Il Modello Olistico

DAL PARADIGMA OLISTICO AL MODELLO CYBER

COERENZA. TEORIA GENERALE DEI SISTEMI E UNITA’ DELLA COSCIENZA

di Nitamo Federico Montecucco


CYBER IL MODELLO OLISTICO UNITARIO

 Il modello olistico Cyber è un “sistema unitario” energetico-informatico ad alta coerenza, 
che si manifesta come una “unità di coscienza vivente”.

Il cuore del sistema vivente – come già intuiva Mary Catherine Bateson – è l’esperienza del sé, la percezione diretta che ogni essere vivente ha di esistere, la consapevolezza sensoriale e cognitiva dell’unità del proprio corpo inteso come "sistema complesso", come "insieme psicosomatico" dove corpo, energie, emozioni, pensieri e coscienza sono organizzati in una organica e inscindibile unità vivente. 

Questo sistema unitario può essere riconosciuto e quantificato in quanto caratterizzato energicamente da uno stato di bassa entropia, e ciberneticamente da un alto livello di coerenza, ossia di comunicazione delle informazioni tra tutte le sue parti, creando così un elevato ordine e complessità di strutture e funzionamenti. Il sistema agisce come un tutto. 

Cyber è un sistema autopoietico (Varela), lontano dall’equilibrio (Prigogine), ma soprattutto ciberneticamente autoreferente, ossia capace di conoscere e di conoscersi attraverso un flusso circolare e ricorsivo di informazioni.

Cyber permette una comprensione e rappresentazione scientifica di concetti fino ad ora puramente filosofici come l’identità, il sé, l’osservatore o l’anima, comuni alla maggioranza delle antiche e moderne filosofie, psicologie e vie spirituali.

Per comprendere le logiche scientifiche ed epistemologiche e il paradigma olistico che sottostanno a questo modello è consigliabile leggere il seguente articolo. 

 

 

DAL PARADIGMA OLISTICO AL MODELLO CYBER

COERENZA. TEORIA GENERALE DEI SISTEMI E UNITA’ DELLA COSCIENZA

 di Nitamo Federico Montecucco

 

Il pericolo e l’opportunità globale

A trentacinque anni dalla nascita della Teoria Generale dei Sistemi di Ludvig Von Bertalannfy, la visione dell’essere umano e del mondo è profondamente cambiata. Come Ervin Laszlo e altri filosofi avevano ampiamente previsto, stiamo assistendo allo sviluppo di una nuova cultura emergente, sostenuta da persone di ogni paese che operano spontaneamente per risolvere i problemi umani, ambientali, politici, economici. Una cultura che, nonostante la situazione di profondo turbamento ecosistemico, si sta progressivamente e velocemente riunendo in un’alleanza etica planetaria, creando la possibilità di sviluppo di una nuova consapevolezza, di una rivoluzione umanista, capace di integrare scienza, arte e spiritualità per facilitare la risoluzione della situazione planetaria ed evolvere individualmente e collettivamente. Da una quindicina d’anni siamo entrati, nel bene e nel male, nel vivo della grande crisi globale e della sua necessaria grande biforcazione. È il tempo del “pericolo e dell’opportunità”, che richiamano alla mente l’ideogramma cinese “crisi”, Wei Ci, costituito da un primo segno che significa “attenzione, pericolo” e da un secondo segno che significa “opportunità di cambiamento”.

Purtroppo dobbiamo prendere atto che, dall’inizio degli anni novanta ad oggi, lo stato ecosistemico globale è diventando sempre più critico, ossia “lontano dall’equilibrio”. Le maggiori testimonianze scientifiche di questo drammatico peggioramento sono riportate in basilari ricerche come il Millenium Ecosystem Assessment scritto da oltre 1000 scienziati dell’Agenzia per l’Ambiente delle Nazioni Unite, dai rapporti sullo “Stato del Pianeta” del World Watch Institute, dagli studi del Wuppertal Institute e dalle ultime ricerche di James Loveloch. Siamo sempre più vicini ad una crisi globale, ad una situazione di degrado irreversibile. Ci troviamo quindi in una critica transizione di fase in cui la posta in gioco è altissima: dal lato involutivo della biforcazione abbiamo il degrado dell’intero ecosistema terrestre e delle società che la abitano, dall’altro lato evolutivo abbiamo potenzialmente la più importante realizzazione della storia umana: la civiltà planetaria.

In questo scritto cercherò di offrire una base scientifica e filosofica del PARADIGMA OLISTICO e del  MODELLO OLISTICO, alla luce delle importanti evoluzioni dei paradigmi scientifici e culturali emersi in questi diciotto anni.

 

Le “strutture dissipative” e il “punto di biforcazione” di Prigogine

Alcuni aspetti della  teoria delle strutture dissipative di Prigogine risultano particolarmente utili per comprendere i processi di evoluzione e di unità.

Ilya Prigogine, premio Nobel nel 1977, era convinto della necessità di scoprire le leggi di come la vita si evolve dal caos. Per anni lavorò alla formulazione matematica di leggi che chiarissero la comprensione dei processi di auto-organizzazione, una delle caratteristiche fondamentali degli organismi viventi. Prigogine offrì una comprensione totalmente nuova dei processi termodinamici, che può essere così riassunta. La maggior parte dei sistemi che conosciamo (viventi e non) sono sistemi aperti ossia in continuo scambio di materia (energia) e informazione con l’ambiente. Prigogine descrive tali sistemi come strutture dissipative, e li paragona ai vortici nella corrente di un fiume, perchè hanno la caratteristica di essere sistemi fluttuanti, e quindi instabili, lontani dell’equilibrio termodinamico: per vivere, devono consumare continua­mente energia.

I sistemi aperti, ricevendo forti stimoli dall’esterno, possono subire ampie fluttuazioni che pongono l’intero sistema in situazione di crisi. Quando la fluttuazione è così potente da rendere instabile l’intera struttura, il sistema si trova ad un punto di crisi o punto di biforcazione, da cui il sistema o si auto-organizza ad un livello di ordine superiore, oppure si disgrega verso il caos. Uno degli aspetti più interessanti delle strutture dissipative (quando si auto-organizzano ed evolvono) - scrive Prigogine nel libro La nuova Alleanza - è la coerenza del sistema nel suo insieme. Al punto di biforcazione, il sistema sembra comportarsi come un tutto. Nonostante che le forze di interazione tra molecole siano estremamente ridotte, il sistema si struttura come se ogni molecola fosse informata dello stato complessivo del sistema stesso (ossia come se comunicasse a distanze enormi per la sua natura. nda) . Per dirla in termini antropomorfi: lontano dall’equilibrio la materia comincia a “percepire” il suo ambiente. “Comunicazione” e “percezione” sono le parole chiave del nuovo comportamento della materia lontano dall’equilibrio. In un'intervista sulla rivista statunitense Omni del Maggio '83, Prigogine esprimeva il suo stupore nel riconoscere che non solo gli uomini ma anche i protozoi mostrano questa coerenza delle informazioni: La cosa più affascinante è che, in qualche modo, ogni molecola prende coscienza di ciò che le altre molecole stanno facendo nello stesso tempo… le molecole comunicano.

 

Coerenza, informazione e consapevolezza globale

I concetti chiave, espressi da Prigogine, grazie ai quali un sistema in crisi può evolversi attraverso l’auto-organizazione verso un livello di ordine superiore sono tutti dipendenti dalla prima osservazione: 1) l’aumento della coerenza del sistema nel suo insieme. Le teorie  quantistiche hanno spiegato che, l’aumento di coerenza produce un “campo di informazioni ed energie unitarie”, dove la comunicazione delle informazioni e i comportamenti sinergici sono ottimali ed estesi all’intero sistema, per cui: 2) il sistema sembra comportarsi come un tutto, 3) ogni molecola sembra informata dello stato complessivo del sistema stesso, e 4) ogni molecola prende coscienza di ciò che le altre molecole stanno facendo nello stesso tempo. Quindi grazie all’aumento della coerenza lo stato del sistema si alza da uno stato di frammentazione ad un più coerente stato di organizzazione e comunicazione,

Quando trasferiamo isomorficamente le logiche delle biforcazioni dai sistemi cellulari al sistema planetario dobbiamo ricordare che, mentre la cellula è un sistema unitario, la Terra è solo un sistema complesso lontano dall’equilibrio, con certo livello di autopoiesi ed omeostasi, non ancora unitario. Il “Sistema Terra” è infinitamente più complesso della cellula, ma, anche di fronte ad un punto di crisi, non si comporterà come una unità. Essendo composto da una moltitudine di sotto sistemi relativamente autonomi, i più importanti dei quali sono sistemi culturali, mostrerà differenti risposte. Secondo questo approccio dovremmo quindi osservare: dei sottosistemi che tenderanno a portare il sistema globale ad uno stato di maggiore disgregazione, altri che cercheranno di mantenere lo status quo (di progressivo lento peggioramento), altri che tenderanno ad aumentare l’organizzazione dell’intero sistema. Questa descrizione collima con la prima ricerca sociologica di Paul Ray,  fatta nel 1996 per American Demographics, secondo la quale la società Statunitense (che possiamo prendere come esempio di società industrializzata) risultava essere divisa in tre grandi sub culture (sottosistemi): la prima era quella dei  “Conservatori”, rappresentava circa un quarto della popolazione, era fortemente orientata alle logiche del consumismo e dell’industrializzazione, chiusa nella vecchia visione tradizionale della vita, senza porsi particolari problemi di etica o di globalizzazione, la seconda era  la sub cultura dei “Modernisti”  rappresentava circa metà della popolazione, e credeva nella scienza, nel progresso, nei beni di consumo tradizionali (auto, vestiti, hi tech, ecc.) ed era tendenzialmente poco interessata, anche se non chiusa, ai problemi etici, e una terza sub cultura, che Ray chiamò dei “Creativi Culturali” che hanno elevati valori etici e spirituali, che sono consapevoli delle problematiche ambientali e globali, e che operano per elevare l’organizzazione del sistema ad un livello di ordine maggiore. I Creativi Culturali sono dunque la parte del sistema globale più consapevole e percettiva  che è diventata consapevole dello stato di pericolo del sistema stesso e che agisce di conseguenza per “aumentare la coerenza del sistema nel suo insieme” e che tende a creare una rete di contatti e collaborazioni internazionali in modo da agire “come un tutto”, come se “ogni persona fosse consapevole dello stato complessivo del sistema stesso” e di operare sul sistema stesso considerandolo “un’unità”.

 

I creativi culturali e la cultura globale emergente

I Creativi Culturali sono il più importante fenomeno emergente nella cultura internazionale. I Creativi Culturali  sono persone che spontaneamente si sono orientate ad uno stile di vita e ad un modo di pensare più ecologico, etico e pacifico, e che hanno adottato una concezione del mondo più unitaria e globale: un paradigma olistico. Questa nuova cultura, in rapido sviluppo, è caratterizzata da: serie prospettive ecologiche, una visione olistica della vita, enfasi sulle relazioni, orientamento alla ricerca di sé e allo sviluppo psicologico, propensione ad una consapevolezza globale, insoddisfazione verso le grandi istituzioni della vita moderna e rifiuto del materialismo come base della vita e dello stato sociale. Per questo Ervin Laszlo, col Club di Budapest, ha sostenuto e promosso a livello internazionale le ricerche sociologiche sui Creativi Culturali. Le più recenti ricerche realizzate negli Stati Uniti dal sociologo Paul Ray e da Sherry Anderson, in Italia da me e dal Prof. Enrico Cheli dell’Università di Siena, in Ungheria dalla sociologa Maria Sagi, e nell’ultimo anno anche in Francia e in Giappone, provano che negli anni settanta i Creativi Culturali rappresentavano un esiguo 1% della popolazione, alla fine degli anni novanta erano saliti al 25% e oggi si attestano intorno al 30-35%. Quindi oggi i creativi culturali rappresentano più di un quarto della popolazione dei paesi più sviluppati, sono in continua crescita, e stanno creando una nuova cultura, nuove relazioni e un nuovo mercato. Questa nuova cultura globale si è sviluppata particolarmente in campi come: l’ecologia, la pace e la tutela dei diritti umani, le medicine tradizionali e psicosomatiche, le neuroscienze e le ricerche sulla meditazione e gli stati di coscienza, la psicologia bioenergetica e transpersonale, il commercio e i consumi etici,  la ricerca spirituale e transreligiosa. In Italia la Ricerca sui Creativi Culturali, promossa dal Club di Budapest Italia in collaborazione con l’Università di Siena, è stata realizzata con la direzione scientifica del Prof. Enrico Cheli, docente di sociologia dei processi culturali, su un campione di 1800 persone che ha coperto tutte le regioni d’Italia. Il risultato più eclatante è che ben il 35% degli italiani, oltre 20 milioni di  persone, possono essere definiti Creativi Culturali. Per maggiori informazioni leggi “creativi culturali” sul sito www.reteolistica.it/ o www.enciclopediaolistica.it/art/art02.htm .

I creativi culturali hanno tuttavia una grande “debolezza”: la loro frammentazione. Essi sono divisi in miriadi di associazioni che, se pur con finalità simili, si muovono in modo disorganico e con un basso livello di comunicazione e sinergia collettiva. Questa enorme massa di persone intelligenti e sensibili – che è la vera risorsa in grado di determinare un reale cambiamento planetario - deve prendere coscienza della propria estensione e della propria forza. Solo riunendo i creativi culturali nel mondo si potrà influire sensibilmente sul futuro locale e planetario.

 

Un paradigma capace di superare le frammentazioni

Questa cultura emergente si è sviluppata in ogni parte del globo dalla sintesi di differenti visioni orientali e occidentali, dall’integrazione di tradizioni spirituali, mediche e scientifiche, introducendo così nuovi modelli e paradigmi che chiamiamo olistici - dal greco olos, che significa l’intero, il tutt’uno – in quanto sono fortemente basati sul riconoscimento dei sistemi complessi come “unità multidimensionali”; così l’essere umano è visto come “unità mente-corpo-spirito”, la Terra come sistema complesso bio-eco-sociale. I modelli olistici riescono a creare una sintesi tra le interpretazioni dei vecchi modelli dicotomici “materialisti” e “spiritualisti”, che dividevano la materia dalla coscienza e il corpo dalla mente. Così i modelli “spiritualisti” ritengono che tutto, dall’atomo alle galassie sia dovuto allo spirito o creato da Dio, mentre i modelli “materialisti” dicono che tutto è semplicemente derivato dalle leggi casuali della fisica. Questi modelli dicotomici sembrano la rappresentazione ideologica-culturale delle funzioni polari dei due emisferi: l’emisfero analitico-razionale privilegia la comprensione scientifica e oggettiva dei fenomeni, l’emisfero intuitivo-analogico privilegia la comprensione filosofica e spirituale degli stessi fenomeni. Il modello olistico sembra rappresentare la sintesi globale delle due singole limitate percezioni offrendo una visione più unitaria e complessa dell’essere umano e dell’esistenza, senza nulla togliere alla scientificità o oggettività dei dati. La trasformazione verso una civiltà umana capace di abbracciare l’intero ecosistema Terra, necessita di una comprensione più unitaria della vita, della coscienza umana e della sua evoluzione collettiva.

Il nuovo paradigma sistemico olistico, attraverso articolate contaminazioni interculturali, riprende le linee conoscitive ed epistemologiche dei paradigmi olistici delle antiche tradizioni mediche, filosofiche e spirituali di tutto il mondo, e le coniuga con le più avanzate conoscenze scientifiche. Negli ultimi anni questa grande sintesi olistica si è concretizzata, attraverso il paziente lavoro di ricerca scientifica, in miriadi di libri e studi che propongono modelli olistici sempre più avanzati e sofisticati nei campi della fisica quantistica, della cibernetica, della cosmologia, della biologia, della genetica, dell’evoluzionismo, della psicosomatica, della neuroendocrinoimmunologia, della psicologia e delle neuroscienze. Partendo dalla fisica quantistica, che consideriamo la base della hard science, la scienza “dura” più pragmatica e ufficiale, e continuando con le neuroscienze applicate alle ricerche sul cervello e gli stati di meditazione, esploriamo uno dei più affascinanti ed importanti principi che ci aprono le porte alla comprensione olistica dei sistemi viventi e dell’evoluzione della coscienza.

 

La coerenza quantistica e le logiche dell’unità

Che meraviglia, che meraviglia! Le cose materiali esprimono il Dharma, l’intelligente legge del tutto.   Tosan, Maestro  Zen

Nell’antica Grecia, Logos era il termine che indicava l’universo nel senso sacro di ordine intelligente, di armonia evolutiva e che si bilanciava con il suo opposto Caos: la tendenza entropica al disordine, all’involuzione e alla degradazione. Come nelle antiche tradizioni taoiste, induiste ed egiziane, Ordine e Disordine erano due aspetti polari, entrambi necessari alla dinamica della vita. L’ordine è implicato in ogni frammento di questo universo, ogni cosa sembra viva e intelligentemente organizzata, come fosse parte di un’immensa organica unità. Se dovessimo tradurre il senso di ordine e unità in termini scientifici, la chiameremmo coerenza.

Robert H. Dicke, fisico della Princeton University scoprì per primo la coerenza nella fisica quantistica: quando le fasi dei campi elettromagnetici (e/m) oscillano insieme. I fisici Giuliano Preparata and Emilio del Giudice, dell’Istituto di Fisica delle alte energie dell’Università di Milano, hanno consistentemente sviluppato questa prima teoria creando la “Coherent Quantum Electrodynamics” la Coerenza Quantistica Elettrodinamica. La coerenza diventa così un fondamento della nuova scienza in quanto rappresenta la legge che ci permette di comprendere l’unità della vita e la sua evoluzione, attraverso l’incremento di complessità e di armonia dei campi e/m dai quanti, alle cellule, agli organismi viventi. Giuliano Preparata sosteneva che la Oneness (Unità) esiste in quanto l’universo è un unico campo. La oneness crea l’unità del tutto attraverso la coerenza”, e che “il campo elettromagnetico coerente, o “dominio di coerenza”, non viene proiettato al di fuori del sistema, ma rimane intrappolato nel sistema atomico e ne garantisce un’evoluzione coerente. Per cui il campo elettromagnetico coerente e interiorizzato é il collante dei sistemi, degli individui atomici fra loro”. Per Emilio del Giudice: "Gli stati fisici più vicini alla Oneness sono gli stati di coerenza che assicurano un comportamento correlato e cooperativo ad un insieme di “particelle” che, nel processo, perdono la loro natura di individui separati, creando unità. La coerenza è perciò quella realizzazione della teoria quantistica dei campi che privilegia gli aspetti unitari, è una materializzazione della Oneness.”  La coerenza è quindi  concettualmente analoga alla “struttura che connette” di Gregory Bateson.

 

Energia, informazione, coscienza: le basi fisico-cibernetiche dei Sistemi Unitari

Il “campo di informazione” è il più affascinante effetto di un sistema ad alta coerenza. In un laser, che è un fascio elettromagnetico ad altissima coerenza, l’informazione di ogni singolo fotone viene distribuita “olograficamente” all’intero sistema. Ciò accade - continua Emilio del Giudice - perché il campo elettromagnetico coerente “interno” è inseparabile dal campo “cibernetico” del “potenziale vettore”, che non trasporta energia ma solo informazione, e che espande la sua “influenza sottile” ad una vasta area circostante. L’”influenza sottile” del potenziale vettore si incarica di correlare tra loro tutte le strutture coerenti nell’unità del vivente. Questo campo di informazione, quindi, senza transfert di energia, crea una risonanza, una comunicazione tra le parti che risuonano insieme, una sincronicità, una armoniosa connessione tra le frequenze d’onda degli atomi e delle molecole che porta all’organizzazione di una intelligente, sinergica, cooperativa unità vivente.

Questa è la spiegazione scientifica del “campo olistico” di David Bohm, che lui descrisse come “un campo di informazione attiva che mostra un primitivo livello di intelligenza”. La coerenza quindi non solo crea “unità fisica”, ma soprattutto “unità di informazione”. Ed è proprio lo stato di “unità di informazioni coerente”, all’interno del processo evolutivo, a creare le basi cognitive di una “unità di coscienza coerente”: una delle modalità primarie per comprendere l’emergere della vita e della mente dalla materia. La coerenza sembra il principio fisico della vita: da un insieme slegato di oggetti individuali permette l’evoluzione ad un “sistema unitario”, un "tutto" vivente, dando così una convalida scientifica al principio olistico che “l’intero è più della somma delle parti”. La scienza quantistica ci permette così di comprendere in profondità la realtà e il mistero della vita e della coscienza, molto oltre la stretta visione dello stato materiale.

La teoria della Coerenza Quantistica Elettrodinamica e i suoi risvolti informatici aprono così una nuova comprensione dei sistemi viventi. In una serie di recenti incontri con Ervin Laszlo, è emersa la considerazione che gli organismi viventi, essendo sistemi ad elevata coerenza e quindi ad elevata organizzazione energetica-informatica, possono essere considerati “sistemi unitari”. Questa “unità” sarebbe la matrice che rende gli organismi viventi dei sistemi autopoietici autoreferenti, ossia dotati di una percezione informatica unitaria di sé, la base dei fenomeni superiori di coscienza e identità.

 

Dalla fisica alla neuroscienza: le ricerche sulla coerenza cerebrale.

Nello studio del cervello provo un senso di meraviglia e di rispetto nei confronti di Dio. Vedo nel cervello tutta la bellezza e l’ordine dell’universo. Candace Pert

Se la coerenza ci permette di comprendere l’emergere di un’unità vivente complessa a partire dall’insieme dei componenti atomici, potrebbe anche farci comprendere l’emergere della “coscienza di sé” dall’insieme dei neuroni cerebrali, e, più ancora, potrebbe fare luce sull’emergere della “coscienza planetaria” dall’insieme delle coscienze umane oggi ancora separate. Come neuroscienziato ho iniziato a studiare la coerenza cerebrale con il proposito di comprendere l’evoluzione individuale e collettiva. Le ricerche fatte tra il 1990 e il 2005, hanno portato a quattro scoperte di base.

1) La prima scoperta è relativa alla relazione tra coerenza cerebrale e salute globale. L’esistenza di differenti stati di coerenza EEG cerebrale (sincronizzazione).  Le differenti aree del cervello possono comunicare tra loro con più o meno coerenza (da più 80% a -30%) in relazione a differenti stati di coscienza e di salute psicosomatica: alti valori di coerenza sono significativamente correlati con stati di armonia psicofisica e senso di benessere, mentre bassi valori sono associati a stati di conflitto interiore e depressione psicofisica. Questi valori di coerenza sono di grande importanza per una diagnosi delle patologie neurologiche e psicosomatiche (depressioni, stress, ansia, attacchi di panico) e di grande aiuto per quantificare l’integrità psicologica, la creatività e l’equilibrio psicofisico.

2) La seconda importante scoperta riguarda l’esistenza di stati cerebrali ad alta coerenza (90-100%) spesso associati ad onde armoniche che sono tipiche di momenti di intensa creatività, profondo benessere, intuizione e stati di meditazione.  Le ricerche condotte su yogi e meditatori, in differenti monasteri dell’Himalaya e del sud dell’India, hanno mostrato che in stati di profonda meditazione ed alta consapevolezza, le onde cerebrali diventano altamente coerenti (sincronizzate) e perfettamente ordinate, spesso evidenziando inaspettate e affascinanti onde “EEG armoniche”, tipiche degli strumenti musicali, come se tutte le differenti frequenze dei vari centri cerebrali stessero suonando la stessa sinfonia globale.  In questo stato le informazioni si distribuiscono armoniosamente attraverso l’intero cervello, e la persona sperimenta un profondo e globale senso di sé, come una indivisa unità di corpo, mente e coscienza. Ogni essere umano può muoversi, nella sua vita, fra differenti stati di coerenza, sperimentando perdita di senso così come integrità e realizzazione. Gli stati ad alta coerenza mostrano l’incredibile potenziale del cervello umano di raggiungere più alti stati di ordine e consapevolezza. Questo può essere di grande utilità per quantificare il grado di sviluppo del potenziale umano.

3) La terza scoperta riguarda la coerenza interpersonale tra cervelli. Gli esperimenti hanno mostrato una inaspettata comunicazione EEG tra due persone sedute una vicina all’altra (20- 50 cm ), con valori di picco della coerenza vicini al 90%. I cervelli di persone vicine, che normalmente mostrano dei grafici cerebrali completamente indipendenti (zero coerenza), possono diventare altamente coerenti, attraverso l’empatia, l’amore, il silenzio e lo scambio intellettuale. Noi insegniamo alle coppie come “sintonizzarsi tra loro”.

4) La quarta scoperta riguarda l’esistenza della coerenza collettiva tra i cervelli di un gruppo di persone. Abbiamo osservato e quantificato una forte sincronizzazione collettiva tra i cervelli di 12 persone sedute in meditazione silenziosa, con un valore medio collettivo tra il 50 e 70%.  Questo dimostra l’esistenza di una coscienza collettiva, e mostra che gli esseri umani possono comunicare e percepire un profondo senso di unità anche attraverso il silenzio e il vuoto, forse grazie al campo dell’Akasha, o al campo di energia di punto zero. Questi dati rappresentano le basi scientifiche della Coscienza Planetaria, queste ricerche testimoniano la realtà neurofisiologica della sensazione di unità, della cooperazione tra persone, dalle classi scolastiche ai gruppi di lavoro, al dialogo tra popoli.

 

Cyber: il modello coerente della coscienza

Dopo queste ricerche che testimoniavano anche sperimentalmente la validità del nuovo paradigma, abbiamo sentito il bisogno di un nuovo modello sistemico di vita e coscienza - basato sulla coerenza delle informazioni e sul principio di unità - che permetta un’interpretazione olistica della Teoria dei Sistemi. Quindi abbiamo creato il modello olistico Cyber: un “sistema unitario” energetico-informatico ad alta coerenza, che si manifesta come una “unità di coscienza vivente”.

Il cuore del sistema vivente – come già intuiva Mary Catherine Bateson – è quindi l’esperienza del sé, dell’unità dell’essere. Questo sistema unitario può essere riconosciuto e quantificato in quanto caratterizzato energicamente da uno stato di bassa entropia, e ciberneticamente da un alto livello di comunicazione delle informazioni tra tutte le sue parti, creando così un elevato ordine e complessità di strutture e funzionamenti. Il sistema agisce come un tutto. Cyber è un sistema autoreferente, autopoietico (Varela), lontano dall’equilibrio (Prigogine), capace di conoscere e di conoscersi. Cyber permette una comprensione e rappresentazione scientifica di concetti fino ad ora puramente filosofici come l’identità, il sé, l’osservatore o l’anima, comuni alla maggioranza delle antiche e moderne filosofie, psicologie e vie spirituali.

 

I quattro stati di coerenza: verso un’interpretazione quantistica e cibernetica della Teoria Generale dei Sistemi

Dalle ricerche neurofisiologiche sulla coerenza (sincronizzazione) cerebrale sono emersi quattro principali stati di organizzazione. Seguendo la logica della Teoria Generale dell’Evoluzione dei Sistemi, questi quattro stati neurofisiologici possono essere isomorficamente applicati sia ai fenomeni quantistici e chimici, sia agli organismi viventi, sia agli stati di coscienza o salute psicofisica, sia alle società umane. Considerando che nello stato di assenza stabile di coerenza (coerenza zero) non sia possibile l’esistenza di sistemi viventi, possiamo osservare che i sistemi viventi si organizzano in quattro grandi stati:

0) Stato di non vita – nessuna coerenza (Caos-morte): Chiamiamo “stato zero” lo stato di assenza di coerenza considerando che in questo stato non può esserci alcun sistema vivente ma solo un sistema aggregato di unità.

1) Stato di disgregazione – minima coerenza (caos-malattia-involuzione): Le aree del cervello e della mente hanno una insufficiente comunicazione o non comunicano tra loro, il complesso sistema neuro-psichico tende a disgregarsi. Questo stato è caratterizzato da una coerenza informatica minima o assente, da massima entropia e assenza di attività globali coordinate: tipico degli stati di grave degenerazione, morte cerebrale, coma profondo, non-coscienza. Negli organismi viventi è uno stato associato alla decadenza o morte del sistema, o, evolutivamente, all’involuzione o all’estinzione di una specie. Nei sistemi sociali corrisponde al collasso sociale, alla fine di una cultura o di una razza, alla decadenza o estinzione di una nazione o di una civiltà.

2) Stato di frammentazione – bassa coerenza (sopravvivenza biologica-competizione-conflitto): Le parti e le funzioni del cervello e della psiche non sono coordinati, anzi lavorano in modo disarmonico ed “egoista” tra loro, in conflitto o in isolamento, senza una finalità globale comune. Tipico degli stati di bassa consapevolezza o di conoscenza frammentata, di conflitto interiore, di depressione, di crisi psicologica e di malessere globale. Questo stato è caratterizzato da bassa coerenza, alta entropia, bassa sinergia (debolezza) delle attività funzionali globali. Il sistema tende a perdere energia e informazione. Tra specie animali corrisponde al livello di costante lotta per la sopravvivenza: la “legge della jungla” o legge del più forte. Negli organismi viventi è associato allo stato di malattia (squilibrio interno, scompenso fisiologico) ed evolutivamente al disadattamento e alla regressione. Nei sistemi umani allo stato di guerra, di conflitto etnico, religioso, socioeconomico, di crollo dei valori culturali, ecc. E’ lo stato in cui si è trovato il pianeta per millenni.

3) Stato di integrazione – alta coerenza – (Logos-ordine-network): Le parti e le funzioni del cervello (e della psiche) sono coordinate e sincroniche tra loro, cooperano formando un network di relazioni-informazioni, per un risultato globale comune. È un livello tipico degli stati di consapevolezza e di conoscenza globale, di benessere psicofisico. Caratterizzato da alta coerenza, bassa entropia, alta sinergia e vigore funzionale delle attività globali. Il sistema tende ad accumulare energia e informazioni che, eventualmente, può utilizzare per crescere e creare. Nei sistemi viventi si manifesta come stato di vigore e benessere e, nelle specie animali tale stato può portare alla creazione di comportamenti e strutture collettive e sociali. Tale stato di crescita può portare ad un salto evolutivo adattativo. Nei sistemi sociali corrisponde alla fase di stabilità e di crescita economica, in cui prevale la relazione e il “network”. Le parti sociali trovano dei punti di dialogo e cooperazione positiva. E’ lo stato a cui tende la parte più evoluta dell’attuale politica culturale internazionale, dalla globalizzazione dei mercati, dall’ONU, ai processi di globalizzazione dei commerci e delle culture, alle reti Internet.

4) Stato di Unità – coerenza totale – (Olos-unità-evoluzione): Le parti del cervello e della psiche sono completamente sincronizzate, armoniche e si muovono all’unisono: tipico dello stato di autocoscienza, “unità di coscienza”: L’unità (il sé) prevale sulle singole parti componenti (personalità). Caratterizzato da altissima coerenza e onde elettroencefalografiche armoniche, minima entropia massima sinergia e coordinazione delle attività globali. La massima comunicazione e la minima resistenza tra le parti permettono di raggiungere il più elevato grado di unità, base dei grandi salti evolutivi sia a livello cognitivo, che spirituale o sociale. Esempi evolutivi di questo salto ad altissima coerenza sono l’integrazione di 10 miliardi di atomi a formare un’unità cellulare, o di 10 miliardi di cellule a formare un organismo animale. A livello sociale si può immaginare che l’emergere di una nuova coscienza planetaria e la futura integrazione globale, nel rispetto dell’individualità e della diversità umana e culturale, possano portare ad un’unità planetaria ad elevatissima coerenza - all’interno della grande famiglia umana e tra questa e l’ecosistema planetario - ancora difficile da immaginare ma certamente già presente nei modelli di Gaia di Lovelock, di Villaggio Globale di McLuhan, di Noosfera di De Chardin, o di Coscienza Planetaria.

Come membro creativo del Club di Budapest International ho sentito una forte urgenza di applicare queste scoperte all’evoluzione umana, e di trasferire questa conoscenza alle persone, per renderle consapevoli del proprio potenziale e della propria bellezza. Per questo scopo, nel 1997, in un’antica villa con acque termali della Toscana, abbiamo creato il Villaggio Globale, un centro olistico per la salute globale e la crescita umana, sede del Club di Budapest Italia, dove abbiamo iniziato a sviluppare tecniche di coerenza per migliorare la salute mentale e risolvere i disturbi psicosomatici, liberandoci dai vecchi condizionamenti, stimolando la creatività e espandendo la coscienza verso una dimensione planetaria. Sulla base di queste esperienze abbiamo sostenuto e realizzato grandi progetti come la ricerca sui creativi culturali, la Rete Olistica , l’Enciclopedia Olistica e recentemente il Progetto Globale 2012.

 

Per ulteriori approfondimenti: Cyber, la visione olistica, di Nitamo Federico Montecucco, Ed. Mediterranee, 2000, Roma; Psicosomatica Olistica, Ed. Mediterranee, 2005, Roma; vedi anche l’Enciclopedia Olistica: http://www.enciclopediaolistica.com, e la Rete Olistica www.reteolistica.it nei campi dello sviluppo del potenziale umano.