta (ci sono famiglie infatti dove l’energia è molto bassa e la vita scorre monotona e senza piacere e questa condizione crea nel bambino questo tipo di mancanza di contatto).

Uno dei bisogni fondamentali è proprio il desiderio di contatto, il bambino ama essere toccato, ama essere nudo, giocare, ama toccarsi, ama essere accarezzato poichè il piacere è una sensazione che passa attraverso la pelle, ma che all’inizio passa attraverso la bocca in quanto tutto il periodo dell’allattamento ovviamente è incentrato su di essa, la bocca e la pelle stanno insieme e quindi il sistema nervoso e il sistema digerente funzionano insieme; questo crea nei bambini il vissuto di piacere, il desiderio di essere amati, toccati. Per questo le terapie hanno preferito fare il lavoro sulla sessualità dopo il lavoro sulle relazioni e sui disturbi primari dell’infanzia, perchè il sesso tendenzialmente non ha problemi, non esistono problemi di sesso; sia le donne che non hanno orgasmo o che hanno dolori all’inizio del rapporto, sia gli uomini che sono impotenti o che hanno una eiaculazione precoce, sono tutti vittime di dolori che partono dalla testa, e che sono fisici in quanto c’è un blocco reale a livello del corpo che però parte dalla testa, dal pensiero, parte dai condizionamenti culturali, per cui se noi togliamo quei condizionamenti poi il sesso va avanti a funzionare bene da solo.

C’è una scuola soprattutto americana che va a lavorare sul sesso e che così facendo provoca degli effetti molto negativi, fanno i gruppi sul sesso e vanno a lavorare con la testa su un organo che è istintivo e che non ha quindi bisogno di una razionalizzazione e di essere sottoposto ad alcun tipo di logica.

Questi gruppi americani utilizzano tutte le tecniche, per le donne di rilassamento, per gli uomini di desensibilizzazione nei casi di eiaculazione precoce, andando in maniera scientifica a lavorare su una zona del corpo che viene a quel punto controllata con la testa, e tutti questi giochi si sovrappongono alla realtà e provocano forti scompensi invece di apportare benefici. Il problema invece è diverso alla radice, e cioè quando una persona è così tesa a livello sessuale lavorando vengono fuori dei problemi con la madre, con il padre, con l' infanzia che sono la causa del suo mancato rilassamento, infatti uno dei problemi fondamentali è che noi non siamo rilassati perchè il rilassamento nasce da quel contesto energetico di sicurezza che di solito è proprio la mamma a darci.

Se voglio addormentare un bambino devo andare in meditazione, aprire bene il centro del cuore, molto di più di come è normalmente, e quindi entrare nell’energia, nel chi, nel prana, coprirlo di energia e così si addormenta perchè io vado in profondità, rallento il mio sistema nervoso ed entro in questo modo in un rapporto telepatico con lui, in quanto il mio pathos corrisponde all’addormentarsi o anche corrisponde al livello dell’amore profondo, anch’esso causa di rilassamento. Allora siccome le nostre mamme sono nate in una civiltà in cui il rilassamento non esisteva più perchè c’erano già altri ritmi di vita, questo tipo di energia è mancato generazionalmente, quindi la maggior parte delle persone di questa generazione non ha la capacità di rilassarsi, che è una capacità spontanea, e tutti quegli assurdi meccanismi tipo "Training Autogeno", "Psicodinamica" in realtà servono giusto a rilassare il corpo, mentre siamo noi che dobbiamo rilassarci, cosa questa che accade invece quando le persone quando fanno attività come "Reberthing" o "Meditazione". Il vero rilassamento non è del tipo "devo rilassarmi, devo rilassarmi", perchè questo è un condizionamento sopra un’altro condizionamento, è un condizionamento positivo per bilanciarne uno negativo, ma resta sempre un condizionamento e noi in questo modo non siamo liberi.

Per cui dato che non è sano vivere con la "testa" i risultati generazionali sono pieni di tali malattie, di tali disturbi sociali, ambientali, ecosistemici che, o noi ritorniamo velocemente a questo punto della nostra civiltà nella pancia, nel corpo, nella terra venerando il nostro corpo e il nostro pianeta, oppure avremo di fronte negli anni a venire una crisi globale di dimensioni enormi.

Negli ultimi millenni infatti attraverso la logica, la tecnica abbiamo sviluppato il nostro lato mentale, che quindi ora è molto potente e, dato che la nostra società già dal principio è fondata su principi egoici e non globali, abbiamo di conseguenza creato una società egoica, in cui il potere, il narcisismo sono realtà primarie.

Marx chiamava la nostra società la "società dello spettacolo", nel senso del narcisismo, dove tutto è rivolto all’esterno, è basato sull’avere, sul potere, sulla rappresentazione, mentre i valori veri vengono persi, e dato che la mente è molto potente ha creato in questo senso una linea evolutiva fortissima perdendo di vista contemporaneamente alcuni valori fondamentali per l’umanità. E’ possibile invece sicuramente andare avanti, produrre ancora più tecnica, tecnologia, pensiero senza sacrificare la nostra natura più elevata.

Quindi dobbiamo recuperare i piedi, le gambe, la pancia, che significa recuperare il contatto con il corpo fisico, con il corpo energetico, con la terra.

Una delle situazioni che si sta verificando a livello sociologico sul pianeta è che gran parte delle nuove generazioni che hanno molta libertà e denaro, quindi libertà in tutti i sensi, hanno degli eccessi di irrazionalità contrapposta alla logica stretta del sistema dominante, per cui per es. ballano tutta la notte, fanno un tipo di svago in cui l’energia collettiva sessuale, emozionale, è fortissima. Questa energia è molto spostata sul corpo e assolutamente staccata dalla mente, per cui tutto questo tipo di situazione di solito sfocia in una vera e propria dissociazione e si verifica il caso di un pensatore a qualsiasi livello che appena può si sposta dal livello mentale che gli è proprio sull’altro lato della bilancia, entra cioè totalmente nel corpo, si dimentica di tutto e si butta dall’altra parte e questo è devastante così come sono devastanti le vacanze in Tailandia per andare con le ragazzine, o a Cuba o in altri posti del genere. Questo falso bilanciamento è assolutamente illogico ed è un segno sociologico di una situazione di forte squilibrio.

Piacere fisico e percezione spirituale: la sintesi evolutiva

La giusta proporzione l’essere umano la raggiunge quando pensiero e corpo entrano in equilibrio, solo allora possiamo vivere una vita di piacere, equilibrata.

Nel libro "Ra" è contenuto un discorso che racchiude il punto cruciale della nostra ricerca e cioè che noi siamo alla fine di un lunghissimo periodo di 75000 anni di evoluzione umana, ed ogni 75000 anni si verifica il "raccolto", cioè le anime mature della popolazione subiscono una divisione dalle anime lente, così come quando si fa un raccolto di grano e si prendono le spighe che hanno dato dei semi, si separano dalle altre e il seme viene messo tutto insieme. Quindi il raccolto separa la pula dal grano, separa la parte meno nobile dalla parte più nobile. Questo processo è un processo evolutivo che sta avvenendo in questo momento nella nostra epoca e il cui avvento è proporzionale alla rapidità con cui gli esseri umani adesso si stanno sviluppando e risvegliando.

Le coscienze fuori dal nostro pianeta che aiutano questo tipo di evoluzione ci dicono che l’unico motivo per cui la persona viene "colta", come anima ovviamente, è quello del "raggio violetto", cioè del colore viola, che è il colore che si manifesta quando i centri della mente che sono di colori freddi, diciamo blu in senso lato, e quelli del primo chakra che sono di colori caldi, diciamo il rosso, vanno in sintesi e creano il raggio violetto, che corrisponde all’apertura del settimo chakra che in realtà non è un vero chakra ma è solo un’apertura, è un buco, un canale, e questo permette proprio la sintesi di tutta la globalità dell’essere umano e l’apertura di questa totalità energetica verso un livello di energia superiore.

Per questa ragione quando respiriamo sul settimo chakra continuo ogni volta a darvi la stessa istruzione "sentite l’intero corpo", sentite il settimo chakra come se fosse proprio connesso alla pianta dei piedi, perchè sentire continuamente la nostra totalità e globalità aiuta ad attivare questo livello più elevato; è chiaro che vere o false che siano queste informazioni e questo testo, tutto ciò corrisponde comunque sicuramente al nostro sentire, cioè tutti i gruppi che lavorano per lo sviluppo del potenziale umano senza esclusioni, quindi i gruppi nuovi, globali, planetari, lavorano tutti per il ribilanciamento tra corpo e spirito, senza che l’uno prevalichi sull’altro, ovviamente ci sono anche quelli che lavorano solo sul corpo o solo sullo spirito, ma tendenzialmente i gruppi che si sono sviluppati come "new age", i gruppi acquariani, di nuova coscienza, sono tutti basati su questo concetto di sintesi.

Una parte importante del lavoro che stiamo conducendo per aiutare la nostra evoluzione riguarda il rapporto con i genitori.

La nostra società ci dice "tu comunque devi accettare i tuoi genitori". Ci sono persone che dopo molti anni hanno capito e perdonato i genitori nonostante tutto quello che possa essere successo. Ma quando si lavora su di sé si devono sciogliere i propri problemi, le proprie tristezze che sono dentro la pancia, il giudizio infatti è un valore di quinto e sesto livello, è un valore elevato come il perdono, l’ammirazione, sono tutti codici di natura più elevata che non c’entrano con il secondo chakra, che consiste invece in quello che si è sofferto perchè qualcuno ci ha lasciato, tanto per fare un esempio. Su un piano più elevato tutto può essere comprensibile, ma dentro l’Io bambino ha comunque sofferto, ha una ferita e noi lavoriamo per tirarla fuori. Siamo qui per ripulirci da queste tristezze e non per perdonare, quello che teniamo ancora dentro e che ci fa vivere "tirati" è un problema infatti che riguarda esclusivamente noi.

Nella gestione delle emozioni che vengono dalla pancia noi usiamo due centri principali che sono il secondo e il terzo. Nei confronti dei genitori, in particolare con la madre, viviamo moltissimo il secondo chakra che agisce attraverso la milza che è femminile, è il "materno"; la milza è un organo molto yin posto sulla parte sinistra del corpo e arriva alla parte sinistra del torace e del cuore, soprattutto alla spalla sinistra e alla mano sinistra. Questa parte sinistra, che è la nostra parte femminile, è quella che genera e vive la tristezza, che gestisce e produce la femminilità, la tenerezza; dall’altra parte abbiamo invece una serie di emozioni che vengono gestite sempre di pancia soprattutto dal primo chakra, e che sono quelle vitali che arrivano al fegato, che è il polo opposto alla milza (a destra) che gestisce invece la rabbia, l’aggressività, e opera sulla parte destra del corpo (quindi dal fegato si sale alla parte destra del cuore, alla parte destra del torace e poi giù fino alla mano destra).

Quindi a livello di terzo chakra abbiamo questi canali che passano anche da dietro, passano sia dal rene yin che è il rene femminile, il rene del piacere, quello del contatto e della sensualità, sia dal rene yang; le surrenali infatti sono suddivise in tre parti: una è più femminile, una più maschile, mentre la terza è più relativa al primo chakra, e nella parte relativa al terzo chakra c’è una zona che secerne adrenalina, che corrisponde proprio alla rabbia. Quindi a volte noi siamo polarizzati più sul lato femminile, come in questo Seminario, oppure se ci sono state delle situazioni attive, una mamma che ci ha abbandonato per es., è chiaro che allora parallelamente alla tristezza c'è anche la rabbia (tristezza e rabbia sono poli opposti ma complementari, dove c’è rabbia c’è sempre anche un po’di tristezza e viceversa).

Chi ha solo tristezza senza rabbia significa che in qualche modo non reagisce, non ha sviluppato la parte yang, chi al contrario ha solo rabbia senza mai vedersi la tristezza, è molto reattivo, è molto duro e teso perchè non ha sviluppato la sua parte yin; ma tutti abbiamo entrambe le parti, da una parte o dall’altra comunque siamo bilanciati su tutti e due i poli. Il problema è trasferire le emozioni attraverso queste polarità direttamente poi al cuore che le esprime, cuore e gola sono molto vicini come centri e come funzione, e una volta che le energie salgono al cuore o come tristezza o come rabbia vengono espresse.

Se qualcuno non riesce ad esprimere un’emozione che è proprio lì ma non trova al momento uno sbocco, gli si mette una mano sul cuore o sulla pancia e si entra in contatto con lui, il contatto è di secondo chakra, e con questo contatto telepatico lo

si fa entrare in relazione alla sua emozione, gli si chiede di viverla e gli si dà una protezione, perchè a volte è difficile piangere da soli e si ha bisogno dell’aiuto di una spalla su cui farlo: per alcuni è sufficiente anche mettergli una mano sul petto o dargli un piccolo stimolo per fargli aprire la gola ancora chiusa e sciogliere così questo nodo (il percorso quindi è dal basso verso l’alto).

In medicina psicosomatica una delle cause principali del mal di stomaco è la relazione con i giudizi, che sono quella forma di mente, di pensiero unita ad una emozione negativa con cui noi etichettiamo la vita; che i giudizi siano positivi o negativi non ha poi molta importanza, in quanto appena abbiamo un giudizio positivo da una parte, ciò significa che dall’altra tutto il resto della vita è posto sotto giudizio negativo.

A volte i giudizi sono forti, evidenti, a volte sono molto sottili, e questa differenza deriva dall’educazione: se si è nati da una famiglia in cui il padre sparava a zero sugli oggetti del giudizio il giudizio diventa "forte", se invece il padre aveva giudizi taciti, senza espressione, senza ira, e come giudizio era continuo, diventa difficile riconoscerlo perchè non è una cosa evidente, non è uno stimolo forte, ma è un giudizio di fondo.

Nella nostra società tutti abbiamo un po’ di mal di stomaco perchè è una società fortemente basata sui giudizi, e quindi lo stomaco continua a chiudersi e il giudizio continua a limitare il potere di essere liberi, che è il primo potere, è l’energia che passa dalla pancia al cuore, la libertà nel vero senso del termine.

Libertà che è il senso di onnipotenza del bambino di fare quello che vuole fare, perchè il bambino deve sentirsi libero a tutti i costi. E tutte le volte che noi chiudiamo un comportamento lo chiudiamo con un giudizio, infatti al bambino diciamo: "no, così non va bene" e certo a volte dobbiamo farlo, sicuramente comunque gli passiamo dei giudizi, perchè non abbiamo ancora una consapevolezza e una cultura che ci aiutino in questo senso, magari noi ne trasmetteremo il 50 % in meno dei nostri genitori, comunque continuiamo ad avere una vita piena di giudizi e questo mortifica le energie, le ferma e le rallenta, e sullo stomaco viene così a fermarsi una grossa quantità di energia che non può uscire liberamente, e che non è fluida, non è sciolta.

A volte si incontrano delle persone che hanno avuto dei padri o delle madri la cui vita era veramente piatta, monotona, ferma, che vuole dire un giudizio enorme sulla vita, vuole dire che per loro tutta l' esistenza è monotona ferma e piatta, e questa è una posizione inconscia fortissima; sono quelle madri magari non depresse ma comunque annoiate della vita, sempre con un filo di risentimento, mai con la gioia di vivere o con il sorriso, senza attività, e anche questo condiziona enormemente le energie che rimangono bloccate sul terzo chakra e che a volte durante la Meditazione Dinamica o durante le tecniche non riescono ad uscire in maniera totale; se c’è stato invece uno stimolo forte all’origine del giudizio, un bel "no" secco del tipo "tu sei un cretino e non puoi parlare", si blocca lo stesso il terzo chakra, però questo giudizio è molto netto, anche se negativo, e quindi crea immediatamente una reazione. Quando invece, come dicevamo prima, il giudizio sotterraneo è cronico, non è acuto, a volte è difficile trovare la ragione per lasciare uscire fuori le emozioni e la rabbia.

I disturbi affettivi come imprinting di strategie psicofisiche negative

Ricapitolando il discorso intorno ai blocchi, ci sono uomini e donne che hanno ricevuto in famiglia un’educazione, un "imprinting" molto forte, con delle costrizioni e dei traumi ben precisi che hanno lasciato dei segni sulla loro persona, cioè la persona interessata ha chiaramente presenti gli episodi di mancanze e di violenze subite su cui rivolgersi per cercare di scioglierli, episodi che hanno causato i suoi blocchi energetici e che sono quindi facilmente evidenziabili e facili da riconoscere in un processo di decondizionamento.

Altri invece non hanno subito specifici episodi negativi nella loro esistenza, bensì hanno vissuto in atmosfere familiari depresse, demotivate che li hanno resi vittime di uno stato generale di impoverimento emozionale e di mancanza di stimoli verso la vita, per cui durante le tecniche di liberazione hanno più difficoltà a far emergere i nuclei di negatività su cui lavorare, e il lavoro così diventa più lungo essendo senza un bersaglio specifico, ed è più difficile la liberazione dall’oppressione.

Noi cerchiamo di fare accadere delle situazioni di sblocco emozionale, in questo seminario in particolare legate al secondo chakra, e se pure stiamo lavorando per uno sblocco questo non vuole dire che chi non ha sblocchi o che fa più fatica si debba sentire male o escluso, a volte infatti ci sono delle persone che vanno avanti tantissimo tempo senza riuscire ad arrivare ad un contatto diretto con le emozioni, poi invece avviene un cambiamento rapido in una volta sola, perchè ci sono tempi di maturazione e di reattività differenti a seconda dei casi. Spesso infatti le energie continuano a lavorare comunque, e tantissime di queste situazioni vengono accumulate solo a livello inconscio, cioè l’inconcio di una persona continua a vedere persone che hanno degli sblocchi e comincia a registrare, a registrare, accumula nuove informazioni, nuove strategie, e così se questa persona è di temperamento più flemmatico, più sulla lunga distanza che non su quella breve, è possibile che il suo inconscio debba accumulare più materiale, più energia, più situazioni, più conoscenze perchè ad un certo momento avvenga un cambiamento rapido.

Invece riguardo al problema contingente del dolore allo stomaco, con il lavoro sul corpo si può cominciare a scioglierlo e si può lavorare contemporaneamente sulle emozioni e sul corpo in modo leggero.

Quando andiamo ad attivare in maniera evidente le energie - in particolare nelle due tecniche che usano l’energia più forte, cioè la Respirazione Globale e la respirazione

della prima fase della Meditazione Dinamica - con questa respirazione molto intensa carichiamo il nostro sistema; spesso accade che degli organi che sono sottoposti a pressione manifestino dolore, sentiamo allora alcune parti del corpo diventare chiaramente dolenti, le zone più colpite comunemente sono i polpacci, i reni, lo stomaco, soprattutto il fegato, qualche volta anche la milza, la spalla destra in particolare, meno la spalla sinistra, e poi l'emicrania nella forma del cerchio alla testa. Tutte le altre zone sono marginali, mentre in questi punti che abbiamo elencato le nostre funzioni, soprattutto quelle attive (fegato, reni, spalle), vengono inibite, bloccate e diventano così aree di stallo delle energie.

Tutte le volte che viviamo questo dolore possiamo usare due strategie diverse: la prima è cambiare posizione o cambiare respirazione spostando il bacino o la testa, oppure possiamo respirare con un altro ritmo cambiando in questo modo la struttura della respirazione e del corpo, e mutando l’atteggiamento con cui stiamo respirando cambia anche la polarizzazione dei nostri centri interni, e spesso questo crea un cambio energetico per cui l’energia non resta più spinta sui reni o su altre zone del corpo e scivola più su; la seconda cosa che possiamo fare è invece "entrarci dentro", che significa acconsentire a sentire il dolore (certo se il dolore è acuto di tipo perforante non è il caso di insistere).

Casi di ameba al fegato, tifo, epatite, ulcera allo stomaco infatti non si verificano certamente solo a livello energetico, quindi qui bisogna intervenire a livello fisico, però normalmente quando ci sono dei dolori che vengono rapidamente e altrettanto rapidamente scompaiono, noi possiamo anche "aprire" il dolore, stare sul dolore.

Immaginiamo ora l’aria come un’energia con una sua luminosità, una sua forza, che ha un suo spessore, una sua densità e ipotizziamo il caso che mi faccia male il rene: vado a respirare proprio lì dove mi fa male, e sento il rene "forte e duro" perchè quando è dolorante ha un’ energia un po’ compatta, così gli soffio sopra come si soffia su un vetro creandogli un’alone di aria intorno, gli dò spazio, luminosità, e spesso l’energia raggrumata con questa tecnica molto potente si scioglie dall’interno e comincia a mettersi in movimento. Facendo questa tecnica a volte escono emozioni, a volte, se si tratta solo di un blocco energetico, se non è quindi molto connesso con le emozioni, esso comincia a muoversi e si sente che o sale o scende, o si apre, e ci sono manifestazioni di movimento, di fluidità energetica. Allora la cosa migliore che si può fare se si riesce a sintonizzarsi con quel dolore è sentirne la controparte emozionale, perchè di solito dietro un dolore c’è un’emozione precisa, e può così emergere anche il corrispondente ricordo, e si verifica in questo modo un vero sblocco della situazione.

In relazione al discorso sul secondo chakra che interessa a livello fisico gli organi preposti al concepimento e alla crescita del feto, è interessante il tentativo di chiarificazione teorica che si può abbozzare circa il tema della reincarnazione, delle motivazioni che un’anima può avere nello scegliere determinati genitori, quindi una certa famiglia.

Un’anima può scegliere nell’esistenza che si accinge a vivere, in base al suo bisogno di allargare il cuore, un ambiente di grande amorevolezza, oppure può scegliere una famiglia con molti mezzi e con poco cuore, consapevole di avere bisogno di un appoggio economico e di strumenti idonei alla realizzazione di progetti impersonali importanti, usando così i beni familiari per accrescere il bene dell’umanità; infine un’altra anima può scegliere di avere molti beni economici solo per il suo soddisfacimento personale.

I genitori come archetipi della struttura cognitiva dei due emisferi

Ogni volta che noi lavoriamo qui con i genitori lavoriamo però non con persone reali, ma con delle parti interne di noi, cioè nella struttura del nostro carattere interiorizziamo delle figure esterne della nostra vita, in particolare il padre e la madre, e con esse costruiamo degli archetipi del maschile e del femminile; abbiamo infatti due emisferi nel cervello, uno maschile a sinistra e uno femminile a destra, il femminile gestisce la parte sinistra del corpo opposta alla sua, mentre l’emisfero sinistro si incrocia con il destro e gestisce la parte destra del corpo, ed è quello maschile. Quando il bambino o la bambina cresce prende dal comportamento globale delle attività dei suoi genitori delle immagini, delle strutture, dei modi di fare, delle emozioni e con essi costituisce dei codici di comportamento. Costituisce quindi due archetipi differenti di comportamento, quello maschile e quello femminile; per cui se i genitori sono equilibrati gli archetipi saranno equilibrati, se i genitori vanno d’accordo le due parti del cervello della persona andranno d’accordo, se invece la madre è in un modo e il padre in un altro, per es. la madre è forte e il padre dice sempre di sì, o viceversa, si avranno gli emisferi disturbati, uno sarà più forte dell’altro, e comunque non saranno in buona comunicazione tra di loro creando così una schizofisiologia - cioè proprio una divisione della mente per cui la persona non riuscirà a fare delle attività in maniera fluida e unitaria ma su certe cose avrà un comportamento e su altre tutto un’altro, e anche la voce e il modo di comportarsi cambierà a seconda delle circostanze -.

Quindi quando lavoriamo qui con il padre e con la madre lavoriamo con questi due archetipi, che non vanno però confusi con la realtà. Questi archetipi sono delle figure che noi nei sogni viviamo come esterne, diventano la mamma o il papà, o la zia, la nonna, l’amico, ma in realtà sono figure immaginarie; e così dobbiamo tenere sempre presente che quando siamo nella nostra fantasia durante un Reberthing, una tecnica, noi non lavoriamo con le persone reali ma con questi archetipi che si sono costruiti dentro di noi.

L' archetipo di solito influisce sulla parte superiore del cervello, la neocorteccia

che è la parte più alta del cervello che ha la caratteristica di essere quella più inibitoria rispetto alle altre. Questa parte è stata chiamata Super Io, nel senso che noi abbiamo un Io come identità ("sono io") e poi abbiamo queste figure archetipiche dentro di noi che rappresentano il potere, l’amore, la stabilità oppure qualsiasi altra cosa, con cui lavoriamo. L’inconscio durante il sonno prende queste figure e le utilizza, noi durante queste tecniche prendiamo queste figure e le utilizziamo a nostra volta. Alcune figure, quelle dei genitori, dei professori, delle autorità sono tipologie che, sulla base del giudizio di cui parlavamo prima, sono inibitorie per eccellenza e costituiscono gli archetipi del nostro Super Io.

Il Super Io quindi è quella parte che inibisce l’io, che gli dà dei codici morali, deontologici, sociali, religiosi, etici che costituiscono la base del nostro comportamento nella vita, sono come dei "sì e dei no", dei giudizi. Queste figure agiscono con una inibizione proprio attraverso il giudizio, che può essere anche sociale, e qui all’Accademia noi abbiamo l’opportunità di liberare la rabbia e la frustrazione che viviamo nei rapporti con certe persone, con la consapevolezza però di lavorare dentro noi stessi con queste figure, che si sono strutturate al nostro interno e non ci permettono di vivere come vorremmo. Chiunque abbia delle figure interne riguardo alle quali non trova neanche logicamente degli agganci per liberarsene, deve lavorare dentro di sé con questi archetipi che sono nella sua testa, archetipi che se non asporta chirurgicamente creano poi nel vivere quotidiano delle situazioni veramente dannose; quindi dobbiamo entrare in contatto e a volte in conflitto come nostro Io interno con le figure sempre interne che sono rappresentanti del potere esterno, per riuscire a fronteggiarle e a risolverle.

L’ Io in questo modo diventa globale, prende il potere su tutta la nostra totalità, e si mantengono i caratteri di moralità e di etica profonda che sono propri della coscienza stessa e che non sono quelli che sono stati imposti dall'esterno.

Le vere religioni non hanno mai dato dei principi nè etici nè morali, in particolare il Tantra e lo Shivaismo avevano proprio con chiarezza espresso che una persona può fare qualsiasi cosa se questa viene fatta in uno stato di coscienza, anche uccidere, se si vede una persona soffrire inutilmente per es. può non essere giusto per la nostra coscienza che lei soffra, e può essere così più giusto addirittura ucciderla, perchè questo diventa un atto di grande compassione. Non esiste "l’atto" che di per sé è male o bene, esiste invece un senso profondo della giustizia e della verità e dell’amore che emerge appena sviluppiamo il nostro stato di coscienza spirituale interiore come valore universale, etico, morale, che non deve diventare mai però regola fissa di comportamento.

Noi siamo una parte dell’Unità, siamo piccole unità che fanno parte di una grande unità, ed in questa condizione di globalità è come se la cellula del nostro corpo sapesse che può fare tantissime cose ma che non può fare tutto, perchè se facesse tutto andrebbe contro la totalità e ci ucciderebbe.

Le cellule tumorali sono infatti cellule impazzite perchè non hanno più la connessione tra di loro e con il tutto; ma moriranno anche loro, con il tutto moriranno anche loro, perchè quella che esercitano non è una vera libertà, è al contrario una mancanza di visione globale, una mancanza di connessione.

Quindi i valori morali ed etici intesi come regole assolute da applicare sono tutti falsi, perchè nel momento stesso in cui tu dici "questo è bene e questo è male" hai già fatto un atto che non esiste nella natura; ci sono infatti mille casi, tanto per fare un esempio, in cui rubare è lecito e in cui non rubare non è lecito.

Noi siamo degli esseri indipendenti e abbiamo una coscienza indipendente, individuale, e ognuno deve rispondere in prima persona della propria coscienza, soprattutto a sé stesso. Una volta che abbiamo capito questo principio noi cominciamo a "vivere" in modo finalmente autentico, a diventare "veri", perchè nostro unico dovere morale è "essere" quello che siamo, e non quello che "dobbiamo".

IL TERZO CHAKRA - DISCORSO SUL TERZO LIVELLO PSICOSOMATICO

Il lavoro sul terzo chakra è un lavoro impegnativo, perchè è il lavoro sul potere personale.

Le energie del nostro corpo si dividono in attive e passive, e tra di loro ci deve essere un equilibrio dinamico, in quanto quando questo equilibrio dinamico si spezza noi non siamo più "noi stessi".

La nostra identità è quindi strutturata sull’equilibrio di alcune funzioni che sono opposte tra di loro, che possono essere descritte come l’emisfero maschile e l’emisfero femminile, il sistema nervoso simpatico e quello parasimpatico - dei quali uno è il sistema che porta attività, che porta eccitazione, mentre l’altro è il sistema che procura rilassamento, piacere ( il sistema nervoso autonomo, simpatico, è un sistema inconscio, non lo si può infatti guidare volontariamente) -.

Questi due diversi livelli nel nostro corpo si distinguono per la modalità delle loro funzioni; il primo sistema di attività è quello volontario, è quello che muove i muscoli, muscoli che a loro volta si suddividono in muscoli cosiddetti volontari, che hanno una certa caratteristica, e muscoli involontari che sono automatici - non possiamo infatti dire al cuore "adesso apriti, adesso chiuditi", perchè gli organi interni come il cuore e tutti i muscoli che "aprono e chiudono" si comportano in modo automatico, e sono totalmente determinati nelle loro funzioni o dall’attivazione del sistema simpatico o dall’attivazione del sistema parasimpatico - il secondo sistema di attività è invece involontario.

Nella nostra società si verifica tutta una serie di squilibri per cui normalmente abbiamo un’iperattività del sistema simpatico, appunto il sistema inconscio dell’attivazione, mentre in alcune persone si può verificare anche un’iperattività del sistema parasimpatico.

Gli esseri umani sono animali che per sopravvivere hanno bisogno di reagire all’ambiente esterno, e che per migliaia di anni sono esistiti come genere solo perchè possiedono all'interno dell'organismo un certo tipo di funzioni che permette

loro di essere aggressivi quando è necessario, o comunque attivi quando le circostanze esterne lo richiedono (essere aggressivi verso qualcuno, per es. nel rincorrere una preda per mangiarla, o scalare una pianta per prenderne i frutti sulla cima, oppure attivare un sistema di fuga per difendersi da qualche minaccia).

Il sistema simpatico lo possiamo vedere in azione in particolare nell’attività delle surrenali, una zona sopra ai reni che produce adrenalina, un ormone mediatore chimico che stimola l'attivazione del sistema simpatico che è predisposto all’attacco o alla fuga. Quello che crea questo ormone è un effetto globale su tutto l’organismo: dall’attivazione all’inibizione dei muscoli della pupilla, per cui gli occhi si dilatano o si restringono, all’aumento dell’attività cardiaca per cui il cuore pompa molto quando siamo in uno spazio di attacco o di fuga e abbiamo bisogno di una accelerazione del sistema cardiaco, e dobbiamo chiudere lo stomaco o gli intestini perchè la digestione consuma molta energia, tanto che la dobbiamo bloccare. Attiviamo invece a volte una serie di meccanismi che producono energia per i muscoli e che innestano quindi certi sistemi metabolici che arrivano a dare più "carburante"