MEDICINA SACRA, TERAPIE SPIRITUALI E TECNICHE DI MEDITAZIONE


Questo campo è suddiviso nei seguenti capitoli:

INTRODUZIONE - LA RISCOPERTA DEL SACRO

LA MEDICINA SACRA

LE MEDICINE OLISTICHE TRADIZIONALI:

  1. LA MEDICINA AYURVEDICA

  2. LA MEDICINA DEI KAHUNA DELLE HAWAII 

  3. MEDICINA TIBETANA 

  4. LA MEDICINA MAYA - I "MEDICINE MAN" E LA GUARIGIONE

TECNICHE DI MEDITAZIONE ( tecniche di consapevolezza globale, vipassana, meditazione taoista sul corpo di luce, sette suoni, kundalini, silenzio, ...)

 


INTRODUZIONE:

LA RISCOPERTA DEL SACRO


 

ll Cantico del Risveglio dell’Essere

 (da pronunciare a voce normale, lentamente, sperimentando su di sé

ciò che si dice, nell’immediatezza del momento)

Io sono!

Come la vasta Terra ed infinita Vita immensamente bella, io sono.

E mi risveglio in me! Sono coscienza viva

E la bellezza stessa mi spalanca il cuore e i sensi

 d’amore e luce

L’essere si risveglia ed io lo canto

Che d’infinita gioia son pervaso e disperato piango, e rido, e mi stupisco…

Che l’Esistenza è viva e conscia ed io son Essa!

 

La riscoperta del corpo sacro

La visione olistica che si sta sviluppando sincronicamente in tutte le parti del pianeta rappresenta di fatto la prima incerta ma consapevole forma di cultura planetaria.

Dei molti punti fissi di questa cultura emergente uno dei più centrali è sicuramente relativo al corpo.

Nella cultura degli ultimi secoli e in particolare dal Settecento in poi si è andato via via radicando il paradigma scientifico di una materia "inanimata" bruta, grossolana, senza vita né consapevolezza, nettamente separata dalla psiche e dalla coscienza di sé. Il corpo, secondo questa insana cultura materialista e dicotomica, viene quindi al massimo riconosciuto come la macchina biologica in cui risiede l'anima divina. Questa dicotomia porta a considerare ogni forma materiale come un oggetto senza altra funzione che quella di servire l'uomo.

Nella nuova cultura emergente questa divisione viene superata da un differente approccio di fondo il "paradigma olistico" in cui l'intera esistenza è una sola infinita intelligenza, un'unica grande vita cosciente e quindi olograficamente e sincronicamente, ogni singola particella di "materia", come il fotone o l'elettrone, è percepito come una vita cosciente e intelligente. Materia e coscienza diventano dimensioni polari della stessa inscindibile unità vivente. Nell'atomo come nella balena o nel Sole.

Questa dimensione sacra della materia e del corpo era peraltro già stata ampiamente vissuta e descritta da mistici e saggi di ogni epoca.

Con l'evoluzione della complessità anche la primitiva ed archetipica coscienza atomica si addensa in una coscienza sempre più espansa e matura fino al corpo dell'uomo, l'espressione della materia al suo più alto grado di evoluzione e complessità. Il corpo, che nei secoli passati è stato maltrattato, vilipeso, coperto e nascosto, ritenuto sede di desideri demoniaci o mero strumento di attività fisica, viene riscoperto come un tempio nella sua sacralità, come un "campo di coscienza vivente" che chiamiamo Cyber, come una rete di informazioni in costante flusso di comunicazione (Perth), come un sistema altamente intelligente ed autoorganizzantesi (Prigogine, Maturana e Varela).

l’obbiettivo di tutta la nuova cultura olistica è mostrare come proprio le due dimensioni più antagoniste: quella scientifica della materia fisica e quella religiosa della coscienza e del sacro trovano il loro punto di unificazione, la "coniunctio oppositorum", proprio nell'esperienza del corpo.

E così dalla sperimentazione profonda del corpo, iniziata da Reich e continuata con Lowen, Boadella, Grossman (vedi campo 5° - bioenergetica) e altri si raggiunge l'esperienza della spiritualità - dimensione sacra, e per contro maestri spirituali come Osho Rajneesh utilizzano le terapie corporee come strumenti preziosi per accelerare 1'evoluzione interiore. Sembra che recentemente anche il Dalai Lama abbia consigliato i suoi monaci in giro per il mondo di interessarsi alle terapie psicosomatiche per il loro potenziale nello sviluppo spirituale.

I cammini che sembravano divergere portano invece allo stesso luogo: il punto, dentro di noi dell'esperienza globale, dove corpo e coscienza si rispecchiano uno nell'altra e si riscoprono come unità vivente e visione olistica.

"Strano - scrive Mère nella sua agenda (vedi campo Zero) - la coscienza è diventata sempre più diffusa e il corpo è come se ci naviga dentro.. Come un oceano di luce che continua a fare il suo lavoro.. Come un'unità, un'unità fatta di innumerevoli punti brillanti. Una SOLA coscienza fatta di innumerevoli punti coscienti di sé stessi. Che pero non ne è la somma! Non è una somma, è un'unità."

  


 

LA MEDICINA SACRA

 

 

La medicina sacra

Scienza e coscienza nascono dalla stessa radice latina scire, sapere, conoscere, e anche medicina e meditazione, derivavano dalla stessa radice indoeuropea med: essere coscienti, riflettere. Sono le prove semantiche dell'unità originaria tra anima e corpo.

Qualsiasi medicina diventa sacra se la persona che la pratica percepisce il senso del sacro con cui sta curando. Se un giardiniere cura le piante con amore e senso di reverenza per la vita della pianta, questa è medicina sacra, sia per lui che per la pianta.  La medicina antica è nata come medicina sacra. Le grandi medicine tradizionali asiatiche, egiziane, greche, centro e sud americane, australiane sono tutte originate da personaggi spirituali. Nel Buddismo per esempio abbiamo la medicina sacra che è la medicina del “Buddha di Lapislazzuli” perché si dice che sia stato il Buddha Sakyamuni ed altri Buddha illuminati che nella saggezza profonda dell'anima e nella compassione del cuore, riuscirono a capire che anche la cura della mente, delle emozioni, del corpo, dell'ambiente erano principi fondamentali del Dharma, la legge sacra dell'esistenza, che altre tradizioni hanno chiamato Tao, Logos o semplicemente Vita.

La medicina viene concepita in quasi tutte le tradizioni come una azione-pensiero non consapevole delle reali leggi dell'esistenza, che ci spinge contro la vita, contro la natura dentro e fuori di noi. Tutta la malattia è un'inconsapevolezza delle leggi dell’esistenza, del Dharma, del Tao, del Logos.

Quindi nel passato gli uomini e le donne di conoscenza, che avevano una comprensione profonda della natura e dei valori umani, entravano in questo spazio spirituale e, per la compassione che ne ricevevano, avevano la necessità di strutturare queste medicine per il bene dell’umanità. In India, presso i Kahuna Hawaiiani, nella medicina Tantrica ci furono molti maestri spirituali, saggi, illuminati che crearono sia scuole di meditazione che scuole di medicina. Normalmente la medicina era uno degli aspetti basilari dell’evoluzione spirituale umana, non c'era divisione. Nella visione spirituale corpo e anima sono un’unica cosa che richiede di essere curata e portata alla sua massima potenzialità di maturazione, di realizzazione. Anche allora c'erano persone che curavano in modo semplice: i tira ossa, gli esperti di erbe, le levatrici, i “medici scalzi” dei cinesi, i guaritori-naturopati in senso lato, cioè coloro che usavano rimedi naturali e offrivano aiuto, facevano manipolazioni e massaggi, ma queste erano considerate arti mediche minori. Ancora oggi nei monasteri tibetani chi fa medicina tibetana può essere un laico oppure un religioso. Il dottore laico è un dottore che non ha preso i voti, che non possiede l’esperienza sacra, e quindi non si può occupare di una serie di patologie profonde e relativi rimedi, che sono la base dei quattro Tantra della medicina; non può prescrivere meditazioni, non si occupa di malattie che riguardano lo spirito, al massimo di disagi che riguardano le emozioni, ma solo per qualche consiglio. Lui pratica una medicina “sintomatica“ anche se naturale: ad ogni disturbo associa un rimedio. Quando arriva un lama lui si mette da parte. Il lama pur avendo seguito gli stessi studi ha fatto un'altra esperienza di profondità; percepisce il lato sottile, vede l'anima della persona, spesso il lato energetico reale, l'aura; percepisce l'apertura e la chiusura dei centri energetici, lo Stato evolutivo della persona.

 

Esculapio e la medicina olistica greca

Nella nostra tradizione greco-romana, la medicina nasceva dall’isola greca di Kos dove dove risiedeva Asclepio, per i romani Esculapio, il dio della medicina che veniva raffigurato con un serpente attorcigliato al suo bastone o anche a se stesso. Nella tradizione medica il simbolo del serpente o dei due serpenti attorcigliati intorno ad un bastone è diventato il caduceo, simbolo della medicina. Anche nelle tradizioni culturali indiane il Dio della guarigione era raffigurato come un serpente attorcigliato su un bastone, o due serpenti attorcigliati tra loro. Al tempio di Esculapio si praticava l’intera la medicina olistica: massaggi, cure naturali, colloqui, tecniche spirituali... I pazienti raccontavano i loro sogni alle persone del monastero e si aspettava che arrivassero sogni che annunciavano la presenza divina dentro di loro. La chiave era l’alta energia del sogno, che generava entusiasmo: "en theos", “Dio dentro”, che creava un salto di energia psicofisica che dal corpo, dall’inconscio si manifestava la coscienza, indicando che la vita era di nuovo attiva, che l’anima era risvegliata, che la malattia poteva essere superata.

Il caduceo può essere reinterpretato alla luce di queste considerazioni in modo olistico-neuropsicologico. L'asse e le due ali diventano simboli dell’asse spinale verticale e dei due emisferi del cervello (vedi fig. caduceox.tif); la spirale dei serpenti diventa simbolo dell’energia elettromagnetica vitale che si muove salendo e scendendo lungo l'asse, e si esprime nelle differenti dimensioni evolutive umane: da quella fisica in basso, a quelle affettive, emozionali, mentali, su, fino alle sfere psichiche più evolute. Questa interpretazione riprende l’antico significato originario di questo simbolo indoariano e greco, da sempre riferito sia alla salute che all’evoluzione globale.

                                                                                       

I Kahuna e la medicina spirituale hawaiana

Nelle isole Hawaii, i Kahuna, avevano un tipo di medicina olistica profondamente spirituale. Avevano guaritori “maghi” che  operavano sulla salute in modo altamente psicosomatico, erano saggi, uomini e donne di conoscenza, che avevano raggiunto livelli di consapevolezza molto elevati. Nei libri sulla tradizione delle isole della Polinesia, la medicina Kahuna è una medicina in cui l’essere umano è concepito, molto prima delle teorie di Freud, come un aggregato psichico, differenziato in spirito cosciente, inconscio e superconscio. L’inconscio, il corpo fisico, è la sede della memoria, è suggestionabile e viene definito un'entità che ci segue in qualsiasi desiderio la coscienza esprima, uno “schiavo bambino”, un’identità che segue i tuoi veri desideri, in quanto vengono dall'alto, anche se sono negativi e possono creare malattia o morte. Poi c'è una mente media che è la coscienza, che non ha memoria ma può usare la volontà, e poi c’è il superconscio, chiamatoAumakua”, l’anima superiore, staccata dalle vicende umane quotidiane, dotata di enorme potere ed energia, che i Kahuna usano a volte per riportare la salute attraverso l’evoluzione spirituale. I guaritori Kahuna vedono il “Mana”, le energie sottili, che come la psiche si differenziano in tre livelli, l’energia bassa, che risponde ai comandi e alle indicazioni della coscienza degli esseri senzienti come se fosse essa stessa cosciente,  l’energia media, dotata di capacità di volontà e di ipnosi, e l’energia superiore, usata dalla supercoscienza, capace di trasformare la materia, e quindi di guarigioni miracolose. I Kahuna vedono i fili “Aka” di energia che collegano la persona con tutte le persone con cui è in relazione e vedono che attraverso questi fili di energia arrivano e vanno informazioni, emozioni e pensieri, da loro alle persone viceversa, come anche malattie, blocchi, paure. Quindi in certe malattie è necessario tagliare un cordone ombelicale psico-energetico fra marito e moglie, o fra i membri di una famiglia o di un clan, perché si è creato un dissesto, una situazione insostenibile.

I curandero, nella tradizione Maya, quando un membro nella tribù è gravemente o psicologicamente ammalato richiamano tutto il villaggio e fanno fare tre giorni di catarsi, balli, respiri, canti e altro ancora finché non scoppia qualcosa. Continuano fino a che non scoppia l'emozione nascosta, il conflitto soffocato dalle convenzioni sociali, e cominciano ad uscire i veri istinti scacciati dalla mente di gruppo. Le vere emozioni emergono e vengono fuori i veri motivi per cui qualcuno dei membri della collettività sta male, di solito l'anello debole, il più svantaggiato. E a volte il problema può non essere suo, ma della comunità, della famiglia, può essere un problema fra marito e moglie che non hanno una relazione reale e trasmettono questa angoscia al figlio che la incarna perché ha un'anima semplice e sensibile, e ama incondizionatamente i genitori, vive in empatia con essi e così diventa schizofrenico. Quindi non c'è lavoro sul ragazzo, se non minimamente, o a livello placebo, intervenendo sull'inconscio in modo appropriato. Una vera guarigione avviene attraverso il recupero dell'anima e la congiunzione dell'anima con la grande anima, con il super conscio che accorda il corpo. È un contatto con il divino. Il maestro crea il contatto con l'anima, ravviva l'anima dell'individuo e la mette in contatto con l'altro, con la sua matrice. Questo crea guarigioni apparentemente miracolose. La medicina sacra non è riservata soltanto alle grandi anime come San Francesco o Gesù Cristo, ma viene praticata da ogni operatore olistico, da ogni persona che abbia raggiunto uno spazio sacro dentro di sé, uno stato di coscienza spirituale. La differenza comunque esiste sui vari livelli di evoluzione spirituale umana; è infatti raro trovare dei grandi maestri.

 

La malattia come processo di crescita

Nella medicina sacra è l'essere umano come "anima" ad ammalarsi, ovvero è il sé centrale che perde momentaneamente o cronicamente lo stato di armonia e unità con se stesso e con l'esistenza. La guarigione - sia che la malattia possa essere guarita o meno – è comunque un processo di evoluzione interiore. Nel caso di una guarigione possibile, il guaritore offre consapevolezza, strumenti di crescita e di guarigione, e sostegno, aiutando la persona a prendere coscienza di sé e dello squilibrio patologico, e a comprendere come cambiare la propria vita, come cambiare la propria coscienza, in modo che quindi le energie del corpo cambino da uno stato di squilibrio e blocco, ad uno stato di armonia e più elevata polarità energetica: così l’unità olistica corpo-mente-spirito viene curata. Se non è possibile la guarigione, per esempio nel caso di tumore in stadio avanzato, la persona viene comunque riequilibrata nelle sue energie e allineata lungo i suoi centri psicofisici, viene comunque dato un potenziamento della propria coscienza e le viene spiegato che la malattia non è guaribile, che è necessario un processo di grande accettazione della realtà, che è opportuno seguire gli eventi e, nel caso di malattie terminali, di prepararsi spiritualmente alla morte. Una volta non c'erano i rimedi antidolorifici di adesso e la persona soffriva, ma aveva una possibilità in più, la meditazione, grande generatrice di endorfine, le morfine endogene. Quando arrivava la morte il medico non si accaniva per tenere in vita il malato qualche mese o qualche giorno in più infilandogli aghi, medicine e tubi ovunque; veniva spiegato che il momento è arrivato, come aprire la coscienza e abbandonare il corpo e in uno spazio di serenità. Anche la morte può essere affrontata in uno spazio di meditazione e di crescita interiore, creando uno stato di consapevolezza, di calma e di accettazione.

 

La consapevolezza delle origini della malattia tra “caso” e “significato”

Come esposto nell’introduzione, questo saggio vuole essere solo un’iniziazione delle basi generali della psicosomatica. In quest’ultimo capitolo quindi ci limiteremo a prendere in considerazione i punti più generali dell’approccio olistico al paziente, con brevi accenni alla diagnosi e alla terapia. La diagnosi e la terapia sono materie delicate che devono essere trattate con una grande consapevolezza della complessità e dell’unità umana e che saranno l’oggetto di un testo successivo.

Diciamo solamente che ogni disturbo, ogni “malattia”, nasce sempre da una molteplicità di cause: psicosomatiche, fisiche, genetiche, alimentari, comportamentali, lavorative, ambientali, energetiche, relazionali, emotive, sociali, psicologiche, karmiche (di vite precedenti), profonde, spirituali e così via. Esistono malattie dovute essenzialmente al caso (incidenti non dovuti a cause personali, disastri ambientali, infezioni alimentari da viaggio, malattie genetiche, ecc.) ed esistono, come abbiamo ampiamente esposto, malattie dovute essenzialmente a cause psicosomatiche di natura inconscia.

Nella dicotomia dell’attuale concezione medica, la medicina “meccanicista” ufficiale, da un lato, nella sua limitata visione, crede che la malattia sia sempre e solo un puro evento casuale, meccanicamente provocato da cause batteriche, ambientali, metaboliche o genetiche, che alterano il "meccanismo biochimico" umano; non viene dato nessuno spazio alla comprensione del "significato" o "senso" della malattia. Dall’altro lato, nella visione medico-spiritualista più facilona e ideologica si tocca l’estremo opposto: il “caso” non esiste! Ogni malattia ha sempre una causa sottile o karmica! L’assunto è che c’è sempre un “senso” nascosto nella malattia! Come se tutto si potesse curare e guarire.

Ma la psicosomatica e la medicina sacra hanno i loro limiti reali! Spesso la guarigione non accade, le cause psicoenergetiche su cui si è lavorato non erano quelle giuste, non erano le reali radici dello squilibrio. Un buon guaritore è necessariamente umile, sa di non sapere e non teme di manifestare la sua ignoranza al paziente, conosce i propri limiti, conosce l’impotenza e la sconfitta, sa che non riesce a curare tutte le persone, non riesce a trasformare e riequilibrare tutte le energie alterate. Comunque per tutti, alla fine, c’è la morte.

 

Complessità terapeutica e unità dell’essere

Nella visione olistica invece si cerca un equilibrio tra queste due ideologie e visioni parziali, tra entropia e sintropia: le due forze della vita che generano ordine o casualità. Il lavoro olistico è molto più complesso e sottile. Bisogna avere la massima attenzione perché quando le cause di un disturbo sono accidentali, il paziente non può collaborare realmente, non si può modificare psicologicamente il corso della malattia, se non attraverso interventi energetici globali, medicine (naturali o di sintesi) o tecniche chirurgiche, quando invece la causa è karmica, ossia è la persona che, più o meno coscientemente, ha creato i presupposti della malattia, e il terapeuta è chiaramente consapevole di queste origini e conosce gli strumenti terapeutici per risolverle, allora il lavoro di crescita e di trasformazione può essere fatto e il paziente, se realmente lo desidera, può collaborare totalmente a questo processo e risvegliare una nuova coscienza di sé e quindi, cambiando le basi, ad una guarigione reale. Esistono numerosissime variabili, fisiche, energetiche, emozionali, psicologiche e spirituali, esiste il caso e il significato, la grazia e la disgrazia.  Esistono anche malattie che hanno chiare cause psicosomatiche e che possono essere guarite, ma che la persona non ha la forza e la chiarezza di affrontare, perché su di lei gravano condizionamenti troppo profondi per essere risolti in quel momento con il suo livello di consapevolezza. Come vedremo nei prossimi capitoletti, uno dei compiti principali del terapeuta olistico è proprio lo sviluppo del potenziale umano delle persone che chiedono aiuto. Spesso il punto centrale della guarigione è proprio il risveglio di una nuova coscienza, della consapevolezza del proprio potere, della propria bellezza, della forza e del coraggio di vivere.

La complessità delle vie terapeutiche deve a volte lasciare lo spazio all’accettazione della persona, dei suoi talenti, delle sue potenzialità e, ovviamente, dei suoi limiti, fino a rispettare anche il suo desiderio di morire.

Vi invitiamo a leggere testi di medicina buddista, tantrica, tibetana, taoista o testi più moderni come “Guarigione esoterica” di Alice Bailey, per capire come anche nelle tradizioni più profonde della medicina sacra, la malattia non era mai ritenuta completamente dipendente da una sola causa, sia essa “casuale” o “karmica”. Anche una malattia fisica, come un’intossicazione alimentare casuale, ha le sue cause di terreno, a volte anche psicologiche; così come anche una malattia chiaramente psicosomatica e quindi “Karmica” ha comunque delle concause di tipo casuale o fisico.

Si potrebbe scrivere un intero volume solo sulle sottili logiche delle cause della malattia. Il medico, il terapista, l’operatore olistico offrono una nuova consapevolezza, aiutano la persona a capire che cos'è la differenza fra Logos (la legge dell’ordine, della sincronicità e della vita) e Caos (la legge della casualità, della degenerazione e del disordine), equilibrio fra il Dharma (il corretto modo di vivere in armonia con l’esistenza) ed il Karma (i condizionamenti inconscia che ci spingono ad azioni “patologiche”).

 

La scuola della trasformazione

La medicina sacra non si può imparare solo sui libri, non è una semplice conoscenza intellettuale o tecnica ma è una comprensione vissuta, che nasce da un profondo lavoro di crescita e di evoluzione individuale. In tutte le tradizioni il maestro o il saggio trasmetteva agli allievi una conoscenza complessa, fatta di esperienze e di intuizioni, di percezioni sottili e di consapevolezze spirituali. La medicina sacra nasce innanzitutto come l’arte di guarirsi prima ancora di guarire gli altri, e quindi l’allievo deve sperimentare un processo articolato di trasformazione personale delle proprie malattie e dei propri squilibri energetici e imparare la sottile arte della “trasmutazione alchemica” delle energie pesanti, inconscie e negative - il piombo - in energie luminose, coscienti ed elevate – l’oro -. Questa alchimia della trasformazione si basa su un solo catalizzatore: la coscienza risvegliata – la pietra filosofale – il potentissimo ed elusivo “quid” che permette alla vita di essere cosciente di se, di crescere, di trasformarsi, di rigenerarsi, di evolvere e alla fine di distaccarsi.

Per questa ragione abbiamo creato una scuola triennale di formazione per operatori della salute globale e della crescita umana basata su un intenso e strutturato processo di crescita personale, di evoluzione spirituale e di presa di coscienza dei propri disturbi, problemi, squilibri nel corpo, nelle energie, nelle emozioni, nella mente e nello spirito. Il triennio di formazione, di novecento ore, prevede un primo anno i crescita personale e un biennio di specializzazione.

 

Il ciclo di crescita e trasformazione

Il primo anno è chiamato “Il Ciclo di Crescita e Trasformazione” attraverso un percorso in tre moduli: 1) il primo modulo è il “corso base” di sviluppo del potenziale umano, 200 ore (nove weekends, da ottobre a maggio),  di esperienze e di risveglio globale attraverso i sette livelli psicofisici. Un percorso di trasformazione individuale per liberarsi dai vecchi condizionamenti, sviluppare la creatività: riapertura del corpo, delle energie, della mente e risveglio della coscienza di sé. 2) Il secondo modulo è un’esperienza attraverso i principali gruppi di crescita (almeno tre gruppi a scelta) Primal, Tantra, Satori, Potere, Apertura del Cuore, Co-dependency, Family Constellation, Paura, Respiro, 3) Il terzo modulo è rappresentato dai Corsi estivi di salute globale e dalle Settimane di formazione in counseling olistico, per apprendere l’arte e la scienza della guarigione olistica, del corpo, delle energie, delle emozioni, della mente e dell’anima.

Gli allievi, dopo questo primo percorso di crescita si orientano in un biennio di specializzazione, comprende la frequenza di training per un totale di 600 ore. I principali training biennale di specializzazione dell’Accademia Olistica sono: in crescita personale e  psicosomatica, in Tantra e sessualità consapevole, in tecnica craniosacrale e somato emotional release.

 

Il rapporto empatico tra operatore e paziente

Quindi si assume che il medico, il terapeuta o l’operatore olistico, che decidano di dedicarsi alla psicosomatica o alla medicina sacra, abbiano sperimentato un profondo processo di crescita su sé stessi, che abbiano realizzato i primi ma importantissimi stati di coscienza globale di Sé, ossia abbiamo realizzato la percezione unitaria del proprio essere, l’unità mente/corpo/spirito. Il guaritore olistico per essere d’aiuto deve aver raggiunto un livello di accettazione e di comprensione delle proprie malattie e della propria morte. Il guaritore olistico per essere d’aiuto deve aver raggiunto un livello di silenzio che gli permetta di entrare in empatia con la persona sofferente, e, attraverso lo spazio sacro del silenzio, di attivare la trasformazione delle energie e della coscienza globale.

Dalle ricerche che abbiamo esposto nel capitolo sulla psicosomatica sperimentale appare evidente come il rapporto empatico che si crea tra due persone, di cui almeno una è in meditazione, è profondamente sincronico e armonico, e questo permette una trasmissione delle informazioni e delle energie in modo facile, fluido e profondo.

Contrariamente a quanto raccontano molte delle scuole di guarigione, nate con molta facilità negli ultimi anni, il guaritore, quando è centrato su sé stesso e opera in uno spazio meditativo, non necessita di alcuna “protezione” o “schermo” o “ripulizia” alla fine della giornata. Chi opera attraverso una coscienza globale può essere attivo per ore e ore senza stancarsi e senza accumulare le cosiddette “energie negative” del paziente. Non ci sono energie negative! Ogni energia è sacra! Possono esserci energie squilibrate, non armoniche, inconscie, ma questo non comporta nessun appesantimento dell’operatore olistico, anzi, alla fine della giornata, le varie attività curative, basate sulla consapevolezza hanno creato un’energia bellissima che si accumula e genera benessere anche nell’operatore.

 

Cenni di terapia globale

Il buon medico deve prendere in considerazione questa complessità di cause e agire in modo strategico e utile. A volte occorre iniziare tempestivamente una terapia, anche solo palliativa, per risolvere una situazione fisiologica che potrebbe creare danni permanenti (ad es. un’infezione che necessita di cure antibiotiche, magari utilizzando olii essenziali), poi c’è da curare il terreno e le predisposizioni costituzionali generali, a volte il paziente richiede di aprire e rientrare nel corpo, a volte invece occorre focalizzare direttamente sulla consapevolezza dei condizionamenti psicologici o a volte lavorare sulla meditazione e l’elevazione della coscienza. Quando è possibile, come in alcuni centri medici olistici o come al Villaggio Globale di Bagni di Lucca, la persona viene curata globalmente, agendo parallelamente sul corpo con i massaggi e i rilassamenti antistress, sulle emozioni con le tecniche di liberazione emozionale come il rebirthing, la bioenergetica, ecc. sulla mente con un supporto di analisi psicosomatica o con tecniche di decondizionamento delle paure o dei traumi dell’infanzia, come le sessioni di primal, di codependency, di regressione ecc. e sul piano del risveglio interiore attraverso le varie tecniche di meditazione di differenti scuole del mondo. La complessità terapeutica per essere utile deve essere da una profonda coerenza e armonia tra i terapisti, dalla consapevolezza dei propri limiti terapeutici e della reale funzione delle differenti tecniche, quindi da una visione medico-terapeutica articolata e indirizzata al ripristino dell’unità psicosomatica.

 

La terapia del risveglio

L’unica terapia della medicina sacra è il risveglio della coscienza globale! L’uso di tecniche in grado di reintegrare corpo, emozioni, psiche e consapevolezza in un’unità naturale e vitale. Uno dei pilastri della nuova spiritualità planetaria è la ricerca del nostro “scopo della vita” della nostra “missione spirituale”. Spesso la ricerca di questa missione significa capire quale sarà la nostra via, il nostro lavoro, le nostre prospettive. Una comprensione piuttosto mentale. La terapia del risveglio si basa sulla convinzione che l’unico scopo in questo momento storico che dobbiamo veramente realizzare è: svegliarci! Non c’è niente da capire, c’è da realizzare uno stato di coscienza più vivo e intenso, una consapevolezza globale di noi e del mondo. Gurdijeff sosteneva che gli esseri umani non hanno un’anima, posseggono un seme interiore che, se non viene nutrito, si spegne, muore. Gurdijeff basava il suo splendido lavoro di evoluzione sul concetto che “Il mondo esiste solo allora, quando io sono!” e per lui “io sono” significa essere realmente svegli, risvegliati.

Il risveglio della coscienza globale significa innanzitutto risvegliare una nuova coscienza di sé che nella pratica significa: lavorare sul piano fisico per una nuova sensibilità del corpo, una nuova percezione delle energie e delle sensazioni sottili, sciogliere le inibizioni affettive, sessuali, aprire un nuovo livello di comunicazione più spontanea e diretta, sviluppare una nuova consapevolezza delle proprie emozioni, dei propri bisogni naturali e profondi, stimolare la fiducia nelle proprie capacità, sviluppare la creatività vitale, una nuova consapevolezza planetaria della nostra vita e del ruolo con la natura e il pianeta. L’intelligenza profonda dell’essere deve essere riaperta, stimolata, nutrita e fatta crescere. E’ un lavoro complesso, profondo e giocoso, doloroso e piacevole, che richiede una grande unità di percezione dell’essere umano.

 

Tecniche per risvegliare la coscienza globale

Il punto chiave è risvegliare la coscienza di sé. Da lì nasce una nuova vita e si trasformano le condizioni che sostengono la malattia. Alcune persone hanno coscienza di ciò che stanno facendo ma non hanno coscienza di sé, non sanno rispondere alla domanda “chi sono io?”, non hanno esperienza della loro natura profonda. Possiamo certamente affermare che più del novantanove percento delle persone non ha esperienza di sé, non sa come accedere al proprio spazio interiore silenzioso, vuoto, risvegliato. Coscienza globale significa presenza, vivere ogni istante, nel presente, nel “qui ed ora”. Non sono concetti mentali, non sono discorsi astratti, ma reali esperienze, vissute direttamente. È un training che nelle vere scuole di meditazione richiede a volte molti anni di pratica e di consapevolezza dedicata. Noi cerchiamo di abbreviare i tempi, abbiamo sviluppato tecniche intensive per risvegliare questa consapevolezza globale, questa percezione luminosa e totale di sé. Sviluppiamo due direzioni per questo risveglio. Il primo meccanismo è la meditazione, l’esperienza diretta della non-mente, del silenzio. Ogni tecnica che conduca a questa esperienza è da noi sperimentata e quindi trasmessa alle persone che vogliono crescere, che vogliono svegliarsi. Evitiamo accuratamente di confondere le tecniche di meditazione reale, che sono sovra mentali, con quelle mentali, tipo l’uso di visualizzazioni, preghiere, ripetizione di parole o concetti, pensieri positivi, vite passate, channelling, ecc. in quanto, come ha ampiamente dimostrato la ricerca internazionale e alcune scuole sono ottime per combattere lo stress, per rilassarsi, per dormire meglio ma non portano al risveglio! Le tecniche che utilizziamo maggiormente sono la Vipassana Buddhista, il Chi Gong profondo, alcune tecniche Taoiste sulla circolazione della luce, le tecniche di Atisha, alcuni tipi di Yoga, le meditazioni del Tantra, le tecniche di Gurdjieff e Krishnamurti sul “ricordo di Sé”, le meditazioni dinamiche di Osho, le pratiche dell’Advaita Vedanta e dell’”Intensive enlightnment” basate sul “chi sono io”, alcune pratiche cristiane sull’apertura del cuore e sulla presenza, la pratica dello Za Zen essenziale (senza nessun rituale), le tecniche Sufi della presenza e delle danze, alcune pratiche sciamaniche sull’energia e sulla percezione dello Spirito della Terra e degli esseri viventi. Cerchiamo di ripulire le tecniche dalla fuffa delle ideologie e delle teologie che si sono accumulate nel tempo, appesantendo inutilmente l’indicibile leggerezza dell’essere.

Il secondo meccanismo - più veloce ma meno evolutivo - riguarda la trasmissione diretta, empatica, profonda da persona a persona. La chiarezza di una persona che ha risvegliato la propria coscienza a volte può agire da catalizzatore e attivare un analogo processo di consapevolezza. I terapisti che operano al Villaggio Globale sono tutte persone che sono su un cammino di costante ricerca interiore, di consapevolezza, che praticano meditazione, non come tecnica di rilassamento ma come modo di vivere in uno spazio di presenza e consapevolezza. A volte anche una breve esperienza di totalità, di luce interiore, sperimentata durante una terapia di massaggio o durante una sessione di rilassamento in vasca, può essere di grande aiuto perché crea nella persona una linea di ricerca, una apertura verso una certa dimensione spirituale. E questo cambia la vita. Dal di dentro. E’ la rivoluzione interiore che inizia.

 

Cambiare la vita

Se possibile, per aiutare nel processo di guarigione-evoluzione, dobbiamo stimolare la consapevolezza della persona affinché prenda atto della sua forza, della sua intelligenza, della sua libertà, e cambi il proprio modo di vivere, a volte facendo scelte drastiche, anche rompendo vecchie abitudini, relazioni, cambiando lavoro o casa.

Spesso cambiare vita è l'unico passo necessario per un cambiamento della malattia e della coscienza di sé. Quando si sviluppa la coscienza di sé, la percezione del corpo da frammentata diventa unitaria, quando liberiamo le nostre emozioni negative e alleggeriamo il cuore, avviene un cambiamento di vita. La nostra vita diventa differente, più intensa, semplice, profonda. Cambiamento interiore e cambiamento esteriore. Di terapia in terapia con grande lentezza una persona comincia ad acquisire una comprensione reale della sua malattia e del fatto che la stia creando da se stessa. La malattia è generata quando nella vita non c’é nessuno spazio sacro. La sua anima come coscienza globale di sé, il lato giocoso, femminile della vita non esiste. Nella terapia del risveglio sono utilizzati infiniti strumenti di consapevolezza, di guarigione, di trasformazione, di riequilibrio; presi da tutte le scuole e le vie spirituali del mondo.

Diamo, tra i tanti metodi di guarigione e risveglio, un esempio sull’uso dell’energia “illuminata” che noi, al Villaggio Globale pratichiamo ogni giorno, per un’ora, e dall’inizio alla fine dell’estate, tutte mattine sull’erba da parte al tempietto.

 

Energetica: il corpo è la porta della coscienza globale

“I sing the body electric”   “Io canto il corpo elettrico” diceva una vecchia canzone.

Per risvegliare la coscienza globale delle persone prima cosa che cerchiamo di fare è di farle “rientrare nel corpo”, insegniamo a sentirlo in modo più vitale e consapevole. Ci siamo così staccati da esso che, per noi occidentali, il corpo è la porta dell’anima. L’anima è ciò che anima il corpo. L’energia viva del corpo. Quando una persona “rientra” consapevolmente nel corpo, quando lo sente come energia, come sottile elettricità vitale, la percezione di sé diventa immediatamente una percezione globale, magari non elevatissima ma globale. Quando invece le persone sono nella testa non posso assolutamente avere una percezione globale di sé. Posso avere un pensiero globale, una visione globale ma non possiamo sperimentare una coscienza globale di sé stessi. Quando si sente il corpo come energia viva, tutto diventa vivo, pulsante... si sente tutto ciò che accade. L'energia non è solo intelligente, sensibile, informata ma è soprattutto piacevole, vivere è bello, è una ricchezza enorme. Il corpo subisce sia condizionamenti mentali (comportamentali) che emotivi. Se ti liberi dai condizionamenti e apri il corpo cominci a sentire quello che veramente sei, pian piano cominci a sentire che vivere è piacevole. Entriamo semplicemente nel presente, nel “qui e ora”, così come siamo. Il corpo ha dei limiti, l'energia è infinita. Nel mondo dell'energia tutto è connesso: qualsiasi punto del corpo è legato alla totalità dell’essere, da ogni parte del corpo posso fare emergere sensazioni, memorie, emozioni o ricordi. Quindi dal corpo noi possiamo entrare in contatto con l'anima direttamente. Cercheremo di entrare in contatto con i punti critici del corpo, quelli dolorosi o insensibili, e attraverso questa consapevolezza, pian piano, cominciamo a capire come funziona l'apertura del corpo dell'energia. Quando sentiamo il corpo come “campo di energia” ci rendiamo conto che alcune zone di questo corpo sono energeticamente più concentrate di altre, che ci sono dei flussi di energia. Il corpo energetico è fluido.

Il senso centrale della coscienza di sé viene è generato dalla parte centrale del cervello, la zona che sincronizza tutte le informazioni delle varie aree del cervello. Quando siamo nel nostro centro, quando riusciamo a risvegliare la consapevolezza globale del corpo, è come se risvegliassimo quel punto centrale del cervello che sincronizza tutte le aree circostanti, così come noi sentiamo tutte le aree del corpo unite, come se fossero tutte “me”.

 

Sentire il corpo come energia

Per far entrare le persone nel proprio corpo cerchiamo di risvegliare le sensazioni, facendo comprendere alla persona che: “le energie sono le sensazioni”. Non c’è nulla di esoterico, ciò che chiamiamo “sensazioni” sono le energie-informazioni di tutte le parti del nostro corpo, sono le nostre comunicazioni neurosensoriali.

Quando entriamo nella dimensione energetica e la cominciamo a percepire nel nostro corpo, negli altri e nella vita che ci circonda, la medicina e la guarigione intesa in senso tradizionale cambiano completamente connotazione. Entrare nella dimensione energetica non significa “pensare” in termini di energia, ma significa “sentire” l'energia, “sentire” il proprio corpo vivo, intelligente e cosciente.

L'energia è la vita: si manifesta con delle pulsazioni, con il calore, con il respiro, con il movimento, si manifesta con il piacere e con il dolore, ma essenzialmente quello che sottostà ad ogni forma di vita è la coscienza. Non c'è vita senza coscienza.

Quando siamo in uno spazio di apertura e di consapevolezza globale, non c'è divisione. Sul piano fisico percepiamo divisione, sul piano energetico no. Per questo il concetto di energia, è il concetto più prezioso che abbiamo in medicina sacra.

 

Il risveglio della coscienza e l’energia illuminata

Nella tradizione antica quasi tutte le scuole avevano tra i principi di base della medicina sacra il concetto di energia - coscienza luminosa. In India il termine “prana”, energia, include il prefisso “pra” che significa luce. I tibetani chiamano l’energia illuminata bodhicitta, per loro è un’unica cosa che associano costantemente a karuna la qualità energetica della compassione, il profondo amore per la vita nostra e di ogni creatura. Il principio fondamentale è che la coscienza è un’energia illuminata. La coscienza è chiamata " bodhi", (mentre " citta" o "manas" è la mente legata alla materia, la mente concreta del commerciante). La coscienza illuminata, l’energia illuminata, sono lo strumento principale di tutte le medicine, da cui nasce il lavoro sulle energie, perché se lavori specificamente sul corpo o sulla mente, impieghi troppo tempo. L’anima risvegliata è un'energia luminosa. Quando noi lavoriamo in questi termini e cominciamo a sentire il nostro corpo vivo e tutto intero, come un'unica cosa luminosa; all'inizio percepiamo solo una piccola luminosità come guardare nel buio, poi questa sensazione cresce e con essa si sviluppa una differente coscienza. Questa via di ricerca interiore e di guarigione trova riscontri comuni in moltissime tradizioni spirituali.

 

Gli ostacoli all’evoluzione del potenziale umano

Prendiamo brevemente in considerazione, per concludere, gli ostacoli all’esperienza dell’essere, ossia le cause principali che ci impediscono di entrare in meditazione. Nella concezione indotibetana si considera che l’essere umano è caratterizzato da tre "umori" o energie psicofisiche: Tamas, Rajas e Sattwa. Tamas è l’inerzia, la pigrizia, la debolezza, l’energia più bassa, oscura e legata alla materia. Rajas è l’energia dell’attività, del fuoco del calore che porta irrequietezza sensoriale, emotiva e mentale. Sattwa è l’energia di equilibrio, è il ritmo che bilancia gli opposti, che conserva la vita in armonia. Tamas e Rajas sono due qualità che devono essere in equilibrio, altrimenti diventano le cause della nostra incapacità ad evolvere. Spesso, quando ci sediamo in meditazione e chiudiamo gli occhi, invece di sperimentare una chiara consapevolezza dell’essere, ci ritroviamo stanchi, senza energie, addormentati (Tamas) o al contrario la nostra mente è instabile, eccitata e fugge rincorrendo fantasie, ricordi o emozioni (Rajas).

In generale le cause principali che ostacolano la meditazione sui sette livelli dell’essere sono: 1) il dolore e la paura fisica, la debolezza, l’inibizione dell’azione, la mancanza di coraggio e di energia vitale, 2) l'essere schiavi dei legami affettivi, amore, odio e attaccamento, 3) l’ego e le sue identificazioni, i giochi di potere e i giudizi negativi, 4) la chiusura del cuore e dei sentimenti superiori, 5) la perdita del senso della verità e della sua espressione creativa, 6) La perdita del senso della bellezza e della sua espressione creativa, la mancanza del sé e dell’autostima, una bassa intelligenza o evoluzione che porta alla mancanza di chiarezza e confusione sul vero senso delle cose confondendo la mente con la coscienza e i maestri veri con quelli falsi, 7) La perdita del senso positivo di "vuoto interiore" e della sua espressione creativa, che porta a non avere più il coraggio di vivere e di morire totalmente.


LE MEDICINE OLISTICHE TRADIZIONALI


LA MEDICINA AYURVEDICA
di Baghwan Dash

Secondo il sistema filosofico Samkya, gli esseri umani, gli animali e il mondo vegetale soffre di tre tipi di squilibri. Il primo è relativo al corpo, alla mente e all'anima, il secondo si rivolge all'ambiente che soffre di uno squilibrio. Il terzo, l'ultimo, è quello di cui soffre il corpo soprannaturale. Siamo tutti esposti sempre ai tre tipi di squilibrio.

 

Il secondo verso della filosofia spiega che se vogliamo guarire dall'influsso dei tre squilibri, dobbiamo capirne la radice, capire principalmente la verità.

Esaminiamo ciò che la scienza odierna ci ha insegnato, gli strumenti che ci ha dato per liberarci dagli squilibri fisici, ambientali, e del corpo soprannaturale. I governi, le industrie, le multinazionali spendono milioni di dollari per portare l'umanità a raggiungere questi obiettivi. Alcune malattie, come il diabete, hanno rimedi nella farmacopea comune che non curano, ma sono solo palliativi. Altre vengono curate con cortisone o antibiotici, che poi causano un effetto collaterale più grave delle malattie stesse.

Ad esempio, per curare certe malattie infettive sono stati isolati alcuni tipi di microbi, molto più forti delle cellule di tessuti in cui vivono; se cerchiamo di ucciderli, uccideremo la parte di tessuto in cui sono. Diventeranno sempre più resistenti alle medicine, e ne nasceranno altri... verranno inventati nuovi antibiotici, così non c'è fine al problema.

Nel caso di malattie fisiche e psichiche, sono state fatte molte ricerche, ma nel campo del concetto della mente, di ciò che è la mente, non siamo a un grande livello.

Il mancato rapporto con l'aspetto spirituale del nostro corpo è una delle cause principali delle nostre malattie. I nostri figli si rivolgono alla droga perché cercano un rapporto spirituale con loro stessi che non trovano nella società.

La soluzione è promuovere le medicine olistiche tradizionali dei vari Paesi; se le definiamo alternative, le poniamo come un sistema competitivo rispetto alle medicine ufficiali. Senza dubbio, la medicina occidentale ha fatto enormi progressi, ma è auspicabile che possa esserci un matrimonio tra questi due tipi di medicine. Le medicine ayurvedica, tibetana, cinese rappresentano il sistema razionale, scientifico, di applicazione dei principi fondamentali.

Ci potremmo chiedere perché in Occidente, in Italia, in Europa dovremmo studiare un sistema medico fatto per gli Indiani. Vorrei chiarire che l'Ayurveda non nasce in India, ma è una parte dei Rig-Veda, composti molto tempo prima che gli Ariani invadessero il territorio dell'India; arrivarono dal Nord Europa, per cui molto probabilmente avete lo stesso diritto di essere eredi di queste conoscenze, come noi. Gli antenati dell'Europa hanno sviluppato e portato alla luce l'Ayurveda. L'unico credito che va all'India è l'aver conservato queste conoscenze. Quindi vi offro ciò che già vi apparteneva; siete liberi di accettarlo o no, ma ve lo consiglio se volete conservare una salute positiva. Se fosse stata una scienza rivolta esclusivamente agli Indiani, nei testi fondamentali della scienza ayurvedica, non ci sarebbe motivo di descrivere quali sono le proprietà dei diversi tipi di carne. In India la carne di mucca è sacra e non si può mangiare; non ci sarebbe motivo di spiegare agli Indù quali sono le proprietà curative, nutritive di tale carne. Non è una scienza composta solo per gli Indiani, ma per tutto il mondo. Questo sistema non è una scienza solo medica; Ayurveda significa "scienza della vita".

Desidero darvi alcune delucidazioni sui principi dell'Ayurveda, poiché è impossibile parlarne per esteso. E' una scienza olistica della salute, secondo cui ogni cellula del corpo è interconnessa: ogni organo vitale ha la sua funzione connessa con gli altri, e anche la mente è connessa con gli organi; anche il corpo, la mente e lo spirito sono in continua comunicazione. Se volete preservare la salute, mantenete un ottimo rapporto fra corpo, mente e spirito. In Ayurveda sono prescritti vari modi di vita per fare ciò. Secondo l'Ayurveda, una persona che non soffre di disturbi specifici, può non essere considerata una persona sana. La salute è quando non c'è sofferenza fisica, la funzione dei sensi ha raggiunto il proprio livello, l'anima è spiritualmente elevata, la mente felice. Solo così puoi essere considerato una persona sana. La durata degli anni di vita è aumentata, ma la qualità non è cambiata; molte persone soffrono. Una persona anziana non dovrebbe essere a carico ma al servizio della società: questo è lo scopo dell'Ayurveda, mantenerci giovani e vivi fino a cent'anni.

Anche in Ayurveda i microbi sono considerati causa di malattie, ma secondaria; la causa primaria è una disarmonia delle energie vitali all'interno del corpo. L'Ayurveda non si propone di distruggere i microbi, ma di rigenerare il sistema immunitario, in modo che il corpo stesso uccida i microbi. In Ayurveda si usano le erbe così come sono, e anche metalli, minerali, pietre preziose. L'Ayurveda considera il corpo umano un microcosmo che rappresenta esattamente il macrocosmo, e mette una grande enfasi sull'alimentazione quotidiana, consiglia o sconsiglia certi tipi di cibi. Se si segue una buona dieta, non c'è bisogno di farmaci, ma se non si segue una buona dieta ugualmente non serviranno i farmaci, perché non si potrà mai essere curati!

Secondo l'Ayurveda, tutto l'Universo è un Maestro per l'individuo, e solo chi vive in cattivi pensieri trova i nemici. Nel Charakasamita, uno dei testi classici dell'Ayurveda, si consiglia di mettere al servizio della società quello che si è imparato.

Desidero terminare con una preghiera che dice: "Dio portami via dall'ignoranza, spingimi alla verità. Levami dall'oscurità dell'ignoranza e portami alla luce della conoscenza. Portami via dalla mortalità e introducimi nella vita eterna. Fa che ci sia pace in me, intorno a me e nel corpo soprannaturale".


LA MEDICINA MAGICA E DEI KAHUNA DELLE HAWAII
di Maria Fantacci

Comunicazione fra corpi sottili, fra energia e materia, fra mente conscia, subconscia e superconscia; questi sono alcuni dei temi investigati dallo psicologo Max Freedom Long nel suo libro "La Scienza Segreta dietro ai Miracoli". I1 libro è il resoconto di quanto l'autore, dopo anni di studio e di ricerca, è riuscito ad apprendere della cultura dei Kahuna o "Guardiani del Segreto", nativi delle isole Hawaii e custodi della tradizione e delle arti segrete di magia della 1oro cultura. I’"Huna" il segreto dei Kahuna, è tramandato da mago a mago e riflette la profonda comprensione che essi hanno dei meccanismi psicologici e fisici dell'essere umano e dell'energia vitale che connette l'uomo al resto dell'universo. La teoria di Long è che i modi di comunicazione fra "i 3 elementi Consapevolezza, Forza Vitale e Materia Invisibile sono le unità di misura con cui misurare tutta la magia".

I Kahuna applicano la loro conoscenza della psicologia e delle forze soprannaturali per pratiche quali la guarigione istantanea e la telepatia. Molto prima dell'avvento di Freud e dei suoi studi sul subconscio, i Kahuna avevano compreso che la psiche dell'essere umano è un sistema tripartito composto da due "anime" o "spiriti" e da uno "spirito guida" o "spirito genitore" che corrispondono rispettivamente a quelle che ora conosciamo come mente conscia, inconscia e superconscia. I Kahuna sanno che le menti conscia ed inconscia risiedono unitamente nel corpo mantenendo ognuno la propria abilità mentale ed il proprio ruolo nel determinare il comportamento di un individuo. Essi considerano che il subconscio ha il potere della memoria e dei ricordi e che possiede qualità elementari di ragionamento, pari a quelle di un bambino o di un animale domestico. La mente cosciente, invece, non ha memoria e non ha il potere di ricordarsi di un pensiero una volta che il questo esce dalla sua attenzione.

La mente cosciente deve comunicare con il subconscio per richiamare alla memoria qualsiasi pensiero, processo che richiede del tempo. In oltre, la mente conscia ha due poteri unicamente suoi; di usare la volontà ipnotica e di ragionare in maniera induttiva.

La mente conscia non può essere ipnotizzata, mentre il subconscio reagisce sia all'ipnotismo che alle suggestioni.

I1 superconscio o Aumakua che, in linguaggio Kahuna, significa "spirito totalmente affidabile, più anziano, genitore" è composto da una parte femminile e una maschile. E' a questo spirito che i Kahun indirizzano le loro preghiere, ma, dato che considerano questo spirito come unità con l'uomo e non come essere a parte, non lo adorano come un Dio separato da loro, ma lo amano. Hanno con esso una relazione fluida e libera da dogmi umani, un rapporto di reciproco amore e fiducia come esiste tra genitore e figlio. Nella cultura Kahuna, l'elemento religioso è minimo. Per loro, la religione, la preghiera o qualsiasi cosa fatta per ottenere benefici personali in questa vita o nella prossima, è magia mentre la religione è l'adorazione di un Essere Supremo e l'accettazione di qualsiasi cosa, bella o brutta, che può derivarne. Pur sapendo dell'esistenza di innumerevoli livelli di coscienza al di sopra di loro, i Kahuna comunicano solo con i livelli direttamente superiori all'uomo (Aumakua - la mente supercosciente) fiduciosi che se gli richiedessero qualcosa che necessitasse l'aiuto di livelli di abilità superiori, esso saprebbe eventualmente comunicare e chiedere aiuto alle sfere superiori.

I Kahuna credono che esista una serie di leggi naturali per il mondo fisico ed un'altra serie di leggi per l'altro mondo, il soprannaturale, e che le leggi dell'altro mondo sono talmente potenti da poter neutralizzare quelli del mondo fisico. "Aumakua o mente supercosciente è la consapevolezza usata (nella magia). La forza che viene usata per tale lavoro è chiamata Mana ed è conosciuta da noi come forza vitale (il Prana dei Veda indiani ndt.). Tale energia è di natura elettrica e mostra forti qualità magnetiche. La sostanza invisibile attraverso cui agisce la forza vitale è chiamata Aka che significa "sostanza ombrosa corporea".

Come dimostrano studi recenti, ogni processo mentale avviene tramite un attività elettrica rilevabile sia sui tessuti della pelle che nelle onde cerebrali. Mana, l'energia vitale, è di natura elettrica e si suddivide in tre bande di frequenza che sono Mana; la forza di voltaggio bassa del subconscio; l'onda fisica, che ha una caratteristica affascinante; "risponde ai comandi e alle indicazioni della coscienza degli esseri senzienti come se fosse essa stessa cosciente"- Mana-Mana, la forza intermedia della mente cosciente, le onde cerebrali che danno poteri quale la forza di volontà e di pensiero, la forza ipnotica, e Mana-Loa, la forza più alta che corrisponde probabilmente alla forza atomica e che viene usata dalla mente superconscia. I Kahuna dicono che "1'universo è stato creato dall'azione della consapevolezza sulla forza per creare la materia".

 

 

Comunicazione fra Corpi Sottili

Nella cultura Kahuna, ogni essere animale, vegetale o minerale (anche gli oggetti inanimati) come ogni pensiero possiedono degli Aka -corpi sottili o "di ombra" in cui risiedono gli spiriti (le coscienze)che li compongono. L'uomo è un essere triuno; possiede tre corpi sottili che contengono le sue tre sfere di coscienza. I due corpi sottili inferiori comunicano e fluiscono fra di loro e col corpo durante la vita e continuano a farlo anche dopo la morte se non vengono separati come risultato di uno shock o di un incidente. Il corpo sottile del subconscio è il più denso dei tre ed è questo i1 corpo che viene coinvolto nella pratica della guarigione istantanea o a distanza. Esso è di natura "appiccicosa"; Long lo descrive come una specie di carta moschicida che se viene toccata si appiccica e traccia dei fili di sostanza adesiva tra i due corpi entrati in contatto. Si creano così reti composte da migliaia di filamenti sottilissimi, invisibili che possono essere visti da persone sensitive o persone in stati di particolare lucidità e chiarezza. Scrive Long, "quando questi fili sono molto carichi di energia vitale (Mana), sembrano diventare abbastanza solidi da sentirsi con le dita". Questi fili sono ottimi conduttori di energia.

Non offrono nessun grado di resistenza che potrebbe indebolire la potenza della carica elettrica inviata come nel caso dei conduttori elettrici conosciuti dalla scienza fino ad oggi.

 

 

Guarigione istantanea

I Kahuna hanno due tecniche di guarigione "miracolosa"; la guarigione istantanea che in pochi attimi restituisce la salute a organi, ossa o tessuti danneggiati, e una forma di guarigione che serve ad accelerare i processi di guarigione. Con la loro conoscenza essi sono riusciti a curare praticamente ogni male incluso cancro, la cecità o la sordità, e qualsiasi malformazione strutturale. Gli elementi necessari per guarire con le tecniche dei Kahuna sono: lo spirito superconscio, Mana - loa o forza vitale di maggiore potenza, i tessuti, l'organo o l'arto malato, e l'unipili - corpo sottile del corpo inferiore o subconscio del malato. L'unipili è l'esatta riproduzione del corpo materiale dell'uomo in ogni sua cellula. Per curare istantaneamente, un guaritore Kahuna chiede aiuto all'Aumakua (superconscio) il quale fa dissolvere o dematerializzare la parte malata del corpo trasformandolo in ectoplasma. L'ectoplasma è una sostanza invisibile che viene tratta dal medium dalla persona in cura e che forma una specie di mano o arto attraverso cui può fare agire la forza vitale. "Dato che lo stampo del corpo sottile è composto da materiale invisibile (eterico) non può rompersi o danneggiarsi. Quindi la materia ectoplasmica si risolidifica nello stampo con il risultato che la guarigione è istantanea e che l'arto e riportato alla sua condizione originale". E' difficile di mostrare che è possibile materializzare o dematerilizzare la materia come avviene nella pratica della guarigione istantanea ma esistono ormai molte verifiche di studi fatti da investigatori istruiti nell'ambito della ricerca Psichica e Spiritica e che ci portano testimonianze di migliaia di casi in cui oggetti sono apparsi o scomparsi in maniera inspiegabile nei termini delle leggi della fisica. "Sappiamo che quando il voltaggio di una corrente elettrica è sufficientemente alta in macchine per la disintegrazione di atomi, vari elementi vengono trasformati e diventano altri elementi. Sapendo questo, potremmo essere d'accordo che il mana o forza elettrovitale nell'uomo, quando viene portata alla sua forza massima può essere usata per cambiare la materia visibile in invisibile, e riportarla al visibile. E' la consapevolezza che aziona questa forza elettrica.

L'Essere Superiore (la supercoscienza) può usare la propria consapevolezza per aumentare di voltaggio la forza vitale del corpo e per causare differenze di temperatura (come nella pratica Kahuna di camminare sul fuoco, ndt.) e nella materia. L'uomo può imparare ad accumulare energia vitale fino ad essere sovraccarico e poi usare la sua vo1ontà per dirigerla nel corpo del malato, per esempio attraverso le mani.

Il flusso di energia vitale fra persone può portare con sé anche forme di pensiero, dando modo al guaritore di inviare suggestioni al malato. Per fare questo è necessario solo che il guaritore abbia un contatto fisico con il paziente, ponendogli per esempio le mani sul corpo, in modo da creare una rete di fili di comunicazione fra di loro A questo punto il guaritore può ordinare al suo corpo sottile inferiore di toccare il paziente facendo scorrere energia vitale e pensieri suggestionanti lungo il filo conduttore, anche a distanza.

La tecnica della guarigione istantanea può curare ogni tipo di male fisico, con la premessa che "non devono esserci alcun dubbio o convinzione di aver peccato, o senso di colpa che non è stato ripulito. Quella che è stata chiamata fede è una condizione di libertà da qualsiasi complesso ostacolante". Il complesso o fissazione di idee era chiamato dai Kahuna "la cosa che mangia dentro. E' una convinzione retta dal Sé basso, è più difficile da trovare e più difficile da rimuovere". La psicologia moderna ha confermato quanto sostenuto dai Kahuna dimostrando la potenza che hanno i complessi ed il subconscio nella genesi di malattie e relative guarigioni. Quello che avevano intuito i Kahuna, è che, per rimuovere un complesso, e rendere così possibile la guarigione, è necessario una combinazione di "appello logico all'essere consapevole, leggera suggestione, e l'utilizzo di uno stimolo fisico per accompagnare la somministrazione della suggestione". Per amplificare l'effetto della suggestione, i Kahuna lo accompagnano con uno stimolo fisico; qualcosa di tangibile capace di impressionare il Sé basso del paziente. Si può paragonare questa pratica all'uso dei rimedi placebo nella medicina moderna. "La guarigione attraverso la suggestione da parte del medico può non essere efficace in se, ma se questo viene accompagnato da qualcosa di fisico la guarigione suggestionata ha effetti magici" Per questo è necessario impressionare 1o spirito basso, l'inconscio con qualcosa di reale e tangibile come per esempio l'acqua che per molte tradizioni religiose "lava via il peccato" o con altri stimoli fisici che vengono usati da migliaia di anni in ogni cultura.

 

 Comunicazione Telepatica e Preveggenza

I Kahuna dicono che i nostri pensieri sono "corporei" e che creano forme di pensiero. I pensieri si susseguono in relazione e formano grappoli di pensiero. Questi grappoli di pensieri vengono condotti attraverso i "fili invisibili" formati dal corpo sottile inferiore per rendere possibile fenomeni quali la telepatia e la guarigione in cui pensieri, come grappoli corporei, vengono comunicati non verbalmente fra persone anche a distanze enormi e senza perdere di intensità dal momento dell'invio a quello della recezione.

Dato che è il subconscio a provvedere il mezzo di comunicazione, i fili conduttori, non è possibile usare la comunicazione telepatica con uno sforzo volontario, dato che la volontà è dominio della mente conscia. E' necessario, invece, dare un ordine mentale al subconscio e quindi rilassarsi e svuotare la mente da ogni intenzione e attendere che sia lo stesso subconscio ad inviare il messaggio. Nella stessa maniera è il subconscio che riceve i messaggi telepatici e che li spinge nel nostro centro di consapevolezza dove noi ne diventiamo coscienti, un processo simile al richiamo alla memoria di ricordi o informazioni contenute nel nostro subconscio.

Per i Kahuna gli avvenimenti e le condizioni future sono cose reali che si formano in base alle azioni o i desideri degli esseri inferiori e assumono forme simili a quelle dei pensieri. Gli esseri superiori lavorando unitamente, come se fossero una cosa sola, sommano questi elementi, che si cristallizzano in maniera dettagliata e tessono la tela del futuro.

Questa tela è visibile nella dimensione degli esseri superiori ed è possibile così leggere nel futuro come nelle vite passate con l'aiuto di certe tecniche che portano in quella dimensione come la lettura nel cristallo o l'interpretazione dei sogni.

Nel caso dei sogni, gli avvenimenti passati e futuri appaiono come immagini o simboli che vanno poi interpretati. I1 fatto che gli avvenimenti più importanti che riguardano l'uomo e l'universo sono in qualche maniera predeterminati non pregiudica la libertà di scelta dell'individuo.

I Kahuna spiegano che "il Sé superiore.. tende a lasciare che gli esseri inferiori esercitino la libera scelta e imparino dall'esperienza almeno che essi non richiedano la guida e l'aiuto del Sé Superiore, in tal caso l'Aumakua prende in mano le questioni dell'uomo. Solo nel pianificare eventi a lungo termine sembrerebbe che all'uomo venga negata la volontà, ma anche in questo caso, se vengono fatti i passi giusti per cambiare questi eventi, è possibile girarli di un certo grado".


MEDICINA TIBETANA - UNA DIAGNOSI AI MALANNI OCCIDENTALI

Intervista a un lama medico sulla generale diffusione in Europa dei problemi psicosomatici dovuti allo stress, la cura è solo un radicale cambiamento nello stile di vita

Domanda: Lei è stato in Italia e in Europa, ha incontrato molti Italiani ed Europei. Ha notato qualche malattia peculiare della nostra cultura?

Dr. Losang: Tutti hanno stress, nervosismo, non è necessario sentire il polso o esaminare l'urina della gente. Ho potuto osservare un alto numero di problemi psicosomatici, veramente molto alto. Spesso mi sono chiesto quale fosse il fattore di questo problema. Comunque sono problemi molto diversi da quelli riscontrati in Asia. Ovviamente anche gli asiatici hanno problemi, ma molta meno tensione e stress e pochi problemi psicosomatici. Certo, qualcuno li ha, ma non la media delle persone. Qui invece i disturbi psicosomatici sono veramente molto diffusi.

Domanda: Quale potrebbe essere un metodo generale per aiutare la gente ad evitare o a sciogliere lo stress?

Dr. Losang: Prima di dare una risposta devo studiare gli standard di vita locali e forse allora potrei trovare la soluzione.

Domanda: Secondo il concetto dei tre umori, che cos'è lo stress: un aumento dell'elemento vento (lung) ? Dr. Losang:Sì, stress, tensione, depressione sono fattori relativi al lung, al vento. Noi classifichiamo i disordini del lung, vento, in 64 differenti tipi. Principalmente gli occidentali che accusano questi problemi rientrano in l o 2 tipi sui 64. L'energia vento può aumentare, diminuire o variare, cioè cambiare con andamento irregolare. Qui nella maggior parte dei casi si riscontra un aumento dell'energia vento ed anche di circolazione viziata. Ma non ho ancora individuato se la causa è l'inquinamento, l'alimentazione o lo stile di vita.

Domanda: Esiste qualche meditazione che può aiutare o qualche cambiamento nello stile di vita?

Dr. Losang: Sì, penso che si possa cambiare un poco. Vi faccio un esempio: in Tibet prima del VIII secolo, noi tibetani eravamo molto violenti, eravamo guerrieri, poi, con l'introduzione del Buddhismo in Tibet, siamo diventati molto tranquilli, pacifici; grazie alla comprensione del Dharma (la legge del tutto) abbiamo cambiato il nostro stile di vita molti molti secoli fa. Certo che si può cambiare stile di vita, perché no? I Cinesi hanno invaso il Tibet, perché non sono praticanti del Dharma e noi non vogliamo combattere contro nessuno: noi siamo pacifici e loro ci hanno invaso. Domanda: E' vero che gli insegnamenti del Dharma: la meditazione e la non violenza possono cambiare la vita?

Dr. Losang: Sì, poiché crediamo fermamente nel karma, e cerchiamo anche di esercitare la nostra mente contro i tre veleni: l'ignoranza, l'attaccamento e 1'odio, siamo più calmi, meno depressi, meno tesi, meno stressati e meno nervosi. Chi non riesce a comprendere bene il significato dei tre veleni aumenta l'attaccamento egoico che, si sa, rende molto nervosi. Se oggi abbiamo 100.000 lire, non ne siamo soddisfatti perché il nostro attaccamento egoico non è stato esercitato fino in fondo, non è soddisfatto... così vorremmo 200.000 lire e per ottenerle entriamo in uno stato di eccitazione: questo ci rende più stressati, più nervosi. Allo stesso modo, se abbiamo una moglie bellissima, nuovamente l'ego desidera cambiare, dopo poco avremo bisogno di un'altra donna ... a causa dell'attaccamento egoico sempre insoddisfatto, perdiamo nuovamente interesse e di nuovo, per ottenere qualcosa facciamo di tutto... se non ci riusciamo saremo più insoddisfatti e depressi. Questo perché si non comprende cosa siano i 3 veleni e il karma. Noi tibetani conosciamo i tre veleni e il karma ed esercitiamo la nostra mente consapevole nei loro confronti, cioè contro l'ignoranza, l'attaccamento e l'odio. E' questa attenzione costante che ci rende più calmi e meno disturbati.

 

Medicina tibetana - intervista a Lama Ganchen Tulku Rimpoche
a cura di Maria Fantacci

Lama Ganchen Rimpoce sta dedicando la sua vita a portare la tradizione buddista tibetana in Occidente sotto una nuova forma più adatta a noi che lui chiama "buddismo occidentale" e in Oriente sta aiutando la preservazione della cultura tibetana, gravemente a rischio dopo la durissima invasione cinese. Infatti, fra altre cose, sta facendo costruire un centro medico ed un centro di ritiro spirituale a Katmandu in Nepal, sta facendo ricostruire il monastero Ganchen in Tibet, distrutto a seguito dell'occupazione cinese, e sta aiutando a ricostruire il monastero di Teckcheling Sera Lachi, il più importante luogo di preghiera e riunione a Sera nel sud dell'India, che includerà una scuola ed un ospedale. Lama Ganchen ha visitato la maggior parte dei paesi occidentali, dove è conosciuto e sta portando la conoscenza e la benedizione del Dharma. Allo scopo di promuovere la pace nel mondo e aiutare l'evoluzione di coscienza di tutti gli esseri senzienti, ha fondato l'Istituto Kunpen Lama Ganchen per la diffusione della tradizione medica tibetana e la "Lama Ganchen World Peace Foundation".

 

Domanda: Per superare questo momento di crisi planetaria riteniamo che 1'uomo debba operare un cambiamento di consapevolezza. Qual è la sua visione?

Rimpoce: Prima di tutto vorrei ringraziarvi per l'interesse a risolvere i problemi del pianeta, per la vostra rivista che tratta di questi problemi e per l'amore e la gioia con cui continuate a lavorare con la medicina olistica. La situazione su questo pianeta è veramente molto pericolosa, tutto è in pericolo. E questo perché? Perché c'è qualcosa che manca. Da un punto di vista tecnologico e materiale siamo totalmente appagati, abbiamo tutto. L'unica cosa che manca è l'energia spirituale, è il sentimento, e quindi non sappiamo come andare avanti. Le persone lavorano come macchine e non hanno cuore. Questo è il problema. La gente è sempre molto occupata e ha perduto il sentimento. Per esempio da un giorno all'altro le coppie che stanno insieme si lasciano. Addio! Non si vogliono più bene, si separano. E questo perché? Perché mancano i sentimenti profondi. Invece nel rapporto fra maestro e discepolo è proprio questo che si salvaguarda, addirittura si parla di mantenere un rapporto da una vita all'altra! Un'altra manifestazione di questa mancanza di sentimento è quello che sta succedendo alle nostre foreste. Gli alberi sono molto importanti ma noi tagliamo, tagliamo. Si distruggono intere foreste e cosa succede? Che alcune zone della Terra cominciano ad aver bisogno di acqua, di pioggia, e la pioggia non viene perché non esistono più alberi e non piove più. E l'uomo non pensa a questo. Continua a tagliare, tagliare... La Terra è un ottimo esempio di pazienza, ha una magnifica pazienza. Fino ad oggi ha sopportato tutto ma ora è troppo. Stiamo facendo di tutto a questa Terra; costruiamo, scaviamo, tagliamo, ci gettiamo prodotti chimici di ogni genere, veleni, concimi chimici, discariche di ogni tipo, e la Terra non dice niente. Mostra sempre un enorme pazienza. Ma un giorno saremo in pericolo perché la Terra non potrà sopportare più nulla di tutto ciò - non perché la Terra in sé non lo accetterà più ma perché la sua stessa energia sarà talmente trasformata dalle nostre manipolazioni che sarà diventata un'altra cosa. Magari esploderà.

Nel frattempo ci sono anche persone consapevoli dell'energia mistica, dell'energia sottile e che aiutano gli altri. Ma altra gente ha la mente totalmente fissata e non si rende conto di quello che fa. Si avvelena la Terra e le si cambia l'energia... Per esempio, sono stato molte volte in Svizzera. Là hanno laghi bellissimi, acqua bellissima. Una volta mi venne in mente di bere quest'acqua bellissima ma loro mi dissero: 'No! No! Quest'acqua è velenosa!'. L'acqua appare come acqua, sembra acqua, ma in realtà l'essenza dell'elemento acqua non c'è più. La qualità dell'acqua è completamente sparita, è cambiata completamente. Questo è un problema enorme. E per l'aria ed il vento, per il fuoco, è la stessa cosa. E anche per il nostro corpo è la stessa cosa. Quello che accade agli elementi fuori di noi accade anche dentro il nostro corpo. I1 nostro corpo è fatto di elementi naturali come acqua, terra, aria e fuoco e allora anche la nostra medicina deve essere una medicina naturale. Ma questo voi lo sapete già.

Domanda: Cosa potrebbe essere la cura per l'essere umano in questo momento? Cosa prevedeva il Buddha della Medicina per i nostri giorni?

Rimpoce: In termini generali, gli insegnamenti buddisti dicono che questo è un momento molto tragico. I1 Buddha Sakyamuni aveva previsto ciò che sarebbe successo nel mondo più di 2000 anni fa. Già allora parlava dei pericoli che sarebbero sorti a causa dell'inquinamento e della sovrappopolazione. Nel tempo stesso Buddha ci ha offerto una via, una soluzione e delle pratiche che potessero essere di beneficio. L'insegnamento buddista dice di fare esperienza delle pratiche Vajrayana, delle pratiche tantriche, delle pratiche degli insegnamenti buddisti, come le iniziazioni... Quando parlo dei problemi di questo mondo non intendo soltanto la nostra Terra perché riteniamo che tutti i danni che noi portiamo al nostro pianeta in realtà toccano anche altri pianeti e altri sfere, altri esseri viventi. Per esempio secondo i Buddisti anche solo il fumo delle sigarette non reca danno solo agli animali e agli esseri di questa Terra ma anche agli altri esseri che abitano su altri pianeti e su altre dimensioni.

E questo non è soltanto una supposizione teorica, si può constatare. La mentalità buddista crede molto nel potere spirituale del sentiero Tantrayana. Per fare un esempio, crediamo che tutte le iniziazioni come il Kalachakra date da SS. il Dalai Lama e gli insegnamenti, le iniziazioni e le benedizioni date da altri grandi Lama in questa era in tutto il mondo, siano state realmente di grande beneficio per risolvere i problemi di guerre e di relazione fra paesi. Grandi guerre hanno preso una svolta dal negativo al positivo e molti altri problemi sono stati risolti.

Quando venni in Occidente per la prima volta negli anni '60 c'erano problemi tra il Sud e Nord Vietnam, tra America e Russia, e a Cuba dove si lottava tutti i giorni. C'era il rischio di una terza guerra mondiale. Era un momento molto pericoloso.

Nel '59 molti Tibetani furono costretti a lasciare il Tibet ed inizialmente poteva sembrare una cosa negativa. Ci furono grandi difficoltà per tutti noi ma alla fine il risultato è stato positivo perché così . Tibetani sono andati in tutto il mondo e il Dalai Lama e tanti altri lama hanno avuto l'opportunità di dare le grandi benedizioni dei poteri tantrici in molti posti mentre prima erano limitati ad una piccola area. Era necessario che ci spostassimo. I problemi delle guerre si sono risolti e riteniamo che le pratiche dei lama siano state di grande aiuto.

Il fatto è che la gente, specialmente quella di potere, ha bisogno di passatempi. Oggi il passatempo più comune è quello di fare i soldi; se hai i soldi ti evolvi in questo senso se no in altri sensi. Prima il passatempo era fare la guerra, ora è fare la pace. Anche a questo hanno contribuito le benedizioni buddiste.

Nel 1989 c'erano gravi problemi per la pace in Europa ed in particolare tra Germania Est e Ovest e noi abbiamo eseguito mandala di sabbia e iniziazioni dedicate particolarmente a questi problemi. Abbiamo fatto mandala qui a Milano, in Svizzera, in Olanda e uno in Germania ed il problema che esisteva in Germania ha preso una svolta positiva. Tutti i problemi nel mondo hanno preso una leggera svolta in positivo.

Perché la gente ha bisogno di passatempi? Perché non ha energia spirituale, non ha meditazione, non ha un sentiero o una guida spirituale. Non ha queste cose per cui la mente, che ha bisogno di pensare, di inventare, non sa come passare il tempo. Ogni giorno uomini di scienza, uomini di conoscenza che non hanno energia spirituale si inventano idee pericolose. E' necessario invece avere idee positive. Perché siamo a questo punto? Solo perché manca l'energia spirituale. Non è il business che ci manca. Il business è ovunque. Ma anche le idee legate al business se hanno dietro un sentimento possono essere positive. La conoscenza c'è. Deve solo fare una rotazione verso il positivo. Non abbiamo bisogno di imparare altre cose, solo di cambiare prospettiva. Per esempio il comunismo fu ideato da poche persone e quanti problemi ha creato per certi paesi come la Russia o la Mongolia. Ora fortunatamente le cose stanno andando meglio e noi crediamo che sia dovuto anche alle nostre benedizioni e ad un aumento dell'energia spirituale. Questo vuol dire che quando c'è un gruppo di persone che si impegna sul sentiero spirituale per beneficiare tutti, quest'energia funziona veramente e non è di beneficio solo ad una manciata di persone ma si estende veramente in tutto il mondo.

Domanda: Uno dei problemi più diffusi in Occidente è quello dello stress. La meditazione tibetana o la pratica del Dharma possono dare delle indicazioni su queste due cose?

Rimpoce: Per lo stress vale lo stesso discorso: manca l'energia spirituale non occorrono altri metodi ma una diversa consapevolezza.

Domanda: Esistono pratiche semplici che possono alleviare il problema dello stress?

Rimpoce: Alcune pratiche che vi stiamo dando come i mantra di autoguarigione. Se a qualcuno piace può recitare il mantra OM MUNI MUNI MAHA MUNI SAKYAMUNI SOHA che dà anche un senso immediato di compagnia e di sostegno spirituale. Comunque anche se non si crede alla potenze dei mantra bisogna imparare a portare pace nella nostra vita e nel nostro lavoro. Ormai non possiamo fare a meno di avere una vita molto occupata e va bene; però allo stesso tempo bisogna imparare a rimanere interiormente tranquilli e a fare le nostre cose senza nervosismo.

Bisogna riuscire ad essere occupati ma in pace. Essere indaffarati ma pacifici va benissimo. Essere occupati e nervosi invece è un problema. Dobbiamo imparare a mantenere, interiormente, un'attitudine di pace. Dobbiamo cercare di avere meno malumori ed esercitarci a sorridere di più: è un esercizio che si può praticare ogni giorno.

Nel Buddismo Tibetano si parla molto del "Bodhicitta" o "Bodhisattva", abbiamo molti nomi per la grande qualità di luminosità interiore, di grande consapevolezza. Questa qualità si sviluppa pian piano ma il seme per cominciare a farla germogliare è proprio una pratica semplice: il sorriso.

Voi in Occidente fate così tante pratiche ad esempio lo yoga, ma per incominciare ad integrare la mente con il corpo l'esercizio più importante da praticare è proprio quello del sorriso! Perché quando noi sorridiamo non solo siamo più contenti noi ma anche le persone che ci stanno intorno lo diventano. Se invece noi siamo imbronciati anche tutte le persone intorno a noi lo diventano, la mente di tutti i presenti diventa negativa.

Se noi sorridiamo, il sorriso diventa pian piano più profondo e si possono sviluppare grandi qualità dentro di noi. Se il sorriso comincia a venire dal nostro cuore è come un "mudra" (gesto o posizione), comincia a portare energia molto positiva in tutte le nostre azioni, muove qualcosa. Poi se dopo sentite che volete andare avanti, che volete andare ancora più in profondità con il vostro sviluppo interiore allora avrete bisogno dell'aiuto di un maestro, di una guida spirituale.

Qui in Occidente avete tante macchine speciali per fare lifting, chirurgia plastica, per togliere le rughe, per fare operazioni di tutti i tipi, perché non fate una macchina o un operazione per sorridere?! A volte il sorriso lo riserviamo a persone speciali, al nostro ragazzo o alla nostra ragazza, invece il sorriso deve essere per tutti sempre.

Domanda: Pensate che sia possibile per un occidentale illuminarsi?

Rimpoce: Sì certo. Certamente è possibile l'illuminazione in Occidente! Qui avete molti uomini santi e illuminati. Anch'io in questi giorni lavoro qui ed ho conosciuto persone molto speciali. Ci sono tanti esseri umani che ci appaiano come persone comuni ma che in realtà sono degli esseri realizzati che vivono tra noi e lavorano. Solo che noi non siamo in grado di riconoscerli.

Domanda: Ed è possibile per un medico occidentale diventare un lama della Medicina?

Rimpoce: Si, si. Se potete illuminarvi quindi perché non dovreste riuscire a diventare un lama guaritore? Io sono un maestro per i lama e se volete potete venire da me ed io vi insegnerò con il mio esempio!

Domanda: Pensate che nel futuro, nei prossimi anni, il mondo potrà diventare più positivo o più negativo?

Rimpoce: Ci sono i presupposti perché la situazione sul pianeta possa svilupparsi in positivo. Se tutti noi continuiamo a lavorare come stiamo facendo penso che sia possibile che le condizioni possano migliorare.


LA MEDICINA MAYA - I "MEDICINE MAN" E LA GUARIGIONE

 

Intervista alla Prof.ssa Rosalba Terranova Cecchini
di Nitamo Montecucco e Aurora Maggio

Intervista a Rosalba Terranova Cecchini, professore di neurologia e psichiatria all'Università di Milano, tra i fondatori della ricerca transculturale italiana, impegnata nello studio sul processo di guarigione nel mondo. Ha recentemente vissuto una ricca esperienza di medicina e psichiatria etnologica presso le popolazioni Maya.

 

Medicine-man, l'uomo medicina

Domanda: Parlaci della tua esperienza di integrazione delle medicine.

Terranova: Vorrei subito proporre il concetto di medicine-man. Con i medicine-man ci sono venuta in contatto da tantissimo tempo, è stata la mia apertura verso l'integrazione della medicina con l'antropologia, la cultura e la mente, verso un concetto messo a punto dagli asiatici, se vogliamo, che ritroviamo anche in altre culture senza la loro elaborazione filosofica e spirituale. Gli indios amerindi, d'altra parte, provengono dalla Mongolia, e quindi lo ritroviamo in queste culture e poi in Africa. Però, ci è più comprensibile il linguaggio scientifico - spirituale dell'Asia, che non il linguaggio del corpo e dell'emozione dell'Africa. Il mio contatto col concetto di medicine-man risale al 1964, quando sono andata in Madagascar e lì da subito sono venuta in contatto con i riti per la cura della malattia mentale, i Tumba, i riti di circoncisione, i riti per la morte, e i riti di guarigione. Ho avuto sempre la fortuna di entrare dentro l'esperienza. Ho partecipato a un rito di circoncisione ed ho rischiato di dovermi mangiare una banana con prepuzio... un grande onore... Sono riuscita con un gran cabari, con un gran discorso... la parola, l'ho imparato proprio al Madagascar, ha una precisa funzione di presa di contatto con la persona che hai davanti, serve a dare tempo per guardarsi negli occhi, per capire come ti comporti, da dove vieni, chi sei, come porgi ecc. Stavo dicendo... ho fatto questo gran cabari molto azzeccato, per fortuna, in cui dicevo che capivo l'enorme importanza di questa offerta che però ritenevo che lo zio presente fosse più meritevole. Insomma avevo imbastito una cosa molto antropologica, per quei tempi in cui non ne ancora sapevo niente, per non mangiare quel prepuzio... Ho sempre partecipato ai riti, e questo mi ha dato molto. E non ho mai abbandonato l'attività di medico in Italia, vuoi come direttore di servizi, vuoi dall' 1985 in modo privato e... poi l'azione, l'attività mia di medico, di ricercatore biomedico, di medico cooperante, inviato quindi in forma ufficiale, in cui bisogna dare risultati, relazioni. Un lavoro sempre inquadrato in qualche cosa di operativo. Perché c'è un grande rischio di dispersione in questi interessi, se non sei inquadrato in modo operativo ecco... e quindi lì facevo il medico coi guaritori e sono arrivata a questo concetto che l'uomo - medicina non è affatto un concetto dei guaritori è un concetto della medicina.

Domanda: Credi perciò che il concetto di medicine-man sia attuale anche qui nella tua pratica medica europea?

Terranova: Senz'altro. Infatti, se rileggiamo con occhio critico, tutta la letteratura medica anche quella clinica, cose che dice Parodi dell'Ordine dei medici, troviamo che la professione medica deve essere umana. Quando si è medici, oltre la conoscenza tecnologica nozionistica, devi saper integrare la tua emozionalità. Con la tua mente, devi riuscire ad entrare in contatto col malato, proprio, direi, la mente mia e la mente del malato vicine in una grande concentrazione. Dal giovane come stamattina, all'anziano ...evidentemente il paziente sente in quel momento che la mente del medico, che lui è andato a trovare, è lì per lui e io credo che molto del successo dipenda dal fatto della mente concentrata in quell'ora di visita - certo non nel quarto d'ora dei medici della mutua. Ci vuole un po' perché la tua mente si concentri sulla mente dell'altro e passi energia, energia guaritrice appunto, corroborata da una corretta diagnosi clinica, ma questa diagnosi viene facilitata se tu hai questa concentrazione della mente sull'evento che hai davanti e sulla storia dell'altro. Io, vedi... sono psichiatra e neurologo e ho una certa preparazione medica, però vedo che faccio certe diagnosi che non sono strettamente di mia competenza, la gente viene da me perché sono simpatica e sono brava, e dico: "Guardi non è la mia specialità, ma penso che sia questo". Molto spesso è così ma perché? Perché la mia preparazione di medico e la concentrazione sull'evento - paziente che ho davanti, dà probabilmente questa maggiore penetranza. E' proprio una penetranza nel problema, nell'aspetto, penetranza di tutto in quello che tu sai come nozioni, in quello che tu sai come esperienza, proprio una penetranza della mente che porta a fare una diagnosi esatta. Medicine-man, dunque, uomo - medicina che, fatta la diagnosi, fa la cura. Allora la cura, dal fatto che tu ti dai come cura, diventa ancora più determinante e decisiva rispetto alla diagnosi che pure, secondo me, è importante. La cura che tu dai può essere di farmaci chimici, può essere di farmaci naturali, di fitofarmaci, può essere di manipolazione, il massaggio, può essere la maxicombustione, può essere l'agopuntura. A tutto questo si aggiunge la tua azione guaritrice personale. Si aggiunge, cioè, l'energia della tua persona, della tua mente in quel momento interessata all'altro, interessata, in generale. Oggi il medico non è interessato, il paziente è considerato una noia. Mentre il medico - medicina è interessato a quella persona ed è interessato alla sua storia e lancia una sfida per guarire. Una sfida che è verso la vicenda umana, non lancia una sfida a se stesso. come dire: "Sono bravo voglio guarire", no, verso la vicenda umana.

 

 La consapevolezza che cura attraverso la simpatia

Domanda: Cosa intendi? Come si pone la malattia nella vicenda umana?

Terranova: La malattia è un break, è una interruzione della vicenda umana, io sento che, in quel momento, il malato che si affida all'altro, non può fare diversamente. Il break della malattia mentale è chiaro, evidente e preciso, il break della malattia fisica è molto meno visto e conosciuto. Ed è invece un grosso break, soprattutto oggi dove si pretende di avere un corpo perfetto... Oggi chi ha una malattia fisica ha un grossissimo break anche sociale, familiare, un 'interruzione della vita sociale abituale. Allora il medico - medicina, con la sua concentrazione mentale, lancia una sfida a questa vicenda dell'uomo. Il medico - medicina dà questa carica emozionale, mentale anche, secondo me, alle medicine che prescrive. Si può aggiungere un terzo parametro, quello della consapevolezza del medico - medicina della cultura di cui fa parte quel soggetto malato. Il medicine-man nei vari paesi nasce in quella cultura, ne è il maggiore rappresentante e il paziente che va dal guaritore, stregone, uomo - medicina sa di rivolgersi a un conoscitore globale della sua cultura e che partecipa in sintonia, entra in sintonia col malato. Da noi è il paziente che si adegua alla cultura del medico, alla professionalità del medico, nomina le malattie, i sintomi e non dice di se stesso. Mentre, secondo me, alcuni aspetti della cultura vanno introdotti nella diagnosi e nella terapia, perché facilitano la sympathos, simpatia, un insieme di... una emozione che diffonde una informazione complessa. Sympathos che traduciamo con simpatia, che è sì questo, ma è anche molto di più...

 

 La mente globale è capace di vedere

Domanda: Quando dici livello mentale, rispetto al lavoro che abbiamo fatto sugli emisferi, io sento che parli della mente intuitiva, della mente globale. E' evidente che quando parli della professionalità medica attuale sento che fai riferimento alla parte razionale quella che ha codificato la malattia, nominando le malattie e i sintomi, cui il malato si piega senza rendersene conto, si spersonalizza nella codificazione. Sento che tu porti una profonda differenza, quando parli di immissione di aspetti culturali del paziente per la diagnosi e la cura. Porti nella attualità medica quella conoscenza globale che è del medicine-man, portatore di una cultura integrata.

Terranova: La mente intuitiva, la mente globale è capace di vedere. Sono concetti che i maestri asiatici tentano di dire anche con il silenzio perché giustamente non si può dire molto, però si può formare la gente ad usare la mente intuitiva.

Domanda: Come si può formare all'uso della mente intuitiva?

Terranova: Io ho fatto dei tentativi, dei tentativi anche riusciti, la formazione a medicine-man, a medico - medicina nel mio campo, per introdurre la mente intuitiva, lo sto facendo attraverso la supervisione del caso clinico che il medico mi porta e che io interpreto in maniera diversa. Casi clinici che non vanno bene... perché il processo di guarigione si è fermato. Una supervisione transculturale, e in genere quando suggerisco un'azione di tipo culturale, il paziente sta molto meglio. Come quando ho suggerito a un medico, durante una supervisione, per un paziente arabo, di fare una cura sciogliendo un pezzetto di corallo nel latte. I1 medico l'ha fatto e il paziente è stato molto molto meglio!

Domanda: I1 paziente ha sentito la sympathos del medico, attraverso il riconoscimento della sua cultura?

Terranova: Ha sentito che questo medico pur essendo occidentale ha comunicato con lui come persona. Tu sai della cultura, sai che esiste la cultura, è importante comunicarglielo con piccoli interventi che io insegno... allora la supervisione è insegnamento delle determinanti culturali, perché non c'è un libro che insegni questo. Lo scriverò magari ma comunque anche questo è un po' difficile. Bisogna fare una analisi personale transculturale non l'analisi del profondo ma trasculturale, allora la supervisione diventa un ottimo mezzo di formazione. Io faccio anche un corso teorico, oltre la supervisione, poi offro una tecnica... offro l'Hata Yoga che faccio io personalmente ai miei allievi. Abbiamo messo a punto queste modalità. D'altra parte ho sperimentato l'Hata Yoga con i miei malati eccezionali, malati gravissimi da ospedale psichiatrico, ho avuto il coraggio di fare Hata Yoga all'Ospedale Sacco, anni fa... ( Rosalba Terranova è stata per diversi anni primario del reparto psichiatrico dell'Ospedale Sacco di Milano, n.d.r.)

Domanda: Hata Yoga come concezione o come Pranayama?

Terranova: Un po' di pranayama per raggiungere l'asana, comunque è l'ultimo stadio, qua siamo tutti con le articolazioni durissime, allora c'è una serie di esercizi per raggiungere le asana ed è soprattutto su questi esercizi che si avvera in Occidente il lavoro di presa di coscienza della mente che può agire sul tuo muscolo rilassandolo... e poi alla fine le asana e il mantenimento delle asana, però pochissime perché non siamo in grado di farlo, ...però gli esercizi che portano a questo e ...persino quei gravissimi malati del Sacco dicevano che quella stanza dove facevano gli esercizi era come 10 gocce di valium. Dicevano: 'Noi pensiamo spesso a quell'ora e a quel giorno. "C'erano ore e giorni stabiliti e venivano quasi sempre puntuali, una volta un signore è arrivato nudo, però puntuale... è molto importante la ritmicità. Dicevano anche: "In quell'ora la nostra mente" proprio dicevano così "diventa equilibrata". Questo tipo di formazione per l'Occidente è ottimo e può essere dato veramente a tutti, e non solamente a quelli che già hanno una propensione.

Domanda: Tu quindi consigli per gli operatori medici una maggior conoscenza del proprio psicosoma per essere in grado di usare l'intuizione, la globalità nella cura?

Terranova: Sì, questo è il mio tentativo nel formare i medici, gli infermieri, gli assistenti sociali a cogliere la globalità della mente, l'intuizione della mente, davanti all'utente. Con la Fondazione voglio proprio ampliare tutto questo.

 

 Meditazione e medicina

Domanda: Mi sembra che usi la parola mente in senso buddhista come se ci fosse una mente inferiore e una mente che possiamo chiamare coscienza o esperienza più vasta, religiosa, è questa la parte mentale fondamentale nel medicine-man. L'hai conosciuta? Come la vedi?

Terranova: Sì, è proprio così. hai ragione... Infatti ho fatto esperienza di meditazione Zen, senza la quale non sarei sopravvissuta, credo. E' avvenuto attraverso la mia maestra yoga ed a causa di una frattura della colonna vertebrale. Mi è stato offerto di andare in Corea con la maestra Ella Mayard, svizzera, una donna magnifica, una santona, direi. Mi ha accettato subito in un gruppetto di 12/15 persone e nel '78 o '77 siamo andati in Corea ed è stato un apprendimento che poi non ho più lasciato. Ho anche una stanza di meditazione, qui sotto lo studio. Il viaggio in Corea aveva lo scopo di approfondire la conoscenza Zen nella pratica dei monasteri, con un monaco Zen di origine francese, Heng, che è stato con noi... praticavamo, vivevamo come i monaci e Heng che ci traduceva. Così continuo... questa è la mia vita, lo Zen l'ho trovato giusto, anche per l'Occidente... Non a caso i giapponesi, il Giappone hanno avuto lo sviluppo che hanno avuto... ecco questa è la mia formazione, del tutto personale...

 

Medicina Maya in Guatemala

Domanda: Parlaci della tua esperienza medica transculturale sul territorio, dell'uso delle erbe e dei rituali in Guatemala.

Terranova: Per la psichiatria in Guatemala ho visto prevalentemente l'uso del rituale. Tutte le nostre tecniche di gruppo psicoterapeutico, tutti i gruppi... vengono dall'aver conosciuto e studiato lo sciamanesimo. Non dimentichiamoci, però che i latino-americani, gli indios hanno avuto 500 anni di distruzione culturale, e si può capire che molto si sia perso. Io sono stata molto contenta di trovare a Totlonicapan in Guatemala un'area dove la cultura Maya-Tichè è indubbiamente ancora efficace, nonostante la devastazione culturale. Ho lavorato anche in Nicaragua, ho visto il Salvador, la Costa Rica, l'Argentina..., lì non c'è più niente e non ho visto la possibilità di entrare in contatto con qualche cosa della cultura originaria. In Nicaragua stanno faticosamente reperendo qualche guaritore, comunque tutta l'America latina ha ormai perso se volete la tecnica. Nella mente di alcuni rimane, tuttavia, la costruzione culturale india, indubbiamente. I Maya-Tichè sono rimasti al centro del Guatemala, Toltonicapan è la loro capitale, in effetti della città non ha niente, comunque chiamiamola città, ha circa 30mila abitanti e altri 50mila nel dipartimento, in montagna, siamo a 2.500 metri. E' un bellissimo paesaggio... e la geografia conta molto nell'atteggiamento della psiche, conta moltissimo e comincia ad esserci anche qua, comincia ad apparire qualche studio sul fatto che, nell'ecologia della mente, vibra un totum, una ovalità, rispetto a quello che i tuoi occhi vedono. Non vi si può prescindere.

Domanda: Come un senso del cervello aperto...

Terranova: E' la cultura appunto che ti dice qualcosa di fronte ad una ecologia particolare, il deserto, il freddo, la mente che cosa fa? Elabora una cultura materiale e spirituale, adatta alla sopravvivenza in quel luogo. La cultura che cos'è? E' la secrezione della mente elaborata per la sopravvivenza della specie, la cultura per la sopravvivenza, come si dice, è un problem-solving, cultura come problem-solving. Infatti la cultura risolve il problema, la sopravvivenza materiale e spirituale di un popolo. I Maya-Tiché vivono a 2.500 metri, in una struttura montagnosa vulcanica dolcissima, vecchissima, coperta di verde, molto fertile. Ci sono bocche vulcaniche, ci sono prati, sembra un'arcadia con queste pianure dentro le montagne, molto bello, con alberi e con coltivazione lungo la montagna del mais, come da noi in Liguria i vigneti o in Indocina le coltivazioni di riso. Una struttura incredibile per coltivare il mais sulle montagne!

Domanda: Sono vegetariani?

Terranova: Non sono vegetariani ma conoscono poco l'animale... sai che nel Centro America non c'erano animali domestici e pochi animali selvatici, c'era il giaguaro, il kezal, molti uccelli e serpenti. La loro principale risorsa è il mais, i fagioli e basta. Si dice che le civiltà andine e atzeche siano finite proprio per mancanza di cibo. In questi ultimi 10 anni ho fatto molta formazione, per vari tipi di professionalità ed ho conosciuto i Maya proprio tramite un mio allievo, Lazzo Dinelli, uno dei pochissimi ragazzi con tendenza antropologica. L'ho conosciuto quando studiava i glifi maya, un mistero insoluto, era già stato nei centri cerimoniali dello Yucatan e del Guatemala da solo, ed era un ragazzo che aveva molto interesse, così è partito per una ricerca e si è fermato in Guatemala. Un giorno mi dice: "Ah Rosalba perché non vieni" e così, presentata da lui abbiamo iniziato una ricerca, con altri collaboratori italiani, sui guaritori, una ricerca finanziata dalla CEE. C'era anche un medico guatemalteco, amico degli indios. Una rarità perché anche adesso, ci sono le squadre della morte che fanno stermini nei villaggi per motivi futili.

Domanda: Ancora adesso?

Terranova: Adesso proprio adesso, Amnesty International fa sempre denunce, e si vuole dare il premio Nobel a Roberta Menchù, la conosci? E' una indio, una guatemalteca che ha scritto un libro... di denuncia e racconta tutto questo. Abbiamo fatto questa ricerca con 5 ragazzi maya, e così è stato fantastico, questi 5 ragazzi, che adesso lavorano nel progetto, hanno acquisito capacità operative e la forza di dire le loro idee anche con noi, idee azzeccatissime sulla loro cultura e si sono ritrovati un'identità...

 

 La rete dei guaritori maya

Domanda: Cosi tramite questi 5 giovani maya con quanti guaritori maya siete entrati in diretto contatto?

Terranova: Sì. E' stato un contatto ottimo con i guaritori con loro come interpreti, perché il guaritore parla tichè e pochissimo lo spagnolo. Abbiamo fatto un censimento molto preciso, la parte scientifica è stata esaminare chi c'era sul territorio e ne abbiamo reperiti 197, ma sono anche di più. Sono singoli con il loro ambulatorio, la loro casa, dove ricevono e abbiamo dimostrato che, geograficamente, rispondono perfettamente a un servizio sanitario come la USSL, cioè sono dislocati in tutti i punti reperibili, al servizio delle comunità le più disagiate che non possono arrivare alla città da chissà quale montagna. Infatti siamo noi che siamo andati sulla montagna per trovare il guaritore... Realtà terapeutiche dislocate con una reperibilità del prodotto terapeutico anche in loco, ecco cosa sono i guaritori in Guatemala! Abbiano fatto questo lavoro scientifico, per dimostrare innanzitutto che la rete della medicina tradizionale c'è in Guatemala, c'è anche se ostacolata e messa in fuori legge, per cui il medico tradizionale non si fa vedere, perché lo potresti denunciare. Con noi i guaritori invece si sono svelati, forse non tutti, e abbiamo visto una rete perfetta con basso costo, con farmaci disponibili, con risultati pratici su malattie curabili, validissimi, con la capacità, da parte del guaritore, quando c'è una malattia che non conosce di inviare il malato all'ospedale più vicino. Per esempio l'ubriaco abituale non lo curano perché per loro l'alcolismo non esiste, per loro queste crisi di alcoolismo acuto sono una malattia gravissima e lo mandano in ospedale. Diciamo questo in contrasto con la medicina ufficiale che non riconosce la funzione dei guaritori anzi la osteggia come inutile se non nociva. I1 guaritore tiene conto delle sofferenze di gruppo di una popolazione. La popolazione non ha solo il problema dei nati morti, dei parti, qualche operazione e qualche malattia infettiva. E la diarrea dei bambini e il problema di chi ha il raffreddore l'epatite, le ossa rotte? Niente, se non ci fossero i guaritori, non c'è un servizio medico per queste situazioni, sofferenze che un gruppo ha, mentre i guaritori lavorano proprio su malattie comuni e curabili, come dice la OMS. Certamente su una appendicite non lavorano bene. Ma, per esempio, la diarrea, la diarrea... ah... muoiono i bambini perché le madri vanno prima dai guaritori invece di andare.. . non è niente vero perché il guaritore di fronte alla diarrea, che può chiamare "malocchio", che può chiamare "lombriss", e non a torto perché molto spesso la diarrea è dovuta a parassiti o è infettiva. E' importante il modo di ricevere la madre del bambino, si dice oggi che la madre influisca molto sul bambino con le sue ansie, una madre rassicurata dall'accoglimento presso il guaritore è già una madre terapeutica e non una madre antiterapeutica, e poi il guaritore che cosa fa? Dà delle pozioni, dei liquidi a base di erbe - le erbe possono fare o non fare questo non lo discuto - ma soprattutto il guaritore dà molti liquidi perché di queste pozioni bisogna berne da 3 bicchieri a 5 bicchieri al giorno e quindi la reidratazione è insita nella terapia ed è una reidratazione con acqua bollita perché le erbe le devi far bollire. Perciò per le diarree va benissimo il trattamento dei guaritori.

Domanda: Si tratta perciò di autentica medicina olistica, che si occupa cioè di tutti gli aspetti della patologia umana. Con differenti figure che si occupano selettivamente di vari disturbi?

Terranova: Un altro trattamento che è molto utile è, ad esempio, quello delle fratture. Ci sono i guaritori aggiusta-ossi, una delle 5 specialità della medicina maya-tiché: il cunalelle, il medico generico, il guaritore; I'erborista, clinico medico, il linolelle; la partera, ostetrica tradizionale e pediatra, perché cura dalla gestazione al bambino fino ai primi anni; il ciapambac, il 'compone-ueso' appunto l'ortopedico, che cura tutte le malattie delle ossa, dolori ossei, artrite e artrosi; infine l'hahic che è il sacerdote maya, il grande clinico, quello dal quale si va, soprattutto, per le grosse malattie psichiche.

Domanda: Che cosa fa il sacerdote Maya?

Terranova: La malattia psichica non è frequente tra i Maya. Molto spesso è reattiva e lo studio del disequilibrio psichico è visto in modo astrologico. Sulla mano c'è un legame astrologico, poi viene contato il giorno del concepimento, i Maya sono monogami, l'attività sessuale è molto seria per cui si può tenere conto del giorno del concepimento, la donna se ne accorge, poi, si tiene conto della data di nascita e di un punto di intersezione di linee nella mano, che è il terzo collegamento astrologico. Su queste tre aste, su questi tre punti astrologici ci deve essere equilibrio, se non c'è puoi cavartela o puoi anche non cavartela. Potresti non cavartela, quando unitamente al tuo non perfetto equilibrio astrale, si inserisce una causa esterna, una situazione reazionale transitoria, come dice il DSM 3, per collegarci con l'OMS, una reazione situazionale transitoria che può essere del tipo: acculturazione dei giovani, il venire meno delle tue leggi culturali, il trovarsi in spazi in cui muta il modo di salutare, il modo di guardare e altri aspetti che si collegano al potere dello sguardo, il malocchio ecc. Allora ci si rivolge al hahic, come sacerdote depositario di quello che resta della scienza astrologica, matematica maya. I sacerdoti presenti sono quelli che ancora hanno collegamenti con la originaria cultura. I1 rito è basato sull'astrologia e sui quattro punti cardinali. C'è il luogo sacro, ci sono andata anch'io, appunto, rischiando l'infarto! Ci sono luoghi sacri, non si fa il rito nella casa, come fanno gli altri guaritori. Per inciso, tutti i guaritori hanno un altarino con tante immagini cattoliche; un guaritore che curava un bambino col malocchio, ad un certo punto, ha tirato un telo dall'altarino e sotto c'erano le divinità maya, bellissimo, i santi maya! Dunque per le malattie psichiche il sacerdote appronta un rito in un luogo sacro. Vengono preparati il paziente e la famiglia, non si deve mangiare altro che mais per due o tre giorni prima, si deve andare con certi vestiti, con i colori del gruppo etnico. Si va in questo luogo sacro e il sacerdote prepara la lunghissima cerimonia basata su questo: la bruciatura di incensi portati dalla famiglia che deve portare anche un tot di copal, di mais, di candele. I punti cardinali hanno dei colori e il fuoco segna i punti cardinali. I1 paziente viene portato nel punto cardinale che è più collegato col suo complesso astrologico...

 

 Guarigioni spirituali

Domanda: Quindi fanno un vero e proprio mandala? Una specie di astrologia esperienziale?

Terranova: Si è un mandala... anche il fuoco è circolare, il fuoco, il copal e gli incensi vengono messi tutti in modo circolare, le candele; ci sono candele sul fuoco che si sciolgono e poi la cera cola e poi nei quattro punti cardinali ci sono candele di colore nero, bianco, giallo. Poi il sacerdote recita dice... parla con il paziente e la famiglia, poi la famiglia fa l'offerta. Questo rito viene fatto 3/5 volte se il paziente ha ancora dei disturbi e ha lo scopo di riequilibrare i punti astrali squilibrati... Se il paziente è un giovane che va al liceo, vestito dall'occidentale, questo rito che lo riporta intensamente alla sua cultura, fa sì che il ragazzo, la persona sia rinforzato nella sua identità culturale, abbia un punto di riferimento che con 1' acculturazione non ha più. Neanche da noi ci sono più punti di riferimento e la cultura ha proprio questa funzione, molto grossa, di legarti ad una mente globale, consolidata.

Domanda: I1 sacerdote non agisce sul corpo neanche con l'imposizione delle mani?

Terranova: No, ha un contatto col paziente nel momento in cui gli parla e studia la sua mano e poi basta. Al rituale partecipa La famiglia allargata, una decina di persone... tra zii e bambini.

Domanda: I1 rituale in genere è comunque tuttora socialmente vivo? Come si diventa medicine-man?

Terranova: C'è stata un'altra cerimonia cui ha partecipato tutto il gruppo perché era un rito di ringraziamento per il corso di educazione sanitaria che abbiamo fatto. Direi che la medicina maya non ha riti di gruppo, terapeutici in senso stretto, invece ha altri riti con maneggiamento del corpo, come la famosa limpia, pulizia con l'uovo. Ma queste sono cose che anche altre culture hanno, passare l'uovo in modo che il male vi entri dentro. La vita che è nell'uovo e che si trasferisce con la ruda, con la ruta che è una pianta sacra, a causa delle sue fogliccine, con la ruta viene il curandero e pulisce ed è un grosso rito in cui viene implicato il corpo, purificato con la ruta e con parole rituali. In certe culture, la lingua tebala è la palabra terapeutica, la cultura india è molto basata sulla parola, sullo shamanesimo con la parola. La palabra terapeutica, comunque nel maya-tichè no, c'è l'uovo, la limpia, la cura del malocchio per i bambini molto spesso, anche quando non hanno la diarrea ma altri disturbi. Per il malocchio c'è anche lo sputare, cioè il guaritore prende un'acqua con erbe non curative che mette in bocca e spruzza sui bambini. Io li ho visti questi bambini, si divertono moltissimo e la guarigione avviene anche perché il bambino sente di essere nel suo ambiente, non davanti a chissà chi. Mentre c'è questo rituale il bambino sta tranquillo. Dovrei fare tutto un discorso sui bambini, perché questa capacità mentale non viene dal nulla viene da quando nasci, viene da quando sei feto, perché il feto viene portato nei vari ambienti culturali e sente... quindi nasce già con canzoni, con ritmi con un modo di camminare, con una cultura, questo io lo sento come un rapporto altissimo. Guaritori si nasce per un certo complesso astrale che ti rende capace di dare la tua energia agli altri e devi farlo perché altrimenti stai male. Questo avviene anche nei pranoterapeuti, quasi tutti hanno un passato che si potrebbe dire da malato psichico. perché non avevano quell'espressione energetica, mancava un territorio dove esprimersi perché non è codificato nella cultura in cui vivono.

 


TECNICHE DI MEDITAZIONE

 

LE TECNICHE DI EVOLUZIONE DELLA COSCIENZA GLOBALE

 Nell’ambito di un discorso generale sull’evoluzione umana - da una concezione frammentata e locale a una civiltà planetaria, etica e sostenibile - la prima considerazione è la necessità di trasformare, in modo analogo, la consapevolezza di se stessi, da una modalità frammentata ad una globale e unitaria.

Le ricerche da noi condotte sulla sincronizzazione cerebrale (coerenza elettroencefalografica) mostrano con molta evidenza come lo stato attuale di funzionamento neuropsichico sia statisticamente correlato allo stato di percezione globale del proprio essere (unità corpo-mente, armonia psicofisica) ossia di consapevolezza di se stessi. Tanto maggiore sarà la consapevolezza globale di sé, tanto maggiore sarà la sincronizzazione-coerenza cerebrale che sale fino a valori di 90-100%.

L’”equazione” che regge lo stato attuale di crisi ecosistemica, sarebbe quindi: disarmonia psicofisica=bassa sincronizzazione-coerenza=visione frammentata di sé e del mondo=bassa cooperazione-comunicazione=crisi-conflitto globale; questa deve essere bilanciata dall’equazione complementare: armonia psicofisica=alta sincronizzazione-coerenza cerebrale=visione unitaria-olistica di sé e del mondo=elevata cooperazione-comunicazione=coscienza planetaria.

Possiamo elencare tra le principali tecniche:

Le tecniche di consapevolezza globale e di risveglio interiore: silenzio, vuoto interiore, consapevolezza globale, testimonianza del respiro, percezione della luce interiore, Ci Gong cinese, Vipassana buddhista, danze Sufi, esperienze Tantriche, sciamanesimo, pratiche tibetane, Kundalini, Yoga dei centri energetici, apertura del cuore cristiana, cerchi sacri, “Chi sono io”, ecc.). Le tecniche di apertura delle percezioni, della bellezza, della comprensione e della visione globale che aiutano a connetterci con le altre persone, con l'intera umanità e con la Terra nella sua globalità.

 

La consapevolezza globale dell’essere

Allo scopo di incrementare e facilitare l’evoluzione umana verso una percezione globale di se e del mondo abbiamo elaborato delle tecniche di consapevolezza olistica in grado di creare una percezione globale dell’essere umano che le sperimenta, che potessero essere sperimentate con facilità da chiunque e che fossero scientificamente connesse con un aumento della sincronizzazione-coerenza cerebrale.

   

Il corpo sacro: tecniche di viaggio nella coscienza vivente

Sacro è tutto ciò che esiste quando sono in uno stato di coscienza silenziosa: quando io stesso mi sento sacro. Allora tutto diventa divino, perfetto così com’è perché lo vivo come parte integrante dell’Intelligenza del Tutto. Quando iniziamo a comprendere ogni unità dell’esistenza in termini di “campi di coscienza” vivi e pulsanti in cui l’energia-intelligente o informazione-vitale è costantemente in armonia, coerenza e movimento, allora il mondo che ci circonda cambia completamente. Il corpo diventa parte del flusso di una realtà viva e sensibile, diventa il centro di una infinita rete di informazioni che dall’universo arrivano, qui e ora, a me. Il corpo vive nel presente e continua ininterrottamente a percepire l’esistenza nel presente. Quando sono realmente in contatto col corpo, il tempo si arresta e sperimento un continuum di esperienze, in un flusso di informazioni senza sosta, come onde inarrestabili dell’oceano.

Questo stato di coscienza globale è caratterizzato da una elevatissima coerenza elettromagnetica che permea l’intero corpo e che viene chiaramente registrata a livello di onde elettroencefalografiche. L’unità di coscienza si manifesta con elevatissima coerenza tra le comunicazioni elettromagnetiche del cervello e del corpo, offrendo le basi per una coerenza e unità nella percezione, nella comprensione e nella visione olistica di se stessi e del mondo.

 

 

TECNICHE DI COSCIENZA GLOBALE

Aprire la coscienza del corpo energetico  

Una differente consapevolezza di noi stessi più trasformare la nostra vita. Il corpo è la porta. Diventare coscienti del proprio corpo come energia vivente apre la porta ad esperienze incredibili.

La coscienza globale, come l’olismo, si identifica nel concetto Gurdjieffiano di quarta via, la via dell’unità consapevole tra corpo, emozioni e mente. In questa visione ogni atto evolutivo diventa strumento per una salute globa­le. Essendo corpo, emozioni, mente e coscienza differenti aspetti di un’unità organica, ogni atto di equilibrio si estende sulla totalità portando aumento di consapevolezza e di benessere psicofisico. Proviamo ora a comprendere e ad esplorare in modo più scientifico-spirituale il “nostro corpo” - utilizzando una classica tecnica di risveglio dell’essere attraverso tre semplici passi.

 

Il corpo fisico o materiale

Per un minuto prova a sentire il tuo corpo normalmente, chiudi gli occhi e sentilo anche dall’interno. La percezione normale del nostro corpo condiziona il nostro modo di vivere. Cerchiamo di capire. Quando diciamo "il nostro corpo", cosa vogliamo veramente dire? La nostra cultura quotidiana ci nasconde delle realtà evidenti quando dice che il “corpo” è fatto di materia fisica: una massa pesante e misurabile come un qualsiasi altro oggetto. Nella comune accezione del termine, il corpo viene ritenuto un qualcosa di complesso ma stupido, come un automa da alimentare e tenere in forma, una macchina biologica con istinti e desideri, che ogni tanto si rompe e che i medici aggiustano. Questa visione nasce da un’umanità che non sente bene il proprio corpo, che lo usa ma che non ne è pienamente cosciente. Siamo in un corpo ma siamo come leggermente staccati da esso. In realtà stiamo perdendo qualcosa di basilare importanza sul corpo: la sua coscienza, la sua intelligenza viva, e pulsante, la sua esperienza sacra. Ora cercheremo di modificare questa comune visione delle cose. I dati scientifici della fisica e della chimica possono aiutarci a cambiare radicalmente la percezione del corpo.

 

Il corpo di energia quantistica

Il corpo fisico è fatto di energia viva. Io, come ogni altro essere vivente, sono un’unità complessa formata da particelle subatomiche, che si muovono a velocità prossime a quelle della luce, su orbite di grande stabilità ed equilibrio formando atomi e molecole. "Fantastiliardi" di fotoni vibrano su infinite frequenze elettromagnetiche e si muovono alla velocità della luce tra atomi e particelle, scambiando infiniti messaggi e legando il tutto in una lucente rete di comunicazione elettromagnetica. Una rete di relazioni di altissima sinergia e complessità, una vera sinfonia di frequenze, vibrazioni, voci e melodie si fondono in un’unica armonia che chiamiamo “il nostro corpo”. Il corpo è un gigantesco campo energetico vivente, la nostra aura elettromagnetica si estende per metri intorno a noi. Primo passo: Chiudi gli occhi e senti il tuo corpo intero come fatto di energia, cerca di sentire ogni sensazione come flusso di energia viva, pulsazione, sottile corrente elettrica che anima il tuo essere. Prova a sentirti tutt’intero: un‘unica energia vivente, un campo energetico che si estende anche oltre i confini della pelle. Senti che sei la vita.

 

Il corpo cibernetico o cosciente – energia è informazione

Ma possiamo anche andare oltre la visione energetica del corpo. Ogni sensazione del corpo trasmette un flusso di informazione, di messaggi intelligenti, di percezioni sensibili e coscienti. Ogni passaggio metabolico, endocrino, neuronale è un segnale trasmesso all’intero essere o ad una sua specifica parte. In ogni nostra cellula il DNA contiene le memorie di tutti gli esseri viventi che ci hanno preceduto sulla Terra. Siamo un corpo di informazioni vive e intelligenti con un loro centro di coscienza. Energia è informazione.

Secondo passo: senti il corpo come se ogni energia fosse viva, sensibile e intelligente. Senti la saggezza del corpo, la sua memoria e la sua consapevolezza. Percepisci il centro di coscienza che conosce e sente tutte le sensazioni del tuo essere: senti chi sei!

 

Terzo passo: per uno sviluppo armonico dell’essere ricorda che le fasi sono: 1) Attivazione fisica. Es: Ballare intensamente per 10-20 minuti, ad occhi chiusi, Correre. Fare l’Amore. Ricordati di muoverti con tutto il corpo respirandoci dentro. 2) Apertura energetica. Senti il corpo sensibile, “elettrico”, come se fosse fatto di energia viva. 3) Apertura della coscienza globale. Entra ancora più in profondità. Senti la coscienza del corpo, rilassati ancora di più, meglio ad occhi chiusi e senza muoverti. Entra in uno stato di percezione globale dell’essere.

 

 

LA CONSAPEVOLEZZA GLOBALE DELL'ESSERE

Sperimentare il campo olistico, il sistema unitario.

Se voglio conoscere “chi sono” nella mia unità allora mi sperimento in modo globale: mi sistemo in una posizione confortevole, con la colonna vertebrale eretta e rilassata, le mani appoggiate e sciolte alle ginocchia, il capo in equilibrio sul collo e chiudo gli occhi. Entro dentro di me, mi pongo in uno stato di apertura sensoriale, di intimità e pongo tutta la mia attenzione consapevole sulle percezioni dell’istante presente, sento tutto il corpo come una cosa unica, che pulsa e respira. E’ una percezione di campo “sferica” o meglio “ovoidale” descritta come un uovo di luce, una bolla di sensazioni, una nuvola, a 360° sferici. Così i pensieri progressivamente si fermano e - in un tempo relativamente breve di 5-15 minuti - entro in uno stato di percezione globale del mio essere, uno stato di unità di coscienza.

  

La prima tecnica di coscienza planetaria

Da questa tecnica si può facilmente passare ad uno stadio più evoluto di percezione verso la coscienza planetaria, semplicemente portando l’attenzione ai confini di questo campo di percezioni. Chiedendo di sentire il limite del campo stesso della coscienza si sperimenta che in realtà i limiti sono assolutamente indefiniti e quindi si estendono all’esistenza circostante senza soluzione di continuità, si chiede allora al contrario di percepire con maggiore consapevolezza il legame con la natura circostante e poi più estesamente con la Terra, il Tutto. Si suggerisce di aprire molto il cuore e di godersi questa sensazione oceanica di percezioni e di fusione.

 

Problemi e difficoltà

I maggiori problemi che si incontrano in questa elementare tecniche di consapevolezza, sono anche le indicazioni diagnostiche sullo stato di disarmonia o frammentazione psicosomatica della persona. In genere sulla base della frequenza statistica troviamo:

1.           troppi pensieri, troppo “in testa”

2.           sento tutto ma con bassa intensità

3.           non sento la parte bassa del corpo (chiusura della pancia o/e delle gambe)

4.           non sento il cuore

5.           non sento nulla, ossia chiusura globale del corpo

6.           non sento la cima della testa

  Questa tecnica dalle antichissime origini comuni a tutte le tradizioni, è il metodo più semplice, innocuo ed incredibilmente utile per conoscere se stessi ed evolvere, che tutti possono facilmente sperimentare anche da soli.

 


VIPASSANA: IL RESPIRO CONSAPEVOLE

Un viaggio nella coscienza vivente

Questa antica tecnica buddhista chiamata Vipassana è il metodo che ha permesso a migliaia di persona di illuminarsi! E' un sistema semplice, innocuo ed enormemente utile per conoscere se stessi ed evolvere, che tutti possono facilmente sperimentare anche da soli.Sacro è tutto ciò che esiste quando sono in uno stato di coscienza globale e silenziosa: quando io stesso mi sento sacro. Allora tutto diventa divino, perfetto così com’è perché lo vivo come parte integrante dell’intelligenza del Tutto. Quando iniziamo a comprendere ogni unità dell’esistenza in termini di Cyber, ossia come campi di coscienza vivi e pulsanti in cui l’energia e l’informazione sono costantemente in comunicazione e movimento, allora il mondo che ci circonda cambia completamente. Il corpo diventa parte del flusso di una realtà viva e sensibile, diventa il centro di una infinita rete di informazioni che dall’universo arrivano, qui e ora, a me. Il corpo vive nel presente e continua ininterrottamente a percepire l’esistenza nel presente.

Quando sono realmente in contatto col corpo, il tempo si arresta e sperimento un continuum di esperienze, in un flusso di informazioni senza sosta, come un'onda inarrestabile dell’oceano. Ma se voglio veramente conoscere chi sono, mi sperimento: mi sistemo in una posizione confortevole, con la colonna vertebrale eretta e rilassata, le mani appoggiate alle ginocchia, il capo in equilibrio sul collo e chiudo gli occhi. Entro dentro di me... fermo i pensieri e pongo tutta la mia attenzione consapevole sulle sensazioni dell’istante presente, sento tutto il corpo come una cosa unica, che pulsa e respira.

 
La testa

All’inizio mi sento quasi sempre molto “nella testa”, a volte i pensieri sembrano un programma radio inarrestabile... ma pian piano, senza sforzo, riporto l’attenzione al mio corpo e respiro e mi sento presente a me stesso... fino a che la mente tace. Questa sensazione di esserci, di essere consapevole di esistere, si può facilmente sperimentare anche ad occhi aperti ed è una delle caratteristiche fondamentali di ogni tecnica di ricerca e di evoluzione; viene chiamata da Gurdjieff: “ricordarsi di sé”. Da questo spazio di consapevolezza inizio l’esplorazione, sento il mio corpo respirare... senza minimamente alterarne il ritmo o i tempi e godo di questa sensazione... come di un flusso di cibo gassoso di cui il corpo è tremendamente ghiotto (e basta restare alcuni istanti senza respirare per accorgersene). Quando anche questa sensazione è raggiunta e stabilizzata, allora inizio la tecnica della discesa dalla testa al cuore, alla pancia. Inizio a sentire il respiro appena fuori dalle narici e, molto lentamente, lo sento salire dalle narici, senza fretta; quando giunge alla radice del naso, mi fermo parecchi minuti perché entro in una situazione di particolare benessere e centratura. Poi dalla radice del naso il flusso d’aria si muove indietro e verso il basso. Lo sento espandersi a tutta la fronte e alla testa fin dietro alla nuca e al collo, altre volte scende più decisamente lungo la gola e il collo. A volte nella testa vi sono aree che non percepisco affatto, come aree buie, spente.. lì mi soffermo finché non ritorno a sentirle ben vive e unite al resto di me. Spesso percepisco forti tensioni anche nel collo, sento che in questa zona ci  sono molte sensazioni trattenute, respirandoci dentro e muovendomi dolcemente le libero e sento il collo che si espande meglio.

 
Il cuore

Poi il respiro scende al torace e la mia attenzione entra con questo flusso nella parte centrale del mio corpo. È un particolare piacere sentire il torace espandersi e riempirsi d’aria ossigenata e, senza posa, svuotarsi ed eliminare residui gassosi di carbonio... godo quando, a volte, percepisco il centro del petto, il cuore pulsante... il vero centro. Emozioni di tristezza e di gioia si celano in quel punto magico e quando le prime sono in eccesso, quando cioè il dolore del nostro vivere è troppo pesante, non sento più il cuore, come se fosse coperto da un velo, da una nube grigia, o come se al suo posto ci fosse solo un buco vuoto. In questi casi piango e lascio uscire l’angoscia o la malinconia che inconsciamente ho trattenuto nel mio cuore. La sensazione di cuore libero per me è come la sensazione di quando da bambini finiva la scuola e ci si ritrovava soli, in un pomeriggio di giugno sotto un grande albero del parco o in un angolo verde, senza nulla da fare, liberi di essere senza meta e quindi presenti a se stessi e al momento magico e silenzioso, mentre lo sguardo si sentiva rapito dal sole che passava tra le foglie diventando luce verde e dorata... come il cuore che gioiva di esistere. Quando il cuore è aperto, sento un'onda di piacere silenziosa e lenta che si espande al petto, alle spalle fino a scendere alle braccia e a scaldarmi le mani.

 
La pancia

E dal petto l’attenzione segue il flusso del respiro che, superando il valico del diaframma, giunge alla pancia. Se il diaframma è troppo teso, l’addome rimane zona morta o appena percepita, allora bisogna lavorare col massimo di consapevolezza possibile per cogliere le minime sensazioni e iniziare il lavoro di riconnessione e di risensibilizzazione. La pancia è uno spazio sacro... quando il respiro vi fluisce liberamente si sperimenta una porzione del nostro essere di grande profondità e silenzio, densa di sensazioni lente e piacevoli. La pancia è il centro del nostro corpo connesso con la vita più primitiva animale e vegetale. Quando la sensazione del respiro si è stabilizzata, noi siamo ad un livello di onde cerebrali lentissimo, siamo come un vegetale, come una quercia con le nostre gambe/radici verso il suolo, la nostra colonna/tronco eretta, le nostre braccia/rami in fuori con le mani/foglie rilassate, e con il capo/bocciolo aperto verso il cielo.

 
Il tutto


   La sensazione di quando sono centrato nella pancia è di totale unità e pace... solo lì sperimento la totalità del mio corpo come un tutto vivo, non sento a volte più nemmeno i suoi limiti, come se la pelle si fosse trasformata in qualche cosa di evanescente, come una nuvola, un’aura che si espande molto al di là dei miei confini fisici. A questo punto dal coccige, la “radice” dell’albero della coscienza/corpo seduta sulla madre terra, sento l’intera colonna, come una luce fluida e stabile connessa con la sommità della testa... con il “fiore” aperto sul Cosmo e mi sento vasto e.. stando in quello stato di grande e sottile piacere di esistere perdo il mio “io”... il respiro si rallenta e si arresta... dimentico il mio centro e sperimento l’infinita dimensione del vasto nulla cosciente... l’oceano dell’esistenza in cui tutti esistiamo... il divino corpo del Tutto.

 

Vipassana: testimoniare la fluidità del respiro
di Yoga Nikita

Milioni di persone si lasciano sfuggire la meditazione solo perché essa ha assunto false connotazioni. Sembra molto rigida, odora di sacrestia; sembra fatta per persone serie, tristi, che hanno perso ogni senso del divertimento, del gioco, della festa.

Invece queste sono le qualità della meditazione: una persona veramente meditativa è giocosa; per lei la vita è divertimento, la vita è bella, è un gioco, e si diverte enormemente. Chi medita è rilassato, non è affatto serio.

La meditazione non è una cosa che fai al mattino e poi non ci pensi più per il resto del giorno. La meditazione è qualcosa che devi continuare a vivere in ogni momento della tua vita. Mentre cammini, mentre dormi, quando sei seduto, parli, ascolti: deve diventare un tuo "habitat". Rimane sempre in meditazione chi è rilassato, chi si stacca dal passato a ogni istante. Non agire basandoti su delle conclusioni: queste conclusioni sono i tuoi condizionamenti, i tuoi pregiudizi, i tuoi desideri, le tue paure e via di seguito. In breve: ci sei tu di mezzo! E tu indica il tuo passato; tu significa tutte le tue esperienze passate. Non permettere che ciò che è morto domini ciò che è vivo, non permettere che il passato influenzi il presente, non permettere che la morte annienti la vita: questo è meditazione.

Deautomatizzarsi è il segreto

Se riusciamo a deautomatizzare le nostre attività, l'intera esistenza diventa una meditazione. Ogni piccola cosa, fare una doccia, parlare con un amico, diventa meditazione. La meditazione è una qualità, un modo di essere, e può essere aggiunta a qualsiasi attività. Non è un atto preciso. Questa è l'opinione corrente: la gente pensa che la meditazione sia un atto preciso, ti siedi rivolto ad oriente, ripeti un mantra, bruci dell'incenso, fai questa o quella cosa a un'ora stabilita, in un certo modo e con gesti precisi. La meditazione non ha nulla a che vedere con tutto questo. Sono tutti modi per renderla automatica, e la meditazione è contro l'automatizzazione.

La meditazione non è un'esperienza, è diventare consapevole testimone: osserva semplicemente, non fare altro che stare a guardare e rimani centrato nell'osservazione: in quello spazio dimora la totalità. Nessun altro modo di essere dà la totalità.

Nella totalità ogni cosa, tutto ciò che ti circonda è appagante, in ogni altro stato dell'essere non sarai mai soddisfatto.

La mente mente

Qualsiasi cosa la mente possa fare, non può essere meditazione, perché la meditazione è al di là della mente. In questa dimensione la mente è assolutamente inutile; la mente non è in grado di penetrare nella meditazione. Là dove finisce la mente, inizia la meditazione. Man mano che vai in profondità nella meditazione, il tempo scompare. Per questo, da secoli i mistici sostengono che il tempo e la mente non sono altro che due aspetti della stessa medaglia. La mente non può vivere senza il tempo e il tempo non può vivere senza la mente. Il tempo è l'elemento che permette alla mente di esistere. Per questo tutti i Buddha hanno insistito sulla necessità di vivere nel momento. Vivere nel momento è meditazione, essere semplicemente qui ed ora è meditazione. Chi vive semplicemente qui ed ora è con me in questo momento; è in meditazione. Questa è meditazione: il lontano richiamo del cuculo e l'aeroplano che passa, i corvi e gli uccelli, e tutto è silenzio e non c'è nessun movimento nella mente. Non state pensando al passato e non state pensando al futuro. il tempo si è fermato, il mondo si è fermato, l'arte della meditazione sta nel fermare il mondo. E vivere nel momento significa vivere nell'eternità.

La cerimonia del the

Vivi momento per momento. Provaci per tre settimane: qualsiasi cosa fai, impegnati totalmente, falla con amore e con gioia. Può sembrare stupido: se bevi una tazza di the, sembra sciocco godersela più di tanto; è solo un the...

Ma una semplice tazza di the diventa un'esperienza di grande bellezza se te la sai godere, un'esperienza straordinaria. Goditela con profonda reverenza. Trasforma la preparazione del the in una cerimonia: ascolta il suono dell'acqua che va in ebollizione, poi versa il the... sentine l'aroma e la fragranza; infine gustalo e senti 1a gioia di quell'istante. Una volta che questo é accaduto e hai riacquistato la capacità di ridere e sei in grado di amare, allora è il momento del Vipassana.

Vipassana: la via del Buddha

Siedi in silenzio e comincia a osservare il tuo respiro. Il punto di osservazione più semplice è all'entrata del naso. Quando il respiro entra, avvertine il contatto all'inizio del condotto nasale. Osservalo da quel punto. Il contatto sarà più facile da osservare, il respiro sarebbe troppo sottile: all'inizio limitati a osservarne il contatto. Il respiro entra e tu lo senti entrare: osservalo. E poi accompagnalo, seguilo. Scoprirai che a un certo punto si arresta. Si ferma da qualche parte vicino all'ombelico, per un attimo, si arresta. Quindi, risale verso l'esterno: seguilo, di nuovo percepisci il contatto del respiro che fuoriesce dal naso. Seguilo, accompagnalo verso 1'esterno: di nuovo arriverai ad un punto in cui per un tempo brevissimo il respiro si arresta. E il ciclo riprende un'altra volta. Inspirazione, pausa, espirazione, pausa, inspirazione, pausa. Dentro di te quella pausa è il fenomeno più misterioso. Quando il respiro è entrato in te e si è fermato, non c'è nessun movimento: quello è l'attimo in cui si può incontrare Dio. Oppure quando il respiro esce e poi si arresta, e non esiste alcun movimento. Ricorda, non lo devi arrestare tu: si ferma da solo. Se lo interrompi volontariamente, quell'istante ti sfuggirà, perché colui che agisce interferirà e scomparirà il testimone. Tu non devi interferire. Non devi alterare il ritmo della respirazione, non devi né inalare né esalare. Non è come il Pranayama dello yoga, dove tu intervieni per controllare il respiro. Non è la stessa cosa. Non alteri affatto il respiro, lasci spazio al suo fluire naturale, alla sua naturalezza. Lo segui quando esce e lo segui quando entra.

E presto ti accorgerai dell'esistenza di due pause. In queste due pause si trova la porta. E in quelle due pause perverrai alla comprensione, vedrai che il respiro in se stesso non è vita, forse è nutrimento per la vita, come altri cibi, ma non è la vita. Perché quando il respiro si arresta, tu sei presente, assolutamente presente: sei perfettamente consapevole, assolutamente cosciente. E anche se il respiro si è arrestato, se il respiro non c'è più, tu ci sei ancora.

Praticando questa osservazione del respiro che il Buddha chiama Vipassana oppure Anapanasati yoga, se continui a osservare, a osservare, a osservare, ti accorgerai che pian piano la pausa aumenta e si allarga sempre di più. Alla fine accade che la pausa dura per diversi minuti. Una inspirazione e la pausa... e per alcuni minuti il respiro non esce. Tutto si è fermato. II mondo si è fermato, il tempo si è fermato, il pensiero si è fermato. Perché non è possibile pensare quando il respiro si arresta. E quando il respiro si arresta per diversi minuti, è assolutamente impossibile pensare, perché il processo del pensiero ha costantemente bisogno di ossigeno e il tuo processo cognitivo è profondamente connesso con la respirazione.

Quando sei in collera il respiro ha un ritmo: quando sei eccitato sessualmente ha un altro ritmo: e quando sei in silenzio il ritmo del respiro cambia di nuovo. Quando sei felice hai un ritmo di respirazione e quando sei triste ne hai uno diverso. Il respiro cambia secondo gli umori della mente. Ed è vero anche il contrario: quando il respiro cambia, cambiano anche gli umori della mente. E quando il respiro si arresta, anche la mente si ferma.

Con l'arrestarsi della mente, il mondo intero si ferma: perché la mente è il mondo. E in questa pausa riuscirai a percepite per la prima volta il respiro all'interno del respiro: la vita all'interno della vita. Questa è un'esperienza liberatoria. E' un'esperienza che ti rende più sensibile nei confronti di Dio; poiché Dio non è una persona ma l'esperienza della vita stessa.

(con brani tratti da "Meditazione, la prima e ultima libertà - Ed Mediterranee).

 

MEDITAZIONE TAOISTA SUL CORPO DI LUCE

Circolazione della luce

Quando vogliamo entrare nel processo di guarigione e di evoluzione, dobbiamo cominciare a sentire il nostro corpo come energia, e quindi sviluppare il nostro essere luminoso, o meglio: più o meno luminoso. Il libro che consigliamo, in questo caso, è: “Il mistero del fiore d’oro” di Lu-Zu, particolarmente quello commentato da Osho, insegna come cominciare a creare la luce nel centro della fronte, connetterla con la luce della pancia e insieme farla circolare e generare un corpo di luce. IL respiro è in quasi tutte le tradizioni il veicolo coscienza più facile e naturale per sentire e muovere l’energia luminosa.

Cominciamo a sentire l’energia luminosa in mezzo alla fronte e dei due emisferi, respirando dalle due narici consapevolmente, poi cominciamo a bilanciare, la luce tra destra e sinistra, sentiamo la differenza e bilanciamo. Se la differenza è molta tocchiamoci la testa, bilanciamo gli squilibri spostando l’attenzione. L’energia segue il pensiero. Sentiamo gli occhi, se, dall’interno, soggettivamente, sono uguali, sentiamo se l’energia degli occhi è concentrata da una parte, delle volte si sente un occhio più grande ed uno più piccolo, o uno più luminoso e uno più scuro, e poi proviamo a bilanciarla. Poi pian piano sentiamo la sensazione di avere la luce nel centro del cervello, a metà tra l’emisfero destro e sinistro, tra le orecchie, che è il punto del sesto centro, sentiamo che tutta la testa respira. Poi mettiamo le mani sul cuore e sentiamo che la luce della testa lentamente comincia a scendere, insieme al respiro. Sentiamo tutta la testa, come se il settimo centro fosse aperto. Sentiamo la luce che dal cielo scende alla testa, collo, spalle, petto, centro del cuore, sentiamo il cuore aperto, il respiro libero, continuiamo a sentire questa sensazione che si allarga e scende alle braccia e alle mani, poi poniamo le mani a coppa sotto l’ombelico, e osserviamo l’energia luminosa scendere con il respiro fino alla pancia, all’altezza di dove abbiamo le mani: sotto l’ombelico. Poi proviamo a tirare su e giù questa luce, facciamola scorrere, respiriamola nella pancia, sentiamo tutta la pancia che respira, si gonfia, sentiamo i muscoli che pian piano si allargano, sentiamo la sensazione di luce. Poi inspiriamo dalla pancia alla fronte, seguendo il respiro inalante con le mani e poi dalla fronte scendiamo, col respiro esalante. Seguiamo il percorso della luce, se sorridiamo la luce si allarga, la sentiamo meglio. Se apriamo la mente, la luce diventa più brillante; se sentite piacere nella pancia, se la zona sessuale è aperta, tutto questo esercizio diventa estremamente piacevole, e se c’è una parte del corpo che non respira bene o è ancora scura, stateci su un attimo e allargate la luce in questa zona e sentirete la differenza.

Provate a girare leggermente gli occhi indietro, tenendo sempre gli occhi chiusi, guardate verso il cielo e lasciate gli occhi come se fossero rovesciati indietro, come quando vi addormentate: la luce diventa più chiara. Usate le mani, toccatevi con dolcezza dove non sentite il corpo, usate le mani a lato del cuore, della testa, della pancia. Apriamo bene la testa, il cuore, la pancia, aumentiamo il respiro, poi fermiamo tutto, ascoltiamo il silenzio dell’essere e sentiamo semplicemente il corpo luminoso: siamo arrivati a risvegliare l’anima, il sé luminoso, l’essenza. Sentite che il corpo si apre, provate a sentire l’energia luminosa anche tutto intorno alla pelle, un campo di energia, di aura che vi circonda.

Proviamo a sentire che, tanto più siamo fermi e silenziosi, tanto più facilmente il nostro essere si espande, perdiamo i confini e sentiamo tutta la natura intorno a noi: la casa dove siamo, il giardino, il fiume, le campagne o le case vicino, la vita! … aprite il cuore e il corpo. Espandete la coscienza e l’energia. Rimanete immobili e in silenzio e godetevi l’esistenza.

Poi stiracchiamo lentamente il corpo.

 

Il corpo di luce

Buddha, significa il risvegliato e illuminato. Il corpo di luce è un concetto, comune a moltissime tradizioni ed è legata un’esperienza di risveglio. Ad uno stato di alta energia, di vitalità. Nel passato per realizzare quest’esperienza ci voleva molto tempo; tutte le maggiori tradizioni, chi in modo più scientifico, chi in modo più simbolico o analogico, hanno sempre parlato di questo stato spirituale. I 2500 anni dopo la morte del Buddha, il Kali Yuga degli induisti, il risveglio della coscienza planetaria dei popoli americani, il popolo dell’arcobaleno dei Maya, tutte queste tradizioni concordano sul fatto che, in questo momento planetario, sta avvenendo come un cambio energetico, come un risveglio dell’energia della Terra. Nella realtà dei fatti, quando io ho iniziato negli anni ’75 a fare meditazione, dopo tre mesi che meditavo (per 5 ore ogni santo giorno), alla fine dei tre mesi iniziavo a dire a me stesso, ma sarà forse quella sensazione di luminosità che forse viene fuori? Sono stati necessari altri mesi per incominciare a sentire un po’ meglio, poi un anno ancore di meditazione per cominciare a cristallizzarla e così via.

Adesso le persone delle volte arrivano qui al Villaggio Globale e in due o tre giorni di esercizi di energetica, all’aria aperta, quando gli chiedo: “sentite l’energia nel corpo? Vi sentite tutti interi?” Mi rispondono: “Mi sento tutta luminosa, anche se qua un po’ scura”. Io per raggiungere quella sensazione ho impiegato 4 o 5 mesi e loro spesso in tre giorni raggiungono lo stesso livello, e questo avviene in tutto il mondo. Nel Taoismo, il corpo di luce, che è una realizzazione interiore ben precisa, non viene menzionato spesso, perché ci si arriva solo dopo molti anni di pratica. Oggi invece è più facile. E’ come se ci fosse una facilità maggiore a raggiungere certi stati coscienza, prima non c’era, e comunque ogni persona a il suo tempo e quando arriva poi lo senti, all’inizio non sai con precisione se la sensazione è giusta, se ci credi, se è un’illusione ottica o retinica…, poi ad un certo momento non solo la senti, ma la senti bene ed il risultato è che il corpo cambia, cambia l’umore, cambia la visione del mondo, succedono varie cose. Quando vediamo questo effetto e registriamo le onde cerebrali vediamo che le persone, quando entrano in questo spazio, vanno sopra il 90% di sincronizzazione cerebrale. Quando entrano nella sensazione del corpo come energia luminosa la coerenza sale subito, delle volte si può registrare un salto di 20/30 punti percentuali, cioè rapidissimo. A volte le persone ci restano solo per pochi istanti ma, in alcuni casi, anche per un’ora.

In cerchio è ancora più facile perché si utilizza la sincronizzazione collettiva. I “cerchi”, i gruppi numerosi di persone sedute che si tengono per mano, sono un momento di potenziamento ossia, individualmente, se dobbiamo lavorare per creare l’equilibrio, cioè uscire dalla tasta, aprire il cuore, riallineare i centri, riequilibrare le energie sui canali, ci mettiamo molto, troppo tempo. Se invece utilizziamo il processo di coerenza collettiva, cioè sincronizziamo i cervelli, le energie, le coscienze, quello che succede è che entriamo rapidamente in questa esperienza di alta energia collettiva. Normalmente arrivare ad un’esperienza simile avrebbe richiesto molto più tempo e lavoro, invece con un buon livello di coerenza collettiva è possibile fare questa esperienza molto più rapidamente.

 

 

LA MEDITAZIONE DEI SETTE SUONI

per iniziare una ricerca olistica

La seconda tecnica che presento è il frutto di una nostra lunga sperimentazione con i suoni e prende il nome di "Sette Suoni", è nata migliaia di anni fa quando i primi ricercatori della coscienza iniziarono ad ascoltare dentro di sé il "suono del silenzio". In Oriente la sperimentazione del suono primordiale OM e dei mantra da esso derivati è antichissima. Una larga parte dello Shivaismo, dello Yoga, del Tantra e del Buddhismo tibetano è basata sull’uso consapevole dei suoni e dei suoi potenti effetti psichici, fisici e spirituali. Abbiamo scelto questa tecnica per la sua semplicità ed efficacia, per permettere ad ognuno di sperimentare l’esperienza olistica in se stesso, ossia l’esperienza di unità di corpo, energia, psiche e coscienza.

 

Teoria ed esperienza delle frequenze

Provate a mettere la mano sul petto all’altezza del cuore e cantate un suono con la voce più bassa e profonda che riuscite a fare, poi piano piano aumentate fino a salire ad una nota medio-alta. Noterete che il torace vibra intensamente sulle frequenze medie e poco su quelle basse. Ora spostate la mano sulla sommità del capo e provate ad aumentare ancora la tonalità della vostra voce fino ad arrivare alla nota più acuta che potete. Sentirete che la cima della testa vibra meglio sulle tonalità più alte. Siamo quindi come una cassa armonica, dove le note più gravi risuonano in basso, nel ventre, quelle medie nel torace e quelle più alte nella testa. Se Dio si manifestò come verbo o suono, l’essere umano, immagine di Dio, è come un’ottava musicale di sette note.

 

 Stati armonici e disarmonici

La logica di questa tecnica si basa su questa esperienza: quando una delle nostre parti, dai piedi alla testa, non è in sintonia con le altre, la sua vibrazione non è armonica e noi la percepiamo come stonata o dolorosa o vuota e senza suono. Seguendo quindi i sette suoni della musica della cassetta, noi facciamo vibrare tutte le sette zone del corpo e diventiamo consapevoli delle zone che sono in sintonia e di quelle che sono disarmoniche. Le zone del corpo possono essere bloccate per motivi fisici di tensione muscolare, per emozioni bloccate o per condizionamenti mentali. Alcuni blocchi sono di origine spirituale.

Ricapitolando quanto già esposto, la concezione medica-spirituale olistica dell'essere umano comprende sette zone: 1) Zona anale, connessa con il coccige, si espande alla parte posteriore delle gambe fin sotto i piedi. È il Muladhara, primo chakra della tradizione induista. 2) Zona sessuale, connessa con il bacino, il basso ventre, si espande alla parte anteriore e interna delle gambe fino alle dita dei piedi. È il chakra Svadhisthana. 3) Zona gastrica, connessa con lo stomaco, il fegato, i reni e le vertebre lombari-toraciche. È il chakra Manipura. 4) Zona cardiaca, connessa con il torace e il cuore, si espande alle ascelle, alla parte inferiore delle braccia fino alle dita. È il chakra Anahat. 5) Zona espressiva, connessa con la gola, il collo e le vertebre cervicali, si espande alla parte superiore delle braccia fino al pollice e indice. È il chakra Vishudda. 6) Zona cerebrale, connessa con la testa, gli occhi e il cervello umano. È il chakra Ajna. 7) Zona di apertura, connessa con la fontanella. È il chakra Sahasrar o loto dai mille petali.

 

 I sette suoni

Per meglio sperimentare i "sette suoni" è opportuno seguire una cassetta, da noi prodotta in collaborazione con il musicista Daniele Marcato, sulla quale sono registrati suoni e voci su sette differenti frequenze che stimolano i sette chakra; ognuna di queste frequenze dura circa due minuti. C’è un breve intervallo di silenzio tra un suono e l’altro. Si inizia dal basso emettendo, per due minuti, un suono che faccia vibrare la zona del primo chakra, poi si passa alla zona del secondo chakra per altri due minuti e così via seguendo la musica. Alla fine dei due minuti, sul settimo centro, la musica cala di tono e vi sono due minuti per scendere velocemente dal settimo al primo e fermarsi un attimo in silenzio prima di riiniziare la seconda salita. Ogni salita e discesa durano quindi un quarto d’ora circa. La tecnica prevede tre salite e discese per un totale di 45 minuti. Al termine di questi 45 minuti di suoni, si resta in silenzio per 15 minuti e si sperimenta uno stato di profondità, vuoto e pace. Si sente tutto il corpo che vibra leggermente e le energie molto cariche e vitali. Si sta seduti o coricati; questo è il momento più importante della tecnica, i primi 45 minuti servono per fermare il pensiero, aprire e riequilibrare le energie psicofisiche del corpo, gli ultimi 15 minuti sono di esperienza unitaria, si sperimenta lo stato più profondo di coscienza, la vera meditazione.

 

 Preliminari esterni

Questa tecnica è semplicissima ma richiede una particolare atmosfera per essere efficace. Prima di tutto è necessario decidere di iniziare questa sperimentazione e continuarla senza interruzioni per un periodo di 21 giorni. L’esperienza olistica è come un lungo viaggio, bisogna prepararsi e partire decisi. Poi si deve creare un posto dove poter restare indisturbati un’intera ora. Può essere ad esempio la propria stanza da letto, o un soggiorno. Si stacca il telefono e, se ci sono altre persone in casa, le si invita a non disturbarci per quel periodo di tempo, spiegando che stiamo facendo una tecnica di rilassamento profondo. Si mette un cartello fuori dalla porta con scritto "in silenzio - non disturbare". Sarebbe meglio praticare la tecnica sempre alla stessa ora, la mattina o la sera. Essendo una tecnica di consapevolezza, è necessario essere il più lucidi e svegli possibile, se scegliamo la sera dopo il lavoro, la cosa migliore è farsi una doccia prima di iniziare.

 

 Atmosfera interiore

Seguite attentamente le istruzioni: sedetevi con la schiena dritta e rilassata, la posizione migliore è a gambe incrociate, ma se sentite tensioni o dolori, scegliete una comoda poltrona o appoggiatevi al muro. Imparare a stare seduti per 45 minuti, all'inizio, può essere difficile. Chiudete gli occhi e rilassatevi, fate due o tre respiri profondi e sentite che siete presenti a voi stessi, senza pensieri che vi portano via. Percepite con attenzione il vostro corpo, rilassate la pancia, il torace e la faccia sentendo il respiro che li muove, e sorridete. Quando sentite di essere calmi e presenti, allungate la mano e fate iniziare la cassetta.

 

 Diagnosi olistica

Questa tecnica ci permette di fare una diagnosi psicoenergetica globale. Consigliamo al termine dell’intera ora di prendere un foglio da disegno e dei pastelli o delle matite a cera e di disegnare liberamente le varie zone del proprio corpo. È necessario fare l’intera immagine del corpo grande come l’intero foglio e raffigurare, con i colori che ci vengono spontaneamente, sia le esperienze piacevoli e luminose sia le sensazioni di tensione, dolore e blocco. Dove non si è percepito nulla si lascia vuoto e, nelle volte successive, si cerca si percepire meglio e con più sensibilità il suono di quella stessa parte.

I risultati della tecnica sono abbastanza evidenti e si manifestano come maggiore benessere, senso interiore di unità, tranquillità. Nelle prime sedute è possibile sperimentare qualche sensazione particolare come giramento di testa, lieve nausea o sonno. Questi ultimi sono effetti della stimolazione in persone molto bloccate o mentali. Perseverando e rilassandosi prima della meditazione, magari con un bagno, un poco di ginnastica o un massaggio alla pancia nel caso di nausea, questi sintomi spesso scompaiono da soli. Dai disegni spesso si possono osservare delle trasformazioni evidenti dei colori e delle zone scure. 

 

KUNDALINI: il serpente del risveglio interiore 

Esperienze di energia e crescita spirituale
di Kowalsky

La tradizione religiosa del paleolitico e del neolitico ritrovava nel serpente il simbolo della forza generatrice e creativa.

La stesa tradizione rimase nell'India dopo la discesa della razza ariana che nel serpente vide raffigurata la potenza divina della creazione sia a livello cosmico che a 1ivello umano.

Nell'immagine dell'uovo cosmico primordiale, Brahma, la divinità suprema, riposa su di un enorme serpente delle innumerevoli teste. Questa forza, dall'uovo primordiale, genererà infinite unità olografiche ad essa simili che formeranno gli universi. La stessa forza originaria e divina è quindi presente in ogni creatura, proprio come in ogni cellula esiste lo stesso DNA.

Nell'uomo quella forza potenziale chiamata Kundalini, giace assopita, avvolta tre volte e mezza su se stessa, alla base della colonna vertebrale.

Kundalini è la forza divina nascosta in noi, che attende di essere risvegliata.

Le scuole dl Tantra e di Kundalini Yoga da millenni, attraverso innumerevoli generazioni, hanno trasmesso da Maestro a discepolo i metodi e le tecniche per portare al risveglio spontaneo questa energia e per canalizzarla lungo l'asse verticale del corpo, il canale Sushumna, dal primo Chakra, alla base della colonna vertebrale, fino al settimo, alla sommità della testa. Questo tragitto riassume in sé i gradini dell'evoluzione, dal primo Chakra, relativo all'energia atomica, al secondo dell'energia cellulare/biologica, al terzo dell'energia emozionale istintiva degli animali, al quarto dell'energia psichica, al quinto dell'energia eterica, al sesto dell'energia divina, al settimo dove la Kundalini si fonde con l'energia del Tutto: l'Illuminazione, lo Yoga.

Nel Tantra l'esistenza è vista come un'unica energia cosciente. L'aspetto energetico è impersonato da Shakti, archetipo della sostanza femminile, la materia (da mater), e la coscienza è impersonata da Shiva, il principio maschile. E' dal loro continuo amplesso, dalla loro unione estatica che l'universo continua a muoversi e ad evolvere. Nel Tantra ogni cosa è energia.

La salita di Kundalini è un processo studiato da migliaia di ricercatori del passato e che è ancora ben visibile al giorno d'oggi. La mia esperienza dell'energia Kundalini nasce dall'incontro con Bhagwan Shree Rajneesh, il più profondo e rivoluzionario maestro tantrico della nostra epoca.

la presenza del maestro accelera grandemente l'evoluzione individuale del discepolo, sia grazie alla sua capacità di stimolare e far salire la kundalini attraverso un semplice atto di volontà, sia grazie a tecniche precise di riapertura energetica e psicofisica che all'inizio vengono eseguite direttamente da lui e poi anche da soli.

Il mio primo incontro con Bhagwan, ora Osho, fu un'esperienza fondamentale... in sua presenza la mia energia si mosse dal basso e inondò il mio essere fino alla sommità della testa e oltre. Diventai suo discepolo, un sannyasin, mi vestii di arancio e iniziai a vivere la vita che avevo sempre sognato.

Nel Tantra non esistono leggi o regole, esiste solo il gioco sacro della libertà e della consapevolezza, la sfida di essere nel mondo senza essere del mondo. A più riprese negli anni successivi, durante gli Energy Darshan, gli incontri serali, Osho mi toccò in fronte facendomi entrare in stato di coscienza espansa e di intensa consapevolezza, una volta il mio corpo quasi svenne dall'impatto mentre io ero pervaso dalla presenza del maestro. Il tutto accrebbe il mio desiderio di evolvermi e di riaprire in me le porte del divino, di ritornare ad essere uno con il Tutto.

Esiste riportata in letteratura una vasta serie di esperienze di salite di Kundalini, alcune delle quali di carattere drammatico e sconvolgente, nella mia esperienza e in quella di moltissimi amici questa salita era invece molto più dolce e delicata. .Ritengo che vi sia una "salita" di carattere improvviso e con effetti altamente trasformativi che porta ad uno stato di Illuminazione o Samadhi, come ad esempio quella riportata da Gopi Krishna e dagli antichi testi tantrici, ed una "apertura" di questa energia verso l'alto, dovuta ad una armonizzazione globale delle nostre energie psicofisiche, ossia una "salita naturale e spontanea" sincronica ad uno sviluppo interiore e ad un più profondo stato di fluidità.

E' su questo secondo tipo di Kundalini che io pongo l'attenzione, in quanto ritengo che qualsiasi tecnica per stimolare e accelerate volontariamente l'energia Kundalini sia da ritenersi estremamente pericolosa e spiritualmente dannosa.

La salita naturale avviene invece non per un atto di potere o volontà ma per uno stato di armonia interna, perché abbiamo attuato scelte più autentiche nel nostro vivere quotidiano, perché siamo riusciti a distaccarci dalle emozioni e dai nostri pensieri e dal nostro "ego", realizzando una coscienza vuota, pacificata e silenziosa. E' nostra comune esperienza che l'energia si avverte, come sensazione o dolore, solo dove c'è tensione e blocco, mentre se il nostro essere è in stato fluido, avvertiamo semplicemente una presenza energetica, un risveglio di consapevolezza in cui i nostri sensi diventano lucidi e limpidi e sentiamo veramente di essere ciò che siamo in grande apertura con tutto ciò che ci circonda. Questo è il vero risveglio interiore: quando la nostra vita è connessa con la vita dei sassi e delle piante, con gli uomini e il cielo, e quando percepiamo che questa vita è una stessa unica coscienza che tutto pervade.

Osho aveva creato alcune decine di tecniche di meditazione dinamiche espressamente indicate per noi uomini dell'era industriale; in particolare la meditazione chiamata appunto "Kundalini".

Questa meditazione della durata di un'ora viene fatta ogni giorno alle cinque del pomeriggio. Una musica dal vivo o in cassetta accompagna questa tecnica, scandendone i tempi e rinforzandone l'intensità; la Kundalini è sempre stata una delle meditazioni più amate e utilizzate. Mediamente c'erano alcune centinaia di Sannyasin che la facevano e durante le feste anche un migliaio o più per volta.

La Kundalini si svolge in quattro fasi, di un quarto d'ora l'una, sempre ad occhi chiusi.

La prima fase è lo "shaking". Stando in piedi si scuote il corpo e la spina dorsale come un serpente, in modo caotico, si lascia che ogni parte vibri, che ogni muscolo e giuntura si sciolga dalle tensioni. Stando ben saldi sulle gambe, con le ginocchia, il bacino ed il collo sciolti e leggermente flessi, si segue il ritmo della musica e ci si osserva dall'interno. Tutto il corpo diventa energia in movimento dinamico. Questo porta ad uno sblocco di tutte le tensioni

trattenute e ad una grande liberazione di energia.

La seconda fase è di scioglimento e riequilibrio, Seguendo la musica più dolce e libera si lascia che il corpo danzi e ritrovi il suo ritmo e il suo movimento naturale e gioioso. L'energia si scioglie e fluisce.

La terza fase è il silenzio. Da seduti, con la colonna dritta e sciolta, la musica è ora ampia e spaziale, si entra nella parte più propriamente meditativa. Spesso arrivano pensieri, li si lascia passare senza fermarcisi su, si lascia che tutto vada come su uno schermo vuoto in cui noi siamo "il testimone". L'energia sublima in silenzio.

E la quarta fase è il nulla, la musica tace, ci si sdraia con le palme verso l'alto, si sperimenta il rilassamento profondo, il vuoto dove anche l'io svanisce.

Queste quattro fasi mi hanno sempre ricordato i quattro tipi di onde del cervello: le veloci beta, le armoniche alfa, le profonde theta e le profondissime delta.

La Kundalini porta alla consapevolezza immediata dei blocchi che diventano punti o aree di dolore, ma porta anche, col tempo e la comprensione al loro scioglimento. Una buona Kundalini può portare ad esperienze energetiche bellissime e, quando si è giù di energia o con delle negatività emozionali, è in grado di riportare tutto alla fluidità e alla circolazione naturale.

Parallelamente alla Kundalini come energia primordiale che sale, esiste un'energia divina che discende, in India la chiama Shaktipath, la "grazia" dei cristiani. Con Osho provai questo secondo tipo di energia divina discendente al momento della mia iniziazione, sentii che la sua energia scendeva in me con indicibile intensità e luminosità, come se la mia testa fosse aperta ed un potente raggio celeste penetrasse all'interno e irraggiasse ogni angolo remoto del mio essere; sentii anche che dal terzo chakra in giù il mio corpo era come spento, o assai meno sensibile. Con Osho sperimentavamo il movimento e l'apertura consapevole di queste due energie, io dopo alcuni anni mi ritrovai a preferire la discesa di questa energia dentro di me: era sufficiente "aprirmi" al divino perché provassi questa sensazione di essere inondato dall'alto. Certamente nell'Ashram, la comune spirituale di circa quattro - cinquemila discepoli che vivevano con Osho, ogni esperienza era incredibilmente più facile: ogni giorno queste esperienze si ripetevano con una certa regolarità, anche se mai in modo totalmente identico e prevedibile.

Il Buddhafield, il campo di energia che un maestro illuminato crea attorno a sé, stimola condizioni di sviluppo più favorevoli. Al mio secondo ritorno in Italia, dopo due anni in

India, fui, piacevolmente colpito da come quelle esperienze erano ora stabili dentro di me, potevo riviverle e ricrearle da solo, anche se certamente con un poco più di difficoltà.

La Kundalini, una volta salita fino alla sommità della testa, continua il suo lento lavoro evolutivo, ripulendomi dalle cosiddette "maculazioni" fisiche, energetiche, emotive e psichiche che ostacolano la via alla piena realizzazione del divino in noi.

Per questo il serpente è sempre stato e ancora è il sacro simbolo della conoscenza e dell'evoluzione.